Zilpa

Zilpa è una donna citata nel testo della Genesi[1]. Ella fu l'ancella che Lia diede in moglie a Giacobbe per ottenere una prole dal momento che la sua padrona aveva cessato di aver figli.

Racconto biblico

Per capire bene il contesto del personaggio biblico qual è stata Zilpa, bisogna concepire il fatto che esisteva una sorta di rivalità tra la sua padrona (Lia) e Rachele, entrambe mogli di Giacobbe. Tale contrasto influi profondamente sulla trama della vita di Giacobbe e della sua discendenza tanto che le sue mogli, entrambe - in un primo momento- sterili, arrivarono al punto di dargli in moglie le loro ancelle: Zilpa e Bila. Codeste diedero alla luce i primi piccoli discendenti di Israele[2].

Note

  1. ^ Bibbia.net - ricerca della parola "Zilpa" nella Bibbia, su www.lachiesa.it. URL consultato il 26 febbraio 2018.
  2. ^ Bibbia.net- Cap 30, su www.lachiesa.it. URL consultato il 26 febbraio 2018.
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Aser (tribù)

Aser è l'ottavo figlio di Giacobbe, il secondo con Zilpa, ancella di Lia.

È anche il nome della tribù israelitica che ha come capostipite Aser stesso.

Asher (nome)

Asher è un nome proprio di persona inglese maschile.

Chiostro Verde

Il Chiostro Verde fa parte del complesso del convento di Santa Maria Novella, appartenuto all'ordine domenicano a Firenze. Oggi fa parte del Museo di Santa Maria Novella, uno dei musei civici della città. Da Chiostro Verde, vero cuore del complesso, si accede al Cappellone degli Spagnoli, al Chiostro dei Morti ed al Chiostro Grande.

Gad (nome)

Gad (in ebraico: גָּד) è un nome proprio di persona ebraico maschile.

Gad (tribù)

Gad è il settimo figlio di Giacobbe, il primo con Zilpa, ancella di Lia.

È anche il nome della tribù israelitica che ha come capostipite Gad stesso.

Giacobbe

Giacobbe (ebraico יַעֲקֹב: Yaʿaqov o Ya'ãqōb, greco antico ᾿Ιακώβ, latino Iacob, arabo يعقوب Yaʿqūb) significa "il soppiantatore". Il nome deriva da ageb ossia "tallone"; fu chiamato così poiché, « al momento del parto, teneva con la mano il calcagno del fratello gemello, nato per primo e quindi destinatario del diritto di primogenitura », che poi, esattamente, contestò, così come sottrasse al fratello la benedizione paterna con l'inganno.È uno dei Padri dell'Ebraismo nonché eroe eponimo del popolo di Israele: infatti venne soprannominato da JHWH stesso "Israele" in quanto "lottò col Signore e vinse", dalla radice shr, lottare, ed El, Signore. Le sue vicende sono narrate nel libro della Genesi.

Per tutte le Chiese Cristiane è il Terzo Patriarca.

Giuseppe il Nutritore

Giuseppe il Nutritore (Joseph der Ernährer, in tedesco) è il quarto ed ultimo romanzo della tetralogia Giuseppe e i suoi fratelli (titolo originale Joseph und seine Brüder), dello scrittore tedesco Thomas Mann, iniziato nell'agosto del 1940, durante il suo esilio statunitense e terminato nei primi giorni del 1943 e, alla fine dello stesso anno, pubblicato a Stoccolma. Il romanzo è ispirato al noto racconto biblico, limitatamente all'ultima parte del soggiorno egiziano del patriarca.Il romanzo, articolato in un preludio e sette capitoli, inizia con il viaggio di Giuseppe, condannato da Potifar

e ridotto in ceppi, verso la fortezza di Zawi-Re. Il capo delle guardie Mai-Sachme si avvede ben presto delle qualità del giovane prigioniero e gli affida compiti progressivamente più importanti.

Giuseppe manifesta, poi, una singolare capacità: interpretare i sogni. Si avvalgono del suo acume due compagni di prigionia: il coppiere e il panettiere di Faraone. Come Giuseppe aveva previsto, il panettiere sarà presto giustiziato e il coppiere, graziato, tornerà a servire Faraone.

Quando Faraone a sua volta farà un sogno che nessuno, tra i sapienti di Egitto, è in grado di spiegargli, il coppiere rammenta le prodigiose capacità del suo antico compagno di prigionia. Giuseppe liberato e condotto a corte, dopo aver ascoltato il sogno, preanuncia al sovrano che l'Egitto conoscerà sette anni di abbondanza seguiti da sette anni di carestia. Faraone, colpito dalla sapienza di Giuseppe, gli affida l'amministrazione del paese in modo da fronteggiare quanto sta per accadere. Superate le sue sventure, asceso tra i grandi d'Egitto, Giuseppe vedrà giungere sino a lui, in cerca di provviste, i vecchi fratelli

che molti anni prima l'avevano venduto come schiavo al vecchio ismaelita. Giuseppe non si fa riconoscere e, con uno stratagemma, riesce a far arrivare presso di lui, l'intera famiglia: tutti i fratelli e l'anziano padre Giacobbe. Solo allora svelerà la sua identità e, fra lo stupore dei suoi, si riconcilierà con tutta la sua famiglia.

Issachar

Issachar era il nono figlio di Giacobbe, il quinto con la prima moglie, Lia.

È anche il nome di una tribù israelitica.

Il nome è ebraico e può essere scritto anche Yissachar o Issacar, trascritto in lingua ebraica יִשָּׂשׁכָר, vocalizzazione standard Yissaḫar, oppure vocalizzazione tiberiense Yiśśâḵār.

Significa egli è un salario o uomo di salario.

Il nome di Issachar viene spiegato nel libro della Genesi capitolo 30, versetto 18: Lia disse, "Dio mi ha dato la mia ricompensa perché ho concesso la mia ancella a mio marito (come concubina)", e lo chiamò Issachar.

La frase non ha un significato immediato. La nascita di Issachar è in realtà un racconto che occupa i capitoli 29 e 30.

Patriarca (ebraismo)

I patriarchi (in ebraico: אבות‎? avot o abot, singolare in ebraico: אב‎? Ab o aramaico: אבא, Abba) della Bibbia, quando definiti in senso stretto, sono Abramo, suo figlio Isacco e il figlio di Isacco Giacobbe, chiamato anche Israele, capostipite degli Israeliti. Questi tre personaggi vengono chiamati collettivamente i patriarchi dell'Ebraismo ed il periodo in cui vissero è noto come "età patriarcale". Hanno un ruolo importante nelle Scritture ebraiche durante e dopo i rispettivi periodi della loro esistenza. Vengono usati come indicatori significativi nella rivelazione divina e nell'Alleanza, e continuano ad avere ruoli importanti nelle religioni abramitiche. Più in generale, il termine "patriarchi" può essere utilizzato per riferirsi a venti figure ataviche tra Abramo e Adamo. I primi dieci di questi sono chiamati i patriarchi antidiluviani, perché vennero prima del Diluvio. Ebraismo e Islam sostengono che i patriarchi e le loro mogli primarie – Sara (moglie di Abramo), Rebecca (moglie di Isacco), Lia e Rachele (le mogli di Giacobbe) – (note come le matriarche), sono seppellite a Macpela, un sito considerato sacro da ebrei, musulmani e cristiani.

Rachele

Rachele è una personalità biblica, presentata nel libro della Genesi.

È la figlia minore di Labano, e quindi parente di Abramo, sorella di Lia, e favorita del patriarca Giacobbe, di cui diventerà seconda moglie.

Rachele e Giacobbe sono cugini (Labano è il fratello di Rebecca, madre di Giacobbe).

Da Giacobbe avrà due figli, due dei dodici progenitori delle tribù di Israele: Giuseppe e molti anni in seguito Beniamino, morendo subito dopo il parto.

La tomba di Rachele si trova a Betlemme, in Giudea (dal 1995 amministrata dall'Autorità Nazionale Palestinese in attesa di uno status definitivo dopo essere stata sotto amministrazione israeliana).

Vayetze

Vayetze, Vayeitzei, o Vayetzei (ebraico: וַיֵּצֵא — tradotto in italiano: "ed egli partì", incipit di questa parashah) è la settima porzione settimanale della Torah (ebr. פָּרָשָׁה – parashah o anche parsha/parscià) nel ciclo annuale ebraico di letture bibliche dal Pentateuco. Rappresenta il passo 28:10-32:3 della Genesi che gli ebrei leggono durante il settimo Shabbat dopo Simchat Torah, generalmente in novembre o dicembre.

La parashah narra dei viaggi di Giacobbe ad Aran, il tempo che vi trascorre e la sua dipartita. La parashah racconta inoltre il sogno di Giacobbe di una scala verso il cielo, il suo incontro con Rachele al pozzo, il periodo passato a lavorare per Labano e a vivere con Rachele e Lia, la nascita dei figli e quando Giacobbe lascia Labano e parte con la famiglia.

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