Unione europea

L'Unione europea[12] (abbreviata in UE o Ue, pron. /ˈue/[13]) è un'organizzazione politica ed economica sovranazionale, che comprende 28 Stati membri d'Europa. Nata come Comunità economica europea con il trattato di Roma del 25 marzo 1957, nel corso di un lungo processo di integrazione europea, con l’adesione di nuovi Stati membri e la firma di numerosi trattati modificativi, tra cui il trattato di Maastricht del 1992 e l'Unione economica e monetaria con la valuta unica nel 2002, ha assunto la denominazione e la struttura attuale con il trattato di Lisbona del 2007. Viene considerata come una potenziale superpotenza.[14][15]

Le sue funzioni politico-economiche la rendono simile a una federazione di stati (per es. per quanto riguarda gli affari monetari o le politiche ambientali), mentre in altri settori l'Unione è più vicina a una confederazione (mancando di una politica interna e politica industriale comuni) o a un'organizzazione politica sovranazionale (come per la politica estera), regolata a livello giuridico dal diritto comunitario con il suo ordinamento giuridico e al vertice la Costituzione Europea.

Fra i suoi scopi formalmente dichiarati vi è l'incremento del benessere socio-economico e l'attenuazione delle differenze socio-economiche tra i vari stati membri attraverso l'integrazione economica, la crescita economica e il progresso scientifico e tecnologico, promuovendo la pace, i valori sociali e il benessere dei popoli europei, lottando contro l'esclusione sociale, la discriminazione e a favore dei diritti umani (ad es. con la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea). Le competenze dell'Unione spaziano dunque dalle politiche economiche (agricoltura e commercio) con una politica agraria comune e la presenza di fondi strutturali per il raggiungimento degli obiettivi socio-economici preposti, agli affari esteri con una politica estera comune[16], alla difesa e alla protezione ambientale, con ciascun stato membro che concorre al bilancio comunitario in misura diversa, mantenendo buona parte della propria sovranità nazionale (ad es. politica interna) a mezzo dei rispettivi parlamenti e governi nazionali[17]. Come effetto delle politiche dell'Unione, ad es., oltre a confermare la libera circolazione di persone già stabilita dai precedenti trattati europei, essa permette la libera circolazione di merci, servizi e capitali all'interno del suo territorio attraverso il mercato europeo comune (senza dazi doganali all'interno) costruito a partire dal 1957 coi Trattati di Roma, e fornisce una cittadinanza dell'Unione europea[18][19].

Le decisioni di unione economica e monetaria dell'Unione europea hanno portato nel 2002 all'introduzione di una moneta unica, l'euro, attualmente adottata da 19 su 28 stati dell'Unione, che formano la cosiddetta eurozona, con una politica monetaria comune governata dalla Banca centrale europea (BCE).

Il 12 ottobre 2012 è stata insignita del premio Nobel per la pace, con la seguente motivazione: «per oltre sei decenni ha contribuito all'avanzamento della pace e della riconciliazione, della democrazia e dei diritti umani in Europa».[20]

Unione europea
vedi i nomi nelle lingue ufficiali
Flag of Europe
Bandiera dell'Europa
AbbreviazioneUE, Ue
TipoOrganizzazione internazionale sui generis
Fondazione
Scopoesercizio di parte della sovranità nazionale degli Stati membri in numerosi campi
Sedi istituzionali Greater coat of arms of the City of Brussels.svg Bruxelles:

Blason ville lu Luxembourg-ville.svg Lussemburgo:

Flag of Strasbourg.svg Strasburgo:

Area di azioneEuropa
Presidente della CommissioneLussemburgo Jean-Claude Juncker
Presidente del Parlamento Italia David Sassoli
Presidente del Consiglio europeo Polonia Donald Tusk
Alto rappresentante per gli Affari Esteri Italia Federica Mogherini
Presidenza del Consiglio dell'UE[1] Finlandia Antti Rinne
Lingua ufficiale24 lingue[2]
Membri28 (2013)
MottoUnita nella diversità[3]
Inno Inno alla gioia di Beethoven
Dominio Internet .eu
Festa dell'Unione 9 maggio[4]
Riconoscimenti Medaglia del Premio Nobel Premio Nobel per la pace 2012 
Sito web
Paesi membri 2013
Global European Union
Membri28: Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Regno Unito[5], Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia, Ungheria
CandidatiUfficiali: Albania, Macedonia del Nord, Montenegro, Serbia, Turchia
Potenziali: Bosnia ed Erzegovina, Kosovo[6]
Statistiche complessive
Superficie4 326 253 km²
Popolazione503 679 730 ab.[7]
Densità116,6 ab./km²[8]
Fusi orariUTC/+1/+2 (regioni periferiche: -4 e +4)
ValuteEuro () (EUR) in 19 Paesi
Altre valute (9): Corona ceca (CZK), Corona danese (DKK), Corona svedese (SEK), Fiorino ungherese (HUF), Kuna croata (HRK), Lev bulgaro (BGN), Leu rumeno (RON), Sterlina inglese (GBP), Złoty polacco (PLN)
PIL14 710 mld € (2015)[9]
PIL procapite28 900 €
ISUAumento 0,874[10] molto alto (2017)
Gini31[11] (2015)

Storia

Contesto storico

Quai d'Orsay
Il Quai d'Orsay a Parigi, dove Schuman tenne la sua dichiarazione

La costituzione di entità statali o parastatali che comprendessero l'intero territorio europeo può essere fatta risalire a periodi storici ben antecedenti rispetto alla fondazione dell'UE. Il primo organismo di tale genere fu l'Impero romano, che tuttavia non condivideva la medesima estensione geografica dell'Unione essendo incentrato sul mar Mediterraneo[21]; inoltre le conquiste territoriali romane dipendevano dalla potenza militare dell'Impero, e le province annesse dovevano sottostare a un'amministrazione statale fortemente centralizzata.

Esempi successivi includono l'Impero dei Franchi di Carlo Magno[22], il Sacro Romano Impero (una struttura meno omogenea, che era caratterizzata da un'amministrazione decentrata) e l'unione doganale che si venne a creare sotto il dominio di Napoleone dopo l'anno 1800.

Una delle prime proposte di riunificazione pacifica del continente sotto l'egida di un'unica istituzione sovranazionale fu avanzata dal pacifista Victor Hugo[23]; a ogni modo, l'idea cominciò a prendere fortemente piede solamente dopo le due guerre mondiali, guidata dalla determinazione a completare rapidamente la ricostruzione dell'Europa ed eliminare l'eventualità di nuovi, futuri conflitti fra le sue nazioni. Esemplare in tal senso fu il Manifesto di Ventotene[23], redatto al confino da Ernesto Rossi, Eugenio Colorni ed Altiero Spinelli.

Accordi preliminari

Dopo la seconda guerra mondiale, l'integrazione europea apparve come un antidoto ai nazionalismi estremi che avevano precedentemente devastato il continente. Winston Churchill tenne nel 1946 un discorso all'Università di Zurigo predicendo la costituzione degli stati uniti d'Europa[23] entro la fine del ventesimo secolo e due anni dopo si tenne il Congresso dell'Aia (1948) dove per la prima volta si discusse formalmente quali potessero essere i benefici di uno stato federale europeo. Nel 1952 sorse la Comunità europea del carbone e dell'acciaio[24], il primo accordo dell'integrazione europea. Il trattato instaurò un mercato comune del carbone e dell'acciaio, abolendo le barriere doganali e le restrizioni quantitative che frenavano la libera circolazione di queste merci; soppresse nello stesso modo tutte le misure discriminatorie, aiuti o sovvenzioni che erano accordati dai vari stati alla propria produzione nazionale Il principio di libera concorrenza permetteva il mantenimento dei prezzi più bassi possibili, pur garantendo agli stati il controllo sugli approvvigionamenti.

Trattato di Roma

La prima unione doganale fra paesi europei, la cosiddetta Comunità economica europea, CEE, fu istituita mediante il Trattato di Roma del 1957[23] e implementata nel 1958. Parallelamente alla CEE, venne istituito l'EURATOM, la comunità europea dell'energia atomica[25]; le comunità europee, CEE, EURATOM e CECA, andranno poi a costituire in futuro uno dei tre pilastri dell'Unione europea. Negli anni la cooperazione si è evoluta e rafforzata con vari trattati comunitari e intese esterne alla comunità che confluiranno nell'Unione europea. Nel 1965 le attività delle tre comunità si unirono sotto un'unica guida con l'istituzione del consiglio unico e della commissione unica delle comunità europee tramite il trattato di fusione[26].

Nel 1973 la comunità vide il suo primo allargamento ad altri stati, con l'ingresso di Danimarca (che a quei tempi comprendeva anche la Groenlandia che uscì nel 1985), Irlanda e Regno Unito[27]. Nel 1975, esternamente alla comunità, dodici stati europei firmarono il trattato di TREVI, in francese Terrorisme, Radicalisme, Extrémisme et Violence Internationale, per la lotta comune al terrorismo. Sebbene non rientrasse nell'apparato comunitario, questo trattato costituì il terzo pilastro dell'Unione europea.

Nel 1979 furono proclamate le prime elezioni democratiche del parlamento europeo a suffragio universale[28]. Nel 1981 si unì alla Comunità europea anche la Grecia e, nel 1986, Spagna e Portogallo. Nel frattempo, nel 1985, esternamente alla comunità europea, si concluse l'accordo di Schengen. Nel 1987 entrò in vigore la cooperazione politica europea, formalizzata precedentemente nell'atto unico europeo. Nel 1990 avvenne di fatto il primo allargamento ai paesi del blocco sovietico, con l'unificazione della Germania dopo la caduta del muro di Berlino.

Trattato di Maastricht

Nel 1992[29] il trattato di Maastricht pose fine al precedente, gettando le basi per una più solida integrazione, dando vita alla Comunità europea. Si concluse pure il trattato di TREVI, aprendo la nuova cooperazione giudiziaria e di polizia in materia penale e la cooperazione politica europea confluì nella politica estera e di sicurezza comune, rafforzando la sicurezza all'interno del territorio della Comunità europea. Nel 1995, Svezia, Austria e Finlandia entrarono a far parte della Comunità europea[30].

Trattato di Lisbona

Nel 2002 fu introdotto l'euro come valuta comune per la maggior parte degli stati comunitari[31]. Successivamente, si pianificò una maggiore espansione politica e territoriale con l'allargamento UE ad Est 2004-2007 e la successiva adesione di Cipro, Repubblica Ceca, Estonia, Ungheria, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia, Slovacchia e Slovenia.

Nel 2007 nacque ufficialmente l'Unione europea[32] con il trattato di Lisbona, ratificato nel 2009, unificando i tre pilastri che si erano solidificati negli ultimi 50 anni: la Comunità europea, la Cooperazione giudiziaria e di polizia in materia penale e la PESC. Si creò per la prima volta una figura legale che rappresentasse l'Unione europea, il presidente del Consiglio europeo e si rafforzò la posizione dell'alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza. Col trattato di Lisbona vennero aggiunte per la prima volta procedure di recesso dall'Unione europea, conosciute come articolo 50, a cui si appellò solamente il Regno Unito a seguito di un referendum popolare. Sempre nel 2007 ci fu un ulteriore allargamento, a seguito dell'adesione di Romania e Bulgaria[32].

Nel 2012 l'Unione europea ricevette il Premio Nobel per la pace per aver contribuito per oltre 50 anni alla pace, la riconciliazione, la democrazia e ai diritti umani in Europa[33].

Nel 2013 continuò l'allargamento con l'adesione della Croazia all'Unione europea, raggiungendo il numero complessivo di 28 stati[34]. Nel 2017, a seguito di un referendum popolare[35], il Regno Unito fece appello alle clausole inserite nell'ultimo trattato per richiedere l'uscita dall'Unione europea da marzo del 2019.

Geografia

EU map blank
Carta fisica dell'Unione europea
Mont Blanc, Mont Maudit, Mont Blanc du Tacul
La vetta del monte Bianco, al confine tra Italia e Francia, con i suoi 4 810 metri è il picco dell'Unione

Gli Stati dell'Unione europea coprono una superficie di 4 326 253 km² facendone la settima entità mondiale per estensione. Il Monte Bianco con i suoi 4 810 metri d'altezza è il punto più alto dell'Unione, mentre la zona più bassa è il Zuidplaspolder nei Paesi Bassi, 7 metri sotto il livello del mare. L'estensione costiera dell'Unione è la seconda al mondo, dopo il Canada, con quasi 66 000 chilometri di lunghezza. L'Unione europea confina con 21 entità indipendenti condividendo con questi 12 441 chilometri di frontiere esterne.

La maggior parte del territorio è situata all'interno del continente Europa, ma l'Unione europea possiede Territori speciali degli stati membri dell'Unione europea che si trovano anche su isole e territori al di fuori del continente.

Fanno parte del territorio numerose isole abitate, alcune appartenenti al continente europeo, altre fuori; le più grandi sono:

Posizione Isola Nazione Continente Superficie (km²) Popolazione (ab.)
1
Gran Bretagna Regno Unito Europa 229 850 62 000 000
2
Irlanda Irlanda / Regno Unito Europa 84 079 5 700 000
3
Sicilia Italia Europa 25 711 5 077 487
4
Sardegna Italia Europa 24 090 1 639 942
5
Cipro Cipro Asia 9 250 1 000 000
6
Corsica Francia Europa 8 680 309 693
7
Creta Grecia Europa 8 336 621 340
8
Sjælland Danimarca Europa 7 026 2 300 000
9
Vendsyssel-Thy Danimarca Europa 4 685 302 546
10
Maiorca Spagna Europa 3 640 869 067

Altre isole fuori dal continente europeo con più di 1000 km2 di superficie sono 3 isole dell'arcipelago delle Canarie, Tenerife, Fuerteventura e Gran Canaria in Africa, appartenenti alla Spagna, Groenlandia in America, appartenenti alla Danimarca, Guadalupa in America, Riunione in Africa e Nuova Caledonia appartenenti alla Francia.

Stati membri

Al 2013 l'Unione europea conta 28 Stati membri: Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia e Ungheria. L'Unione è cresciuta da un nucleo di sei Paesi fondatori dell'allora Comunità economica europea (segnati in grassetto) e si è espansa includendo progressivamente la maggioranza degli Stati sovrani europei fino ad arrivare all'attuale configurazione.

Pos. Bandiera Stemma Nome Codice ISO Data di
adesione
Abitanti Superf. Valuta PIL pro
capite
Rappr. Lingue ufficiali
1 Austria Austria Bundesadler.svg Austria AT 1º gennaio 1995 8 219 743 83 871 Euro 42 400 19 Tedesco
2 Belgio Great coat of arms of Belgium.svg Belgio BE 25 marzo 1957 10 438 353 30 528 Euro 38 200 22 Olandese, francese e tedesco
3 Bulgaria Coat of arms of Bulgaria.svg Bulgaria BG 1º gennaio 2007 7 037 935 110 879 Lev bulgaro 8 651 18 Bulgaro
4 Cipro Coat of arms of Cyprus (old).svg Cipro CY 1º maggio 2004 1 138 071 9 251 Euro 30 926 6 Greco e turco
5 Croazia Coat of arms of Croatia.svg Croazia HR 1º luglio 2013 4 290 612 56 542 Kuna croata 15 870 11 Croato
6 Danimarca National Coat of arms of Denmark.svg Danimarca DK 1º gennaio 1973 5 543 453 43 094 Corona danese 37 600 13 Danese
7 Estonia Coat of arms of Estonia.svg Estonia EE 1º maggio 2004 1 274 709 45 228 Euro 20 600 6 Estone
8 Finlandia Coat of arms of Finland.svg Finlandia FI 1º gennaio 1995 5 262 930 338 145 Euro 36 700 13 Finlandese e svedese
9 Francia Armoiries république française.svg Francia FR 25 marzo 1957 65 630 692 643 801 Euro 35 600 74 Francese
10 Germania Coat of arms of Germany.svg Germania DE 25 marzo 1957 81 305 856 357 022 Euro 38 400 96 Tedesco
11 Grecia Coat of arms of Greece.svg Grecia GR 1º gennaio 1981 10 767 827 131 957 Euro 26 600 22 Greco
12 Irlanda Coat of arms of Ireland.svg Irlanda IE 1º gennaio 1973 4 722 028 70 273 Euro 40 100 12 Inglese e irlandese
13 Italia Emblem of Italy.svg Italia IT 25 marzo 1957 61 261 254 301 340 Euro 33 200 73 Italiano
14 Lettonia Coat of arms of Latvia.svg Lettonia LV 1º maggio 2004 2 191 580 64 589 Euro 15 900 9 Lettone
15 Lituania Coat of arms of Lithuania.svg Lituania LT 1º maggio 2004 3 525 761 65 300 Euro 19 100 12 Lituano
16 Lussemburgo Coat of arms of Luxembourg.svg Lussemburgo LU 25 marzo 1957 509 074 2 586 Euro 81 100 6 Francese, lussemburghese e tedesco
17 Malta Coat of arms of Malta.svg Malta MT 1º maggio 2004 409 836 316 Euro 25 800 6 Inglese e maltese
18 Regno dei Paesi Bassi Royal coat of arms of the Netherlands.svg Paesi Bassi NL 25 marzo 1957 16 730 632 41 543 Euro 42 700 26 Olandese e frisone
19 Polonia Herb Polski.svg Polonia PL 1º maggio 2004 38 415 284 312 685 Złoty 20 600 51 Polacco
20 Portogallo Coat of arms of Portugal.svg Portogallo PT 1º gennaio 1986 10 781 459 92 090 Euro 23 700 22 Portoghese
21 Regno Unito Royal Coat of Arms of the United Kingdom.svg Regno Unito GB 1º gennaio 1973 63 047 162 243 610 Sterlina britannica 36 600 73 Inglese
22 Rep. Ceca Coat of arms of the Czech Republic.svg Repubblica Ceca CZ 1º maggio 2004 10 177 300 78 867 Corona ceca 27 400 22 Ceco
23 Romania Coat of arms of Romania.svg Romania RO 1º gennaio 2007 21 848 504 238 391 Leu rumeno 11 534 33 Rumeno
24 Slovacchia Coat of arms of Slovakia.svg Slovacchia SK 1º maggio 2004 5 483 088 49 035 Euro 23 600 13 Slovacco
25 Slovenia Coat of arms of Slovenia.svg Slovenia SI 1º maggio 2004 1 996 617 20 273 Euro 26 758 8 Sloveno, italiano e ungherese
26 Spagna Escudo de España (mazonado).svg Spagna ES 1º gennaio 1986 47 042 984 505 370 Euro 31 000 54 Spagnolo, galiziano, basco e catalano
27 Svezia Great coat of arms of Sweden.svg Svezia SE 1º gennaio 1995 9 103 788 450 295 Corona svedese 40 900 20 Svedese
28 Ungheria Coat of arms of Hungary.svg Ungheria HU 1º maggio 2004 9 958 453 93 028 Fiorino ungherese 19 800 22 Ungherese

A seguito della Brexit, il Regno Unito sta trattando con l'Unione europea per l'uscita da essa.

Solo in tre occasioni vi sono state variazioni territoriali dell'Unione europea senza che ciò corrispondesse all'adesione di nuovo Stato all'Unione:

Allargamento

European Union as a single entity
Area coperta dall'Unione europea

Per l'incorporazione di uno Stato estraneo all'Unione, questo deve rispettare una serie di condizioni economiche e politiche conosciute come criteri di Copenaghen. Nello specifico, i paesi candidati, oltre a dover essere situati geograficamente in Europa, debbono presentare:

  • istituzioni stabili che garantiscano la democrazia, lo Stato di diritto, i diritti umani e il rispetto delle minoranze;
  • un'economia di mercato funzionante e la capacità di fronteggiare la competizione e le forze del mercato all'interno dell'Unione;
  • la capacità di sostenere gli obblighi derivanti dall'adesione, inclusi l'adesione all'unione politica, economica e monetaria.

Stati candidati

I seguenti Stati hanno presentato e ottenuto l'approvazione della domanda di adesione all'Unione europea e risultano ad oggi candidati ufficiali:

I microstati europei, quali il Principato di Andorra, la Città del Vaticano, il Principato del Liechtenstein la Repubblica di San Marino, per la loro natura peculiare che ne giustifica l'esistenza, non rispettano i criteri di Copenaghen e con ogni probabilità non faranno mai parte dell'Unione europea.

Nomi ufficiali

L'Unione europea nelle varie lingue ufficiali è chiamata:

L'Unione europea nelle lingue dei paesi candidati all'adesione è chiamata:

  • Macedone: Европската Унија (Evropskata Unija)
  • Serbo: Европска унија (Evropska unija)
  • Turco: Avrupa Birliği
  • Albanese: Bashkimi Evropian

Società

Popolazione

Density of Population in EU 2014
Densità di popolazione nell'UE nel 2014

Al 1º gennaio 2016 la popolazione dell'Unione europea era di circa 510,1 milioni di persone (il 6,9% della popolazione mondiale).[37][38] Nel 2015, 5,1 milioni di bambini sono nati nell'UE-28, corrispondente a un tasso di natalità di 10 su 1.000, ovvero 8 nascite al di sotto della media mondiale.[39] Per fare un confronto, il tasso di natalità nell'UE-28 si è attestato a 10,6 nel 2000, 12,8 nel 1985 e 16,3 nel 1970.[40] Il suo tasso di crescita della popolazione era positivo allo 0,23% stimato nel 2016.[41]

Nel 2010, 47,3 milioni di persone che vivevano nell'UE erano nate al di fuori del loro paese di residenza. Ciò corrisponde al 9,4% della popolazione totale dell'UE. Di questi, 31,4 milioni (6,3%) sono nati al di fuori dell'UE e 16,0 milioni (3,2%) sono nati in un altro stato membro dell'UE. Il maggior numero assoluto di persone nate al di fuori dell'UE era in Germania (6,4 milioni), in Francia (5,1 milioni), nel Regno Unito (4,7 milioni), in Spagna (4,1 milioni), in Italia (3,2 milioni) e nei Paesi Bassi (1,4 milioni).[42] Nel 2017, circa 825.000 persone hanno acquisito la cittadinanza di uno stato membro dell'Unione Europea. I gruppi più grandi erano cittadini di Marocco, Albania, India, Turchia e Pakistan.[43] 2,4 milioni di immigrati provenienti da paesi non UE sono entrati nell'UE nel 2017.[44][45]

Lingue

Lingua Madrelingua Totale
inglese 13% 51%
tedesco 18% 32%
francese 13% 26%
italiano 12% 16%
spagnolo 8% 15%
polacco 8% 9%
rumeno 5% 5%
olandese 4% 5%
greco 3% 4%
ungherese 3% 3%
portoghese 2% 3%
ceco 2% 3%
svedese 2% 3%
bulgaro 2% 2%
slovacco 1% 2%
danese 1% 1%
finlandese 1% 1%
lituano 1% 1%
croato 1% 1%
sloveno <1% <1%
estone <1% <1%
irlandese <1% <1%
lettone <1% <1%
maltese <1% <1%

Sondaggio 2012.[46]
Madrelingua: lingua nativa[47]
Totale: i cittadini dell'UE sono in grado
di tenere una conversazione in questa lingua.[48]

L'Unione europea contempla 24 lingue ufficiali: bulgaro, croato, ceco, danese, olandese, inglese, estone, finlandese, francese, tedesco, greco, ungherese, italiano, irlandese, lettone, lituano, maltese, polacco, portoghese, rumeno, slovacco, Sloveno, spagnolo e svedese. Documenti importanti, come la legislazione, sono tradotti in ogni lingua ufficiale e il Parlamento europeo fornisce la traduzione per i documenti e le sessioni plenarie.[49][50][51]

A causa dell'elevato numero di idiomi ufficiali, la maggior parte delle istituzioni utilizza solo una manciata di lingue di lavoro.[52] La Commissione europea svolge le sue attività interne in tre lingue procedurali: inglese, francese e tedesco. Allo stesso modo, la Corte di giustizia europea usa il francese come lingua di lavoro,[53][54] mentre la Banca centrale europea svolge la sua attività principalmente in inglese.[55][56]

Anche se la politica linguistica è responsabilità degli stati membri, le istituzioni dell'UE promuovono il multilinguismo tra i suoi cittadini.[57][58] L'inglese è la lingua più parlata nell'UE, essendo compresa dal 51% della popolazione dell'UE nel conteggio di nativi e non madrelingua.[59] Il tedesco è la lingua madre più parlata (il 16% della popolazione dell'UE). Più della metà (56%) dei cittadini dell'UE è in grado di svolgere una conversazione in una lingua diversa dalla propria lingua materna.[60]

La maggior parte delle lingue ufficiali dell'UE appartiene alla famiglia linguistica indoeuropea, rappresentata dai rami balto-slavo, italico, germanico, ellenico, e celtico. Alcune lingue dell'UE, tuttavia, sono l'ungherese, il finlandese, l'estone (tutte e tre uraliche), il basco[61] (isolata) e il maltese (semitica), non appartengono alle lingue indoeuropee.[62] I tre alfabeti ufficiali dell'Unione europea (cirillico, latino e greco moderno) derivano tutti dagli alfabeti greci arcaici.[63][64]

Oltre alle 24 lingue ufficiali, ci sono circa 150 lingue regionali e minoritarie, parlate da oltre 50 milioni di persone.[62] Il catalano, il galiziano, il basco, il gaelico scozzese e il gallese non sono lingue ufficiali riconosciute dell'Unione europea ma hanno uno status semi-ufficiale: le traduzioni ufficiali dei trattati sono fatte in loro e i cittadini hanno il diritto di corrispondere con le istituzioni in queste lingue.[65][66] La Carta europea delle lingue regionali o minoritarie ratificata dalla maggior parte degli Stati dell'UE fornisce linee guida generali che gli Stati possono seguire per proteggere il loro patrimonio linguistico. La Giornata europea delle lingue si tiene annualmente il 26 settembre e ha lo scopo di incoraggiare l'apprendimento delle lingue in tutta Europa.[67]

Religione

Affiliazione religiosa nell'Unione europea (2015)[68]
Affiliazione % della popolazione europea
Cristiani 71.6
 
Cattolici 45.3
 
Protestanti 11.1
 
Ortodossi 9.6
 
Altro 5.6
 
Musulmano 1.8
 
Altre fedi 2.6
 
Irreligiosi 24
 
Non credente/Agnostico 13.6
 
Atei 10.4
 

L'UE non ha alcun legame formale con nessuna religione. L'articolo 17 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea[69] riconosce lo "status sotto il diritto nazionale delle chiese e delle associazioni religiose" nonché quello delle "organizzazioni filosofiche e non confessionali".[70]

Il preambolo del trattato sull'Unione europea menziona "l'eredità culturale, religiosa e umanista dell'Europa".[70] La discussione sui progetti di testi della Costituzione europea e in seguito sul trattato di Lisbona includeva proposte per menzionare il cristianesimo o Dio, o entrambi, nel preambolo del testo, ma l'idea ha affrontato l'opposizione ed è stata abbandonata.[71]

I cristiani nell'Unione europea sono divisi tra membri del cattolicesimo (rito romano e orientale), numerose denominazioni protestanti (anglicani, luterani e riformati che costituiscono la maggior parte di questa categoria) e la Chiesa ortodossa orientale. Nel 2009, l'UE aveva una popolazione musulmana stimata di 13 milioni,[72] e una popolazione ebraica stimata di oltre un milione.[73] Anche le altre religioni del mondo di buddismo, induismo e sikhismo sono rappresentate nella popolazione dell'UE.

Secondo i nuovi sondaggi sulla religiosità nell'Unione europea nel 2015 dall'Eurobarometro, il cristianesimo è la più grande religione dell'Unione europea, pari al 71,6% della popolazione dell'UE. I cattolici sono il più grande gruppo cristiano, rappresentano il 45,3% della popolazione dell'UE, mentre i protestanti costituiscono l'11,1%, gli ortodossi orientali costituiscono il 9,6% e gli altri cristiani rappresentano il 5,6%.[68]

I sondaggi dell'Eurobarometro di Eurostat hanno mostrato nel 2005 che il 52% dei cittadini dell'UE credeva in un Dio, il 27% in "una sorta di spirito o forza vitale", e il 18% non aveva alcuna forma di convinzione.[74] Negli ultimi anni, molti paesi hanno sperimentato l'abbandono della chiesa e l'adesione.[75] I paesi in cui il minor numero di persone ha riferito di una convinzione religiosa sono stati l'Estonia (16%) e la Repubblica ceca (19%).[74] I paesi più religiosi erano Malta (95%, prevalentemente cattolico) e Cipro e Romania (entrambi prevalentemente ortodossi), ciascuno con circa il 90% dei cittadini che professano una fede in Dio. In tutta l'UE, la credenza era più alta tra le donne, gli anziani, quelli con educazione religiosa, quelli che lasciavano la scuola a 15 o 16 anni e quelli che "si posizionavano sulla destra della scala politica".[74]

Maggiori città

L'Unione europea contiene 16 città con più di un milione di abitanti, la più grande delle quali è Londra. Oltre a queste, ci sono agglomerati urbani che pian piano si sono allargati e uniti e che hanno superato per dimensioni molte delle città classiche; il più grande di essi è la Regione metropolitana Reno-Ruhr, che supera i 10 milioni di abitanti. Per quanto concerne solo l'area comunale, i primi dieci comuni dell'Unione europea sono i seguenti:

Pos. Immagine Città Stato membro Popolazione (ab.) Anno
1
Super moon over City of London from Tate Modern 2018-01-31 4 City of London logo.svg Londra Regno Unito Regno Unito 8 615 246[76] 2015
2
Berlin, Gendarmenmarkt, Deutscher und Französischer Dom 2014-07 (2) Coat of arms of Berlin.svg Berlino Germania Germania 3 531 201[77] 2015
3
Plaza Mayor, Madrid (Spain) Escudo de Madrid.svg Madrid Spagna Spagna 3 141 991[78] 2015
4
Piazza del Campidoglio, Rome - 2511 Roma-Stemma.png Roma Italia Italia 2 868 104[79] 2014
5
Atardecer en La Defense, París 2011 Grandes armes de la ville de Paris.svg Parigi Francia Francia 2 273 305[80] 2013
6
Wien, Hofburg -- 2018 -- 3185 Wien 3 Wappen.svg Vienna Austria Austria 1 840 573[81] 2016
7
Ateneo Rumano, Bucarest, Rumanía, 2016-05-29, DD 73 ROU Bucharest CoA.svg Bucarest Romania Romania 1 803 425[82] 2014
8
Hamburg, Speicherstadt, Wasserschloss -- 2016 -- 2890 DEU Hamburg COA.svg Amburgo Germania Germania 1 751 775[83] 2013
9
Hungarian Parliament Building and II. Rakoczi statue in Budapest by night - panoramio (15) Coa Hungary Town Budapest big.svg Budapest Ungheria Ungheria 1 744 665[84] 2014
10
Warsaw (19130300421) POL Warszawa COA.svg Varsavia Polonia Polonia 1 726 581[85] 2014

Istruzione

Four students showing placard in Igreja de Santa Engrácia
Studenti ERASMUS sui gradini della Chiesa di Santa Engrácia, a Lisbona

Il progetto Erasmus, nato nel 1987, permette agli studenti universitari europei di svolgere un periodo di studio legalmente riconosciuto dalla propria università all'interno di un qualsiasi altro ateneo situato all'interno dell'Unione.

Il progetto fu creato per educare le future generazioni di cittadini all'idea di appartenenza europea; dalla sua creazione si è giunti a mobilitare all'interno della Unione europea oltre un milione di studenti. Attualmente 2199 istituzioni universitarie dei 31 paesi che aderiscono al programma Socrates partecipano al progetto Erasmus.

Per molti studenti universitari europei il programma Erasmus offre l'occasione per vivere all'estero in maniera indipendente per la prima volta. Per questa ragione è diventato una sorta di fenomeno culturale ed è molto popolare fra gli studenti universitari europei. Il programma non incoraggia solamente l'apprendimento e la comprensione della cultura ospitante, ma anche un senso di comunità tra gli studenti appartenenti a paesi diversi. L'esperienza dell'Erasmus è considerata non solo un momento universitario ma anche un'occasione per imparare a convivere con culture diverse.

Media e libertà d'espressione

La libertà dei media è un diritto fondamentale che si applica a tutti gli Stati membri dell'Unione europea e ai suoi cittadini, come definito nella Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea e nella Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali.[86] Nell'ambito del processo di Allargamento dell'Unione europea, la garanzia della libertà dei media è definita "un indicatore chiave della disponibilità di un paese a diventare parte dell'UE".[87]

La libertà dei media, compresa la libertà di stampa, è il principale diritto per garantire la libertà di espressione e la libertà di informazione.

L'annuale Giornata mondiale della libertà di stampa si celebra il 3 maggio.[88]

Status giuridico

L'Unione europea ha gradualmente acquisito numerose prerogative tipiche di una federazione, con il progressivo trasferimento di poteri dagli Stati membri agli organismi dell'UE. Essa si fonda tuttora su trattati internazionali recepiti a livello interno da tutti gli Stati membri, ma ha assunto personalità giuridica propria.

Attualmente essa si basa su due trattati fondativi: il trattato sull'Unione europea (TUE; detto anche "Trattato di Maastricht") e il trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE; detto anche "Trattato di Roma"). A questi si aggiungono il trattato di Amsterdam del 1997, i "protocolli allegati ai Trattati" e la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea il cui valore vincolante è stato deciso dal trattato di Lisbona, equiparandone il contenuto al valore giuridico dei trattati stessi nonché, secondo invece il Titolo VII della stessa Carta di Nizza, ai diritti costituzionali nazionali e a quelli Fondamentali citati nella Convenzione europea del 1950.

Il problema della definizione dell'attuale status giuridico dell'Unione sfociò, il 29 ottobre 2004, nella firma, a Roma, del Trattato che adotta una Costituzione per l'Europa, comunemente noto come Costituzione europea. Tale testo ribadiva la possibilità di una cooperazione rafforzata per la promozione di iniziative di integrazione tra gruppi di paesi, già prevista nel trattato di Amsterdam e in quello di Nizza.

Un nuovo trattato era stato richiesto dal Consiglio europeo attraverso la Dichiarazione di Laeken poiché il funzionamento delle istituzioni comuni, era ritenuto inadatto alla coesistenza di ben 28 stati membri, ciascuno dei quali con diritto di veto in aree fondamentali della politica comune.

Il processo di ratifica della Costituzione venne, tuttavia, interrotto il 29 maggio 2005 con un referendum popolare in cui il 54,7% dell'elettorato francese ha scelto di non sottoscrivere il Trattato; pochi giorni dopo, il 1º giugno, anche la popolazione dei Paesi Bassi si dichiarò contraria all'introduzione del Trattato (con il 61,6% dei voti). Sebbene 18 stati membri avessero recepito il documento, prevalentemente per via parlamentare, la cosiddetta Costituzione europea non entrò in vigore.

Dopo il "periodo di riflessione" durato due anni, la cancelliera tedesca Angela Merkel decise di rilanciare il processo di riforma con la Dichiarazione di Berlino del 25 marzo 2007, in occasione dei 50 anni dell'Europa unita, in cui venne espressa la volontà di sciogliere il nodo entro pochi mesi al fine di consentire l'entrata in vigore di un nuovo trattato nel 2009, anno delle elezioni del nuovo Parlamento europeo.

Si svolse, così, sotto la presidenza tedesca dell'Unione il vertice di Bruxelles tra il 21 e il 23 giugno 2007 nel quale si arrivò a un accordo sul nuovo trattato di riforma. L'accordo recepiva gran parte delle innovazioni contenute nella cosiddetta Costituzione, anche se con alcune modifiche al fine di rendere meno evidente il carattere per così dire "costituzionale" del vecchio testo, pur ribadendo pressoché tutti i meccanismi introdotti con il predetto testo, e in più aggiungendo la facoltà per alcuni paesi di "chiamarsi fuori" da politiche comuni.

Dopo la conclusione della conferenza intergovernativa che finalizzò il nuovo testo, il trattato di Lisbona venne approvato al Consiglio europeo del 18 e 19 ottobre 2007 proprio in tale città e firmato il 13 dicembre dai capi di Stato e di governo. Il trattato è stato ratificato da quasi tutti gli stati firmatari, prevalentemente per via parlamentare, nel corso del 2008. La mancata ratifica da parte dell'Irlanda in seguito ad apposito referendum confermativo, così come richiesto dalla Costituzione irlandese, non ha permesso di farlo entrare in vigore entro le elezioni europee del 2009. È stato, pertanto, convocato un secondo referendum in Irlanda il 2 ottobre 2009, in cui il trattato è stato approvato con oltre il 67% dei voti[89]. Dal 3 novembre 2009, data del sì definitivo della Repubblica Ceca, tutti gli stati membri hanno ratificato il trattato[90][91], entrato in vigore il 1º dicembre 2009[92].

L'Unione attualmente consiste in una zona di libero mercato, detto mercato comune (unione economica), caratterizzata in parte da una moneta unica, l'euro, regolamentata dalla Banca centrale europea (BCE) e attualmente adottata da 19 dei 28 stati membri (unione economica e monetaria o Eurozona), che dà vita nel suo complesso all'unione economica e monetaria dell'Unione europea; essa presenta inoltre un'unione doganale nata già con il trattato di Roma del 1957, ma completata fra i paesi aderenti agli accordi di Schengen, che garantiscono ai loro cittadini libertà di movimento, lavoro e investimento all'interno degli stati membri. L'Unione presenta, inoltre, una politica agricola comune, una politica commerciale comune e una politica comune della pesca. Esistono anche meccanismi di coordinamento dell'UE sulla politica estera e di difesa.

Paesi terzi

Quando ci si riferisce all'Unione europea, la dicitura paese terzo significa nazione extra UE, ovvero non appartenente all'Unione. Questo termine si trova, per esempio, nelle direttive, regolamenti e documenti in generale, emanati dall'UE.

Competenze dell'Unione europea

Il trattato di Lisbona definisce in maniera precisa le competenze dell'Unione distinguendo tra[93]:

  • competenza esclusiva (art. 3 TFUE);
  • competenze concorrenti (art. 4 TFUE);
  • competenze di sostegno (art. 6 TFUE);

Competenza esclusiva

Ci sono alcune aree giuridiche di competenza esclusiva dell'Unione europea, nel senso che i singoli stati non possono imporre le proprie regole o agire indipendentemente. Le principali aree sono l'unione doganale, la regolamentazione del mercato europeo comune, la politica monetaria per gli stati la cui moneta è l'euro, la conservazione degli ecosistemi marini e la conclusione di alcuni trattati internazionali[93]. In questi settori, l'Unione europea negozia con un'unica voce e agisce come un unico blocco, prendendo decisioni a cui devono sottostare tutti gli stati membri senza eccezione.

Competenza concorrente

A differenze dei settori precedenti, l'Unione ha competenza concorrente con quella degli Stati membri, nel senso che gli stati membri possono agire dove l'Unione europea non lo ha già fatto, in materie principalmente riguardante la coesione sociale ed economica, le politiche ambientali, la protezione dei consumatori e la regolamentazione di servizi di infrastruttura come energia, trasporti, ricerca e sviluppo[93].

Nei settori della cooperazione allo sviluppo e degli aiuti umanitari, l'Unione ha competenza per condurre azioni e una politica comune, senza che l'esercizio di tale competenza possa avere per effetto di impedire agli Stati membri di esercitare la loro. Invece nei settori della ricerca, dello sviluppo tecnologico e aerospaziale, della cooperazione allo sviluppo e degli aiuti umanitari l'Unione e gli Stati agiscono entrambi con gli strumenti specifici che sono loro propri. L'Unione tutt'al più adotta delle politiche di coordinamento, senza però limitare in alcun modo l'azione statale.[93]

Competenza di sostegno

L'Unione europea può coordinare e sostenere le azioni degli stati membri in settori terzi dove non può legiferare o imporre un modus operandi[94]. Questi settori comprendono il turismo, la tutela della salute, industria, cultura, istruzione, formazione giovanile, sport e altri simili.

Per le politiche economiche, occupazionali e sociali l'Unione ha un ruolo di coordinamento e detta le linee guida (tramite il solo Consiglio) entro le quali ogni Stato ha la libertà di determinare le proprie peculiari politiche[94].

Diritti umani e democrazia

L'Unione europea ha da sempre assunto il principio dello stato di diritto e la promozione dei diritti umani come propri valori fondanti (basti pensare che requisito fondamentale per farne parte è l'abolizione della pena di morte); essa difende attivamente tali diritti sia all'interno dei suoi confini sia nelle proprie relazioni estere, ponendo talvolta precisi requisiti per la concessione di accordi commerciali o di altro genere. La protezione garantita dall'Unione europea ai suoi cittadini è avanzatissima: in molti casi essa sopravanza le garanzie prescritte dalla Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo e dalla Corte suprema degli Stati Uniti d'America[95].

Per quanto riguarda la situazione interna, l'Unione europea ha promosso l'armonizzazione delle legislazioni nazionali in materia di asilo politico per i rifugiati, e si propone di combattere il razzismo, l'omofobia e la xenofobia attraverso il sostegno a una rete di organizzazioni non governative e una specifica Agenzia. Nonostante la complessità e la criticità della governance per l'estrema frammentazione negli stati membri, questi sforzi hanno conferito all'Unione europea, in materia di diritti umani, la legislazione con la maggiore uniformità[95].

Dal punto di vista delle relazioni internazionali, dal 1992 l'Unione ha introdotto nei propri accordi commerciali o di cooperazione con paesi terzi una clausola che indica il rispetto dei diritti umani come elemento essenziale del rapporto bilaterale (p. es. nella convenzione di Cotonou, che lega l'UE a 78 paesi in via di sviluppo ai quali si richiedono precisi impegni nel campo del rispetto dei diritti umani). I principali obiettivi della politica estera europea sono dichiaratamente il progresso e la pacificazione internazionale, ritenuti possibili solo nell'ambito di una struttura democratica.

Per quanto riguarda la libertà di stampa, tutti i paesi che compongono l'Unione europea sono classificati, dall'ONG Freedom House, come "liberi".[96]

Istituzioni, organismi e agenzie decentrate

Le attività dell'Unione europea sono regolate da un certo numero di istituzioni e organismi, supportati da numerose agenzie decentrate. Tali organi espletano i compiti assegnati loro dai vari trattati. La leadership politica dell'Unione è esercitata dal Consiglio europeo, che si occupa anche di compiere un'opera di mediazione nei casi in cui vi siano dispute su alcune politiche da adottare.

Istituzioni

L'Unione europea si articola intorno alle istituzioni inizialmente previste nell'ambito delle Comunità europee e dei suoi organi specifici.

Gli organi principali dell'Unione sono le cosiddette "sette istituzioni", riorganizzate dal trattato di Lisbona:

  • la Commissione europea rappresenta gli interessi generali dell'UE, è formata da un Commissario per Stato membro, con sede a Bruxelles. Dura in carica cinque anni, compreso il Presidente: i componenti sono nominati dal Consiglio europeo, ma devono avere l'approvazione del Parlamento europeo. Detiene il potere esecutivo e quello di iniziativa legislativa;
  • il Parlamento europeo, composto dai rappresentanti dei cittadini degli stati membri eletti a suffragio universale diretto (prima dell'entrata in vigore del trattato di Lisbona si faceva riferimento ai popoli dell'unione) da tutti i cittadini dell'Unione ogni cinque anni, compreso il presidente che per prassi rimane in carica due anni e mezzo. Ai sensi del Trattato ha sede a Strasburgo, città della Francia, ma svolge i suoi lavori anche a Bruxelles (dove si trova un altro emiciclo) e a Lussemburgo (sede del segretariato). Ogni singolo Stato stabilisce in autonomia le modalità di svolgimento delle elezioni e il metodo di ripartizione dei seggi. Condivide il potere legislativo insieme al Consiglio dell'Unione europea, con funzioni simili a quelle di una "camera bassa"[97];
  • il Consiglio dell'Unione europea (o "Consiglio dei ministri"), formato da un rappresentante di ciascuno Stato membro a livello ministeriale che si occupa della stessa materia a livello statale (ad esempio al Consiglio dei ministri convocato per urgenza economica parteciperanno tutti i ministri dell'economia, ambientale quelli dell'ambiente ecc.), con sede a Bruxelles. La presidenza è assegnata a uno Stato membro e ruota ogni 6 mesi. Detiene il potere legislativo insieme al Parlamento europeo, con funzioni simili a quelle di una "camera alta";
  • il Consiglio europeo comprende un rappresentante per ogni stato: il Capo di Stato (se si tratta di repubbliche semipresidenziali o presidenziali) o quello di Governo (se si tratta di monarchie o repubbliche parlamentari). I capi di Stato e di governo sono assistiti dai ministri degli esteri e da un membro della Commissione, con sede a Bruxelles. Il Presidente, nominato dal Consiglio europeo stesso, dura in carica due anni e mezzo. Ha la funzione di dare un indirizzo generale alle politiche europee;
  • la Corte di giustizia dell'Unione europea, vigila sull'applicazione del diritto dell'Unione europea, con sede a Lussemburgo;
  • la Corte dei conti europea, verifica il finanziamento delle attività dell'UE, con sede a Lussemburgo;
  • La Banca centrale europea, è responsabile per la politica monetaria europea, con sede a Francoforte sul Meno.

Organismi consultivi

Organismi finanziari

Organismi inter-istituzionali

Altri organismi

Agenzie decentrate

Nel tempo sono state create diverse agenzie che svolgono compiti tecnici, scientifici o di gestione. Tra queste si possono citare:

Cooperazione rafforzata

La cooperazione rafforzata è una procedura decisionale istituzionalizzata con il trattato di Amsterdam e poi modificata dal trattato di Nizza. Essa consiste nel realizzare una più forte cooperazione tra alcuni Stati membri dell'Unione europea in determinati temi senza coinvolgere la totalità degli stati membri che possono avere reticenze nell'incrementare l'integrazione in alcune aree; può entrare in vigore, però, solo se partecipa almeno un terzo degli stati membri. Le cooperazioni in vigore sono 6 e vertono sui seguenti temi:

Cartografia della cooperazioni rafforzate:

EU Divorce
Legge europea sul divorzio

     Membri UE aderenti

     In corso di ratifica

     Membri UE non aderenti

EUpatent
Brevetto europeo

     Accordo ratificato

     Accordo firmato

     Accordo non firmato

     Non proseguirà con la ratifica

     Non partecipante

     Altre convenzioni sui brevetti (non UE)

EU financial transaction tax
Tassa sulle transazioni finanziarie

     Favorevole

     Contrario

     Indeciso (Euro)

     Indeciso (Non euro)

Euro Plus Pact participants
Membri aderenti al patto Euro Plus

     Eurozona

     Membri UE aderenti a Euro Plus

     Altri membri UE

European Fiscal Compact
Fiscal compact

     Membri dell'eurozona

     Membri dello SME

     Altri membri UE

     Membri UE che non hanno firmato il patto di bilancio

Politica estera

La politica estera e di sicurezza comune è la politica estera e di difesa dell'Unione europea. Viene gestita e promossa dall'Alto rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza e dal Servizio europeo per l'azione esterna.

Politiche di vicinato

La politica europea di vicinato è una delle politiche esterne dell'Unione europea, indirizzata ai paesi collocati in prossimità dell'Unione verso sud e verso est. L'obiettivo è quello di costruire rapporti più stretti con tali stati a livello economico, politico, culturale e strategico.

La collaborazione euromediterranea, o Processo di Barcellona, è stata varata con la conferenza di Barcellona del 27-28 novembre 1995. Vi parteciparono i ministri degli Esteri degli allora 15 stati membri e dodici paesi dell'Africa Mediterranea e del Vicino Oriente: Algeria, Cipro, Egitto, Giordania, Israele, Libano, Malta, Marocco, Siria, Tunisia, Turchia e l'Autorità Nazionale Palestinese. La Libia era presente come paese osservatore. Attualmente, dopo gli allargamenti dell'Unione europea del 2004, 2007 e 2013, la collaborazione coinvolge i Ventotto e dieci paesi della sponda sud del Mediterraneo. Gli obiettivi dell'accordo sono tre: rafforzare le relazioni in materia politica e di sicurezza, creare una collaborazione economica e finanziaria, e potenziare la cooperazione nei settori sociale, culturale e umano.

Economia

EU GDP 2007 it
Il PIL procapite (a parità di potere d'acquisto) nell'Unione, secondo i dati Eurostat per il 2012. I valori sono espressi in percentuale della media dell'UE a 28.

L'Unione europea possiede l'economia più grande al mondo, con un prodotto interno lordo nominale complessivo nel 2013 stimato in oltre 13.500 miliardi di euro[98].

Tra le diverse nazioni, in particolare risultano essere trainanti quattro regioni dell'Europa, che per tal motivo vengono definite i Quattro Motori economici: Baden-Württemberg, Catalogna, Rodano-Alpi e Lombardia[99].L'Unione europea detiene mediamente nel tempo il 30% della ricchezza netta mondiale.[100] Segue un prospetto sintetico che mostra la situazione economica dei ventotto Stati dell'Unione, degli Stati in fase di negoziazione per l'accesso e dei rimanenti Stati europei (escluso il Kosovo, per il quale non sono ancora disponibili dati macroeconomici completi a causa della recente indipendenza dalla Serbia). Gli Stati sono ordinati a seconda del prodotto interno lordo (PIL) pro capite, che può essere usato come indice del grado di benessere in una data nazione.

Bilancio dell'Unione

L'Unione europea dispone di un bilancio proprio finanziato da:

Tali risorse costituiscono oltre il 98% delle entrate dell'Unione per un budget di circa 142 miliardi di euro, approssimativamente l'1% del Prodotto interno lordo dell'intera Unione.

Le principali voci di spesa sono:

Le altre voci di spesa sono legate alla politica estera dell'Unione e all'amministrazione.[101]

Politica agricola comune

La politica agricola comune (PAC) rappresenta una delle più “anziane” e importanti politiche dell'UE. Le motivazioni profonde della centralità di questa politica sono strettamente collegate con la poca competitività del settore agricolo europeo[102]. Essa è un sistema di finanziamenti destinati alle attività di coltivazione all'interno dell'Unione; il suo scopo principale è quello di mantenere livelli adeguati di produzione agricola concedendo sussidi alle aziende e ai lavoratori direttamente impiegati nel settore.

Furono introdotti sussidi e incentivi alla produzione agricola, per aumentarne la quantità e per rendere più stabili i prezzi, a beneficio degli agricoltori. In seguito si sono aggiunti gli obiettivi di garantire la sicurezza dei prodotti alimentari e il rispetto dell'ambiente rurale.

Una delle misure della politica agricola perseguita in quegli anni consistette nella fissazione di livelli minimi di prezzo per i prodotti agricoli, che generano enormi eccedenze. La procedura usuale dell'Unione europea era pagare gli esportatori perché potessero vendere tali prodotti all'estero.

L'opinione pubblica ha dimostrato chiaramente di rifiutare di finanziare senza limite i surplus, ma tale politica venne presa di mira non tanto dai paesi del terzo mondo esportatori di derrate agricole quanto dai paesi ricchi, in primo luogo gli Stati Uniti, che pretendevano di esportare nel ricco mercato europeo.[103]

Negli ultimi anni gli organi dell'Unione hanno radicalmente cambiato la politica tradizionale. I nuovi regolamenti hanno drasticamente ridotto gli stimoli a produrre. Il risultato di tale inversione di rotta, proprio nel momento in cui gli Stati Uniti stanno dirottando verso usi non alimentari, ma energetici, le loro eccedenze agricole è stato criticato da chi paventa un acuirsi del problema dell'approvvigionamento di cibo. Questo mentre l'Asia sta mutando radicalmente dieta, e non avendo spazi sufficienti per produrre cereali per l'allevamento li dovrà acquistare[104]. Avere abbandonato la politica della sicurezza potrebbe provocare conseguenze negative per paesi come l'Italia, con una produzione che copre ormai solo una frazione dei cereali consumati e dei panelli proteici per l'allevamento.[105]

La PAC, anche nella versione attuale, è stata peraltro accusata di distribuire fondi in maniera poco equilibrata, favorendo le aziende agricole più grandi e sostenendo la diffusione di metodi di coltivazione invasivi.

La politica agricola è una dei primi accordi comuni europei. Si concentra soprattutto sul settore dei cereali, su quello ortofrutticolo, su quello vinicolo, sul settore delle carni bovine e su quello lattiero-caseario. Oggi, assorbe poco meno della metà delle intere risorse dell'Unione (ossia circa 56 miliardi di euro)[106]; questo dato è in diminuzione, se si pensa che nel 1980 la PAC ne assorbiva circa il 70%[107].

Fondi strutturali

I fondi strutturali dell'Unione, per il settennio 2007-2013, vengono ripartiti secondo tre obiettivi:

Fondo europeo per lo sviluppo regionale

ERDF 2014-2020 it
Fondo europeo di sviluppo regionale 2014-2020:

     Regioni meno sviluppate (PIL pro capite < 75 % media UE)

     Regioni di transizione (PIL pro capite 75÷90 % media UE)

     Regioni più sviluppate (PIL pro capite > 90 % media UE)

Allo scopo di appianare le disomogeneità presenti nel tessuto economico e sociale delle diverse regioni del continente, l'Unione promuove la crescita delle aree meno sviluppate attraverso l'erogazione di ingenti fondi riservati al finanziamento degli investimenti nelle seguenti aree:

  • la creazione di nuovi posti di lavoro;
  • l'investimento nelle infrastrutture, per favorire lo sviluppo e la creazione di posti di lavoro (nelle aree coperte dall'"Obiettivo 1") e, in generale, per diversificare e rivitalizzare le attività economiche locali;
  • il supporto alle piccole e medie imprese locali, ad esempio favorendo il trasferimento delle tecnologie e promuovendo strumenti finanziari idonei al sostentamento delle aziende, anche tramite aiuti economici diretti;
  • l'investimento nel campo dell'educazione e della sanità (nelle aree coperte dall'"Obiettivo 1");
  • lo sviluppo dell'ambiente produttivo, la promozione della ricerca di nuove tecnologie, lo sviluppo della società dell'informazione, la tutela dell'ambiente, le pari opportunità nell'accesso al lavoro e la cooperazione interregionale e transnazionale.

Complessivamente, i fondi europei per lo sviluppo regionale contribuiscono al sostentamento di aree economicamente e socialmente meno sviluppate, segnatamente negli stati membri di recente ingresso.

Dati macroeconomici

Stati membri dell'UE
Nazione PIL 2016[108]
(in milioni di $)
PIL 2015
pro-capite[109]
($)
PIL 2015
pro-capite[110]
(in % di EU-28)
Infl.[111]
(2013)
Disoc.[112]
(2013)
Crescita del PIL
(media 2000-09)[113]
Crescita del PIL
(2015)[114][115]
Lussemburgo Lussemburgo 55 730 98 987 271 +1,7% 5,9% +3,2% +4,4%
Irlanda Irlanda 257 417 55 533 145 +0,5% 13,1% +3,7% +7,6%
Paesi Bassi Paesi Bassi 815 646 49 166 129 +2,6% 6,7% +1,6% +1,8%
Austria Austria 404 293 47 250 127 +2,1% 4,9% +1,7% +0,8%
Germania Germania 3 934 664 46 893 125 +1,6% 5,3% +0,9% +1,5%
Danimarca Danimarca 258 702 45 709 124 +0,5% 7,0% +0,8% +1.6%
Belgio Belgio 494 121 43 585 117 +1,2% 8,4% +1,6% +1,3%
Svezia Svezia 473 413 41 188 123 +0,4% 8,0% +2,0% +2,8%
Francia Francia 2 703 378 41 181 106 +1,0% 10,8% +1,3% +1,2%
Regno Unito Regno Unito 2 756 748 41 159 110 +2,6% 7,5% +1,9% +2,5%
Finlandia Finlandia 224 999 41 120 108 +2,2% 8,2% +2,0% +0,4%
Malta Malta 15 382 35 826 99 +1,0% 6,5% +1,6% +3,4%
Italia Italia 2 213 909 35 708 95 +1,3% 11,8% +0,9% +1,0%
Spagna Spagna 1 615 074 34 819 92 +1,5% 26,4% +2,6% +3,1%
Cipro Cipro 28 058 32 785 81 +0,4% 16,0% +3,2% +2,5%
Rep. Ceca Rep. Ceca 332 477 31 549 85 +1,4% 7,0% +3,6% +3,9%
Slovenia Slovenia 63 964 31 007 83 +1,9% 10,2% +3,1% +2,3%
Slovacchia Slovacchia 160 998 29 720 77 +1,5% 14,2% +4,6% +3,2%
Estonia Estonia 37 549 28 592 74 +3,2% 8,6% +4,5% +2%
Lituania Lituania 82 355 28 359 74 +1,2% 11,8% +4,8% +1,8%
Portogallo Portogallo 289 791 27 835 77 +0,4% 16,5% +0,9% +1,6%
Polonia Polonia 1 005 449 26 455 69 +0,8% 10,3% +3,9% +3,5%
Grecia Grecia 285 976 26 449 71 -0,9% 27,3% +3,0% −2,3%
Ungheria Ungheria 258 444 26 222 68 +1,7% 10,2% +2,3% +3%
Lettonia Lettonia 49 081 24 712 64 +0,0% 11,9% +4,7% +2,2%
Croazia Croazia 91 096 21 581 58 +2,3% 17,6% +3,1% +0,8%
Romania Romania 413 846 20 787 57 +3,2% 7,3% +4,6% +3,4%
Bulgaria Bulgaria 136 855 19 097 46 +0,4% 12,9% +4,7% +1,7%
Europa Zona euro 13 478 334 - 106 +1,4% 12,0% +1,4% +0,6%
Unione europea Unione europea 19 205 364 - 100 +1,5% 10,8% +1,6% +1,8%
Stati candidati all'adesione UE
Pos. Nazione[6] PIL 2016[108]
(milioni di $)
PIL 2015 pro-capite[109]
($)
% di EU-28 (PPA)
(2015)[110]
Inflazione
(2012)[116]
Disoccupazione
(2012)[116][117]
1 Turchia Turchia 1 665 332 20 438 53 +6,2% 9,2%
2 Montenegro Montenegro 7 421 16 123 41 +5,1% 19,1%
3 Macedonia del Nord Macedonia del Nord 29 037 14 009 37 +4,7% 31,3%
4 Serbia Serbia 97 502 13 671 36 +12,2% 23,1%
5 Albania Albania 32 650 11 301 30 +2,4% 15,0%

Cultura

Sunset over florence 1
L'Italia è stata rappresentata come capitale europea della cultura da Firenze nel 1986 e poi da Matera nel 2019

Simboli

European flag outside the Commission
Bandiere di fronte alla sede della Commissione europea

La storia della bandiera europea ebbe inizio nel 1955. All'epoca, l'Unione europea esisteva solo sotto forma di Comunità europea del carbone e dell'acciaio, con solo sei Stati membri. Diversi anni prima era stato tuttavia istituito un organismo separato con un numero maggiore di partecipanti - il Consiglio d'Europa - impegnato nella difesa dei diritti umani e nella promozione della cultura europea. Il Consiglio d'Europa stava valutando all'epoca quale simbolo adottare. Dopo varie discussioni, venne adottato l'attuale disegno: un cerchio di dodici stelle dorate in campo blu. In varie tradizioni, il dodici è un numero simbolico che rappresenta la completezza. Si tratta inoltre ovviamente del numero dei mesi dell'anno e delle ore indicate sul quadrante dell'orologio.

Il cerchio è tra l'altro un simbolo di unità. Si è soliti attribuire il disegno vincente al disegnatore francese Arsène Heitz il quale successivamente ne fornì una spiegazione in chiave biblica, facendo riferimento a un'immagine della devozione alla Madonna propria del dodicesimo capitolo dell'Apocalisse: "Nel cielo apparve poi un segno grandioso: una donna vestita di sole con la luna sotto i suoi piedi e sul suo capo una corona di dodici stelle". Il Consiglio d'Europa incoraggiò in seguito le altre istituzioni europee ad adottare la medesima bandiera e nel 1983 il Parlamento europeo accolse l'invito. Nel 1985 la bandiera venne infine adottata da tutti i capi di Stato e di governo dell'UE come emblema ufficiale dell'Unione europea, denominata all'epoca Comunità europea. Tutte le istituzioni europee utilizzano la bandiera dall'inizio del 1986, quando, con l'ingresso di Spagna e Portogallo, i membri della Comunità raggiunsero il numero di dodici. La bandiera europea è l'unico emblema della Commissione europea, l'organo esecutivo dell'UE. Le altre istituzioni e organi dell'UE hanno un proprio emblema oltre alla bandiera europea.

La capitale europea della cultura è una città designata dall'Unione europea, che per il periodo di un anno ha la possibilità di mettere in mostra la sua vita e il suo sviluppo culturale. Diverse città europee hanno sfruttato questo periodo per trasformare completamente la loro base culturale, e facendo ciò, la loro visibilità internazionale.

Concepito come un mezzo per avvicinare i vari cittadini europei, la "città europea della cultura" venne lanciata il 13 giugno 1985 dal Consiglio dei ministri su iniziativa di Melina Mercouri. Da allora l'iniziativa ha avuto sempre più successo e un crescente impatto culturale e socio-economico per i numerosi visitatori che ha attratto nelle città scelte.

Le città europee della cultura sono state designate su basi intergovernative fino al 2004; gli stati membri selezionavano unanimemente le città più adatte a ospitare l'evento e la Commissione europea garantiva un sussidio per le città selezionate ogni anno. Dal 2005, le istituzioni europee hanno preso parte alla procedura di selezione delle città che ospiteranno l'evento.

Nel 1990, i ministri della cultura lanciarono il "mese culturale europeo". Questo evento è simile alla città della cultura europea ma dura per un periodo inferiore di tempo ed è indirizzato in particolare alle nazioni dell'Europa centrale e orientale. Anche per questo evento sono previste sovvenzioni da parte della Commissione.

Scienza e tecnologia

Il 17 maggio 1968 venne lanciato ESRO-2B, il primo satellite dell'Unione europea. Di notevole importanza anche il sistema di posizionamento Galileo.

Festività

Il giorno europeo o festa dell'Europa si celebra il 9 maggio di ogni anno. Questa data ricorda il giorno del 1950 in cui vi fu la presentazione da parte di Robert Schuman del piano di cooperazione economica, ideato da Jean Monnet (cosiddetta Dichiarazione Schuman), che segna l'inizio del processo d'integrazione europea con l'obiettivo di una futura unione federale.

Critiche

L'Unione Europea è stata criticata, a livello politico e funzionale, per la complessità della sua sovrastruttura ovvero la complessità burocratica della sua organizzazione giuridica e dell'apparato normativo con tutti i suoi organi istituzionali[118].

Esercito

Il Parlamento europeo il 17 febbraio 2017 approva la risoluzione proposta da Guy Verhofstadt[119] per la creazione di un esercito unico europeo di difesa comune.[120]

Note

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.eu

.eu è il dominio di primo livello nazionale dell'Unione europea, delle imprese e dei cittadini degli stati membri. Le registrazioni per il nuovo dominio vennero aperte dal 7 febbraio 2006 solo per i possessori di marchi registrati e le istituzioni mentre dal 7 aprile 2006 vengono accolte tutte le altre richieste.

Il dominio è gestito dall'EURid, un consorzio dei gestori dei TLD nazionali di Belgio, Repubblica Ceca, Svezia e Italia.

Comunità economica europea

La Comunità europea (abbreviata in CE) è stata un'organizzazione di Stati europei che costituiva il "Primo pilastro" della successiva Unione europea. Appena nata, l'acronimo CEE stava per "comunità economica europea".

Considerata la più importante delle Comunità europee, nacque il 25 marzo 1957, quando sei Stati (Belgio, Francia, Germania, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi) firmarono i trattati di Roma, che entrarono in vigore il 1º gennaio 1958, dando così vita effettiva alla Comunità economica europea (abbreviata in CEE). Con l'adozione del Trattato di Lisbona il 1º dicembre 2009 essa, formalmente, non esiste più essendo stata assorbita dall'Unione europea.

La parola "economica" fu rimossa dal nome a seguito del Trattato di Maastricht (1992) che fece della Comunità europea (CE) il "Primo pilastro" dell'azione dell'Unione europea (UE), guidata dal punto di vista monetario dal Sistema Monetario Europeo (SME).

Comunità europea del carbone e dell'acciaio

La Comunità europea del carbone e dell'acciaio (CECA) fu creata col Trattato di Parigi del 18 aprile 1951 su iniziativa dei politici francesi Jean Monnet e Robert Schuman (il cosiddetto Piano Schuman o dichiarazione Schuman del 9 maggio 1950), del cancellerie tedesco Konrad Adenauer e del primo ministro italiano Alcide De Gasperi con lo scopo di mettere in comune le produzioni di queste due materie prime in un'Europa di sei paesi: Belgio, Francia, Germania Occidentale, Italia, Lussemburgo e Paesi Bassi. Era concepita come passo iniziale di un processo federale europeo.

La CECA fu l'istituzione che precorse la strada del Trattato di Roma, con il quale venne costituita la Comunità economica europea, divenuta Unione europea nel 1992.

Comunità europee

Con il termine Comunità europee ci si riferiva alla Comunità economica europea, alla Comunità europea dell'energia atomica e alla Comunità europea del carbone e dell'acciaio.

Elezioni europee del 1995

Le elezioni europee del 1995, straordinarie, si sono tenute il 17 settembre soltanto in Svezia.

Indicazione geografica protetta (Unione europea)

Il termine indicazione geografica protetta, meglio noto con l'acronimo IGP, indica un marchio di origine che viene attribuito dall'Unione Europea a quei prodotti agricoli e alimentari per i quali una determinata qualità, la reputazione o un'altra caratteristica dipende dall'origine geografica, e la cui produzione, trasformazione e/o elaborazione avviene in un'area geografica determinata.

Per ottenere la IGP quindi, almeno una fase del processo produttivo deve avvenire in una particolare area. Chi produce IGP deve attenersi alle rigide regole produttive stabilite nel disciplinare di produzione, e il rispetto di tali regole è garantito da uno specifico organismo di controllo.

Si differenzia dalla più prestigiosa denominazione di origine protetta (DOP), quindi, per il suo essere generalmente un'etichetta maggiormente permissiva sulla sola provenienza delle materie prime (che se previsto dai singoli disciplinari possono essere sia di origine nazionale che di origine comunitaria o talvolta anche extra-comunitaria), in quanto tutela le ricette e alcuni processi produttivi caratterizzanti tipici del luogo ma non per forza l'origine del prodotto nel suo intero complesso, se non quello della produzione finale. Ciò viene a volte concesso principalmente perché una produzione di materie prime a livello locale o nazionale destinata a tale scopo potrebbe non essere sufficiente per soddisfare la richiesta del prodotto a livello globale, o perché alcuni ingredienti di origine estera vengono considerati più idonei per loro specifiche caratteristiche organolettiche che hanno un ruolo determinante nella riuscita finale del prodotto.

Licenza (informatica)

Una licenza informatica (o licenza d'uso), in informatica, è il contratto con il quale il titolare dei diritti di sfruttamento economico sul software (programma informatico) definisce il regime giuridico di circolazione e le limitazioni nell'utilizzo e nella cessione dell'opera (che sia un'opera creativa, o un software, inteso come programma).

Politica estera e di sicurezza comune

La politica estera e di sicurezza comune (acronimo PESC, inglese CFSP) è la politica estera dell'Unione europea, gestita e promossa dall'Alto rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza e dal Servizio europeo per l'azione esterna.

Politica europea di vicinato

La Politica europea di vicinato è una delle politiche esterne dell'Unione europea, indirizzata ai paesi collocati in prossimità dell'Unione verso est e verso sud. L'obiettivo è quello di costruire rapporti più stretti con tali paesi a livello economico, politico, strategico e culturale. La politica di vicinato non riguarda i paesi che fanno parte dell'Associazione europea di libero scambio né i paesi che sono candidati all'adesione all'Unione.

I paesi coinvolti dalla politica europea di vicinato sono:

paesi del Mediterraneo: Algeria, Egitto, Israele, Giordania, Libano, Libia, Marocco, Palestina, Siria, Tunisia

paesi dell'Europa orientale e del Caucaso: Armenia, Azerbaigian, Bielorussia, Georgia, Moldavia, UcrainaPaesi potenzialmente rientranti in tale politica (nel caso cambino i trattati):

paesi non candidati all'adesione: Bosnia ed Erzegovina, Islanda, Kosovo, Norvegia, Svizzera

paesi candidati all'adesione: Albania, Macedonia del Nord, Montenegro, Serbia, Turchia

Presidente della Banca centrale europea

Il presidente della Banca centrale europea è la carica di riferimento della Banca centrale europea, l'istituzione responsabile della politica monetaria dell'Unione europea.

Il presidente dirige il comitato esecutivo, il consiglio direttivo ed il consiglio generale, rappresenta la Banca all'estero, per esempio in riunioni internazionali ufficiali come quelle del G20.

Il Presidente, inoltre, garantisce l'indipendenza dell'organo europeo affinché esso persegua l'interesse comunitario, mettendo quindi in secondo piano le singole richieste nazionali.La carica del presidente della BCE ha una durata di 8 anni non rinnovabile, è nominato assieme ai vicepresidenti dal Consiglio europeo che delibera a maggioranza qualificata.

Simboli di rischio chimico

I simboli di rischio chimico (vecchi e nuovi), o pittogrammi di pericolo, sono simboli che vengono stampati sulle etichette dei prodotti chimici e che servono a informare immediatamente riguardo ai tipi di pericoli connessi all'uso, alla manipolazione, al trasporto e alla conservazione degli stessi.

L'uso dei simboli di rischio è spesso regolato da leggi e/o da direttive di organizzazioni di standardizzazione. Tali simboli, pur conservando lo stesso significato, possono presentare colori, sfondi, bordi diversi, disegni e anche informazioni supplementari sul tipo di pericolo.

Sito di interesse comunitario

Il sito di interesse comunitario o sito di importanza comunitaria (SIC), in inglese Site of Community Importance, è un concetto definito dalla direttiva comunitaria n. 43 del 21 maggio 1992, (92/43/CEE) Direttiva del Consiglio relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche, nota anche come Direttiva "Habitat", recepita in Italia a partire dal 1997.

Strategia energetica dell'Unione europea

La strategia energetica dell'Unione europea è definita da leggi, atti, accordi e direttive sanciti da Commissione, Consiglio e Parlamento dell'Unione europea e ratificati dai singoli stati membri.

Uno speciale dicastero della direzione generale della commissione europea, DG ENER, si occupa della strategia energetica in termini di politica energetica, mercato interno, rinnovabili, sviluppo, efficienza e sicurezza nucleare.

Targa d'immatricolazione

Una targa d'immatricolazione (ufficialmente targa d'immatricolazione per veicoli a motore e rimorchi) è una placca in materiale metallico o plastico, generalmente fissata a un veicolo tramite un supporto. Sulla sua superficie esterna è riportata una serie di cifre o una combinazione di lettere e cifre, in grado di identificare in modo univoco il veicolo stesso.

Trattato di Maastricht

Il Trattato di Maastricht, o Trattato sull'Unione europea (TUE), è uno dei trattati dell'Unione Europea, firmato il 7 febbraio 1992 a Maastricht nei Paesi Bassi, sulle rive della Mosa, dai dodici paesi membri dell'allora Comunità europea, oggi Unione europea, ed entrato in vigore il 1º novembre 1993, che definisce i cosiddetti tre pilastri dell'Unione europea, fissando anche le regole politiche e i parametri economici e sociali necessari per l'ingresso dei vari Stati aderenti nella suddetta Unione (parametri di convergenza di Maastricht).

Unione europea di ciclismo

L'Unione europea di ciclismo (fr. Union européenne de cyclisme, en. European Cycling Union), nota anche con la sigla UEC, è una delle cinque confederazioni continentali membri della Unione ciclistica internazionale. È stata fondata a Zurigo il 7 aprile 1990 dai rappresentanti di 18 paesi ed oggi raggruppa le federazioni nazionali di 48 paesi. La sede è a Aigle, nel cantone di Vaud in Svizzera.

L'Unione europea di ciclismo organizza i campionati europei di ciclismo in differenti discipline: strada, mountain bike, pista, bmx, ciclocross e ciclismo indoor. L'attuale presidente è il francese David Lappartient.

Unione europea di radiodiffusione

L'Unione europea di radiodiffusione (in inglese European Broadcasting Union, abbreviato EBU; in francese Union européenne de radio-télévision, abbreviato UER) è un ente che associa diversi operatori pubblici e privati del settore della teleradiodiffusione su scala nazionale.

Ha ospitato uno dei dibattiti tra i candidati per la presidenza del Parlamento Europeo nel 2014, ma non ha alcun collegamento con le istituzioni europee, infatti ha sede in Svizzera (non appartenente all'Unione Europea) e non applica il Regolamento europeo per la protezione dei dati del 2016, ma le leggi svizzere del 1992.

Unione europea occidentale

L'Unione europea occidentale, o UEO, era un'organizzazione internazionale regionale di sicurezza militare e cooperazione politica, nata con il trattato di Bruxelles del 17 marzo 1948, i cui termini furono modificati il 23 ottobre 1954. L'unione fu sciolta nel 2011, in quanto resa obsoleta dall'Unione europea.

La struttura dell'UEO prevedeva un segretariato generale, un consiglio dei ministri, un'assemblea consultiva e un'agenzia di controllo degli armamenti, con funzione di controllo sulla produzione di armi negli Stati membri.

Zona di protezione speciale

Le zone di protezione speciale (ZPS), sono zone di protezione poste lungo le rotte di migrazione dell'avifauna, finalizzate al mantenimento ed alla sistemazione di idonei habitat per la conservazione e gestione delle popolazioni di uccelli selvatici migratori.

Tali aree sono state individuate dagli stati membri dell'Unione europea (Direttiva 79/409/CEE nota come Direttiva Uccelli) e assieme alle zone speciali di conservazione costituiscono la Rete Natura 2000.

Tutti i piani o progetti che possano avere incidenze significative sui siti e che non siano non direttamente connessi e necessari alla loro gestione devono essere assoggettati alla procedura di valutazione di incidenza ambientale.

In Italia a ottobre 2014 risultano censite 610 zone di protezione speciale.

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  1. ^ a b c d e Stato o dipendenza fisicamente asiatico ma generalmente considerato europeo sotto il profilo antropico
  2. ^ a b c d Stato con territorio del tutto o in parte in Asia secondo le diverse convenzioni geografiche
  3. ^ a b c Stato con la maggior parte del proprio territorio in Asia
Premio Principessa delle Asturie - Categoria Concordia

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