Tunisia

Coordinate: 34°N 10°E / 34°N 10°E

La Tunisia (in arabo: تونس‎, Tūnis; AFI: [ˈtuːnɪs] ), ufficialmente Repubblica Tunisina (in arabo: الجمهورية التونسية‎, Al-Jumhūriyyah at-Tūnisiyyah ), è uno Stato del Nordafrica bagnato dal mar Mediterraneo e confinante con l'Algeria ad ovest e la Libia a sud e a est. Si ritiene che il suo nome, Tūnus, abbia origine dalla lingua berbera, con il significato di promontorio, o, più probabilmente, "luogo in cui passare la notte" (si può osservare la corrispondenza con un altro toponimo nordafricano dell'antichità, Tuniza, odierna El Kala, Algeria). Il francese è molto diffuso e utilizzato nella pubblica amministrazione, nell'istruzione superiore e nel commercio. Dal 2014 è una repubblica semipresidenziale (vedi democrazia islamica).

Tunisia
Tunisia – Bandiera Tunisia - Stemma
(dettagli) (dettagli)
(AR) حرية، نظام، عدالة (Ḥurrīyah, Niẓām,ʿAdālah)
(IT) Libertà, Ordine, Giustizia
Tunisia - Localizzazione
Dati amministrativi
Nome completo Repubblica Tunisina
Nome ufficiale الجمهورية التونسية
Lingue ufficiali Arabo[1]
Altre lingue berbero, francese
Capitale Tunisi  (1.056.247 ab. / 2014)
Politica
Forma di governo Repubblica semipresidenziale
Presidente Kaïs Saïed
Primo ministro Yūssef al-Shāhed
Indipendenza Dalla Francia, 20 marzo 1956
Ingresso nell'ONU 20 marzo 1956
Superficie
Totale 163 610 km² (92º)
% delle acque 5,0%
Popolazione
Totale 11 551 448[2] ab. (2018) (79º)
Densità 69 ab./km²
Tasso di crescita 1,010% (2018)
Nome degli abitanti tunisini
Geografia
Continente Africa
Confini Algeria, Libia
Fuso orario UTC +1
Economia
Valuta Dinaro tunisino
PIL (nominale) 39 911[3] milioni di $ (2019 stima) (96º)
PIL pro capite (nominale) 3 072[3] $ (2019 stima) (123º)
PIL (PPA) 144 244[3] milioni di $ (2019 stima) (69º)
PIL pro capite (PPA) 12 800[3] $ (2019 stima) (100º)
ISU (2016) 0,725 (alto) (97º)
Fecondità 2,0 (2010)[4]
Varie
Codici ISO 3166 TN, TUN, 788
TLD .tn, تونس.
Prefisso tel. +216
Sigla autom. TN
Inno nazionale Humat al-Hima, Ala Khalidi
Festa nazionale 20 marzo (
Tunisia - Mappa
Evoluzione storica
Stato precedente Flag of Tunisia (1959–1999).svg Regno di Tunisia
 

Storia

La Tunisia è stata abitata fin dalla preistoria: la presenza umana è documentata fin dal paleolitico. I suoi primi abitanti noti furono tribù berbere. Sintetizzando millenni di storia tunisina bisogna ricordare lo scontro fra le due etnie dei berberi sedentari e degli arabi nomadi, avvenuto fra il XII e il XIV secolo.

Il rapporto fra queste due culture, sul piano del potere politico, è stato sempre squilibrato a favore della cultura sedentaria. I berberi sono tuttora una piccola minoranza di 50 000 persone.

Antichità

Punic wars-it
I domini cartaginesi prima delle guerre puniche.
Prima tetrarchia Diocletianus
Prima tetrarchia dell'Impero romano.

Nell'814 a.C. fu fondata Cartagine per mano dei fenici; dopo le Guerre puniche Cartagine passò sotto la conquista romana, dove conobbe un periodo di grande prosperità. Si svilupparono fortemente l'agricoltura e l'urbanizzazione.

L'influenza della cultura di Roma portò anche con sé l'influenza del Cristianesimo; non è possibile stabilire la data di iniziò della diffusione ma ai tempi di Tertulliano e Cipriano, la Chiesa nell'area dell'odierna Tunisia appare già organizzata; Agostino d'Ippona afferma che il cristianesimo si diffuse dapprima nelle comunità ebraiche di Susa, Cartagine ed Utica. Cartagine, centro principale, subì varie persecuzioni da parte dell'impero romano: i martiri scillitani (180), Perpetua e Felicita e compagni (203), Cipriano (258), i martiri di Abitina (304).

Archaeological Site of Carthage-130238
Sito archeologico di Cartagine

Il cristianesimo si diffuse fra la popolazione romanizzata, poco e tardivamente presso le popolazioni berbere. Nel corso del III secolo a Cartagine si indissero concili: nel 220 con 70 vescovi; tra 236 e 240 con più di 80 e con oltre 100 nel 256. La maggior parte di questi proveniva da territori della Tunisia odierna.

La Chiesa tunisina fornì forti personalità alla culture teologica in lingua latina quali Tertulliano, Cipriano ed Agostino. Grande il contributo degli "africani" dei primi secoli quali Vittore Vitense, Quodvultdeus di Cartagine e Fulgenzio di Ruspe. La Chiesa cartaginese annoverò tre papi: Vittore I (189-199), Milziade (311-314) e Gelasio I (492-496).

Dinastie islamiche

A metà del VII secolo iniziò la penetrazione degli arabi e della loro nuova religione, l'Islam. Furono necessarie sei spedizioni, la prima nel 647, la seconda nel 661, la terza nel 670, la quarta nel 688, la quinta nel 695 e la sesta nel 698-702, per strappare il paese ai Bizantini e insediativisi stabilmente, spezzando anche la resistenza dei Berberi. Proprio nel 670 gli invasori arabi fondano Qayrawan.

Con la conversione dei Berberi all'Islam (702), l'antica Provincia Africa diventò Ifriqiya nella lingua dei nuovi dominatori. Sebbene il popolo berbero avesse adottato la religione degli invasori, non fu mai disposto ad accettarne il dominio, tanto da aderire in massa al Kharigismo e a iniziare una serie di rivolte che durarono fino all'arrivo dei Turchi ottomani.

Aghlabids Dynasty 800 - 909 (AD)
Emirato aghlabide (IX secolo).

Dopo la dinastia degli Aghlabidi, soggetta ai califfi sunniti (IX secolo), proprio l'Ifriqiya vide la nascita (909) della dinastia sciita dei Fatimidi (fondatori arabi di Mahdiya, l'attuale Mahdia), loro prima capitale (nel 921). Nella prima metà del XII secolo le città della costa furono occupate dal Regno di Sicilia. Nel 1159-1160 tutta la regione cadde sotto il dominio degli Almohadi, berberi provenienti dal Marocco e dall'Algeria, che unificarono tutto il Maghreb. Tuttavia, già nel 1228 se ne rese autonoma la dinastia berbera degli Hafsidi, che regnò fino al XVI secolo, quando, in risposta alle crescenti pressioni del Regno di Spagna, si realizzò gradualmente la conquista da parte dei turchi ottomani che si completò nel 1574. Gli ottomani tuttavia furono sempre pochi e costretti a delegare il potere amministrativo a notabili locali, riservandosi l'autorità militare. Nel 1705 venne fondata la dinastia Husaynide (o Husseinide), i cui esponenti regnarono come Bey di Tunisi fino al 1957.

Colonialismo

Nel 1881 la Tunisia fu assoggettata a protettorato francese anche se formalmente rimase retta dal Bey fino al 1956. Il 12 maggio 1881, in seguito all'invasione militare da parte di truppe francesi, fu firmato il Trattato del Bardo. La Francia, già da 50 anni installata in Algeria, con tale atto bloccò le mire dell'Italia che già contava la colonia europea più numerosa con insediamento di agricoltori principalmente provenienti dalla Sicilia. La Francia mirava allo sfruttamento delle risorse naturali (agricole e minerarie), quindi investì nella costruzione delle reti di trasporto (stradale, ferroviario e navale) soprattutto in funzione di tale progetto.

La feroce resistenza anticoloniale durò per tutti i 75 anni di dominazione francese, alimentata e poi diretta dagli allievi delle prime scuole e università moderne. La guidò il Partito della Libera Costituzione (Ḥizb al-Ḥurr al-Dustūrī) (1920), poi soppiantato dal più radicale Néo-Destour, (1934), (dal 1964 Partito Socialista Costituzionale). Nel 1938 il governo francese proclamò lo Stato d'assedio in tutta la Colonia, segnando così l'inizio la lotta per l'Indipendenza della Tunisia.

La seconda guerra mondiale coinvolse la Tunisia dal giugno 1940 al maggio 1943. In seguito alla sconfitta francese da parte della Germania hitleriana, in base al Secondo armistizio di Compiègne (22 giugno 1940) la Tunisia diventò parte del regime di Vichy. Dall'ottobre-novembre 1942 la Tunisia venne occupata dai tedeschi e dagli italiani in ritirata pressati dall'8ª Armata britannica proveniente dall'Egitto e dalle divisioni americane provenienti dal Marocco. L'11-13 maggio 1943 le forze dell'Asse, comandate dal generale italiano Messe, in assenza di rifornimenti e rimpiazzi e circondate da soverchianti forze nemiche, si arresero a Capo Bon.

Indipendenza

Il 31 luglio del 1954 il primo ministro francese Pierre Mendès France si impegnò, in un discorso a Cartagine, a riconoscere l'autonomia tunisina. Tahar Ben Ammar del Destour divenne primo ministro a Tunisi.
L'anno seguente, il 3 giugno: le convenzioni firmate da Mendès-France e Ben Ammar inaugurarono l'autonomia tunisina; i colloqui proseguirono in vista dell'indipendenza. IL 20 marzo 1956 il Trattato del Bardo venne abrogato. In seguito a quest'evento la Tunisia venne dichiarata indipendente. Alle elezioni dell'8 aprile il Néo-Destour ottenne il 95% dei voti: Habib Bourguiba (1903-2000), esponente del Néo-Destour divenne Primo Ministro. Il 3 agosto la Tunisia abrogò il doppio regime (coranico e civile) nei tribunali e progressivamente attuò lo stesso nelle scuole. Il 13 agosto è approvato il Codice dello statuto della persona (CSP), che di fatto emancipa le donne (divieto della poligamia, necessità di un'età minima e del reciproco consenso per il matrimonio, abolizione del dovere di obbedienza della sposa, sostituzione del divorzio al ripudio, solo maschile). Cinque mesi dopo è vietato l'uso dell'hijab nelle scuole e sette mesi dopo alle tunisine è pienamente riconosciuto il diritto di voto.

Repubblica e regimi

Il 25 luglio del 1957, avvenne la proclamazione della Repubblica. L'Assemblea Costituente dichiarò decaduta la dinastia Husaynide. Si elesse un consiglio costituzionale che attribuì a Bourguiba le funzioni di Presidente della Repubblica.
Il 1º giugno 1959 venne adottata la prima Costituzione repubblicana, che confermò la natura laica dello Stato. Preceduta in primavera dalle prime elezioni municipali, l'8 novembre si tennero, unitamente a quelle parlamentari, le prime elezioni presidenziali e venne eletto Bourguiba, unico candidato.
All'inizio del 1963, Bourguiba inaugurò la fase socialista, come necessaria allo sviluppo, ma in seguito a ciò la Francia azzerò gli aiuti allo sviluppo, temendo un'influenza della Tunisia sugli Stati facenti parte del Patto Atlantico. Il 15 ottobre le truppe francesi lasciarono il porto di Biserta, ultima loro base nel Paese. Nel 1970 Bourguiba cominciò a chiudere la fase socialista.
Il 26 gennaio 1978, "Giovedì nero" ci fu uno sciopero generale proclamato dal sindacato (UGTT) e ai disordini che seguirono, la polizia rispose brutalmente, sparando sui manifestanti, su ordine del presidente: alcune centinaia furono i morti.

L'anno seguente in seguito alla firma degli accordi di Camp David fra Egitto e Israele (settembre 1978), la Lega Araba trasferì la sua sede a Tunisi; ritornerà al Cairo nel settembre-ottobre 1990.
Al congresso del PSD del 1981 Bourguiba aprì al pluralismo politico: i primi due partiti di opposizione (MSD e PUP) furono legalizzati il 19 novembre 1983.
Tra la fine del 1983, e il gennaio 1984, l'annuncio di un aumento del prezzo del pane e dei cereali generò violente manifestazioni spontanee; la repressione causò un centinaio di morti, ma il 6 gennaio il presidente annunciò alla televisione il mantenimento dei prezzi.

Il 7 novembre 1987 il generale Zine El-Abidine Ben Ali, Primo ministro dal 1º ottobre, depose il presidente Bourguiba per senilità con un colpo di Stato "medico", favorito fra l'altro dall'Italia[5]. Il generale costruì un regime autoritario, fondato sul sopruso ed intriso di corruzione, ponendo fidati collaboratori nei ruoli di dirigenza e costruendo leggi elettorali truffa, le quali gli permisero di ottenere dei risultati plebiscitari nelle elezioni degli anni seguenti.

Rivoluzione e Democrazia

Il 17 dicembre 2010 un giovane ambulante, Mohamed Bouazizi, si diede fuoco davanti al palazzo del Governatorato di Sidi Bouzid a seguito della volontà delle autorità di revocargli la licenza. Quest'episodio portò alla nascita della Primavera Araba, un insieme di movimenti popolari che si svilupparono in diverse nazioni arabe.

Il 14 gennaio 2011 si dimise il presidente Ben Ali, il quale andò all'estero. Le sommosse popolari in Tunisia del 2010-2011 contro il carovita furono una miccia. Ad assumere provvisoriamente la presidenza, secondo la costituzione tunisina di allora, fu il presidente della Camera Fouad Mebazaâ, inaugurando un'incerta fase transitoria[6]. Un mese dopo circa, il 6 febbraio il ministro degli Interni tunisino annunciò la cessazione delle attività del partito del deposto presidente Ben Ali, l'RCD (Rassemblement Constitutionnel Democratique), con la chiusura di tutte le sedi del partito.

Il 23 ottobre 2011 si sono svolte le elezioni per l'Assemblea Costituente della Tunisia che hanno visto la netta affermazione del partito islamico moderato Ennahda, seguito dal Congresso per la Repubblica. Il difficile cammino costituente, caratterizzato da tensioni anche tra i partiti si è concluso con alcune intese, che hanno permesso di mantenere un quadro politico-istituzionale.

Il 26 gennaio 2014 è entrata in vigore una nuova Costituzione (vedi democrazia islamica), contenente garanzie di libertà ed uguaglianza, principi di tutela delle tradizioni e un'"introduzione rivoluzionaria" dei "nuovi diritti".

Le elezioni legislative per l'attribuzione dei 217 seggi previsti per l'Assemblea del Popolo (il Parlamento tunisino) si sono tenute senza incidenti e contestazioni in Tunisia il 26 ottobre 2014.[7] La propaganda elettorale ha avuto inizio dal 4 ottobre 2014.[8] Esse sono state le prime elezioni[9] giudicate a livello internazionale sostanzialmente rispettose delle tradizioni democratiche parlamentari e realmente multipartitiche. Le prime libere elezioni presidenziali dopo l'indipendenza della Tunisia, tenutesi in due turni il 23 novembre e il 21 dicembre 2014, hanno dato la vittoria a Beji Caid Essebsi.

Geografia

La Tunisia è il più orientale e più piccolo dei tre Stati disposti lungo la catena montuosa dell'Atlante. È uno degli Stati del Maghreb, come il Marocco, l'Algeria e la Libia. La sua capitale, decentrata rispetto al resto del territorio nazionale, è Tunisi, nel nord del paese.

Morfologia

Il 40% della sua superficie è occupato dal deserto del Sahara, mentre gran parte del territorio restante è composta da terreno particolarmente fertile e circa 1.300 km di coste facilmente accessibili.

Idrografia

Il paese possiede una rete idrografica scarsamente sviluppata. Il fiume Medjerda, lungo 365 km, nasce in Algeria ma si snoda per ¾ del suo percorso in territorio tunisino prima di sfociare a nord della Tunisia.

Clima

Il clima si presenta mediterraneo di tipo subtropicale sulle coste, con inverni miti ed estati calde e secche, mentre è di tipo tropicale arido o desertico all'interno, con temperature estive molto elevate (oltre 45 °C - 47 °C) e precipitazioni scarse. Sulle coste il caldo estivo è relativamente limitato dalle brezze marine, in cui si raggiungono generalmente i 35 °C, mentre quando il vento soffia dal deserto, la temperatura può diventare opprimente. A Tunisi, invece, le temperature estive diventano elevate e fastidiose a causa dell'elevata umidità presente.

Ambiente

Popolazione

In Tunisia ci sono 10 982 754 abitanti (2014) per la maggioranza araba; ci sono tuttavia anche minoranze berbere ed europee, quest'ultime costituite principalmente da francesi (22 000 nel 2011[10]) e italiani (oltre 3 000 nel 2011[11]).

Demografia

Tunisia-demography
Crescita demografica in Tunisia dal 1961 al 2011

Etnie

Nonostante la maggioranza (circa il 98%) dell'odierna popolazione tunisina parli arabo e si identifichi nella cultura araba, sarebbe errato dedurne un'origine etnica proporzionale. Analisi genetiche condotte tra popolazioni berberofone e arabofone della Tunisia e del Nordafrica hanno mostrato un'unità di fondo nordafricana, per cui a rigore la popolazione può essere considerata di etnia berbera arabizzata[12] (in molte parti si è riscontrato un DNA derivante dagli antenati fenici).

Un'altra minoranza che si trova nel paese è quella di origine ebraica, concentrata per lo più a Tunisi e nell'isola di Gerba, molto ridottasi da quando il Paese ha ottenuto l'indipendenza dalla Francia.

Tunisini residenti all'estero

I tunisini residenti all'estero sono 4 milioni, la maggior parte dei quali in Europa, principalmente in Francia (61 028 nel 1968[13]; 598 504 nel 2009) ed in Italia (48 909 nel 1998[14]; 152 721 nel 2009).

Tunisini residenti all'estero (2009)
Francia Francia 598 504
Italia Italia 152 721
Libia Libia 87 177
Germania Germania 85 532
Belgio Belgio e Lussemburgo Lussemburgo 20 752
Arabia Saudita Arabia Saudita 18 582
Algeria Algeria 16 402
Canada Canada 15 272
Emirati Arabi Uniti Emirati Arabi Uniti 13 842
Stati Uniti Stati Uniti 13 726
Svizzera Svizzera 13 109

Fonte: Ministero degli Affari Esteri della Tunisia[15]

Lingue

ByzantEmpLang VI s-IT
Lingue parlate durante l'Impero Romano d'Oriente, (VI secolo).

La maggior parte della popolazione parla arabo. Molto parlato è anche il francese, soprattutto nelle città; in alcune località del sud e dell'isola di Jerba sono ancora parlate alcune lingue berbere.

La Tunisia è lo Stato del Maghreb più omogeneo sul piano linguistico visto che la quasi totalità della popolazione parla la lingua araba, che è la lingua ufficiale del Paese. L'arabo tunisino è di fatto una variante locale (o dialetto) derivato dall'arabo classico - o più correttamente un insieme di dialetti, per il quale non esiste nessun organo di normalizzazione - che è parlato più che altro in contesti confidenziali o in famiglia.

Durante il protettorato francese in Tunisia, la lingua francese si impose attraverso le istituzioni, in particolare l'educazione, che divenne un forte fattore di diffusione. A partire dall'indipendenza, il Paese si è arabizzato anche se l'amministrazione, la giustizia e l'insegnamento restano bilingui, così come la conoscenza di lingue europee da parte della popolazione è fortemente condizionata dalla televisione e dal turismo.

Al di là delle stime fornite dal governo tunisino, l'Organizzazione internazionale della francofonia ha affermato che il numero di persone aventi una certa conoscenza del francese è di circa 8,5 milioni, corrispondenti al 75% della popolazione.

Religioni

Circa il 98,6%[16] della popolazione è di religione musulmana. Oltre alla minoranza di fede ebraica (0,8%)[17][18], è presente anche una piccola componente di credenti di fede cristiana (0,6%).

Ordinamento dello Stato

Una nuova Costituzione è entrata in vigore il 26 gennaio 2014. Essa è composta da 149 articoli ed organizza la forma di Stato della Tunisia come liberal democratica ed indica nella forma di governo una Repubblica semipresidenziale.

Freedom House, secondo il suo rapporto "Freedom in the World 2015", classifica la Tunisia come uno stato politicamente libero, unico caso nel mondo arabo, con un punteggio di 1 sulla scala dei diritti politici e 3 su quella dei diritti civili.

Il potere legislativo è affidato all'Assemblea dei Rappresentanti, composta da 150 membri eletti a suffragio universale. La nuova Carta introduce inoltre due nuove istituzioni per la Tunisia: la Corte Costituzionale e il CSM.

Nel 2015 il Quartetto per il dialogo nazionale tunisino ricevette il premio Nobel per la pace per essere riuscito a trovare un accordo tra i partiti d'opposizione e per aver redatto una costituzione dal carattere democratico, la prima che sancisce la libertà di culto e la libertà della donna nel mondo arabo.

Suddivisioni amministrative

La Tunisia è suddivisa in 5 regioni (minṭaqa, in arabo: ﻣﻨﻄﻘـة‎) con 24 governatorati (wilāyāt, in arabo: ﻭلاﻳـة‎), che prendono il nome dalle città capoluogo. Ciascun governatorato è retto da un governatore nominato dal Presidente. Le province sono a loro volta suddivise in "municipalità", che raggruppano diversi comuni o "consigli rurali". La più piccola suddivisione amministrativa è l'ʿimadat.

Città principali

Ruines de Carthage
Rovine di Cartagine

Le città principali sono la capitale Tunisi, importante centro economico, amministrativo e turistico, Hammamet, Tabarka, Susa (importanti città turistiche e bagnate dal mare) Sfax (città industriale), Qayrawan (detta anche Kairouan, capitale religiosa), Biserta, Gabès, Tozeur (ultima città prima del deserto) e Douz (detta anche "la Porta del Deserto").

Istituzioni

Ordinamento scolastico

Sino al 1958, l'istruzione in Tunisia era disponibile solo per una piccola minoranza, il 14% della popolazione. Adesso è certamente considerata una delle priorità del governo tunisino.

Università

Una delle più rinomate università tunisine è l'Università Ez-Zitouna, fondata nel 737 d.C. : è una delle più antiche istituzioni universitarie del mondo islamico. Modernizzata, dopo l'indipendenza della Tunisia, il 26 aprile 1956. A Tunisi e nella sua area metropolitana sono attive numerose università, pubbliche e private, tra le quali l'Université de Tunis El Manar, l'Université de Tunis, l'Université del La Manouba (sita nell'omonimo quartiere nella periferia sud-occidentale della città), l'Université del Carthage etc. Esistono anche diverse istituzioni universitarie al di fuori dell'area metropolitana, per esempio a Sfax, Gabés, Kairouan etc. Le istituzioni accademiche private normalmente recano nel nome l'aggettivo "privée" (privato/privata).

Forze armate

Le Forze Armate tunisine sono articolate in Esercito, Marina e Aeronautica. In Tunisia è in vigore il servizio militare obbligatorio della durata di un anno, con impiego nelle Forze Armate o nei servizi tecnici di sostegno alle stesse.[19] Fin dagli anni Sessanta le Forze Armate tunisine sono state impiegate in missioni di mantenimento della pace all'estero, in Africa o in Paesi francofoni anche extrafricani (come Cambogia e Comore) sotto l'égida dell'Onu o dell'Unione Africana. Attualmente esse partecipano alla missione MONUSCO (MONUSCO#Forze_impegnate) nella Repubblica Democratica del Congo.

Economia

La Tunisia si colloca all'81º posto nel mondo con un PIL nominale di 45.407 milioni di dollari USA; negli anni 90 l'economia è cresciuta in media del 5% tanto che il paese ha oggi un sistema economico diversificato che va dall'agricoltura, al settore industriale (minerario, fatturiero, e dei prodotti chimici) fino al turismo che rappresenta il 7% del Pil; per quanto riguarda l'agricoltura molto rilevanti per le esportazioni sono l'olivicoltura, la viticoltura, la frutticoltura (pesche, albicocche, prugne, mele, pere, datteri e mandorle della regione di Sfax) e l'orticoltura (pomodori); l'allevamento è prevalentemente ovino e caprino. Il settore industriale è composto principalmente dall'industria dell'abbigliamento e delle calzature, la produzione di parti per automobili e macchine elettriche; lo Stato è riuscito inoltre ad attrarre numerose aziende e multinazionali come Airbus e Hewlett-Packard, che danno lavoro ad un cospicuo numero di addetti; nel 2009 il settore turistico dava lavoro ad oltre 370 000 persone; il primo partner della Tunisia nel commercio è l'Unione Europea; ostacolo all'economia tunisina è rappresentato dalla disoccupazione che colpisce soprattutto i giovani. Possiede anche risorse del sottosuolo, tra cui gas e petrolio, non ancora adeguatamente sfruttate[20].

Al prodotto interno lordo (PIL) l'agricoltura contribuisce per il 16%, l'industria per il 28,5%, e i servizi per il 55,5%. In particolare:

  • agricoltura e industria alimentare: la Tunisia produce ed esporta cereali (mais, frumento, avena), olive e olio di oliva, frutta (in particolare arance e datteri); possiede inoltre una notevole flotta da pesca, che entra frequentemente in concorrenza con i pescherecci italiani.
  • industria: si produce molto per l'esportazione, grazie al basso costo della manodopera: i settori industriali prevalenti sono quelli di trasformazione di prodotti alimentari, il tessile, e dagli anni 2010 è in netto aumento l'estrazione e la trasformazione di prodotti petroliferi. Inoltre la Tunisia è un grande produttore di fosfati (il 6º nel mondo).
  • turismo: settore d'importanza crescente, con circa 5 milioni di visitatori nel 2004.
    I luoghi più frequentati sono Hammamet, Monastir, Nabeul, Susa, dove sorgono numerosi villaggi con animazione; il deserto del Sahara a sud e i siti archeologici come Cartagine, El Jem, Boulla Reggia o Dougga.

I principali partner commerciali della Tunisia sono, nell'ordine: la Francia, l'Italia, la Libia, la Germania, il Belgio e la Spagna (dati 2003).

Il tasso di disoccupazione è alto (14,1%, stime 2007), anche a causa dell'alta natalità (crescita annua dello 0,99%), che fa sì che la metà della popolazione abbia oggi meno di 15 anni.
Anche per questo, la Tunisia è uno dei paesi mediterranei a forte emigrazione, e l'Italia, da cui la separano solo 71 km da Pantelleria e 110 dalla Sicilia, è la seconda destinazione dei migranti tunisini, almeno in transito: in Italia i cittadini tunisini con permesso di soggiorno erano oltre 152 000 nel 2009.

Trasporti

Ferrovie e tranvie

La Tunisia possiede una rete ferroviaria che utilizza due differenti tipi di scartamento, normale e metrico, frutto delle differenti tipologie di costruzione essenzialmente volte allo sfruttamento delle risorse minerarie, la cui costruzione iniziò dal 1871.

Nel 2017 la rete ferroviaria tunisina risulta composta di 23 linee per un totale di 2167 km dei quali:

Tunisia-Reteferroviaria
Le "grandi linee" della SNCFT

La rete "grandi linee" della SNCFT (Société Nationale des Chemins de Fer Tunisiens) mantiene i seguenti collegamenti ferroviari[21]

Oltre alla storica linea TGM, dal 1985 è in corso di realizzazione una Metropolitana leggera a scartamento di 1435 mm a Tunisi. La prima linea fu operativa tra Tunisi e Ben Arous. Nel 2003 è stata creata la Société des transports de Tunis detta anche Transtu. Anche la linea storica TGM sarà sostituita da una nuova linea "metroleggera" il cui completamento è previsto per il 2021[22]

Porti

Turismo

Il turismo rappresenta circa il 7% del PIL. Importanti centri turistici attrezzati sono Jerba, Hammamet, Susa e la capitale Tunisi per il mare. Mentre se si vuole esplorare il deserto del Sahara è consigliato visitare le città di Matmata, Tozeur e Douz. I turisti vengono principalmente da Italia, Francia, Germania, Inghilterra, Serbia e Russia.

Cultura

Letteratura

Nel corso del xx secolo si affermò l'opera di uno dei maggiori poeti del mondo arabo Abu l-Qasim al-Shabbi (1909-1934).

Patrimoni dell'umanità

La Tunisia può vantare ben otto suoi beni inseriti nella Lista dei patrimoni dell'umanità dell'UNESCO: sono:

Sport

Calcio

Lo sport più popolare è il calcio. Fra i trofei vinti dalla Nazionale di calcio della Tunisia spicca la Coppa delle Nazioni Africane del 2004; in quella edizione la Tunisia era il Paese ospitante e ha ottenuto la vittoria battendo in finale il Marocco per 2-1. L'attuale capocannoniere della Nazionale tunisina è Issam Jemâa con 36 reti. I club di calcio più importanti sono Espérance Sportive de Tunis, Étoile Sportive du Sahel, Club Africain, Club Sportif Sfaxien.

Nuoto

Nel nuoto ricordiamo la figura di Oussama Mellouli, vincitore di diversi ori mondiali, tra cui quello ai Campionati mondiali di nuoto 2009, disputatisi a Roma.

Giochi olimpici

Il primo oro olimpico per la Tunisia fu conquistato nei 5000 metri piani da Mohamed Gammoudi, ai Giochi olimpici di Città del Messico 1968.

Tradizioni

Gastronomia

I piatti principali della gastronomia tunisina sono il couscous, il tajine, la mulukhiyya, la meshweyya, il Brik, l'osbane, le kefta, il makluba, la chorba, il mlawi, il lablabi, il mergez.

Fra i dolci si annoverano le Samsa, le Adlia, la Baklawa, i Kaak Anbar, i Kaak Tressé, i Mlabes, i Machmoum, i Miniardise Jiljlane e i Makroud.

Relativamente alle bevande, la Tunisia produce sia vini bianchi che rossi.

Rossi
  • Tyna
  • Thibar
  • Magon
Bianchi
  • Coteaux de Carthage
  • Muscat sec de Kelibia

Per quanto riguarda i liquori, sono prodotti localmente il Thibarine ed il Boukha; esiste poi una bevanda chiamata Laghmi che consiste in linfa di palma estratta e servita senza alcun trattamento.

Festività

Il calendario islamico è lunare pertanto le festività islamiche non hanno giorni stabiliti per tutti gli anni. Le principali sono:

Mentre le feste nazionali sono:

Data Nome Significato
1º gennaio Capodanno Celebrazione internazionale dell'inizio di un nuovo anno
14 gennaio Festa della Rivoluzione e della Gioventù Celebrazione della Rivoluzione dei Gelsomini, nel 2011
20 marzo Festa dell'indipendenza (عيد الإستقلال) Indipendenza dalla Francia, nel 1956
9 aprile Giorno dei Martiri Repressione delle manifestazioni nazionaliste da parte delle truppe francesi, nel 1938
1º maggio Festa del Lavoro Ricorrenza internazionale della festa dei lavoratori
24 giugno Anniversario della fondazione dell'Esercito Nazionale Istituzione dell'Esercito Nazionale Tunisino
25 luglio Festa della Repubblica Proclamazione della Repubblica di Tunisia, nel 1957
13 agosto Festa della Donna e della Famiglia Promulgazione del Codice dello statuto della persona, nel 1956
15 ottobre Festa dell'Evacuazione Partenza delle ultime truppe francesi dalla base di Biserta, nel 1963

Note

  1. ^ L'articolo 1 della Costituzione afferma: «La Tunisia è uno Stato libero, indipendente, sovrano, la cui religione è l'Islam e la cui lingua è l'arabo. Il suo ordinamento è quello repubblicano».
  2. ^ National Institute of Statistics-Tunisia, National Institute of Statistics-Tunisia, 12 settembre 2014. URL consultato il 12 settembre 2014 (archiviato dall'url originale il 4 settembre 2015).
  3. ^ a b c d (EN) World Economic Outlook Database, April 2019, su IMF.org, Fondo Monetario Internazionale. URL consultato il 22 maggio 2019.
  4. ^ Tasso di fertilità nel 2010, su data.worldbank.org. URL consultato il 12 febbraio 2013.
  5. ^ la Repubblica/fatti: Tunisia, il golpe italiano 'Si', scegliemmo Ben Ali''
  6. ^ Colpo di Stato in Tunisia, il premier assume il potere Archiviato l'8 marzo 2016 in Internet Archive., AGI-Agenzia giornalistica italiana.
  7. ^ Tunisie : les législatives fixées au 26 octobre et la présidentielle au 23 novembre, in Jeune Afrique, 25 giugno 2014.
  8. ^ Campaigning begins for Tunisia's parliamentary elections, in Asharq Al-Awsat, 5 ottobre 2014. URL consultato il 7 ottobre 2014 (archiviato dall'url originale l'8 ottobre 2014).
  9. ^ Tunisia begins landmark election race, AFP, 4 ottobre 2014. URL consultato il 19 ottobre 2014.
  10. ^ L'inquiétude des Français de Tunisie Archiviato il 17 gennaio 2011 in Internet Archive., TF1 News, 16/01/2011
  11. ^ Italiani nel mondo, Preoccupati i connazionali in Tunisia, ItaliachiamaItalia, 12/01/2011
  12. ^ «The lack of differentiation between North African Arabs and Berbers has also been observed using other genetic markers such as classical markers (Bosch et al. 1997); autosomal STRs (Bosch et al. 2000), Alu insertion polymorphisms (Comas et al. 2000); and Y-chromosome lineages (Bosch et al. 2001).. This pattern suggests that the Arabization of the area was mainly a cultural process, rather than a demographic replacement of the Berber populations that inhabited the region where the Arabic expansion took place.» (Fadhlaoui-Zid et al. 2004: 231).
  13. ^ Quid 2003, Géographie humaine de la France - Nationalité des Étrangers, p. 624, b.
  14. ^ Rapporto della Caritas 1998
  15. ^ (ARFR) La communauté tunisienne à l'étranger en 2008 Archiviato il 27 ottobre 2011 in Internet Archive. (Fonte: Ministero degli Affari Esteri della Tunisia), Office des Tunisiens à l'Etranger.
  16. ^ Dati CIA
  17. ^ (FR) Sito degli ebrei tunisini
  18. ^ HARISSA.COM: di Elia Boccara
  19. ^ (FR) Concept du service national, su www.csn.defense.tn. URL consultato il 27 luglio 2019.
  20. ^ globalproject.info, http://www.globalproject.info/it/mondi/aggiornamento-sulle-mobilitazioni-in-tunisia-tataouine-kef-kairouan/20756.
  21. ^ http://www.sncft.com.tn/fr/grande_ligne/presentation.html
  22. ^ Gouvernorat de Tunis : Méga – Projets de 700 milliards pour moderniser le transport d’ici 2021, in Tunisia today. URL consultato il 27 aprile 2017 (archiviato dall'url originale il 4 novembre 2012).

Bibliografia

  • K. Fadhlaoui-Zid, S. Plaza, F. Calafell e M. Ben Amor, Mitochondrial DNA Heterogeneity in Tunisian Berbers, in Annals of Human Genetics, 68:3, 2004, pp. 222–233, ISSN 0003-4800. Ed. online ISSN 1469-1809.
  • Kenneth J. Perkins, Tunisia. La via pacifica all'indipendenza, traduzione di Camilla Pieretti, Trieste, Beit casa editrice, 2014, ISBN 978-88-95324-33-3.

Voci correlate

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Collegamenti esterni

Tunisia, in Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 15 marzo 2011.

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Berberi

I Berberi o, nella loro stessa lingua, Imaziɣen o Imazighen (al singolare Amaziɣ), che significherebbe in origine "uomini liberi", sono, propriamente, le popolazioni autoctone di quei territori nord-africani conosciuti con la denominazione di Tamazɣa, corrispondente agli stati di Marocco, Algeria, Tunisia e Libia. Per una serie di motivi storico-ideologici, nei sopracitati paesi, si è soliti designare con tale nome solamente coloro che siano di lingua madre berbera (tamaziɣt). Il nome berbero deriva dal termine francese berbère, a sua volta derivato dal vocabolo arabo barbar, il quale, probabilmente, non fa che riprodurre la parola greco-romana barbaro (che designava chi non parlava il latino o il greco). Si veda per esempio Sallustio, nel suo Bellum Iugurthinum in cui la lingua dei Libi è definita "barbara lingua" (cap. 18).

Biserta

Biserta (in arabo: بنزرت‎, Banzart; in francese: Bizerte; in latino: Hippo Diarrhytus e Hippo Zarytus; in greco antico: Ἱππὼν Διάρρυτος, Hippòn Diárrytos) è una città costiera e la capitale di governatorato di Biserta in Tunisia e la città più settentrionale in Africa.

Situata sul Mar Mediterraneo a 65 km a nordovest della capitale Tunisi e a 15 km da Cap Blanc, ha una popolazione di 114 371 abitanti (2004).

CAF Champions League

La CAF Champions League, già Coppa dei Campioni d'Africa è la massima competizione calcistica del continente africano. Il torneo assunse questo nome nel 1997, quando, sull'esempio europeo, si è sostituito il formato della Coppa dei Campioni d'Africa con quello della Champions League a gironi preliminari e fase finale ad eliminazione diretta.

Si svolge da novembre (turni preliminari) al mese di maggio/giugno (finale andata/ritorno) ed assegna il titolo di campione d'Africa per club. I vincitori del torneo acquisiscono il diritto di partecipare alla Supercoppa CAF e alla Coppa del mondo per club FIFA che assegna il titolo di campione del mondo per club.

La competizione è stata vinta da 26 squadre, 11 delle quali sono diventate Campione d'Africa per più di una volta. La squadra più titolata è l'Al-Ahly con 8 titoli, seguito da Zamalek (5), TP Mazembe (5), Espérance di Tunisi (4), Canon Yaoundé (3), Hafia (3), Raja Casablanca (3).

L'attuale detentore del trofeo è l'Espérance di Tunisi, che si è aggiudicato l'edizione 2018.

Campagna di Tunisia

La campagna di Tunisia si combatté, durante la seconda guerra mondiale, tra le forze alleate anglo-americane e quelle italo-tedesche e segnò la fase finale delle lunga campagna del Nordafrica, iniziata nell'estate 1940 e proseguita con alterne vicende fino al 13 maggio 1943. In quella data le forze alleate, ormai nettamente superiori numericamente e materialmente, sconfissero definitivamente le residue forze dell'Asse, entrarono a Tunisi e Biserta e costrinsero alla resa le ingenti truppe nemiche rimaste tagliate fuori nell'ultimo ridotto tunisino.

Circondati dalle superiori forze alleate, costituite dalle moderne divisioni americane, da quelle britanniche e dai reparti dell'esercito coloniale francese che erano rientrati in campo a fianco degli anglosassoni, il feldmaresciallo Erwin Rommel e, dopo il suo richiamo sul continente, il generale Hans-Jürgen von Arnim si impegnarono strenuamente in una serie di operazioni difensive e controffensive, coronate spesso da notevoli successi tattici favoriti dalla superiorità di tattiche e di addestramento delle forze tedesche e di quelle italiane, guidate dal generale Giovanni Messe, che portarono la guerra ad una situazione di stallo nell'inverno, costringendo le forze nemiche a continuare la campagna fino alla primavera 1943 e quindi causando il rinvio dell'apertura del Secondo fronte in Europa.

Tuttavia la mancanza di uomini, di mezzi e soprattutto di rifornimenti avrebbe segnato la sorte delle forze dell'Asse in Tunisia. Dopo aver sfondato le posizioni italo-tedesche sulla linea del Mareth, gli Alleati posero fine alla resistenza delle forze nemiche in Africa nel mese di maggio 1943, dopo un'offensiva finale su Tunisi e catturarono oltre 200.000 prigionieri.

Questa vittoria aprì le porte agli anglo-americani per lo sbarco in Sicilia (luglio 1943), che portò alla caduta del fascismo (25 luglio 1943) e all'armistizio dell'8 settembre.

Coppa delle Nazioni Africane

La Coppa delle Nazioni Africane, nota con l'acronimo CAN (fr. Coupe d'Afrique des Nations, ing. Africa Cup of Nations o ACN) e detta comunemente Coppa d'Africa, è la più importante competizione calcistica che confronta le nazionali africane, cioè quelle iscritte alla CAF.

La prima edizione fu organizzata in Sudan nel 1957. Da allora si è sempre disputata ogni due anni, tranne nel 1968, quando fu ospitata dall'Etiopia tre anni dopo l'edizione precedente del 1965.

Con gli anni il novero delle squadre iscritte alla CAF si è notevolmente ingrandito, al punto da costringere all'introduzione di un torneo di qualificazione tramite il quale sono selezionate (dal 2019) le nazionali che, aggiungendosi alla squadra del paese ospitante (qualificata d'ufficio, talora anche più di una), formano le 24 partecipanti alla manifestazione.

La Coppa d'Africa, nelle trentadue edizioni disputate finora, è stata vinta da quattordici nazionali. L'Egitto è la nazionale più titolata (7 successi), seguita da Camerun (5), Ghana (4), Nigeria (3), Costa d'Avorio (2), RD del Congo (2, successi ottenuti come Congo-Kinshasa e Zaire), Algeria (2), Etiopia (1), Marocco (1), Rep. del Congo (1), Sudafrica (1), Sudan (1), Tunisia (1), Zambia (1). L'Egitto è anche la nazionale con il maggior numero di partecipazioni alla fase finale del torneo (24).

Coppa delle Nazioni Africane 2000

La Coppa delle Nazioni Africane 2000 fu la 22ª edizione della Coppa delle Nazioni Africane, il campionato di calcio dell'Africa (CAF).

Coppa delle Nazioni Africane 2004

La Coppa delle Nazioni Africane 2004 fu la 24ª edizione della Coppa delle Nazioni Africane.

Coppa delle Nazioni Africane 2006

La Coppa delle Nazioni Africane 2006 è stata la venticinquesima edizione della Coppa delle Nazioni Africane, il campionato continentale per Nazionali di calcio affiliate alla CAF. Paese ospitante e vincitore della coppa è stato l'Egitto.

Gli incontri della sezione africana dei gruppi di qualificazione per i Mondiali di calcio 2006 sono stati validi anche per le qualificazioni alla Coppa delle Nazioni africane. Anche se solo la prima classificata di ogni gruppo ha ottenuto un posto per i Mondiali, le prime tre in ciascuno dei cinque gironi si sono qualificate per la Coppa d'Africa. La squadra dell'Egitto si è qualificata automaticamente in quanto paese ospitante, e avendo terminato il suo girone nei primi tre posti ha fatto spazio alla Libia, quarta classificata, come sedicesima squadra.

I gironi di qualificazione ai Mondiali di Germania 2006 hanno avuto vincitrici a sorpresa quali Angola, Costa d'Avorio, Ghana e Togo, che in questo torneo hanno avuto la possibilità di affrontare squadre tradizionalmente più forti come Camerun, Egitto, Marocco, Nigeria, Senegal e Sudafrica, oltre alla Tunisia, campione d'Africa in carica e unica delle "grandi" ad approdare senza difficoltà a Germania 2006.

Delle quattro squadre qualificate a sorpresa per i Mondiali solo la Costa d'Avorio ha tenuto fede alle attese, riuscendo ad oltrepassare i gironi eliminatori e ad accedere alla finale, poi persa contro i padroni di casa dell'Egitto. Al terzo posto si è classificata la Nigeria, al quarto posto il Senegal.

Coppa delle Nazioni Africane 2019

La Coppa delle Nazioni Africane 2019, o Total Africa Cup of Nations 2019 per ragioni di sponsorizzazione, è stata la 32ª edizione del torneo di calcio continentale per squadre nazionali maschili (spesso detta Coppa d'Africa) organizzato dalla CAF e la cui fase finale si è svolta dal 21 giugno al 19 luglio 2019. È stata la prima edizione a disputarsi in estate nonché la prima a cui hanno preso parte 24 nazionali.

L'edizione avrebbe dovuto svolgersi in Camerun, ma il 30 novembre 2018 la CAF, a causa di ritardi nella costruzione delle infrastrutture e per motivi di sicurezza, ha deciso di togliere la concessione alla nazionale campione in carica, riaprendo le candidature ad altri Paesi. L'8 gennaio seguente la fase finale del torneo è stata affidata all'Egitto. Inoltre, il torneo ha subito variazioni circa le date nelle quali la competizione avrebbe dovuto disputarsi (originariamente il torneo era previsto dal 15 giugno al 13 luglio, poi spostato dal 21 giugno al 19 luglio) a causa del Ramadan.

Il torneo è stato vinto dall'Algeria, al secondo successo nella manifestazione, battendo in finale il Senegal per 1-0.

Delegazioni della Tunisia

Le delegazioni della Tunisia (in francese: délégation, in arabo معتمدية) costituiscono la suddivisione territoriale di secondo livello del Paese, dopo i governatorati, e ammontano a 264; ciascuno di essi si suddivide a sua volta in settori (imada), pari nel loro complesso a 2.073.

L'80% delle delegazioni aveva al censimento 2014 tra i 15 mila e gli 80 mila abitanti. I centri abitati maggiori sono suddivisi in più delegazioni.

Le delegazioni possono essere anche delle municipalità (shaykhats), le quali però possono essere formate da più delegazioni.

Governatorati della Tunisia

I governatorati della Tunisia (in arabo: wilāyāt) sono la suddivisione territoriale di primo livello del Paese e sono pari a 24. Ciascuno di essi si suddivide ulteriormente in delegazioni, pari nel loro complesso a 264.

Ciascun governatorato è retto da un governatore nominato dal Presidente della Repubblica.

A fini statistici i governatorati sono raggruppati in sei regioni:

Nord Est: Bizerte, Manouba, Ariana, Tunisi, Ben Arous, Zaghouan, Nabeul,

Nord Ovest: Jendouba, Bèja, Siliana, Kef

Centro Est: Sousse, Monastir, Mahdia, Sfax

Centro Ovest: Kairouan, Sidi Bouzid, Kasserine

Sud Est: Gabès, Medenine, Tataouine

Sud Ovest: Gafsa, Tozeur, Kébili

Maghreb

Con il termine Maghreb (in berbero: ⵜⴰⵎⴰⵣⵖⴰ, Tamazɣa; in arabo: المغرب‎, al-Maghrib, "luogo del tramonto", perché situato nella parte occidentale dei paesi arabi) si intende l'area più a ovest del Nordafrica che si affaccia sul mar Mediterraneo e sull'oceano Atlantico; originariamente riguardava la fascia di terra tra la catena montuosa dell'Atlante e il mar Mediterraneo (nord della Tunisia, l'Algeria e Marocco); in certe fonti è inclusa anche la Spagna prima della Reconquista.

Municipalità della Tunisia

La municipalità della Tunisia, o comuni urbani (البلدية), sono un'unità amministrativa locale composta da una città o di un paese o di un raggruppamento di abitazioni. Il territorio comunale è composto da uno o più settori (imada) o parte di settori, appartenenti anche a delegazioni diverse. Una delegazione può al suo interno avere nessuno, solo uno o più comuni. Il consiglio comunale è eletto per una durata di cinque anni ed è incaricato della gestione degli affari comunali.. I comuni maggiori o comunque con un territorio ampio, sono suddivisi in circondari (arrondissement, الدائرة). Al 31.12.2012 risultavano complessivamente 141 arrondissement appartenenti a 42 comuni differenti su un totale di 264 comuni. Da allora sono stati creati ulteriori comuni

e adesso sono 350.

La maggior parte di esse possono essere assimilate a città, cioè agglomerazioni polarizzanti uno spazio circostante con funzioni di centro amministrativo, di servizi o industriale.

Le caratteristiche demografiche delle municipalità sono molto varie: la più grande è Tunisi, con 728.453 abitanti, e la più piccola Beni M'Tir, con 811 abitanti.

Ciascun comune ha un proprio codice di classificazione geografico composto da due parti, ciascuna di due cifre: le prime due cifre corrispondono al governatorato, le successive due cifre (da 11 a 49) corrispondono al comune.

Il codice degli arrondissement è formato da tre parti: le prime due corrispondono a quelle del comune e la terza, formata anch'essa da due cifre e cominciando con "11", identifica l'arrondissement all'interno del comune.

Nazionale di calcio della Tunisia

La nazionale di calcio della Tunisia, i cui giocatori sono soprannominati Aquile di Cartagine, è la selezione maggiore maschile calcistica nazionale della Tunisia ed è posta sotto l'egida della Fédération Tunisienne de Football.

È una delle nazionali di calcio africane più quotate. Nella sua bacheca figurano la Coppa d'Africa 2004, il Campionato delle Nazioni Africane 2011 e la Coppa delle Nazioni Arabe 1963. La squadra si è qualificata per cinque volte alla fase finale di un mondiale (1978, 1998, 2002, 2006 e 2018), chiudendo sempre con un'eliminazione al primo turno.

Nella graduatoria mondiale della FIFA, in vigore da agosto 1993, il miglior posizionamento della Tunisia è stato il 13º posto di aprile 2018, mentre il peggiore è stato il 65º posto di luglio 2010. Attualmente occupa il 29º posto della graduatoria.

Nordafrica

Il Nordafrica è la regione dell'Africa che si estende a nord del deserto del Sahara (il resto del continente è designato nel suo complesso come Africa subsahariana); tale definizione assume un rilievo d'ordine generale, potendosi declinare in termini parzialmente diversi a seconda dello specifico contesto di riferimento (geografico, storico, politico e via dicendo).

Schiaffo di Tunisi

Lo "schiaffo di Tunisi" è stata un'espressione giornalistica usata dalla stampa e dalla storiografia italiana dalla fine del XIX secolo per descrivere un episodio della crisi politica intercorsa all'epoca tra Regno d'Italia e Terza Repubblica francese.

Il governo della terza repubblica francese nel 1881 con un'azione di forza stabilì il protettorato sulla Tunisia, già obiettivo dei propositi coloniali del Regno d'Italia.

Susa (Tunisia)

Susa (in arabo: سوسة‎, Sūsa; in francese Sousse) è una città della Tunisia di 270.000 abitanti, capoluogo del governatorato omonimo e terza del paese per popolazione (dopo Tunisi e Sfax), nonché uno dei suoi poli turistici più importanti. Nel 1988 la sua medina è stata inserita tra i Patrimoni dell'umanità dall'UNESCO.

Tunisia ai Giochi della XXX Olimpiade

La Tunisia partecipò ai Giochi della XXX Olimpiade, svoltisi a Londra, Regno Unito, dal 27 luglio al 12 agosto 2012, con una delegazione di 83 atleti impegnati in diciassette discipline.

Tunisia ai Giochi olimpici

La Tunisia ha partecipato per la prima volta ai Giochi olimpici nel 1960.

Gli atleti tunisini hanno vinto sette medaglie ai Giochi olimpici estivi, ma neanche una ai Giochi olimpici invernali.

Il Comitato Olimpico Tunisino venne creato e riconosciuto dal CIO nel 1957.

Stati del mondo · Africa
Stati de facto indipendenti
Territori con status indefinito
Dipendenze
Territori africani
di Paesi non africani
Mondo arabo
Africa
Asia
Marocco, Algeria e Tunisia costituiscono il Maghreb, cui si aggiungono Libia e Mauritania (Grande Maghreb); Egitto, Siria, Giordania, Libano, Stato di Palestina, Iraq e Kuwait costituiscono il Medio Oriente (sono Paesi del Medio Oriente non arabi Israele, Turchia e Iran). Arabia Saudita, Yemen, Oman, Bahrein, Qatar, Emirati Arabi Uniti e Kuwait appartengono geograficamente alla Penisola arabica.

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