Thomas Woodrow Wilson

Woodrow Wilson, nato Thomas Woodrow Wilson (Staunton, 28 dicembre 1856Washington, 3 febbraio 1924), è stato un politico statunitense.

È stato il 28º presidente degli Stati Uniti (in carica dal 1913 al 1921), mentre in precedenza fu governatore dello stato del New Jersey; anche uomo accademico, ricoprì la carica di rettore dell'Università di Princeton.

Divenne il terzo presidente degli Stati Uniti del Partito Democratico, dopo Andrew Jackson e Grover Cleveland, ad essere rieletto per un secondo mandato. Nel 1919 gli venne assegnato il Premio Nobel per la pace.

Wilson è ricordato per essere stato il presidente degli Stati Uniti in un momento storico così turbolento e cruciale come la Prima guerra mondiale e l'immediato dopoguerra ed avervi giocato un ruolo importante soprattutto alla Conferenza di pace di Parigi in cui impose gli Stati Uniti, per tanto tempo potenza economica e militare di secondo piano, in un ruolo dominante sullo scacchiere internazionale. Grazie a questa nuova linea della politica estera statunitense, Wilson è stato il primo presidente degli Stati Uniti ad avere avuto un peso importantissimo tra i grandi leader mondiali del momento.

Tuttavia la storiografia pone Wilson come una figura ambigua in quanto, se da una parte fu considerato il principale promotore di una nuova pace e stabilità europea, cosa che gli valse il Nobel ma che in realtà non si realizzò mai compiutamente (e questo sarà uno dei tanti motivi che nel loro insieme contribuiranno allo scoppio della Seconda guerra mondiale), dall'altra viene unanimemente ricordato per il suo deciso incitamento alla segregazione razziale e per la sua politica volta ad imporre i voleri dell'imperialismo statunitense alle nazioni deboli e arretrate del Centro e Sudamerica come Messico, Nicaragua, Haiti, Panama, Cuba e Repubblica Dominicana dove l'Esercito degli Stati Uniti si rese complice di numerosi massacri.

Woodrow Wilson
Thomas Woodrow Wilson, Harris & Ewing bw photo portrait, 1919

28º Presidente degli Stati Uniti d'America
Durata mandato 4 marzo 1913 –
4 marzo 1921
Predecessore William Howard Taft
Successore Warren Gamaliel Harding

34º Governatore del New Jersey
Durata mandato 17 gennaio 1911 –
1º marzo 1913
Predecessore John Franklin Fort
Successore James Fairman Fielder

Dati generali
Partito politico Democratico
Tendenza politica Liberalismo
Liberalismo conservatore
Progressismo
Internazionalismo
Università Università di Princeton
Università Johns Hopkins
Firma
Firma di Woodrow Wilson
(EN)

God gave him a great vision. / The devil gave him an imperious heart. / The proud heart is still. / The vision lives.[1]

(IT)

Dio gli dette una grande visione. / Il diavolo un cuore imperioso. / L'orgoglioso cuore si è fermato. / La visione gli sopravvive.

(Epitaffio dedicatogli da William Allen White)

Biografia

Origini e formazione

Thomas Woodrow Wilson nacque a Staunton, in Virginia, nel 1856 (è stato l'ultimo presidente degli Stati Uniti a essere nato in quello Stato): i suoi genitori erano il reverendo Joseph Ruggles Wilson e Janet Woodrow[2]. La sua famiglia aveva origini scozzesi-irlandesi e proveniva dall'Irlanda del Nord[3]. Wilson crebbe ad Augusta, nello Stato della Georgia, e dichiarò sempre che il suo primo ricordo era l'annuncio che era stato eletto Abraham Lincoln e che una guerra stava per arrivare; il padre e la madre di Wilson venivano dall'Ohio, ma simpatizzarono per i sudisti nella guerra civile statunitense[4].

Essi curavano i feriti dei confederati nella loro chiesa e lasciarono uscire loro figlio per andare a vedere Jefferson Davis sfilare in manette tra il vittorioso esercito unionista. Wilson avrebbe sempre ricordato di stare «per un momento al fianco del Generale Lee e di guardarlo in faccia»[4]. Nonostante soffrisse di dislessia[5], Wilson imparò da solo la stenografia per compensare le sue difficoltà e fu capace di riuscire accademicamente grazie alla determinazione e all'auto-disciplina, ma non riuscì a superarla del tutto[6].

Frequentò il Davidson College per un anno e quindi si trasferì alla Princeton University, laureandosi nel 1879: era membro dell'associazione studentesca Phi Kappa Psi[7]. In sèguito studiò legge alla University of Virginia per un anno[8]. Dopo aver terminato e pubblicato la sua dissertazione, Il Governo Congressionale, nel 1886 ottenne il titolo di dottore (Ph.D.) in scienze politiche dalla Johns Hopkins University (un'incisione delle sue iniziali è ancora visibile nel lato inferiore di un tavolo al Dipartimento di Storia). Prima della nomina presidenziale di Barack Obama, laureato magna cum laude alla Harvard Law School nel 1991, Woodrow Wilson era stato l'unico presidente degli Stati Uniti ad aver conseguito il titolo di dottore.

Il matrimonio con Ellen Axson

Wilson incontrò Ellen Axson, figlia di un ministro di culto, per la prima volta in una chiesa: la corteggiò non ricambiato per diverse settimane. Mesi dopo, nel 1883, la rincontrò per caso in una stazione ferroviaria e fu più ricettiva: si sposarono il 24 giugno 1885 a Savannah, in Georgia. Ebbero tre figlie, Margaret nel 1886, Jessie nel 1887 e Eleanor nel 1889[9]. Nessuna di loro era ancora sposata quando Wilson fece ingresso alla Casa Bianca, ma ci furono rapidi cambiamenti: Jessie sposò Francis B. Sayre il 25 novembre 1913 mentre Eleanor sposò William G. McAdoo, il segretario del Tesoro (cioè ministro del Tesoro Americano) il 7 maggio 1914[10].

Gli scritti politici e l'inizio della carriera accademica

L'epoca di Wilson furono i decenni successivi alla guerra civile statunitense, quando il Congresso degli Stati Uniti era al massimo potere - «i fondamenti di ogni attività politica sono decisi dal potere legislativo» - e la corruzione dilagante. Anziché concentrarsi sui singoli individui per spiegare dove sbagliasse la politica americana, Wilson si soffermò sulla struttura costituzionale americana.

Sotto l'influenza dell'opera di Walter Bagehot La Costituzione Inglese, Wilson giudicava la Costituzione statunitense come pre-moderna, ingombrante, permeabile alla corruzione. Prima delle forti presidenze all'inizio del XX secolo, Wilson era perfino favorevole a un sistema parlamentare, per gli Stati Uniti. Nei primi anni ottanta dell'Ottocento, su un giornale pubblicato da Henry Cabot Lodge, Wilson scrisse:

Vi chiedo di interrogarvi su questo: non dovremmo avvicinare l'Esecutivo e il Legislativo? Non dovremmo, da un lato, dare ai singoli capi di partito del Congresso una maggiore possibilità di avere un ruolo più intimo nel determinare chi dovrebbe essere presidente, e al presidente, dall'altro lato, una maggiore possibilità di nominare egli stesso un uomo di stato, e i suoi consiglieri capaci uomini di affari pubblici, alla guida del Congresso?

([11])

Wilson iniziò Governo Congressionale, il suo più famoso lavoro sulla politica, come sostegno per un sistema parlamentare, ma Wilson restò impressionato da Grover Cleveland e Governo Congressionale ne uscì come una descrizione critica del sistema americano, con frequenti e negativi paragoni con il governo inglese. Wilson stesso puntualizzò: «Sto analizzando fatti - diagnosticando, non prescrivendo rimedi».[12][13] Egli credeva che l'intricato sistema americano di misure e contromisure (checks and balances) fosse la causa dei problemi delle istituzioni americane: sosteneva infatti che aver suddiviso il potere rendeva impossibile agli elettori di riconoscere chi fosse responsabile degli errori. Se il governo si comportava male, chiedeva Wilson,

...come può il preside della scuola, la nazione, sapere quale ragazzo ha bisogno di essere bacchettato? ... Il potere e la precisa responsabilità del suo uso sono gli ingredienti fondamentali del buon governo... È quindi evidentemente un difetto alla radice nel nostro sistema federale che esso suddivida molto il potere e renda confuse le responsabilità, come fa ora. Lo scopo principale della Convenzione costituzionale del 1787 sembra essere stato portare a termine questo grosso errore. La 'teoria letteraria dei pesi e contrappesi è semplicemente una descrizione coerente di quello che gli estensori della nostra Costituzione cercarono di fare; e questi pesi e contrappesi si sono dimostrati vivaci quanto basta per imporsi... [i Costituenti] sarebbero i primi ad ammettere che l'unico frutto della divisione del potere è stato quello di renderlo senza responsabili.

La più lunga sezione di Governo Congressionale è dedicata alla Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti, in cui Wilson esprime disprezzo per il sistema delle commissioni. «Il potere», scriveva «è suddiviso, come era una volta, in quarantasette signorie, in ciascuna delle quali una Commissione Permanente è il barone di corte e il suo presidente il signore proprietario. Questi minuscoli baroni, alcuni dei quali non poco potenti, ma nessuno di essi abbastanza vicino ai pieni poteri del governo, possono esercitare a piacere un rimescolamento quasi dispotico delle proprie contee, e possono talvolta minacciare di arrivare a sconvolgere il regno stesso». Wilson diceva che il sistema delle commissioni era fondamentalmente non democratico, perché le presidenze delle commissioni, che erano nominate in base all'anzianità, non erano responsabili di fronte a nessuno tranne i propri componenti, anche se determinavano la politica delle istituzioni nazionali[14].

In aggiunta alla loro natura non democratica, credeva anche che il sistema delle commissioni facilitasse la corruzione.

l'elettore, inoltre, sente che la sua mancanza di fiducia nel Congresso è giustificata da quello che sente sul potere che hanno corrotti gruppi di pressione di modificare la legislazione secondo i propri fini. Sente delle enormi somme elemosinate e ottenute... di stanziamenti di spesa decisi nell'interesse di appaltatori disonesti; egli non è totalmente senza motivo nel concludere che questi sono mali intrinseci nella natura stessa del Congresso; non vi è dubbio che il potere dei gruppi di pressione consiste in gran parte, se non in tutto, nella vulnerabilità concessagli dal sistema delle commissioni.

Ma al tempo in cui terminò il Governo Congressionale, era presidente Grover Cleveland e Wilson nutrì fiducia che fosse rinsaldato il governo degli Stati Uniti. Prima di divenire egli stesso presidente, Wilson aveva assistito alle vigorose presidenze di William McKinley e Theodore Roosevelt, e Wilson non trattò più della forma di governo parlamentare. Nel suo ultimo lavoro accademico, Governo Costituzionale degli Stati Uniti, del 1908, Wilson sostenne che la presidenza «sarà tanto grande e tanto influente quanto l'uomo che riveste la carica». Al tempo della sua presidenza, Wilson semplicemente sperava che i presidenti potessero essere capi di partito allo stesso modo di un primo ministro. Wilson sperava anche che i partiti potessero riorganizzarsi secondo principi ideologici e non geografici. «Otto parole,» scriveva Wilson, «contengono la sostanza della attuale degradazione dei nostri partiti politici: nessun capo, nessun principio; nessun principio, nessun partito»[15].

Wilson insegnò al Bryn Mawr College e alla Wesleyan University prima di entrare alla università di Princeton come professore di giurisprudenza e economia politica nel 1890. Popolare come insegnante e rispettato come accademico, tenne un discorso alle celebrazioni del centocinquantesimo anno di Princeton (1896) intitolato "Princeton al Servizio della Nazione" (questo è divenuto un celebre motto allusivo dell'Università, qualche volta espanso a "Princeton al Servizio del Mondo"): in questo famoso discorso, egli delineò la sua visione dell'università in una nazione democratica, chiamando le istituzioni di istruzione superiore «al dovere di illuminare attraverso ogni lezione che possa essere tratta dal passato»[16].

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Prospect House, nel campus di Princeton, residenza di Wilson mentre era rettore dell'Università

Wilson fu eletto all'unanimità Rettore dell'Università di Princeton il 9 giugno 1902[17]: nel suo discorso inaugurale, sviluppò questi temi, cercando di mantenere un equilibrio per soddisfare sia i populisti che gli aristocratici tra il pubblico. Come rettore, iniziò una campagna di raccolta fondi a sostegno dell'università: le linee guida che mantenne durante il suo rettorato di Princeton si dimostrarono tra le più importanti innovazioni nell'istruzione superiore. Istituì un nuovo sistema di corsi base seguiti da due anni di specializzazione nel settore prescelto. Quando cercò di ridurre l'influenza degli elitari "circoli sociali", tuttavia, Wilson si scontrò con la resistenza degli amministratori e dei potenziali finanziatori. Credeva che quel sistema soffocasse la vita intellettuale e morale degli studenti: l'opposizione di ricchi e potenti ex allievi lo convinsero ulteriormente della indesiderabilità dell'elitarismo e lo spinsero verso una posizione politica più populista[18].

La carriera politica

Wilson fu presidente della American Political Science Association ("Associazione americana di Scienze Politiche") dal 1910 al 1911. Attraverso la pubblicazione dei suoi commenti sulle questioni politiche del tempo, si guadagnò una reputazione a livello nazionale e considerò sempre più seriamente una carriera come uomo politico. Nel 1910, ricevette un'inaspettata offerta di candidatura per la carica di governatore del New Jersey, che accettò volentieri: alle elezioni, sconfisse il candidato repubblicano Vivian M. Lewis con oltre 80.000 voti di scarto[19].

La presidenza USA

Nelle consultazioni presidenziali del 1912 il Partito Democratico nominò a sorpresa Wilson come proprio candidato: ci si aspettava infatti che l'alfiere dell'Asinello fosse Champ Clark. William Howard Taft e Theodore Roosevelt divisero il Partito Repubblicano candidandosi entrambi, consentendo a Wilson di vincere.[20]

Il giorno prima del suo insediamento, nel marzo 1913, Elisabeth Freeman e altri membri dell'Unione Congressionale, in seguito chiamatasi Partito Nazionale delle Donne, organizzarono una manifestazione in favore del suffragio femminile a Washington, per distogliere l'attenzione dalle celebrazioni dell'insediamento[21]: quando Wilson arrivò in città, si dice, trovò le strade senza folla per salutarlo e gli fu detto che erano tutti sulla Pennsylvania avenue a guardare la manifestazione.

Wilson ottenne successi immediati, traducendo in legge le sue promesse di "Nuova Libertà" nel campo delle modifiche dell'antitrust, revisione delle tariffe e riforme nel sistema bancario e monetario[22]. La sua azione portò alla istituzione del Sistema Federale di Riserva (Federal Reserve System) e della Commissione Federale del Commercio (Federal Trade Commission)[23].

Video su Wilson

Il suffragio fu solo una delle insidiose questioni che Wilson affrontò durante la sua presidenza; finché Wilson annunciò il suo appoggio al diciannovesimo emendamento della Costituzione degli Stati Uniti riguardo al suffragio, un gruppo di donne che si facevano chiamare la "sentinelle silenziose" protestava di fronte alla Casa Bianca, esibendo cartelli con slogan come «Signor Presidente - Che cosa farai per il suffragio delle donne?». In politica interna, le sue proposte di riforma furono spesso contrastate, anche se riuscì a far approvare una legge istitutiva della Federal Reserve[24].

Il suo atteggiamento verso le questioni razziali è generalmente considerato una macchia sulla sua reputazione: molti sostengono che contribuì a creare il più cupo periodo di razzismo nella storia degli Stati Uniti[25][26][27] e che fosse egli stesso un razzista[28][29]. La sua amministrazione istituì la segregazione razziale nel governo federale, per la prima volta da quando Abraham Lincoln iniziò la desegregazione nel 1863, e richiese fotografie dai candidati per posti di lavoro, per determinare la loro razza. Wilson inoltre aveva un atteggiamento sospettoso per quelli da lui chiamati «Americani col trattino» (hyphenated Americans: tedeschi-americani, irlandesi-americani, etc.): «Ogni uomo che porta con sé un trattino, porta un pugnale che è pronto ad affondare nelle parti vitali di questa Repubblica ogni volta possibile»[30].

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Una citazione di Woodrow Wilson usata nel film La nascita di una nazione.

La Storia del Popolo Americano di Wilson è ripetutamente citata nel film La nascita di una nazione, che glorifica l'ascesa del Ku Klux Klan in contrasto ai "Repubblicani Radicali" durante la ricostruzione americana. Il film è basato su una trilogia di Thomas Dixon, compagno di scuola di Wilson, il cui obiettivo dichiarato era «rivoluzionare i sentimenti del nord presentando una storia che trasformerebbe ogni uomo del mio pubblico in un buon Democratico!». Wilson guardò il film in una speciale proiezione alla Casa Bianca il 18 febbraio 1915, il regista David Wark Griffith riferì alla stampa che Wilson aveva esclamato: «È come scrivere la storia con il fulmine, il mio unico rammarico è che è tutto così terribilmente vero»[31]. Eppure, subito dopo la proiezione, Wilson dichiarò di disapprovare quella "nefasta produzione".[32] Il braccio destro di Wilson, Joseph Tumulty, disse: "il presidente ignorava la natura dello spettacolo prima di vederlo, e non ha nemmeno per un istante espresso approvazione per lo stesso."[33] Wilson, tuttavia, tenne diverse visioni private della pellicola alla Casa Bianca.

Fatto sta che l'affermazione di Griffith fu ampiamente riportata dai mezzi di informazione e fu immediatamente discussa: in una successiva corrispondenza con Griffith, Wilson gli scriveva in modo entusiasta delle sue regie, senza mettere in dubbio l'accuratezza della citazione[34]. Dato il messaggio del film, fortemente schierato per i democratici, e le documentate opinioni di Wilson riguardo alla razza, non è irragionevole interpretare quell'affermazione come un sostegno al Klan, e la parola «rammarico» come riferimento alla descrizione, nel film, della ricostruzione. Wilson cercò di mantenersi estraneo dal dibattito ma infine, il 30 aprile, rese nota una smentita in realtà molto tenue. Il sostegno di Wilson all'accuratezza storica del film fu di molto peso e contribuì alla popolarità del film: questo fu a sua volta uno dei principali fattori che portarono, nello stesso anno, alla riorganizzazione (a Stone Mountain, in Georgia) del Ku Klux Klan, che era stato silente dalla sua messa fuorilegge negli anni settanta dell'Ottocento[35].

Nell'ultimo anno del suo primo mandato (1916), Wilson collezionò un'impressionante serie di riforme, adottandone molte dal programma del 1912 di Theodore Roosevelt. Wilson firmò la legge federale sui prestiti agricoli (Federal Farm Loan Act), che fece abbassare immediatamente i tassi di interesse per gli agricoltori, i quali la accolsero come «la Magna Carta della finanza agricola americana»[36]. Wilson esercitò una pressione aggressiva e vincente sul Parlamento per la legge Keating-Oven, che mise al bando il lavoro minorile, per la legge Kern-McGillicuddy, che istituì un sistema di assicurazione contro gli infortuni dei lavoratori[37], e la legge Adamson, che migliorò le condizioni e gli stipendi dei lavoratori delle ferrovie[38]. Per prepararsi alla possibilità di un ingresso in guerra, Wilson ingrandì l'esercito e la marina militare tramite una tassa sulle successioni e una tassa sugli alti redditi.

Wilson fu in grado di vincere di misura la sua rielezione nel 1916, raccogliendo molti voti che nel 1912 erano andati a Roosevelt e Eugene V. Debs[39]. Negli anni dal 1914 al 1917 Wilson cercò sempre di tenere gli Stati Uniti fuori dalla prima guerra mondiale: si offrì come mediatore, ma né gli Alleati né le Potenze Centrali presero seriamente le sue proposte[40]. Quando la Germania riprese la guerra sottomarina senza limitazioni e fece un azzardato tentativo di portare dalla sua parte il Messico, tramite la nota Zimmermann, Wilson fece entrare in guerra gli Stati Uniti come «belligerante alleato»[41].

Negli anni trenta la Commissione Nye ricostruì gli avvenimenti che portarono all'entrata in guerra sottolineando il ruolo di fabbricanti di esplosivi e dei banchieri che erano esposti nei confronti dell'Inghilterra per 2,5 miliardi di dollari. Wilson fece approvare dal Congresso nel 1917 la legge sullo spionaggio e nel 1918 la legge sulla sedizione per combattere le opinioni socialiste, anti-Britanniche, pro-Irlanda, pro-Germania o contro la guerra.[42] Egli istituì inoltre il Comitato degli Stati Uniti sulla Informazione Pubblica, con a capo George Creel (da cui il suo nome popolare, Comitato Creel), che riempì il Paese di propaganda anti-tedesca e, durante la prima ondata di paura del comunismo (1917-1920), organizzò le azioni di Palmer contro esponenti della sinistra. Wilson fece arrestare il capo socialista e candidato alla presidenza Eugene V. Debs, per aver accusato i poteri finanziari di essere i responsabili della prima guerra mondiale e per aver criticato la legge sullo spionaggio[43][44]. Wilson, inoltre, appoggiava la American Protective League, un'organizzazione privata pro-guerra nota per le sue flagranti violazioni delle libertà civili americane[45][46]

Tra il 1914 e il 1918 gli Stati Uniti intervennero molte volte, anche con invasioni, in America Latina, in particolare in Messico, Haiti, Cuba e Panama; anche continuando la diplomazia del dollaro inaugurata da William Howard Taft. Gli USA mantennero truppe in Nicaragua per tutta la durata dell'amministrazione Wilson e se ne servirono per scegliere il presidente del Nicaragua e quindi per costringere il Nicaragua a sottoscrivere il trattato Bryan-Chamorro[47]. Le truppe statunitensi ad Haiti obbligarono i politici haitiani a eleggere presidente il candidato prescelto da Wilson: quando Haiti si rifiutò di dichiarare guerra alla Germania, Wilson fece sciogliere il governo di Haiti e quindi impose una nuova, meno democratica, costituzione, attraverso un referendum farsa[48].

I soldati statunitensi, inoltre, cacciarono i piccoli proprietari terrieri dalle loro terre per farli lavorare in opere pubbliche, in condizioni di reclusione e in catene, e trasferirono le loro terre ai latifondisti; nel 1919 gli Haitiani si sollevarono in rivolta contro gli statunitensi; la ribellione costò 3000 morti[49]. Tra il 1917 e il 1920 gli USA appoggiarono il movimento dei Russi Bianchi nella guerra civile russa, dapprima finanziariamente, ma in seguito con un blocco navale e truppe di terra a Murmansk, Arcangelo e Vladivostok[50].

La prima guerra mondiale

USA bryter de diplomatiska förbindelserna med Tyskland 3 februari 1917
Il Presidente Wilson davanti al Congresso, mentre annuncia la rottura delle relazioni diplomatiche con la Germania. 3 febbraio 1917.

In politica estera Wilson affrontò sfide maggiori rispetto ad ogni altro presidente dai tempi di Abraham Lincoln. Decidere se portare gli USA nella prima guerra mondiale mise a dura prova la sua capacità di comando. Mantenne neutrali gli Stati Uniti durante i primi anni della guerra; questo contribuì alla sua rielezione del 1916: tuttavia, dopo pressioni crescenti, gli Stati Uniti entrarono nel conflitto con una formale dichiarazione di guerra alla Germania il 6 aprile 1917; una dichiarazione di guerra all'Austria-Ungheria fece seguito il 7 dicembre dello stesso anno[51].

Dopo la Grande Guerra, Wilson si impegnò, con alterno successo, a promuovere la sua idea di riassetto del mondo su base etnica: l'8 gennaio 1918 Wilson tenne il suo famoso discorso dei Quattordici punti, avanzando la proposta di una Lega delle Nazioni, un'organizzazione che avrebbe dovuto tendere al mantenimento dell'integrità territoriale e all'indipendenza politica, sia per le grandi nazioni che per le piccole[52]. Il punto più innovativo della proposta di Wilson era quello del cosiddetto "diritto all'autodeterminazione" per ogni popolo, inteso come comunità etnica: secondo tale principio ogni etnia doveva avere il suo stato nazionale.

Il ruolo nei Trattati di Pace di Parigi

Wilson intendeva i Quattordici Punti come un mezzo per far terminare la guerra e raggiungere una pace equa per tutte le nazioni. Arrivò a Versailles il 4 dicembre 1918 per la Conferenza della Pace del 1919 (diventando il primo presidente degli Stati Uniti a compiere un viaggio in Europa durante la carica), e si adoperò a fondo per promuovere il suo piano. Alla fine anche le altre potenze vincitrici (Francia e Gran Bretagna in particolare) accettarono i principi di nazionalità e di autodeterminazione dei popoli, e il conseguente dissolvimento degli Imperi multinazionali (Austria-Ungheria e Impero ottomano)[53]. Il princìpio di nazionalità fu la base per la costruzione dell'Europa democratica e degli Stati nazionali.

Tali princìpi furono applicati soprattutto all'Europa orientale e al Medio oriente, per riempire il vuoto lasciato dal crollo simultaneo dei grandi imperi assolutisti. Per venire incontro all'Italia non furono invece applicati al Sudtirolo che venne annesso ad essa. Nonostante ciò il presidente Wilson non fu certamente favorevole all'applicazione del Patto di Londra, dal quale non si sentiva vincolato, sfavorendo gli italiani che vivevano oltre quelli che furono i confini decisi alla fine della Grande Guerra[54]. Evidentemente Wilson fu favorevole alle aspirazioni della Serbia la quale, durante la guerra, non si mostrò all'altezza dell'Austria-Ungheria perdendo numerose battaglie e facendosi aiutare dal Regio Esercito Italiano. Quindi (senza rispettare il principio di nazionalità tanto a lui caro) venne creato uno stato comprendente varie nazionalità: il Regno dei Serbi, dei Croati e degli Sloveni. Mentre al Regno Italiano venne ceduta l'Istria, il vecchio Litorale austriaco con anche alcune terre appartenenti alla Carniola Interna, come Postumia e Bisterza.

Tuttavia, data la complessa situazione etnica dell'Europa, alcuni Stati europei (Germania soprattutto), negli anni successivi alla Conferenza di Pace di Parigi, si sentirono autorizzati ad applicare i princìpi di Wilson, anche per l'effettuazione di pulizie etniche (compreso lo sterminio degli ebrei) e nuove guerre[55]. Cercando di guadagnare l'appoggio della Francia alla creazione della Lega, Wilson ordinò ai Marines di impedire alla delegazione tedesca di entrare alla conferenza. Lo statuto della Lega delle Nazioni fu inserito nel Trattato di Versailles, ma solo quattro dei Quattordici Punti (nel frattempo saliti a ventitré) furono interamente rispettati[56].

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Woodrow Wilson

Per la sua opera ai trattati di pace, nel 1919 fu assegnato a Wilson il Premio Nobel per la Pace: l'onorificenza bilanciò l'amarezza di non essere riuscito a convincere i suoi oppositori al Congresso, come Henry Cabot Lodge, ad appoggiare la risoluzione che impegnava gli USA a entrare nella Società delle Nazioni[57]. La partecipazione degli Stati Uniti, secondo Wilson, era essenziale per mantenere una durevole pace nel mondo. Il trattato di Versailles causò inoltre gravi problemi economici alla Germania, che provocarono una caduta dei consumi interni la quale avrebbe portato alla Grande depressione: gli oppositori di Wilson credevano che, appoggiando il trattato, avrebbero causato un disastro economico[58].

L'invalidità e la morte

Il 25 settembre 1919 Wilson fu colto da un leggero ictus, che non fu reso pubblico. Una settimana dopo, il 2 ottobre, Wilson patì un secondo e più grave attacco che lo rese quasi totalmente inabile[59]. Sebbene la gravità della sua menomazione fosse tenuta segreta fino alla sua morte, Wilson fu tenuto lontano dal suo vice presidente Thomas R. Marshall, dal suo governo e dai parlamentari in visita alla Casa Bianca per il resto della sua presidenza. John Barry, in The Great Influenza, avanza l'ipotesi che la predisposizione di Wilson a questi attacchi fosse una complicazione derivata dalla pandemia di influenza spagnola del 1919, che qualche volta colpiva il cervello[60].

Durante la malattia di Wilson, la sua seconda moglie, Edith Bolling Galt Wilson, gli fece da segretaria, scegliendo i problemi da porre alla sua attenzione e delegando gli altri ai membri del governo. Questo è tuttora il più grave caso di inabilità presidenziale nella storia americana e fu citata come esempio chiave del perché il Venticinquesimo Emendamento fosse considerato così importante[61][62]. L'emendamento, che stabilisce che sia il vice presidente a esercitare le funzioni del presidente in caso di sua inabilità, fu ratificato nel 1967[63].

Nel 1921 Wilson e sua moglie si ritirarono dalla Casa Bianca[64] e si stabilirono in una casa a Washington, dove morì il 3 febbraio 1924[65]: è sepolto nella Washington National Cathedral. La sua seconda consorte rimase nella loro casa per altri 37 anni, morendo il 28 dicembre 1961[64].

Giudizi

Nelle sue memorie David Lloyd George dette questo giudizio su di lui: «Il presidente Wilson non era tagliato per fare il ministro in una grande guerra. Non sapeva nulla di guerra. E perché avrebbe dovuto? Essa non era stata il suo tirocinio, né era il suo temperamento. Certamente non ci si divertiva, e tremava al solo pensiero. Lo sfoderare armi per un massacro non solo non gli interessava – lo terrorizzava, persino. Quando fu costretto a dichiarare la guerra non riuscì ad adattarsi alle nuove condizioni che gli furono imposte da simile congedo dagli impegni e dalle abitudini del tempo di pace. Aveva una mente ostinata, e procedeva con riluttanza lungo percorsi che disprezzava, per quanto avesse dovuto riconoscere necessario che li doveva percorrere. Nessun impulso e nessuna guida utile ci si poteva attendere da un temperamento tanto poco conforme alle esigenze della guerra. Chiedergli di porre mente alla manifattura di ordigni da sparo e da bombardamento era come aspettarsi di vederlo sovrintendere alla produzione di sedie elettriche solo perché l’esecuzione dei criminali fa parte integrante d’una buona amministrazione della giustizia».[66]

Onorificenze

Cavaliere dell'Ordine dell'Aquila bianca (Polonia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine dell'Aquila bianca (Polonia)
— 1922
Cittadinanza onoraria della città di San Giorgio Monferrato - nastrino per uniforme ordinaria Cittadinanza onoraria della città di San Giorgio Monferrato
«Per i meriti eccezionali acquisiti nella Grande Guerra combattuta per la libertà e la giustizia del mondo»
— San Giorgio Monferrato - 7 dicembre 1918

Note

  1. ^ Citato in: "Giuseppe Mammarella", Destini incrociati, Europa e Stati Uniti 1900-2003, Bari, Editori Laterza, 2005, p. 44.
  2. ^ John Milton Cooper, Woodrow Wilson: A Biography, 2009, pp. 13–19
  3. ^ Ulster-American Folk Park, su geographia.com. URL consultato il 16 febbraio 2014 (archiviato il 27 febbraio 2014).
  4. ^ a b Woodrow Wilson 28th President, 1913-1921, su presidentialavenue.com. URL consultato il 16 febbraio 2014 (archiviato dall'url originale il 5 ottobre 2010).
  5. ^ "Wilson: A Portrait", su pbs.org. URL consultato il 16 febbraio 2014 (archiviato il 17 febbraio 2014).
  6. ^ "Woodrow Wilson, Episode One: He Was a Quiet Man (transcript)", su pbs.org. URL consultato il 16 febbraio 2014 (archiviato il 22 febbraio 2014).
  7. ^ Woodrow Wilson, su sites.davidson.edu. URL consultato il 16 febbraio 2014 (archiviato il 16 gennaio 2014).
  8. ^ The World's Work: A History of our Time, Volume IV: novembre 1911 – aprile 1912, Doubleday, 1912, pp. 74–75.
  9. ^ Cooper (2009) pp. 57–62
  10. ^ Cooper (2009) p 281
  11. ^ The Politics of Woodrow Wilson, 41–48
  12. ^ Wilson, Congressional Government, 1885, p. 205.
  13. ^ Walter Lippmann, Introduzione alla ristampa del Congressional Government, 1856
  14. ^ Wilson, Congressional Government, 1885, p. 132.
  15. ^ La Repubblica Congelata, pag. 145
  16. ^ Beyond FitzRandolph Gates, su princeton.edu. URL consultato il 16 febbraio 2014 (archiviato il 24 settembre 2015).
  17. ^ Morris, Edmund, Theodore Rex, (c)2001, Random House Digita
  18. ^ Bragdon, Woodrow Wilson: The Academic Years, pp. 326–327
  19. ^ Biography of Woodrow Wilson (PDF)
  20. ^ Cooper, John Milton, Woodrow Wilson: A Biography, p. 187
  21. ^ Elisabeth Freeman Overview, su elizabethfreeman.org. URL consultato il 16 febbraio 2014 (archiviato il 7 febbraio 2014).
  22. ^ Link, Wilson: The New Freedom (1956), pp. 199–240
  23. ^ Rouse, Robert (15 marzo 2006), "Happy Anniversary to the first scheduled presidential press conference – 93 years young!", American Chronicle
  24. ^ Cooper, John Milton, Woodrow Wilson: A Biography, p. 195
  25. ^ "Expert Report Of Eric Foner" Archiviato il 29 agosto 2006 in Internet Archive.
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5 novembre

Il 5 novembre è il 309º giorno del calendario gregoriano (il 310º negli anni bisestili). Mancano 56 giorni alla fine dell'anno.

Alexander Mitchell Palmer

Alexander Mitchell Palmer (White Haven, 4 maggio 1872 – Washington, 11 maggio 1936) è stato un politico statunitense.

Fu il 50º procuratore generale degli Stati Uniti sotto il 28º presidente degli Stati Uniti d'America Thomas Woodrow Wilson.

Allen Welsh Dulles

Allen Welsh Dulles (Watertown, 7 aprile 1893 – Washington, 29 gennaio 1969) è stato un agente segreto statunitense, influente direttore della Central Intelligence Agency (CIA) dal 1953 al 1961 e membro della commissione Warren.

Dulles era secondogenito di Allen Macy, un prete presbiteriano, e di Edith Foster Dulles, figlia dello statista John Watson Foster; suo fratello maggiore era John Foster Dulles, che fu Segretario di Stato degli Stati Uniti d'America, sua sorella minore Eleanor Lansing Dulles fu ambasciatrice in Germania, suo zio Robert Lansing segretario di Stato di Thomas Woodrow Wilson e David Rockefeller suo cugino. Per 16 anni, nell'età matura, svolse anche attività privata come avvocato, finanziere, intermediario nella compravendita di armi e banchiere.

Ambasciatore d'Italia negli Stati Uniti d'America

L'ambasciatore d'Italia negli Stati Uniti d'America (in inglese Ambassador of Italy to the United States of America) è il capo della missione diplomatica della Repubblica Italiana negli Stati Uniti d'America.

Anni 1910

Gli anni 1910, comunemente chiamati anni dieci, sono il decennio che comprende gli anni dal 1910 al 1919 inclusi.

Candidati alla presidenza degli Stati Uniti d'America per il Partito Democratico

Elenco dei candidati alla presidenza degli Stati Uniti per il Partito Democratico.

Classifica storica dei presidenti degli Stati Uniti d'America

Entro l'ambito degli studi di scienza politica la classifica storica dei presidenti degli Stati Uniti d'America è il risultato di tutta una serie di sondaggi condotti al fine di ricostruire la posizione del grado di successo ottenuto da coloro che hanno prestato il loro servizio nella funzione di presidente degli Stati Uniti d'America. I sistemi di classificazione sono generalmente basati su sondaggi rivolti agli storici accademici e agli studiosi di politologia o sulla fama postuma concessa dall'opinione pubblica. Le classifiche si concentrano sui risultati presidenziali, sulle qualità di comando e sui fallimenti e sugli eventuali errori compiuti nel corso del mandato.

Elezioni presidenziali negli Stati Uniti d'America del 1912

Le elezioni presidenziali statunitensi del 1912 si svolsero il 5 novembre 1912.

La sfida oppose il candidato democratico Thomas Woodrow Wilson, il presidente repubblicano uscente William Howard Taft e l'ex presidente Theodore Roosevelt, candidato per il Partito Progressista (una nuova formazione nata per sua iniziativa dalla scissione del Partito Repubblicano).

La particolarità di queste elezioni risiede nel fatto che, per la prima e unica volta, un terzo partito riuscì a imporsi superando per numero di suffragi uno dei due partiti principali. Inoltre i candidati furono tutti e tre i presidenti della cosiddetta età progressista (un periodo di radicali riforme negli Stati Uniti compreso tra il 1901 e il 1918).

Wilson fu eletto presidente, ma ottenne una minoranza (41,8%) di voti popolari, che risultò vincente proprio a causa della spaccatura dei repubblicani.

Elezioni presidenziali negli Stati Uniti d'America del 1916

Le elezioni presidenziali statunitensi del 1916 si svolsero il 7 novembre 1916. La sfida oppose il candidato repubblicano Charles Evans Hughes e il presidente democratico uscente Thomas Woodrow Wilson. Wilson ottenne la riconferma.

Elias Howe

Elias Howe (Spencer, 9 luglio 1819 – New York, 3 ottobre 1867) è stato un inventore statunitense.

Frank Kellogg

Frank Billings Kellogg (Potsdam, 22 dicembre 1856 – Saint Paul, 21 dicembre 1937) è stato un politico, diplomatico e giurista statunitense, noto per il cosiddetto Patto Briand-Kellogg, una reciproca rinuncia della guerra fra stati. Ottenne il premio Nobel per la pace per l'anno 1929, premio che gli fu però conferito solo nel 1930.

Giochi Interalleati

I Giochi Interalleati furono una competizione sportiva assimilabile ad un'Olimpiade riservata agli atleti militari degli stati e territori usciti vincitori dal primo conflitto mondiale. Si tennero dal 22 giugno al 6 luglio 1919 a Parigi.

Furono voluti dal comandante del corpo di spedizione americano John Joseph Pershing e finanziati dall'YMCA (Young Men's Christian Association) che affidò l'organizzazione a Elwood S. Brown (lo stesso che nel 1913 promosse i primi Giochi dell'Estremo Oriente).

I Giochi furono aperti dal presidente francese Raymond Poincaré e dal presidente degli Stati Uniti Thomas Woodrow Wilson.

Questa competizione permise di rafforzare i rapporti amicizia tra i popoli alleati e di promuovere nuove pratiche sportive.

Guerra di confine (1910-1919)

Con guerra di confine (in lingua inglese Border War) ci si riferisce agli scontri militari che hanno avuto luogo nella regione della frontiera tra Messico e Stati Uniti durante la rivoluzione messicana tra il 1910 e il 1919.

All'inizio della rivoluzione messicana l'Esercito degli Stati Uniti fu posto a presidiare la frontiera per combattere le incursioni di ribelli e federali messicani che compivano saccheggi in territorio statunitense. Si trattava soprattutto di operazioni di pattuglia, tuttavia la situazione cambiò in peggio quando nel 1916 il generale ribelle del settentrione Pancho Villa e le sue truppe compirono un attacco contro la città di Columbus in Nuovo Messico, cioè in pieno territorio statunitense. In risposta il statunitense Thomas Woodrow Wilson inviò un contingente di truppe sotto il generale John Pershing a catturare Villa, ma dopo alcuni mesi l'operazione fallì e il grosso dei reparti statunitensi fu richiamato in patria nel 1917 per essere inviato poi in Europa per combattere nella prima guerra mondiale. Il conflitto alla frontiera continuò comunque e gli Stati Uniti lanciarono una serie di piccole operazioni in territorio messicano fino alla vittoria di Ambos Nogales nel 1918 a cui parteciparono anche truppe tedesche, alleate dei messicani. Entro il 1919 tutte le truppe statunitensi furono ritirate.

Il conflitto iniziato dagli statunitensi non era solo diretto a sconfiggere le forze di Pancho Villa (i Villisti), ma anche quelle Maderiste, Carranziste, Costituzionaliste, ostili o affiliate al governo messicano a seconda di chi si alternava al potere durante la Rivoluzione.

Locomotiva FS 735

La Locomotiva Gruppo 735 FS è una locomotiva a vapore destinata al traino di treno merci e passeggeri, commissionata dalle Ferrovie dello Stato Italiane durante la prima guerra mondiale. È anche nota come Wilson, dal nome del presidente statunitense di allora, Thomas Woodrow Wilson.

Margaret Woodrow Wilson

Margaret Woodrow Wilson (Gainesville, 16 aprile 1886 – Pondicherry, 12 febbraio 1944) è stata la figlia maggiore del presidente americano Thomas Woodrow Wilson. Ha svolto la funzione di First Lady dall'agosto 1914 al dicembre 1915.

Partito Corso Autonomista

Il Partito Corso Autonomista (in corso Partitu Corsu Autonomistu, in francese Parti Corse Autonomiste) è stato un partito politico corso fondato da Petru Rocca nel 1927 sulle ceneri del Partitu Corsu d'Azzione.

Il partito nacque con l'idea d'indipendenza della Corsica dalla Francia, seguendo i Quattordici Punti del presidente statunitense Thomas Woodrow Wilson, ma dal 1932 sempre più membri del partito si avvicinarono all'Italia fascista e approvarono la politica espansionista di Mussolini e della Germania nazista.

IL PCA collaborò con il Partito Nazionalista Bretone e il Partito Nazionale Fascista italiano.

Nel 1935 il partito contava di 9 sezioni in Corsica e 7 in Francia.

Nel 1936 fu favorevole all'occupazione dell'Etiopia da parte dell'Italia. Nel 1936 Mussolini proclamò la Corsica parte integrante dell'Italia e il PCA diede il suo supporto alla causa. Nel 1939 il partito venne sciolto dal prefetto di Bastia.

Partito Democratico (Stati Uniti d'America)

Il Partito Democratico (in inglese: Democratic Party) è un partito politico liberale statunitense, nonché uno dei due principali partiti del sistema politico statunitense insieme al Partito Repubblicano. Nel contesto politico statunitense odierno è considerato come il partito di centro-sinistra e della sinistra liberale (pur con le sue fazioni interne più conservatrici di centro e centro-destra e più socialdemocratiche di sinistra) in contrapposizione al Partito Repubblicano, che è invece diventato il partito della destra conservatrice, un'unione del liberalismo con il conservatorismo sociale e il tradizionalismo. Nel Congresso in carica il Partito Democratico detiene la maggioranza alla Camera dei rappresentanti (riconquistata nel 2018 dopo averla persa nel 2010), avendo perso il controllo del Senato nel 2014 e della presidenza nel 2016.

Fondato col nome moderno nel 1828 dai sostenitori di Andrew Jackson, il Partito Democratico è il più antico del mondo tra quelli attivi, originando dal Partito Democratico-Repubblicano fondato da Thomas Jefferson, James Madison e altri influenti anti-Federalisti nel 1792. Dopo la spaccatura dei Democratici-Repubblicani nel 1828 si è posizionato alla destra dei centristi Whig, partito predecessore del Partito Repubblicano di sinistra per quanto riguarda la questione della schiavitù che dominò quegli anni, soprattutto a partire dagli anni 1840 fino agli anni 1860, con i vari compromessi dei Whig che alla fine si sono rivelati inefficaci e che portarono alla fondazione del Partito Repubblicano nel 1854 da ex esponenti dei Whig e del Suolo Libero nonché militanti di preesistenti movimenti antischiavisti per opporre l'allora governo Democratico e contrastare la temuta espansione a ovest del sistema schiavistico degli Stati meridionali dominato dai Democratici.

L'elezione del Repubblicano Abraham Lincoln nel 1860 portò a una cruenta guerra civile tra i Democratici secessionisti schiavisti sudisti che formarono gli Stati Confederati d'America e i Repubblicani a favore dell'Unione. Ciò causò diversi dissidi interni al partito, con fazioni in favore dell'Unione e fazioni schiaviste intransigenti (già alle elezioni presidenziali del 1860 vinte da Lincoln i Democratici proposero due candidati, uno del nord e uno del sud). Il Democratico Andrew Johnson in favore dell'Unione fu scelto come vicepresidente da Lincoln per le elezioni presidenziali del 1864, con i due che si presentarono insieme come il Partito dell'Unione Nazionale così da favorire il consenso dei Democratici che non avrebbero votato per un duo Repubblicano mentre i Democratici presentarono l'intransigente generale filo-sudista George McClellan, uscendo sconfitti e poi perdendo definitivamente la guerra di secessione. Il Proclama di emancipazione abolì la schiavitù, ma Lincoln fu assassinato nel 1865 e Johnson prese il suo posto. Ciò causò fastidi ai Repubblicani, soprattutto alla fazione più liberale e radicale in fatto di diritti civili per gli ex schiavi afroamericani, arrivando alla fallita messa in stato di accusa del 1868 per un solo voto. Durante l'era della ricostruzione i Democratici cercarono di bloccare l'emancipazione civile e politica degli afroamericani, soprattutto nel Sud, riuscendoci nel 1877 come parte di un accordo bilaterale per eleggere il Repubblicano Rutherford B. Hayes alla carica di presidente a seguito delle controverse e dibattute elezioni presidenziali del 1876, con le truppe militari che non poterono più sostenere i governi statali Repubblicani nel Sud.

Nonostante la questione schiavista, il Partito Democratico proponeva certe politiche egalitarie, era a favore della democrazia e si proclamava partito della gente comune. Si spostò più a sinistra nelle questioni economiche dopo la vittoria dell'ala populista di William Jennings Bryan nel 1896 e con il New Deal («nuovo corso»), sebbene fino agli anni sessanta del Novecento molti Democratici conservatori e populisti degli Stati meridionali erano ancora favorevoli alla segregazione razziale. Di fatto il supporto dei sudisti che erano a favore di politiche economiche di sinistra fu importante nell'attuare la legislazione del New Deal di Franklin Delano Roosevelt. Pur favorendo le politiche sociali del Repubblicano Barry Goldwater, essi rigettarono le sue proposte economiche liberiste e di privatizzazione dello Stato sociale. La filosofia attivista a favore della classe lavoratrice di Roosevelt chiamata liberalismo (un'unione del liberalismo sociale e del progressismo) ha infatti rappresentato gran parte del programma del partito sin dal 1932. A partire dal 1948, con la desegregazione delle Forze armate statunitensi attuata dal presidente Harry Truman, i Democratici si sono spostati a sinistra anche sulle questione sociali. Dagli anni 1970 l'ambientalismo è diventato un importante corrente nel partito.

Sulle questioni di politica estera entrambi i partiti Democratici e Repubblicani hanno cambiato diverse volte le rispettive politiche. Inizialmente promotori del destino manifesto e dell'espansione a ovest, i Democratici sono diventati anti-imperialisti e isolazionisti sotto la presidenza di Grover Cleveland (liberista) e poi interventisti e internazionalisti a partire dalla presidenza di Thomas Woodrow Wilson (liberal-progressista). Durante la guerra fredda furono promotori dell'anticomunismo, ma avversari dell'ultraconservatore Repubblicano Joseph McCarthy. Molti attivisti Democratici si opposero alla guerra del Vietnam, alienati dal crescente militarismo e promotori della controcultura e della nuova sinistra. Da allora il partito è diventato più pragmatico e aperto al multilateralismo, sebbene la fazione neoconservatrice in politica estera mantenne la presidenza, approvando l'interventismo in Jugoslavia negli anni 1990 e quello in Medio Oriente negli anni 2010, ma rigettando la guerra in Iraq a inizi anni 2000. La fazione opposta in politica estera è rappresentata tra gli altri da Bernie Sanders, Tulsi Gabbard e per certi versi anche da Elizabeth Warren, oltre che dalla cosiddetta Squad.

La coalizione del New Deal di Roosevelt controllò spesso il governo nazionale fino al 1964 e il movimento per i diritti civili degli anni 1950 e 1960 lo confermò nel centro-sinistra mentre i Repubblicani si spostarono sempre più a destra, facendogli tuttavia perdere parte dei consensi negli Stati meridionali e perdendo le successive due elezioni presidenziali, anche se a livello locale e statale ciò non si realizzò almeno sino angli anni 1980 e 1990 in quanto i sudisti preferivano le politiche economiche Democratiche, ma ciò venne meno quando entrambi i partiti appoggiarono il neoliberismo. A partire dagli anni 1990 i Democratici hanno infatti approvato il programma di Bill Clinton della più centrista terza via, cui anche il presidente Barack Obama ha aderito come Nuovo Democratico, per provare a vincere le elezioni dopo dodici anni, cosa che ha avuto successo con Clinton (1993–2001) e Obama (2009–2017), ma che fallì con Al Gore (2000) e Hillary Clinton (2016).

Wilson (film 1944)

Wilson è un film biografico del 1944 diretto da Henry King.

Il film, che racconta la vita, vista dal lato politico, del 28º Presidente degli Stati Uniti d'America Thomas Woodrow Wilson, ha vinto 5 Premi Oscar nel 1945 e un Golden Globe per il protagonista, l'unico nella carriera di Alexander Knox. Nel 1944 il National Board of Review of Motion Pictures l'ha inserito nella lista dei migliori dieci film dell'anno.

Woodrow

Woodrow è un nome proprio di persona inglese maschile.

Presidenti degli Stati Uniti (elenco)
Candidati alla presidenza degli Stati Uniti d'America per il Partito Democratico
Nobel prize medal.svg Vincitori del premio Nobel per la pace
1901 - 1925
1926 - 1950
1951 - 1975
1976 - 2000
2001 - oggi
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Provincia proprietaria
East New Jersey
West New Jersey
Dominion of New England (1688–89)
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