Talmud babilonese

Il Talmud babilonese detto anche Talmud Bavlì, sigla TB, è un talmud redatto nelle accademie rabbiniche (Yeshivot) della Mesopotamia, tra il III e il V secolo. Le principali accademie furono quelle con sede a Sura, Pumbedita, Nehardea, Machoza, Mata Mechasya e Naresh. La stesura di questo testo iniziò con Rav fondatore della yeshiva di Sura, prima accademia della Mesopotamia, e terminò con Ravina II nel 499.[1]

Quando si parla di Talmud, senza altre indicazioni, si fa riferimento a questo testo. Oppure si specifica con l'indicazione per distinguerlo dal Talmud di Gerusalemme detto anche Talmud Yerushalmi o TJ, redatto a Tiberiade e a Cesarea, che si occupa di argomenti diversi e per alcuni meno dettagliatamente di quello babilonese. Il secondo è considerato più rigoroso e attento da un punto di vista redazionale, il primo più vecchio ma più frettoloso e in qualche modo, indipendentemente da una possibile cronologia, sorta di aggiunta o figliastro del TB.[2]

Gli argomenti discussi si sviluppano con una terminologia rigorosa che distingue vari generi di domanda, dalla più semplice alla più complessa e problematica: ossia qushià (difficoltà), tejuvtà (refutazione), rumjà (obiezione che rivela una contraddizione), pirkhà (obiezione logica). Il lavoro redazionale parte dalle discussioni nella jeshivà (scuola rabbinica), spesso tenute da anonimi o da discepoli di famosi maestri ebrei.


Il Bavli comprende la Mishnah e la Ghemara babilonese, quest'ultima a rappresentare il culmine di oltre 300 anni di analisi della Mishnah nelle accademie talmudiche di Babilonia. I fondamenti di tale processo di analisi furono espressi da Abba Arika, un discepolo di Giuda il Principe. La tradizione attribuisce la compialzione del Talmud babilonese nella sua forma attuale a due saggi babilonesi, Rav Ashi[3] e Ravina II. Rav Ashi era presidente dell'Accademia di Sura Academy negli anni 375-427. L'opera iniziata da Rav Ashi fu completata da Ravina, che viene tradizionalmente considerato l'esegeta ultimo degli Amoraim. Di conseguenza, i tradizionalisti asseriscono che la morte di Ravina nel 499 sia la data finale del completamento della redazione talmudica. Tuttavia, anche l'interpretazione più tradizionale considera alcuni brani opera di un gruppo di rabbini che editarono il Talmud dopo la fine del periodo amoraico – costoro sono noti col titolo di Savoraim o Rabbanan Savora`e (che significa "ragionatori" o "consideratori").[2]

La questione di quando la Ghemara sia stata finalmente consolidata nella sua forma corrente è tuttora dibattuta tra studiosi moderni. Alcuni, come Louis Jacobs, sostengono che il corpo principale della Ghemara non sia un semplice reportage di conversazioni, come si afferma sia, bensì una struttura altamente elaborata congegnata dai Savoraim, che devono quindi essere considerati i veri autori. Secondo tale opinione, il testo non raggiunse la sua forma finale fino al 700 circa. Alcuni esegeti moderni usano il termine Stammaim (dall'ebraico Stam, che significa "chiuso", "vago" o "non attribuito") con riferimento agli autori di affermazioni non attribuite.[2]

Babylonischer Talmud - Titelblatt der Wilnaer Ausgabe (1880 - 1886)
Pagina del Talmud di Babilonia
Talmud set
Serie completa di volumi del Talmud babilonese
Ere rabbiniche
  1. Zugot
  2. Tannaim
  3. Amoraim
  4. Savoraim
  5. Gaonim
  6. Rishonim
  7. Acharonim

Struttura

La struttura del Bavli segue la Mishnah con i suoi 6 sedarìm (ordini):[4]

  • 1. Séder Zeraìm (ordine delle sementa), in 11 trattati (di cui uno solo commentato nel TB)
  • 2. Séder Moèd (ordine delle festività), in 12 trattati
  • 3. Séder Nashìm (ordine delle donne), in 7 trattati
  • 4. Neziqìn (danni) o Séder Jehuòth (ordine dei salvataggi), in 10 trattati
  • 5. Qodashìm (cose sacre), in 11 trattati
  • 6. Séder Teharòth (ordine delle cose pure), in 12 trattati (di cui uno solo commentato nel TB).[5]

Quindi, in totale, con qualche piccola differenza tra le edizioni, la Mishnah è composta di 63 trattati di 517 capitoli, di cui 36 commentati nel TB e 39 nel TJ (parte cosiddetta Ghemarah). Nelle versioni a stampa del TB questa parte è poi circondata dal commento di Rashi e, laddove raramente lasciato incompiuto, del nipote e del genero, oltre a una colonna di commenti dei cosiddetti Tosafot (discepoli e studenti di Rashi). Secondo le edizioni, possono esserci anche altri commenti aggiunti e distinti da questi.

Si è sostenuto che per i trattati "minori" ci fosse un settimo ordine chiamato probabilmente Séder Chokhmà (ordine della sapienza).[5]

Scopo del Talmud è lo studio della Torah, in cui è contenuto tutto il mondo e tutti gli argomenti di studio sul mondo.[5]

Trattati

I trattati del Séder Zeraìm riguardano l'agricoltura e il pagamento delle decime all'interno della comunità:[5]

  • Berakhòth (benedizioni), commentato nel TB in 64 capitoli, e nel TJ in 68 capitoli
  • Peà (angolo del campo), commentato nel solo TJ in 37 capitoli
  • Demài (dubbi sui prelevamenti delle decime), commentato nel solo TJ in 34 capitoli
  • Kilàim (mescolanze), commentato nel solo TJ in 44 capitoli
  • Sheviìth (anno sabbatico), commentato nel solo TJ in 31 capitoli
  • Terumòth (offerte ai sacerdoti), commentato nel solo TJ in 59 capitoli
  • Maasseròth (pagamento di decime ai leviti e ai poveri), commentato nel solo TJ in 26 capitoli
  • Maassèr shenì (regole della seconda decima), commentato nel solo TJ in 33 capitoli
  • Challà (prelevamenti dell'impasto), commentato nel solo TJ in 28 capitoli
  • Orlà (frutti degli alberi "incirconcisi"), commentato nel solo TJ in 20 capitoli
  • Bikkurìm (primizie), commentato nel solo TJ in 13 capitoli

I trattati del Séder Moèd riguardano il sabato e le altre feste del calendario ebraico:

  • Shabbàth (sabato), commentato nel TB in 157 capitoli e nel TJ in 92 capitoli
  • Eruvìn (mescolanze), commentato nel TB in 105 capitoli e nel TJ in 65 capitoli
  • Pessachìm (sacrifici pasquali), commentato nel TB in 121 capitoli e nel TJ in 71 capitoli
  • Sheqalìm (shéqel versato), commentato nel solo TJ in 33 capitoli
  • Jomà (il giorno), commentato nel TB in 88 capitoli e nel TJ in 42 capitoli
  • Sukkà (capanna), commentato nel TB in 56 capitoli e nel TJ in 26 capitoli
  • Betzà (uovo), commentato nel TB in 40 capitoli e nel TJ in 22 capitoli
  • Rosh ha-Shanà (capodanno), commentato nel TB in 35 capitoli e nel TJ in 22 capitoli
  • Taanìth (digiuno), commentato nel TB in 31 capitoli e nel TJ in 26 capitoli
  • Megillà (rotolo), commentato nel TB in 32 capitoli e nel TJ in 34 capitoli
  • Moèd Qatàn (festa minore), commentato nel TB in 29 capitoli e nel TJ in 19 capitoli
  • Chachigà (sacrificio festivo), commentato nel TB in 27 capitoli e nel TJ in 22 capitoli

I trattati del Séder Nashìm hanno a che fare con le regole del matrimonio e il diritto di famiglia. Essi sono:

  • Jevamòth (cognate), commentato nel TB in 122 capitoli e nel TJ in 85 capitoli
  • Ketubòth (contratti matrimoniali), commentato nel TB in 112 capitoli e nel TJ in 72 capitoli
  • Nedarìm (voti e loro annullamento), commentato nel TB in 91 capitoli e nel TJ in 40 capitoli
  • Nazìr (nazireato), commentato nel TB in 66 capitoli e nel TJ in 47 capitoli
  • Sotà (adulterio), commentato nel TB in 49 capitoli e nel TJ in 47 capitoli
  • Ghittìn (libelli di ripudio), commentato nel TB in 90 capitoli e nel TJ in 54 capitoli
  • Qiddushìn (fidanzamenti), commentato nel TB in 82 capitoli e nel TJ in 48 capitoli

I trattati del Séder Neziqìm riguardano il diritto civile e penale:

  • Bavà Qammà (prima porta), commentato nel TB in 119 capitoli e nel TJ in 44 capitoli
  • Bavà Metzià (porta mediana), commentato nel TB in 119 capitoli e nel TJ in 37 capitoli
  • Bavà Batrà (ultima porta), commentato nel TB in 176 capitoli e nel TJ in 34 capitoli
  • Sanhedrìn (sinedrio), commentato nel TB in 113 capitoli e nel TJ in 57 capitoli
  • Makkòth (fustigazioni), commentato nel TB in 24 capitoli e nel TJ in 9 capitoli
  • Shevuòth (giuramenti), commentato nel TB in 49 capitoli e nel TJ in 44 capitoli
  • Edujòth (testimonianze), non commentato né in TB né in TJ
  • Avodà Zarà (idolatria), commentato nel TB in 76 capitoli e nel TJ in 37 capitoli
  • Avòth (padri), non commentato né in TB né in TJ
  • Horajòth (decisioni), commentato nel TB in 14 capitoli e nel TJ in 19 capitoli

I trattati del Séder Qodashìm riguardano i sacrifici e il servizio sacro nel Tempio. Essi sono:

  • Zevachìm (sacrifici animali), commentato nel solo TB in 120 capitoli
  • Menachòth (offerte farinacee), commentato nel solo TB in 110 capitoli
  • Chullìn (cose profane), commentato nel solo TB in 142 capitoli
  • Bechoròth (primogeniti degli animali), commentato nel solo TB in 61 capitoli
  • Arachìn (valutazioni), commentato nel solo TB in 34 capitoli
  • Temurà (regole per la sostituzione), commentato nel solo TB in 34 capitoli
  • Keritòth (punizione dei peccati), commentato nel solo TB in 28 capitoli
  • Meilà (furto sacrilego), commentato nel solo TB in 22 capitoli
  • Tamìd (sacrificio quotidiano), commentato nel solo TB in 8 capitoli
  • Middòth (misure), non commentato né in TB né in TJ
  • Qinnìm (nidi di volatili), non commentato né in TB né in TJ

I trattati del Séder Teharòth riguardano la purità e l'impurità rituale:

  • Kelìm (utensili), non commentato né in TB né in TJ
  • Ohalòth (tende), non commentato né in TB né in TJ
  • Negaìm (purificazione delle piaghe), non commentato né in TB né in TJ
  • Parà (vacca), non commentato né in TB né in TJ
  • Teharòth (cose pure), non commentato né in TB né in TJ
  • Miqvaòth (bagni rituali), non commentato né in TB né in TJ
  • Niddà (donna mestruata), commentato nel TB in 73 capitoli e nel TJ in 13 capitoli
  • Makhshirìn (preparazioni), non commentato né in TB né in TJ
  • Zavìm (impurità per emissioni patologiche), non commentato né in TB né in TJ
  • Tevùl jom (immersione rituale di giorno), non commentato né in TB né in TJ
  • Jadàin (lavaggio delle mani), non commentato né in TB né in TJ
  • Uqtzìn (steli e gambi), non commentato né in TB né in TJ

Altri Massekhtòth (trattati) Qetanòth (minori) o Chitzoniòth (esterni) non sono trattati nel Talmud, ma generalmente pubblicati in appendice:

  • Avòth deRabbi Nathàn (I padri secondo rabbi Nathan), in 41 capitoli
  • Soferìm (scribi), in 21 capitoli
  • Semachòth (lutti, ma letteralmente significa "cose liete"), in 14 capitoli
  • Kallà (sposa), in 1 solo capitolo
  • Kallà Rabbatì (grande trattato della sposa), in 10 capitoli
  • Dérekh Éretz Rabbà (grande trattato del buon comportamento), in 11 capitoli
  • Dérekh Éretz Zutà (piccolo trattato del buon comportamento), in 11 capitoli [di cui uno Péreq ha-shalòm, sulla pace]
  • Gherìm (proseliti), in 4 capitoli
  • Kutìm (samaritani), in 2 capitoli
  • Avadìm (schiavi), in 3 capitoli
  • Séfer Torah (rotolo della Torah), in 5 capitoli
  • Tefillìn (filatteri), in 1 solo capitolo
  • Tzitzìth (frangia rituale), in 1 solo capitolo
  • Mezuzà (astuccio per lo stipite della porta), in 2 capitoli[5]

Note

  1. ^ (EN) Moshe Gil, Jews in Islamic Countries in the Middle Ages, 2004, p. 507.
  2. ^ a b c (EN) Talmud and Midrash (Judaism) :: The making of the Talmuds: 3rd-6th century, in Encyclopædia Britannica, Encyclopædia Britannica Online, 2008. URL consultato il 27 aprile 2016.
  3. ^ Rav Ashi fu compilatore di tutta la Torah trasmessa a Mosè sino ai suoi tempi (cfr Maimonides, Mishneh Torah)
  4. ^ La grafia di tutti i titoli ebraici riportati in questa pagina non rispetta una traslitterazione esatta della lingua ebraica originale. Tali titoli possono quindi esser citati altrove con differente scrittura. Nello specifico, si veda comunque la tabella "Mishnah" per ulteriori riferimenti.
  5. ^ a b c d e Qui e per tutta la sezione si seguono le direttive di Yaakov Elman, "Order, Sequence, and Selection: The Mishnah's Anthological Choices", in David Stern (cur.), The Anthology in Jewish Literature, Oxford University Press, 2004, pp. 53-80.

Voci correlate

Altri progetti

Altri progetti

Collegamenti esterni

Baba ben Buta

Baba ben Buta (in ebraico: בבא בן בוטא‎?; Israele, I secolo) era un saggio ebreo, rabbino Tanna, insegnante della Legge e forse membro della rinomata famiglia nota come I Figli di Baba ("Bene Baba") che, al tempo dell'assedio di Gerusalemme da parte di Erode il Grande (37 a.C.), resistette all'arresa e fu protetto da Costobarus per dieci anni, salvandolo dall'ira del re fintanto che non furono scoperti e mandati a morte.

Baba ben Buta è inoltre oggetto di diverse tradizioni che si trovano nel Talmud babilonese. Sebbene fosse vissuto nel I secolo, le storie su di lui si originano dal IV secolo all'VIII secolo e.v., quando questo Talmud fu composto e redatto. È quindi importante notare che ciò che viene asserito nel Bavli, non è fattuale, ma leggenda storica, collegata a questo particolare personaggio, che potrebbe essere fittizio. Non viene infatti registrato da scritti a lui contemporanei.

Nella tradizione halakhica, Baba b. Buta viene descritto quale discepolo di Shammai e si dice che ricusò un'opinione di quest'ultimo in merito ad una questione sui sacrifici che stava per diventare una regola fissa, perché era convinto che l'opposta opinione di Hillel fosse giusta. Baba viene rappresentato come persona molto scrupolosa nelle sue pratiche religiose, tale che portava un'offerta libera ogni giorno, per paura di aver commesso un qualche peccato che richiedesse espiazione. Chiamava queste offerte "offerte del pio per i peccati". Baba era un membro del Beth Din e alcune fonti narrano che egli si assicurava che giustizia fosse sempre fatta, specialmente per le donne.

Daf Yomi

Daf Yomi (ebraico: דף היומי, Daf HaYomi, "pagina del giorno" o "folio quotidiano") è un regime giornaliero di apprendimento della Torah Orale e dei suoi commentari (noti anche come Ghemara), in cui ciascuna delle 2711 pagine del Talmud babilonese sono studiate in sequenza. In base a tale regime, tutto il Talmud viene completato, in un ciclo di sette anni e mezzo.

Migliaia di ebrei in tutto il mondo studiano col programma Daf Yomi, e oltre 300000 partecipano al Siyum HaShas, un evento che celebra la culminazione del ciclo di apprendimento. Il programma Daf Yomi ha avuto il riconoscimento di aver reso lo studio del Talmud accessibile agli ebrei che non sono Talmid Chacham (studiosi esperti del Talmud), contribuendo alla trasmissione dell'Ebraismo dopo l'Olocausto (Shoah) e con un fattore unificatore tra gli ebrei stessi.

Ghemara

Ghemara (lingua ebraica: גמרא "studiare"; pronuncia ashkenazita: Ghmora), è la parte del Talmud contenente i commentari rabbinici e le discussioni sorte sull'interpretazione della Mishnah.

Kedoshim

Kedoshim, K'doshim, o Qedoshim (ebraico: קְדֹשִׁים — tradotto in italiano: "santi”, 14ª parola e incipit di questa parashah) 30ª porzione settimanale della Torah (ebr. פָּרָשָׁה – parashah o anche parsha/parscià) nel ciclo annuale ebraico di letture bibliche dal Pentateuco, settima nel Libro del Levitico. Rappresenta il passo 19:1-20:27 di Levitico, che gli ebrei leggono generalmente alla fine di aprile o in maggio.

Il calendario ebraico lunisolare contiene fino a 55 settimane, col numero esatto che varia tra 50 settimane negli anni comuni e 54-55 negli anni bisestili. In questi ultimi (per es. il 2014 e 2016), la Parshah Kedoshim viene letta separatamente. Negli anni comuni (per es. 2012, 2013, 2015, 2017 e 2018), la Parshah Kedoshim è combinata con la parashah precedente, la Acharei Mot, per ottenere il numero di letture settimanali necessarie.

Alcune congregazioni dell'Ebraismo conservatore sostituiscono le letture tradizionali di Levitico 18 con le letture da Levitico 19 durante il servizio liturgico Minchah dello Yom Kippur. Inoltre, nel libro di preghiere standard (Mahzor) dell'Ebraismo riformato nella sezione "Grandi feste", si leggono Levitico 19:1-4, 9–18, e 32–37 come lettura della Torah nel servizio liturgico pomeridiano dello Yom Kippur.Kodashim è anche il nome del quinto ordine della Mishnah, Tosefta e Talmud babilonese. Il termine "kedoshim" viene a volte usato per riferirsi ai sei milioni di ebrei uccisi durante l'Olocausto (Shoah), che alcuni chiamano "kedoshim" poiché hanno realizzato la mitzvah di Kiddush Hashem (ebraico: קידוש השם, la "santificazione del nome").

Kodashim

Kodashim o Qodhashim (ebraico קדשים, Cose Sante, Santità) è il quinto Ordine della Mishnah (e anche della Tosefta e del Talmud). Dei sei Ordini della Mishnah questo è il terzo più lungo. Kodashim esamina principalmente il servizio liturgico del Tempio di Gerusalemme, i Korbanot ("offerte sacrificali") e altre materie relative alle "Cose Sacre".Kodashim comprende 11 trattati:

Zevahim: (זבחים, "Sacrifici"); esamina le procedure delle offerte di animali e di uccelli. 14 capitoli.

Menahot: (מנחות, "Offerte di farina"); tratta delle varie offerte di grano al Tempio. 13 capitoli.

Chullin o Hullin: (חולין, "Cose ordinarie, profane"); tratta delle leggi della macellazione e del consumo della carne (cioè animali usati per il nutrimento quotidiano e non quelli per usi sacri). 12 capitoli.

Bekhorot: (בכורות, "Primogeniti"); tratta della santificazione e del riscatto di animali o dei primogeniti. 9 capitoli.

Arakhin: (ערכין, "Dediche/Stime"); esamina principalmente la persona che dedica i propri valori al Tempio o dedica un campo. Capitoli 1-6 si basano su Levitico 27:1–8 e trattano dei voti della persona al Tempio, di altri donativi al bedek habayis ovvero al Tesoro del Tempio. Capitoli 7-8 spiegano il riscatto dal Tempio di un campo che è stato ereditato, come scritto nel Levitico 27:16–25. Capitolo 8 illustra "la cosa consacrata" da Levitico 27:28–29 mentre l'ultimo capitolo descrive le leggi dei campi e case atavici entro le mura della città e come vengono riscattati secondo Levitico 25:25–34. 9 capitoli.

Temurah: (תמורה, "Sostituzione"); illustra le leggi sulle sostituzioni di animali con quelli dedicati al sacrificio. 7 capitoli.

Keritot: (כריתות, "Escissioni/Recisioni"); esamina i comandamenti che danno come punizione il karet (escissione spirituale), come anche i sacrifici associati con la loro trasgressione. 6 capitoli.

Me'ilah: (מעילה, "Sacrilegio"); esamina le leggi della restituzione dovuta ad appropriazione indebita di proprietà del Tempio. 6 capitoli.

Tamid: (תמיד, "Sempre"); descrive la procedura del Tamid (sacrificio quotidiano). 6 capitoli.

Middot: (מידות, "Misure"); descrive le misurazioni del Secondo Tempio. 4 capitoli.

Kinnim: (קנים, "Nidi"); esamina le complesse leggi che affrontano situazioni di scambi erronei delle offerte di uccelli. 3 capitoli.La sequenza tradizionale dei trattati nell'Ordine Kodashim (secondo Maimonide) è il seguente:

Zevahim è primo, poiché si occupa del principale "scopo" fisico del Tempio - i sacrifici di animali.

Menahot continua l'argomento delle offerte e viene quindi posto dopo, secondo l'ordine scritturale, e lo stato delle offerte farinacee, che sono supplementari.

Dopo l'esame delle offerte al Tempio, viene il trattato Hullin, che considera le "offerte profane".

Bekhorot, Arakhin e Temurah discutono tutti delle leggi ausiliarie di santità e seguono l'ordine scritturale.

Keritot esamina le offerte per la trasgressione di certi comandamenti.

Me'ilah ancora tratta delle trasgressioni di santità ma di natura minore.

Dopo aver considerato le leggi, vengono aggiunti due trattati descrittivi, Tamid che discute del sacrificio quotidiano e Middot che dà una visione complessiva di tutto il Tempio di Gerusalemme.

Per ultimo, Kinnim conclude l'Ordine con leggi meno frequenti che descrivono incidenti e situazioni che succedono raramente.Esiste una Gemara nel Talmud babilonese per i primi 8 trattati e per tre capitoli del Tamid. Sebbene il tema non fosse rilevante per la vita nelle accademie babilonesi, la Gemara è stata inclusa per seguire l'idea che lo studio delle leggi del servizio al Tempio è un sostituto del servizio stesso. Inoltre i saggi rabbinici volevano meritarsi la ricostruzione del Tempio prestando particolare attenzione a queste leggi. Tuttavia nel moderno ciclo Daf Yomi e nelle edizioni stampate del Talmud babilonese la Mishnah per gli ultimi due trattati è aggiunta alla fine per "completare" l'ordine.

Menahem l'Esseno

Menahem l'Esseno (in ebraico: מנחם‎?, Menahem; ...) era un saggio ebreo Tanna vissuto alla fine dell'era Zugot.

Era "appaiato" (per cui: "Zugot", paia) con Hillel il Vecchio e officiava quale Av Beit Din. La Mishnah, Trattato "Hagigah" 16b, afferma che "andò oltre [via]", e quindi fu rimpiazzato da Shammai, che a quel punto diventò il secondo del "paio" con Hillel.

Il Talmud babilonese menziona una disputa tra saggi su dove Menahem andò "oltre", cioè dove andò a finire. Abbaye asserisce che "andò via, verso il male di una cattiva cultura" (Hagigah, 16b), mentre Rava scrive che "andò fuori, al servizio del Re (Dio)" (Hagigah, 16b). La Gemara cita una frase da un insegnamento Baraita, che sostiene l'opinione di Rava: "Quindi si insegna anche: Menahem andò fuori al servizio del Re [Dio], e con lui andarono ottanta paia di discepoli [regalmente] vestiti di seta" (Hagigah, 16b).

il Talmud di Gerusalemme cita un'altra opinione, che Menahem accettò di esser nominato in una posizione ministeriale per poter revocare disposizioni governative contro lo studio [della Torah] (Yer. Hagigah, 2:2).

Si pensa inoltre che il "Menahem" registrato nella Mishnah sia quello citato da Flavio Giuseppe nelle sue Antichità giudaiche (Lib. 19, Cap. 10:5), dove racconta una storia di certo 'Menahem' della setta degli Esseni. Secondo Flavio Giuseppe, quando Menahem vide il giovane Erode il Grande che andava a scuola, gli diede una pacca sulla schiena e lo apostrofò, annunciandogli che avrebbe regnato con successo, nonostante Erode non fosse nel lignaggio reale. Quando poi Erode divenne re, chiese a Menahem quanto sarebbe stato lungo il suo regno. Inizialmente Menahem non rispose, al che Erode insistette dicendo "Il mio regno durerà dieci anni?". Menahem rispose che Erode avrebbe regnato per lo meno 30 anni, ma non ne specificò esattamente il numero. Erode si compiacque della risposta di Menahem e lo congedò con una stretta di mano, dopodiché concesse onori speciali agli Esseni.

Moed

Moed (ebraico: מועד) ("Festività") è il secondo Ordine della Mishnah, che è la prima registrazione scritta della Torah orale del popolo ebraico (insieme, successivamente, alla Tosefta e al Talmud). Dei sei ordini della Mishnah, Moed è il terzo più breve. L'ordine di Moed è composto da 12 trattati:

Shabbat: o Shabbath (שבת) ("Sabato") esamina le attività proibite durante lo Shabbat (39 proibizioni del "lavoro"). 24 capitoli.

Eruvin: (ערובין) ("Collegamenti/Mescolanze") tratta dell'Eruv o obbligo sabbatico - una categoria di costruzioni/delimitazioni che alterano i confini dello Shabbat per il trasporto e i viaggi. 10 capitoli.

Pesachim: (פסחים) ("Pasque") esamina le offerte con le prescrizioni della Pesach e del sacrificio pasquale. I primi quattro capitoli riguardano le leggi del chametz, i capitoli 5-9 discutono le leggi dell'offerta dell'agnello pasquale e il decimo e ultimo capitolo trattano dell'ordine del Seder di Pesach e della legge dei doppi. 10 capitoli.

Sheqalim: (שקלים) ("Sicli") esamina la raccolta dei mezzi-sicli come anche le spese del Tempio. 8 capitoli.

Yoma: (יומא) ("Il Giorno"); chiamato anche "Kippurim" o "Yom ha-Kippurim" ("Giorno dell'Espiazione") tratta delle prescrizioni di Yom Kippur, specialmente la cerimonia del Kohen Gadol. 8 capitoli.

Sukkah: (סוכה) ("Capanne"); tratta della ricorrenza di Sukkot (la Festa dei Tabernacoli) e della Sukkah stessa. Esamina anche le Quattro Specie (Lulav, Etrog, Hadass, Aravah—Ramo di palma, cedro, mirto, salice) che vengono intrecciati in Sukkot. Sono incluse discussioni specifiche sulla Sukkah (capanna) nella quale si deve stare durante Sukkot; le leggi relative alle Quattro Specie citate, con le relative preghiere; la celebrazione dell'acqua raccolta (in ebraico: שמחת בית השואבה, Simhat Beit Ha-Sho'evah ‎?) che si svolse presso il Tempio di Gerusalemme nella notte di Sukkot. 5 capitoli.

Betzah: (ביצה) ("Uovo"); (chiamato così per la prima parola ma intitolato originalmente secondo il tema: Yom Tov - "Festività") esamina principalmente le regole da osservarsi durante Yom Tov. 5 capitoli.

Rosh Hashanah: (ראש השנה) ("Capo d'anno") esamina soprattutto le regole del calendario secondo la luna nuova e i servizi liturgici della ricorrenza di Rosh Hashanah. 4 capitoli.

Ta'anit: (תענית) ("Digiuno") tratta essenzialmente dei giorni speciali di digiuno nei periodi di siccità o altre situazioni difficili. 4 capitoli.

Megillah: (מגילה) ("Rotolo") contiene principalmente le regole e prescrizioni in merito alla lettura del Rotolo di Ester durante Purim e la lettura di altri passi della Torah e dei Neviìm in sinagoga. Include anche le leggi sulla lettura pubblica della Torah e altre pratiche comunitarie. C'è anche una sezione nel primo capitolo che discute di alcune leggi generiche. 4 capitoli.

Mo'ed Katan: (מועד קטן) ("Piccola Festa") esamina Chol HaMoed, i giorni festivi intermedi di Pesach e di Sukkot. 3 capitoli.

Hagigah: (חגיגה) ("Offerta Festiva") esamina i Tre Festival di Pellegrinaggio (Pesach, Shavuot, Sukkot), definite Shalosh Regalim, e le offerte di pellegrinaggio che gli uomini devono portare a Gerusalemme. Nel mezzo del secondo capitolo il Talmud esamina gli argomenti sulla purezza rituale; il resto del capitolo contiene molta aggadah, descrivendo la creazione e la Merkavah. 3 capitoli.Il Talmud gerosolimitano ha una Gemara per ciascuno dei trattati mentre nel Talmud babilonese manca solo quello dello Shekalim. Tuttavia nella maggior parte delle edizioni stampate del Talmud babilonese viene inclusa la Gemara gerosolimitana dello Shekalim.

Nel Talmud babilonese i trattati dell'Ordine Mo'ed sono codificati come segue: Shabbat, 'Erubin, Pesachim, Beitzah, Hagigah, Mo'ed Katan, Rosh ha-Shanah, Ta'anit, Yoma, Sukkah, Sheqalim, Megillah; mentre la sequenza dello Yerushalmi è: Shabbat, Eruvin, Pesachim, Yoma, Sheqalim, Sukkah, Rosh ha-Shanah, Beitzah, Ta'anit, Megillah, Hagigah, Mo'ed' Katan.

Durante le Festività alcuni usano imparare il Trattato in quest'Ordine, che ragguaglia sulle leggi di ogni rispettiva ricorrenza (per esempio, imparano il Trattato Rosh Hashanah nella festa di Rosh Hashanah).

Progetto Traduzione Talmud babilonese

Il progetto Traduzione Talmud babilonese è un progetto di traduzione, ricerca e formazione che ha come obiettivo la traduzione commentata, con testo a fronte in lingua originale (ebraica e aramaica) del Talmud babilonese in lingua italiana, mediante l’utilizzo di un software che lavora su una piattaforma online.

Qinnasrin

Qinnasrin (in arabo: قنسرين‎; siriaco ܣܘܪܝܝܐ) è un sito archeologico della Siria, a 40 km da Aleppo, che corrisponderebbe all'antica città di Chalcis.

Il nome della città è di origini aramaica e appare come Qenneshrīn nei testi siriaci, composta cioè dalle parole qinnā (nido) e nasrīn (delle aquile).

Nel Talmud babilonese ( Talmud bavli ) si trova sotto la forma Kannishrayyā, mentre gli storici del medioevo parlavano di Canestrine.

Rabbi Meir

Rabbi Meir Baal HaNes ("il Taumaturgo"), o semplicemente Rabbi Meir (ebraico: רבי מאיר) (Israele, II secolo – ...) era un saggio ebreo, rabbino Tanna della 4ª generazione (135 - 170 e.v.).

Considerato uno dei più grandi Tannaim della quarta generazione, all'epoca della Mishnah. Secondo il Talmud, suo padre era un discendente dell'Imperatore Romano Nerone, che si era convertito all'ebraismo. Sua moglie Bruriah è una delle rare donne citate nella Gemara. Meir è il terzo Saggio più frequentemente menzionato nella Mishnah.Nel Talmud babilonese, Trattato Ghittin p. 4a, si afferma che tutte le Mishnah anonime sono attribuite a Rabbi Meir. Tale regola fu necessaria poiché, a seguito di un futile tentativo di forzare le dimissioni del capo del Sinedrio, le opinioni di Rabbi Meir furono annotate, non a suo nome, ma con la diciturara "Altri dicono..."."Meir" potrebbe essere stato un soprannome. Si pensa che il vero nome del rabbino sia stato Nahori o Misha. Il nome Meir, che significa "Illuminatore", gli fu dato perché illuminava gli occhi degli studiosi e degli allievi durante lo studio della Torah.

Rabbi Zadok

Rabbi Zadok (ebraico: רבי צדוק) (Israele, I secolo – I secolo) era un saggio ebreo, rabbino Tanna della 2ª generazione (80 - 110 e.v.).

Contemporaneo di Joshua ben Hananiah e di Eliezer ben Hurcanus, discendava dalla Tribù di Beniamino.Rabbi Zadok fu uno dei notabili Tannaim della sua generazione e la sua opinione su diverse materie è spesso citata nel Talmud.Quaranta anni prima della distruzione del Secondo Tempio, Zadok osservò numerosi digiuni affinché Gerusalemme non venisse distrutta, e mangiava solo di notte. Quando i romani circondarono Gerusalemme per distruggerla, Rabbi Yochanan ben Zakai ebbe solo tre richieste da Vespasiano, e una di queste fu di dargli le misure di medicina necessarie per guarire Rabbi Zadok. La Mishnah, nel Trattato Gittin racconta i modi in cui Rabbi Zadok fu guarito.

Sura (città)

Sura era una città nella parte meridionale dell'antica Babilonia, posizionata ad ovest del fiume Eufrate. Era nota per i suoi prodotti agricoli, che comprendevano uva, frumento e orzo.

Fu anche un importante centro di studio della Torah, e sede di un'importante Yeshiva, che - insieme alle yeshivot di Pumbedita e di Nehardea, sviluppò il Talmud babilonese.

Secondo Rav Sherira Gaon, Sura era identica al villaggio di Mata Mehasia, anch'esso menzionato nel Talmud. L'accademia di Sura fu fondata da Rav Abba Arika nel III secolo.

Talmud

Il Talmud (in ebraico: תַּלְמוּד‎?, talmūd, che significa insegnamento, studio, discussione dalla radice ebraica ל-מ-ד) è uno dei testi sacri dell'ebraismo. Tradizionalmente viene citato col termine Shas (in ebraico: ש״ס‎?), un'abbreviazione ebraica di shisha sedarim, i "sei ordini", riferimento ai sei ordini della Mishnah. Il termine Talmud normalmente si riferisce alla raccolta di scritti intitolati specificamente Talmud babilonese (Talmud Bavli), sebbene ci sia anche un'altra raccolta precedente nota come Talmud di Gerusalemme, o Talmud Yerushalmi (Talmud Yerushalmi, gerosolimitano). Quando ci si riferisce ai periodi postbiblici, cioè quelli della creazione del Talmud, delle accademia talmudiche e dell'esilarcato babilonese, le fonti ebraiche usano il termine "Babilonia" da un punto di vista strettamente "ebraico", continuando a usare tale nome anche dopo che era divenuto obsoleto in termini geopolitici.

Il Talmud ha due componenti: la Mishnah (in ebraico: משנה‎?, 200 circa), compendio scritto della Torah Orale dell'ebraismo rabbinico (Talmud infatti significa "istruzione" in ebraico); e la Ghemara (500 circa), un'elucidazione della Mishnah e relativi scritti tannaitici che spesso tratta di altri argomenti e commenta la Bibbia ebraica (Tanakh). Il termine Talmud può riferirsi solo alla Ghemara, oppure alla Mishnah e Ghemara insieme.L'intero Talmud consiste di 63 trattati e la rispettiva stampa supera le 6200 pagine. È scritto in ebraico tannaitico e aramaico giudaico babilonese e contiene gli insegnamenti e le opinioni di migliaia di rabbini (da prima dell'Era Volgare fino al V secolo) relativi a svariati argomenti, tra cui la Halakhah (legge), l'etica ebraica, la filosofia, le tradizioni, la storia, i costumi e molte altre materie. Il Talmud è la base di tutti i codici della Legge ebraica ed è vastamente citata nella letteratura rabbinica.

Talmud di Gerusalemme

Il Talmud di Gerusalemme o Talmud gerosolimitano, dove talmud significa "istruzione", "apprendimento", (ebr תַּלְמוּד יְרוּשָׁלְמִי), noto anche come Talmud Yerushalmi, spesso abbreviato con Yerushalmi), è una raccolta di commenti rabbinici e note sulla Mishnah (tradizione orale ebraica) che fu compilata in Terra di Israele durante il IV e V secolo. Questo voluminoso testo è anche conosciuto col titolo Talmud palestinese o 'Talmud de-Eretz Yisrael (Talmud della Terra di Israele). Questi altri nomi sono considerati più accurati da alcuni perché, mentre il lavoro è stato certamente composto in "Occidente" (cioè in Terra Santa), proviene però dalla zona della Galilea piuttosto che da Gerusalemme.

Il Talmud di Gerusalemme precede la sua controparte, il Talmud babilonese (conosciuto anche come il Talmud Bavli), di circa 200 anni ed è scritto in ebraico e aramaico giudaico palestinese. Comprende il componente principale, la Mishnah, completata dal Rabbi Judah il Principe (verso l'anno 200 e.v.), insieme alle discussioni dei rabbini in Terra di Israele (principalmente nelle accademie di Tiberiade e Cesarea) che furono compilate negli anni 350-400 e.v. in una serie di libri che poi divennero la Ghemarah (in ebraico: גמרא ‎? - da gamar: ebraico "completare"; aramaico: "studiare"). La Ghemarah combinata con la Mishnah costituisce il Talmud.

Esistono due recensioni della Ghemarah, una compilata da studiosi della Terra di Israele, e l'altra dagli studiosi in Babilonia (principalmente presso le accademie di Sura e Pumbedita, completata nel 500 e.v. circa). Il Talmud babilonese è spesso reputato come il più autorevole e viene studiato molto più frequentemente del Talmud gerosolimitano. In generale, se non altrimenti specificato, i termini "Ghemarah" e "Talmud" si riferiscono alla redazione babilonese.

Temurah

Temurah è un trattato della Mishnah e del Talmud babilonese, la maggior parte del quale è un'elaborazione della Legge esposta nel Levitico 27:10 sulla consacrazione di un animale al sacrificio.Nella Halakhah temurah (in ebraico: תמורה ‎?, lett.: "scambio") è la proibizione di scambiare un animale che è stato santificato per il Tempio di Gerusalemme con un altro non santificato. Viene chiaramente specificato nel Levitico 27:33. Secondo la legge entrambi gli animali diventano santificati e la persona che ha cercato di scambiarli viene punita con frustate.Tale proibizione di scambio fu considerata da Maimonide in tre dei 613 precetti, che sono:

Non sostituire una bestia, messa da parte per la santificazione, con un'altra

Il nuovo animale, in aggiunta a quello sostituito, mantiene la consacrazione

Non cambiare gli animali consacrati da un tipo di offerta ad un'altraI succitati sono spiegati estensivamente nel Talmud babilonese, trattato Temurah, Ordine di Kodashim.

Zeraim

Seder Zeraim (in ebraico: סדר זרעים ‎?, lett. "Ordine dei Semi") è il primo e più corto Seder ("Ordine") della Mishnah, una delle maggiori opere della Legge ebraica. Tale sezione della Mishnah fu scritta dai rabbini per informare tutti gli ebrei su quello che deve essere fatto per adempiere agli obblighi biblici di preghiera e ai comandamenti sul cibo.

Chi osserva la legge ebraica è legato a molti obblighi e restrizioni in materia di alimentazione e agricoltura e deve rispettare un rigoroso programma di preghiere.

Di tutti i trattati nel Seder Zeraim, solo il Berakhot ha una corrispondente Ghemara nel Talmud babilonese. Tuttavia molte delle mishnayot del Seder Zeraim sono citate nel Talmud babilonese. I Trattati del Seder Zeraim sono inclusi nel Talmud di Gerusalemme.

Zeraim è suddiviso in undici Trattati:

Berakhot (ברכות, Benedizioni) tratta delle regole delle benedizioni e preghiere, particolarmente la Shemà e la Amidah. Comprende nove capitoli.

Pe'ah (פאה, Angolo) tratta dei regolamenti che riguardano il comandamento di lasciare un angolo del proprio campo ai poveri (Levitico 19:9–10, 23:22; Deuteronomio 24:19–22), e con i diritti dei poveri in generale. Otto capitoli.

Demai (דמאי, Prodotto incerto) esamina principalmente i vari casi dove è incerto se le donazioni sacerdotali siano state esatte dai prodotti (della terra). Non si conosce con certezza l'origine della parola Demai. Il trattato si concentra comunque sulle leggi relative ai prodotti agricoli, dove si sospetta che il ma‘aser rishon (la prima decima per il Levita, il terumat ma‘aser e il ma‘aser sheini (la seconda decima) o ma‘aser ani (la decima per i poveri), a seconda del ciclo sabbatico annuale ("shmita"), non siano stati separati appropriatamente, secondo i dettami biblici di Numeri 18:24-28. Comprende sette capitoli e ha una Gemara solo sul Talmud gerosolimitano.

Kil'ayim (כלאים, di due tipi; eterogeneo - lett. "mescolanze" o "confusione") tratta principalmente delle regole che proibiscono le miscele in agricoltura, abbigliamento e allevamento (Levitico 19:19; Deuteronomio 22:9–11). Specificamente esamina le misture di semi da piantare, gli innesti, la combinazione delle viti, gli incroci delle razze animali, come lavorare con una pariglia o più di animali da traino di tipo diverso e la proibizione di shaatnez (abiti che contengono un misto di lino e lana). Nove capitoli. Esiste una Gemara del Yerushalmi.

Shevi'it (שביעית, Settimo Anno) esamina i regolamenti agricoli e fiscali dell'Anno sabbatico (Esodo 23:11, Levitico 25:1–8, Deuteronomio 15:1–11). Si compone di dieci capitoli ed esamina le leggi del riposo della terra nel settimo anno, le leggi sabbatiche di Shmita per i prodotti della terra, e la remissione dei debiti. Tratta anche del 50º anno, noto come "Yovel", quando tutti gli schiavi devono essere liberati e tutte le terre devono esser restituite ai proprietari iniziali, dal tempo di Giosuè e delle Tribù. Questo trattato ha numerose applicazioni tuttora in Israele, dove si osserva la "Shmita". L'anno sabbatico shemittah è stato da settembre 2007 a settembre 2008 ed il precedente nel 2000-2001.

Terumot (תרומות, Donazioni) tratta delle leggi relative alla donazione terumah fatta ai Kohanim (sacerdoti ebraici) (Numeri 18:8–20, Deuteronomio 18:4). Undici capitoli, che esaminano due tipi di donativo: quello della terumah per il Kohen che è generalmente 1/50 del proprio raccolto e quella del 10% maaser (decima) data al Levita e che si chiama "Terumat Maaser." Le leggi del Terumah si applicano tuttora ai raccolti e prodotti coltivati nella Terra di Israele. Esiste un dibattito corrente che cerca di definire se l'obbligo di Terumot sia biblico o rabbinico. Queste leggi vengono citate anche su "Demai" e "Ma'aserot".

Ma'aserot (מעשרות, Decime) o Ma'aser Rishon (מעשר ראשון, Prima decima) esamina le regole relative alla decima ai Leviti (Numeri 18:21–24). In cinque capitoli, discute dei tipi di prodotti imponibili di decima e le circostanze e la tempistica in base alle quali i prodotti vengono sottomessi alla decima. In tempi biblici, durante ognuno dei sei anni del ciclo produttivo, "Maaser Rishon" veniva dato ai Leviti come 10% del raccolto di una persona. "Maaser Sheni" era messo da parte nel primo, secondo, quarto e quinto anno ed è il 10% del raccolto che rimane dopo "Maaser Rishon". Era portato a Gerusalemme per esser consumato o veniva riscattato con monete sconsacrate su cibo di Gerusalemme. L'ultima categoria è "Maaser Ani", che viene dato ai poveri nel terzo e sesto anno. "Maaser Sheni" è il tema principale, insieme con le leggi della Reva'i, del seguente trattato, intitolato infatti "Ma'aser Sheni". "Maaser Ani" è discusso nel trattato Pe‘ah. Il settimo anno del ciclo è designato "Shmita" (o "Shemitta") e non venivano date decime nella Terra di Israele.

Ma'aser Sheni (מעשר שני, Seconda decima) tratta delle regole della decima che doveva esser consumata a Gerusalemme (Deuteronomio 14:22–26). All'epoca del Tempio di Gerusalemme la seconda decima era rappresentata dal mettere da parte un decimo di specifici prodotti agricoli del primo, secondo, quarto e quinto anno di ogni ciclo settennale col proposito di portarlo a Gerusalemme e consumarlo là. Cinque capitoli.

Hallah (חלה, Impasto) tratta delle leggi relative all'offerta di impasto Challah da offrirsi ai Kohanim (Numeri 15:18–21). All'epoca del Tempio la "Challah" veniva separata dall'impasto del pane fatto delle cinque specie di grano e messa da parte per un Kohen. Correntemente viene separata e bruciata nel forno o data agli uccelli in alcune comunità ebraiche. Prima che la Challah sia separata si recita una benedizione, la "Al Atefias Challah". La quantità messa da parte viene presa solo da prodotti di pane fatto con 1,2 chili di farina o più (senza benedizione) o 1,666 chili o più (con benedizione, secondo alcune autorità) o 2,25 chili o più (con benedizione) ed è della grandezza di una grossa oliva. Se viene usato meno della quantità prescritta, alcuni separano senza benedizione mentre altri non separano affatto. Se non viene fatta la separazione mentre si cucina, può esser fatta dopo senza benedizione. Quattro capitoli.

Orlah (ערלה, Blocco degli alberi) tratta principalmente della proibizione di usare un albero appena piantato (Levitico 19:23–25). In tre capitoli, esamina le leggi che riguardano gli alberi da frutta e i frutti dei quali non possono esser consumati durante i primi tre anni della produzione. Tratta anche delle leggi "Neta Revai", secondo le quali i prodotti del quarto anno sono considerati "Maaser Sheni".

Bikkurim (ביכורים, Primi Frutti) esamina i donativi delle "primizie" ai Kohanim e al Tempio (Esodo 23:19; Deuteronomio 26:1). 3 / 4 capitoli.In molte edizioni della Mishnah, anche nelle prime pubblicate a Napoli nel 1492 e a Riva nel 1559, così come nella maggior parte delle edizioni del Talmud babilonese, un quarto capitolo, che è probabilmente un Baraisa, è stato aggiunto al Bikkurim La sequenza dei volumi di Zeraim in entrambe le edizioni (come sopra numerati) corrisponde a quella data da Maimonide.

Anche se il primo volume, sulle benedizioni, non sembra opportuno che appartenga ad una sezione sull'agricoltura, il ragionamento per la sua inclusione è il seguente: nell'ebraismo una benedizione deve esser detta prima di consumar cibo o altri prodotti. Allo stesso modo, prima di studiare le leggi relative al sostentamento, è opportuno imparare le leggi delle benedizioni.

I Sei Ordini della Mishnah (ששה סדרי משנה)
Zeraim (Semi)
(זרעים)
Moed (Festività)
(מועד)
Nashim (Donne)
(נשים)
Nezikin (Danni)
(נזיקין)
Kodashim (Santità)
(קדשים)
Tohorot (Purificazioni)
(טהרות)

In altre lingue

This page is based on a Wikipedia article written by authors (here).
Text is available under the CC BY-SA 3.0 license; additional terms may apply.
Images, videos and audio are available under their respective licenses.