Stato

Uno Stato,[1] in diritto, è una istituzione di carattere politico, sociale e culturale: specificatamente svolge una funzione sovrana ed è costituita da un territorio e da una popolazione che lo occupa, da un ordinamento giuridico formato da istituzioni e norme giuridiche.

Storia

Storicamente ha cominciato ad affermarsi in Europa tra il XIII ed il XIV secolo, soprattutto grazie ad alcuni accadimenti come la guerra dei cent'anni, anche se un primo esempio già possiamo trovarlo in Asia con la nascita dei primi imperi cinesi.

In particolare, lo Stato moderno si afferma in Europa tra il XV e il XIX secolo. La sua formazione avviene attraverso un progressivo accentramento del potere e della territorialità dell'obbligazione politica. Infatti scompaiono le frammentazioni del sistema feudale in favore di un potere centrale o omogeneo in un determinato territorio, e anche la Chiesa si subordina allo Stato. In questo periodo si afferma il concetto di Stato come monopolista legittimo dell'uso della forza tramite la costituzione di forze armate regolari alimentate con il servizio militare coatto, e dotato di un apparato burocratico, di polizia. Fondamentale per la nascita dello Stato moderno fu la statalizzazione del diritto di emettere moneta e la conseguente affermazione di un'economia monetaria: le retribuzioni lavorative avvenivano con salari pagati con una valuta e non più in natura, come accadeva nel sistema feudale. Questo portò alla nascita di una burocrazia efficiente e legata allo Stato.[2] Esso nacque grazie ai conflitti militari perché nasce da esigenze di carattere militari. Tale esigenza comporta la crescita esponenziale del prelievo fiscale e dell'amministrazione statale, l'accumulo di debiti e, spesso, l'intervento statale nell'economia (dirigismo).

Dopo la rivoluzione francese si assisté invece all'affermarsi dello Stato democratico, che poggia le sue basi originarie sullo Stato di diritto, poiché il bisogno di legittimazione del potere centrale necessita lo sviluppo di un consenso possibile solo trasformando i sudditi in cittadini.[3] Conseguentemente, si affermarono i modelli di Stato del benessere o Stato sociale, un modello che si caratterizza per il concetto di benessere dei cittadini da cui gli deriva il consenso e la legittimazione mediante strumenti di assistenza economica e politiche tese al raggiungimento dell'eguaglianza formale, se non sostanziale. Le ultime trasformazioni nel mondo occidentale, guidate dal crescente turbo-capitalismo, stanno disgregando i vecchi fondamenti dello Stato sociale, portando alla formazione di uno Stato in cui è il mercato (riprendendo la teoria della mano invisibile smithiana) a guidarne scelte politiche, economiche, amministrative e militari, con la creazione di cittadini sempre meno tali ma sempre più consumatori nell'economia globalizzata del XX secolo.

Lo Stato viene rappresentato da un processo storico di accentramento del potere a partire da quella dispersione territoriale dei differenti centri di potere indipendenti che rappresentavano le signorie dell'Europa medievale. Questo processo si accompagna a quello dell'emergere della borghesia e delle sue esigenze di sicurezza e protezione commerciale e di proprietà. Una delle dinamiche fondamentali che portarono alla formazione dei moderni stati è certamente quella delle «guerre civili di religione» prodotte dalla perdita di universalità della repubblica cristiana medievale, operata dalla riforma protestante. Il risultato di questi processi fu la visione tecnica e mondana del potere del sovrano, che si serve di un apparato amministrativo professionale per l'esercizio concreto del potere secondo procedure sempre più precise. Questa forma del potere rappresenta la garanzia di una maggiore stabilità del potere politico, sempre più svincolato dalla religione (processo di secolarizzazione). Tipicamente esso possiede un ordinamento giuridico che definisce i limiti dell'agire dei componenti dello Stato stesso nonché dei suoi cittadini, e dispone di un proprio governo, forze armate e polizia. Alla parola Stato afferiscono due concetti teoretici distinti:

  • Stato-comunità è formato dal popolo, stanziato su un territorio definito, che è organizzato attorno a un potere centrale (comunemente chiamato "Stato-nazione"); questo concetto è largamente impiegato nel campo delle Relazioni Internazionali;
  • Stato-apparato (o Stato-organizzazione): ovvero quel potere centrale sovrano, stabile nel tempo e impersonale (poiché esiste indipendentemente dalle singole persone che lo fanno funzionare), organizzato in possibili differenti modi, che detiene il monopolio della forza e impone il rispetto di determinate norme nell'ambito di un territorio ben definito; il termine è usato soprattutto nell'ambito del diritto internazionale.
  • Stato sovrano: dal latino superanus, colui che sta al di sopra; lo Stato è superiore a ogni altro soggetto entro i suoi confini. Per essere tale, la sovranità deve manifestarsi come "indipendenza" nei rapporti reciproci; per tale ragione, allora, lo Stato è indipendente e sovrano; sovrano al suo interno, indipendente nei confronti degli altri stati.

Esso è spesso considerato dalla scienza politica originario poiché i suoi poteri derivano solo da sé stesso e da nessun'altra entità statuale. Con ciò si sostiene che esso non è subordinato ad altri soggetti e quindi è indipendente e sovrano in un ambito definito. Esso si organizza e si gerarchizza ai fini del miglior esercizio del potere.

Tuttavia questa concezione entra in crisi sia in tutti quei casi di stati solo formali o comunque fortemente dipendenti da altri stati, sia soprattutto più in generale tenendo conto dell'economia globalizzata che lega economicamente in modo indissolubile tutti gli stati non solo tra loro, ma anche a organismi sovrastatali quali il Fondo monetario internazionale, la Banca centrale europea, ecc. Pertanto, in un tale contesto, la pretesa "indipendenza" degli stati è, anche se non sempre totalmente, solo formale e teoretica.

Descrizione

Elementi fondamentali

Lo Stato si compone di tre elementi caratterizzanti:

  • Il territorio, cioè un'area geografica ben definita, su cui si diffonde la sovranità;
  • I cittadini, su cui si esercita la sovranità;
  • Un ordinamento politico e un ordinamento giuridico, che sono l'insieme delle norme giuridiche che regolano la vita dei cittadini all'interno del territorio.

Visioni politiche

Numerosi studiosi di politica hanno cercato di dare definizioni più precise del concetto di Stato, cercando di enunciare anche le condizioni necessarie affinché esso possa essere considerato tale.

Per Max Weber per Stato si deve intendere «un'impresa istituzionale di carattere politico in cui l'apparato amministrativo avanza con successo una pretesa di monopolio della coercizione della forza legittima in vista dell'attuazione degli ordinamenti».

Un'altra definizione è tentata da Charles Tilly: «Un'organizzazione che controlla la popolazione occupante un determinato territorio costituisce uno Stato se e in quanto:

  • si differenzia rispetto ad altre organizzazioni che operino sul medesimo territorio;
  • è autonoma;
  • è centralizzata;
  • le sue parti componenti sono formalmente coordinate le une con le altre».

Secondo Hobbes: «Lo Stato rappresenta l'istanza unitaria e sovrana di neutralizzazione dei conflitti sociali e religiosi attraverso l'esercizio di una summa potestas, espressa attraverso la forma astratta e universale della legge che si legittima in base al mandato di autorizzazione degli individui, in cui si realizza il meccanismo della rappresentanza politica; i cittadini si trovano infatti in quella fase pre-politica che è definita come "Stato di natura" e il sovrano svolge un ruolo "rappresentativo" unificando in sé la "moltitudine dispersa"».[4]

I tratti dello Stato moderno che sono venuti affermandosi, secondo alcuni autori italiani sono:[5]

  1. sovranità: concentrazione di tutti i rapporti politici in un'unica istanza indipendente e sovrana su un determinato territorio;
  2. spersonalizzazione del comando politico;
  3. costituzione e utilizzo di un apparato burocratico (dunque professionale) centralizzato.

Secondo la dottrina marxista-leninista, lo Stato consiste in un'istituzione che, riflettendo gli interessi economici e politici di una determinata classe sociale, serve a quest'ultima per affermare il suo dominio nella società[6].

Classificazione in base al processo di formazione

Stein Rokkan e Urwin indicano quattro modalità di Stato in base alla formazione:[7]

  1. Stato unitario: si basa su un centro molto forte che detiene il potere politico, amministrandolo in maniera omogenea e indifferenziata su tutto il territorio statale;
  2. Stato di unione: nasce sulla base di incorporazione di territori partendo da diverse dinastie (come i matrimoni, eredità o veri e propri trattati), unendo così anche i loro regni, dando vita ad una nuova entità statale (vedi Spagna e Regno Unito). Questo tipo di formazione prevedeva che una serie di competenze rimanesse nelle mani delle entità che componevano lo Stato (rilevante quando parleremo di federalismo);
  3. Federalismo meccanico: esiste un centro aggregatore che tramite conquista o aggregazione di parti che costituivano le precedenti entità statali dà vita al nuovo Stato (come l'Italia, con lo Stato Pontifico e regno delle due Sicilie);
  4. Federalismo organico: esiste un centro aggregatore che non obbliga le parti ad entrare nella nuova entità statale, ma fa un accordo paritario con quelle che vogliono farne parte (come il caso della Svizzera e dei cantoni).

Stato unitario e federalismo meccanico sono frutto di un processo che "parte dall'alto", e che si realizza in un centro aggregatore; Stato di unione e federalismo organico, invece, sono frutto di un processo che "parte dal basso". Se a questi uniamo il processo di disgregazione, abbiamo un quadro completo della nascita degli Stati.

Uno Stato, in definitiva, può formarsi in tre modi:

  • Unificazione ed espansionismo ad opera di un centro (caso tipico dello Stato unitario e del federalismo meccanico);
  • Unione ad opera di diverse entità separate (come nel caso dello Stato di unione e del federalismo organico);
  • Disgregazione di precedenti entità politiche (come lo sfaldamento di un impero).

Note

  1. ^
    • stato2, 7a, in Treccani.it – Vocabolario Treccani on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 15 marzo 2011. URL consultato il 16 giugno 2015.
      «Nell'uso moderno, per evitare ambiguità con altri significati, la parola viene a volte scritta con iniziale maiuscola: gli Stati d’Europa, dell’Asia; il territorio, i confini d’uno S.; uno S. grande, potente; costituire, fondare uno S.; soprattutto quando ci si riferisce allo stato proprio, alla propria nazione: le leggi dello S., la difesa dello S., il capo dello S., ecc.».
      ;
    • L'uso del maiuscolo, Accademia della Crusca. URL consultato il 16 giugno 2015.
    • Stato, Dizionario d'ortografia e di pronunzia. URL consultato il 16 giugno 2015.
  2. ^ Aa. Vv., I palazzi del potere - LE CASE DEGLI ITALIANI: Gli edifici storici e moderni per le istituzioni dello Stato, Roma, Gangemi Editore, ISBN 8849247435. URL consultato il 5 febbraio 2018.
    «Fondamentale per la nascita dello Stato moderno fu l'affermarsi di una economia monetaria. Chi operava nello Stato veniva ricompensato con salari più alti e non più in natura, come accadeva nel sistema feudale. Questo portò alla nascita di una burocrazia efficiente e legata allo Stato.».
  3. ^ stato di diritto, su pbmstoria.it. URL consultato il 24 giugno 2012 (archiviato dall'url originale il 28 maggio 2012).
  4. ^ Thomas Hobbes, Leviatano, 1651.
  5. ^ Roberto Bin - Giovanni Pitruzzella Diritto Pubblico, Giappichelli editore, 2001.
  6. ^ Lenin, Stato e Rivoluzione, passim.
  7. ^ Pietro Grilli di Cortona - Capire la politica. Una prospettiva comparata UTET, Novara (NO) 2012.

Bibliografia

  • Roberto Bin e Giovanni Pitruzzella, Diritto pubblico, Torino, Giappichelli Editore, 2001, ISBN 88-348-2395-8.
  • Enzo Cheli, Lo Stato costituzionale. Radici e prospettive, Napoli, Editoriale Scientifica, 2006, ISBN 88-89373-89-X.
  • Sabino Cassese, Fortuna e decadenza della nozione di Stato, in «Scritti in onore di Massimo Severo Giannini», Milano, Giuffrè, 1988, I, pp. 91–103.
  • Stato, in Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 15 marzo 2011. URL consultato il 16 giugno 2015.
  • G. Borrelli, Ragion di Stato e Leviatano. Conservazione e scambio alle origini della modernità politica, 1993, Bologna, Il Mulino.

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Acque interne

Nel diritto internazionale, le acque interne sono i fiumi, i laghi e la porzione di mare interna alla linea di base, ovvero alla linea di bassa marea della costa. Al pari delle altre zone del mare, le regole e la disciplina delle acque interne sono dettate dalla Convenzione di Montego Bay del 1982, tuttora in vigore.

Nelle acque interne la sovranità dello Stato è pari a quella che esso esercita sulla terraferma. Non vale quindi il diritto di passaggio inoffensivo (che deve essere concesso nel mare territoriale): le navi straniere che desiderano transitare nelle acque interne devono chiedere l'autorizzazione allo Stato costiero, fatta eccezione per le ipotesi di forza maggiore o grave pericolo.

L'articolo 8/2 della convenzione della Convenzione Onu di Montego Bay (1982) relativo alle acque interne statuisce che "Quando una linea di base diritta determinata conformemente al metodo descritto all'articolo 7 ha l'effetto di assoggettare al regime di acque interne aree che in precedenza non erano considerate tali, il diritto di passaggio inoffensivo previsto dalla presente Convenzione si estende a quelle acque".

Le navi straniere autorizzate ad entrare nelle acque interne sono sottoposte alle leggi dello Stato costiero, con un'unica eccezione: la giurisdizione penale per i reati commessi su navi straniere attraccate in un porto è attribuita (solitamente) allo Stato di bandiera, salvo che il comandante della nave non richieda l'intervento delle autorità locali, che vi sia pericolo per la pace e la sicurezza dello Stato costiero o che siano violate norme doganali (art. 8 Convenzione di Montego Bay). I reati commessi nel porto e i reati ivi commessi dall'equipaggio di una nave straniera ricadono sempre nella giurisdizione dello Stato costiero.

Baviera

La Baviera, o Stato Libero di Baviera (in tedesco: Bayern o Freistaat Bayern) è uno dei sedici Länder della Germania.

Con i suoi 70 551 km² e i suoi 12 500 000 abitanti, è il maggiore Land tedesco per superficie e il secondo per popolazione e per importanza economica, dopo la Renania Settentrionale-Vestfalia.

Capitale e città principale è Monaco di Baviera, che è la terza città della Germania per popolazione.

California

La California (/kaliˈfɔrnja/, in spagnolo [kaliˈfoɾnja]; in inglese , [ˌkæɫɪˈfɔɹnjə]) è uno stato federato degli Stati Uniti d'America situato nel sud della West Coast, affacciato sull'oceano Pacifico, che occupa una parte dell'omonima regione geografica (la Bassa California appartiene al Messico). È il più popoloso stato degli Stati Uniti, terzo per superficie ed è variegato sia per geografia fisica sia da un punto di vista demografico. La California meridionale è densamente popolata, mentre quella settentrionale lo è di meno. La grande maggioranza della popolazione vive entro 80 km di distanza dall'oceano Pacifico. La sua abbreviazione postale è CA.

Cecoslovacchia

La Cecoslovacchia (/ʧɛkozloˈvakkja/ o /ʧɛkozlovakˈkia/; in ceco e in slovacco: Československo, Česko-Slovensko) fu uno Stato europeo indipendente esistito dal 1918 al 1992.

A seguito di una decisione parlamentare del 1992 fu decisa la scissione del paese in due entità statali separate che, dal 1º gennaio 1993, presero il nome di Repubblica Ceca e Slovacchia.

Città del Vaticano

La Città del Vaticano (ufficialmente Stato della Città del Vaticano, in latino: Status Civitatis Vaticanæ, comunemente chiamata anche semplicemente Vaticano, o per antonomasia San Pietro, o imprecisamente Santa Sede) è uno stato senza sbocco al mare dell'Europa occidentale. È il più piccolo Stato sovrano del mondo sia per popolazione (605 abitanti) sia per estensione territoriale (0,44 km²). Lo Stato è al terzo posto nel mondo per densità di popolazione.La città-stato venne creata l'11 febbraio 1929 a seguito della firma dei Patti Lateranensi tra Benito Mussolini e Pietro Gasparri, rispettivamente i rappresentanti del Regno d'Italia e della Santa Sede. La Città del Vaticano è un'enclave nel territorio della Repubblica Italiana inserita nel tessuto urbano della città di Roma. Nello stato vige un regime di monarchia assoluta teocratica ierocratica elettiva di tipo patrimoniale, con a capo il Sommo pontefice della Chiesa cattolica. La lingua ufficiale è l'italiano, mentre il latino è la lingua ufficiale della Santa Sede.

Lo Stato della Città del Vaticano batte moneta propria, ma, per effetto dell'unione doganale e monetaria con l'Italia, adotta l'euro, che negli otto tagli delle monete metalliche riportano nella faccia nazionale l'effigie del papa regnante, ovvero soggetti vaticani, ed emette propri francobolli, utilizzabili per il servizio postale verso tutto il mondo (ma ovviamente solo con spedizione dalle Poste Vaticane). Importanti le serie commemorative delle monete e dei francobolli molto ricercate dai numismatici e dai filatelici di tutto il mondo. In Vaticano è inoltre edito un giornale quotidiano, L'Osservatore Romano, fondato nel 1861, e dal 1931 funziona una emittente, la Radio Vaticana, che trasmette in tutto il mondo in varie lingue.

Comuni degli Stati Uniti d'America

I comuni degli Stati Uniti d'America (incorporated place o anche municipality) rappresentano, all'interno di ogni Stato, il secondo livello del governo locale, al di sotto di quello della contea; ha una sua autonomia di governo che esercita in varie forme, soprattutto in ragione della propria dimensione. In alcuni stati federati i comuni possono rientrare tra le cosiddette divisioni civili minori, o anche essere inclusi all'interno di esse.

Nel 2002 lo United States Census Bureau ha censito, negli Stati Uniti d'America, 19.429 comuni, tenendo però presente che questo numero non comprende le 16.504 towns o townships, ossia le amministrazioni municipali superiori degli Stati che hanno mantenuto una struttura comunale a doppio livello sul modello inglese. Va notato che la popolazione che vive in ambiti rurali (ormai meno del 20% degli abitanti del Paese), generalmente è soggetta direttamente all'amministrazione della contea, in quanto l'amministrazione comunale quasi ovunque stabilisce il proprio confine al limite dell'area urbana o suburbana.

Vi sono innumerevoli forme di amministrazione comunale, differenti tra Stato e Stato, e all'interno di uno stesso Stato, già a partire dalla denominazione (tipicamente city, town o village) ma soprattutto riguardo alla forma di governo.

Israele

Israele, ufficialmente Stato d'Israele (in ebraico: , Medinat Yisra'el; in arabo: دولة اسرائيل, Dawlat Isrā'īl), è uno Stato del Vicino Oriente affacciato sul mar Mediterraneo e che confina a nord con il Libano, con la Siria a nord-est, Giordania a est, Egitto e golfo di Aqaba a sud e con i territori palestinesi, ossia Cisgiordania (comprendente le regioni storiche di Giudea e Samaria) a est, e Striscia di Gaza a sud-ovest.

Situato in Medio Oriente, occupa approssimativamente un'area che secondo i racconti biblici in epoca antica era compresa nel Regno di Giuda e Israele e nella regione della Cananea, soggetta nel tempo al dominio di numerosi popoli, tra cui egizi, assiri, babilonesi, romani, bizantini, arabi e ottomani, nonché teatro di numerose battaglie etnico-religiose. In età contemporanea è stata parte del mandato britannico della Palestina, periodo durante il quale fu soggetta a flussi immigratori di popolazioni ebraiche, incoraggiate dalla nascita del movimento sionista, che mirava alla costituzione di un moderno Stato ebraico. Dopo la seconda guerra mondiale e la Shoah, anche per cercare di porre rimedio agli scontri tra ebrei e arabi, il 29 novembre 1947 l'Assemblea generale delle Nazioni Unite nella risoluzione n. 181 approvava il piano di partizione della Palestina che prevedeva la costituzione di due Stati indipendenti, uno ebraico e l'altro arabo. Alla scadenza del mandato britannico il moderno Stato d'Israele fu quindi proclamato da David Ben Gurion il 14 maggio 1948.

Tale ripartizione fu però osteggiata da gruppi antisionisti e dalla totalità dei rappresentanti palestinesi, nonché dai vicini Paesi arabi. Dopo alcuni scontri già all'indomani del voto della risoluzione, terminato il ritiro delle truppe britanniche, la Lega Araba avviò una guerra contro il neonato Stato ebraico, dando origine a una serie di conflitti arabo-israeliani; accordi di pace sui confini furono in seguito raggiunti solo con Egitto (1979) e Giordania (1994). Rispetto ai territori palestinesi non esistono tuttora confini precisi. Oltre a estendere il territorio dello Stato dopo la prima guerra arabo-israeliana del 1948 (denominata da parte israeliana guerra d'Indipendenza, mentre da parte araba Nakba, "catastrofe"), rispetto a quanto previsto dalla risoluzione ONU, Israele ha anche occupato i territori della Cisgiordania e della Striscia di Gaza dopo la guerra dei sei giorni del 1967 e nel corso degli anni vi ha costruito nuovi centri abitati.

Lo Stato palestinese, proclamato nel 1988 e ammesso come osservatore permanente dell'ONU nel 2012, ma non riconosciuto come tale da Israele e da altri Paesi, controlla la striscia di Gaza, dalla quale Israele sì è ritirata unilateralmente nel 2005 (facendone evacuare anche coattamente i ventuno insediamenti) e solo alcune zone della Cisgiordania, che rivendica interamente anche se rimane prevalentemente controllata da Israele, secondo le decisioni degli accordi di Oslo del 1993. La sovranità israeliana non è riconosciuta da molti Stati arabi, mentre rappresentanti palestinesi hanno riconosciuto Israele nel 1993, come parte degli stessi accordi di Oslo. Diversi tentativi di accordi di pace non hanno finora dato i frutti sperati e l'area continua quindi a essere geopoliticamente instabile.

All'aprile 2015 la popolazione israeliana era di 8.345.000 abitanti. È l'unico Stato al mondo a maggioranza ebraica (il 74,9% della popolazione) e con una consistente minoranza di arabi (circa il 20%, in prevalenza di religione musulmana, ma anche cristiana o drusa).

La legge fondamentale del 1980 (Israele, come il Regno Unito, non ha una Costituzione scritta) afferma che la capitale è Gerusalemme, rivendicata come tale anche dallo Stato di Palestina almeno nella sua parte orientale, ma non è riconosciuta dalla maggior parte dei membri dell'ONU. Quasi tutti gli Stati che hanno relazioni diplomatiche con Israele mantengono le proprie ambasciate a Tel Aviv, centro finanziario del Paese, o nelle vicinanze, ma mantengono comunque sedi consolari a Gerusalemme.

Israele è governato da un sistema parlamentare a rappresentanza proporzionale. È considerato un Paese sviluppato, è membro dell'OCSE e secondo il Fondo monetario internazionale nel 2013 era al 37º posto nella lista degli Stati per prodotto interno lordo. Ha inoltre il più alto indice di sviluppo umano in Medio Oriente ed è uno dei Paesi con la più alta aspettativa di vita nel mondo.

Nel 1967 l'Israele ha occupato le alture del Golan siriane, che sono diventate parte della nazione ebraica.

Lingua ufficiale

Una lingua ufficiale è la lingua che uno Stato sovrano ha legalmente adottato per la produzione dei propri documenti ufficiali, come le leggi, gli atti giudiziari e notarili. Sono generalmente considerate lingue ufficiali di uno Stato le lingue citate come tali nella Costituzione o nelle leggi equiparate ad essa. Se le lingue minoritarie compaiono accanto alle lingue ufficiali come tali (es. "Nelle zone in cui è presente questa minoranza linguistica, tale lingua è ufficiale in quelle zone al pari della/e lingua/e ufficiale/i."), anche queste lingue sono considerate come ufficiali dello Stato (è il caso della Slovenia). Organismi sovranazionali, o associazioni private, possono definire una propria lingua ufficiale che può essere diversa da quella del paese in cui hanno sede, soprattutto se collabora con società straniere o tutela minoranze linguistiche. Tuttavia, non è detto che uno stato decida di adottare una o più determinate lingue ufficiali, come nel caso dell'Unione Sovietica, di cui si può indicare per ogni regione la lingua parlata de facto, ma giuridicamente l'Unione non adottò alcuna lingua che dovesse prevalere su ogni altra (per gli atti ufficiali si usava il russo).

Metacritic

Metacritic è un sito web statunitense che si occupa di aggregare recensioni dedicate ad album musicali, film o videogiochi; per ogni prodotto, Metacritic fornisce una valutazione, ottenuta trasformando ogni recensione in un punteggio numerico, e calcolandone quindi la media.

Il sito è stato fondato nel gennaio 2001 da Marc Doyle, laureato in giurisprudenza alla University of Southern California, assieme alla sorella Julie Doyle Roberts e al compagno di corso Jason Dietz. È stato poi acquistato da CNET nel 2005.

Quando fu fondato, Metacritic offriva un servizio simile a quello di Rotten Tomatoes, sito allora già attivo, ma, come sottolineato dal suo creatore, con la possibilità di coprire più tipologie di prodotto.

Nazione

Una nazione (dal latino natio, in italiano «nascita») si riferisce ad una comunità di individui che condividono alcune caratteristiche comuni come la lingua, il luogo geografico, la storia, le tradizioni, la cultura, la religione, l'etnia ed eventualmente un governo.

Un'altra definizione considera la nazione come uno "stato sovrano" che può far riferimento a un popolo, a un'etnia, a una tribù con una discendenza, una lingua e magari una storia in comune.

Una differente corrente di pensiero, che fa riferimento all'idea di nazione in quanto realtà oggettiva e legata a pensatori riconducibili a diverse espressioni politico-culturali, include tra le caratteristiche necessarie di una nazione il concetto di sangue (Herder) o di «consanguineità» (Meinecke).Un'altra definizione vede la nazione come una «comunità di individui di una o più nazionalità con un suo proprio territorio e governo» o anche «una tribù o una federazione di tribù (come quella degli indiani nord-americani)». È appoggiandosi a tali nozioni che si è sviluppato negli anni '70 il concetto di micronazione.Alcuni autori, come Jürgen Habermas, considerando obsoleta la nozione tradizionale di nazione, si riferiscono a essa come a un libero contratto sociale tra popoli che si riconoscono in una Costituzione comune. Tale concetto, in questo caso, si estenderebbe anche a quello di patria e il patriottismo nazionale verrebbe così rimpiazzato dal «patriottismo costituzionale».o grazie al concetto di "gruppo di appartenenza": la nazione è tale dal punto di vista politico. Ciò prevede un profondo senso del "noi", pace e ordine al suo interno, una serie di simboli e miti comuni, la garanzia di protezione e la consapevolezza della durevolezza nel tempo della nazione rispetto ai singoli individui.

New York (stato)

New York (in inglese: , /n(ɪ)u ˈjɔ(ə)ɹk/, presente raramente in italiano anche la forma Stato di Nuova York) è uno Stato federato degli Stati Uniti d'America, la cui capitale è Albany, ma la città più conosciuta e popolosa è l'omonima New York.

Lo Stato di New York si trova nel nordest degli Stati Uniti e confina a nord con il Canada, a est con Vermont, Massachusetts e Connecticut, a sud con New Jersey e Pennsylvania.

Pennsylvania

La Pennsylvania (AFI: [pensilˈvanja] o [pensilˈvɛnja]; in inglese [ˌpɛnsɨlˈveɪnjə]), ufficialmente Commonwealth di Pennsylvania, in italiano Pensilvania, è uno Stato federato degli Stati Uniti d'America, nonché uno dei quattro Commonwealth della federazione.

Lo stato è situato nel nord-est degli Stati Uniti, tra la regione dei Grandi laghi e l'oceano Atlantico. Confina a nord con lo Stato di New York e con il Lago Erie, a est con New Jersey e Delaware, a sud con Maryland e Virginia Occidentale, a ovest con l'Ohio. La capitale è la cittadina di Harrisburg.

Il nome Pennsylvania (che significa boschi di Penn) fu scelto dal quacchero inglese William Penn, che ne fu il fondatore: egli voleva onorare il padre e indicare la natura boscosa del territorio.

Il soprannome Keystone State (letteralmente "Stato Chiave di volta"), diffuso fin dal primo Ottocento, deriva sia dalla posizione centrale dello Stato (rispetto alle 13 colonie che originariamente formarono gli Stati Uniti), sia dalla sua importanza politica (molti importanti documenti, inclusa la Dichiarazione di Indipendenza, furono firmati in Pennsylvania) ed economica (sia in campo industriale che agricolo).

Regione (Italia)

Le Regioni sono, assieme ai Comuni, alle Province, alle Città metropolitane e allo Stato, uno dei cinque elementi costitutivi della Repubblica Italiana.

Ogni regione è un ente territoriale con propri statuti, poteri e funzioni secondo i principi fissati dalla Costituzione, come stabilito dall'art. 114, secondo comma del testo. Le regioni non sono considerate enti locali (comuni, province, città metropolitane ecc...) disciplinate invece dal Decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 (TUEL).

Le regioni, secondo quanto indicato dall'art. 131, sono venti. Cinque di queste sono dotate di uno statuto speciale di autonomia e una di queste (il Trentino-Alto Adige), è costituita dalle uniche due province autonome, dotate cioè di poteri legislativi analoghi a quelli delle regioni a statuto speciale, dell'ordinamento italiano (Trento e Bolzano). Nel rispetto delle minoranze linguistiche, il Trentino-Alto Adige e la Valle d'Aosta sono riportati con le denominazioni bilingui di Trentino-Alto Adige/Südtirol e Valle d'Aosta/Vallée d'Aoste all'art. 116, come modificato nel 2001.

Stati del mondo

Gli Stati del mondo sono in totale 206, di cui 196 riconosciuti sovrani (sono considerati tali solo gli Stati indipendenti e non quelli membri di federazioni; tra parentesi è indicato il nome completo).

Stati federati degli Stati Uniti d'America

Gli stati federati (chiamati in inglese states) sono le entità politiche la cui unione forma gli Stati Uniti d'America.

Essi sono cinquanta entità subnazionali federali (di cui 4 hanno il titolo tradizionale di Commonwealth) che, insieme con il District of Columbia, compongono la federazione.

I singoli governi statali e il governo federale condividono la sovranità, dal momento che un cittadino statunitense è allo stesso tempo cittadino del suo Stato di residenza e dell'entità federale. La cittadinanza a livello statale non è rigida, non sono richieste autorizzazioni per un eventuale cambiamento, e la circolazione delle persone da uno Stato all'altro è libera (eccezion fatta per i condannati posti in libertà condizionale).

Stati federati del Brasile

Gli stati federati del Brasile costituiscono la suddivisione territoriale di primo livello del Paese e sono pari a 26; ad essi è equiordinato il Distretto Federale in cui ha sede la capitale, Brasilia.

Stati federati della Germania

Gli stati federati della Germania (in lingua tedesca: Länder, pronuncia /ˈlɛndɐ/, al singolare Land /lant/) costituiscono la suddivisione amministrativa di primo livello del Paese e sono in complesso 16.

Sono designati ufficiosamente anche con la denominazione di Bundesländer (pr. /ˈbʊndɛsˌlɛndɐ/, sing. Bundesland /ˈbʊndɛsˌlant/); per tre di loro (Baviera, Sassonia e Turingia) il nome ufficiale è accompagnato dall'aggettivo Freistaat ("Stato libero"), sinonimo tedesco per "Repubblica", mentre le due città-stato di

Amburgo e Brema hanno come nome ufficiale Freie und Hansestadt Hamburg e Freie Hansestadt Bremen.

Ciascuno stato è rappresentato a livello nazionale nel Bundesrat, il consiglio federale.

Stati federati e territori dell'India

L'India è una federazione di stati con parlamenti e governi autonomi. Sono 29 stati e 7 territori, fra cui quello della capitale, Delhi.

La maggior parte degli stati segue nei confini le frontiere linguistiche. Certe regioni rivendicano l'autonomia come nuove entità statali. Chandigarh è un caso particolare: il Punjab e l'Haryana formavano un solo stato. Nel 1966 sono stati separati in base alla lingua ma hanno mantenuto la capitale d'origine che è stata posta in un territorio separato. Tre nuovi stati sono nati nel 2001, uno, il Telangana, in passato parte dell'Andhra Pradesh, nel 2014.

Stato di conservazione (biologia)

Lo stato di conservazione di una specie è un indicatore della probabilità che quella specie continui a sopravvivere. Molti fattori sono tenuti in conto quando si valuta lo stato di conservazione di una specie: non solo il numero degli esemplari, ma l'aumento o la diminuzione generale col tempo della popolazione, il successo della riproduzione in cattività, le minacce conosciute e così via.

L'elenco degli stati di conservazione più noto del mondo è la lista rossa dell'IUCN, ma esistono anche altre liste.

Forme di stato e di governo
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Forme di governo
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