Siglo de Oro

Il Siglo de Oro (in italiano: Secolo d'oro) va dalla nascita dell'Impero Spagnolo nel 1492 alla metà del Seicento, e corrisponde al periodo della maggior gloria culturale, politica e militare della Spagna.

Monumento a Felipe IV (Madrid) 10
Monumento equestre in bronzo a Filippo IV (Madrid)

Il Rinascimento

Il Rinascimento si contraddistinse come un periodo di grande slancio culturale ed innovazione, in linea con tutta l'Europa occidentale. Importante anche in Spagna fu la corrente dell'Umanesimo (Humanismo) che rappresentò l'ideale di un homo copula mundi (Ficino), ovvero uomo al centro del mondo (in spagnolo punto de arranque), visto sempre però come ad immagine e somiglianza di Dio: il periodo non fu infatti laico. Le maggiori espressioni culturali in Spagna si ebbero nel campo letterario, in prosa, poesia, teatro.

Sopravvissero nel periodo generi come i racconti cavallereschi e pastorali, ma se ne affermarono di nuovi, fortemente ispirati e legati alla cultura iberica, come la novela morisca, racconti relativi allo scontro con i mori, o la novela picaresca, dove protagonista è il "picaro", nuova figura della società spagnola dei tempi, che grazie ai propri espedienti e malizie riusciva nell'ascesa sociale.

Il Barocco

Il secolo successivo, più importante dal punto di vista artistico rispetto al 1500, è invece il Barocco. Fu un periodo di grande progresso scientifico-tecnico per l'Europa in genere, non lo fu però per la Spagna, che si ritrovò perciò in difetto in questo campo rispetto agli altri paesi, e visse un secolo di flessione economica dopo il forte avanzamento di un secolo prima. Gli effetti della Controriforma si fecero sentire particolarmente in Spagna, da sempre cattolicissima e baluardo della Cristianità. Pur essendo appunto un periodo di crisi sociale e difficoltà, l'arte non venne comunque meno nel periodo.

Anche nel Barocco è la letteratura a prevalere, ma cresce l'importanza della pittura, ispirata ai motivi della difficile vita quotidiana e pervasa da visioni di sogno e caos, all'insegna ad ogni modo di un maturo disincanto. A livello letterario il periodo vide il deciso affermarsi del sonetto (soneto) come schema poetico più frequente ed apprezzato. I temi seguiti rimasero in parte i classici petrarchiani, ma risentirono anche della condizione della Spagna a quei tempi: vi si riflettono perciò ancora diffuso pessimismo e spregiudicatezza. Tra i sonettisti più famosi ricordiamo Félix Lope de Vega, Francisco de Quevedo e Miguel de Cervantes.

Importantissimo anche il teatro: mentre permangono e si distinguono sempre più i generi teatrali nati nel secolo precedente, il teatro estudiantil, cortesano, popular, assistiamo ad una vera e propria rivoluzione dei canoni tradizionali ad opera di Lope De Vega, che per questo potrebbe essere messo in relazione a Carlo Goldoni.

Tra i cambiamenti principali nel modo di scrivere piezas abbiamo una crescente importanza della connotazione psicologica dei personaggi, il passaggio da cinque a tre atti, opere in cui è presente una mescolanza tra comicità e tragicità (anche se a livello diverso dalle bitter comedies di Shakespeare), l'importanza data agli stacchi, con funzione distensiva-esplicativa, e la relativa nascita di quello che potremmo chiamare un sottogenere, il paso, ovvero la scrittura di un intermezzo recitativo con le caratteristiche di sopra da inserire nelle opere, il definirsi di nuovi tipi fissi, o meglio stereotipi sociali nel caso, molto cari alla cultura spagnola, come la figura del gracioso, del galán, del savio e altre.

Nel teatro ha molta importanza la figura del Don Juan: un'opera con protagonista questo personaggio fu El Burlador De Sevilla attribuito a Tirso de Molina, ma le cui ricerche oggi tendono ad attribuirlo ad Andrés de Claramonte. Il tema conobbe molta fortuna nel periodo e riscontrò grande successo fino al romanticismo, seppur con sempre nuove caratteristiche.

Altro genere affermatosi in questo periodo, a testimoniare nuovamente la grandezza della letteratura spagnola, fu il cosiddetto auto sacramental, un'opera di stampo allegorico-religioso adatta anche al popolo e non solo alle élite acculturate. Grandi autori del periodo, oltre ai già citati, furono Miguel de Cervantes e Pedro Calderón de La Barca.

Letteratura

La Spagna ha prodotto nella sua età classica alcuni generi letterari caratteristici che furono molto influenti nello sviluppo successivo della Letteratura Universale e in tutti i campi della scienza.

Nell'estetica, fu fondamentale la nascita di un realismo come contropartita critica all'eccessivo idealismo del Rinascimento: si creano generi naturalisti come la Tragicomedia de Calisto y Melibea di Fernando de Rojas, Segunda Celestina di Feliciano de Silva, etc., la novella picaresca (Lazarillo de Tormes di Anonimo, Guzmán de Alfarache, di Mateo Alemán, Estebanillo González), la novella polifonica moderna (Donna Fernanda), che Cervantes definì escritura desatada.

Questo corrisponde ad una successiva divulgazione letteraria della conoscenza umanista, attraverso i generi popolari tradotti in tutta Europa, e di cui sono autori più importanti Pero Mexía, Luis Zapata, Antonio de Torquemada, e così via.

Questa tendenza classicista corrisponde anche alla formula della nuova commedia creata da Lope de Vega e divulgata tramite la sua opera Arte nuevo de hacer comedias en este tiempo (1609). Un'esplosione di creatività senza precedenti accompagnò Lope de Vega e i suoi discepoli che, come lui, ripristinarono l'utilizzo delle unità aristoteliche di azione, tempo e luogo. Tutti gli autori d'Europa si riferirono al teatro classico spagnolo del Siglo de Oro in cerca di argomenti e di una ricca collezione di temi e strutture moderne.

Poesia

La Spagna sperimentò una grande ondata di inglesismo che invase la letteratura e le arti plastiche durante il secolo XVI e che è uno dei tratti tipici del Rinascimento.
Garcilaso de la Vega, Juan Boscán e Diego Hurtado de Mendoza introdussero in Spagna il verso endecasillabo italiano e temi propri del Petrarchismo. Boscán scrisse il manifesto della nuova scuola nella Epístola a la duquesa de Soma e tradusse El cortesano di Baldassarre Castiglione in perfetta prosa castigliana. Contro di loro si levarono nazionalisti come Cristóbal de Castillejo o Fray Ambrosio Montesino, che parteggiavano per l'ottosillabo ottonario, e delle coplas in castigliano, ma comunque rinascimentali.

Nella seconda metà del secolo XVI entrambe le tendenze coesistevano, si sviluppò l'ascetica e la mistica, raggiungendo le alte rappresentazioni di San Juan de la Cruz, Santa Teresa e Fray Luis de León. Il petrarchismo continuò a essere coltivato da autori come Fernando de Herrera, e da un gruppo di giovani nuovi autori si cominciò a creare un Romancero nuovo, a volte con temi moreschi: Lope de Vega, Luis de Góngora e Miguel de Cervantes. Il miglior poema di epica colta in lingua spagnola fu composto da Alonso de Ercilla, La Araucana, che narra la conquista del Cile da parte degli spagnoli, e, tra le figure eccezionali della lirica figurano poeti come Francisco de Aldana, Andrés Fernández de Andrada, i fratelli Bartolomé e Lupercio Leonardo de Argensola, Francisco De Rioja, Rodrigo Caro, Baltasar del Alcázar e Bernardo de Balbuena.

Posteriormente, durante il secolo XVII, l'espressione letteraria fu dominata dai movimenti estetici del concettismo e del culteranesimo, il primo nella poesia di Francisco de Quevedo, il secondo nella lirica di Luis de Góngora. Il concettismo si distinse per l'economia della forma, al fine di esprimere il massimo significato con il minimo delle parole. Questa complessità si manifestava in paradossi ed ellissi. Il culteranesimo, al contrario, estendeva la forma da un significato minimo e si distinse per la complessità sintattica, per l'uso dell'iperbole, che rende molto difficile la lettura, e per la profusione di elementi ornamentali e colti nel poema, che dovevano decifrarsi come un enigma.

Entrambi sembrano comunque le facce di una stessa moneta che cercava di raffinare l'espressione per renderla più difficile e cortigiana. Luis de Góngora attrasse al suo stile poeti di notevole personalità, come il Conde de Villamediana, Gabriel Bocángel, suor Juana Inés de la Cruz o Juan de Jáuregui, mentre il concettismo ebbe seguaci più moderati, come il Conde de Salinas o imbevuti di colta castità, come Lope de Vega o Bernardino de Rebolledo.

Rinascimento e mistica cristiana

Con le opere poetiche di santa Teresa d'Avila, san Giovanni della Croce, Luigi di Granata e il rinascentista agostiniano Pedro Malón de Chaide, la Spagna vide la produzione una letteratura mistica cristiana, della quale secondo Benedetto Croce «l'Italia, poco incline ai rapimenti estatici a Dio, ebbe scarsa e debolissima conoscenza» e le prime traduzioni comparvero al «tramonto del lungo e gloriosissimo Rinascimento», pubblicate a Venezia e Firenze solamente alla fine del secolo.[1] Il contatto con gli spagnoli diffuse un anticipo del preziosismo francese di fine secolo unitamente ai modi della cavalleria-galanteria ispanica (l'inchino e la figura del corteggiatore), oltre al parlare ossequioso e magniloquente, gli abiti e i cerimoniali di corte.[1]

Prima dei fiorenti scambi commerciali coi Liguri e dei primi insediamenti liguri in Spagna, la penisola iberica era immaginata come:

un paese fantastico, remoto, dove si menavano dei colpi di spada, e si sospiravano nei castelli le belle principesse. Veniva a noi, come in tutto il mondo allora conosciuto, la fama della scuole di Toledo, paradiso o inferno delle scienze occulte, officina laboriosissima di traduttori, attivi pure nelle scuole di Cordova e di Murcia. E qualche dotto italiano vi capitò pure già nel primo millennio, e cooperò a volgarizzare la scienza degli arabi e dei rabbini, ed a dischiudere i tesori della filosofia orientale, che apriva l'unico varco al pensiero ellenico. A questa scienza ebraica e musulmana, ci inchiniamo...

(Benedetto Croce, La Spagna nella vita italiana durante la Rinascenza, Laterza, 1917 (p. 48[1]))

Tutte le opere tradotte in italiano di Luigi di Granata fu la prima stampa in lingua italiana, edita in stampa a Venezia nel 1568. Malgrado dal titolo sembri un'opera omnia, il Libro dell'orazione e della contemplazione apparve a parte, «ordinata un po' a capriccio», curato dal filologo Giovanni Miranda a Venezia, nello stesso anno (p. 48[1]).
Alcuni libri di nautica, farmacia, medicina e igiene, non risparmiarono la censura del Rinascimento italiano che «trascinavasi dietro il carro trionfante della sua invidiatissima cultura, poco fruttifera, in verità, per lo sviluppo successivo, e da avvertirsi appena nella storia del pensiero e dell'arte italiana»[1].

Note

  1. ^ a b c d e Benedetto Croce, La Spagna nella vita italiana durante la Rinascenza (estratto), in Rassegna Bibliografica (Torino, Loescher-Chiantore), LVVI, 1º semestre 1918, pp. pp. 248, 284-6. URL consultato il 20 luglio 2019 (archiviato il 20 luglio 2019). , estratto da Benedetto Croce, La Spagna nella vita italiana durante la Rinascenza, Giuseppe Laterza e Figli, 1917. (8°, pp. VIII, 293)

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Collegamenti esterni

Angela Maria della Concezione

Suor Angela Maria della Concezione (in spagnolo: Ángela María de la Concepción; Cantalapiedra, 1º marzo 1649 – El Toboso, 19 aprile 1690), al secolo Ángela Tabares y Martínez, è stata una religiosa cattolica e scrittrice spagnola, riformatrice dell'Ordine della Santissima Trinità, fondatrice del monastero del Toboso ed esponente del Siglo de Oro letterario spagnolo.

Antonio del Castillo y Saavedra

Antonio del Castillo y Saavedra (Cordova, 10 luglio 1616 – Cordova, 2 febbraio 1668) è stato un pittore spagnolo, considerato uno dei più importanti caravaggisti del cosiddetto Siglo de Oro assieme ad Alonso Cano.

Baltasar de Alcázar

Baltasar de Alcázar (Siviglia, 1530 – Ronda, 16 febbraio 1606) è stato un poeta spagnolo, attivo durante il Siglo de Oro.

Bartolomé Esteban Murillo

Bartolomé Esteban Pérez Murillo (Siviglia, 1º gennaio 1618 – Cadice, 3 aprile 1682) è stato un pittore spagnolo.

Assieme a Diego Velázquez, Francisco de Zurbarán e José de Ribera è una delle figure più rappresentative della pittura barocca spagnola durante il Siglo de Oro. Sebbene grossa parte della sua attività sia stata la realizzazione di soggetti a carattere religioso rimane particolarmente famoso per le sue scene di genere in cui rappresenta donne e soprattutto ragazzini della classe popolare.

Bernardo de Balbuena

Bernardo de Balbuena (Valdepeñas, 1561 – San Juan, ottobre 1627) è stato un poeta spagnolo, uno dei primi poeti a decantare le meraviglie del Nuovo Mondo.

Impero spagnolo

L'Impero spagnolo fu (insieme all'impero portoghese) il primo impero coloniale mondiale della storia e il più potente del XVI secolo e prima metà del XVII. Fu il primo impero ad essere chiamato "L'impero su cui il sole non tramonta mai" e il quarto più vasto della storia. Fu l'impero più vasto del suo tempo nel XVIII secolo, con una superficie di 18,4 milioni di kmq.

Fu una monarchia composita, governata dagli Asburgo di Spagna prima e dai Borbone di Spagna poi. Fu formato da Filippo II d'Asburgo a seguito dell'abdicazione del padre Carlo V, Imperatore del Sacro Romano Impero. Carlo aveva ereditato le corone di Castiglia ed Aragona dai nonni materni e ne aveva espanso i territori connessi, aggiungendo al Mezzogiorno d'Italia (dominato dagli Aragonesi) il Ducato di Milano ed inviando i Conquistadores ad occupare larghe parti delle Americhe (connessa alla Castiglia erano le sole parti Caraibiche nominate "Indie Occidentali" a seguito dei viaggi di Colombo). Con la sua abdicazione nel 1556 a seguito del diffondersi della riforma protestante, Carlo lasciò il Sacro Romano Impero al fratello ma i restanti territori andarono al figlio Filippo II (nato in Spagna) nonché la sua terra nativa: le Fiandre.

Filippo fece della Castiglia (più che dell'Aragona) il cuore di un Impero spagnolo, organizzando a Madrid anche i consigli di Aragona, d'Italia (che venne separata dall'Aragona), delle Fiandre e delle Indie. Annesse poi dei territori nell'Asia orientale (che presero da lui il nome di Filippine) e divenne anche Re del Portogallo e del suo Impero a seguito di una crisi di successione. Diede quindi inizio al Siglo de Oro che perdurò fino alla conclusione della guerra franco-spagnola e della guerra di restaurazione portoghese.

Con la guerra di successione spagnola i Borbone divennero la casa Reale di Spagna e con i Decreti di Nueva Planta la Spagna diventa realmente uno stato unitario. Tuttavia la loro ascesa in Spagna non muta il declino spagnolo. I Paesi Bassi vengono perduti completamente, i domini italiani passano agli Asburgo d'Austria o ai Savoia e la Spagna stessa va numerose volte in bancarotta. Con l'invasione napoleonica nel 1808, l'intero impero spagnolo in Sudamerica si disgrega a fronte delle guerre d'indipendenza ispanoamericane.

La Spagna mantenne frammenti del suo impero nei Caraibi (Cuba e Porto Rico); in Asia (Filippine), e in Oceania (Guam, Micronesia, Palau, e Marianne Settentrionali) fino alla guerra ispano-americana del 1898 (nota come il disastro del '98). I Borbone spagnoli persero anche il legame parentale con il meridione d'Italia quando questo venne annesso da Garibaldi nel corso della spedizione dei mille del 1860.

La Spagna costituirà un secondo impero coloniale, in Africa, limitato ad alcune regioni del Marocco ed alla Guinea Equatoriale. Sarà il più modesto degli imperi europei e verrà perduto con la decolonizzazione. La partecipazione spagnola alla corsa all'Africa non rivestì infatti un'importanza particolare: il Marocco spagnolo venne mantenuto fino al 1956, mentre la Guinea spagnola e il Sahara spagnolo rispettivamente fino al 1968 e al 1975. Le isole Canarie, Ceuta, Melilla e le altre plazas de soberanía sono quanto rimane dell'ex impero Spagnolo.

Jerónima de Burgos

Jerónima de Burgos (Valladolid?, 1580? – Madrid, 27 marzo 1641) è stata un'attrice teatrale spagnola del Siglo de Oro.

José Marín

José Marín (Madrid, 1618 – Madrid, marzo 1699) è stato un cantante, chitarrista e compositore spagnolo.

Durante il Siglo de Oro fu uno degli autori più apprezzati e la sua fama è legata principalmente alle sue canzoni note col nome di tonos humanos.

José de Valdivielso

José de Valdivielso (Toledo, 1560 circa – Madrid, 1638) è stato un poeta e drammaturgo spagnolo, appartenente al cosiddetto Siglo de oro e amico di Lope de Vega.

Dotata di vena sacra e canonica, la sua poesia fu caratterizzata da un gustoso tono popolare ed espressa con metri particolari, brevi e concisi, come si può vedere nel Romancero spirituale del Santissimo Sacramento (Romancero espiritual del Santísimo Sacramento) del 1612. Scrisse molte opere teatrali, quasi tutte di argomento sacro. Tra le più famose spiccano Il Pellegrino (El peregrino) e Il figliol prodigo (El hijo pródigo).

Leggenda nera dell'Inquisizione

La leggenda nera dell'Inquisizione è una teoria revisionista minoritaria basata sul lavoro degli storici Edward Peters ed Henry Kamen, i quali sostengono che i dati storici sull'Inquisizione sarebbero stati distorti a opera di ambienti protestanti e, a seguire, illuministi, a partire almeno dal XVI secolo, con l'obiettivo di screditare l'immagine dell'Impero spagnolo al fine di limitarne l'influenza politica.

Alla base di tale teoria è la convinzione che l'enfasi sugli aspetti negativi dell'Inquisizione sia frutto di pregiudizio illuminista e anticattolico

Altri autori si sono occupati del tema come Carlo Ginzburg, Rodney Stark, Jaime Contreras e Gustav Henningsen, Agostino Borromeo, John Tedeschi e E. William Monter, Bartolomè Bennassar, Andrea Del Col, Franco Cardini e Marina Montesano e Brian Levack. Adriano Prosperi pur non unendosi al gruppo dei revisionisti in un suo testo afferma che alla luce dei nuovi studi l'inquisizione "evoca sempre di più l'immagine di un tribunale mite e razionale".

Letteratura spagnola

La letteratura spagnola si compone di tutte quelle opere in lingua spagnola, manoscritte e a stampa, che sono state create in Spagna dal X secolo fino ai nostri giorni.

Lore Terracini

Lore Terracini (Torino, 6 agosto 1925 – Torino, 12 dicembre 1995) è stata una critica letteraria e ispanista italiana, nota soprattutto per i suoi lavori critici sulla letteratura spagnola del Siglo de Oro e per i suoi studi di didattica della letteratura.

Luis Tristán

Luis Tristán de Escamilla, noto semplicemente come Luis de Escamilla o Luis Rodríguez Tristán (Toledo, 1586 – Toledo, 1624), è stato un pittore spagnolo, esponente del Manierismo spagnolo e appartenente alla fase del Siglo de Oro.

Luis Venegas de Henestrosa

Luis Venegas de Henestrosa (Écija, 1510 – Taracena, 27 dicembre 1570) è stato un compositore spagnolo attivo durante il Siglo de Oro.

È noto per la pubblicazione Libro de cifra nueva para tecla e Arpa y Vihuela.

Pedro Calderón de la Barca

Pedro Calderón de la Barca (Madrid, 17 gennaio 1600 – Madrid, 25 maggio 1681) è stato un drammaturgo e religioso spagnolo.

È considerato l'ultima grande voce del Siglo de oro spagnolo.

Rodrigo Caro

Rodrigo Caro (Utrera, 1573 – Siviglia, 10 agosto 1647) è stato un poeta, storico e presbitero spagnolo del Siglo de Oro.

Teatro Lope de Vega

Il Teatro Lope de Vega si trova a Siviglia in avenida de María Luisa nello spazio dell'omonimo parco. È dedicato a Lope Félix de Vega y Carpio, scrittore, poeta e drammaturgo spagnolo del siglo de oro.

Vicente Espinel

Vicente Gómez Martínez-Espinel (Ronda, 28 dicembre 1550 – Madrid, 4 febbraio 1624) è stato un poeta, romanziere, musicista e presbitero spagnolo del Siglo de Oro. Gli si attribuisce l'aggiunta della quinta corda alla chitarra e la creazione della moderna forma poetica della décima, in suo onore denominata "espinella" in lingua spagnola.

XVII secolo

Il XVII secolo inizia nell'anno 1601 e termina nell'anno 1700 incluso.

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