Sichem

Sichem è un'antica città, oggi sito archeologico nei pressi della città moderna di Nablus, 65 km a nord di Gerusalemme[1].

È menzionata nella storia di Abramo, in Genesi: 12,6; 33,18, ed in Gen 34:2[2].
Sichem è un eponimo hivita che significa "spalla", "sella"[3].

Giosuè disse: "Eliminate gli dei dello straniero, che sono in mezzo a voi, e rivolgete il cuore verso il Signore, Dio d'Israele!".
Il popolo rispose a Giosuè: "Noi serviremo il Signore nostro Dio e obbediremo alla sua voce!".
Giosuè in quel giorno concluse un'alleanza con il popolo e gli diede uno statuto e una legge a Sichem.

(Giosuè 24, 23-25)

Nella Bibbia

La località è citata, con il nome di Sekmen, nelle iscrizioni di Sesostris III che riportano di una spedizione militare organizzata intorno al 1870 a.C., che portò alla presa della città, allo scopo di contenere le incursioni dei nomadi. Fu capitale del Regno di Israele dopo la separazione dal regno di Giuda.

Nell'Antico Testamento Sichem è citata come luogo di sepoltura del patriarca Giuseppe.

È importante anche come luogo ove il popolo d'Israele, terminato l'esodo, rinnovò l'alleanza con il suo Dio prima di entrare nella terra promessa (Giosuè 24).

Anche nel Nuovo Testamento troviamo riferimenti a Sichem, citata con il nome aramaico di Sicar: l'incontro di Gesù con la samaritana (Giovanni 4,5).

Scavi archeologici

L'archeologo Ernst Sellin la identificò con tell Balata, dove furono riportati alla luce resti del IV millennio, muraglie, portoni e il tempio della città israelitica[1][4]

Sellin fu a capo di un gruppo di ricercatori austriaci e tedeschi, i cui lavori dovettero interrompersi a causa dello scoppio della Prima Guerra Mondiale, per essere ripresi sotto la sua direzione dal 1926 al 1936. Gli scavi proseguirono con il contributo dei team statunitensi guidati da G. E. Wright e da B. W. Anderson nel 15956, ed infine nel 1973 con i ricercatori di W. G. Dever (Campbell 1993: 1347; Seger 1997:21)[5].

Note

  1. ^ a b l'Enciclopedia, in La Biblioteca di Repubblica, UTET-DeAgostini, Marzo 2003, ISBN 9771128445905.
  2. ^ Libro della Genesi, capitolo 34, verso 2 (traduzione C.E.I. del 1974), su maranatha.it.
  3. ^ Etimologia del nome Shechem, su abarim-publications.com (archiviato il 27 ottobre 2007).
  4. ^ Sichem, su archeo.wikia.com. URL consultato il 28 novembre 2018 (archiviato il 29 novembre 2018).
  5. ^ (EN) Sheschem: contesto storico e rilevanza archeologica, su biblearchaeology.org, 25 giugno 2015. URL consultato il 29 novembre 2018 (archiviato dall'url originale il 29 novembre 2018).

Bibliografia

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484

Il 484 (CDLXXXIV in numeri romani) è un anno bisestile del V secolo.

Abdon (giudice)

Abdon il Piratonita (in ebraico ‛Abdōn; in greco antico Ἀβδών; in latino Abdon; Pirathon, ... – Pirathon, ...) è stato uno dei giudici minori d'Israele, l'undicesimo dei Giudici biblici, vissuto tra il dodicesimo e l'undicesimo secolo a.C..

Figlio di Hillēl, oriundo di Pirathon, l'attuale Far‛ata, 10 km a Sud-Ovest di Naplusa e di Sichem, ebbe quaranta figli e trenta nipoti, i quali cavalcavano settanta asinelli.

La sua giudicatura durò otto anni e precede immediatamente il quarantennale dominio dei Filistei in Israele.

Morì e fu sepolto a Pirathon, nel paese di Èfraim, sul monte Amalek, "montagna degli Amaleciti".

Abimelech di Sichem

Abimelech o Abimelek (dall'ebraico “mio padre è re”; ... – ...) fu, secondo il racconto biblico, re di Sichem e figlio del giudice Gedeone.

Berith

Baal-Berith o Berith (lett. "Signore delle alleanze") era una divinità cananea, protettore dei patti e delle alleanze, sotto la cui statua si giurava di rispettare un patto o un accordo appena sancito. Il culto, secondo il Libro dei Giudici, era molto diffuso tra i popoli sottomessi da Israele, e in particolare nella città di Sichem.

Città Vecchia di Gerusalemme

La Città Vecchia di Gerusalemme (in ebraico: העיר העתיקה‎?, Ha'Ir Ha'Atiqah, in arabo: البلدة القديمة‎, al-Balda al-Qadimah, in inglese: The Old City) è quella parte della città che si trova dentro le mura. Il nucleo originario dell'abitato, invece, chiamato Città di David ed edificato sul monte Sion, è rimasto esternamente alle attuali mura, verso Sud.

Dina (Bibbia)

Dina è figlia di Giacobbe e di Lia, prima moglie ma meno amata rispetto alla preferita e più giovane Rachele.

Inizialmente Rachele non era fertile; solo dopo molti anni riuscì ad avere due figli, Giuseppe e Beniamino, partorito il quale, morì. Lia invece ebbe sei figli maschi e l'ultima, la settima, fu Dina, appunto.

Dodici tribù di Israele

Le dodici tribù di Israele (anche dette figli di Israele, popolo di Israele e Israeliti) sono i dodici gruppi, legati da vincoli di parentela nei quali, secondo la tradizione biblica, si suddivideva il popolo ebraico. Ciascuna delle tribù si riteneva discendere da uno dei dodici figli di Giacobbe (chiamato anche Israele), e ne portava il nome. Sempre secondo la tradizione, quando il popolo d'Israele scese in esilio in Egitto era in numero di 70 individui analogamente alle 70 Nazioni del mondo; esso è considerato possesso particolare di Dio e lo stesso capo dei Profeti Mosè poté scorgerne la completezza solo quando contò 600.000 individui maschi, dai 20 ai 60 anni, corrispondenti alle 600.000 lettere ebraiche della Torah

Ciascuna tribù del popolo ebraico attorno all'Arca dell'Alleanza portava una bandiera o drappo di seta,vedi galleria sotto definiti in ebraico degalim, con il simbolo rappresentante.

Garizim

Monte Garizìm (in ebraico: Gherizim) è una montagna di 868 m. che si trova in Palestina ad ovest della città di Sichem.

Giacobbe

Giacobbe (ebraico יַעֲקֹב: Yaʿaqov o Ya'ãqōb, greco antico ᾿Ιακώβ, latino Iacob, arabo يعقوب Yaʿqūb) significa "il soppiantatore". Il nome deriva da ageb ossia "tallone"; fu chiamato così poiché, « al momento del parto, teneva con la mano il calcagno del fratello gemello, nato per primo e quindi destinatario del diritto di primogenitura », che poi, esattamente, contestò, così come sottrasse al fratello la benedizione paterna con l'inganno.È uno dei Padri dell'Ebraismo nonché eroe eponimo del popolo di Israele: infatti venne soprannominato da JHWH stesso "Israele" in quanto "lottò col Signore e vinse", dalla radice shr, lottare, ed El, Signore. Le sue vicende sono narrate nel libro della Genesi.

Per tutte le Chiese Cristiane è il Terzo Patriarca.

Giosuè (condottiero biblico)

Giosuè è una personalità biblica, la cui storia è narrata nella Bibbia, dal libro omonimo e dal Libro dell'Esodo.

È venerato come santo dalla Chiesa Ortodossa, e quale patriarca dalla Chiesa cattolica. La memoria ricorre il 1º settembre di ogni anno.

Il nome Giosuè deriva dall'ebraico יְהוֹשֻׁעַ (Yehoshùaˁ), e significa "YHWH salva", di cui Ἰησοῦς (Iesoùs, Gesù) è la trascrizione in greco.

Giosuè, figlio di Nun della tribù di Efraim, succedette a Mosè come capo degli Israeliti. Guidò le dodici tribù ebraiche nelle prime conquiste in terra di Israele, dopo l'esodo dall'Egitto.

Justa

Justa, citato dalle fonti anche col nome di Justasa (... – 484), fu un ribelle samaritano.

Stando alle fonti samaritane, nel 484 i Samaritani si ribellarono al governo dell'imperatore Zenone. Attaccarono i cristiani della città di Neapolis (Sichem) mentre questi stavano celebrando Pentecoste, aggredendo il celebrante, il vescovo Terebinto, e tagliandogli le dita della mano. Tra i rivoltosi c'era Justa (o Justasa), che le fonti definiscono "bandito" ma che potrebbe essere stato semplicemente un combattente per la libertà del suo popolo, discriminato e oppresso dal governo cristiano; fu acclamato Re dagli insorti. Alla guida dei ribelli, Justa marciò verso Cesarea marittima, dove si trovavano molti Samaritani, e conquistò la città, uccidendo molti cristiani e radendo al suolo la chiesa di San Procopio. Per celebrare la vittoria, Justa organizzò un trionfo, con tanto di corse nell'ippodromo; in questo sembra che fosse di cultura ellenistica.

Secondo Giovanni Malalas, il dux Palaestinae Asclepiade, le cui truppe furono rafforzate dagli Arcadiani di Rege di stanza a Cesarea, sconfisse Justa, lo uccise e inviò la testa a Zenone. Secondo Procopio di Cesarea, Terebinto si recò da Zenone chiedendo di essere vendicato; l'imperatore si recò allora di persona in Samaria per sedare la rivolta.Secondo gli storici moderni, la ribellione sarebbe avvenuta non nel 484 ma dopo, attorno al 489. Zenone ricostruì la chiesa di San Procopio a Neapolis e ai Samaritani fu proibito di recarsi sul monte Garizim.

K's Choice

I K's Choice sono un gruppo musicale rock belga attivo dagli anni '90. Il gruppo è formato dai fratelli Sarah Bettens (voce principale, chitarra) e Gert Bettens (chitarra, tastiera, voce); vengono accompagnati da Eric Grossman (basso), Jan van Sichem Jr. (chitarra) e Koen Liekens (percussioni).

I K's Choice hanno al loro attivo sia album vincitori di dischi d'oro che di platino. Sono apparsi con la canzone Virgin State Of Mind in un episodio del telefilm Buffy l'ammazza vampiri.

Libro dei Giubilei

Il Libro dei Giubilei o Piccola Genesi è un testo della tradizione ebraico-cristiana considerato canonico dalla sola Chiesa copta e apocrifo dalle rimanenti confessioni cristiane. È opinione comune che il testo originale sia stato redatto in ebraico nell'ultimo scorcio del II secolo a.C. da un uomo che visse in prima persona gran parte dei tragici eventi che segnarono quel secolo, dalle lotte maccabaiche alla distruzione di Sichem.

Parafrasa la storia del mondo dalla creazione all'esodo (uscita degli Ebrei dall'Egitto), suddividendola in giubilei (periodi di 49 anni).

Nablus

Nablus (in arabo: نابلس‎, Nāblus næːblʊs), conosciuta anche come Sichem (in ebraico: שכם‎?, Šəḫem), è una delle più grandi città della Cisgiordania, con una popolazione di 135.000 abitanti (2006). È capoluogo del Governatorato omonimo, costituito da 56 villaggi per una popolazione totale di 336.380 abitanti (secondo le statistiche 2006). È stata occupata dall'esercito israeliano durante la guerra dei sei giorni. Dal 1995 è controllata dall'Autorità Nazionale Palestinese a seguito dell'accordo Oslo II.

Rivolta del monte Garizim

Con rivolta del monte Garizim s'intende un sanguinoso fatto di cronaca avvenuto nella regione della Samaria, a nord della Galilea, nell'anno 36 d.C., nei pressi di Sichem (o Sycar in aramaico).

Il fatto avvenne in quanto un certo ebreo, di cui gli storici non ci hanno tramandato il nome, aveva messo a rumore la regione della Samaria, autoproclamatosi il Messia che gli ebrei stavano aspettando.

Non si trattava di un evento raro. Nel primo secolo a.C. e dopo Cristo furono in molti dalle parti del Giordano a definirsi tali, consci del fatto che le profezie di Isaia e Daniele avevano fissato l'arrivo del "Figlio dell'uomo" in questo periodo.

L'ennesimo aspirante Messia aveva promesso un'apparizione di Mosè in cima al monte Garizim, sacro ai Samaritani. I seguaci del "santone", invece, vi trovarono la cavalleria romana, mandata da Ponzio Pilato, che disperse l'assembramento violentemente.

I samaritani, popolazione confinante con gli ebrei dell'epoca, protestarono presso Lucio Vitellio il Vecchio, padre del futuro imperatore Aulo Vitellio Germanico), allora legato di Roma in Siria con pieni poteri sulle province orientali, il quale, sentito l'Imperatore, destituì Pilato, che fu spedito a Roma per il processo. Questo provocò un vuoto legislativo in Palestina, che fu colmato dal Sinedrio, massima autorità religiosa locale.

Durante questo periodo di vacanza, avvenne il martirio di santo Stefano, che per questo fu ucciso secondo la legge ebraica, ovvero tramite lapidazione, e non con la crocifissione romana. L'evento non fece altro che aumentare l'insofferenza ebraica verso l'occupante romano, causando in seguito le guerre giudaiche.

Simeone (tribù)

Simeone è il secondo figlio di Giacobbe, eroe eponimo di Israele.

Simeone è anche il nome di una delle dodici tribù di Israele, scomparsa già in epoca antica.

Teodoto (poeta)

Teodoto (Τεόδοτος) (II secolo a.C. – ...) è stato un poeta giudaico vissuto probabilmente nel II secolo a.C. Fu l'autore di un poema epico andato perduto intitolato Sui Giudei (Περὶ Ἰουδαίων), di cui rimangono soltanto quarantasette esametri, raccolti in otto frammenti. Sembra che l'argomento centrale dell'opera fosse l'episodio biblico del rapimento di Dina, figlia di Giacobbe, narrato in Genesi 34.

Tomba di Giuseppe

La tomba di Giuseppe (in ebraico: קבר יוסף‎?) è il cenotafio considerato il luogo di sepoltura del patriarca ebreo Giuseppe. È situata all'ingresso orientale della valle che separa i monti Garizim ed Ebal, a nord-ovest del Pozzo di Giacobbe, nella periferia di Nablus (Cisgiordania). Il sito è vicino all'antica città di Sichem, la prima capitale del Regno d'Israele.

Nell'Antico Testamento, il Libro di Giosuè (24:32) identifica Sichem come il luogo della sepoltura sia di Giuseppe che dei suoi figli Efraim e Manasse.

Vayishlach

Da non confondersi con Beshalach, Vayeshev o Vayigash.Vayishlach o Vayishlah (ebraico: וַיִּשְׁלַח — tradotto in italiano: "ed inviò", incipit di questa parashah) – ottava porzione settimanale della Torah (ebr. פָּרָשָׁה – parashah o anche parsha/parscià) nel ciclo annuale ebraico di letture bibliche dal Pentateuco. Rappresenta il passo 32:4-36:43 della Genesi che gli ebrei leggono durante l'ottavo Shabbat dopo Simchat Torah, generalmente alla fine di novembre o in dicembre.

In questa parashah, Giacobbe si riconcilia con Esaù dopo aver lottato con un "uomo", il principe Sichem stupra Dina e i suoi fratelli saccheggiano la città di Sichem per vendicarsi; durante la successiva fuga della famiglia, Rachele partorisce Beniamino e muore.

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