Sennacherib

Sennacherib (in lingua accadica Śïn-ahhe-eriba "Sin (il Dio della Luna) ha preso mio fratello al mio posto") (Kalhu, 740 a.C. circa – Ninive, 681 a.C.) fu figlio di Sargon II, al quale succedette sul trono di Assiria il dodicesimo giorno di Ab (luglio-agosto) intorno al 705 a.C.

Nei primi anni del suo regno conquistò Babilonia e scelse come sede del suo impero la città di Ninive, situata vicino alla odierna Mosul, dove fece costruire il celebre "Palazzo senza eguali", citato anche dalla Bibbia. Morì nel 681 a.C., forse per un complotto familiare.

Sennacherib
Sanherib-tr-4271
Rilievo con ritratto di Sennacherib
Re d'Assiria
In carica 705 a.C. –
681 a.C.
Predecessore Sargon II
Successore Esarhaddon
Re di Babilonia
In carica 705 a.C. –
681 a.C.
Predecessore Marduk-apal-iddina II
Successore Esarhaddon
Consorte Naqi'a
Figli Esarhaddon
Ashur-nadin-shumi

Biografia

L'assedio di Gerusalemme

La sua fama moderna è legata al suo assedio contro Gerusalemme, durante la sua campagna di conquista della Palestina. Nel 701 a.C., nel regno di Giuda, era scoppiata una ribellione capeggiata dai re di Fenicia e Palestina e appoggiata dall'Egitto. Sidone, governata da Lule, Askalon dal re Sidka e Giuda sotto il re Ezechia entrarono in rivolta, ricevendo un corpo di spedizione egizio guidato dal fratello del faraone Shabataka, Taharqa. Sennacherib penetrò nel territorio della Palestina e ne approfittò per saccheggiare diverse città, tra cui Askalon. Affrontati e sconfitti i re coalizzati a nord di Ashdod, presso Elteqeh, Sennacherib proseguì per stringere d'assedio Gerusalemme, ma presto tornò a Ninive senza che Gerusalemme fosse stata toccata. Questo famoso evento venne ricordato dallo stesso Sennacherib, da Erodoto, e da alcuni passi della Bibbia.

La versione biblica

Sennacherib throne
Il Re Assiro che si oppose a Dio, e da Dio fu poi sconfitto

Secondo la Bibbia, l'assedio fallì perché "l'angelo di Yahweh giunse e colpì 185.000 soldati nel campo degli Assiri" (Secondo libro dei Re, 19.35).

La Bibbia accenna all'assedio di Sennacherib a Gerusalemme con dovizia di particolari. Esso parte dalla distruzione del regno settentrionale d'Israele e di Samaria, sua capitale. Fu così che le dieci tribù perdute, come vengono ricordate nel Secondo libro dei Re (17, vennero condotte fuori del territorio e fatte mescolare con altre popolazioni come era nell'usanza degli Assiri.

Sempre nel Secondo libro dei Re (18,19) si trovano i passi che parlano dell'attacco di Sennacherib alla capitale Gerusalemme. Secondo la Bibbia, Ezechia si era ribellato agli Assiri, così che essi catturarono tutte le sue città. Rendendosi conto del suo errore, egli inviò un grande tributo al re assiro. Ezechia pagò il tributo imposto da Sennacherib di 300 talenti d’argento (oltre 1.549.370 di euro) e 30 talenti d’oro (oltre 8.469.893 di euro). (2Re 18:14-16.) Tuttavia gli Assiri marciarono ugualmente verso Gerusalemme occupando prima Lachis città giudea nella Sefela. Durante l'invasione lanciata nel 701 a.c Lachis fu assediata da Sennacherib re d’Assiria, che la usò come una base per le operazione militari successive contro Gerusalemme, dal lì mandò Rabsache, Tartan e Rabsaris contro la città santa con imponenti forze militari nel tentativo di indurre alla resa il re Ezechia .[1](Gsè 15:21, 33, 39) Lachis viene oggi identificata con Tell ed-Duweir (Tel Lakhish), collina circondata da vallate circa 24 km a O di Ebron. Anticamente occupava una posizione di grande importanza strategica sulla principale carovaniera che collegava Gerusalemme con l’Egitto. Sennacherib il re assiro inviò il suo comandante in capo con un esercito per assediare la città, mentre lui stesso combatteva contro gli Egizi. La delegazione assira era tornata da Sennacherib, che combatteva contro Libna, quando giunse la notizia “circa Tiraca re d’Etiopia: ‘Ecco, è uscito a combattere contro di te’”. (2Re 19:8, 9) Le iscrizioni di Sennacherib parlano di una battaglia combattuta a Elteche (ca. 15 km a NNO di Ecron) nella quale egli afferma di avere sconfitto un contingente egiziano e l’esercito del “re d’Etiopia”. Quindi sono descritti la conquista di Ecron e il ritorno al trono di Padi, liberato da Sennacherib[2] Il comandante assiro si incontrò con gli ufficiali di Ezechia e intimò loro di arrendersi, insultandoli a voce così alta che la popolazione dalle mura poté sentirlo, e bestemmiando contro Ezechia ed il suo dio. Come si arrivò a questo? Sapendo che Dio deplorava qualsiasi unione o alleanze del suo popolo con altri popoli pagani, adoratori di idoli, ai quali venivano offerti sacrifici umani, Ezechia rifiutò di chiedere aiuto alle nazioni vicine aspettando che Yahweh lo salvasse. Il re Ezechia, devoto seguace della Legge Mosaica, sapeva che Dio non voleva che si allacciassero alleanze politiche con nazioni che sfidavano le sue leggi, le leggi di Mosé, pertanto si rifiutò inizialmente di pagare i tributi richiesti da Sennacherib e di allearsi con l'Egitto. Ad aggravare le relazioni con gli Assiri fu lo stato di prigionia nelle carceri israelite di Padi, Re di Ecron, importante città filistea, che era uno dei 5 signori dell'asse dei Filistei (le altre città che lo costituivano erano Gaza, Ascalon, Asdod e Gat). Padi era ritenuto un Re amico da Sennacherib ma fu tradito dalla sua stessa gente e consegnato ad Ezechia.[3] Secondo il Re Assiro, Ezechia deteneva illegalmente Padi. La delegazione militare inviata dal Re assiro fece cadere Ezechia in uno stato di profonda disperazione dopo che gli fu riferito delle intimidazioni e delle bestemmie contro Dio.

Quando Ezechia seppe ciò, si strappò le vesti (un gesto tipico dell'epoca per manifestare ira e sgomento) e pregò Dio nel Tempio di Salomone. Il profeta Isaia disse al re che Dio avrebbe provveduto a scongiurare la minaccia. Secondo il profeta Isaia Dio usò il suo potere per influenzare il pensiero di Sennacherib mettendo una notizia nella sua mente che lo avrebbe indotto a tornare nel suo paese dove poi in seguito avrebbe trovato la morte. Quella notte l'angelo del Signore uccise tutti i soldati dell'accampamento assiro, forte di 185.000 uomini. Sennacherib, alla notizia di quel massacro, si ritirò nuovamente a Ninive. Sia secondo la versione biblica che per Edoroto, poco tempo dopo due dei suoi figli maggiori lo uccisero mentre adorava il suo dio Nisroch nel tempio a lui dedicato.[4] Gli successe un altro figlio, Esarhaddon.[5]

La versione assira

Sennacherib
Sennacherib durante la campagna in Babilonia (Museo di Ninive)

Nelle cronache assire, l'assedio di Gerusalemme non solo non fu descritto come causa di così gravi perdite per l'esercito di Sennacherib, ma fu anzi tramandato come un totale trionfo, che costrinse il re Ezechia a pagare un pesante riscatto dopo che il sovrano assiro, come racconta la cronaca, «rinchiuse Ezechia il Giudeo come un uccello nella gabbia».

Nel cosiddetto Prisma di Taylor, una tavoletta d'argilla esagonale trovata nel palazzo reale di Ninive ed ora conservato presso il British Museum, sono incise le cronache delle otto campagne militari che questo sovrano intraprese contro diverse popolazioni che si rifiutarono di sottomettersi alla dominazione assira. La terza di queste campagne venne guidata contro il regno di Giuda di re Ezechia.

Sennacherib nelle sue cronache fa un previo cenno delle sue vittorie lungo la via per Gerusalemme e di come i suoi nemici si arrendessero al suo cospetto. L'Egitto e la Nubia accorsero in aiuto delle città colpite. Ma Sennacherib sconfisse sia gli Egizi che i Nubiani. Poi catturò e saccheggiò altre città, compresa Lachish, e ne reinsediò sul trono Padi, loro capo, che era stato consegnato al re di Gerusalemme e lì tenuto come ostaggio.

Sennacherib diresse a questo punto le sue forze contro Ezechia del regno di Giuda, che si era rifiutato di sottomettersi a lui. Secondo la cronaca, 46 delle sue città vennero conquistate da Sennacherib, ma Gerusalemme non cadde. Occorre ricordare che a quell'epoca il termine città indicava anche i piccoli villaggi. Nel suo resoconto dell'invasione, dato dal Prisma di Taylor, si narra:

Poiché Ezechia, re di Giuda, non volle sottomettersi al mio giogo, io lo affrontai, e con la forza delle armi e con il mio potere conquistai 46 delle sue città fortificate. Da quelle io feci 200.156 prigionieri, vecchi e giovani, uomini e donne, insieme a muli e cavalli, asini e cammelli, buoi e pecore; e costrinsi Ezechia a chiudersi dentro Gerusalemme come un uccello in gabbia, costruendo torri intorno alla città per circondarlo, e innalzai banchi di terra sulle porte della città affinché non potesse fuggire. Preso allora dal terrore per la potenza del mio esercito, egli mandò a me i capi e gli anziani di Gerusalemme con 30 talenti d'oro e 800 talenti d'argento[6], ed altri tesori per un immenso bottino. Tutto ciò fu portato da me a Ninive, capitale del mio regno

La versione di Erodoto

Lo storico antico greco Erodoto scrisse nelle sue Storie (2:141) un resoconto del disastro occorso per mano divina all'esercito di Sennacherib:

Sicché quando, più tardi, mosse contro l'Egitto, con un grande esercito, il re degli Arabi e degli Assiri, Sennacherib, i guerrieri d'Egitto non vollero prestare aiuto al loro re. Il sacerdote, allora, trovandosi nell'imbarazzo, entrò nel tempio e, rivoltosi alla statua del dio, lamentava la sorte cui rischiava di soggiacere. Ma, mentre così si rammaricava, gli venne sonno e nella visione che ebbe gli parve che il dio, standogli accanto, gli facesse coraggio, assicurandolo che nulla di male avrebbe sofferto se avesse affrontato l'esercito degli Arabi: egli stesso, infatti, gli avrebbe mandato degli aiuti. Fiducioso per quanto aveva visto in sogno e raccolti quelli fra gli Egiziani che accettavano di seguirlo, si accampò presso Pelusio (poiché è di là che si entra nell'Egitto): nessuno della casta dei guerrieri lo seguiva; ma solo piccoli mercanti, artigiani e gente del mercato. Quando giunsero in quel luogo gli avversari [...] un gran numero di topi di campagna durante la notte avventatisi contro di loro, ne rosicchiarono le faretre, gli archi e le cinghie degli scudi; sicché il giorno dopo, datisi alla fuga spogli delle armi, caddero in molti. E ora sorge nel tempio di Efesto una statua in pietra di questo re, che tiene su una mano un topo e un'iscrizione gli fa dire: Guardando me ognuno coltivi la pietà.

Nella letteratura

Lord Byron nel suo poema The Destruction of Sennacherib ("The Assyrian came down like the wolf on the fold...") riprende la narrazione biblica del Libro dei Re.

Dell'uccisione di Sennacherib parla anche Dante Alighieri, nel XII canto del Purgatorio di Dante. Essa è rappresentata in un rilievo all'interno della cornice degli orgogliosi:

Mostrava come i figli si gittaro
sovra Sennacherìb dentro dal tempio,
e come, morto lui, quivi il lasciaro

Anche R.Hugh Benson lo cita, nell'estati descrizione delle fasi preparatorie del ritorno del Cristo Salvatore ad Armageddon, ne `Il dominatore del mondo `

Note

  1. ^ J. B. Pritchard,, Ancient Near Eastern Texts, 1974, p. 288..
  2. ^ Ancient Near Eastern Texts, cit., pp. 287, 288..
  3. ^ (Ancient Near Eastern Texts, cit., p. 287; cfr. 2Re 18:8)..
  4. ^ Isaac Kalimi, Seth Richardson, Sennacherib at the Gates of Jerusalem: Story, History and Historiography, BRILL, 2014, p. 45, ISBN 9789004265622.
  5. ^ Sennacherib, king of Assyria (704-681 BC), The British Museum. URL consultato il 29 aprile 2015 (archiviato dall'url originale l'8 aprile 2015).
  6. ^ Si tratta quasi certamente del tributo menzionato nella versione biblica.

Bibliografia

  • Childs Brevard S. Isaiah and the Assyrian Crisis. Studies in Biblical Theology 2/3. London, (1967).
  • Grayson A. Kirk. "Sennacherib." In Anchor Bible Dictionary. New York, (1992).
  • Luckenbill, Daniel David. Ancient Records of Assyria and Babylonia. Vol. 2: Historical Records of Assyria from Sargon to the End. Chicago. University of Chicago Press, (1927).
  • Roux, Georges. Ancient Iraq . 2nd ed. New York. Viking Penguin, (1980).
  • Grabbe L. Lester. Like a bird in a cage. London. Sheffield Academic Press. (2003) ISBN 0-8264-6215-4
  • Gallagher R. William. Sennacherab's campaign to Juda: New Studies. Boston, Brill Press. (1999) ISBN 90-04-11537-4

Altri progetti

Altri progetti

Collegamenti esterni

Controllo di autoritàVIAF (EN264770274 · ISNI (EN0000 0003 8223 4777 · LCCN (ENn83139777 · GND (DE118642189 · BNF (FRcb120623647 (data) · ULAN (EN500355325 · BAV ADV10248261 · CERL cnp00575896 · WorldCat Identities (ENn83-139777
Alqosh

Alqosh (chiamata anche al-Qūš o Alqūsh; in arabo: ألقوش, in siriaco: ܐܠܩܘܫ) è una città dell'Iraq settentrionale, nel Kurdistan iracheno e nel governatorato di Ninawa.

Collocata a ca. 50 km. a nord di Mosul, questa antichissima città, menzionata per la prima volta in un'iscrizione muraria nel palazzo di Sennacherib e risalente agli inizi del VII secolo a.C., è uno dei principali centri del cristianesimo assiro-caldeo: a 3 km. circa dalla città si trova il monastero di Rabban Ormisda, sede dei patriarchi nestoriani dal 1551 al 1804.

Assiria

Anticamente il termine Assiria (in accadico: Ašsur; in aramaico: אתור/ܐܬܘܪ, Aṯûr; in ebraico: אשור, Ashur) si riferiva ad una regione dell'alto Tigri, corrispondente all'estrema regione settentrionale dell'odierno Iraq.

Era cinta ad est dai monti Zagros e a nord dal massiccio dell'Armenia, mentre a sud-ovest si estendeva la pianura mesopotamica.

Alla fine del III millennio a.C. questo territorio fu colonizzato da una popolazione semitica di Amorrei, strettamente imparentata con i Babilonesi, cioè gli Assiri che, come la stessa regione, presero il nome dall'antica città di Assur.

Più tardi il termine andò ad indicare l'impero assiro propriamente detto che, dal IX al VII secolo a.C. dominò su tutta la Mezzaluna Fertile, l'Egitto e gran parte dell'Anatolia.

La loro storia può essere suddivisa cronologicamente in tre periodi. Questi sono detti:

Antico Regno periodo Paleo-assiro (1950-1750 a.C. ca.);

Medio Regno o periodo Medio-assiro (1365-932 a.C. ca.);

Nuovo Regno o periodo Neo-assiro (911-612 a.C. ca.).Fu durante il periodo del Nuovo Regno che la civiltà assira raggiunse il suo apice.

Battaglia di Sennacherib

La Battaglia di Sennacherib è un dipinto di Tanzio da Varallo. L'opera è nota anche con il titolo alternativo di Sennacherib sconfitto dall'angelo.

A livello critico, e segnatamente da Giovanni Testori, è considerata il capolavoro di Tanzio.

Caldei

I Caldei (dall'accadico Kaldu, forse dalla protoforma *Kašdu, in siriaco ܟܐܠܕܘ "Kaldo", in ebraico כשֹדים "kasidim", in greco Χαλδαία "Khaldàia/Haldhèa" ) furono un popolo semita, abitante la parte meridionale della Mesopotamia, la cui esistenza è attestata fin dai testi assiri del IX secolo a.C..

Nel corso della seconda metà dell'VIII secolo a.C. i Caldei si mescolarono con le differenti popolazioni abitanti l'area babilonese perdendo le proprie caratteristiche etniche.

Connessi alle tribù aramaiche ma distinti etnicamente da questi il loro territorio di insediamento era la parte inferiore dell'Eufrate, da Nippur a Ur e Uruk.

Si conoscono cinque tribù caldee dagli annali del re assiro Sennacherib, che così le elencano:

Bit Yakini, con 8 città fortificate e 100 cittadine

Bit Dakkuri, con 33 città fortificate e 250 cittadine

Bit Ammukani, con 39 città fortificate e 350 cittadine

Bit Sha'alli, con 8 città fortificate e 120 cittadine

Bit ShilaniI condottieri Caldei vengono indicati sempre al plurale come šarrāni, 're', o ra'sāni.

I Caldei furono alleati degli Elamiti nelle guerre condotte da costoro contro gli Assiri nel corso dell'VIII e del VII secolo a.C.

Nel 721 a.C. il condottiero caldeo Marduk-apla-iddina II (Merodach-Baladan) usurpò il trono di Babilonia strappandolo al re assiro Šulmanu-ašared V, organizzando quindi un'alleanza con gli Elamiti in funzione anti assira.

Nel 694 ancora un principe caldeo sul trono di Babilonia, Mušezib-Marduk, organizzò una coalizione di Babilonesi, Elamiti, Aramei la quale, unita ad alcune tribù originarie dei Monti Zagros, mosse ancora una volta contro gli Assiri sconfiggendoli ad Halule sul Tigri. Le gravi perdite subite non consentirono tuttavia a questa coalizione di finalizzare tale vittoria.

Nel 626 il condottiero caldeo Nebû-apal-usur fondò la dinastia neo-babilonese (caldea) promuovendo un'alleanza con i Medi di stirpe iranica, nella lotta contro gli Assiri.

Nel 614 i Medi, guidati dal re Ḫavachštra, conquistarono la capitale assira, Assur. Raggiunti a battaglia terminata dalle truppe di Nebû-apal-usur, i Medi e i Babilonesi conclusero un'alleanza dinastica con il matrimonio del figlio di Nebû-apal-usur, Nabu-kudurri-usur II, e la figlia di Ḫavachštra, Amytis.

La dinastia caldea continuò a governare la Babilonia fino alla conquista persiana del 539 a.C.

L'identificazione dei Caldei come Babilonesi e come sinonimo di astrologi, risale allo scrittore ellenistico di origine babilonese, Berosso (III secolo a.C.).

Campagna siro-palestinese di Sennacherib

La campagna siro-palestinese di Sennacherib si svolse nel 701 a.C. tra le forze assire di Sennacherib e una coalizione di città stato della Fenicia e della Palestina, affiancate dall'Egitto.

Dopo aver vinto la coalizione nemica, il re assiro Sennacherib proseguì per stringere d'assedio Gerusalemme, ma presto tornò a Ninive senza che la capitale giudaica potesse essere espugnata.

Gli eventi della guerra sono rappresentati nei rilievi di Lachish, commissionati dal sovrano per commemorare l'impresa e adornare il proprio palazzo a Ninive.

Civiltà babilonese

La civiltà babilonese designa uno stato e un'area culturale accadica-semitica venutasi a costituire in Mesopotamia tra il III e il II millennio a.C. Lo stato babilonese, governato dagli Amorrei, nacque intorno al 2000 a.C., contenendo al suo interno la città, al tempo minore, di Babilonia, ovvero la sua capitale. I domini della città si estesero di molto durante il regno di Hammurabi nella prima metà del diciottesimo secolo avanti Cristo, rendendola una grande capitale. Durante e dopo il regno di Hammurabi: ovvero il suo governatore.

L'espansione babilonese coincise con lo stato accadico dell'Assiria nel nord della Mesopotamia. L'Impero babilonese divenne per breve tempo una potenza maggiore nella regione a seguito del regno di Hammurabi (collocabile tra il 1792-1752 secondo la cronologia media e il 1696-1654 secondo la cronologia breve). L'effimero impero, che soppiantava il precedente impero di Akkad, l'impero neo-sumerico e l'antico regno assiro, si sgretolò comunque poco dopo la morte di Hammurabi.

Lo stato babilonese, come quello assiro a nord, continuò ad utilizzare come lingua scritta, l'accadico, per uso ufficiale, in quanto era la lingua originaria della sua popolazione, sebbene i fondatori dell'impero, gli Amorrei e poi i successivi Cassiti non fossero accadici, ma parlassero i primi una lingua cananaica, i secondi una lingua isolata, l'amorreo. Inoltre, allo stesso modo dell'Assiria, all'interno della civiltà babilonese si continuò ad usare la lingua sumera come lingua religiosa che, al tempo della fondazione di Babilonia, non era più una lingua parlata, essendo stata del tutto soppiantata dall'accadico. Le precedenti tradizioni accadica e sumera giocarono un ruolo importante sia nella cultura babilonese che in quella assira e la regione rimase un importante centro culturale anche nei periodi di dominio straniero.

Sumuabun diede inizio alla prima dinastia babilonese che governò il nuovo stato, con capitale Babilonia. Per secoli fu solo una città di provincia, poi divenne la capitale dell'impero di Hammurabi (XVIII secolo a.C.), che sottomise tutta la Mesopotamia, dalla parte nord.

Esarhaddon

Esarhaddon (Ashur-akh-iddina) anche Asarhaddon e Assarhaddon, noto in accadico come Aššur-ahu-iddin (Ashur ha dato un fratello), in greco come Ασαραδδων (Asaraddon), e in ebraico come אֵסַרְחַדֹּן (... – 669 a.C.) fu re di Assiria dal 681 a.C. al 669 a.C.

Ebbe il regno in eredità dal padre Sennacherib nel 681 a.C., di cui era l'ultimo figlio, soprattutto grazie al favore della madre aramea Naqi'a: il problema della successione regale, che coinvolgeva tutta l'alta società assira, vedeva protagonista gran parte della classe dirigente e della famiglia regale. Benché designato dallo stesso Sennacherib, Esarhaddon dovette affrontare i fratelli maggiori in una guerra fratricida che lo vide vincitore solamente nel 669 a.C.

Mosso da una certa preoccupazione di carattere religioso, interruppe le innovazioni paterne e riprese la tradizione di Sargon II, con diverse esenzioni per la città di Assur. Inoltre attuò una politica a favore di Babilonia, riportando in città gli idoli sottratti precedentemente dal padre e finanziando parte delle ricostruzioni, anche con cessioni di terre. Anche i centri limitrofi godono delle restaurazioni dell'epoca.

Le altre regioni più lontane, soprattutto l'Elam e le tribù caldee vengono mantenute con l'uso delle armi, mentre viene inaugurata una spedizione verso l'Arabia orientale. Pur mancando testi annalistici, si suppone che l'attività bellica sia stata maggiore rispetto ai sovrani precedenti: vengono affrontate numerose spedizioni nel nord, ed anche nell'area siriana e palestinese. Vengono poste sotto controllo Sidone e Cipro, anche se in maniera piuttosto effimera. L'Egitto non riesce ad arrestare l'avanzata assira, e si vede invaso fino alla città di Menfi, all'epoca del faraone Taharqa. Anche qui tuttavia si trattò di conquiste vane: poco dopo il rientro in patria di Esarhaddon, l'Egitto si riaffermò sulle terre del Delta. Riprendendo ancora una volta la via verso l'Egitto, Esarhaddon morì lasciando l'ultima spedizione incompiuta.

Il re aveva lasciato il trono al figlio Assurbanipal, mentre al figlio maggiore Shamash-shum-ukin affida il regno di Babilonia. Probabilmente ancora una volta l'influenza della madre Naqi'a aveva contribuito alle decisioni sulla successione dinastica.

Ezechia

Ezechia, o Hezekiah (in ebraico: חזקיה o חזקיהו, che significa "Dio mi ha reso forte"), fu re del regno di Giuda.

La datazione del suo regno è controversa: alcuni studiosi (come William F. Albright) propongono il periodo 715 a.C.-687 a.C., mentre altri (come E. R. Thiele) propongono il periodo 716 a.C.-687 a.C.

Kandalanu

Kandalanu (... – ...) fu un re babilonese (648-627 a.C.), nominato in qualità di reggente da Sardanapalo.

La distruzione di Sennacherib (coro)

La distruzione di Sennacherib (in russo: Поражение Сеннахериба?, traslitterato: Poraženie Sennacheriba) è una composizione per coro ed orchestra di Modest Petrovič Musorgskij.

Lachish

Lachish, in lingua ebraica לכיש, era una città situata nella Shephelah, o pianura costiera del paese dei Filistei (Giosuè 10:3, 5; 12:11). Questa città fu la prima menzionata nelle lettere di El Amarna con il nome di Lakisha (EA 287, 288, 328, 329, 335).

Gli Israeliti sotto la guida di Giosuè catturarono e distrussero Lachish per essersi unita alla lega contro i Gibeoniti (Josh. 10:31-33), ma il territorio venne in seguito assegnato alla tribù di Giuda (15:39).

Sotto Roboamo, essa divenne la seconda più importante città del regno di Giuda. Nel 701 a.C., durante la rivolta di re Ezechia contro gli Assiri, essa venne presa d'assalto e conquistata da Sennacherib nonostante gli venisse opposta una ferma resistenza. La città in seguito cadde sotto il controllo dei Giudei, solo per cadere nelle mani di Nabucodonosor II di Babilonia durante la sua campagna contro il regno di Giuda (586 a.C.).

Durante il XIX e gli inizi del XX secolo, Lachish venne identificata con Tell el-Hesi grazie ad una tavoletta cuneiforme trovata in loco (EA 333). La tavoletta è una lettera proveniente da un ufficiale egizio di nome Paapu, il quale riporta informazioni riguardanti un supposto tradimento da parte di un piccolo sovrano locale, Zimredda. Alcuni scavi a Tell el-Hesy vennero condotti da Petrie e Bliss per il Fondo per l'Esplorazione della Palestina durante gli anni 1890 - 1892, e fra le altre scoperte è da ricordare una fornace per la lavorazione del ferro, con scorie e ceneri, databile al 1500 a.C.

Scavi molto più recenti hanno permesso di identificare Tell ed-Duweir come l'antica Lachish senza ombra di dubbio. Campagne di scavo di James Leslie Starkey hanno recuperato un certo numero di ostraca (18 nel 1935, tre nel 1938) dagli ultimi livelli del sito subito prima dell'assedio da parte dei Caldei. Queste testimonianze sono l'unico corpus di documenti scritti in Ebraico classico.

Un secondo importante contributo all'archeologia biblica da parte degli scavi di Lachish sono i sigilli LMLK, che venivano apposti sui manici di alcune particolari giare. Gran parte di questi artefatti vennero trovati più in questo sito (oltre 400) che in altri scavi in Israele, mentre Gerusalemme rimane al secondo posto con più di 300 ritrovamenti. Gran parte dei sigilli vennero raccolti dalla superfici durante gli scavi di James Leslie Starkey, ma altri vennero trovati nel livello 1 relativo al periodo risalente all'Impero Persiano e alla Grecia ellenistica, e al livello 2 (periodo precedente alla conquista dei babilonesi di Nabuccodonosor II di Babilonia), e al livello 3 (periodo precedente la conquista assira di Sennacherib).

Grazie al lavoro di David Ussishkin e al suo team nei loro scavi del 1973 fino 1994, otto di queste giare con sigillo sono state restaurate (Ussishkin, 1983), dimostrando la loro relazione con il regno del sovrano biblico Ezechia.

Libri dei Re

I libri dei Re (ebraico ספר מלכים sèfer melachìm (o m'lachim), "libro dei re"; greco A'-B' o Γ'-Δ' Βασιλέων 1-2 o 3-4 basiléon, "1-2 o 3-4 dei re"; latino 1-2 Regum) sono due testi contenuti nella Bibbia ebraica (Tanakh, dove sono contati come un testo unico) e cristiana.

Sono scritti in ebraico e, secondo l'ipotesi maggiormente condivisa dagli studiosi, la loro redazione definitiva, ad opera di autori ignoti, è collocata al VI-V secolo a.C. in Giudea, sulla base di precedenti tradizioni orali e scritte, in particolare della cosiddetta fonte deuteronomista del VII secolo a.C. (vedi Ipotesi documentale), integrata da tradizioni successive.

Il primo libro è composto da 22 capitoli descriventi la morte di Davide, Salomone, la scissione del Regno di Israele dal Regno di Giuda, il ministero del profeta Elia (nel nord) e i vari re di Israele e Giuda, eventi datati attorno al 970-850 a.C.

Il secondo libro è composto da 25 capitoli descriventi il ministero dei profeti Eliseo (nel nord) e Isaia (nel sud), vari re di Israele e Giuda, la distruzione e deportazione del Regno di Israele e del Regno di Giuda, eventi datati attorno all'850-587 a.C.

Mesopotamia

La Mesopotamia (dal greco Μεσοποταμία/Mesopotamía, comp. di μέσος-/mésos- 'centrale, che sta in mezzo', ποταμός/potamós 'fiume' e il suff. -ia 'terra, landa, Paese'; cioè 'terra fra i fiumi Tigri ed Eufrate') denota una regione storica del Vicino Oriente, parte della cosiddetta Mezzaluna Fertile.

Ninive

Ninive è una delle più famose città antiche, sulla riva sinistra del Tigri a Nord della Mesopotamia. Si sono trovate tracce di insediamenti preistorici risalenti probabilmente al VI millennio, altri reperti, più consistenti, di epoca Uruk. Divenne capitale del regno assiro sotto il re Sennacherib (704 - 681 a.C.); ampliata e abbellita da questi e da Assurbanipal (668 - 626 a.C.) raggiunse l'apice del suo splendore: le mura si estendevano per 12 chilometri su un territorio di 750 ettari. La sua distruzione, nel 612 a.C., ad opera di Medi e Caldei, segnò anche la fine del grande regno assiro.

Nell'area di Ninive si distinguono due tell, terrapieni artificiali generati dalle rovine di antiche costruzioni: Kuyunjik e Nebi Yunus

Prisma di Sennacherib

Il Prisma di Sennacherib o Prisma di Taylor è un prisma retto esagonale, le cui sei facce rettangolari contengono altrettanti paragrafi di un testo accadico in scrittura cuneiforme.

Venne scoperto nel 1830 dal colonnello Taylor fra le rovine del palazzo di Sennacherib a Ninive (oggi in Iraq), antica capitale dell'impero Assiro. È alto 38 cm e largo 14 ed è stato datato al 689 a.C., regno di Sennacherib. Si trova ora nel British Museum. Esiste anche una copia ora all'Istituto orientale di Chicago.

Le sei facce del prisma riportano annali di Sennacherib, il re assiro che pose l'assedio a Gerusalemme nel 701 a.C.

Salmanassar V

Salmanassar V (in accadico: Šulmanu-ašarid; ... – ...) è stato re dell'Assiria dal 727 a.C. al 722 a.C.

In precedenza, fu governatore della città di Zimirra nella Fenicia durante il regno di suo padre Tiglat-Pileser III.

Alla morte del padre, gli succedette al trono di Assiria il venticinquesimo giorno del mese di Tebet nel 727, cambiando il proprio nome da Ululai in Salmanassar. Dovette fronteggiare la rivolta del regno di Samaria che, secondo la Bibbia, stava complottando contro di lui con l'Egitto. Morì durante l'assedio della città nel 722 e a lui gli succedette Sargon II, che avrebbe poi conquistato

la città.

Secondo la Bibbia, sarebbe il responsabile, insieme a suo padre, della deportazione delle Dieci tribù perdute d'Israele. Nei capitoli 17 e 18 del secondo Libri dei Re viene descritto come il conquistatore di Samaria e il responsabile dell'esilio dei suoi abitanti. Nel Libro di Tobia viene raccontato come Tobi, esiliato in Ninive, avesse trovato favore agli occhi di Salmanassar V per poi perdere importanza sotto Sennacherib; si riscontrano comunque in questo testo biblico, come precisano gli studiosi della Bibbia Edizioni Paoline, una serie di errori storici in quanto "la deportazione della tribù di Neftali avvenuta sotto il re Tiglat-Pilezer III, 745-727 aC., viene attribuita a Salmanassar V, 727-721 aC. [...] Tobi che avrebbe assistito allo scisma del regno d'Israele, 930 aC., sarebbe stato deportato due secoli dopo, e quando divenne cieco sotto il successore di Sennacherib, 706-682 aC., avrebbe avuto solamente 58 anni. Le idee, i costumi, le pratiche religiose contenute nel libro sono caratteristiche dell'epoca postesilica.".

Sargon II

Sargon II (in accadico Šarru-ukīn 𒈗𒄀𒈾 LUGAL-GI.NA) (... – ...) re degli Assiri, regnò dal 721 a.C. al 705 a.C.

Egli prese il trono a Salmanassar V nel 721 a.C., non è chiaro se egli fosse erede di Tiglat-Pileser III o se fosse un usurpatore che non aveva alcun legame parentale con la famiglia reale. Nelle sue iscrizioni egli si definisce un uomo nuovo e raramente fa riferimento ai suoi predecessori, e si fa chiamare con il titolo di Sharru-kinu, ovvero vero re, come un tempo il mitico sovrano Sargon di Accad che la leggenda voleva trovato in una cesta di vimini e figlio di una prostituta del tempio e di uno sconosciuto. Il nome Sargon è una identificazione fatta dalla Bibbia.

Sovrani di Babilonia

Questa voce raccoglie un elenco dei sovrani di Babilonia, ordinati secondo la cronologia media del Vicino Oriente antico.

The Destruction of Sennacherib

The Destruction of Sennacherib (La distruzione di Sennacherib) è un poema scritto da Lord Byron e pubblicato nel 1815. È basato su un evento descritto nella Bibbia (2 Re 18-19) durante la campagna per la conquista di Gerusalemme da parte del re assiro Sennacherib.

Il ritmo del poema riprende la cadenza data dagli zoccoli di un cavallo al galoppo (tetrametro anapestico), mentre gli assiri cavalcano verso la battaglia.

Inoltre lo stile riflette quello degli scritti biblici, utilizzando spesso la parola "and" per rendere più profondo il riferimento alla storia narrata nei Libri dei Re. Curiosamente, tale espediente, posto all'inizio dei versi, viene utilizzato 13 volte.

A differenza del testo biblico, in cui la morte di Sennacherib pare essere avvenuta per mano dei propri figli, Byron definisce il condottiero come caduto in battaglia, vittima dell'"Angelo della Morte", il cui intervento è più storicamente riconducibile ad un'epidemia di peste.

Sovrani di Babilonia dell'età del ferro
Seconda Dinastia di Isin
IV dinastia
V dinastia
VI dinastia
VII dinastia
Dinastia di E
Dinastie VIII e IX (Miste)
Dinastia Neo-Assira
X dinastia
Dinastia Neo-Babilonese
XI dinastia

In altre lingue

This page is based on a Wikipedia article written by authors (here).
Text is available under the CC BY-SA 3.0 license; additional terms may apply.
Images, videos and audio are available under their respective licenses.