Sanhedrin

Sanhedrin (ebraico: סנהדרין, Sinedrio) è uno dei dieci trattati del Seder Nezikin (Ordine dei Danni, una sezione della Mishnah e del Talmud che tratta dei danni civili e penali, nelle procedure giudiziarie). In origine formava un unico trattato con Makkot, anch'esso sulla legge penale. La Gemara del trattato è importante poiché precorre lo sviluppo dei principi di ordinamento giuridico della Common law, per esempio la presunzione di innocenza e la norma della condanna penale che richiede il concorso di dodici.[1]

Codex Reuchlin 2 96v
Pagina del trattato Sanhedrin (Sinedrio), Talmud babilonese (1400-1450 c.)

Sinossi di Sanhedrin

Nell'ambito del Seder Nezikin il Sanhedrin si concentra su questioni di giurisdizione, diritto penale e punizioni. Il trattato comprende undici capitoli sulle seguenti materie:

  1. i diversi livelli di tribunali ed i relativi casi che possono presiedere
  2. Leggi del Sommo Sacerdote e del Re ebraico e il loro coinvolgimento nelle procedure giuridiche
  3. Cause civili: testimoni accettabili e giudici e le procedure generali
  4. La differenza tra i casi penali e quelli civili; atti di carattere generale in materia penale
  5. Procedure giudiziarie, compreso l'esame dei testimoni e la votazione dei giudici
  6. Procedure per l'esecuzione dopo la condanna, in particolare la lapidazione
  7. I 4 tipi di esecuzione capitale; particolari di crimini che meritano la lapidazione
  8. Il figlio ribelle e altri reati per i quali il colpevole viene ucciso prima di infrangere il divieto stesso e quei comandamenti per cui gli ebrei devono sacrificare la vita piuttosto che violarli
  9. Dettagli di crimini che meritano la pena capitale mediante rogo o uccisione; punizioni aggiuntive
  10. Dettagli di crimini che meritano la pena capitale per soffocamento
  11. Il Mondo a venire. Questo capitolo è noto individualmente col titolo Helek, una delle sue prime parole.

Il succitato è l'ordine che appare nella Gemara, ma la Mishna scambia l'ordine degli ultimi due capitoli.

Note

  1. ^ Quanto segue secondo la descrizione critica e sistematizzazione del The Talmud, cur. N. Solomon, Penguin Books (2009), pp. v-viii e 497-517. Si è consultato inoltre Il Talmud. Introduzione, testi, commenti, curato da Günter Stemberger, EDB (2008); Talmùd. Il trattato delle benedizioni, redattore S. Cavalletti, UTET (2009).

Voci correlate

Collegamenti esterni

Abnegazione nella legge ebraica

Sebbene rari, ci sono casi nella Legge ebraica (Halakhah) che impongono all'ebreo di sacrificare la propria vita piuttosto che violare un divieto religioso. Esistono anche molte proibizioni rituali, che richiedono abnegazione all'ebreo in specifiche circostanze, quando il raggiungimento di un bene più grande ha la precedenza sull'osservanza di un precetto minore. Questa pratica riflette la natura flessibile della legge ebraica ed il profondo rispetto per il prossimo.

Astrologia cabalistica

In ebraico, l'astrologia era chiamata hokmat ha-nissayon, "la saggezza del pronostico", a differenza di hokmat ha-hizzayon (la saggezza dell'osservazione stellare, o astronomia). Pur non essendo una pratica ebraica o un insegnamento in quanto tale, l'astrologia si diffuse nella comunità ebraica e divenne predominante soprattutto in alcuni libri della Cabala ebraica.

Beth Din

Beth Din (in ebraico: בית דין "casa del giudizio"; plurale Battei Din) è un tribunale rabbinico della religione ebraica. Nei tempi antichi era l'elemento costitutivo del sistema giuridico in Terra biblica di Israele. Oggi è investito di alcuni poteri giuridici in una serie di questioni religiose (din Torah, "la materia del contenzioso", plurale dinei Torah) sia in Israele sia nelle comunità ebraiche nella Diaspora ebraica dove le sue sentenze possono contenere vari gradi di autorità (a seconda della materia di giurisdizione e soggetto) in materia specificamente connessa con la vita religiosa ebraica, ad esempio per ghiur, matrimoni o divorzi.

Eleazar ben Azariah

Eleazar ben Azariah (in ebraico: אלעזר בן עזריה‎?) (Palestina, II secolo – ...) saggio rabbino ebreo Tanna vissuto in Giudea nel I secolo ev.

Ermeneutica talmudica

Ermeneutica talmudica (in ebraico: approssimativamente: מידות שהתורה נדרשת בהן‎?) è la scienza che definisce le regole ed i metodi di analisi e esatta determinazione del significato delle Scritture, sia legali, storiche, "mediche", ecc. Poiché la Halakhah viene considerata una sintesi e spiegazione della Torah, l'ermeneutica talmudica include anche le regole con le quali i requisiti della Legge orale sono interpretati e poi riportati come Legge scritta e da questa disciplinati anche secondo le altre opinioni rabbiniche e/o i Minhaghim.

Alcune regole si riferiscono a:

grammatica ed esegesi

interpretazione di certe parole e lettere e parole/lettere apparentemente superflue o mancanti, e prefissi e suffissi

interpretazione di quelle lettere che, in certe parole, sono provviste di punti

interpretazione delle lettere in una parola secondo il loro valore numerico (cfr. Ghimatriah)

interpretazione di una parola dividendola in due o più parole (cfr. Notarikon)

interpretazione di una parola secondo la sua forma consonantica o secondo la sua vocalizzazione

interpretazione di una parola trasponendo le sue lettere o cambiando le sue vocali

deduzione logica di una halakhah dal testo scritturale o da un'altra legge

Escatologia ebraica

Per escatologia ebraica o escatologia giudaica si intende l'insieme di alcuni temi della religione ebraica, concernenti il messianismo, la vita oltre la vita, e la risurrezione dei morti. La parola escatologia (intesa come "discorso sulla fine"), genericamente, è l'area della teologia e della filosofia che tratta di ipotetici eventi finali nella storia del mondo, del destino ultimo dell'umanità, e dei relativi concetti.

Jose ben Halafta

Jose ben Halafta Yose ben Halafta (ebraico: רבי יוסי בן חלפתא; Zippori, II secolo – Zippori, ...) era un saggio ebreo, rabbino Tanna della 4ª generazione (135 – 170 e.v.).

Fu discepolo di Rabbi Akiva e considerato uno dei principali studiosi di Halakhah e Aggadah del suo tempo. Fu insegnante e mentore di Judah haNasi e di altre figure ebraiche notabili, e viene quindi citato spesso nella Mishnah, il quinto saggio Tanna più nominato della Mishnah. Dei numerosi Rabbi Yose nel Talmud, Yose Ben Halafta è l'unico che viene citato semplicemente come "Rabbi Yose".

Lekh lekha

Lech-Lecha, Lekh-Lekha, o Lech-L'cha (ebraico: לֶךְ-לְךָ — tradotto in italiano: "vai, vàttene!" o "vanne" — incipit di questa parashah) è la terza porzione settimanale della Torah (parashah o anche parsha/parscià) nel ciclo annuale ebraico di letture bibliche dal Pentateuco. Rappresenta il passo 12:1-17:27 della Genesi. Gli ebrei lo leggono durante il terzo Shabbat dopo Simchat Torah, generalmente in ottobre o novembre.

E il Signore disse ad Abramo: vai, vattene (lech lecha) dalla tua terra, dalla tua patria, dalla casa di tuo padre.... Abramo, figlio di Terach, che era un costruttore di idoli, aveva distrutto gli idoli nell'officina del padre stesso. Si comprende che un atto come quello è di per sé una rottura con le tradizioni; con l'abbandono della casa del padre e della città di Ur il solco, già profondo, diventa incolmabile. Abramo diventa l 'Ivri (nella accezione moderna l'Ebreo), colui che ha fatto il passaggio, e che non tornerà più indietro.

Questa parashah, quindi, mostra l'origine della religione ebraica, e ne contiene tutti i principi fondamentali. Lo stesso Mosè, che riceverà la Torah sul monte Sinai deve la rivelazione ad Abramo, primo patriarca.

Nel prosieguo, si narra della sterilità del matrimonio tra Abramo e Sara e della nascita del figlio di Abramo, Ismaele, generato dalla serva Agar; della gelosia di Sara per Agar e della cacciata di Agar stessa. Si narra inoltre di come Abramo divise la terra con suo nipote Lot, della battaglia di Siddim, e del patto della circoncisione in ebraico: בְּרִית מִילָה‎?, brit milah.

Makkot

Makkot (ebraico: מכות, frustate) è un libro della Mishnah e del Talmud. È il quinto volume dell'Ordine di Nezikin. Makkot esamina principalmente le leggi dei tribunali ebraici e le pene che possono infliggere; può esser considerato la continuazione del trattato Sanhedrin ("Sinedrio"), del quale faceva originalmente parte.

Le materie trattate rientrano nei seguenti temi:

Testimoni collusivi (edim zomemim)

Esilio presso una "città di rifugio"

Sentenza di Flagellazione (malkut)

Mishnah

La Mishnah, o Mishnà (ebraico: מִשְׁנָה, "studio a ripetizione") è uno dei testi fondamentali dell'ebraismo.

La parola mishnah proviene dalla radice ebraica š-n-h (in ebraico: שנה‎?), collegata con il campo semantico del "ripetere" (quindi anche "studiare e revisionare", "insegnare"), suggerisce ciò che è imparato a memoria, per ripetizione, e designa l'insieme della Torah orale e il suo studio, in opposizione a Miqrà, che si riferisce alla Bibbia ebraica e al suo studio. Può anche designare l'insieme della halakhah (parte legislativa) o ancora una forma d'insegnamento di quella, che non parta dal testo biblico, ma dalle sentenze dei Maestri della tradizione, riguardo a problemi concreti. È inoltre la prima grande opera di letteratura rabbinica.La Mishnah fu redatta da Rabbi Yehudah HaNasi prima della sua morte verso il 217, in un'epoca in cui, secondo il Talmud, la persecuzione degli ebrei ed il passar del tempo metteva a rischio la sopravvivenza della tradizione orale dei Farisei, iniziata dal periodo del Secondo Tempio (536 a.C.–70). La maggior parte della Mishnah è scritta in ebraico mishnaico, mentre alcune parti sono in lingua aramaica.

La Mishnah consiste di sei ordini (sedarim, singolare seder in ebraico: סדר‎?), ciascuno dei quali contiene 7–12 trattati (masechtot, sing. masechet, מסכת; lett. "rete"), 63 in tutto, e sono ulteriormente suddivisi in capitoli e paragrafi o versetti.La parola Mishnah può inoltre indicare un singolo paragrafo o versetto dell'opera stessa, cioè l'unità più piccola della struttura mishnaica. Per tale ragione l'intera opera è a volte chiamata col plurale, Mishnayot.

Pena capitale nell'ebraismo

La tradizione ebraica e la Halakhah descrivono certe forme di punizione corporale e di pena capitale per certi crimini particolari, allo stesso tempo cautelando sull'uso di tali punizioni.

Rabbi Ishmael

Ishmael ben Elisha, in ebraico: רבי ישמעאל‎? o semplicemente Rabbi Ishmael o Yshmael (Israele, 90 – Israele, 135), era un saggio ebreo Tanna, a cavallo dei primi due secoli e.v. (terza generazione tannaitica).

Sefer haTemunah

Sefer Ha/haTemunah (in ebraico: ספר התמונה‎? - lett. "Libro della Figura", cioè la forma delle lettere ebraiche) è un testo cabalistico del XIII secolo. Viene citato in molte fonti halakhiche.

Semikhah

Semikhah (in ebraico: 'סמיכה'‎?, imposizione (delle mani)), anche semichut (in ebraico: סמיכות‎?, "ordinazione"), o semicha lerabbanut (in ebraico: סמיכה לרבנות‎?, "ordinazione rabbinica") deriva dalla parola ebraica che significa "affidarsi" o "essere autorizzato". Generalmente si riferisce all'ordinazione di un rabbino nell'Ebraismo. In questo senso rappresenta la "trasmissione" dell'autorità rabbinica per fornire consigli e guida, o decidere sentenze nell'ambito della Halakhah (Legge ebraica). Anche se la maggior parte dei rabbini attivi nelle sinagoghe detengono una semikhah rilasciata da una qualche istituzione o accademia rabbinica, fino a poco tempo fa ciò non sempre era richiesto, infatti molti rabbini Haredi non dovevano necessariamente essere in possesso di una semikhah "formale", anche se occupavano importanti posizioni rabbiniche e di leadership.

La semikhah classica si riferisce ad uno specifico tipo di ordinazione che, secondo la dottrina tradizionale ebraica, fa risalire una linea di autorità fino a Mosè ed i settanta anziani. La linea classica di semikhah sembra essersi conclusa verso il IV o V secolo dell'era volgare, ma è opinione diffusa che la linea di conferimento della Torah rimanga intatta. Alcuni credono che esista prova che la semikhah classica fosse esistente durante il XII secolo, quando alcuni semuchim dal Libano e dalla Siria si misero in viaggio per Israele al fine di trasmettere la semikhah ai loro studenti. Altri, come per esempio il talmudista Rav Yisroel of Shklov (1770–1839), affermavano che la linea non fosse stata mai spezzata, ma che fosse continuata al di fuori della Terra d'Israele. Oggi molti credono nell'esistenza di una catena ininterrotta di autorità che risalga al tempo di Mosè e Giosuè.Un terzo e distinto significato di semikhah è l'imposizione delle mani durante l'offerta di un korban ("sacrificio") ai tempi del Tempio di Gerusalemme.

Sinedrio

Il Sinedrio (in ebraico: סַנְהֶדְרִין, sanhedrîn, cioè "assemblea" o "consiglio", la Grande Assemblea) di Gerusalemme era l'organo preposto all'emanazione delle leggi e alla gestione della giustizia durante la fase asmoneo-romana del periodo del Secondo Tempio. Le opinioni venivano discusse prima delle votazioni, ma le opinioni in minoranza non venivano scartate e non erano proibite: semplicemente l'opinione di maggioranza diventava vincolante. Il Sinedrio era formato tradizionalmente da 71 membri.

Studio della Torah

Lo Studio della Torah è lo studio che viene fatto dagli ebrei della Torah, Bibbia ebraica, Talmud, responsa, letteratura rabbinica e simili, che sono tutte opere religiose dell'ebraismo. Idealmente, nell'ambito dell'ebraismo, tale studio viene eseguito proprio col proposito di rispettare la mitzvah ("comandamento") dello "studio della Torah".

Tale pratica è in qualche modo presente in tutte le correnti ebraiche ed è considerata di estrema importanza per gli ebrei tradizionali. Lo studio della Torah si è sviluppato nel corso delle generazioni, insieme a nuovi stili di vita e anche con la produzione di nuovi testi.

Tanakh

Tanàkh (in ebraico: תנך‎?, TNK, raramente Tenàkh) è l'acronimo, formato dalle prime lettere delle tre sezioni dell'opera secondo la tradizionale divisione ebraica, con cui si designano i testi sacri dell'ebraismo. Questi testi costituiscono, insieme ad altri libri non riconosciuti come canone dall'ebraismo, l'Antico Testamento della Bibbia cristiana, per cui spesso vengono indicati comunemente anche come Bibbia ebraica.

Secondo l'ebraismo essa costituisce la tōrāh scritta, ricevuta da Mosè, il capo dei profeti (riconosciuto anche dagli angeli Moshé Rabbenu, lett. "Mosè il nostro maestro") ed ereditata eternamente dal popolo ebraico.

Yichud

La proibizione di yichud (in ebraico: איסור ייחוד, issur yichud‎?, trad. isolamento), nella Halakhah (Legge ebraica) è l'inammissibilità di appartare in area privata un uomo e una donna non sposati tra loro.

Zugot

Zugot (ebraico: תְּקוּפָת) הַזוּגוֹת) - (təqūphāth) hazZūghôth) si riferisce al periodo del Secondo Tempio (515 a.C. - 70 d.C.), in cui la guida spirituale del popolo ebraico era nelle mani di cinque generazioni successive di zugot ("paia") di insegnanti religiosi.

I Sei Ordini della Mishnah (ששה סדרי משנה)
Zeraim (Semi)
(זרעים)
Moed (Festività)
(מועד)
Nashim (Donne)
(נשים)
Nezikin (Danni)
(נזיקין)
Kodashim (Santità)
(קדשים)
Tohorot (Purificazioni)
(טהרות)

In altre lingue

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