Popolazione

Si definisce popolazione, in geografia, l'insieme delle persone che vivono in uno stesso territorio; da non confondere con il concetto di popolo, che è relativo ad una comunità con lingua, tradizioni e cultura in comune. Le caratteristiche numeriche dei sottoinsiemi (ad esempio le etnie) possono contribuire alla descrizione di una popolazione. Le variazioni di popolazione attraverso il tempo sono oggetto di studio della demografia.

In ecologia e più in generale in biologia la popolazione è l'insieme degli individui della medesima specie che popolano lo stesso ecosistema; vedi popolazione biologica.

Storia della popolazione mondiale

La popolazione del nostro pianeta ha raggiunto i 7 miliardi di abitanti nel 2011. Si suppone che la popolazione della terra sfiorerà gli 8 miliardi entro il 2025. In realtà non è possibile prevedere con sufficiente precisione quali mutamenti economici, sociali e culturali si verificheranno nel mondo nel lungo periodo.

La crescita della popolazione è caratterizzata da ritmi molto elevati negli ultimi due secoli e solo negli ultimi decenni ha rallentato (o si è quasi arrestata) nei paesi sviluppati e accenna a rallentare in alcuni fra i paesi meno sviluppati pur rimanendo globalmente ingente. In passato, la crescita è stata generalmente più lenta, ma ha comunque conosciuto dei cambi di velocità.

Non è facile ricostruire con esattezza la storia della popolazione mondiale. Oggi in quasi tutti i paesi del mondo si svolgono più o meno regolarmente (in Italia, a partire dal 1861, ogni dieci anni) dei censimenti della popolazione che i governi organizzano con grande impegno. Tuttavia, ancora oggi, non dappertutto i censimenti si svolgono con la necessaria regolarità. Per esempio, ci sono paesi nei quali non vengono eseguiti perché un gruppo dominante religioso, etnico, linguistico, sociale vuole nascondere il fatto che un altro gruppo è cresciuto di più e potrebbe quindi avanzare delle rivendicazioni. Ma, soprattutto, il censimento generale della popolazione, eseguito con metodi scientifici, è uno strumento moderno che si è affermato negli ultimi due secoli (anche se non mancano illustri precedenti nella Roma antica o nell'impero cinese).

Una decisa ripresa, con l'inizio di un altro balzo, si ebbe verso la fine del Settecento. In poco meno di due secoli, fra il 1800 e il 1992, la popolazione del mondo si è quasi sestuplicata. Ma la crescita non è stata uguale per tutti i continenti. In Europa la popolazione è cresciuta di circa tre volte e mezzo (ma la crescita demografica è cominciata prima ed è stata inizialmente più impetuosa rispetto ad altri continenti), in Asia di cinque volte, in Africa di più di sei.

Le Americhe fanno storia a sé. Conobbero un pauroso declino demografico fra il Cinquecento e il Seicento, dopo la conquista europea, quando le popolazioni native vennero sterminate soprattutto dalle malattie arrivate dall'Europa. Si pensi che la popolazione del Perù raggiunse solo nella prima metà del Novecento il livello che aveva attorno al 1490. Ancora all'inizio dell'Ottocento, le Americhe non ospitavano più di 24 milioni di persone. Questa cifra si è moltiplicata per più di 30 in meno di due secoli a causa dell'arrivo in America di coloni europei e di un tasso di natalità elevato, accompagnato, in Nord America ed in alcune zone del Sud America, da un tasso di mortalità contenuto o particolarmente basso. In particolare l'America Latina è passata da 19 milioni di abitanti nel 1800 a 543 nel 2003. La Cina è uno dei paesi più popolosi al mondo dall'età del bronzo, il suo peso demografico rispetto al totale mondiale salì a livelli massimi tra il Cinquecento e il Seicento (soprattutto in virtù del crollo della popolazione di mesoamerica e Perù), oggi però il suo primato va diminuendo, soprattutto per la crescita esponenziale ed incontrollata dei paesi dell'Asia meridionale come India e Pakistan. Inoltre l'Africa sub Sahariana era relativamente poco popolata fino al XIX secolo, mentre oggi la percentuale di africani incide sempre più sul totale mondiale.

La crescita demografica degli ultimi 300 anni è un fenomeno senza precedenti, la cui portata e i cui effetti sfuggono in buona parte alla nostra attuale comprensione. L'ambiente naturale della terra ne è risultato completamente trasformato, ampi territori che mai avevano conosciuto l'aratro sono stati non solo trasformati in zone coltivate, ma colonizzati e urbanizzati, completamente trasformati dall'azione umana e occupati dalla nostra specie come luogo di residenza, svago, produzione industriale o alimentare. Si pensi che, probabilmente, la maggioranza dell'umanità è vissuta tra il 1700 e il 2010 piuttosto che nei 140 000 anni precedenti.

L'agricoltura

Fra i 7 000 e gli 11 000 anni fa venne fatta una delle più rivoluzionarie invenzioni: l'agricoltura. Per coltivare i campi, gli uomini abbandonarono il nomadismo e divennero sedentari. A causa dell'agricoltura e dell'allevamento fu possibile garantire una base alimentare a un maggior numero di persone e la popolazione della Terra raggiunse, duemila anni fa, i 200 milioni di abitanti. Lo sviluppo dell'agricoltura permise anche la nascita delle prime città, la cui sopravvivenza era garantita proprio dalle risorse agricole.

La Rivoluzione industriale

Nei secoli successivi la popolazione della Terra ebbe oscillazioni dovute all'alternarsi di periodi di benessere e periodi di carestia. Fame, pestilenze, e guerre avevano decimato le popolazioni. Ma intorno alla metà del Settecento la situazione cambiò radicalmente perché allo sviluppo dell'agricoltura si unì la Rivoluzione industriale. In Europa e nell'America Settentrionale, pur tra molte disparità sociali, i progressi dell'industria migliorarono le condizioni di vita delle famiglie: le abitazioni diventarono più calde e igieniche, l'alimentazione più varia e completa, le carestie più rare. In seguito, la medicina fece passi da gigante e diminuì la mortalità, sia quella assoluta sia quella durante il primo anno di vita. Fino agli anni recenti, la crescita della popolazione è avvenuta nei paesi in cui lo sviluppo economico era maggiore.

Distribuzione non uniforme

World population density map
Densità della popolazione mondiale
World population
Distribuzione della popolazione mondiale.

Quasi tutta l'umanità vive concentrata su poco più di un sesto delle terre emerse. Alcuni fattori hanno condizionato in passato, e in parte condizionano ancora oggi, il popolamento.

In effetti, la distanza dall'Equatore porta verso le regioni a clima temperato e monsonico dove si concentra una buona parte dell'umanità. Sono le regioni in cui l'agricoltura si è sviluppata con buoni risultati fin dall'antichità. Verso i Poli, per il grande freddo, la popolazione diminuisce rapidamente.

Un secondo fattore è la distanza del mare e dei grandi corsi d'acqua. In tutti i continenti il popolamento è molto elevato lungo le coste dei mari e degli oceani, mentre diminuisce man mano che ci si allontana dalla costa e dall'acqua. Un terzo fattore è l'altitudine. Il popolamento più fitto si trova nelle aree di pianura, mentre le montagne e gli altopiani elevati, freddi e di difficile coltivazione, hanno sempre respinto gli uomini.

Infine, gli insediamenti dipendono dalle risorse che ogni ambiente offre e che gli uomini sono in grado di sfruttare. In effetti, le steppe aride, i terreni gelati, i luoghi desertici e privi di vie d'acqua, i territori scarsi di risorse alimentari hanno in passato respinto gli uomini. Oggi il popolamento dipende, per le diverse forme che assume, anche dal grado di sviluppo economico delle varie aree del mondo.

Si può dire che il mondo sia diviso da una linea immaginaria, orizzontale, che separa le nazioni ricche ed evolute nel Nord e quelle povere e in via di sviluppo nel Sud della Terra. Le differenze nel livello di vita generano flussi migratori dai luoghi più miseri verso quelli più ricchi. Questo fenomeno accade anche all'interno di ogni stato, ricco o povero: le popolazioni tendono in genere a concentrarsi nelle aree urbane, abbandonando così le campagne.

Dove la Terra è molto popolata

L'emisfero boreale è più popolato di quello australe. Però aree molto abitate si alternano ovunque ad aree poco popolate. La maggior densità demografica si trova in tre aree.

La prima è situata in Asia e si estende tra la pianura del fiume Indo e quella del fiume Gange includendo Pakistan, India e Bangladesh, dove vivono oltre un miliardo di persone; dall'altro lato sono intensamente popolate aree della Cina e del Giappone e, più a Sud, dell'Indocina e dell'Indonesia. In totale, l'area monsonica asiatica accoglie più della metà della popolazione mondiale. L'insediamento umano risale a migliaia di anni fa, quando si svilupparono antiche civiltà dedite alla coltivazione del riso, che ancora oggi è la risorsa alimentare di base delle popolazioni asiatiche.

La seconda area con elevate densità abitative è l'Europa, e in particolar modo l'Europa occidentale. La zona può includere anche la Turchia, a volte considerata parte dell'Europa a volte no, ma in questo caso facente parte di quest'area ad elevata densità abitativa; area che passa gli 800 milioni di abitanti.

Una terza area fittamente abitata è l'America Settentrionale, in particolar modo la parte orientale della stessa, dove, oltre che per il clima temperato e le favorevoli risorse ambientali, la popolazione è cresciuta per motivi storici derivanti sia dall'immigrazione europea sia dallo sviluppo industriale e urbano. Non comparabile comunque la densità abitativa di quest'area alle prime due.

Dove la Terra è poco popolata

Ci sono spazi immensi dove gli uomini abitano poco o nulla. Si tratta di luoghi necessari all'equilibrio globale della Terra, ma inospitali. Però anche in queste zone vi sono insediamenti di popolazioni che hanno saputo convivere con le difficilissime condizioni di vita.

Le foreste tropicali, per esempio, hanno un clima caldo-umido, il suolo è invaso da una fittissima vegetazione spontanea e nelle vastissime paludi ci sono insetti che rendono l'ambiente malsano (zanzare portatrici di malaria, di febbre gialla ecc.). Tuttavia, anche in questo ambiente si sono insediate varie popolazioni, molte delle quali rischiano oggi l'estinzione per la distruzione del loro habitat provocata dallo sfruttamento delle risorse di quelle terre vergini.

Le zone aride e desertiche hanno piogge così scarse che i lunghi periodi di siccità rendono quasi impossibile l'agricoltura. Anche qui, tuttavia, sono riusciti a vivere popoli in grado di sfruttare le misere coltivazioni delle oasi e popoli nomadi, dediti alla pastorizia e al commercio (come i Tuareg del Sahara). Le zone montane offrono un habitat adatto all'uomo solo alle quote inferiori ai 2000 metri. Vi sono però popoli che vivono sull'altopiano del Tibet, in Asia, a più di 5000 metri di quota, testimoni, con i loro templi, di civiltà antichissime; inoltre, le popolazioni andine abitano gli altopiani della Cordigliera delle Ande a oltre 4000 metri di altezza.

Gli immensi spazi glaciali dell'Artide e dell'Antartide, fondamentali per la regolazione del clima della Terra, sono inospitali, anche se nelle regioni artiche del Canada, dell'Europa e della Groenlandia vivono le popolazioni Inuit e lappone, organizzate in piccole comunità dedite alla caccia e alla pesca.

L'Urbanizzazione

La crescita delle città costituisce uno dei fenomeni più importanti della nostra epoca: in tutto il mondo la popolazione tende a concentrarsi negli insediamenti urbani e già oggi più della metà degli abitanti della Terra vive nelle città, mentre all'inizio dell'Ottocento i cittadini erano solo 5 persone ogni 100.

Nei paesi sottosviluppati, la popolazione urbana cresce a un ritmo tre volte superiore rispetto ai paesi sviluppati. C'è però una grande differenza tra quanto accade nei paesi ricchi e in quelli poveri. Nei paesi ricchi l'urbanizzazione è frutto dello sviluppo: le città offrono posti di lavoro e un modo di vita per molti più interessante. Dove la società è più ricca ed evoluta si sta anzi delineando una tendenza contraria: attività industriali, aree commerciali e zone residenziali si spostano dalla città verso altri luoghi. È il decentramento urbano. Numerose fabbriche sono sorte in zone agricole, perché le reti telematiche e i trasporti veloci tendono ad annullare le distanze. In aree extraurbane, talvolta in aperta campagna, sono sorti grandi centri commerciali e insediamenti residenziali. Nei paesi poveri, invece, le grandi masse che si accalcano nelle sterminate periferie delle città, inseguono solo la speranza, spesso solo illusoria, di migliorare la propria esistenza.

Le grandi concentrazioni urbane

Si definisce metropoli quella città che estende la propria influenza a vaste regioni che la circondano: la metropoli di Houston, in USA, si estende per 1500 chilometri quadrati, quella di Pechino, in Cina, per 16000. Le metropoli hanno una popolazione elevata, spesso superano i 10 milioni di abitanti, e un'alta densità di abitanti (per esempio, 14000 abitanti per chilometro quadrato a Tokyo).

Diversa dalla metropoli è la conurbazione, che si è realizzata dove i centri urbani, con le proprie cinture di città satelliti, si sono congiunti senza perdere la propria identità e autonomia. La conurbazione è una configurazione territoriale più vasta e complessa di una singola città. Nelle regioni in cui diverse conurbazioni si sono saldate, si sono formate le megalopoli, costituite da serie di città di varie dimensioni, tra cui si allargano anche aree non edificate ricoperte di boschi e parchi, zone agricole dove si coltivano ortaggi e frutta destinati al consumo degli abitanti. Il territorio della megalopoli è molto articolato e alterna aree urbane a spazi agricoli, industriali, ricreativi.

La più grande megalopoli si è formata nel Nord-Est degli Stati Uniti, sulla costa atlantica, lungo l'asse Washington - Boston. Essa è lunga circa 600 chilometri, larga circa 200. Conta circa 50 milioni di abitanti, con una densità media di 300 persone per chilometro quadrato. Comprende altre importanti città come New York, Filadelfia, Baltimora: in totale 30 aree urbane. La megalopoli chiamata "San San" da San Francisco a San Diego, si affaccia per 800 chilometri di lunghezza sulla costa dell'Oceano Pacifico, in California. La megalopoli di ChiPitts, da Chicago a Pittsburgh, è disposta invece lungo i grandi laghi centrali. Una grande megalopoli è quella del Tōkaidō, in Giappone; anch'essa è sorta lungo il mare e si sviluppa per circa 300 chilometri.

In Italia si parla ancora, talvolta, della possibilità di "fondere" in una maniera comparabile con quella descritta sopra le città di Torino e Milano, che rappresentano due delle aree più industrializzate e più ricche di servizi del Paese. Infatti, in entrambe le città è in corso un processo di decentralizzazione, che porta gli abitanti dei due capoluoghi di regione a spostarsi verso le aree più periferiche, ed in particolare verso i comuni limitrofi che ormai costituiscono nella maggior parte dei casi un unicum con il comune cittadino; fatto che non si verifica invece, per esempio, con la città di Roma, i cui confini comunali corrispondono ai confini dell'agglomerato urbano in maniera molto più spiccata che nel caso delle due città del nord.

Tuttavia, la consistente distanza che separa le due realtà (più di 100 chilometri), sebbene per di sé potrebbe non costituire una limitazione, unita al fatto che gran parte del territorio compreso tra esse sia adibito ancora principalmente ad un uso agricolo più tradizionale, seppur con tutti i vantaggi della modernizzazione delle rispettive tecniche di utilizzo (si pensi alle risaie vercellesi), con piccole realtà comunali posizionate in ordine relativamente sparso per la pianura, ma senza grandi centri urbani e senza un sistematico piano di organizzazione del territorio, rendono questa possibilità più un progetto sulla carta che una possibile realtà sostanziale, perlomeno nel breve e nel medio termine. D'altro canto la stessa fattibilità del progetto, così come la sua sostenibilità ecologica e la sua convenienza anche al di là dell'aspetto economico, possono essere argomento di discussione.

Per quanto riguarda l'Italia meridionale si osservano importanti conurbazioni come quella di Napoli per la Campania e quella di Catania per la Sicilia, in cui le due città hanno di gran lunga superato i confini comunali per inglobare parecchie cittadine limitrofe.

La città nei paesi sottosviluppati

Molte città dei paesi sottosviluppati hanno un'origine coloniale e furono fondate dagli europei dal nulla o sostituendo gli insediamenti precedenti. Queste città sorsero lungo le coste o sulle foci dei grandi fiumi perché servivano da punti di raccolta delle materie prime che provenivano dall'interno. Perciò le attività urbane si concentravano intorno alle funzioni del commercio e del trasporto delle merci. Nei centri cittadini abitavano gli europei, e alcune famiglie ricche locali associate alle attività dei conquistatori.

I centri storici sono quindi molto simili a quelli delle città europee, soprattutto nell'America Meridionale, dove giunse l'azione colonizzatrice della Spagna e del Portogallo. Le città dei paesi sottosviluppati sono divise in due settori del tutto diversi. C'è il settore moderno, con alcuni grattacieli, sedi normalmente di banche o compagnie internazionali, strade ampie e intasate di traffico, alberghi di lusso per i turisti stranieri.

Nel settore tradizionale della città, invece, le case sono malandate, pullulano gli artigiani, i lustrascarpe, i piccoli commercianti adagiati sugli scalini di qualche casa. Colori, odori, oggetti di ogni tipo si mescolano e la confusione è sempre grandissima. La pulizia delle strade è scarsa e le auto circolanti sono vecchie e malandate. La maggior parte della popolazione vive negli insediamenti abusivi che circondano l'area edificata centrale. Si tratta di costruzioni temporanee, innalzate dagli abitanti stessi e fatte con mezzi di fortuna: lamiere ondulate, cartone, legno, ferro, taniche di plastica.

Mancano l'acqua corrente, le fognature, la scuola, i negozi alimentari; può essere invece rimarchevole il fatto che, molto più spesso, è presente almeno un televisore, segno che l'impatto della telecomunicazione che caratterizza la realtà moderna inizia ad essere presente anche nelle realtà meno agiate. Sono le baraccopoli che prendono nomi suggestivi: favelas in Brasile, villas miseria in Argentina, bustess in India. Queste periferie brulicanti sono estesissime e ospitano più di metà della popolazione urbana dei paesi sottosviluppati.

Aspetti demografici

Le dinamiche demografiche

La Terra non è sempre stata popolata come oggi. All'inizio del 1900, il nostro pianeta aveva circa un miliardo e seicento milioni di abitanti. La popolazione mondiale per migliaia di anni era rimasta stazionaria: poi si è avviata una lenta crescita proseguita con alti e bassi fino al 1700. In seguito è diventata sempre più intensa e oggi esiste il problema della crescita eccessiva. Normalmente la popolazione cresce di più dove le risorse sono abbondanti e dove l'economia più sviluppata ha migliorato le condizioni di vita. Infatti, nel corso della storia i grandi mutamenti hanno avuto profonde conseguenze sul movimento demografico.

Nascite e morti nei paesi ricchi

Nei paesi ricchi le condizioni di vita sono migliori. La popolazione vive più a lungo e la durata media della vita supera i 70 anni. La mortalità è bassa, inferiore ai 10 per mille, il che significa che su mille abitanti ogni anno ne muoiono meno di dieci. Una bassa mortalità dovrebbe provocare un aumento della popolazione. Invece nei paesi ricchi non avviene così, perché un altro fenomeno contrasta questo aumento: le coppie decidono di avere pochi figli e le famiglie sono piccole. Per via della ridotta natalità, in assenza di flussi migratori in ingresso, la situazione demografica potrebbe peggiorare con una riduzione della popolazione presente sul territorio, dando vita a pericolosi mutamenti sociali ed economici. Un altro fenomeno, dovuto all'innalzamento della speranza di vita, è l'invecchiamento della popolazione, cioè la crescita del numero delle persone anziane rispetto a quelle giovani. L'aumento degli anziani provoca molte conseguenze sociali importanti e richiederà presto l'implementazione di correttivi per riequilibrare la distribuzione dei carichi di lavoro e delle risorse.

Nascite e morti nei paesi sottosviluppati

Nei paesi più poveri, sia la mortalità sia la natalità sono molto elevate. In molti stati dell'America Meridionale, dell'Africa, dell'Asia la natalità supera il 30 per mille. La mortalità rimane alta, malgrado i progressi della medicina, e la durata della vita media, che non supera i 50 anni, è molto più breve di quella dei paesi ricchi. Su questi valori bassi incide la mortalità infantile, provocata dall'insufficiente nutrizione e dalla scarsa igiene personale durante il periodo dello svezzamento. Tuttavia la popolazione cresce a ritmi frenetici. In Brasile oltre un quarto degli abitanti ha meno di 15 anni e la popolazione è, complessivamente, giovane. Il peso degli abitanti dei paesi in via di sviluppo sull'intera popolazione della Terra è in forte crescita.

L'incremento demografico nei paesi poveri deriva dalle mancate rivoluzioni e cambiamenti culturali e sociali o anche solamente politiche degli stati atte a diminuire il numero della prole (vedasi la politica del figlio unico in Cina) che hanno provocato nei paesi più sviluppati un forte declino della natalità. Per i paesi in via di sviluppo è stato più facile importare medicinali dai paesi sviluppati che trasformare i propri modelli di vita legati a precise culture. Di notevole importanza politica è l'aumento della popolazione nei paesi poveri in quanto potrebbe portare a futuri conflitti per appropriarsi delle riserve idriche o alimentari (la situazione dei paesi che si affacciano sul [Lago Vittoria] è particolarmente critica, in questo senso).

Tuttavia l'aumento della popolazione nei paesi in via di sviluppo non è necessariamente un problema: il caso dell'India, che possiede la manodopera più giovane del mondo, ne è l'esempio, con tassi di crescita economica del 9,4% nel 2007. In un complesso mondiale comunque, nascono 3 individui ogni secondo e ne muoiono circa 2,6.

Le politiche demografiche

Viguzzolo via berzano scritta epoca fascista
Viguzzolo (AL): slogan propagandistico di epoca fascista a favore della natalità

I governi degli stati realizzano una politica demografica quando vogliono esercitare un'influenza sulla struttura spontanea della popolazione per farla aumentare o per non farla aumentare eccessivamente. In alcuni paesi europei (Francia, Belgio, Germania, Paesi Bassi), per esempio, i governi hanno incentivato le nascite con sostegni economici alle famiglie numerose. In alcuni paesi in via di sviluppo, invece, si cerca di ridurre le nascite. Per esempio, la Cina ha deciso di pianificare le nascite, anche perché ha una popolazione che supera il miliardo di persone. Si è così passati a una media di sei figli per donna a una media di tre e sono state approvate leggi che danno incentivi economici alle famiglie con un solo figlio e invece impongono tasse o altre punizioni alle famiglie che ne hanno tre o più.

Bibliografia

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  • Susan George, Come muore l'altra metà del mondo - Le vere ragioni della fame mondiale, tr. di Luca Trevisani, Milano, Feltrinelli, 1978
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  • Maristella Bergaglio. Geografia della Popolazione, Milano, Guerini, 2004.

Voci correlate

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Collegamenti esterni

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Australia

L'Australia (in inglese: Australia, /əˈstreɪljə/ o /əˈstɹæɪljə/ secondo la pronuncia locale), ufficialmente il Commonwealth dell'Australia, è il sesto Paese del mondo per estensione (7 617 110 km², in gran parte desertici), il più grande dell'Oceania e dell'intera Australasia.

La sua capitale è Canberra, mentre la città più popolata è Sydney, seguita da Melbourne, Brisbane, Perth e Adelaide. Ha una popolazione di oltre 25 milioni di abitanti, quasi interamente residenti sulle coste.

Belfast

Belfast (AFI: /ˈbɛlfast/; in gaelico: Béal Feirste) è la capitale e maggiore città dell'Irlanda del Nord, una delle quattro nazioni costitutive del Regno Unito. Gran parte di Belfast, incluso il centro cittadino, appartiene alla Contea di Antrim, ma parte di Belfast Est e Belfast Sud sono nella Contea Down. Si trova sulla golena del fiume Lagan. Il nome della città deriva dal gaelico Béal Feirste che significa bocca, estuario del Farset.Per popolazione, prima della riforma amministrativa del 2015, Belfast era la 17ª città del Regno Unito e la seconda dell'isola dell'Irlanda. È sede del governo locale dell'Irlanda del Nord. Al censimento del 2011, la città di Belfast contava una popolazione di 286 000 persone. Con la riforma del consiglio comunale del 2015, la popolazione è di 333 871 persone e la città si trova nel cuore dell'area urbana di Belfast, che ha una popolazione totale di 483 418 abitanti e della Belfast Metropolitan Area, che aveva una popolazione di 579 276 abitanti nel 2001. La Zona Urbana Estesa, così come definita dall'Unione europea, ha una popolazione totale di 641 638 persone. A Belfast fu conferito il titolo di città nel 1888.

Storicamente, Belfast è stata il centro dell'industria irlandese del lino (da qui l'appellativo "Linenopolis"), della produzione del tabacco, della fabbricazione delle corde e della costruzione di navi: il maggiore costruttore navale della città, Harland and Wolff, che costruì la famosissima RMS Titanic, spinse Belfast sul palcoscenico mondiale all'inizio del XX secolo come il maggiore e più produttivo cantiere navale del mondo. Belfast giocò un ruolo fondamentale durante la rivoluzione industriale, ottenendo la fama di centro industriale globale fino all'ultima metà del XX secolo. L'industrializzazione e la migrazione che essa portò fecero di Belfast, per un breve periodo, la più grande città dell'Irlanda all'inizio del '900, e il successo industriale ed economico della città fu citato dagli oppositori unionisti all'Home rule come ragione per cui l'Irlanda dovesse evitare la devoluzione e in seguito una delle ragioni per cui gli unionisti dell'Ulster in particolare combatterono per resistervi.

Oggi, Belfast rimane un grande centro industriale, come anche artistico, universitario, commerciale e forense, e rappresenta il motore economico dell'Irlanda del Nord. La città ha sofferto molto durante il periodo del conflitto (definito "The Troubles"), ma in seguito ha goduto di un periodo di pacificazione, libero dalla violenza politica degli anni precedenti, che ha portato a una sostanziale crescita economica e commerciale. Inoltre, il centro cittadino si è notevolmente espanso ed è stato rimodernato negli ultimi anni, in particolare la zona di Victoria Square.

Belfast è servita da due aeroporti: il Belfast City Airport, in città, e il Belfast International Airport, situato a circa 24 km (15 miglia) a ovest della città. Belfast rappresenta anche un grande porto, con i porti commerciali e industriali che dominano la linea costiera del Belfast Lough, incluso il famoso cantiere navale Harland and Wolff. Belfast è una città facente parte del "corridoio Dublino—Belfast", che conta una popolazione di tre milioni di persone, circa metà della popolazione dell'intera isola irlandese.

Belfast è sede di quattro squadre dell'Irish League Football: Linfield F.C., Glentoran F.C., Cliftonville F.C. e Crusaders F.C.

Belgio

Il Belgio (ufficialmente: Regno del Belgio) è uno stato federale retto da una monarchia parlamentare (denominazione nelle lingue ufficiali: Koninkrijk België in lingua olandese, Royaume de Belgique in lingua francese, Königreich Belgien in lingua tedesca).

È uno Stato membro dell'Unione europea situato nell'Europa occidentale. Confina a nord con i Paesi Bassi, a est con la Germania e con il Lussemburgo, a sud e sud-ovest con la Francia e a nord-ovest si affaccia sul Mar del Nord.

Situato al confine tra l'Europa germanofona e l'area linguistica e culturale romanza, il Belgio è diviso in tre regioni. A settentrione le Fiandre la cui popolazione di lingua olandese comprende circa il 58% della popolazione totale. Nel mezzo è situata la regione della città di Bruxelles, Bruxelles-Capitale che è ufficialmente bilingue, sebbene sia prevalentemente francofona, e nella quale risiede il 10% della popolazione. A sud la Vallonia, che costituisce il 32% della popolazione complessiva nazionale, prevalentemente francofona con l'eccezione di una piccola comunità, ai confini con la Germania, la Comunità germanofona del Belgio di lingua tedesca, che comprende i comuni ceduti dalla Germania al Belgio nel 1919 e annessi alla Germania nazista nel 1940-1945.

È stato tra i fondatori dell'Unione europea e la capitale Bruxelles è sede di varie istituzioni comunitarie.

Censimento

Nell'accezione comune un censimento indica acquisire informazioni sul numero di abitanti e su diverse caratteristiche della popolazione (come, ad esempio, il numero di persone per nucleo familiare ed eventuali beni posseduti da ciascuna di esse).

Comuni della Francia

Il comune (in francese la commune) è la più piccola suddivisione amministrativa della Francia, che corrisponde generalmente al territorio di una città o di un villaggio. La sua superficie e la popolazione possono variare notevolmente (dal comune più popolato, Parigi, con 2 milioni di abitanti, si arriva agli 0 abitanti di 3 comuni).

Al 1º gennaio 2018 c'erano in Francia 35.357 comuni (di cui 129 oltremare) che coprono tutto il territorio (eccetto Wallis e Futuna e alcune zone senza popolazione permanente); secondo uno studio del 2003, essi erano la metà del numero totale dei comuni dell'Unione europea a 15.

Comuni della Svizzera

I Comuni, municipalità, a volte detti anche comunità (in tedesco Gemeinden, in francese communes e in romancio vischnanca) sono il più basso livello amministrativo in Svizzera, dove se ne contano (al 1º gennaio 2019) 2212.

Ogni Cantone decide le loro responsabilità. Queste possono includere la fornitura di servizi pubblici locali come istruzione, assistenza medica e sociale, trasporti pubblici e raccolta delle tasse. Il grado di centralizzazione dipende da un cantone all'altro.

Dallas

Dallas è una città dello Stato del Texas. È la città più popolosa della Dallas-Fort Worth Metroplex, che risulta essere la quarta area metropolitana più popolosa degli Stati Uniti. La popolazione della città è al nono posto negli Stati Uniti e la terza nel Texas dopo Houston e San Antonio. La maggior parte della città si trova nella contea di Dallas, di cui è capoluogo; tuttavia, alcune sezioni della città si trovano nelle contee di Collin, Denton, Kaufman e Rockwall. Secondo il censimento del 2018, la città aveva una popolazione di 1.345.047 abitanti. Le stime dello United States Census Bureau per la popolazione della città sono aumentate a 1.341.075 abitanti a partire dal 1º luglio 2018.Dallas è una delle città in più rapida crescita negli Stati Uniti. Dal 2010 al 2016, Dallas ha registrato la migrazione nazionale netta più elevata nel paese, superiore a 300.000. Nel complesso, l'area metropolitana di Dallas-Fort Worth ha avuto il secondo più grande aumento di popolazione tra le aree metropolitane degli Stati Uniti, che ha registrato una popolazione di 7.846.293 unità a partire dal 1º luglio 2018, con un aumento di 807.000 persone rispetto al censimento del 2010. Situata nel Texas settentrionale, Dallas è il nucleo principale della più grande area metropolitana del Sud e della più grande area metropolitana interna degli Stati Uniti che non ha collegamenti navigabili con il mare.Dallas e la vicina Fort Worth si sono sviluppate a causa della costruzione di importanti linee ferroviarie attraverso l'area per consentire l'accesso a cotone, bovini e successivamente petrolio nel Texas settentrionale e orientale. La costruzione dell'Interstate Highway System rafforzò l'importanza di Dallas come nodo di trasporto con quattro principali autostrade interstatali convergenti nella città e un quinto anello interstatale attorno ad esso. Dallas si è sviluppata come forte centro industriale e finanziario, nonché importante porto interno, grazie alla convergenza delle principali linee ferroviarie, autostrade interstatali e alla costruzione dell'Aeroporto Internazionale di Dallas-Fort Worth, uno degli aeroporti più grandi e più trafficati del mondo.Dallas è classificata come città globale "beta (+)". L'economia di Dallas è considerata diversa, con settori dominanti tra cui la difesa, i servizi finanziari, l'informatica, le telecomunicazioni e i trasporti. Serve come quartier generale per 9 aziende di Fortune 500 entro i confini della città. La Dallas-Fort Worth Metroplex ospita altre aziende di Fortune 500 tra cui ExxonMobil (Irving), J. C. Penney (Plano) e American Airlines (Fort Worth). La città ha una popolazione da una miriade di origini etniche e religiose ed è riconosciuta per avere la sesta più grande popolazione LGBT negli Stati Uniti.

Densità di popolazione

La densità di popolazione è una misura del numero di persone che abitano in una determinata area (che può includere o meno le superfici delle acque interne). In senso più esteso la densità di popolazione non si riferisce solo agli esseri umani, ma può essere estesa con riferimento a popolazioni di qualsiasi organismo vivente.

Distretti dell'India

I distretti dell'India (zilla) costituiscono la suddivisione territoriale di secondo livello del Paese, dopo stati e territori; tuttavia, negli stati in cui sono contemplate le divisioni, i distretti rappresentano il terzo livello amministrativo.

Al 1º gennaio 2012 figurano 671 distretti; la facoltà di modificare i confini dei distretti, crearne di nuovi e unire quelli esistenti spetta ai governi degli stati di appartenenza.

Ogni distretto è a sua volta suddiviso in unità territoriali corrispondenti ai comuni e che possono assumere diverse denominazioni per ragioni storiche o amministrative. Queste denominazioni sono: taluk o taluka (Goa, Maharashtra, Kerala, Tamil Nadu e Karnataka), tehsil (Uttar Pradesh, Uttarakhand, Himachal Pradesh e Madhya Pradesh), mandal (Andhra Pradesh), mouza (Assam).

I funzionari principali del distretto sono:

Il Commissario Aggiunto o Magistrato Distrettuale o Ufficiale di Riscossione Distrettuale, funzionario del Servizio Amministrativo Indiano incaricato della raccolta e amministrazione dei tributi;

il Sovrintendente di Polizia o Commissario Aggiunto di Polizia, funzionario appartenente al Servizio di Polizia Indiano responsabile del rispetto della legge e del mantenimento dell'ordine;

il Conservatore Aggiunto Forestale, funzionario appartenente al Servizio Forestale Indiano incaricato della gestione della foreste, dell'ambiente e della fauna del distretto.Ogni distretto prende nome dal suo capoluogo, alcuni vi aggiungono anche un nome tradizionale.

Distretti della Polonia

I distretti della Polonia (in polacco powiaty, singolare powiat) costituiscono suddivisione territoriale di secondo livello del Paese, dopo i voivodati, e ammontano a 379 distretti (al 31 dicembre 2010), di cui 66 sono classificati come distretti urbani (powiaty grodzkie), gli altri come distretti rurali (powiaty ziemskie). Ciascun distretto comprende a sua volta più comuni.

Distretti della Repubblica Ceca

I distretti della Repubblica Ceca costituivano la suddivisione amministrativa di secondo livello del Paese fino alla fine del 2002. Il Paese era suddiviso in 73 distretti (okresy), 3 città statutarie con lo status di distretto (Brno, Ostrava e Plzeň). La città di Praga invece è parificata alle regioni (Hlavní město Praha); ciascun distretto formava un livello intermedio di governo locale, tra la regione (kraje) e i comuni (obece).

Dal primo gennaio 2003 gli uffici dei distretti sono stati chiusi passando le competenze a livello comunale. Da quella data i distretti rimangono solo come notazione geografica e non più politica.

Divisioni dell'India

Le divisioni dell'India costituiscono la suddivisione territoriale di secondo livello del Paese, dopo stati federati e territori; ciascuno di essi si articola a sua volta in distretti.

Sono contemplate solo in 12 dei 29 stati federati.

Galles

Il Galles (AFI: /ˈɡalles/; in inglese Wales, pron. ['weɪlz]; in gallese Cymru, pron. [ˈkəm.rɨ]) è una delle quattro nazioni costitutive del Regno Unito. È parte dell'isola della Gran Bretagna; confina con l'Inghilterra ad est, con il Mare d'Irlanda a nord e ad ovest, e con il Canale di Bristol a sud. Si estende per 20 779 km² e nel 2011 contava una popolazione di 3 063 456 persone. Il Galles ha una costa di oltre 2 700 km, e la sua conformazione è in gran parte montagnosa, con le più alte cime nelle aree settentrionali e centrali, tra cui lo Snowdon (in gallese Yr Wyddfa), il picco più alto. La nazione si trova all'interno della zona temperata e gode di un clima oceanico variabile.

L’attuale detentore del trono Gallese è Carlo primogenito di sua maestà la regina Elisabetta II.

L'identità nazionale gallese emerse tra i britanni celti dopo il ritiro romano dall'isola nel V secolo, e il Galles è considerato una delle nazioni celtiche moderne. La morte di Llywelyn ap Gruffudd nel 1282 segnò il completamento della conquista del Galles da parte di Edoardo I d'Inghilterra, nonostante Owain Glyndŵr abbia poi riportato per un breve periodo l'indipendenza a quello che oggi è il Galles moderno, all'inizio del XV secolo. L'intero Principato del Galles fu annesso dall'Inghilterra e incorporato all'interno del sistema legale inglese tramite leggi del 1535 e 1542. Nel XIX secolo si è sviluppata una politica autonoma nel Galles; il liberalismo gallese, personificato all'inizio del XX secolo da David Lloyd George, fu sostituito dalla crescita del socialismo e dal Partito Laburista. Nel corso del secolo, il nazionalismo gallese crebbe: Plaid Cymru, il partito nazionale gallese, fu costituito nel 1925 e la Welsh Language Society nel 1962. Istituita nel 1998, l'Assemblea nazionale per il Galles detiene la responsabilità di una serie di materie oggetto di devoluzione.

All'inizio della rivoluzione industriale, lo sviluppo delle miniere e delle industrie metallurgiche trasformò la nazione da società agricola a industriale; lo sfruttamento del South Wales Coalfield causò un rapido incremento della popolazione gallese. Due terzi della popolazione vivono nel Galles del sud, principalmente a Cardiff (la capitale), Swansea e Newport, oltre che nelle vicine valli. Oggi, le industrie pesanti tradizionali e le estrazioni sono in declino, e l'economia del Galles fa affidamento sul settore pubblico, sui servizi e sul turismo. Il valore aggiunto lordo del Galles nel 2010 era di 45,5 milioni di sterline (15 145 £ pro capite, il 74% della media del Regno Unito, e il valore più basso pro capite nel Regno).

Nonostante il Galles condivida la storia politica e sociale con il resto della Gran Bretagna, e la grande maggioranza della popolazione parli inglese, la nazione ha mantenuto una identità culturale distinta, ed è ufficialmente bilingue. Oltre 560 000 persone nel Galles parlano il gallese, e la lingua viene parlata dalla maggioranza della popolazione in parti del nord e dell'ovest della nazione. Dal tardo XIX secolo in avanti, il Galles ha conquistato la sua reputazione di "terra del canto", in parte a causa della tradizione eisteddfod. In molti eventi sportivi internazionali, come il campionato mondiale di calcio, la Coppa del Mondo di rugby e i Commonwealth Games, il Galles partecipa con le proprie squadre nazionali, anche se ai giochi olimpici gli atleti gallesi competono insieme alla squadra britannica. Il Rugby a 15 è visto come un simbolo dell'identità gallese ed espressione della coscienza nazionale.

Germania Ovest

Germania Ovest era il termine colloquiale usato tra il 1949 e il 1990 per indicare la Repubblica Federale di Germania, o RFG (in tedesco: Bundesrepublik Deutschland, o BRD), per distinguerla dalla Germania Est, propriamente Repubblica Democratica Tedesca o RDT (Deutsche Demokratische Republik, o DDR).

La Germania Ovest era situata nell'Europa centro-occidentale e confinava a nord con la Danimarca, a est con la Repubblica Democratica Tedesca e con la Cecoslovacchia, a sud con l'Austria e con la Svizzera, a ovest con i Paesi Bassi, il Belgio, il Lussemburgo e la Francia. Solo a nord aveva sbocco sul mare: il mare del Nord e il mar Baltico. La capitale era Bonn, sul fiume Reno.

Nacque nel 1949 con l'inizio della guerra fredda e il confine con la Germania Est rappresentava la cortina di ferro che divideva l'Europa occidentale sotto l'egemonia della Nato dall'Europa orientale che subiva l'influenza dell'Unione Sovietica.

Habitat

L'habitat (termine che nella lingua latina significa "egli abita") è il luogo le cui caratteristiche fisiche e ambientali possono permettere ad una determinata specie di vivere, svilupparsi, riprodursi, garantendo, qualità della vita, la quale può diminuire o aumentare in base ai cambiamenti climatici o demografici. È essenzialmente l'ambiente che può circondare una popolazione di una specie e delle loro simili.

Lingua russa

La lingua russa (in russo: русский язык?, traslitterato: russkij jazyk [ˌɾuːskʲijɪᵊˈzɨk] ) è una lingua slava orientale parlata in Russia e in svariate ex Repubbliche dell'Unione Sovietica.

Lingua tedesca

Il tedesco (; [dɔʏ̯ʧ]) è una lingua indoeuropea appartenente al ramo occidentale delle lingue germaniche.

È la lingua con il maggior numero di locutori madrelingua del continente europeo e dell'Unione europea, parlata come prima lingua e riconosciuta come lingua ufficiale in Germania, in Austria, in Svizzera, Liechtenstein e in Namibia (ufficiale come lingua regionale).

All'interno del gruppo germanico è la lingua più diffusa nel mondo dopo l'inglese.

Senegal

Il Senegal (AFI: /seneˈɡal/ o /ˈsɛneɡal/), ufficialmente Repubblica del Senegal (in francese République du Sénégal, ʁepyblik dy seneɡal, in wolof Réewum Senegaal) è uno Stato dell'Africa occidentale, con capitale Dakar.

Il territorio si estende per circa 200 000 km² nell'estrema parte occidentale dell'Africa sudanese, sulla sinistra idrografica del fiume omonimo e sui bacini idrografici di alcuni fiumi minori; ad ovest si affaccia sull'oceano Atlantico. Il territorio si estende nel cosiddetto Sahel, la zona di transizione fra le regioni aride sahariane e quelle umide dell'Africa guineana. Il clima è tropicale, con una lunga stagione secca invernale e una stagione umida estiva la cui lunghezza aumenta procedendo da nord (circa 3 mesi) verso sud (6-7 mesi); il manto vegetale prevalente nel paese è quindi quello della savana, in alcune aree alterata a causa della presenza umana. Circonda quasi interamente lo Stato anglofono del Gambia, che si estende lungo l'omonimo fiume.

Secondo una stima del 2011 la popolazione del Senegal ammontava a 12,6 milioni di abitanti, la densità di popolazione è di circa 64 abitanti/km². La popolazione si addensa dove sono migliori le condizioni ambientali, lungo la fascia costiera e nell'immediato entroterra; l'interno, in buona parte arido o semi-arido, vede un popolamento più rado, addensamenti sono solo lungo il corso dei fiumi, dove maggiori sono le disponibilità idriche. La maggiore città del paese è la capitale Dakar, che conta circa 2,6 milioni di abitanti e contiene buona parte della popolazione urbana del paese, infatti gli altri centri urbani di rilievo nazionale hanno dimensioni demografiche minori (100 000-200 000 abitanti). La popolazione senegalese è costituita da diversi gruppi etnici, predominante quello dei wolof, che costituisce circa il 43% della popolazione. La lingua costituisce una sorta di lingua franca nazionale insieme al francese.

Il popolamento del territorio senegalese è antico, con tracce risalenti al Paleolitico; in epoche successive, il Senegal vide l'incontro di popolazioni nere provenienti da sud-est o da est con popolazioni bianche provenienti dalle regioni nordafricane. Islamizzato a partire dall'XI secolo, il territorio senegalese venne interessato dal prolungato dominio coloniale europeo (francese, olandese, inglese e portoghese), iniziato nel XV secolo e accentuatosi nel XIX quando cominciò ad interessare anche le zone interne del Paese. La Repubblica del Senegal si rese indipendente dalla Francia nel 1960, dapprima in unione con il Mali, successivamente come Stato indipendente.

Dal punto di vista economico, il Senegal appare come una delle nazioni africane meno fragili, con un discreto livello di sviluppo del settore industriale (industria manifatturiera ed estrattiva) e dei servizi (nel Senegal hanno sede numerose istituzioni finanziarie africane). L'agricoltura, che occupa la maggior parte della popolazione attiva, è abbastanza diversificata ed efficiente anche se si osserva ancora un'eccessiva dipendenza dalla coltura dell'arachide, retaggio del passato coloniale.

Dal punto di vista dell'ordinamento dello Stato, il Senegal è una repubblica semi-presidenziale (vedi democrazia islamica); il capo dello Stato è Macky Sall, eletto nel 2012, e rieletto al primo turno nel 2019.

Stato di conservazione (biologia)

Lo stato di conservazione di una specie è un indicatore della probabilità che quella specie continui a sopravvivere. Molti fattori sono tenuti in conto quando si valuta lo stato di conservazione di una specie: non solo il numero degli esemplari, ma l'aumento o la diminuzione generale col tempo della popolazione, il successo della riproduzione in cattività, le minacce conosciute e così via.

L'elenco degli stati di conservazione più noto del mondo è la lista rossa dell'IUCN, ma esistono anche altre liste.

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