Piet Mondrian

Pieter Cornelis Mondriaan, meglio conosciuto come Piet Mondrian (Amersfoort, 7 marzo 1872New York, 1º febbraio 1944), è stato un pittore olandese, fondatore assieme a Theo van Doesburg del "neoplasticismo" (il nome originale è De Stijl, dal nome della rivista De Stijl).

Nonostante siano molto famosi, anche se spesso imitati e banalizzati, i quadri di Mondrian dimostrano una complessità che smentisce la loro apparente semplicità. I quadri "non rappresentativi" per cui è conosciuto, che consistono in linee perpendicolari e campiture di colore geometriche in colori primari (rosso, giallo, blu) col bianco, il nero o il grigio, sono in effetti il risultato di una continua ricerca di equilibrio e perfezione formale evoluta stilisticamente nel corso di tutta la sua vita.

Cosa voglio esprimere con la mia opera? Niente di diverso da quello che ogni artista cerca: raggiungere l'armonia tramite l'equilibrio dei rapporti fra linee, colori e superfici. Solo in modo più nitido e più forte.

Piet Mondriaan
Piet Mondrian

Biografia

Paesi Bassi, 1872-1912

Cominciò la sua carriera come insegnante di italiano, ma praticò anche l'arte della pittura. La maggior parte dei suoi lavori è naturalista o impressionista e consiste principalmente in paesaggi. Queste immagini pastorali dei suoi natii Paesi Bassi descrivono mulini, campi e fiumi, inizialmente nella maniera impressionista olandese, successivamente con l'utilizzo di una varietà di stili e tecniche che documentano la sua ricerca per un'espressione personale. Questi suoi dipinti sono ancora in modo rappresentativo e ci illustrano l'influenza che svariati movimenti artistici ebbero su Mondrian.

In esposizione al Gemeentemuseum di L'Aia si possono vedere svariati dipinti di questo periodo, compresi Il Mulino Rosso e Alberi nella luce della luna. Un dipinto del 1908, intitolato Avond ("Sera"), rappresenta una scena di un albero in un campo al crepuscolo e ci predice i futuri sviluppi con l'utilizzo di una tavolozza composta quasi solo da rosso, giallo e blu. Pur non essendo in alcun modo astratto, Avond è il primo tra i lavori di Mondrian ad enfatizzare l'uso dei colori primari.

I primi dipinti a mostrarci un accenno dell'astrazione che verrà sono una serie di tele datate tra il 1905 e il 1908, rappresentano scene buie di alberi confusi e case che si riflettono in specchi d'acqua immobile che ce li fanno apparire quasi come macchie d'inchiostro nei test di Rorschach. Ad ogni modo, nonostante il risultato finale porti lo spettatore ad enfatizzare le forme più che il contenuto, questi quadri sono ancora fermamente radicati alla natura, ed è solamente la conoscenza degli sviluppi successivi dei lavori di Mondrian che ci porta a ricercare le origini dei suoi lavori futuri in queste opere.

L'arte di Mondrian fu sempre intimamente legata ai suoi studi spirituali e filosofici. Nel 1908, cominciò ad interessarsi al movimento teosofico iniziato da Helena Petrovna Blavatsky nella seconda metà del XIX secolo. La Blavatsky riteneva fosse possibile raggiungere una più profonda conoscenza della natura che quella resa disponibile dai mezzi empirici: molto del lavoro di Mondrian per il resto della sua vita venne ispirato da questa sua ricerca della conoscenza spirituale.

Mondrian rimase molto colpito da una mostra di opere cubiste ad Amsterdam nell''11 che modificò profondamente il suo lavoro a venire. La sua ricerca della semplificazione è visibile nelle due versioni di stilleven met gemberpot ("natura morta con giara"). La versione dell''11 è cubista, mentre quella del '12 si riduce a una forma rotonda con triangoli e rettangoli.

Parigi, 1912-1914

Nel '12, Mondrian si trasferì a Parigi, cambiando anche il suo nome da Mondriaan in quello che conosciamo per enfatizzare la sua partenza dalla vita chiusa dello stagno artistico olandese. Da questo momento in poi, firmerà le sue opere come "Mondrian". In questo periodo parigino, l'influenza del cubismo di Picasso e Braque si fa notare quasi immediatamente nei suoi quadri. Dipinti come The Sea (1912) e i vari studi su alberi successivi a quell'anno ancora hanno una certa misura di rappresentativismo, ma sono sempre più dominati dalle forme geometriche e dai piani incastrati tra loro, molto comuni nel cubismo. Comunque, mentre Mondrian era desideroso di assorbire e trasportare nel suo lavoro l'influenza cubista, sembra chiaro che egli vede il cubismo stesso come una strada che porta a una fine, piuttosto che una fine in sé.

Paesi Bassi, 1914 -1919

Diversamente dai cubisti, Mondrian continuava a tentare di riconciliare la sua pittura con le sue ricerche spirituali, e nel 1913 cominciò a fondere la sua visione d'arte e i suoi studi teosofici in una teoria che segna la sua rottura finale con la pittura rappresentativa. La Grande guerra cominciò mentre Mondrian era in famiglia, nel 1914, ed egli fu costretto a rimanere nei Paesi Bassi per tutta la durata del conflitto. In questo periodo, abitò presso la colonia di artisti di Laren, conoscendovi Bart van der Leck e Theo van Doesburg, entrambi artisti che, in quello stesso momento, stavano attuando il proprio percorso personale verso l'astrazione artistica. Con van Doesburg, il Nostro fondò la rivista De Stijl (Lo Stile), un periodico in cui pubblicò i suoi primi saggi che definivano la sua teoria, per la quale adottò il termine di neoplasticismo.

Mondrian pubblicò De Nieuwe Beelding in de Schilderkunst ("Il nuovo Plasticismo nella Pittura") in 11 uscite-capitoli sulla rivista De Stijl, tra il 1917 e il 1918. Fu, questo, il suo primo e maggiore tentativo per esprimere la sua teoria artistica in prosa, e non sulla tela. Comunque, le sue migliori e più citate espressioni su questa sua teoria si trovano in una lettera che scrisse a Hans-Peter Bremmer nel 1914.

Costruisco combinazioni di linee e di colori su una superficie piatta, in modo da esprimere una bellezza generale con una somma coscienza. La Natura (o ciò che ne vedo) mi ispira, mi mette, come ogni altro pittore, in uno stato emozionale che mi provoca un'urgenza di fare qualcosa, ma voglio arrivare più vicino possibile alla verità e astrarre ogni cosa da essa, fino a che non raggiungo le fondamenta (anche se solo le fondamenta esteriori!) delle cose... Credo sia possibile che, attraverso linee orizzontali e verticali costruite con coscienza, ma non con calcolo, guidate da un'alta intuizione, e portate all'armonia e al ritmo, queste forme basilari di bellezza, aiutate se necessario da altre linee o curve, possano divenire un'opera d'arte, così forte quanto vera.

Parigi 1919-1938

Tableau I, by Piet Mondriaan
Tableau I, 1921

Alla fine della guerra, Mondrian ritornò in Francia, dove rimase fino al '38. Cominciò a produrre quadri "a griglia" verso la fine del '19, e, già nel '20, lo stile per cui sarebbe divenuto famoso cominciò ad apparire.

Nei primi dipinti, le linee che delineano le forme rettangolari sono sottili e grigie. Tendono anche a sbiadire man mano che s'avvicinano all'orlo della tela. I quadrati, sono dipinti con i colori primari, e quasi tutti sono colorati; solo alcuni sono stati lasciati bianchi.

A partire dal 1921, i quadri di Mondrian raggiungono una forma "matura". Spesse linee nere ora separano i quadrati, che sono più grandi e meno numerosi, e che sono lasciati in maggior parte bianchi rispetto ai primi esempi.

Nei dipinti del '21, molte, ma non tutte, delle linee nere si arrestano brevemente a una distanza che può sembrare arbitraria dal bordo delle tele, pur lasciando intatte le divisioni tra le forme rettangolari. Anche in questo caso, la maggior parte dei quadrati è colorata. Col passare degli anni e l'evolversi ulteriore del lavoro del pittore, egli cominciò ad estendere tutte le linee fino ai bordi delle tele e a utilizzare sempre meno forme colorate, favorendo invece il bianco.

Queste tendenze sono particolarmente evidenti nelle cosiddette "losanghe" che produsse con regolarità a partire dalla metà degli anni venti. Le losanghe sono normali tele quadrate appese con un'inclinazione di 45°, in modo da assumere la forma di rombo. Esempio tipico si può considerare Schilderij No. 1: Lozenge With Two Lines and Blue del '26, conosciuta anche con i nomi di Composizione con Blu oppure Composizione in Bianco e Blu, attualmente esposta al Museo delle Arti a Filadelfia. Uno dei più minimali tra i lavori di Mondrian, questo dipinto consiste solo in due linee perpendicolari nere e una piccola forma triangolare colorata di blu. Le linee si estendono fino ai bordi della tela, quasi dando l'impressione che il quadro sia solo un frammento di un'opera più grande.

Nel 1930 Lola Prusac, stilista per la Casa Hermès, crea una linea completa di borse e bagagli direttamente ispirate delle opere di Mondrian con tagli rossi, gialli e blu.[1]

Nonostante il visitatore sia intralciato dal vetro di protezione e il pedaggio pagato dalla tela al tempo e agli spostamenti sia ovvio, un esame più attento di questo dipinto ci può rivelare qualcosa del metodo dell'artista. I quadri di Mondrian non sono composti di zone perfettamente piatte di colore, come ci si potrebbe aspettare. I colpi di pennello sono evidenti su tutta la superficie, anche se sono delicati, e sembra che l'artista abbia usato differenti tecniche per i diversi elementi.

Le linee nere sono gli elementi più piatti, con la minore profondità. Le forme colorate hanno le più banali pennellate, tutte nella stessa direzione. Più interessanti, comunque, rimangono le parti bianche, chiaramente dipinte a strati, con pennellate che vanno in direzioni diverse. Ciò genera un maggior senso di profondità nelle zone bianche, come se stessero travolgendo e opprimendo le linee e i colori; cosa che in effetti stavano facendo, visto che i quadri del Nostro in questo periodo sono sempre più dominati dallo spazio bianco.

Schilderij No. 1 può esser citato come il più estremo punto del minimalismo di Mondrian. Con il passare degli anni, le linee cominciarono a prendere la precedenza sulle zone di colore nei suoi dipinti. Negli anni trenta, iniziò ad usare linee ancor più sottili o doppie linee con maggior frequenza, solamente punteggiate da poche e piccole zone colorate, sempre che ce ne fossero. Le doppie linee, in modo particolare, lo entusiasmavano e stimolavano, perché credeva dessero ai suoi dipinti un nuovo dinamismo che era desideroso di esplorare.

Londra e New York 1938 - 1944

Nel settembre '38, Mondrian lasciò Parigi a causa dell'avanzante Nazismo per trasferirsi a Londra. Dopo l'invasione dei Paesi Bassi e la caduta di Parigi nel '40, lasciò anche Londra per New York, dove rimase fino alla morte.

Alcuni degli ultimi lavori di Mondrian sono difficili da sistemare nei riguardi del suo sviluppo artistico, anche perché svariate tele, che lui aveva cominciato a Parigi o Londra, furono completate solo mesi o anni dopo a New York. Ad ogni modo, le opere terminate di questo suo ultimo periodo dimostrano un "traffico" inconsueto e senza precedenti, con più linee che in qualsiasi altro lavoro dagli anni '20, sistemate in una maniera quasi sovrapposta, che potrebbe anche apparire cartografica.

Nel '33, Mondrian aveva prodotto una Composizione con Losanga e Quattro Linee Gialle, un dipinto semplice ma che introduceva ciò che per lui era un'innovazione scioccante: spesse linee colorate a sostituire quelle nere. Dopo questo dipinto, questa pratica rimase "dormiente" nell'artista e nelle sue opere fin quando non arrivò a New York, quando la accettò, abbandonandovisi. In qualche esempio di questa nuova sua direzione, come Composizione (1938)/Place de la Concorde (1943), sembra aver portato con sé da Parigi quadri con le linee nere non terminati e averli poi completati a New York, aggiungendovi corte linee perpendicolari di colori diversi, tra le linee nere più lunghe preesistenti o da una linea nera al bordo della tela. Le aree colorate successivamente sono larghe, quasi un ibrido tra le linee e le zone di colore, ed è quasi sconvolgente vedere il colore, in un quadro di questo artista, non confinato o limitato dal nero. Altre opere mescolano lunghe linee rosse alle familiari linee nere, creando un nuovo senso di profondità dato dall'aggiunta di uno strato colorato sopra quello nero.

Le nuove tele iniziate da Mondrian a New York sono ancor più stupefacenti, e indicano l'inizio di un nuovo linguaggio sfortunatamente troncato dalla morte dell'artista. New York City (1942) è una complessa grata di linee rosse, blu e gialle, che si allacciano occasionalmente creando un senso di profondità come mai prima. Una versione incompleta del '41 di questo lavoro utilizza linee di nastro adesivo di carta dipinto, che l'artista poteva riordinare a piacere per sperimentare con differenti progetti.

Il suo quadro Broadway Boogie-Woogie, esposto al MoMA di New York è di grandissima influenza per la scuola della pittura astratta geometrica. Composto di una quantità di quadrati tremolanti di colore luminoso e brillante che balzano dal quadro, quasi ad uscirne, sembra quasi luccicare, attirando lo spettatore e circondandolo quasi di luci al neon.

Le opere finali di Mondrian, il suddetto Broadway Boogie-Woogie ('42 - '43) e l'incompiuta Victory Boogie-Woogie ('42 - '44), sostituiscono le linee solide con linee create da piccoli rettangoli di colore adiacenti l'uno all'altro, creati in parte anche usando piccoli pezzi di nastro di carta di vari colori. Rettangoli di colore più grandi e non bordati punteggiano il dipinto, alcuni con rettangoli più piccoli e "concentrici" al loro interno. Mentre le opere del Nostro degli anni '20 e '30 tendevano ad avere un'austerità quasi scientifica in esse, queste sono quadri luminosi, vivaci, e riflettono la musica ottimista, allegra che li ispirò e la città nella quale vennero prodotti.

Mondrian scrisse, in una cartolina a James Johnson Sweeney, progettista di una retrospettiva sul lavoro dell'artista al MoMA di New York, che "solo adesso (nel '43), sono cosciente che il mio lavoro di bianco, nero e piccole zone colorate è stato puramente 'dipingere' con i colori a olio. Nel dipingere, le linee sono i principali mezzi d'espressione; nella pittura, lo sono le zone di colore. Nel campo pittorico, ad ogni modo, le linee vengono assorbite dalle zone di colore; ma la limitazione delle zone ce le mostra come linee e conserva il loro grande valore".

In queste opere finali, le forme hanno in effetti usurpato il ruolo delle linee, aprendo una nuova porta per lo sviluppo di Mondrian come astrattista. I quadri della serie "boogie-woogie" erano più parte di una modifica rivoluzionaria che evolutiva, che rappresenta il più radicale sviluppo nel lavoro del Nostro dal momento del suo abbandono dell'arte rappresentativa nel '13. Sfortunatamente, siamo costretti a rimanere con solo un breve sguardo su questa innovazione: Piet Mondrian morì di polmonite a New York, nel '44, all'età di 71 anni e venne sepolto a Cypress Hills a Brooklyn.

L'apparente semplicità delle opere più conosciute di Mondrian portano molte persone a credere che chiunque, finanche un bambino, possa dipingerle. Invece, accurati studi sulla sua composizione neoplastica dimostrano che sono lavori completamente originali estremamente difficili da riprodurre con lo stesso effetto che lui fu in grado di ottenere. Inoltre, queste opere sono l'apice di un viaggio concettuale di decenni attraverso l'arte moderna, che comprese la sperimentazione con svariati stili e movimenti. Lo stile riduttivo, così spesso imitato, di Mondrian continua ad ispirare i mondi dell'arte, della moda, della pubblicità e del design. Anche se era un artista elevato (e non commerciale, come si sarebbe tentati di credere), il Nostro è considerato il padre del design pubblicitario, anche a causa della diffusione e della continua adozione del suo stile a griglia come struttura di base per il design grafico.

Opere

Figurativo

Geometrizzazione

Linee perpendicolari e colori

Neoplasticismo con mezzi toni

Neoplasticismo con colori primari e grigio

Semplificazione

  • 1925, Tableau no. 1; Composizione a losanga con tre linee e blu, giallo e grigio, Zurigo, Kunsthaus Zürich
  • 1926, Schilderij no. 1; Composizione a losanga con due linee e blu, Philadelphia Museum of Art
  • 1926, Tableau I; Composizione a losanga con quattro linee e grigio, New York, MoMA
  • 1927, Composizione con nero, rosso e grigio, Brandeburg Art Collection
  • 1927, Composition no. III; Composizione con rosso, giallo e blu, Amsterdam, Stedelijk Museum
  • 1927, Composizione con giallo e rosso, collezione privata
  • 1927, Composition no. I; Composizione con nero, giallo e blu, collezione privata
  • 1928, Composizione con rosso, nero, blu, giallo e grigio, collezione privata
  • 1929, Composition; Composizione con rosso, blu, giallo e nero, New York, Solomon R. Guggenheim Museum
  • 1929, Composition no. II; Composizione con blu e rosso, New York, MoMA
  • 1929, Composition IV; Fox Trot A; Composizione a losanga con tre linee nere, Yale University Art Gallery
  • 1929, Composition no. III; Composizione con rosso, blu, giallo e nero, Svizzera, collezione privata
  • 1929, Composition no. II; Composizione con giallo e blu, Rotterdam, Museum Boymans-van Beuningen
  • 1929, Composition no. I; Composizione con rosso e nero, Basilea, Kunstsammlung Basel
  • 1930, Composition no. I; Composizione a losanga con quattro linee nere, New York, Solomon R. Guggenheim Museum
  • 1930, Composition II; Composition I; Composition en rouge, bleau et jaune (Composizione in rosso, blu e giallo), Fukuoka City Bank
  • 1930, Composition no. I; Composizione con giallo, Winterthur, Kunstmuseum Winterthur
  • 1930, Composizione con giallo, Düsseldorf, Kunstsammlung Nordrhein-Westfalen
  • 1930, Composition en blanc et noir II (Composizione in bianco e nero II), Eindhoven, Stedelijk Van Abbemuseum
  • 1930, Composition no. II; Composizione con blu e giallo, collezione privata
  • 1931, Composition no. I; Composizione con rosso, Svizzera, collezione privata
  • 1931, Composizione a losanga con due linee nere, Amsterdam, Stedelijk Museum
  • 1932, Composition A; Composizione con rosso e blu, Winterthur, Kunstmuseum Winterthur
  • 1932, Composition C; Composizione con grigio e rosso, collezione privata
  • 1932, Composizione con giallo e blu, Basilea, collezione Beyeler
  • 1932, Composizione con blu e giallo, Philadelphia Museum of Art

Linee multiple

Verso Broadway Boogie Woogie

  • 1938 (primo stato) e 1939 (secondo stato), Composition no. I; Composizione con rosso, Venezia, Peggy Guggenheim Collection
  • 1938 (primo stato) e 1939-42 (secondo stato), Composition of red and white, no. I (Composizione con rosso e bianco, no. I); Composition no. 4, Saint Louis Art Museum
  • 1938-1943, Place de la Concorde, Dallas Museum of Art
  • 1939 (primo stato) e 1939-41 (secondo stato), Composition of red, blue and white (Composizione con rosso, blu e bianco), collezione privata
  • 1939-1943, Trafalgar Square, New York, MoMA
  • 1939-42, Composition no. 8, Fort Worth, Kimbell Art Museum
  • 1939-42, Composition no. 9, Washington, Phillips Collection
  • 1939-42, Composition no. 10, collezione privata
  • 1940-42, Composition no. 11; London, Buffalo, Albright-Knox Gallery
  • 1940-41 (primo stato) e 1941-42 (secondo stato), New York - Boogie Woogie; New York, Hester Diamond
  • 1941 (primo stato) e 1941-42 (secondo stato), New York City; New York City I, Parigi, Centro Georges Pompidou
  • 1942-1943, Broadway Boogie Woogie, New York, MoMA
  • 1942-1944, Victory Boogie Woogie (incompiuto), collezione privata

Note

  1. ^ (FR) Jean-R Guerrand, Souvenirs Cousus Sellier Un demi-siècle chez Hermès, Editions Olivier Orban Parigi, 1987, ISBN 9782855653778

Bibliografia

  • (EN) James Johnson Sweeney, Piet Mondrian, Museum of Modern Art, 1948.
  • Ottavio Morisani, L'astrattismo di Piet Mondrian, N. Pozza, 1956.
  • Decio Gioseffi, Pieter Cornelis Mondrian, La Falsa preistoria di Piet Mondrian e le origini del neoplasticismo, Università degli studi di Trieste, Facoltà di lettere e filosofia, 1957.
  • (EN) Robert P. Welsh, Piet Mondrian's early career: the "naturalistic" periods", Garland Pub., 1965.
  • Guido Morpurgo Tagliabue, Mondrian e la crisi dell'arte moderna, Istituto di estetica dell'Università di Torino, 1972.
  • Pieter Cornelis Mondrian, Piet Mondrian: tutti gli scritti, Feltrinelli, 1975.
  • Gli occhiali di Mondrian scritti di Carmine Benincasa, Bernard-Henri Lévy, Luigi Granetto, Cecilia Gatto Trocchi, Alessandro Masi, Ferruccio Ulivi, Alessandra Ottieri, primo Quaderno dell'Opera, Napoli 1992.
  • (EN) Piet Mondrian, Harry Holtzman, ed., and Martin S. James, ed. The New Art – The New Life: The Collected Writings of Piet Mondrian, New York, Da Capo Press, 1993.
  • AA. VV., Piet Mondian 1872-1944, Catalogo della mostra, Leonardo Arte, 1994.
  • (EN) Mondrian Shapiro, On the Humanity of Abstract Painting, George Braziller, 1995.
  • (EN) José María Faerna, Mondrian: Great Modern Masters, New York, Harry N. Abrams, 1995.
  • Jolanda Nigro Covre, Mondrian e De Stijl, Giunti Editore, 2008
  • (EN) Joop J. Joosten and Robert P. Welsh, Piet Mondrian: Catalogue Raisonné, New York, Harry N. Abrams, 1998.
  • (EN) Susanne Deicher, Piet Mondrian: 1872-1944; Structures in Space, Taschen, 2000.
  • (EN) Marty Bax, Complete Mondrian, Hampshire, Lund Humphries, 2001.
  • Piet Mondrian, La realtà dell'astrazione, documentario di Fabiola Giancotti, 2006.
  • B. Tempel, Piet Mondrian. L'armonia perfetta, Skira, 2011.
  • Rudolf Arnheim, Arte e percezione visiva. Nuova versione, tradotto da Gillo Dorfles, Feltrinelli Editore, 2002.

Voci correlate

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Collegamenti esterni

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Albero rosso

Red Tree (L'albero rosso) è un quadro dipinto nel 1908/1909 da Piet Mondrian. È una rappresentazione artistica di un albero (un melo) in cui l'artista non si preoccupa del tronco o dei rami, bensì della loro forma e dei loro rapporti. Un segno deciso e di vario spessore evidenzia la struttura e cerca di impregnare nella composizione i rapporti che scaturiscono dai rami. I colori, prevalentemente rosso e blu, favoriscono tale semplificazione.

Attualmente è conservato nel museo municipale dell'Aia.

Nell'opera il tronco nodoso e ruvido è chiazzato da striature rosse che, sui rami nudi, paiono fiammelle guizzanti. L'albero pare prima adagiarsi dolcemente a destra, assecondando linee a onde correnti; poi protende le punte di nuovo verso l'alto; a sinistra, invece, i rami sembrano accelerare la loro caduta, quasi pronti a immergersi nella terra.

Albright-Knox Art Gallery

L'Albright-Knox Art Gallery è un museo che si trova in Elmwood Avenue 1285 a Buffalo, negli Stati Uniti, Espone opere d'arte antica, moderna e contemporanea. Sorge nei pressi del Buffalo State College.

Il museo espone opere di: Giacomo Balla, Georges Braque, Marc Chagall, John Connell, Edgar Degas, Paul Gauguin, Allan Graham, Gloria Graham, Fernand Léger, Henri Matisse, Joan Miró, Piet Mondrian, Claude Monet, Pablo Picasso, Pierre-Auguste Renoir, Georges-Pierre Seurat, Alfred Sisley, Vincent van Gogh e altri.

Arti plastiche

Vengono definite arti plastiche quelle arti visive che implicano l'uso di materiali che possono essere plasmati o modulati, spesso in forma tridimensionale. Materiali che possono essere incisi o modellati, come la pietra (marmo, granito, pietre preziose), i metalli, il legno, l'avorio, il cuoio, il cemento, il gesso, la plastilina, la vernice sono inclusi in questa definizione, dato che, con strumenti adatti, possono essere modulati o trasformati.

Arti che possono essere definite arti plastiche sono quindi:

Architettura

Scultura

Ceramica

Arte tessile

Arte cartacea

Lavorazione del metallo e Oreficeria

Lavorazione delle pietre e Gioielleria

Arte del mosaico

Lavorazione del vetro

Lavorazione del legno ed EbanisteriaL'uso della plastica nell'arte o essa stessa come forma d'arte.

L'uso del termine plastico nelle arti, non deve essere confuso con l'uso che ne fa Piet Mondrian, né con il movimento da lui nominato Neoplasticismo.

Astrattismo

L'Astrattismo è un movimento artistico che nasce nei primi anni del XX secolo, in zone d'Europa lontane tra loro, dove si sviluppò senza intenti comuni. Il termine indica quelle opere pittoriche e plastiche che esulano dalla rappresentazione oggettiva della vita reale. L'astrattismo usa un linguaggio visuale di forme, colori e linee con lo scopo di creare una composizione che possa esistere con un grado di indipendenza dalle referenze visuali nel mondo.

L'arte occidentale è stata, dal Rinascimento fino al XIX secolo, segnata dalla logica della prospettiva e dal tentativo di riprodurre un'illusione della realtà visibile. Ma l'accessibilità alle arti delle culture altre rispetto a quelle europee mostrano modi alternativi di descrivere l'esperienza visiva agli artisti. Dalla fine del XIX secolo molti artisti sentirono il bisogno di creare un nuovo tipo di arte che includesse i cambiamenti fondamentali che stavano avvenendo nella tecnologia, nelle scienze e nella filosofia.

Le fonti da cui gli artisti estraevano i loro argomenti teorici erano diverse, e riflettevano le ansie sociali e intellettuali in tutte le culture occidentali del tempo.

Astrattismo geometrico

Nel 1917 nei Paesi Bassi nasce la rivista De Stijl ed insieme ad essa il movimento artistico del neoplasticismo per opera di vari artisti, tra cui Piet Mondrian (1872-1944). Il loro astrattismo è di tipo geometrico basato sulla creazione di forme pure e bidimensionali.

I principi dell'astrattismo geometrico sono:

Abolizione della terza dimensione;

Indipendenza dai valori emotivi, al contrario di quanto afferma Vasilij Kandinskij, la pittura non deve esprimere sentimenti;

I mezzi espressivi sono la linea e il colore;

La forma ideale è il rettangolo perché in esso la linea è retta senza l'ambiguità della curva;

Uso dei colori primari: giallo, blu, rosso.I capiscuola dell'Astrattismo geometrico in Italia sono stati i cosiddetti astrattisti comaschi e il gruppo di artisti confluiti attorno alla galleria "Il Milione" di Milano.

I nomi di spicco furono Manlio Rho e Mario Radice tra i comaschi, Mauro Reggiani e Luigi Veronesi tra coloro che esponevano a "Il Milione".

Baltimore Museum of Art

Il Baltimore Museum of Art (BMA) è un museo di arte antica, arte moderna ed arte contemporanea fondato nel 1914, e si trova in Art Musen Drive a Baltimora negli Stati Uniti. È situato tra il Charles Village e il quartiere di Remington, adiacente al campus della Johns Hopkins University, sebbene il museo sia un'istituzione indipendente e non affiliate all'università.

Il museo espone opere di: Paul Cézanne, Edgar Degas, Paul Gauguin, Henri Matisse, Joan Miró, Piet Mondrian, Pablo Picasso, Giambattista Pittoni, Jackson Pollock, Georges-Pierre Seurat, Henri de Toulouse-Lautrec, Vincent van Gogh, Andy Warhol, ecc. I pezzi più importanti fanno parte della Cone Collection.

Broadway Boogie Woogie

Broadway Boogie-Woogie è un quadro dipinto da Mondrian negli ultimi anni della sua vita, quando si trova a New York (1940-1944).

Il quadro è composto da una quantità di quadrati di colore luminoso e brillante, che sembrano quasi luccicare come un mosaico, attirando l'attenzione del fruitore.

In questo quadro spariscono i rigidi reticoli neri, gli stessi rettangoli dipinti nei quadri precedenti, non sono più bordati da una linea nera: ora sono accostati uno all'altro. Tutto ciò ha lo scopo di riprodurre il frenetico ritmo del ballo del Boogie-Woogie. Quest'opera trasmette un effetto di vitalità, suggerendo l'atmosfera della città di Broadway, riprendendo il reticolato delle sue strade e lo sfrecciare in esse dei taxi gialli.

In queste opere finali, le forme hanno usurpato il ruolo delle linee, aprendo una nuova porta per lo sviluppo di Mondrian come astrattista. I quadri della serie "Boogie-Woogie" rappresentano il più radicale sviluppo dal momento del suo abbandono dell'arte rappresentativa avvenuto nel 1913. Mentre le opere degli anni '20 e '30 tendevano ad avere un'austerità quasi scientifica in esse, queste sono quadri luminosi, vivaci e riflettono la musica ottimista e allegra che li ispirò e la città nella quale vennero prodotti.

Composition A; Composizione con nero, rosso, grigio, giallo e blu

Composition A: Composition with Black, Red, Gray, Yellow, and Blue è un dipinto a olio su tela eseguito da Piet Mondrian nel 1919 a Roma.

L'opera è molto grande, misura 91,5x92 cm. Ora si trova nella Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma.

Composizione con blu e giallo

Composition with Blue and Yellow è un dipinto del pittore olandese Piet Mondrian.

Si tratta di un olio su tela di 41,6x33,3 cm. dipinto nel 1932 e conservato presso il Philadelphia Museum of Art di Filadelfia.

Composizione con giallo, blu e rosso

Composizione con giallo, blu e rosso è un dipinto a olio su tela (69,2x72,7 cm) di Piet Mondrian, realizzato tra il 1937 e il 1942 e conservato nella Tate Modern a Londra.

De Stijl

De Stijl /də stɛɪ̯l/ (che in olandese significa Lo stile), anche conosciuto con il nome di Neoplasticismo (in olandese: Nieuwe Beeldende /'ni:wə 'be:ɫdəndə/), è un movimento artistico fondato nei Paesi Bassi nel 1917.

Il termine neoplasticismo è comparso per la prima volta nell'ottobre del 1917 con la pubblicazione del primo numero della rivista De Stijl fondata da Theo van Doesburg. Questo termine è stato utilizzato da Piet Mondrian e Theo van Doesburg nella pubblicazione del Manifesto De Stijl per descrivere la loro forma d'arte: astratta, essenziale e geometrica.

De Stijl (periodico)

De Stijl /də stɛɪ̯l/ (che in olandese significa "Lo stile") è una rivista fondata nel 1917 a Leida (Paesi Bassi) da Theo Van Doesburg e Piet Mondrian.

Per estensione, il nome De Stijl indica il gruppo di artisti e architetti che, raccolti intorno alla rivista, diedero vita al movimento del neoplasticismo.

La rivista cessò le pubblicazioni nel 1932, l'anno successivo alla morte di Van Doesburg.

Dennis Hwang

Dennis Hwang o Hwang Jeong-mok (Knoxville, 1978) è un designer statunitense che realizza i loghi di Google in occasioni speciali.

Ha disegnato il suo primo logo per Google in onore della festa nazionale della Bastiglia, il 14 luglio 2000, su richiesta di Larry Page e Sergey Brin, che da allora lo hanno designato alla specialità dei loghi. Altri loghi sono stati realizzati commemorando il giorno del Ringraziamento, Natale, fino ad eventi inusuali come la data di nascita di Piet Mondrian.

Nato a Knoxville, Tennessee, fu trasferito in Corea all'età di cinque anni. La sua residenza fu Gwacheon dove egli ritiene di aver avuto un'infanzia normale. Ha frequentato scuole pubbliche, spendendo sei anni alla Gwacheon Elementary School e due alla Munwon Middle School, prima di ritornare a Knoxville per laurearsi alla Bearden High School. La sua passione per il disegno durante questi anni non era particolarmente apprezzata ma tuttora costituisce la sua fonte di reddito e benessere. Tornato a Knoxville nel 2003 gli fu assegnato un Appalachian Arts Fellow Award al World's Fair Park dall'allora sindaco Victor Ashe. Ashe omaggiò Hwag dicendo che i suoi lavori erano visti centinaia di milioni di volte ogni settimana e raggiungevano ogni angolo del globo considerandolo l'artista di Knoxville più persistente.

Il ruolo più importante che ha ricoperto fu webmaster internazionale di Google, che lo ha reso responsabile dei contenuti internazionali e lo ha tenuto molto occupato.

Attualmente è responsabile di tutti i webmaster di Google e la progettazione dei loghi interessa circa il venti per cento del suo lavoro.

Hard edge painting

L'Hard edge painting ("pittura a contrasti netti"), è uno stile pittorico caratterizzato da bruschi e netti contrasti tra diverse aree di colore, che possono essere semplici forme geometriche compiute o linee rette. Il colore di ogni area è prevalentemente omogeneo e monocromo.È spesso associato all'Astrattismo geometrico, alla Op Art e al Color field painting. Il termine venne coniato dal critico d'arte del Los Angeles Times, Jules Langsner, nel 1959, per descrivere le opere di alcuni pittori americani quali John McLaughlin, Lorser Feitelson, Karl Benjamin e Frederick Hammersley che, per distinguersi dalla dilagante ondata dell'Espressionismo astratto e dell'Action painting, dipingevano aree piatte di colore steso in maniera ragionata e con grande precisione.Lo stile geometrico dell'Hard edge painting richiama le opere di Kasimir Malevich, Wassily Kandinsky, Theo van Doesburg, Josef Albers e Piet Mondrian e si distacca nettamente dal figurativismo della Pop Art in voga allora. Questo nuovo stile si espanse negli Stati Uniti negli anni sessanta, e aveva come base di origine la California.La prima mostra che radunava gli esponenti del nuovo stile pittorico, fu organizzata da Langsner al Los Angeles County Museum of Art, nel 1959, col titolo Four Abstract Classicists - California Hard-edge. Una seconda importante mostra, California Hard-edge painting, anch'essa organizzata da Langsner, venne tenuta al Pavilion Gallery (Newport Pavilion) di Balboa, in California, nel 1964.

Jan Dibbets

Jan Dibbets (Weert, 9 maggio 1941) è un artista olandese, e uno dei principali esponenti dell’arte concettuale europea. Vive e lavora ad Amsterdam.

Dopo aver studiato all'accademia di Belle Arti di Tilburg (1959-1963) proseguì gli studi a Londra alla Saint Martin's School of Art. Le prime tele monocrome sono influenzate dalle scomposizioni spaziali di Piet Mondrian; a partire dal 1967 prosegue le proprie ricerche sulla manipolazione e percezione dello spazio e della luce utilizzando prevalentemente la fotografia e, negli anni '70, allargando per un certo periodo le ricerche al video. Inizialmente vicino alle esperienze della Land Art e dell'amico Richard Long con opere eseguite nel paesaggio (e.g. la partecipazione alla collettiva Arte povera - azioni povere, Amalfi '68), Dibbets manifesta una attitudine prevalentemente ordinatrice e razionalistica nell'esplorazione dei meccanismi percettivi che da Mondrian discende fino ai paesaggi e agli interni olandesi del '600. Dopo il suo ritorno in Olanda realizza diversi cicli di opere tra cui Plough Projects, Beach Projects e Perspective Corrections; questi ultimi lavori, realizzati nel 1969, hanno contribuito in larga misura alla sua fama. La ripetizione all'interno di leggeri scarti prospettici e luminosi è un elemento frequente ed essenziale in riferimento alla tensione tra visione e illusione, dove il confronto è con tutta la cultura rappresentativa dell'arte occidentale, dalla prospettiva rinascimentale a Monet. Dagli anni '80 gli elementi architettonici entrano in tensione percettiva con l'anamorfosi delle riproduzioni fotografiche applicate direttamente, senza altri supporti, a pareti, soffitti e pavimenti, finché negli anni '90 l'attenzione di Dibbets sembra concentrarsi sul tema della finestra, altro luogo simbolico della storia dell'arte e dell'arte nordica in particolare.

Nel 1972 realizza una mostra personale al padiglione olandese della Biennale di Venezia curato da Edy de Wilde.

Le opere di Jan Dibbets sono conservate in diverse collezioni museali tra le quali: Castello di Rivoli a Torino, De Pont Museum a Tilburg, Walker Art Center a Minneapolis, Tate Gallery di Londra, Van Abbemuseum a Eindhoven.

Luminismo

Il luminismo è una forma di impressionismo o di neo-impressionismo in pittura, che dà un'importanza fondamentale alla luce ed ai suoi effetti.

Il termine fu creato per definire lo stile del pittore belga Émile Claus e degli artisti che ne seguirono le orme: Évariste Carpentier, Jenny Montigny, Anna de Weert, Georges Morren, Gustave De Smet, Frits van den Berghe, Didier Groffier, l'americano Fitz Henry Lane e altri ancora.

Esso indica, peraltro, anche la forma che assunse il divisionismo, e in particolare il puntinismo, nei pittori olandesi come Jan Toorop, Jan Stuijters e Piet Mondrian.

In realtà le due forme pittoriche hanno poco in comune. L'opera di Émile Claus è molto vicina a quella dei grandi impressionisti francesi, in particolare a Claude Monet, mentre il luminismo olandese, caratterizzato dall'uso di una vasta gamma di tinte, è assai più vicino al fauvismo.

Il luminismo impressionista non deve essere confuso con il luminismo (lume a candela) seicentesco, che è una derivazione del Caravaggismo.

Michel Seuphor

Michel Seuphor (Anversa, 10 marzo 1901 – Parigi, 12 febbraio 1999) è stato un critico d'arte, storico dell'arte, pittore e poeta belga naturalizzato francese.

Museo Kröller-Müller

Il Kröller-Müller Museum è un museo statale (Rijksmuseum) dei Paesi Bassi; è situato in Houtkampweg 6, Postbus 1 a Otterlo, villaggio compreso nel comune di Ede in Gheldria, al centro del parco nazionale De Hoge Veluwe.

Il museo Kröller-Müller possiede una considerevole collezione di dipinti di Vincent van Gogh (ad esempio Terrazza del caffè la sera, Place du Forum, Arles), il che lo rende la seconda collezione di opere di Van Gogh nel mondo (dopo il Van Gogh Museum ad Amsterdam). Oltre alle opere di Van Gogh, altri lavori significativi sono quelli di Piet Mondrian, Bart van der Leck, Georges Seurat, Odilon Redon e Pablo Picasso.

Yale University Art Gallery

La Yale University Art Gallery si trova in Chapel Str. 1111 a New Haven (Stati Uniti); museo di antichità, arti decorative, arte antica, arte moderna ed arte contemporanea.

Il museo espone opere di: Camille Corot, Gustave Courbet, Salvador Dalí, Edgar Degas, Edward Hopper, Vasily Kandinsky, Paul Klee, René Magritte, Édouard Manet, Jean-François Millet, Piet Mondrian, Pablo Picasso, Jackson Pollock, Vincent van Gogh e altri.

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