Parrocchia

La parrocchia è una porzione di una diocesi di una Chiesa cristiana. Sono organizzate in parrocchie la Chiesa cattolica, la Comunione anglicana, la Chiesa ortodossa, la Chiesa di Svezia e alcune altre confessioni protestanti. È retta da un presbitero detto parroco.

Per metonimia è spesso nel linguaggio comune così chiamata la chiesa parrocchiale. La parrocchia è l'articolazione più decentrata della Chiesa cattolica: essa è il luogo e il soggetto insieme della pastorale ordinaria; in essa "sussiste realmente" la chiesa, anche se non in senso pieno come nella diocesi. Scrive infatti la Sacrosanctum concilium al n. 26: le parrocchie, definite comunità dei fedeli, «rappresentano in un certo modo la chiesa visibile stabilita su tutta la terra e in modo eminente».

Etimologia

Il termine "parrocchia" potrebbe derivare dal greco παροικία (paroikìa), derivato da παροικέω (composto di παρα e οικέω nel significato di "abitare vicino")[1], divenuto in latino paroecia e significa "vicino alla casa, chi non è della casa": indicherebbe, in tal senso, lo straniero residente tra i cittadini del luogo[2]. Abramo è paroikos in Egitto; anche i figli di Giacobbe formano una paroikìa in Egitto. Al tempo di Gesù gli ebrei hanno ancora coscienza di formare una paroìkia, cioè una comunità di stranieri in cammino. Nel NT rimane questo significato: «Noi non abbiamo quaggiù una città nella quale resteremo per sempre; noi cerchiamo la città che deve venire ancora» (cf. Eb 13,14). Le prime comunità cristiane sanno che la loro patria definitiva è il cielo: «Carissimi, voi siete come stranieri e pellegrini in questo mondo» (1Pt 2,11).

In senso etimologico, quindi, la parrocchia (paroikìa) non è la comunità di persone che vivono attorno a un luogo di culto, e nemmeno è una ripartizione del territorio. Sarebbe invece la comunità di fede che vive in questo mondo come straniera, pellegrina, in quanto ha una patria diversa a cui tendere.

Questo concetto è presente anche nell'età sub-apostolica: Clemente di Roma, verso l'anno 100 scrive: «La chiesa di Dio esule (straniera) a Roma, alla chiesa di Dio esule a Corinto». Policarpo qualche anno dopo si esprime allo stesso modo «alla chiesa di Dio che dimora esule a Filippi». Sembra che nel II secolo il termine indicasse le comunità cristiane che vivevano tra pagani e giudei, in situazione di diaspora, di dispersione, in mezzo alle genti come stranieri. Del resto già san Pietro nella prima lettera si era espresso così: «...a voi che siete stati scelti da Dio e che ora vivete come stranieri, dispersi nelle regioni del Ponto, della Galazia, della Cappadocia, dell'Asia e della Bitinia…» (1Pt 1,1).

Col tempo il termine assumerà il significato di "distretto", circoscrizione che comprende diversi centri rurali, per indicare soprattutto la diocesi nel significato che intendeva il diritto romano.

Storia

Originariamente le prime comunità cristiane affidavano tutta la liturgia ad un vescovo, che risiedeva in una città. Al di fuori delle sede vescovili non esistevano chiese, fino a quando nel IV secolo le comunità cristiane rurali non divennero tanto numerose da richiedere la residenza permanente di un membro del clero. Nel 320 il Concilio di Neocesarea parla dei corepiscopi, presbiteri e vescovi rurali. Inizialmente le comunità rurali erano sotto la diretta amministrazione del vescovo, ma in Oriente il Concilio di Calcedonia (451) prescrive un'amministrazione distinta. In Occidente il processo di creazione delle parrocchie fu più lungo e graduale. Dal IV al VI secolo furono erette chiese rurali dapprima nei villaggi, poi anche nei latifondi ecclesiastici e privati. (In alcune zone tali chiese dipendevano da una pieve, detta anche chiesa matrice o plebana). Uno o più sacerdoti risiedevano presso la chiesa. In principio l'amministrazione pastorale e patrimoniale delle chiese rurali era di competenza del vescovo, le parrocchie non avevano confini ben definiti.

Nel VI e VII secolo i concili provinciali fanno menzione di ecclesia rusticana o parochitana e infine di parochia. Gradualmente l'amministrazione è affidata ai sacerdoti residenti, che possono ricevere direttamente donazioni e legati dai fedeli. Conseguentemente il sacerdote residente diviene beneficiario delle rendite della parrocchia. Oltre alle chiese parrocchiali vengono erette anche chiese secondarie, cappelle e oratori, che restano però sotto la dipendenza della parrocchia. Questo vincolo di dipendenza è sottolineato dal diritto delle chiese parrocchiali di amministrare il battesimo, in ragione del quale i fedeli sono tenuti a ricevere i sacramenti e a pagare le decime alla chiesa del proprio battesimo. A partire dall'VIII secolo le campagne circostanti le parrocchie vengono assegnate come territorio proprio della parrocchia, che assume così confini certi. Verso l'XI-XII secolo la parrocchia rurale diviene il centro della vita cristiana della comunità e accanto alle chiese sorgono spesso scuole e istituti di carità. Si può dire che la parrocchia si sia conservata inalterata da allora. Le parrocchie urbane invece si svilupparono più lentamente a partire dall'XI secolo, perché la chiesa cattedrale rimase a lungo l'unica parrocchia della città sede del vescovo. A Roma tuttavia alcune delle funzioni parrocchiali furono svolte dai titoli e dalle chiese cimiteriali, già a partire dal IV secolo.[3]

La diffusione delle parrocchie era comunque molto diversa tra diocesi e diocesi. Il Concilio di Trento[4] sancisce l'erezione delle parrocchie nelle diocesi che ne erano ancora sprovviste. Tuttavia, la numerosità delle parrocchie è tuttora molto differente a seconda delle aree geografiche. Nei territori dell'Impero austriaco ad esempio la densità delle parrocchie fu notevolmente incrementata durante l'epoca del giuseppinismo, in cui i benefici ecclesiastici furono ridistribuiti da provvedimenti governativi per avvantaggiare la pastorale. Anche in Italia la suddivisione in parrocchie aveva evidenti disparità, almeno fino all'Ottocento.[5] Alcune diocesi, anche estese, costituivano un'unica parrocchia e il vescovo era l'unico parroco. L'arcidiocesi di Catania riuscì a salvarsi dall'incameramento dei beni della mensa arcivescovile previsto dalla legge nº 3838 del 1867 dimostrando che l'arcivescovo era appunto l'unico parroco dell'arcidiocesi e che i beni erano quindi annessi alla cura d'anime[6]. La stessa cosa avvenne per la diocesi di Cefalù[7].

Caratteristiche

La parrocchia è una determinata comunità di fedeli che viene costituita stabilmente nell'ambito di una Chiesa particolare, e la cui cura pastorale è affidata, sotto l'autorità del Vescovo diocesano, ad un parroco quale suo proprio pastore. Spetta unicamente al Vescovo diocesano erigere, sopprimere o modificare le parrocchie; egli non le eriga, non le sopprima e non le modifichi in modo rilevante senza aver sentito il consiglio presbiterale. La parrocchia eretta legittimamente gode di personalità giuridica per il diritto stesso.

(Codice di diritto canonico [CDC], can. 515)

Centro della vita di una parrocchia è la celebrazione dell'Eucaristia domenicale, dove tutta la comunità cristiana di quel territorio si riunisce per ascoltare la Parola di Dio, lodare Dio e spezzare il pane.

In seguito a un numero diversissimo di fattori, una parrocchia può avere un numero di abitanti molto basso (alcune centinaia di cattolici o meno), fino a comprendere il territorio di una piccola città: in America Latina esistono parrocchie che possono avere centomila abitanti, e che di fatto sono più grosse di intere diocesi di altri paesi

Soggetti pastorali

La parrocchia è una comunità di fedeli, ovvero una circoscrizione ecclesiastica dove il vescovo invia un suo presbitero per la cura delle anime che in quel territorio si trovano, in un'ottica di evangelizzazione e di attività pastorale. Durante i lavori preparatori per la stesura del nuovo Codice di Diritto Canonico del 1983, l'espressione "comunità di fedeli" si preferì a quella utilizzata nel codice Pio-Benedettino del 1917 "porzione del popolo di Dio", perché il termine "porzione" esprime più un fatto fisico, statico, mentre "comunità di fedeli" significa una dinamica interazione tra più persone unite come un'unica "famiglia di Dio" sotto la guida di un pastore. Tale concetto viene espresso bene nel documento conciliare del Vaticano II Lumen Gentium al nº 28. Essa è "determinata", ossia è costituita da tutti i fedeli in un determinato territorio. Ed è resa stabile in quanto collocata all'interno di una Chiesa particolare. Quest'ultima è principalmente una diocesi.

La parrocchia è costituita tale, ossia è "eretta", dal Vescovo diocesano attraverso un decreto, detto appunto "decreto d'erezione", nel quale vengono indicati i confini territoriali che saranno all'interno della propria Diocesi. Nel caso dell'Italia la circoscrizione delle parrocchie è determinata dall'autorità ecclesiastica. L'atto di erezione legittimamente compiuto rende la parrocchia personalità giuridica ecclesiastica pubblica. La comunità dei fedeli, cioè la parrocchia, da quel momento diventa soggetto di diritti e doveri.

Ogni parrocchia è affidata alle cure pastorali di un parroco, la cui nomina è condizionata da alcuni principi che vengono regolati direttamente dal Codice di Diritto Canonico. I requisiti fondamentali sono: essere nella comunione della Chiesa; essere sacerdote; non essere una persona giuridica; si deve distinguere per sana dottrina e onestà di costumi, dotato di zelo per il prossimo.

Il parroco può essere aiutato da uno o più vicari parrocchiali, che, in maniera subordinata, condividono le stesse responsabilità del parroco. Ci possono essere anche uno o più collaboratori parrocchiali, che collaborano alla celebrazione dell'Eucaristia, all'amministrazione del sacramento della riconciliazione, alla visita e all'unzione degli infermi. Sia i vicari parrocchiali che gli aiuti pastorali devono essere anch'essi presbiteri.

Organismi di partecipazione

Il Codice di Diritto Canonico prevede che in ogni parrocchia il parroco sia coadiuvato e assistito da:

  • Il Consiglio Pastorale Parrocchiale (CPP), i cui membri sono nominati dal parroco a seguito di una consultazione pubblica fra parrocchiani che sono chiamati ad esprimere con il voto i loro candidati al CPP, sono quindi scelti dalla comunità parrocchiale tenendo conto dei criteri fondamentali per far parte di un CPP che sono: «...persone aperte al cammino di fede, condividano la vita della comunità, abbiano compiuto 18 anni d'età (cfr.Statuti,art.1 e 5). Ha la funzione di aiutare il parroco nel discernimento pastorale, cioè nel formulare e portare avanti le grandi linee della pastorale parrocchiale. In genere è composto da 5 fino a 20 membri. A norma del CDC (can. 536) ha soltanto voto consultivo. Dura in carica 5 anni»
  • Il Consiglio Parrocchiale per la Gestione Economica (CPGE) o Consiglio per gli affari economici (COPAE), anch'esso nominato dal parroco su suggerimento dei membri del consiglio pastorale, e dopo l'approvazione da parte del Vescovo. Aiuta il parroco nell'amministrazione dei beni della parrocchia. Dura in carica 5 anni. Il parroco presidente, designa un suo rappresentante al CPGE, inoltre può scegliere una persona esterna che funga da segretario. Il parroco può affidare a singoli consiglieri deleghe particolari per facilitare l'azione del consiglio stesso.

Funzioni e attività

Nelle parrocchie si conservano i documenti dell'"anagrafe ecclesiastica": atti di battesimo, atti di confermazione (non in tutte le diocesi: in alcune sono conservati nel vescovado), atti di matrimonio, atti di morte.

Inoltre, la parrocchia è tipicamente il motore dell'attività pastorale nel suo territorio. In essa si porta avanti:

Parrocchie e religiosi

Il vescovo diocesano può affidare una parrocchia ad un istituto religioso, a tempo determinato o indeterminato, stipulando una convenzione.

Parrocchie personali

Il vescovo diocesano può erigere anche parrocchie personali, cioè senza giurisdizione territoriale, ma con cura d'anime di gruppi di fedeli che hanno particolari caratteristiche, ad esempio per coloro che desiderano celebrare secondo la forma straordinaria del rito romano, oppure per gruppi di rito orientale, o in base alla lingua o alla nazionalità.[8]

Note

  1. ^ Ottorino Pianigiani, Vocabolario etimologico della lingua italiana, su etimo.it. URL consultato il 17 novembre 2014.
  2. ^ Per approndire l'etimologia di questa voce vedi il testo di V. Grolla, L'agire della chiesa. Teologia pastorale, Edizioni Messaggero, Padova 2003, 88-89.
  3. ^ (EN) Parish, in Catholic Encyclopedia, New York, Encyclopedia Press, 1913.
  4. ^ Sess. XXIV, c. XIII
  5. ^ Interessanti i raffronti esposti da Salvatore Palese, Seminari, parrocchie e laicato nel pensiero dei vescovi pugliesi a fine Ottocento , Archivio Storico Pugliese 1982, pp. 385-386
  6. ^ Maurilio Guasco, Storia del clero in Italia dall'Ottocento a oggi, Bari 1997, p. 92-93
  7. ^ La diocesi di Cefalù in età contemporanea, sul sito ufficiale della diocesi
  8. ^ Codice di diritto canonico, canone 518.

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Andorra

Andorra, ufficialmente Principato di Andorra, è un microstato situato nei Pirenei orientali, tra la Francia e la Spagna.

È la sesta nazione più piccola d'Europa con una superficie di 468 km² e una popolazione stimata di 85 458 abitanti nel 2014.

È un principato fondato nel 1278 e retto da due coprincipi: il vescovo della diocesi catalana di Urgell e il presidente della Repubblica francese.

Andorra la Vella

Andorra la Vella (an'dɔra la'βeʎa; letteralmente Andorra la Vecchia, in spagnolo Andorra la Vieja, in francese Andorre-la-Vieille, in occitano Andòrra la Vièlha) è la capitale del Principato di Andorra con 22.886 abitanti (dato 2015), che diventano 23.505 considerando tutta la Parrocchia. Situata nei Pirenei orientali, tra Francia e Spagna, si trova alla confluenza tra la Gran Valira, la Valira del Oriente e la Valira del Norte.

Collocata a 1.023 metri d'altitudine, è la capitale più alta d'Europa. È soprannominata la Capitale dei Pirenei (Capital dels Pireneus).La città non ha né un aeroporto né una stazione ferroviaria. Gli aeroporti più vicini sono a Perpignan (156 km) e di Lleida (160 km), mentre gli altri aeroporti più importanti sono quelli di Tolosa (165 km) e quello di Barcellona (215 km). Le stazioni ferroviarie più vicine sono quelle di L'Hospitalet-près-l'Andorre (gestita dalla francese SNCF) e quella di Latour-de-Carol (co-gestita dalla francese SNCF e dalla spagnola RENFE).

Il principale settore economico della capitale è il turismo. Il Principato di Andorra è un paradiso fiscale.

Arcidiocesi di Siracusa

L'arcidiocesi di Siracusa (in latino: Archidioecesis Syracusana) è una sede metropolitana della Chiesa cattolica in Italia, appartenente alla regione ecclesiastica Sicilia. Nel 2017 contava 290.215 battezzati su 297.313 abitanti. È retta dall'arcivescovo Salvatore Pappalardo.

Arciprete

Arciprete (dal tardo latino archipresbyter e dal greco ἀρχιπρεσβύτερος, "grande anziano") è un titolo che può essere conferito ad un presbitero o ad un prelato della Chiesa cattolica.

Asti

Asti (Ast in piemontese) è un comune italiano di 76 126 abitanti, capoluogo della provincia omonima in Piemonte, e capitale dell'antica Astesana, oggi più comunemente definita Astigiano.

È il quarto comune della regione per numero di abitanti e il sesto per superficie.

"Municipium" romano noto con il nome di Hasta Pompeia o semplicemente Hasta, fu sede del ducato di Asti, ducato longobardo della Neustria.

Libero comune nel Medioevo, con diritto di "battere moneta", fu uno dei più importanti centri commerciali tra XII e XIII secolo, quando i suoi mercanti svilupparono il commercio e il credito in tutta Europa.

È conosciuta in tutto il mondo per i suoi vini, in particolare l'Asti spumante: ogni anno, a settembre, vi si tiene uno dei concorsi enologici più importanti d'Italia, denominato la Douja d'Or.

Celebre è anche il suo Palio storico, manifestazione tra le più antiche d'Italia, che si svolge a settembre e culmina con una corsa di cavalli montati "a pelo" (senza sella).

Negli ultimi anni ha assunto una notevole rilevanza a livello nazionale anche il Festival delle sagre astigiane, una manifestazione enogastronomica che si tiene ad Asti la settimana successiva al Palio di Asti, dove oltre 40 pro loco della provincia di Asti propongono le loro specialità gastronomiche, accompagnate da vini DOCG astigiani, in un grande ristorante all'aperto, meta ormai di migliaia e migliaia di persone provenienti per l'occasione da tutta Italia.

Chiese di Grosseto

Elenco e breve descrizione delle chiese situate nel comune di Grosseto. Tutte le chiese ubicate nel territorio comunale appartengono alla diocesi di Grosseto, fatta eccezione unicamente per l'oratorio della Madonna della Pace ai Cerri Alti che è incluso nella diocesi di Pitigliano-Sovana-Orbetello.

Dominica

La Dominica (pronuncia Dominìca, /domi'nika/; ufficialmente il Commonwealth della Dominica, in inglese Commonwealth of Dominica) è uno Stato insulare del Mar dei Caraibi, democrazia parlamentare all'interno del Commonwealth con capitale la città di Roseau. Appartenente all'arcipelago delle Piccole Antille, l'isola è situata a metà strada tra le isole della Guadalupa e della Martinica. Contrariamente ad altre ex-colonie della regione, la Dominica non è mai stata un reame del Commonwealth con il monarca britannico come capo di Stato: divenne infatti una repubblica al momento dell'indipendenza.

L'isola era inizialmente abitata dagli indigeni Kalinago e fu successivamente colonizzata dagli europei, essenzialmente dai francesi, che la possederono dal 1690 al 1763. Colombo affermò di aver passato l'isola la domenica del 3 novembre 1493; di qui il suo nome Dominica. La Gran Bretagna prese possesso dell'isola nel 1763 dopo la Guerra dei sette anni, e vi sostituì gradualmente l'inglese come lingua ufficiale. L'isola ottenne quindi l'indipendenza dal Regno Unito nel 1978.

La Dominica non va confusa con la Repubblica Dominicana, altro Paese caraibico.

Parrocchia civile

Con parrocchia civile (in inglese civil parish, in spagnolo parroquia civil e in francese paroisse civile) s'intende una suddivisione amministrativa presente in diversi Paesi.

L'aggettivo civile serve a distinguerla da quella ecclesiastica.

Il termine “parrocchia” è utilizzato come suddivisione amministrativa nella totalità dei seguenti Paesi:

Andorra

Antigua e Barbuda

Barbados

Bermuda

Dominica

Ecuador

Grenada

Giamaica

Saint Kitts e Nevis

Saint Vincent e Grenadine

SveziaNonché in alcune aree e regioni dei seguenti Paesi:

Australia:

Nuovo Galles del Sud

Canada:

Nuovo Brunswick

Regno Unito:

Galles

Guernsey

Inghilterra

Jersey

Montserrat

Spagna:

Asturie

Galizia

Stati Uniti d'America:

Louisiana (equivalente della contea degli altri Stati dell'Unione)

Parrocchie civili dell'Inghilterra

La parrocchia civile è un ente amministrativo inglese, il più basso possibile, corrispondente, dal punto di vista comparativo strettamente territoriale, ai comuni nel resto dell'Europa continentale, anche se amministrativamente hanno un peso del tutto marginale dato che in Inghilterra le funzioni municipali sono esercitate sostanzialmente dai distretti.

Le parrocchie non sono neppure un compartimento obbligatorio. Se la larghissima maggioranza del territorio inglese è incluso in una parrocchia, non così la popolazione, dato che le grandi aree urbane non prevedono questo ente locale, facendo sì che solo un terzo degli inglesi abiti in una parrocchia. Weston-super-Mare è la parrocchia con il maggior numero di residenti. Di contro, alcune parrocchie sono disabitate e sono state mantenute solo per motivi patriottici, i loro abitanti essendo fuggiti o periti per bombardamenti nazisti durante la guerra. Nel complesso, le parrocchie sono circa diecimila.

Le parrocchie sono generalmente rette da un consiglio, ma le più piccole si reggono semplicemente sulla democrazia diretta dei pochi residenti. Oltre una certa soglia, le parrocchie possono ricevere il titolo di town, paese, dalle superiori autorità locali, mentre più sopra è il monarca a rilasciare eventualmente il titolo di città, che dà diritto ad avere un sindaco.

Le poche funzioni delle parrocchie sono delegate dagli enti superiori, e sono variabili a seconda dei casi. Se le città hanno poteri e risorse quasi municipali, le parrocchie più piccole gestiscono qualche struttura come i parchi pubblici, talvolta le biblioteche o la raccolta dei rifiuti o l’illuminazione stradale.

Parrocchie della Louisiana

La Louisiana è l'unico stato degli Stati Uniti d'America oltre all'Alaska in cui il territorio è suddiviso in 64 parrocchie (parishes), e non in contee (counties). L'usanza risale ai tempi della colonizzazione francese e spagnola dell'area.

Parrocchie della diocesi di Roma

La diocesi di Roma è organizzata territorialmente in 2 vicariati: uno per le 332 parrocchie che si trovano in territorio italiano, uno per le due sole parrocchie che si trovano nel territorio della Città del Vaticano. Le parrocchie italiane sono organizzate in 5 settori, ognuno a sua volta suddiviso in diverse prefetture, per un totale di 36. A capo di ogni settore vi è un vescovo ausiliare, mentre a capo delle prefetture vi è un prefetto eletto dai parroci delle parrocchie inserite nel settore. Alle 332 parrocchie in territorio italiano vanno aggiunte le due parrocchie che formano la diocesi di Ostia, amministrata dal Vicariato di Roma (Sant’Aurea e Sant'Agostino Vescovo).

Parrocchie di Andorra

Le parrocchie di Andorra (parròquies in catalano, al singolare parròquia) sono la suddivisione territoriale primaria del Principato di Andorra. I confini delle parrocchie, usuale ripartizione locale della Chiesa cattolica, divennero col tempo anche parrocchie civili, la suddivisione amministrativa di base dello Stato.

Alcune parrocchie (Ordino, La Massana e Sant Julià de Lòria) sono statisticamente suddivise in quarts (quarti) mentre la parrocchia di Canillo è suddivisa in veïnats (vicinati). Ogni parrocchia è costituita da diversi villaggi.

Parroco

Il parroco è il presbitero che il vescovo invia a presiedere una parrocchia.

L'autorità del parroco è dipendente da quella del vescovo, per realizzare gli orientamenti che questi propone alla sua diocesi. Quando un parroco detiene una qualche giurisdizione sulle parrocchie limitrofe, riunite in unità pastorali, foranie, vicariati o decanati, o presiede un capitolo canonico, prende il titolo di moderatore, vicario, prevosto, arciprete o decano. Gli stessi titoli possono essere spesso attribuiti anche per ragioni onorifiche.

Pieve

La pieve (dal latino plebs, "popolo") è una chiesa con annesso battistero. Nell'Alto Medioevo la pieve, detta chiesa matrice o plebana, era al centro di una circoscrizione territoriale civile e religiosa. A essa erano riservate alcune funzioni liturgiche e da essa dipendevano altre chiese e cappelle prive di battistero. Dal Basso Medioevo le funzioni proprie della pieve passarono alla parrocchia.

San Giuseppe Vesuviano

San Giuseppe Vesuviano è un comune italiano di 32.024 abitanti della città metropolitana di Napoli in Campania.

Scanzorosciate

Scanzorosciate (Scans in dialetto bergamasco) è un comune sparso italiano di 10.031 abitanti della provincia di Bergamo, in Lombardia.

Situato sulle prime propaggini collinari delle Alpi Orobie, dista circa 7 chilometri dal capoluogo orobico.

Nato nel 1927 in seguito alla fusione dei comuni di Scanzo e Rosciate, comprende sul proprio territorio cinque frazioni, legate ognuna a una diversa parrocchia: Scanzo (Parrocchia di San Pietro e Paolo); Rosciate (Parrocchia di Santa Maria Assunta); Negrone (Parrocchia di San Pantaleone e San Nicola); Tribulina (Parrocchia di San Giovanni nei Boschi) e Gavarno Vescovado (Parrocchia Santissima Trinità).

Shreveport

Shreveport (/ˈʃriːvpɔːrt/ SHREEV-port) è un comune (city) degli Stati Uniti d'America e capoluogo della parrocchia di Caddo nello Stato della Louisiana. Una piccola parte della città si estende nella parrocchia di Bossier. La popolazione era di 199,311 persone al censimento del 2010, il che la rende la terza città più popolosa dello stato e la 109ª città più popolosa della nazione.

Shreveport venne fondata nel 1836 dalla Shreve Town Company, una società fondata per sviluppare una città all'incrocio tra il nuovo fiume navigabile Red River e il Texas Trail, una strada via terra lungo la Repubblica del Texas e, prima di allora, in Messico.

Shreveport è il centro commerciale e culturale della regione Ark-La-Tex, dove si incontrano Arkansas, Louisiana e Texas.

Teglio

Teglio (Téi in dialetto valtellinese, Tell in tedesco) è un comune italiano di 4 581 abitanti della provincia di Sondrio, in Lombardia, situato nella media Valtellina.

Vicario parrocchiale

Il vicario parrocchiale o viceparroco è un presbitero che il vescovo diocesano invia a una parrocchia per affiancare il parroco. Nell'Italia settentrionale è diffuso, come sinonimo, il termine cappellano proprio per indicare il vicario parrocchiale.

Chiese particolari della Chiesa cattolica
Diocesi della Chiesa cattolica latina
Circoscrizioni equiparate a diocesi
Diocesi delle Chiese cattoliche orientali
Raggruppamenti di diocesi
Suddivisione diocesana

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