Occupazione militare

Per occupazione militare si intende, nel diritto internazionale, la presenza di forze armate straniere all'interno del territorio di uno Stato in una misura preponderante rispetto a quella delle forze armate dello Stato occupato.

Cenni storici

Esempi di occupazione militare, nella storia, soprattutto del tipo cruento, sono innumerevoli. Essi hanno talora comportato l'incorparazione del territorio occupato in quello dello Stato occupante - come nel caso del Tibet occupato militarmente dalla Cina nel 1959 - ovvero, più frequentemente, un ripristino solo parziale della sovranità dello Stato occupato in favore di un potere d'ingerenza da parte dello Stato - o della coalizione di Stati - occupante. È il caso degli effetti dell'occupazione, durante e dopo la seconda guerra mondiale, di gran parte dei paesi dell'Europa orientale: (Estonia, Lettonia, Lituania, Carelia e tutti gli altri paesi del Patto di Varsavia) da parte dell'Unione sovietica.

In taluni casi - come quelli dell'Italia, della Germania e del Giappone durante e dopo la seconda guerra mondiale - l'occupazione militare straniera produce l'effetto indiretto della scomparsa di un regime totalitario o autoritario e la conseguente liberazione di tutte le forze politiche e culturali, fino ad allora represse, aventi un carattere liberale e/o democratico, innescando un rapido processo, appunto, d'instaurazione o ripristino di un regime liberaldemocratico. Anche in quest'ultimo caso, però, il ripristino della sovranità dello Stato già occupato è molto raramente pieno e completo, riservandosi quasi sempre lo Stato o coalizione già occupante d'imporre delle misure atte ad impedire il ripresentarsi delle condizioni che avevano determinato la guerra e, quindi, l'occupazione.

Le motivazioni

Tale presenza può essere scaturita da un'invasione cruenta del territorio causata dal prevalere delle forze occupanti su quelle dello Stato occupato, con le quali si trova in guerra, ovvero - più raramente - dalla richiesta fatta dallo Stato medesimo, dichiaratosi più o meno temporaneamente impossibilitato a mantenere al proprio interno la pace civile.

In quest'ultimo caso, però, si tende a parlare più precisamente di operazioni per il mantenimento della pace o peacekeeping.

Voci correlate

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2 febbraio

Il 2 febbraio è il 33º giorno del calendario gregoriano. Mancano 332 giorni alla fine dell'anno (333 negli anni bisestili).

Chiesa ortodossa di Cipro

La Chiesa di Cipro (Ἐκκλησία τῆς Κύπρου / Εκκλησία της Κύπρου) è una delle 14 Chiese autocefale ortodosse. La comunità di Cipro è una delle più antiche: fondata secondo la tradizione dall'apostolo Barnaba, a Cipro ha sede la più antica comunità cristiana dopo quella di Gerusalemme. I fedeli costituiscono oltre l'80% della popolazione dell'isola, che conta 750.000 abitanti (tenendo conto anche della parte della Repubblica sotto occupazione militare turca).

La Chiesa è in comunione con le altre Chiese ortodosse. L'attuale primate è l'arcivescovo Crisostomo II, che porta il titolo tradizionale di «Nuova Giustiniana e di tutta Cipro», ed è stato eletto dal Santo Sinodo della Chiesa di Cipro il 6 novembre 2006. Chrysostomos ha ereditato un antico privilegio concesso dai Bizantini, per cui l'arcivescovo di Cipro firma i documenti ufficiali con inchiostro rosso, come facevano i sovrani.

Cipro del Nord

Cipro del Nord, ufficialmente Repubblica Turca di Cipro del Nord (in turco Kuzey Kıbrıs Türk Cumhuriyeti, in sigla KKTC), è una repubblica auto-proclamata e non riconosciuta dalla comunità internazionale che si estende nella zona settentrionale dell'isola di Cipro dal 1983, nelle zone occupate e controllate dall'esercito turco dopo l'invasione turca di Cipro del 1974.Presidente della Repubblica dalla fondazione (1983) sino al 2005 è stato il leader storico Rauf Denktaş, ostile a compromessi con il governo internazionalmente riconosciuto della Repubblica di Cipro (greco-cipriota) per favorire la riunificazione dell'isola. A partire dal 2003 un movimento politico che punta alla riunificazione e all'ingresso nell'Unione Europea ha preso piede spingendo all'elezione di Mehmet Ali Talat come Primo ministro nel 2004 e come Presidente il 17 aprile 2005.

La sua capitale è Nicosia Nord (in turco Lefkoşa), ovvero la parte nord sotto occupazione militare turca della città di Nicosia, divisa dalla linea di demarcazione dell'armistizio (la Green Line o Attila Line).

Cisgiordania

La Cisgiordania (letteralmente "la parte al di qua del Giordano"; in arabo: الضفة الغربية‎, aḍ-Ḍiffä l-Ġharbīyä; in ebraico: הגדה המערבית‎?, HaGadah HaMa'aravit o, sempre in ebraico e ufficialmente per lo Stato d'Israele, יהודה ושומרון, Yehuda ve'Shomron, Giudea e Samaria; in inglese chiamata West Bank, "la sponda occidentale") è un territorio senza sbocco al mare sulla riva occidentale del fiume Giordano, nel Medio Oriente. Fa parte, assieme alla striscia di Gaza, dei "territori palestinesi" e della regione storico-geografica della Palestina.Prima della Grande Guerra, la zona ora conosciuta come Cisgiordania è stata sotto il dominio ottomano, come parte della provincia di Siria. Nel 1920, alla conferenza di Sanremo, la vittoria delle forze alleate l'assegnò alla sovranità del Mandato britannico della Palestina. La Guerra arabo-israeliana del 1948 vide la creazione di Israele in alcune parti dell'ex Mandato, mentre la Cisgiordania fu conquistata e annessa alla Transgiordania che divenne Giordania. Gli accordi di armistizio del 1949 hanno definito i suoi confini ad interim.

Dal 1948 al 1967, la zona fu sotto il controllo giordano, e la Giordania non rinunciò ufficialmente alle sue pretese sull'area sino al 1988. Le richieste della Giordania non furono mai riconosciute dalla comunità internazionale, con l'eccezione del Regno Unito. la definizione dei confini venne stabilita in seguito alla stipulazione dell'armistizio di Rodi, quando venne definita dalle linee di "cessate il fuoco" tra gli eserciti israeliano e giordano. Dal 1967, a seguito della guerra dei sei giorni, la maggior parte della Cisgiordania è sotto occupazione militare israeliana, benché sia rivendicata interamente dallo Stato di Palestina, andando a costituire assieme alla Striscia di Gaza i cosiddetti territori palestinesi occupati dagli israeliani.

Crisi di successione portoghese

La crisi successoria in Portogallo del 1580 fu la conseguenza della morte senza eredi del re Sebastiano I del Portogallo e del suo successore Enrico I agli inizi del 1580. Le Cortes portoghesi dovevano decidere chi, tra vari pretendenti poteva occupare il trono portoghese, però prima che la elezione venisse fatta, il re castigliano Filippo II, facendo valere il suo diritto alla successione alla corona portoghese, ordinò l'invasione militare del paese. L'infante don Antonio si autoproclamò re, ma le sue scarse truppe furono battute dall'esercito spagnolo nella Battaglia di Alcantara, e l'anno successivo Filippo d'Asburgo venne riconosciuto come re del Portogallo.

Fu l'inizio del periodo dell'unione dinastica di tutta la penisola iberica, che durò fino al 1640, data d'inizio della guerra di restaurazione portoghese.

Dodecaneso

Il Dodecaneso o Dodecanneso (in greco Δωδεκάνησα, pr. Dodekánisa, dal significato letterale di "dodici isole") è un arcipelago della Grecia, compreso tra l'Asia Minore (odierna Turchia), l'isola di Creta a Sud, le Cicladi ad Ovest e l'isola di Samo a Nord.

Dal punto di vista amministrativo era una prefettura appartenente alla regione dell'Egeo Meridionale, abolita a partire dal 1º gennaio 2011 a seguito dell'entrata in vigore della riforma amministrativa detta programma Callicrate. Il capoluogo era la città di Rodi.

Governatorato del Caucaso sud-occidentale

Il governatorato del Caucaso sud-occidentale (in turco: Güneydoğulu Kafkasya Cumhuriyeti) era uno Stato fantoccio dell'Impero ottomano, creato dopo l'invasione turca dell'Amministrazione dell'Armenia occidentale e l'avanzata nella Repubblica Federale Democratica Transcaucasica, nei territori ex-russi, in cui rappresentò l'occupazione militare turca.

Dopo il trattato di Batumi del 4 giugno, che segnò la pace tra Impero ottomano e Repubblica Democratica di Armenia (erede della Transcaucasia), il governatorato ottenne confini definiti. Con l'Armistizio di Mudros del 30 ottobre, l'assemblea del governatorato rifiutò di accondiscendere ai patti anglo-turchi che ne prevedevano l'annessione all'Armenia, ed il 1º dicembre si proclamò Repubblica indipendente. Il 19 aprile 1919 il territorio venne occupato militarmente da reparti britannici comandati da sir Somerset Arthur Gough-Calthorpe, e mantenuto sotto tale occupazione fino al 7 luglio 1920, quando fu ceduto all'Armenia. Durante la guerra turco-armena venne nuovamente occupato dai turchi della Repubblica di Turchia. Col trattato di Kars del 16 maggio 1921 il territorio passava alla RSS Georgiana nell'Unione Sovietica.

Invasione austriaca della Toscana

La invasione austriaca della Toscana rappresentò, insieme alla repressione della Repubblica Romana ed all'assedio di Venezia, il culmine del processo repressivo che spense, definitivamente, le rivoluzioni italiane del 1848.

Isole Spratly

Le Isole Spratly (in cinese: 南沙群岛, in pinyin: Nánshā Qúndǎo; in vietnamita: Quần Đảo Trường Sa, in tagalog: Kapuluan ng Kalayaan), sono un arcipelago nel Mar Cinese Meridionale, giacente sul 10º parallelo, tra le coste del Vietnam, delle Filippine e del Brunei.

Lucio Cornelio Silla

Lucio Cornelio Silla (in latino Lucius Cornelius Sulla Felix, AFI: [ˈluːkɪʊs kɔrˈneːlɪʊs ˈsʉlla ˈfeːlɪks], nelle epigrafi L·CORNELIVS·L·F·P·N·SVLLA·FELIX; Roma, 138 a.C. – Cuma, 78 a.C.) è stato un militare e dittatore romano.

Natale di sangue

Con Natale di sangue ci si riferisce agli scontri che ebbero luogo a Fiume intorno al Natale 1920. Esse opposero le truppe del Regio Esercito alle forze militari della autoproclamata Reggenza italiana del Carnaro guidata da Gabriele D'Annunzio e segnarono la fine dell'impresa di Fiume.

Occupazione

L'occupazione, (in latino occupatio) in diritto, è una condotta consistente nella presa di possesso di beni mobili o immobili, che appartengano o meno ad altri soggetti.Può costituire un modo di acquisto della proprietà per usucapione quando il bene oggetto dell'occupazione non appartiene ad alcuno (cosiddette res nullius) o è stato volontariamente abbandonato dal proprietario (cosiddetta res derelicta).

Occupazione italiana di Adalia

L'occupazione italiana di Adalia, città della Turchia, avvenne nelle fasi convulse che portarono al trattato di Sèvres (dal 1919 al 1922).

Regno d'Egitto

Il Regno d'Egitto fu il primo vero Stato moderno egiziano come nazione indipendente; esso nacque nel 1922, anno in cui il governo britannico concesse all'Egitto l'indipendenza al fine di sopprimere la crescita del nazionalismo, e durò fino al 1953, quando in seguito alla Rivoluzione Egiziana del 1952 venne abolita la monarchia (di fatto in precedenza l'Egitto era stato un territorio formalmente ottomano sotto occupazione britannica dal 1882 al 1914, e dal 1914 al '22 era diventato un protettorato britannico).

L'Egitto nel 1882 fu invaso dall'Impero Britannico per sostenere il Regime del Chedivè (viceré) così da fronteggiare l'aumento del nazionalismo e per assicurarsi sostanzialmente il controllo del Canale di Suez, una via marittima di primaria importanza sulla rotta dell'India Britannica. Questo segnò l'inizio di un lungo periodo di occupazione militare britannica dell'Egitto, anche se esso formalmente faceva parte dell'Impero Ottomano. Nel 1899 l'Impero Britannico impose all'Egitto il "condominio" sul Sudan, che divenne "Anglo-egiziano", e rimase tale sino al conseguimento dell'indipendenza (1956).

In seguito, nel 1914, durante la prima guerra mondiale, in cui la Gran Bretagna si trovava schierata contro gli Ottomani, i Britannici proclamarono l'Egitto loro Protettorato, e sostituirono il viceré (di tendenze filo ottomane), con un altro membro della sua famiglia, proclamandolo Sultano d'Egitto (che quindi fu un sovrano posto sul trono dagli stessi britannici ed era de facto una figura di facciata).

La Monarchia, intesa come stato autonomo dell'Egitto, venne istituita e in seguito riconosciuta come indipendente dagli inglesi nel 1922, rappresentata nella persona di Fuʾād I, combattendo su due fronti politici: da una parte il Wafd, una grande organizzazione politica nazionalista fortemente contraria all'influenza britannica, e dall'altra gli inglesi, che erano decisi a mantenere il controllo sul canale di Suez. Altri partiti politici stavano emergendo in questo periodo; tra questi i più importanti erano il Partito Comunista Egiziano (1925) e la Fratellanza Musulmana (1928), destinata a diventare una grande potenza politica e religiosa.

Re Fuʾād morì nel 1936, e il trono passò al principe Fārūq, che ereditò la corona all'età di 16 anni. Re Fārūq I d'Egitto, allarmato dalla recente conquista italiana dell'Etiopia, firmò un trattato con il Regno Unito, che impegnava quest'ultimo a ritirare tutte le sue truppe dal territorio egiziano, tranne che sul canale di Suez (che sarebbe stato in seguito evacuato nel 1949).

Il Regno fu presto afflitto dalla corruzione, e visto dagli stessi sudditi egiziani come un paese fantoccio nelle mani inglesi. Questo, in concomitanza con la sconfitta nella guerra arabo-israeliana del 1948, portò ad un colpo di stato nel 1952 da parte di un gruppo di ufficiali dell'Esercito chiamato Movimento dei Liberi Ufficiali. Re Fārūq abdicò a favore del figlio neonato, Fuʾād II, nella speranza di salvare la corona. Tuttavia nel 1953 la Monarchia venne formalmente abolita, il Re e la sua famiglia mandati in esilio (l'ormai ex re Fārūq trovò asilo in Italia) e venne proclamata la Repubblica Araba d'Egitto.

Repubblica Subalpina

Il termine di repubblica subalpina viene usato nelle opere storiografiche per indicare il periodo della storia del Piemonte d'inizio Ottocento immediatamente precedente all'annessione alla Francia ad opera di Napoleone.

Repubblica autonoma di Crimea

La Repubblica autonoma di Crimea è una repubblica autonoma dell'Ucraina.

L'11 marzo 2014, la repubblica si è dichiarata indipendente e il 18 marzo 2014, a seguito di un referendum considerato illegale e non valido dalla comunità internazionale, è stata annessa alla Federazione russa con il nome di Repubblica di Crimea.

L'Ucraina e la maggior parte della comunità internazionale non ne riconosce l'indipendenza territoriale e l'annessione alla Federazione russa; in particolare, l'Unione europea e gli Stati Uniti d'America considerano illegale sia la proclamazione d'indipendenza sia il referendum del 2014, oltre che la successiva richiesta di annessione alla Russia, e considerano lo status giuridico del suo territorio come sotto "occupazione militare" dell'esercito russo. Il 17 marzo 2014 è stata adottata come moneta a corso legale il rublo russo, mentre dal 30 marzo 2014 vige l'ora di Mosca, attualmente fissata a UTC+3. La sovranità della Russia sulla penisola è però riconosciuta solo da una parte minoritaria della comunità internazionale.

Il territorio della Repubblica autonoma di Crimea occupa la quasi totalità della penisola di Crimea ed è posta sulla costa settentrionale del Mar Nero. Nel corso della sua storia plurimillenaria, la Crimea ha visto passare sul suo territorio tanti popoli e dominazioni diverse: cimmeri, greci, sciti, sarmati, romani e bizantini, goti, unni, genovesi, tartari, veneziani, turchi, russi e ucraini.

La Repubblica di Crimea misura 26 200 km² e nel 2007 contava 1 973 185 abitanti. La città di Sebastopoli e il suo hinterland fanno invece parte di un'unità amministrativa autonoma con una popolazione di 379 000 abitanti. Capitale e sede degli uffici amministrativi è la città di Simferopoli, posta al centro della penisola. La popolazione complessiva di tutta la penisola di Crimea nel 2007 era di 2 352 385.

La popolazione è per il 58,5% di etnia russa e per il 24,4% di etnia ucraina. La minoranza etnica dei tartari di Crimea, che nel 2001 formavano il 12,1% della popolazione, discende direttamente dal periodo della dominazione del Khanato di Crimea. Fino alla fine del XIX secolo, i tartari rappresentavano la maggioranza della popolazione, poi, in seguito alla massiccia immigrazione russa ed ucraina, sono diventati una minoranza fino quasi a scomparire a causa della deportazione di massa verso l'Asia centrale effettuata da Stalin nel 1944. Con la fine dell'Unione Sovietica i tartari poterono ritornare in Crimea.

In Crimea, specialmente nell'area di Kerč, vivono ancora oggi i discendenti degli Italiani di Crimea. Durante la seconda guerra mondiale l'intera comunità è stata accusata di collaborazionismo con i tedeschi e deportata a partire dal 29 gennaio 1942. Chi era sfuggito al primo rastrellamento fu catturato e deportato l'8 e il 10 febbraio 1942: l'intera comunità, compresi i rifugiati antifascisti che si erano stabiliti a Kerč, venne radunata e costretta a mettersi in viaggio verso i Gulag.

Secondo armistizio di Compiègne

Il secondo armistizio di Compiègne fu siglato alle 18:50 del 22 giugno 1940 dalle delegazioni francesi e tedesche; esso pose fine alle ostilità tra la Francia e il Terzo Reich iniziatesi dopo l'invasione tedesca della Polonia.

A seguito della firma di quest'armistizio, il territorio francese venne diviso in due parti: la parte settentrionale e le coste atlantiche vennero occupate militarmente dalla Wehrmacht; la parte centro-meridionale restò invece sotto il controllo di un nuovo governo francese formalmente indipendente dai tedeschi. I territori dell'Alsazia e Lorena, annessi dalla Francia dopo la fine della prima guerra mondiale, furono di fatto riannessi alla Germania, sebbene ufficialmente fossero sotto occupazione militare come il resto della Francia del Nord.

Sulayman Farangiyye

Sulaymān Qabalān Beik Farangiyye (in arabo: سليمان فرنجية‎), talvolta traslitterato Frangie, Frangieh, Franjieh, Franjiyeh o Faranjiyye (15 giugno 1910 – 23 luglio 1992) è stato un politico libanese, di religione cristiano-maronita, Presidente della Repubblica del Libano dal 1970 al 1976.

La sua presidenza ha visto l'esplodere della Guerra civile libanese, che è durata dal 1975 al 1990, come pure una protratta occupazione militare israeliana nel Sud-Libano e (sotto l'etichetta delle FAD siriana nel resto del paese, finita quest'ultima solo nel 2005.

Timor Est

Timor Est (nome ufficiale Repubblica Democratica di Timor Est) è un Paese del sud-est asiatico.

Esso è composto dalla metà orientale dell'isola di Timor, dall'exclave di Oecusse sulla costa nord della parte occidentale di Timor, dall'isola di Atauro, a nord, e dall'isolotto di Jaco, al largo della punta orientale dell'isola.

L'unico confine terrestre di Timor Est è condiviso con l'Indonesia. Le acque territoriali di Timor Est confinano a sud con le acque australiane nel Mar di Timor. La sua capitale è Dili, città costiera a nord dell'isola.

Conosciuto in passato come Timor portoghese in quanto il Paese è stato una colonia del Portogallo fino al 1975. L'indipendenza fu dichiarata unilateralmente il 28 novembre dello stesso anno, a opera di fazioni filo-comuniste. Il timore di avere un governo comunista indipendente all'interno dell'arcipelago indonesiano nelle fasi più concitate della guerra fredda portò l'Indonesia a invadere Timor Est su vasta scala, con il supporto dei governi occidentali, nel dicembre 1975 e a dichiararlo come la propria 27ª provincia il 17 luglio 1976, col nome di Timor Timur.

Il 30 agosto 1999 gli abitanti di Timor Est optarono per l'indipendenza in un referendum organizzato dalle Nazioni Unite, approvato a larga maggioranza della popolazione. È diventata la prima Nazione a raggiungere l'indipendenza nel XXI secolo.

La lingua principale parlata a Timor Est è stata l'indonesiano per i 25 anni di occupazione militare, ma oggi è la lingua tetum, più parlata nella capitale. Tetum e portoghese formano le due lingue ufficiali del Paese, che fa parte della Comunità dei Paesi di lingua portoghese. Indonesiano e inglese, inoltre, sono classificati dalla Costituzione di Timor Est come lingue di lavoro, indispensabili per i rapporti commerciali con i Paesi della regione.

È uno dei due Paesi prevalentemente cattolici presenti in tutta l'Asia, l'altro è l'arcipelago delle Filippine. Si stima infatti che circa il 97% della popolazione professi la religione cattolica.Timor Est al 2017 è un paese ancora molto povero economicamente; dal 2008 però l'economia timorese sta registrando una rapida crescita economica, grazie alla scoperta e allo sfruttamento di parecchie riserve di petrolio, e l'aumento costante degli investimenti sia interni che esteri nel paese.

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