Monarchia

La monarchia è una forma di governo in cui la carica di capo di Stato è esercitata da una sola persona, come suggerisce l'etimologia del lemma (dal latino tardo monarcha(m), che è dal greco monárchis, composto di mónos (μόνος) "solo, unico" e archìs, da árchō (ἄρχω), "governare, comandare"), per tutta la durata della sua vita o fino alla sua rinuncia (abdicazione).

Questa figura è il monarca ed è considerato un membro a parte rispetto al resto delle persone dello Stato che sono suoi sudditi. Quando il monarca cessa le sue funzioni viene sostituito da uno nuovo, solitamente secondo un criterio ereditario nel contesto di una stessa famiglia, detta dinastia; si parla dunque di successione al trono. Ciò nonostante non mancano casi di elezione, come nel Sacro Romano Impero e in Haiti, o casi di adozione. Talvolta la successione dinastica avviene alla morte di un primo monarca eletto, come accadde in Svezia per l'attuale casa regnante.

World Monarchies

     Monarchia assoluta

     Monarchia costituzionale

     Monarchia parlamentare

     Reami del Commonwealth, Stati in Unione personale con il Sovrano del Regno Unito

     Monarchie subnazionali (parziali)

Storia

La monarchia affonda le sue radici nella remota antichità in stretta connessione con la coscienza religiosa dei vari popoli. Tra il III millennio a.C. e il I millennio a.C. in Egitto, in Assiria e a Babilonia si realizzò un progetto di divinizzazione del monarca, passando attraverso stadi intermedi: prima re-sacerdote, poi ministro di dio, infine emanazione di dio o dio stesso. Presso gli ebrei l'avvento della monarchia coincise con l'unificazione del territorio; il monoteismo di questo popolo sbarrò la strada alla divinizzazione del monarca, che si dispiegò invece in Persia. In Grecia la forma monarchica già presente a Micene venne soppiantata per lungo tempo dalla struttura oligarchica o democratica delle città-stato, per tornare vitale con l'impero macedone di Filippo e Alessandro Magno. Secondo il principio aristotelico, la monarchia è una delle tre forme sane di governo, assieme ad aristocrazia e politeia, mentre la sua forma degenerata è la tirannide.

A Roma la monarchia fu la prima forma di governo (VII-VI a.C.), ma ebbe come contrappeso il Senato e i comizi popolari: questa situazione preparò il passaggio alla repubblica e continuò anche nella prima fase dell'impero, almeno fino a Vespasiano (70-79 d.C.) che formalizzò la successione ereditaria, dove l'Imperatore veniva formalmente investito del potere dal Senato dal popolo. Il principato e l'impero a Roma ebbero la forma di monarchia sia ereditaria sia elettiva, in quanto l'imperatore era o un erede del princeps defunto oppure era scelto per acclamazione da parte gli eserciti nelle province oppure per elezione da senato o ordine pretoriano tra gli eredi o infine tra chi ritenevano più opportuno: non solo chi fosse il migliore a ricoprire quel ruolo, ma soprattutto chi meglio potesse soddisfare gli interessi della parte elettrice.

La monarchia germanica e feudale

Per i popoli barbarici il Re era essenzialmente il capo militare e solo successivamente si trasformò in capo politico. La sua scelta avveniva per elezione e il potere restò quindi a lungo limitato dalle assemblee dei "liberi" prima e dei "grandi" poi. La forma monarchica assoluta e divinizzata lasciata in eredità dal mondo romano faticava a conciliarsi con la forte tendenza germanica all'autonomia individuale. Definitiva stabilità fu raggiunta solo con l'incoronazione di Carlo Magno il 25 dicembre 800. Infatti il potere della dinastia carolingia veniva da Dio, tramite il pontefice, e non più dal popolo ed era assai più estesa che in precedenza. Poiché la base di consenso non doveva più essere ricercata nei legami tribali, divenne predominante il vincolo feudale che poneva al vertice del sistema il Re, ma attribuiva anche grandissimo potere alla nobiltà terriera.

Monarchia assoluta e monarchia costituzionale

Quando, a partire dalla fine dell'XI secolo, l'omogenea struttura feudale cominciò a trasformarsi in un complesso più articolato, la monarchia venne a porsi come indispensabile strumento di mediazione tra le varie forze in campo (nobiltà e borghesia, centri cittadini e campagna feudale). Dove le forze centrifughe non prevalsero si diffuse una monarchia dalle nuove caratteristiche (Spagna, Francia, Regno Unito, ecc.), centro di un'estesa burocrazia, motore di una capillare rete finanziaria, organizzatrice di un forte esercito stanziale. Tale forma di governo centralizzata fu detta "monarchia assoluta", e in essa il Re rivestì non più il ruolo di arbitro, posto in posizione di superiorità rispetto ai diversi gruppi sociali, ma quello di fonte del diritto.

Secondo Jean Bodin il sovrano assoluto si riveste di una sovranità che appartiene originariamente al popolo, ma di cui questo può spogliarsi in modo irrevocabile, conferendola ad un principe. Ciò può avvenire per favorire l'opera di revisione e modernizzazione del diritto che il sovrano feudale, sostanzialmente custode delle tradizioni, non poteva svolgere appieno. In questo senso il sovrano assoluto, invece, è legibus solutus, cioè libero dal vincolo costituito dalla legislazione precedente. Il coinvolgimento a Corte della grande nobiltà favorirà questo processo di accentramento del potere, impedendo all'aristocrazia di ostacolare la burocratizzazione del territorio.

Negli ultimi secoli il termine monarchia viene anche impiegato, spesso nell'espressione monarchia costituzionale, per indicare forme di governo in cui esiste un sovrano, ma il suo potere è più o meno limitato dalla presenza di parlamenti, secondo forme che sarebbero più propriamente aristocratiche o democratiche.

Il Regno Unito fu la prima monarchia in cui il Re era limitato nei suoi poteri a causa della "Magna Charta". Attualmente in Europa l'unico Stato dove vi è una monarchia assoluta è lo Stato della Città del Vaticano. In Asia alcune monarchie, come l'Arabia Saudita, sono assolute.

Il Vaticano ha una forma di governo monarchica in cui la Costituzione assegna la pienezza e totalità dei poteri (esecutivo, legislativo e giudiziario) al Pontefice. Essa tuttavia è una monarchia assoluta elettiva a carattere vitalizio, cioè il Papa non ha il potere di scegliersi il successore che invece dev'essere scelto dal Sacro Collegio Cardinalizio. Esistono inoltre altre forme di autolimitazione del potere temporale dei pontefici. Comunque la forma monarchica più diffusa in Occidente è attualmente la monarchia parlamentare.

Dibattito

Se si esclude il gruppo delle 8 monarchie costituzionali presenti tra i 21 Stati monarchici che nel 2009 superavano il milione di abitanti, il quadro della tutela dei diritti umani offerto dalle monarchie non sembra positivo. Eppure la medesima ricerca accademica politologica ha notato che:

a) le monarchie possono assumere la forma della monarchia costituzionale, con un parlamento che legifera e un governo che dipende dal sovrano, un regime che per molti paesi oggi democratici (soprattutto europei) ha rappresentato una tappa importante nel passaggio dalla monarchia assoluta alla democrazia e che ancor oggi potrebbe offrire una soluzione temporanea per alcuni paesi del Medioriente; b) tra le monarchie autocratiche predominano le forme blande di autoritarismo, un fatto che non è casuale in quanto l’autorità monarchica gode in genere di una legittimazione tradizionale (spesso religiosa) che la dispensa dal fare ricorso alle forme più brutali di oppressione. Le forme più dure di autocrazia (dittature militari, sistemi a partito unico, dittature personali) sono in genere repubblicane; per contro nelle più autocratiche tra le monarchie, i tratti di rigido tradizionalismo e di severo paternalismo dominano su quelli ferocemente repressivi tipici dei regimi repubblicani; c) l’esistenza di regole note e accettate per la successione al trono rende meno acuta la lotta per il potere supremo nelle monarchie; d) le monarchie autocratiche sono in genere più stabili se si mantengono relativamente moderate, quelle più brutalmente repressive sono più esposte al rischio di un rovesciamento rivoluzionario o di congiure di palazzo, in quanto gli individui che controllano un potere assoluto per conto di un sovrano sono facilmente indotti a prenderselo per intero sbarazzandosi del sovrano; e) nel complesso negli ultimi decenni le monarchie sembrano essere riuscite a contenere il rischio dell’emergere di poteri forti di tipo militare o sotto forma di leader populisti con ambizioni dittatoriali, là dove sono stati i sovrani stessi a imprimere una netta svolta autoritaria al regime, le sorti della monarchia sono state spesso compromesse; f) l’esperienza europea suggerisce che la democrazia rappresenta probabilmente l’ambiente più favorevole per la sopravvivenza dell’istituzione monarchica. Non è detto che le monarchie dell’Asia e del Medioriente e Nordafrica siano pronte ad assimilare questa lezione e alle cessioni di potere e di prerogative cui quelle europee sono approdate, ma vi sono buone ragioni per supporre che lo sviluppo di un quadro di pluralismo e di multipartitismo, in cui il sovrano svolge (oltre alle pur sempre fondamentali funzioni simboliche) un ruolo di garante e arbitro, rappresenti la scelta che offre la combinazione più favorevole di sicurezza (dal rischio di destituzione o di abrogazione) e di conservazione di peso politico

(E. Somaini, Geografia della democrazia, Bologna, Il Mulino, 2009, pp. 115-118 (ed. digit.: 2009, doi: 10.978.8815/144287, Capitolo quinto: Forme di governo e democrazia, doi capitolo: 10.1401/9788815144287/c5)

Per converso, alcuni degli argomenti contrari alla sopravvivenza delle monarchie vanno maneggiati con cautela: secondo Karl Loewenstein, ad esempio, va abbandonato il tradizionale argumentum ad hominem contro le monarchie, secondo cui l'ereditarietà delle malattie per l'endogamia delle famiglie reali ne avrebbe indebolito la fibra necessaria per governare; tale argomento risuona di pregiudizi eugenetici utilizzati dal nazismo[1].

Note

  1. ^ Karl Loewenstein, Political Reconstruction (1946) (§ Preview of Coming Events: The Chances of Monarchical Restoration).

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Aristocrazia

L'aristocrazia (dal greco άριστος, àristos, "Migliore" e κράτος, kratos, "comando") è una forma di governo nella quale poche persone (che secondo l'etimologia greca del termine dovrebbero essere i "migliori") controllano interamente lo Stato.

Secondo il pensiero platonico-aristotelico è una delle tre forme di governo, assieme a monarchia e timocrazia, mentre l'oligarchia è la sua forma degenerata.

È stata, assieme all’oligarchia, tra le forme di governo più diffuse in Europa negli ultimi secoli, generalmente sotto forma di monarchie costituzionali, nelle quali il potere del sovrano è controllato da un parlamento composto da soli nobili.

Assolutismo monarchico

L'assolutismo monarchico è una teoria politica che sostiene che una persona, generalmente un monarca, debba detenere i poteri legislativo, esecutivo e giudiziario esercitati in maniera assoluta. Questo è giustificato dal concetto di "diritto divino dei re", che implica che l'autorità di un governante derivi direttamente da Dio, formando una "monarchia teocratica".

Proprio per questo motivo la monarchia assoluta si contrappone a quella costituzionale, dove i poteri del re sono limitati dalla Costituzione, che sancisce i diritti dei cittadini. Nella sua accezione regia, però, il termine non va confuso con la tirannide: il tiranno è colui che governa senza legittimità né limiti, mentre il monarca assoluto è legittimato da Dio ed è tenuto a rispettare varie norme sociali e religiose.

Il termine "assoluto" deriva dal latino ab soluto, ovvero sciolto da ogni costrizione esterna. Quindi il sovrano assoluto è colui che può esercitare liberamente il proprio potere.

Casa Savoia

Casa Savoia è una tra le più antiche e importanti dinastie d'Europa. La sua origine è attestata sin dalla fine del X secolo nel territorio del Regno di Borgogna, dove venne infeudata della Contea di Savoia, elevata poi a Ducato nel XV secolo. Nello stesso secolo, estintasi la dinastia dei Lusignano, ottenne la corona titolare dei regni crociati di Cipro, Gerusalemme e Armenia.

Nel XVI secolo circa spostò i suoi interessi territoriali ed economici dalle regioni alpine verso la penisola italiana (come testimoniato dallo spostamento della capitale del ducato da Chambéry a Torino nel 1563). Agli inizi del XVIII secolo, a conclusione della guerra di successione spagnola, ottenne l'effettiva dignità regia, dapprima sul Regno di Sicilia (1713), dopo alcuni anni (1720) scambiato con quello di Sardegna.

Nel XIX secolo si pose a capo del movimento di unificazione nazionale italiano, che condusse alla proclamazione del Regno d'Italia il 17 marzo 1861. Da questa data e fino al giugno del 1946, quando il referendum sulla forma istituzionale dello Stato sancì l'abolizione della monarchia in favore della repubblica parlamentare, fu la Real Casa d'Italia. Al di fuori della penisola italiana, il duca Amedeo di Savoia-Aosta fu inoltre re di Spagna dal 1870 al 1873, con il nome di Amedeo I di Spagna.

Durante il regime totalitario di Benito Mussolini, la dinastia ottenne formalmente con Vittorio Emanuele III le corone di Etiopia (1936) e di Albania (1939) in unione personale, mentre nel 1941, col duca Aimone di Savoia-Aosta, anche la corona di Croazia. Questi ultimi titoli cessarono tuttavia definitivamente nel 1945, con l'assetto internazionale seguito alla fine della seconda guerra mondiale.

Nel 1947, la XIII Disposizione Transitoria e Finale della Costituzione della Repubblica Italiana dispose l'esilio degli ex-re e dei loro discendenti maschi. Nel 2002, in vista della cancellazione della XIII Disposizione, Vittorio Emanuele di Savoia e suo figlio Emanuele Filiberto di Savoia giurarono per iscritto "fedeltà alla Costituzione repubblicana e al nostro presidente della Repubblica".

Danimarca

La Danimarca (danese: Danmark) è uno Stato membro dell'Unione europea e lo Stato più piccolo e più meridionale della Scandinavia, anche se non appartenente alla penisola scandinava. È membro del Regno di Danimarca (Danmarks Rige), insieme alle Isole Fær Øer ed alla Groenlandia, che godono in diversa misura di una certa autonomia. La capitale è Copenaghen. Al 1º gennaio 2016 la popolazione della Danimarca è risultata essere pari a 5.707.251 abitanti.

Si trova a nord della Germania, stretto del Falster, a sud-ovest della Svezia e a sud della Norvegia, affacciandosi sia sul mar Baltico sia sul Mare del Nord. Il paese è composto da un'ampia penisola, lo Jutland, che confina a sud con la Germania, a cui si aggiungono un considerevole numero di isole, tra le quali Selandia, Fionia, Falster, Lolland, Vendsyssel-Thy e Bornholm oltre circa a 500 isolette minori a cui talvolta ci si riferisce come all'arcipelago danese. Storicamente la Danimarca ha da sempre controllato l'accesso al Mar Baltico e queste acque sono conosciute anche come gli Stretti danesi.

Dal 1901 la Danimarca è diventata una monarchia parlamentare, dopo essere stata una monarchia costituzionale dal 1849 e una monarchia assoluta dal 1660. Con oltre mille anni di durata la monarchia danese è la seconda più antica del mondo regnante, seconda soltanto a quella giapponese, e di conseguenza è quella più antica dell'Europa. L'ingresso nell'Unione europea è avvenuto il 1º gennaio 1973. Il territorio della Groenlandia, pur facendo parte del Regno di Danimarca, gode di ampia autonomia, è regolato da leggi particolari secondo un sistema federale e non fa parte dell'Unione europea. Allo stesso modo, le Isole Fær Øer godono di ampia autonomia, soprattutto in materia di politica interna, e parimenti non sono parte dell'UE.

A partire dalla seconda metà del XX secolo la società danese è stata parzialmente caratterizzata dall'adozione del cosiddetto Modello sociale scandinavo basato su un'ampia diffusione dei servizi pubblici. Secondo uno studio pubblicato dall'UNESCO, la Danimarca può fregiarsi del titolo di "stato più felice" del mondo.

Forma di governo

La forma di governo è il modello organizzativo che uno Stato assume per esercitare il potere sovrano. Più in generale può intendersi come la modalità con cui viene allocato il potere tra gli organi portanti dello Stato: Parlamento, Governo e Capo di Stato; la forma di governo quindi attiene ai rapporti che si vengono a instaurare fra di essi e alle modalità con cui vengono ripartite e condivise le rispettive competenze.

Governo

Il termine governo (dal verbo latino: gubernare, "reggere il timone", a sua volta derivato dal greco antico: κυβερνάω) è utilizzato nel linguaggio giuridico e politologico con vari significati. In un senso molto ampio il governo è l'insieme dei soggetti che in uno stato, a livello centrale o a livello locale, detengono il potere politico.

Impero austro-ungarico

L'Impero austro-ungarico, o semplicemente Austria-Ungheria, intesa come k. u. k. Doppelmonarchie (kaiserliche und königliche Doppelmonarchie, "Duplice monarchia imperiale e regia") o Donaumonarchie ("monarchia danubiana"), fu uno Stato dell'Europa centrale nato nel 1867 con il cosiddetto Ausgleich ("compromesso") tra la nobiltà ungherese e la monarchia asburgica inteso a riformare l'Impero austriaco nato nel 1804.

In virtù di questa riforma costituzionale l'Impero austriaco divenne «monarchia austro-ungarica» che, sotto l'identico sovrano, riconosceva l'esistenza di due regni distinti e in condizioni di parità, per cui il Regno d'Ungheria si autogovernava e godeva di una sua politica autonoma in molti campi. Gli Asburgo (o Absburgo) erano dunque sia imperatori d'Austria sia re di Ungheria. Il nome completo dello Stato era «I regni e le terre rappresentate nel concilio imperiale e le terre della Corona di Santo Stefano». Gli storici individuano questo compromesso col nome di "duplice monarchia".

L'impero aveva una superficie di 680 000 km² (era il secondo paese europeo per estensione dopo l'Impero russo) e nel 1910 contava 52 milioni di abitanti. La capitale era Vienna, città che passò dai 440 000 abitanti del 1840 ai 2 200 000 alla vigilia della prima guerra mondiale, quando era la terza città più grande d'Europa. Austria e Ungheria avevano costituzioni, parlamenti e ministeri separati (per l'Ungheria la capitale era Budapest). Il sovrano e i ministeri competenti per la politica estera, la politica economica e quella militare erano in comune. Accanto all'imperiale e regio esercito comune esistevano anche un esercito nazionale austriaco (kaiserlich-königliche Landwehr) e uno ungherese (Magyar Királyi Honvédség). Le questioni finanziarie (come la spartizione delle spese comuni) e quelle commerciali erano regolate da compromessi decennali rinnovabili.

Trattandosi di un impero multietnico in un'epoca di forte risveglio del nazionalismo, l'Austria-Ungheria fu continuamente travagliata dalle dispute fra gli undici gruppi etnici che lo componevano. Tuttavia malgrado le rivalità etniche nei suoi cinquant'anni di esistenza l'Austria-Ungheria conobbe una rapida crescita economica e una marcata modernizzazione, oltre a molte riforme liberali. Il 28 luglio del 1914 l'Austria-Ungheria diede il via alla prima guerra mondiale invadendo il Regno di Serbia e al termine del conflitto l'impero, sconfitto assieme ai suoi alleati (Imperi centrali), cessò di esistere.

Monarchia asburgica

Monarchia asburgica è il nome non ufficiale utilizzato in storiografia per indicare l'insieme degli Stati governati dal ramo austriaco della Casa d'Asburgo e poi alla Casa d'Asburgo-Lorena, sia interni che esterni al Sacro Romano Impero. Diversamente dalla corona imperiale, che era assegnata tramite elezione, venendo cinta dal capo del casato asburgico quasi ininterrottamente dal 1438 alla fine dell'Impero, la sovranità sugli Stati che componevano la monarchia asburgica si trasmetteva per via ereditaria. Spesso ci si riferisce a tale entità utilizzando la sineddoche Austria, poiché l'Arciducato d'Austria e la sua capitale Vienna ne rappresentavano il centro politico.

La monarchia si sviluppò dalle terre ereditarie degli Asburgo (per lo più le moderne Austria e Slovenia), accumulate dal 1278. La monarchia crebbe nel 1526, quando l'arciduca Ferdinando, il fratello minore di Carlo V, fu eletto re di Boemia e Ungheria a seguito della morte di Luigi II, il re di questi due Paesi, caduto in battaglia contro i turchi alla battaglia di Mohács. Da quel momento la monarchia crebbe fino al livello in cui poteva governare su più di mezza Europa, costituendo così uno dei più lampanti esempi di monarchia composita, ossia monarchia costituita da territori tra loro non contigui territorialmente.

Nel 1804 l'imperatore Francesco II, presagendo il prossimo sciglimento del Sacro Romano Impero, per non perdere il titolo di imperatore fuse gli Stati della monarchia asburgica nell'Impero austriaco, che nel 1867 si trasformò nell'Impero austro-ungarico, caduto nel 1919.

Monarchia costituzionale

La monarchia costituzionale è la forma di governo che storicamente nasce dal passaggio dallo Stato assoluto allo Stato liberale e può essere considerata dunque come una forma di passaggio da un governo a monarchia assoluta a un sistema istituzionale a monarchia parlamentare (in cui un monarca con l'aiuto di un governo promuove e decide le leggi).

Monarchismo

Il monarchismo è la concezione politica che ritiene la monarchia come la migliore forma di governo.

Un monarchico sostiene la necessità che un paese sia retto da un sovrano a prescindere dalla particolare persona che, in un dato momento e contesto, detiene tale carica; in questo senso si distingue dal lealismo, inteso come fedeltà a un determinato monarca, e si oppone al repubblicanesimo.

Reggenza

La reggenza è la sovranità esercitata da una persona (detta reggente) in sostituzione del monarca.

Regno di Francia

Il Regno di Francia è il nome storiografico dato a diverse entità politiche della Francia, dal medioevo all'epoca moderna. Secondo gli storici, la data del primo Regno di Francia è associabile ad uno di questi tre eventi: l'avvento di Clodoveo I nel 481, la divisione dell'Impero carolingio nel 843 e l'elezione di Ugo Capeto nel 987. Il regno dura quindi ininterrottamente fino al 1792, poi è brevemente ristabilito dal 1814 al 1848.

Regno di Grecia

Il Regno di Grecia (in greco: Βασίλειον τῆς Ἑλλάδος, Vasileion tīs Ellados) era uno stato creato nel 1832 alla Conferenza di Londra dalle grandi potenze (il Regno Unito, la Francia e l'Impero russo). Venne internazionalmente riconosciuto nel Trattato di Costantinopoli, dove gli venne assicurata anche l'indipendenza dall'Impero ottomano. Nacque dal governo provvisorio greco dopo la Guerra d'indipendenza greca e durò fino al 1924, quando la monarchia fu abolita e venne dichiarata la Seconda Repubblica ellenica. Il Regno fu ripristinato nel 1935 e durò, formalmente, fino al 1974, dato che venne rimpiazzato da una dittatura militare sin dal 1967, a cui sarebbe seguita l'attuale repubblica.

Repubblica

La repubblica (dal latino: res publica, cosa del popolo) è una forma di governo di uno Stato, appartenente alle forme di democrazia rappresentativa o aristocratica, in cui la sovranità viene esercitata dal popolo secondo forme stabilite dal sistema politico che, nei sistemi repubblicani moderni, può prevedere una costituzione scritta o un sistema costituzionale orale.Secondo la definizione generale, la repubblica è anche la forma di governo in cui le cariche pubbliche sono di solito scelte con metodi diversi dalla trasmissione ereditaria (solitamente nomina o elezione).

Essa viene solitamente contrapposta alle forme di assolutismo monarchico, alla monarchia costituzionale e generalmente a tutte quelle di stato assoluto, le quali viceversa prevedono la presenza della figura del sovrano.

Rivoluzione francese

La Rivoluzione francese (nota anche come Prima rivoluzione francese per distinguerla dalla Rivoluzione di luglio e dalla Rivoluzione francese del 1848), fu un periodo di radicale e a tratti violento sconvolgimento sociale, politico e culturale occorso in Francia tra il 1789 e il 1799, assunto dalla storiografia come lo spartiacque temporale tra l'età moderna e l'età contemporanea.Evento estremamente complesso e articolato nelle sue varie fasi, le principali e più immediate conseguenze furono l'abolizione della monarchia assoluta, la proclamazione della repubblica con l'eliminazione delle basi economiche e sociali dell'Ancien Régime, ovvero del sistema politico e sociale precedente, ritenuto responsabile dello stato di disuguaglianza e povertà della popolazione subalterna, e l'emanazione della Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino, futuro fondamento delle costituzioni moderne.Sebbene terminata con il periodo imperiale-napoleonico e la successiva Restaurazione da parte dell'aristocrazia europea, la Rivoluzione francese, insieme a quella americana, segnando il declino dell'assolutismo, ispirò le successive rivoluzioni borghesi liberali e democratiche del XIX secolo (i cosiddetti moti rivoluzionari), dando definitivamente impulso alla nascita di un nuovo sistema politico basato sul concetto di Stato di diritto o Stato liberale, in cui la borghesia divenne la classe dominante, prodromi a loro volta della nascita dei moderni stati democratici del XX secolo.

Sovrani britannici

Questo è un elenco di monarchi britannici, ovvero dei monarchi che hanno seduto su uno dei troni dei vari regni esistiti sulle isole britanniche.

Sovrani di Francia

Quello che segue è un elenco dei monarchi francesi che hanno governato la Francia dal Medioevo al XIX secolo. Un articolo a parte è dedicato ai capi di Stato della Francia dal XIX secolo a oggi.

Statuto Albertino

Lo Statuto del Regno o Statuto Fondamentale della Monarchia di Savoia del 4 marzo 1848 (noto come Statuto Albertino, dal nome del re che lo promulgò, Carlo Alberto di Savoia), fu la costituzione adottata dal Regno di Sardegna il 4 marzo 1848 a Torino.

Nel preambolo autografo dello stesso Carlo Alberto viene definito come «legge fondamentale perpetua ed irrevocabile della Monarchia sabauda». Il 17 marzo 1861, con la fondazione del Regno d'Italia, divenne la carta fondamentale della nuova Italia unita e rimase formalmente tale, pur con modifiche, fino al biennio 1944-1946 quando, con successivi decreti legislativi, fu adottato un regime costituzionale transitorio, valido fino all'entrata in vigore della Costituzione, il 1º gennaio 1948.

Lo Statuto Albertino, in quanto costituzione flessibile, poteva essere modificato o integrato con legge adottata secondo la procedura ordinaria. Le leggi costituzionali, infatti, sono presenti nell'ordinamento italiano solo a partire dalla Costituzione repubblicana del 1948, che è rigida.

Zar

Zar, a volte scritto come czar o tzar, ma anche tsar, (in russo: царь?, car', ; in bulgaro цар, car; dal latino Caesar, poi C'zar, infine zar), fu il titolo usato per i sovrani dell'Impero russo dal 1547 al 1917. Il primo ad adottare ufficialmente il titolo fu Ivan IV il Terribile (1547-1584), come simbolo del cambiamento della natura della monarchia russa; fino a quel momento il titolo era quello di principe di Moscovia. Nel 1721 Pietro I il Grande adottò il titolo di imperatore con cui lui ed i suoi discendenti sono conosciuti e che era considerato interscambiabile con il termine zar.

Lo zar era imperatore di tutte le Russie: Grande, Piccola e Bianca.

La fine degli zar avviene nel 1917 a causa della rivoluzione russa che portò la fine anche della monarchia e la nascita della repubblica, la quale verrà instaurata nel nuovo governo, la Repubblica Socialista Federativa Sovietica Russa, creata dagli artefici della rivoluzione, i bolscevichi guidati da Lenin. L'ultimo zar, fu Nicola II di Russia. Con la sua abdicazione e l'abolizione della monarchia nel marzo 1917, dopo la Rivoluzione di Febbraio, (che era la fase iniziale della rivoluzione russa) vennero instaurati due governi: il Governo provvisorio russo e il Soviet di Pietrogrado dei bolscevichi, quest'ultimi riuscirono ad effettuare un colpo di Stato nel Governo provvisorio russo, facendolo fallire e la Russia divenne dei bolscevichi. Nicola II di Russia, venne assassinato dai bolscevichi insieme alla sua famiglia il 17 luglio 1918.

Nelle lingue slave spesso è stato usato il termine zar per tradurre la parola imperatore; per esempio il titolo di imperatore del Giappone veniva tradotto come zar del Giappone. Il termine è stato usato anche in altri stati come la Serbia, la Croazia e la Bulgaria.

Forme di stato e di governo
Forme di Stato
Forme di governo
Altre
Linee di successione al trono
Famiglie regnanti
Famiglie non regnanti
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