Merenptah

Merenptah o Merneptah (aprile 1273 a.C. circa – 2 maggio 1203 a.C.[2]) è stato un sovrano egizio della XIX dinastia.

Merenptah, Merneptah
Merenptah Louxor-RotatedAndCropped
Statua di Merenptah nei giardini del Museo di Luxor
Signore dell'Alto e del Basso Egitto
Stemma
In carica fine luglio/inizio agosto 1213 a.C.[1] –
2 maggio 1203 a.C.[2]
Predecessore Ramesse II
Successore Seti II / Amenmesse
Morte 2 maggio 1203 a.C.[2]
Luogo di sepoltura Tomba KV8 nella Valle dei Re
Dinastia XIX dinastia
Padre Ramesse II
Madre Isinofret
Coniugi Isinofret II
Takhat?
Figli Seti II, Khaemwaset, Merenptah, Isinofret

Biografia

Egypt.KV8.01
Sarcofago di Merenptah. Valle dei Re, KV8

Tredicesimo figlio di Ramesse II e della grande sposa reale Isinofret, salì al trono già anziano dopo aver ricoperto numerosi incarichi nell'esercito e nel cerimoniale. È possibile che sia stato per un certo periodo, secondo alcuni storici della durata di 12 anni, coreggente insieme al padre.

Dovrebbe aver regnato 9 anni, sposò Isinofret, omonima della madre, da cui ebbe Seti Merenptah.

Politica estera

In politica estera Merenptah perseverò nello stesso errore commesso dal padre, Ramesse II, negli ultimi anni di regno, ossia continuò a sottovalutare la pressione assira nei confronti del regno di Hatti.

Ramesse, in violazione al trattato firmato in precedenza, non intervenne militarmente quando l'esercito assiro di Tukulti-Ninurta I sbaragliò quello hittita. Questa circostanza aumentò l'instabilità dell'area medio-orientale mettendo in discussione l'influenza egizia.

Durante il regno di Merenptah è documentata, scarsamente, una sola spedizione militare in quest'area, spedizione volta a riportare sotto controllo alcuni signori locali che si erano ribellati all'influenza egizia. In relazione a questa spedizione, è interessante il primo riferimento, di fonte egizia, a Israele; infatti nella Stele d'Israele è scritto: «… Israele è desolata e non ha più seme (non possiede più discendenza ndr)…».

L'evento militare di maggior importanza del regno di Merenptah fu certamente la difesa del Basso Egitto nei confronti di una forte coalizione tra genti libiche e stirpi appartenenti ai Popoli del Mare. La coalizione era composta da tre tribù libiche, Libu, Kehek, Mashuash, e da cinque stirpi appartenenti ai Popoli del mare: Akawasha (Achei), Lukka (Lici), Tursha (forse Tirreni), Sheklesh (Siculi) e Danuna (forse i Danai omerici). È possibile che anche gli Shardana o (Sherden) ne facessero parte. Almeno da parte delle tribù libiche non si trattò di una semplice incursione ma di vero e proprio tentativo di conquista. Le fonti riferiscono come al seguito dei soldati vi fossero, trasportate su carri, le loro famiglie.

Gli invasori superarono la linea difensiva di Ramesse II, conquistarono le piccole oasi occidentali, penetrarono nella regione del Fayum e giunsero a porre sotto assedio la stessa Menfi.
La battaglia decisiva, che vide la vittoria dell'esercito egizio, fu combattuta nella località, non ancora identificata, di Pi-yer. È probabile che Merenptah, a causa dell'età già avanzata, non abbia partecipato direttamente alla battaglia.

Politica interna

Menephtah (1878) - TIMEA
Ritratto immaginario di Merenptah in un'incisione ottocentesca

Oltre che per una certa attività edilizia, comprendente anche l'usurpazione di edifici e monumenti eretti dai predecessori, la decisione più rilevante di Merenptah fu quella di restituire, dopo più di un secolo, al primo profeta di Amon, appartenente al clero tebano, il titolo di "capo dei profeti di tutti gli dei dell'Alto e Basso Egitto", ripristinando una situazione che aveva portato alla crisi legata al nome di Akhenaton e che porterà infine allo smembramento dello stato unitario al termine del Nuovo Regno.

Morte e mummia

Merenptah, stando alla cronologia dell'egittologo tedesco Jürgen von Beckerath, morì nel 1203 a.C. (nel giorno corrispondente all'attuale 2 maggio)[3], e fu sepolto nella necropoli reale della Valle dei Re, nella tomba contrassegnata dalla sigla KV8. La sua mummia, esaminata dal dottor G. Elliott Smith il 7 luglio 1907, è quella di un uomo anziano, sulla settantina (età assai ragguardevole nell'antico Egitto), di 1 metro e 74 centimetri di statura, sofferente di artrite e aterosclerosi; inoltre mostra i segni di idrocele operato (la salma è mancante dei testicoli, e la cicatrice fu suturata con resina[4]). Le tracce di sale notate dai radiologi statunitensi sulla salma, nei primi anni del '900, portarono alcuni a credere che Merenptah fosse il faraone travolto dalle acque e annegato nel Mar Rosso mentre inseguiva Mosè e gli ebrei in fuga dall'Egitto[5], come vuole una tradizione nata dal Libro dell'Esodo; in realtà il suo non è il corpo di un uomo annegato, e il sale natron altro non era che l'elemento principale della mummificazione egizia, impiegato per disseccare i corpi.

Titolatura

Maggiormente che per altri sovrani della stessa dinastia, per cui il fenomeno è comunque presente, Merenptah presenta soprattutto nel nome Horo una grande varietà di forme, tutte inizianti nello stesso modo "Toro possente" (comune a moltissimi sovrani del Nuovo Regno) seguito da un grande varietà di epiteti che comprendono anche "figlio di Ra" e "figlio di Amon".

Titolo Traslitterazione Significato Nome Traslitterazione Lettura (italiano) Significato
G5
ḥr Horo
E1
D40
A28Aa15
Aa11
tC10
Srxtail
k3 nḫt h՚j m m3՚t Toro possente, sotto cui la Maat è esaltata
G16
nbty (nebti) Le due Signore
D4G30Z3r
N17
Z1 N21
S3U33imV28G43T14A1 A1
N17
Z3
Jrj b3w r t3 n - thmw
G8
ḥr nbw Horo d'oro
nbG54O29
N37
I9F8
nb snd ՚3 sfjt
M23
X1
L2
X1
nsw bjty Colui che regna
sul giunco
e sull'ape
Hiero Ca1.svg
N5E11nC12mr
Hiero Ca2.svg
b3 n r՚ mri imn Baenra Meriamon Spirito di Ra amato da Amon
G39N5
s3 Rˁ Figlio di Ra
Hiero Ca1.svg
mr
n
p
t
V28R4
t p
D2
Z1
U4t
D36
H6
Hiero Ca2.svg
mri n pht htp hr m3՚t Merenptah Hotephermaat Amato da Ptah, la Maat gioisce
Nome Horo Giuseppe Flavio anni di regno Sesto Africano anni di regno Eusebio di Cesarea anni di regno Altri nomi
Kha nekhet Hajm-maat Amenophis 19 e 6 mesi Amenophat 19 Ammenophis 40

Nella cultura di massa

Romanzi

Note

  1. ^ Jürgen von Beckerath, Chronologie des Pharaonischen Ägypten, Mainz, 1997, p. 190.
  2. ^ a b c Jürgen von Beckerath, Chronologie des Pharaonischen Ägypten, Magonza, 1997, p. 190.
  3. ^ Jürgen von Beckerath, Chronologie des Pharaonischen Ägypten, Magonza, 1997, p. 190.
  4. ^ Philipp Vandenberg, Ramsete il Grande, Milano, SugarCo, 1992, p. 310, ISBN 88-7198-151-0.
  5. ^ Philipp Vandenberg, Ramsete il Grande, Milano, SugarCo, 1992, p. 305.

Bibliografia

  • Federico Arborio Mella, L'Egitto dei faraoni, Milano, Mursia, 1976 ISBN 88-425-3328-9.
  • Franco Cimmino, Dizionario delle dinastie faraoniche, Bologna, Bompiani, 2003 ISBN 88-452-5531-X.
  • Alan Gardiner, La civiltà egizia, Torino, Einaudi, 1997 ISBN 88-06-13913-4.
  • Alfred Heuss et al., I Propilei. I, Verona, Mondadori, 1980.
  • Università di Cambridge, Storia Antica. II, 3. Il Medio Oriente e l'area Egea 1380-1000 a.C., Milano, Il Saggiatore, 1975.

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Amenmesse

Amenmesse (o Amenmesses; ellenizzazione dell'originale Amenmose) (... – ca. 1199 a.C.) è stato un faraone egizio della XIX dinastia egizia, forse figlio di Merenptah (1213 a.C. - 1203 a.C.) e della regina Takhat. Altri lo considerano uno degli innumerevoli figli di Ramesse II o, ancora, un figlio di Seti II. Le notizie su questo sovrano, che governò l'Egitto (o una sua parte) per circa 3-4 anni, sono scarse. Gli egittologi datano variamente il suo regno dal 1202 a.C. al 1199 a.C. o dal 1203 a.C. al 1200 a.C.. Alcuni ascrivono la sua incoronazione all'anno 1200 a.C. Amenmesse (ellenizzazione dell'originale Amenmose) significa Nato da Amon. Il suo nome regale, Menmira-Setepenra (Eterno come Ra, Scelto da Ra), compare talvolta accompagnato dall'epiteto Hekauaset, che significa Signore di Tebe.

Baketmut

Baketmut ("Serva di Mut") (XIII secolo a.C.; ... – ...) è stata una principessa egizia, figlia di Ramses II e della regina Nefertari.

B3k.t Mwt

Di lei non abbiamo notizie certe, se non alcune raffigurazioni che la ritraggono insieme al padre o alla sua famiglia.

Bintanath

Bintanath (... – dopo il 1213 a.C.) era la figlia maggiore di Ramses II e una delle sue "Grandi spose reali".

Bintanath

Bintanath, o Bent-Anat, nome di origine cananea che significa "Figlia di Anath" era figlia della "Grande sposa reale" Isinofret e sorella di Ramses (B), Khaemuaset, Merenptah. Venne elevata al rango di sposa reale probabilmente nel secondo decennio di regno del padre, dopo che Nefertari e Isinofret morirono o sparirono dalla scena pubblica.

Era citata negli antichi documenti anche con il nome di Batau'anth, ebbe anche i titoli di Figlia del Re, Sorella del re e assolse senza dubbio gli obblighi di corte grazie all'aiuto della sorellastra, Meritamon, anche lei sposa reale.

Bintanath sopravvisse al regno del padre e forse anche al breve governo del fratello Merenptah a cui risale una statua, raffigurante la figlia di Ramses II, che reca il titolo di Grande Sposa Reale.

Alcuni studiosi pensano però che si tratti di una statua del periodo di Ramses II usurpata da Merenptah, che fece apporre su di essa, non il nome della sorella, ma quello della figlia, chiamata anch'essa Bintanath.

In realtà le pitture funerarie rivelavano che la regina ebbe una figlia dal padre-marito ma per il pessimo stato delle immagini parietali il nome non ci è pervenuto.

In una stele ad Assuan, Bintanath è raffigurata con il padre Ramesse II, la madre Isinofret ed i fratelli Ramses, Khaemuaset e Merenptah il giovane davanti al dio Khnum mentre in un'altra a Gebel Silsila, le due regine sono rappresentate con il sovrano Ramses II, davanti al quale vi è Khaemuaset.

Venne sepolta nella Valle delle Regine, nell'ipogeo QV71.

Isinofret

Isinofret (... – Fayyum, ...) è stata una regina egizia della XIX dinastia, una "Grande sposa reale" del faraone Ramses II.

I nomi dei suoi genitori non sono trascritti in nessun documento, ciò fa ritenere che sia stata probabilmente di umili origini. Secondo alcuni studiosi ella sposò Ramesse nel 33º o 34º anno di regno e dunque possiamo datare la sua nascita verso gli anni di regno di Ramses I o di Horemheb.

Isinofret

Nei primi anni di regno rimase comunque all'ombra della "Grande sposa reale", Nefertari, prediletta da Ramses II. Partorì al marito circa quattro figli: Ramses, Khaemuaset (che divenne gran sacerdote del dio Ptah), Bintanath (che divenne grande sposa reale verso il 25º anno di regno del padre) e Merenptah (il futuro faraone).

Non possediamo molte statue raffiguranti la regina Isinofret, e quelle che possediamo vennero costruite e conservate dal figlio di questa, Khaemuaset. Ricordiamo ad esempio un monumento di famiglia, ritrovato a Gebel Silsila, che rappresenta la Grande Sposa mentre presenta al marito i suoi quattro figli.

La regina ritirò nell'harem del Fayyum ma tuttora non sappiamo in quale luogo sia stata sepolta Isinofret, benché un testo pervenuto ci testimoni che venne costruita una grande sepoltura in onore di una regina omonima, ma non necessariamente l'Isinofret moglie di Ramses II.

Isinofret II

Isinofret II (... – Tebe, ...) è stata una regina egizia della XIX dinastia.Isinofret II fu Grande Sposa Reale del faraone Merenptah, tredicesimo figlio e immediato successore di Ramses II il Grande. Potrebbe essere stata figlia del principe Khaemuaset, anche lui figlio di Ramses; in questo caso Merenptah, oltre che suo consorte, sarebbe stato pure suo zio. Si è anche ipotizzato che potesse essere una degli innumerevoli figli dello stesso Ramses, durante il lunghissimo regno del quale ella crebbe. Se figlia del principe Khaemuaset, sicuramente crebbe a Menfi, altrimenti a Pi-Ramses, capitale dell'antico Egitto sotto tutti i faraoni ramessidi.

I figli che Isinofret II diede a Merenptah sono:

Seti-Merenptah, che nel 1203 a.C. divenne faraone come Seti II;

principe Merenptah, Figlio del Re e generalissimo;

principe Khaemwaset, Figlio del Re;

principessa Isinofret, Figlia del Re.I titoli d'accompagnamento al cartiglio del suo nome erano: Signora delle Due Terre, Grande Sposa Reale, Signora dell'Alto e del Basso Egitto, Moglie del Re.

Isinofret II crebbe durante il lunghissimo regno di Ramesse II, suo probabile nonno. Se figlia del principe Khaemuaset, sicuramente crebbe a Menfi, altrimenti a Pi-Ramses. Non è invece noto quando morì e dove venne sepolta; se è vero che fu figlia del principe Khaemuaset, potrebbe esser stata inumata a Saqqara. La tomba di una nobildonna legata alla casa reale di nome Isinofret è stata recentemente rinvenuta a Saqqara, durante scavi condotti dalla Università di Waseda.

KV8

KV8 (King's Valley 8) è la sigla che identifica una delle tombe della Valle dei Re in Egitto; era la tomba di Merenptah, 13° figlio e successore di Ramses II (XIX dinastia), che salì al trono in età avanzata (forse 70 anni) a causa del lungo regno paterno.

La posizione della tomba KV8 era nota fin dall’antichità. Venne mappata e rilevata da Richard Pococke nel 1737-1738, ugualmente mappata e rilevata dalla spedizione napoleonica del 1799 e poi, nuovamente, da

James Burton e Robert Hay nel 1825. La spedizione franco-toscana di Ippolito Rosellini ne eseguì i rilievi epigrafici nel 1828-1829 e Karl Richard Lepsius ne eseguì il primo scavo nel 1844-1845. Nel 1904-1905 Howard Carter eseguì scavi sistematici ed appose un cancello in ferro, per proteggerla, illuminandola elettricamente

Durante la campagna di scavo Carter rinvenne i resti dei sarcofagi, di vasi canopici ed un ostrakon con la rappresentazione della sequenza dei sarcofagi.

Khaemuaset

Khaemwaset (... – ...) è stato uno dei figli del faraone Ramesse II e di sua moglie Isinofret.

Questi era più grande di Merenptah ma più piccolo di Bintanath. Partecipò con il padre alla battaglia di Kadesh ma decise di prendere la strada religiosa, divenendo così gran sacerdote di Ptah presso la città di Menfi.

Sappiamo che, nel 16º anno di regno del padre, egli divenne assistente del sommo sacerdote in carica a Menfi. Possediamo documenti che denotano la sua intensa attività sacerdotale in questo periodo, come ad esempio la sepoltura di alcune statuette raffiguranti il dio Api (nell'iscrizione del Serapeum).

Durante questo periodo Khaemwaset svolse il ruolo di architetto, restaurando diverse opere dell'Antico Regno e apponendo così il proprio nome sopra di esse. A 45 anni egli divenne gran sacerdote di Ptah e a 50 anni, dopo la morte del fratello Ramesse, divenne anche principe reggente.

Organizzò cinque giubilei Heb-Sed in onore del sovrano, da quello dell'anno 30 a quello dell'anno 42, ma morì prima del padre ed il suo posto, quale principe reggente, venne preso dal fratello minore Merenptah che divenne faraone alla morte di Ramesse II.

Libro delle Porte

Il Libro delle Porte fa parte di quei testi funerari della religione dell'antico Egitto, che debbono accompagnare il defunto nel suo viaggio nell'aldilà, rappresentato come un deserto, per consentirgli di "vivere" ancora nel mondo ultraterreno.Si tratta, generalmente, di formule e di racconti incentrati sul viaggio notturno del dio Sole sulla sua barca (nelle sue diverse manifestazioni) e della sua lotta con le forze del male (tra cui il serpente Apopi) che tentano, nottetempo, di fermarlo per non farlo risorgere al mattino.

Il Libro delle Porte compare verso la fine della XVIII dinastia e viene iscritto normalmente nella camera funeraria, o nella prima camera colonnata, di molte tombe. Dalla XX dinastia alla XXVI dinastia, il libro viene raffigurato, anche se parzialmente, anche sui sarcofagi di legno.Il nome della composizione fa riferimento alle 12 porte della notte, ovvero al passaggio da un'ora all'altra. Le versioni più complete si trovano nella tomba di Sethy I e di Ramses VI. Il Libro delle Porte è riportato nelle seguenti tombe della Valle dei Re (riportate in ordine cronologico di regno dei "Titolari", ove noti):

Horemhab, XVIII dinastia, tomba KV57

Sethy I, XIX dinastia, tomba KV17;

Ramses II, XIX dinastia, tomba KV7;

Merenptah, XIX dinastia, tomba KV8;

Sethy II, XIX dinastia, tomba KV15;

Tausert e Sethnakht, XIX–XX dinastia, tomba KV14;

Ramses III, XX dinastia, tomba KV11;

Ramses IV, XX dinastia, tomba KV2;

Ramses VI (in origine scavata per Ramses V), XX dinastia, tomba KV9;

Ramses VII, XX dinastia, tomba KV1.Molto simile al Libro dell'Amduat si differisce da questo perché tratta della successione del potere regale dal sovrano defunto al nuovo re.

Litanie di Ra

Le Litanie di Ra fanno parte dei testi religiosi dell'antico Egitto destinati ad accompagnare il defunto nel suo viaggio nell'aldilà per consentirgli di "vivere" ancora nel mondo ultraterreno nei Campi Iaru.

Si tratta, generalmente, di formule e di racconti incentrati sul viaggio notturno del dio Sole (nelle sue diverse manifestazioni) e della sua lotta con le forze del male (tra cui il serpente Apopi) che tentano, nottetempo, di fermare la sua barca per non farlo risorgere al mattino.

Nate durante la XVIII Dinastia, le Litanie di Ra sono suddivise in due parti e si concretizzano in preghiere al dio-sole Ra nelle sue 75 differenti manifestazioni, nonché al sovrano quale tramite verso lo stesso dio Sole e verso le altre divinità del pantheon egizio.

La versione più antica conosciuta si trova, nella Valle dei Re, nella prima camera colonnata e nella camera funeraria della tomba di Thutmosi III mentre, successivamente, dalla tomba di Sethy I, il testo si ritroverà nell'ingresso. Le “Litanie di Ra” sono riportate nelle seguenti tombe della Valle dei Re (riportate in ordine cronologico di regno dei “Titolari” –ove noti-):

Thutmosi III, XVIII Dinastia, tomba KV34;

Sethy I, XIX Dinastia, tomba KV17;

Ramses II, XIX Dinastia, tomba KV7;

Merenptah, XIX Dinastia, tomba KV8;

Amenmesse, XIX Dinastia, tomba KV10;

Sethy II, XIX Dinastia, tomba KV15;

Siptah, XIX Dinastia, tomba KV47;

Ramses III, XX Dinastia, tomba KV11;

Ramses IV, XX Dinastia, tomba KV2;

Ramses IX, XX Dinastia, tomba KV6.

Meryre

Meri-Ra (XIII secolo a.C.), figlio di Ramses II e della regina Nefertari.

Undicesimo principe ereditario di suo padre, figurava sulla facciata dell'ipogeo di Ibshek di fianco a suo padre, figura anche nelle liste del Ramesseo e probabilmente morì prima dei trant'anni.

Mry Rˁ

Amato da Ra

Papiro dei Re

Il Papiro dei Re, conosciuto anche come "Canone regio" o "Lista Reale", oppure "Papiro di Torino", è un documento risalente alla XIX dinastia egizia, probabilmente durante il regno di Ramses II (1290 a.C. – 1224 a.C.), redatto in ieratico, che riporta, oltre a una introduzione sui re divini e semidivini del Periodo predinastico dell'Egitto, l'elenco dei sovrani dall'unificazione dell'Alto e Basso Egitto fino al momento della compilazione, insieme con il numero dei loro anni e, talvolta dei mesi e dei giorni, di regno.

È conservato presso il Museo egizio di Torino, dove è giunto come parte della Collezione Drovetti.

Il papiro torinese 1874 è l'unica lista reale vera e propria dell'antico Egitto antecedente all'Età Tolemaica (332-30 a.C.): rispetto agli accorpamenti cultuali dei sovrani defunti rinvenuti ad Abido e a Saqqara, liste che hanno in comune il fatto di includere solo un numero limitato di re estrapolati secondo principi non scritti, quella di Torino ha lo scopo di ricordare tutti i re dell'Egitto e la loro esatta lunghezza di regno, segnando un importante contrasto con gli altri elenchi conosciuti.

Il documento è scritto con inchiostro nero e rosso in caratteri ieratici, sul verso di un registro delle tasse scartato, datato al regno di Ramses II. Rimane incerto quando sia stata redatta la lista reale stessa; presumibilmente durante il medesimo regno, ma potrebbe anche essere stato durante uno dei regni successivi, molto probabilmente quello del suo successore, il faraone Merenptah.

Il papiro misurava circa 42 cm di altezza, che corrispondono al formato a grandezza naturale attestato durante il periodo ramesside, e circa 1,70 m di lunghezza, essendo in origine composto verosimilmente da quattro fogli di una quarantina di centimetri incollati assieme.

Popoli del Mare

I Popoli del Mare furono una confederazione di predoni del mare provenienti probabilmente dall'Europa meridionale, specialmente dall'Egeo, che, navigando verso il Mar Mediterraneo orientale sul finire dell'Età del Bronzo, invasero l'Anatolia (determinando il crollo dell'Impero ittita), la Siria, la Palestina, Cipro e il Nuovo Regno egizio.Nonostante la loro origine e la loro storia rimanga in gran parte avvolta nel mistero, i "Popoli del Mare" sono documentati dalle fonti scritte egizie durante la tarda Diciannovesima Dinastia e in particolare durante l'ottavo anno di regno di Ramses III, della Ventesima Dinastia, quando tentarono di entrare in possesso del territorio egizio. Nella Grande iscrizione di Karnak il faraone egizio Merenptah parla di "nazioni (o popoli) stranieri del mare" (in egiziano n3 ḫ3s.wt n<.t> p3 ym).

Ramses B

Ramses (... – ...) , denominato recentemente Ramses B, Ramesse B o Ramses jr., è stato un principe e generale egizio, figlio del faraone Ramses II e della Grande Sposa Reale Isinofret.

Seti I

Seti I (anche Menmaatra; in greco antico: Σεθῶν, Sethòn) (1324 a.C. circa – 30 maggio 1279 a.C.) è stato un faraone della XIX dinastia egizia.

Come tutte le date dell'antico Egitto, così anche quelle che concernono Seti I non godono di un'interpretazione univoca. Vari egittologi hanno proposto datazioni differenti per la sua vita e il suo regno; le cronologie più comunemente seguite dagli studiosi lo vedono regnare dal 1294 a.C. al 1279 a.C. oppure dal 1290 a.C. al 1279 a.C.Il nome Seti è traducibile come Uomo di Seth, stando a indicare che Seti I si poneva sotto la protezione di tale dio. Come ogni faraone, Seti aveva numerosi nomi. Al momento della ascesa al trono assunse il nome regale Menmaatra (mn-m3‘t-r‘), che significa Stabile è la Giustizia di Ra. È comunemente noto con il suo nome di nascita, Seti, che per esteso era Seti-Merenptah (sty mry-n-ptḥ), traducibile come Uomo di Seth-amato da Ptah. Manetone, nei suoi Aegyptiakà, lo considerò, a torto, il fondatore della XIX dinastia e gli attribuì un regno della non credibile durata di 55 anni.

Seti II

Seti II (... – 1194/1193 a.C.) è stato un faraone della XIX dinastia egizia.

Siptah

Siptah (1205 a.C. circa – 1187 a.C. circa) è stato un faraone della XIX dinastia egizia.

Stele di Merenptah

La Stele di Merenptah o Stele d'Israele è una stele di granito nero fatta erigere dal sovrano egizio Amenhotep III (regno circa 1387 a.C.-1348 a.C.) e modificata successivamente da Merenptah (regno circa 1213 a.C. -1203 a.C.). Riporta la data "Quinto anno, terzo mese di Shemu, terzo giorno", corrispondente circa al 1209-1208 a.C.

È stata ritrovata nel 1896 da Flinders Petrie presso il tempio funerario di Merenptah a Tebe ed attualmente è conservata al Museo egizio del Cairo.

La stele riporta il resoconto di una vittoria militare contro i popoli Libu e Mashuash nell'attuale Libia. Nelle ultime righe è narrata l'esito vittorioso di una diversa spedizione militare condotta da Merenptah verso la terra di Canaan. Tra i popoli e le città sconfitti viene elencato ysrỉr:

Da molti studiosi moderni ysrỉr viene identificato con Israele. Si tratterebbe pertanto della prima testimonianza storica extrabiblica relativa al popolo ebraico.

Il nome ysrỉr non è accompagnato, come accade per le città o stati presenti nella lista, dall'ideogramma raffigurante tre montagne stilizzate indicante un paese o stato. L'ideogramma associato invece, un uomo e una donna, indica una popolazione di natura nomade.

Tia (figlio di Amonuahsu)

Tia è stato un dignitario egizio, figlio di Amonuahsu.

Sposò Tia, che era figlia del faraone Seti I, era stato inoltre tutore di Ramesse quando questi era molto giovane ed in seguito ricevette importanti incarichi, divenne sorvegliante dei tesorieri e del bestiame di Amon.

I due coniugi sono ritratti, insieme a Tuia, in una stele conservata oggi a Toronto. Tia è invece raffigurato insieme al padre, a Ramesse e a uno dei suoi figli, in un blocco di pietra, ora a Chicago.

XIX dinastia egizia

La XIX dinastia si inquadra nel periodo della storia dell'antico Egitto detto Nuovo Regno e copre un arco di tempo di circa 100 anni, in massima parte durante il XIII secolo a.C.

La cronologia di Manetone, così come pervenutaci dai referenti Giuseppe Flavio, Sesto Giulio Africano ed Eusebio di Cesarea presenta alcune ripetizioni e l'inserimento di alcuni faraoni nella dinastia precedente. Malgrado ciò si è riusciti a ricostruire in modo abbastanza soddisfacente la cronologia della dinastia sia come sequenza di sovrani sia per quanto riguarda le durate dei loro regni.

L'inizio della dinastia sembra databile abbastanza bene sulla base di una segnalazione dell'astronomo greco Teone di Alessandria, secondo la quale durante il regno del faraone Menóphreos / Menophres sarebbe iniziato un nuovo ciclo sothiaco, si sarebbe avuta cioè la levata eliaca di Sirio nel capodanno del calendario civile egizio (1º giorno del 1º mese della 1ª stagione), evento che può essere datato nel 1320 a.C. (ciclo sothiaco di 1460 anni civili egizi) o nel 1316 a.C. (ciclo sothiaco di 1456 anni civili egizi).

Gli Egittologi non sono d'accordo sull'identificazione di questo faraone, prospettando che il nome tramandatoci da Teone sia una deformazione del prenome di uno dei due faraoni della dinastia: Ramesse I - Menpehtira o Sethy I – Menmaatra. Il fatto che quest'ultimo abbia scelto come nome delle “Due Signore” l'espressione weham meswe “ripetitore di nascite” sembra però suggerire che il regno di Sethy I abbia dato inizio al nuovo ciclo sothiaco.

Sembra dunque molto probabile che l'inizio del regno di Sethy I sia databile in modo assoluto al 1320 o 1316 a.C.

In tal caso, il problema della cronologia della XVIII dinastia egizia relativa all'inizio del regno di Amenhotep I (1556 ± 4, 1536 ± 4 o 1616 ± 30 a.C.) dovrebbe permanere solamente nell'ambito della XVIII dinastia e le differenze di 20 o 40 anni dovrebbero suggerire semplicemente un ridimensionamento del regno dell'ultimo faraone Horemheb, la cui durata sembra abbastanza incerta, vista la possibilità che egli abbia inglobato nel suo regno gli anni di regno dei faraoni “eretici”, cancellati dagli annali per damnatio memoriae.

Nel prospetto seguente si presenta pertanto sia la cronologia ottenuta tramite il nuovo riferimento assoluto astronomico sia quella presentata da Franco Cimmino e altri (doppia decurtazione di 20 anni), segnalata con un'indeterminazione di ± 30.

XIX dinastia
Faraoni egizi del Nuovo Regno
XVIII dinastia
XIX dinastia
XX dinastia

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