Linguaggio

Il linguaggio, è il complesso definito di suoni, gesti e movimenti attraverso il quale si attiva un processo di comunicazione.

Alcuni autori contemporanei definiscono il linguaggio come uno strumento del pensiero, di cui la comunicazione è solo un accessorio non indispensabile, le lingue vengono considerate come oggetti biologici e non come utensili progettati dagli esseri umani[1].

La facoltà di rappresentare mentalmente un significato è presente in molte specie di animali, tra le quali l'essere umano.

Nel linguaggio musicale il significato è di carattere emotivo.

Descrizione

Le origini del linguaggio umano

Secondo l'antropologo Ian Tattersall dalla rassegna delle prove scientifiche attuali, sembra che il linguaggio sia comparso repentinamente nell'uomo prima di 100000 anni fa, nonostante fossero già presenti da tempo le caratteristiche anatomiche della gola necessarie[2].

Esistono due differenti teorie sull'origine del linguaggio umano, la prima che parla del linguaggio come innato, l'altra come una abilità appresa. Un'altra incertezza è se le tante lingue moderne derivino da una comune lingua originaria (ipotesi monogenetica) oppure da diversi ceppi primordiali (ipotesi poligenetica). Non c'è dubbio, comunque, che le lingue esistenti sono il risultato di un processo di differenziazione avvenuto nel corso dei millenni.

A sostegno della teoria dell'origine sociale del linguaggio, vi fu il caso clamoroso del ragazzo selvaggio scoperto nel 1828 in Francia, che per i primi dodici anni di vita era vissuto allo stato brado, unicamente a contatto con gli animali. Nonostante tutti gli sforzi dell'équipe dello psicologo Jean Marc Gaspard Itard, il selvaggio dell'Aveyron non fu in grado di articolare null'altro che qualche parola. Gli esperti conclusero che nella formazione dell'intelligenza e del linguaggio, la socializzazione e l'interazione con l'ambiente sono fondamentali dal primo giorno di vita.[3]

Il primo a dimostrare che il linguaggio rappresenti una risorsa importante nello sviluppo intellettivo, vista la sua funzione mediatrice tra l'ambiente e l'essere umano, fu Ivan Pavlov, che effettuò lunghi studi ed esperimenti sulle percezioni e rappresentazioni mentali, oltre che sulle elaborazioni dei segnali, dai quali si formano i concetti.

Importanti ricerche in questo ambito furono realizzate da Jean Piaget, il quale sostenne la presenza di due fasi fondamentali di sviluppo: la prima è quella del linguaggio egocentrico (0-6 anni), costituito, per lo più, da ecolalie e monologhi, animismo e attribuzione ai nomi degli oggetti di una concretezza non reale; la seconda fase si espande nel linguaggio sociale, che prevede dialoghi e comunicazioni bilaterali.

Bernstein elaborò la teoria che indicava nello stretto legame fra ambiente (familiare) e orientamento, influenzato dal ceto e dalla tipologia professionale, il tipo di linguaggio, forbito, ricco oppure povero e concreto, sviluppato dagli individui.[4]

Noam Chomsky definisce la Proprietà fondamentale del linguaggio come :<<la generazione di una serie illimitata di espressioni gerarchicamente strutturate che corrispondono all'interfaccia concettuale-intenzionale>>;inoltre ipotizza che le analogie strutturali che si riscontrano nelle varie lingue, fanno ritenere che vi sia una grammatica universale GU innata fatta di regole che permettono di collegare il numero limitato di fonemi che gli organi vocali della specie umana sono in grado di produrre[1]. I biologi evoluzionisti hanno avanzato una teoria, che darebbe un fondamento evolutivo alla predisposizione umana alla lingua, basandosi su due concetti:

  1. In primo luogo, tengono conto dei vantaggi evolutivi e quindi presuppone una naturale selezione della specie umana che era in grado di comunicare a scapito degli ominidi precedenti.
  2. In secondo luogo, si tiene conto di come dei disturbi grammaticali che si riscontrano in alcuni individui siano a carattere ereditario e quindi abbiano fondamento genetico.

Le origini del linguaggio verbale umano

Il linguaggio verbale basato sulla doppia articolazione è una prerogativa dell'uomo, senza il quale esso non sarebbe tale. Non esiste infatti in nessun altro essere vivente un linguaggio simile per complessità e livello di elaborazione.

La capacità di elaborare e produrre un linguaggio verbale, nell'uomo, si è sviluppata a seguito di mutamenti strutturali della cavità orale. In particolare l'arretramento dell'ugola ha reso l'essere umano capace di esprimere una gamma sonora variegata e di controllare l'articolazione dei suoni.

La variabilità dei linguaggi nello spazio e nel tempo

  • La scuola linguistica strutturalista mette in evidenza le strutture grammaticali sintattiche che sono gli elementi del linguaggio che presentano maggiore stabilità nel tempo e uniformità nello spazio. La loro teoria prevede che tali elementi siano “universali” al contrario degli elementi lessicali e semantici che sono invece frutto dell'arbitrarietà delle comunità e delle persone.
  • La scuola romantica che si sviluppò nell'Europa centrale a metà Ottocento vedeva nel linguaggio lo spirito di un popolo, l'elemento fondante della comunità e del popolo. Essi preferivano mettere in evidenza soprattutto i caratteri di differenza dalle altre lingue piuttosto che le similitudini, facendo così prevalere la semantica sulla sintassi.

Le lingue così come nascono, possono anche morire. Succede infatti che a seguito di contaminazioni linguistiche dovute a conquiste e sottomissioni di popoli, una lingua prevalga su un'altra. Ogni lingua è quindi sottoposta a continua pressione sia per effetto dell'influenza delle lingue esterne sia per la costante necessità di modificarsi al suo interno per poter esprimere in modo adeguato le trasformazioni subite dalla comunità di parlanti.

La variabilità sociale nei linguaggi

Ogni barriera sociale è una barriera linguistica in quanto:

  • Vi sono differenze significative nei modi di esprimersi degli appartenenti alle diverse classi sociali. Non è solo la pronuncia a imprimere alla lingua una marcatura di classe, ma il lessico usato è un indicatore altrettanto evidente[5]. Non solo certe parole ricorrono con più frequenza in una classe che in un'altra, ma la ricchezza semantica aumenta molto nettamente salendo la scala sociale. Data la diversità del repertorio generale linguistico delle classi inferiori e superiori, nell'istituzione scolastica, indipendentemente dal quoziente intellettivo degli alunni, sono favoriti gli alunni provenienti da classi medie che, con una maggiore ricchezza lessicale, hanno una maggiore facilità a superare gli anni scolastici. Questo perché la scuola altro non è se non un'istituzione che si occupa della trasmissione di codici linguistici elaborati.
  • Un'altra variante della diversità linguistica risiede nel genere, infatti uomini e donne posseggono spesso un lessico differente.
  • Ancora, un'altra differenziazione storica è quella del linguaggio urbano e quello contadino.
  • Molto sviluppato in epoca moderna è il linguaggio specialistico. I linguaggi tecnici sono il prodotto della crescente specializzazione del sapere e delle conoscenze. L'acquisizione di un sapere specialistico comporta inevitabilmente l'acquisizione di un linguaggio specialistico che richiede un lungo periodo di addestramento e che serve alla comunicazione all'interno della cerchia ristretta degli esperti.
  • Alcuni studiosi, infine, aggiungono anche un altro linguaggio che poi è anche fonte di variazione della lingua stessa: il linguaggio ideologico, quello che intenzionalmente modifica il senso delle parole rendendolo eventualmente più accettabile e nasconde quello spiacevole. Viene chiamata anche antilingua [1]. Il linguaggio ideologico è allusivo e strumentale, affascinante per la sua ambiguità che fa sparire la percezione sgradevole e la sostituisce con quella accattivante, che nasconde la stessa modifica. Esempi di questa lingua ideologica si trovano in 1984 di George Orwell, in Metamorfosi della Gnosi di Emanuele Samek Lodovici, in I mostri della ragione di Rino Cammilleri.

Tipi di linguaggio

Linguaggio verbale

  • Linguaggio orale: la forma orale è caratterizzata da precisissime sequenze articolatorie, a carico soprattutto di bocca, faringe e laringe, che realizzano sofisticati programmi motòri (prassie verbali) provenienti dalla corteccia cerebrale (principalmente le aree motorie e pre-motorie del lobo frontale sinistro). Questi gesti (gestures) articolatori comprendono il contorno intonativo e l'accento di forza (stress), dipendenti principalmente dall'aria espiratoria controllata dalla muscolatura toracica. Può essere presente anche un accompagnamento gestuale, realizzato in genere da braccia e volto (movimenti che originano da aree diverse, sullo stesso lobo frontale sinistro). La comprensione del linguaggio orale avviene, per il tramite del sistema uditivo, nelle zone temporali e temporo-parietali della corteccia cerebrale, prevalentemente nell'emisfero sinistro.
  • Linguaggio scritto: la forma scritta — secondaria e dipendente da quella orale in tutte le culture ove presente — ovvero con strumenti tecnici è ugualmente imperniata su prassie articolatorie differenti a seconda della tecnologia usata, ma realizzate tipicamente dalla mano destra (nel caso si usino matita o penna). In individui destrimani è ancora dalla corteccia motoria sinistra che originano i programmi motori. La comprensione della forma grafica avviene nelle aree corticali associative dell'emisfero sinistro (presumibilmente nell'area di Wernicke, o nelle sue vicinanze).
  • Linguaggio comune: è il linguaggio, sia orale che scritto, prevalente in una determinata comunità di persone.

Il linguaggio di ogni individuo cambia registro a seconda dell'interlocutore o degli interlocutori che ha di fronte.

  • linguaggio privato/pubblico; Il linguaggio privato è meno attento alla correttezza delle forme grammaticali sintattiche, fa molta più attenzione ai segnali non verbali di approvazione/disapprovazione degli interlocutori. Quello pubblico, invece, è molto formale/impersonale sia perché non è rivolto a una serie di persone ben individuate, sia perché richiede un maggiore controllo lessicale/grammaticale.

Vygotskij sottolinea la differenza tra:

  • Linguaggio privato: può contenere un numero (comunque limitato) di ripetizioni, parole senza senso che ha funzione di modulazione del carattere nel bambino e man mano si apre agli altri.
  • Linguaggio sociale: è quello utilizzato con altre persone; a 4 anni il bambino padroneggia la quasi totalità degli allofoni, dei fonemi e delle regole grammaticali (morfosintattiche) della propria lingua madre, sia in produzione sia in comprensione.

Linguaggio non verbale

L'uomo possiede, oltre a un linguaggio verbale assai articolato, diversi linguaggi non verbali che si possono esprimere con movimenti del corpo, soprattutto delle braccia e della faccia. Vi sono inoltre degli atteggiamenti para-linguistici (intonazione, pianto, riso, sbadiglio, sospiro, interruzione), che servono, da soli o insieme al linguaggio orale, a esprimere le proprie emozioni.

Tra i linguaggi non verbali sono da prendere in considerazione anche l'uso dello spazio (una stanza più grande a una persona più importante, il tenere a distanza una persona in segno di rispetto o starle vicino in segno di confidenza) e l'utilizzo di certi artefatti, come abiti e cosmetici che molto spesso servono più delle parole.

Un importante linguaggio non legato alla capacità di sentire o di parlare è la lingua dei segni. Essa è una vera e propria lingua naturale: esperimenti di neurolinguistica dimostrano che la lingua dei segni coinvolge le stesse aree cerebrali di una lingua naturale.

Linguaggio musicale

Il linguaggio musicale fa parte della natura umana non meno della lingua; a seconda degli autori si disquisisce se sia nato prima il linguaggio verbale (ipotizzato da Steven Pinker ) o quello musicale cantato(Charles Darwin) od entrambi simultaneamente (Steven Mithen)[6]. La sua prerogativa è di essere comprensibile universalmente, astratto e collegato unicamente alla sfera emotiva [7].

Sviluppo del linguaggio

Tramite la risonanza magnetica funzionale si è scoperto che in bambini di due mesi si attivano le stesse aree cerebrali deputate al linguaggio mentre ascoltano le loro madri parlare[8].

Il linguaggio viene appreso durante i primi anni di vita e questo apprendimento precede la parola la cui evoluzione può essere suddivisa in alcune sezioni temporali:

  • 0-3 mesi emissioni di suoni vocali
  • 4-6 mesi uso di espressioni facciali sia negative sia positive e inizio della lallazione
  • 6-9 mesi ricerca della sorgente del dialogo, pronunciazione di gorgheggi, lallazione abbondante, uso dell'indice per indicare un oggetto (pointing)
  • 9-12 mesi risposta al richiamo del proprio nome, emette i bisillabi, messaggi di sguardo e ripetizione dei messaggi falliti, in modo che siano più efficaci.
  • 12-13 mesi pronunciazione di parole comuni, come mamma e papà
  • 14-18 mesi Si hanno le prime parole-frasi (frasi semplici)
  • 18-24 mesi il vocabolario si arricchisce, il 50% delle consonanti è prodotto correttamente, il linguaggio è predominante rispetto ai gesti
  • 24-36 mesi il 70% delle consonanti è prodotto correttamente, uso dei pronomi (io/tu, me/te)
  • 3-5 anni il discorso è comprensibile nella sua interezza, ma possono essere presenti difficoltà nei fonemi "r" "v" e gruppi consonantici.
  • 6-11 anni sviluppo grammaticale completo e arricchimento del linguaggio con la scolarizzazione

Note

  1. ^ a b Noam Chomsky, Tre lezioni sull'uomo, cap. 1 Che cos'è il linguaggio?, Ponte delle Grazie, 2017, ISBN 978-886833-632-5
  2. ^ http://disf.org/editoriali/2017-02
  3. ^ "Psicologia dello sviluppo ed educazione" di Orsola Coppola, ediz. Simone, Napoli, 1999 (pag.140 - voce "Le ricerche sul linguaggio verbale")
  4. ^ "Psicologia dello sviluppo e educazione" di Orsola Coppola, ediz. Simone, Napoli, 1999 (pag.140 - voce "Le ricerche sul linguaggio verbale")
  5. ^ Bernstein, Basil, Class, codes, and control; theoretical studies towards a sociology of language.
  6. ^ Steven Mithen, Il canto degli antenati: le origini della musica, del linguaggio, della mente e del corpo, Codice, Torino, 2007
  7. ^ Oliver Sacks, Musicofilia, Adelphi, 2008, trad. Isabella Blum, ISBN 978-88-459-2261-9
  8. ^ Stanislas Dehaene, Coscienza e cervello. Come i neuroni codificano il pensiero, 2009, Milano, Raffaello Cortina, 2014

Bibliografia

  • Graffi, Giorgio e Sergio Scalise, Le lingue e il linguaggio. Introduzione alla linguistica, Milano, Bologna, Il Mulino, 2002.
  • Walter J. Ong, Oralità e scrittura, Bologna, Il Mulino, 2011, ISBN 978-88-15-00964-7.

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Arte

L'arte, nel suo significato più ampio, comprende ogni attività umana – svolta singolarmente o collettivamente – che porta a forme di creatività e di espressione estetica, poggiando su accorgimenti tecnici, abilità innate o acquisite e norme comportamentali derivanti dallo studio e dall'esperienza. Pertanto l'arte è un linguaggio, ossia la capacità di trasmettere emozioni e messaggi. Tuttavia non esiste un unico linguaggio artistico e neppure un unico codice inequivocabile di interpretazione.

Nel suo significato più sublime l'arte è l'espressione estetica dell'interiorità e dell'animo umano. Rispecchia le opinioni, i sentimenti e i pensieri dell'artista nell'ambito sociale, morale, culturale, etico o religioso del suo periodo storico.

Alcuni filosofi e studiosi di semantica, invece, sostengono che esista un linguaggio oggettivo che, a prescindere dalle epoche e dagli stili, dovrebbe essere codificato per poter essere compreso da tutti, tuttavia gli sforzi per dimostrare questa affermazione sono stati finora infruttuosi.

L'arte può essere considerata anche una professione di antica tradizione svolta nell'osservanza di alcuni canoni codificati nel tempo. In questo senso le professioni artigianali – quelle cioè che afferiscono all'artigianato – discendono spesso dal Medioevo, quando si svilupparono attività specializzate e gli esercenti arti e mestieri vennero riuniti nelle corporazioni. Ogni arte aveva una propria tradizione, i cui concetti fondamentali venivano racchiusi nella regola dell'arte, cui ogni artiere doveva conformarsi.

C

La C o c (nome ci ['tʃi]) è la terza lettera dell'alfabeto latino e di quello italiano.

In italiano la C non ha uno statuto fonologico univocamente definito, si è soliti infatti distinguere fra "C dolce" (corrispondente all'affricata postalveolare sorda [ʧ]) e "C dura" (corrispondente all'occlusiva velare sorda [k]) a seconda se precede le lettere vocali E e I, o A, O e U; e può variare sempre, a seconda del contesto, se è accompagnato dalle lettere h o i.Inoltre la lettera C fa parte del digramma sc davanti a -i e -e, nella formazione della fricativa postalveolare sorda [ʃ]

Questa lettera rappresenta anche il suono occlusivo palatale sordo nell'alfabeto fonetico internazionale.

La lettera С (es) dell'alfabeto cirillico, sia minuscola sia maiuscola, è identica alla lettera C latina, sebbene fra le due lettere non vi sia alcuna correlazione storica. La С cirillica deriva infatti da una particolare forma calligrafica medievale della lettera greca Σ (sigma), detta sigma lunata e simile a entrambe le attuali forme minuscole della lettera (σ, ς). Nonostante il suo aspetto, la С cirillica è dunque parente della S latina.

C (linguaggio)

In informatica C è un linguaggio di programmazione imperativo di natura procedurale: i programmi scritti in questo linguaggio sono composti da espressioni matematiche e da istruzioni imperative raggruppate in procedure parametrizzate in grado di manipolare vari tipi di dati.

Viene definito come un linguaggio di programmazione ad alto livello e integra caratteristiche dei linguaggi di basso livello, ovvero caratteri, numeri e indirizzi, che possono essere indicati tramite gli operatori aritmetici e logici di cui si servono le macchine reali. Il C è stato concepito per essere snello e performante, si avvale peraltro di numerose librerie per far fronte ad ogni tipo di esigenza, in particolare la libreria standard del C. Tali librerie, sotto forma di file di intestazione o header file con suffisso .h, possono essere caricate mediante la direttiva include del preprocessore.

C sharp

Il C# (pronuncia inglese: [ˈsiː ˈʃɑːp], come l'espressione see sharp, "vedere nitidamente") è un linguaggio di programmazione orientato agli oggetti sviluppato da Microsoft all'interno dell'iniziativa .NET, e successivamente approvato come standard dalla ECMA (ECMA-334) e ISO (norma ISO/IEC 23270).

La sintassi e struttura del C# prendono spunto da vari linguaggi nati precedentemente, in particolare Delphi, C++, Java e Visual Basic.

Codice sorgente

Il codice sorgente (spesso detto semplicemente sorgente o codice o listato), in informatica, è il testo di un algoritmo di un programma scritto in un linguaggio di programmazione da parte di un programmatore in fase di programmazione, compreso all'interno di un file sorgente, definendo dunque il flusso di esecuzione del programma stesso.

Esso dovrà essere opportunamente elaborato per arrivare a un programma eseguibile dal processore ponendosi dunque come punto di partenza ("sorgente") dell'intero processo che porta all'esecuzione del programma stesso da parte dell'hardware della macchina, e che può includere altre fasi come precompilazione, compilazione, interpretazione, caricamento e linking (a seconda del tipo di linguaggio di programmazione utilizzato) per concludersi con l'installazione.

Per estensione, l'espressione "codice sorgente" viene utilizzata anche per riferirsi a testo scritto in linguaggi informatici non di programmazione, come i linguaggi di markup (HTML, XML e via dicendo) o i linguaggi di database (es. SQL).

Nel caso di software proprietario il codice sorgente non è normalmente fornito all'utente dallo sviluppatore come lo è sempre il codice eseguibile per programmi compilati o il bytecode nel caso di programmi interpretati/semiinterpretati, mentre invece è disponibile nel caso di software open source e software libero.

Ethnologue

Ethnologue: Languages of the World è una pubblicazione cartacea ed elettronica del SIL International (precedentemente conosciuta come Summer Institute of Linguistics, istituto estivo di linguistica), un'organizzazione cristiana, che studia principalmente le lingue meno conosciute, soprattutto per far arrivare il messaggio della Bibbia al numero maggiore possibile di lettori nella loro lingua madre.

Ethnologue contiene statistiche su 7.472 lingue nella diciottesima edizione, realizzata nel 2015. (mentre, ad esempio, nella quattordicesima edizione, realizzata nel 2000, le voci erano 6.809) e di ognuna fornisce il numero dei parlanti, le regioni di diffusione, i dialetti, le affiliazioni linguistiche, la reperibilità della Bibbia.

Attualmente è l'inventario di lingue più esauriente, insieme a Linguasphere Register.

HTML

In informatica l'HyperText Markup Language (HTML; traduzione letterale: linguaggio a marcatori per ipertesti) è un linguaggio di markup. Nato per la formattazione e impaginazione di documenti ipertestuali disponibili nel web 1.0, oggi è utilizzato principalmente per il disaccoppiamento della struttura logica di una pagina web (definita appunto dal markup) e la sua rappresentazione, gestita tramite gli stili CSS per adattarsi alle nuove esigenze di comunicazione e pubblicazione all'interno di Internet.

L'HTML è un linguaggio di pubblico dominio, la cui sintassi è stabilita dal World Wide Web Consortium (W3C). È derivato dall'SGML, un metalinguaggio finalizzato alla definizione di linguaggi utilizzabili per la stesura di documenti destinati alla trasmissione in formato elettronico. La versione attuale, la quinta, è stata rilasciata dal W3C nell'ottobre 2014.

Il motivo principale che ha spinto il W3C e i suoi membri a sviluppare HTML5 è stata la necessità di fornire direttamente le funzionalità che in precedenza erano fruibili tramite estensioni proprietarie all'esterno dei browser, come Adobe Flash e simili. Un secondo obiettivo che gli sviluppatori si erano prefissati era quello di garantire una maggiore compatibilità tra i diversi browser, indipendentemente dalla piattaforma software utilizzata, e principalmente mirata all'espansione dei dispositivi mobili.

ISO 639-3

ISO 639-3 è la terza parte dello standard internazionale ISO 639, un sistema elaborato per classificare tutti i linguaggi tra cui anche tutte le lingue parlate del mondo, associando a ciascun linguaggio un codice identificativo unico.

La terza sezione dell'ISO 639 è un indice che assegna codici di 3 lettere (alpha-3) a un vasto catalogo di linguaggi tra cui lingue moderne, antiche, estinte e persino artificiali, includendo anche dialetti e lingue riservate, per un totale di 7776 elementi. L'obiettivo è costruire un indice generale e il più dettagliato possibile che includa qualunque tipo di linguaggio naturale umano parlato nel mondo.

Questo nuovo codice perfeziona il lavoro fatto con la precedente versione ISO 639-2, completando e rettificandone la classificazione. L'ISO 639-3 è progettato per non entrare in conflitto con l'ISO 639-2 (per questo, tutti gli elementi presenti nell'ISO 639-2 sono dotati di un nuovo codice identificativo - ad eccezione delle famiglie linguistiche o collezioni di linguaggi, escluse dall'ISO 639-3 e reintrodotte solo nel più tardo ISO 693-5). Le combinazioni consentite dalla scelta di una codifica fatta di 3 lettere (alpha-3), permette di classificare un insieme vastissimo di linguaggi.

Originariamente erano previsti l'aggiornamento e la verifica annuale dei codici così redatti, al fine di affinare ulteriormente il lavoro di classificazione fatto.

La versione pubblicata nel 2007 è la ISO 639-3:2007: Codici per la rappresentazione dei nomi dei linguaggi -- Parte 3: Alpha-3 code for comprehensive coverage of languages.

Java (linguaggio di programmazione)

In informatica Java è un linguaggio di programmazione ad alto livello, orientato agli oggetti e a tipizzazione statica, che si appoggia sull'omonima piattaforma software, specificamente progettato per essere il più possibile indipendente dalla piattaforma hardware di esecuzione (tramite compilazione in bytecode prima e interpretazione poi da parte di una JVM), sebbene questa caratteristica comporti prestazioni in termini di computazione inferiori a quelle di linguaggi direttamente compilati come C e C++ ovvero dunque perfettamente adattati alla piattaforma hardware.

Lingua (linguistica)

La lingua è il sistema attraverso il quale gli appartenenti ad una comunità si esprimono e comunicano tra loro, per mezzo scritto (segni) o parlato (suoni).

Linguaggio di programmazione

Un linguaggio di programmazione, in informatica, è un linguaggio formale che specifica un insieme di istruzioni che possono essere usate per produrre dati in output.

Esso è utilizzabile per il controllo del comportamento di una macchina formale o di una implementazione di essa (tipicamente, un computer) ovvero in fase di programmazione di questa attraverso la scrittura del codice sorgente di un programma ad opera di un programmatore. Un linguaggio di programmazione è considerato a tutti gli effetti tale se è Turing-completo.

Linguistica

La linguistica è lo studio scientifico del linguaggio e delle sue strutture. Essa include, tra le altre cose, lo studio della grammatica, della sintassi e della fonetica. È una disciplina scientifica, in quanto si basa su approcci empirici e oggettivi. Un linguista è una persona specializzata in linguistica.

Prenome

Il prenome è il nome individuale di una persona che, assieme al cognome (o "nome di famiglia"), forma l'antroponimo.

Il termine è usato perlopiù in contesti accademici e giuridici, mentre nel linguaggio parlato si utilizzano più di frequente i sinonimi nome di battesimo, primo nome o soltanto nome. In contesti linguistici si usano anche nome proprio di persona, nome di persona, nome personale o semplicemente personale.

Rapping

Il rapping (o rhyming, spitting, emceeing, MCing) è una forma di oratoria musicale che presenta «rima, discorso ritmico e linguaggio di strada», che è eseguita o cantata in una varietà di modi diversi, spesso sopra un beat o un accompagnamento musicale. Deriva dall' R&B.

Scandinavia

La Scandinavia è una regione geografica e storico-culturale dell'Europa settentrionale. Il termine nel linguaggio comune si riferisce ai Regni di Svezia, Norvegia e Danimarca. Nel linguaggio italiano il termine a volte si riferisce alla Penisola Scandinava, oppure ad una regione più vasta che include anche Finlandia e Islanda.

Sequel

Sequel (pronuncia /ˈsiːkw(ə)l/, adattato in italiano /ˈsikwel/; "seguito" in inglese) è un neologismo del XX secolo mutuato dalla lingua inglese. Nel linguaggio cinematografico e della letteratura è un'opera che presenta personaggi e/o eventi cronologicamente posteriori a quelli già apparsi in un precedente episodio; l'utilizzo del termine è esteso anche all'ambito videoludico e in altri settori artistici.

Sintassi

La sintassi o sintattica (dal greco σύνταξις, sýntaxis, "associazione, organizzazione") è la branca della grammatica e della linguistica che studia i diversi modi in cui i codici dei linguaggi si uniscono tra loro per formare una proposizione.

Sistema numerico binario

Il sistema numerico binario è un sistema numerico posizionale in base 2. Esso utilizza solo due simboli, di solito indicati con 0 e 1, invece delle dieci cifre utilizzate dal sistema numerico decimale. Ciascuno dei numeri espressi nel sistema numerico binario è definito "numero binario".

In informatica il sistema binario è utilizzato per la rappresentazione interna dell'informazione dalla quasi totalità degli elaboratori elettronici, in quanto le caratteristiche fisiche dei circuiti digitali rendono molto conveniente la gestione di due soli valori, rappresentati fisicamente da due diversi livelli di tensione elettrica. Tali valori assumono convenzionalmente il significato numerico di 0 e 1 o quelli di vero e falso della logica booleana.

XML

In informatica XML (sigla di eXtensible Markup Language) è un metalinguaggio per la definizione di linguaggi di markup, ovvero un linguaggio marcatore basato su un meccanismo sintattico che consente di definire e controllare il significato degli elementi contenuti in un documento o in un testo.

Costituisce il tentativo di produrre una versione semplificata di Standard Generalized Markup Language (SGML) che consente di definire nuovi linguaggi di markup.

Il nome indica che si tratta di un linguaggio marcatore (markup language) estensibile (eXtensible) in quanto permette di creare tag personalizzati.

In altre lingue

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