Jacqueline Kennedy Onassis

Jacqueline Lee Kennedy Onassis, detta Jackie, nata Bouvier (Southampton, 28 luglio 1929New York, 19 maggio 1994), è stata una first lady statunitense.

Fu la moglie di John Fitzgerald Kennedy, 35º presidente degli Stati Uniti, First lady dal 20 gennaio 1961 al 22 novembre 1963, data dell'assassinio del marito. Vedova, sposò nel 1968 l'armatore greco Aristotele Onassis.

Jacqueline Kennedy
Mrs Kennedy in the Diplomatic Reception Room cropped

35ª First lady degli Stati Uniti
Durata mandato 20 gennaio 1961 –
22 novembre 1963
Presidente John Fitzgerald Kennedy
Predecessore Mamie Eisenhower
Successore Lady Bird Johnson

Dati generali
Partito politico Democratico
Università George Washington University
Firma
Firma di Jacqueline Kennedy

Biografia

Genealogia

Dal lato paterno, Jacqueline discendeva da Michel Bouvier (1792-1874),[1] appartenente ai Van Salees, una stirpe di mercanti di origine francese, olandese, inglese che si era stabilita a New Amsterdam (il primo nome con il quale era nota New York) nel XVIII secolo. Dal lato materno aveva ascendenze irlandesi.[2]

Primi anni

Jacqueline Bouvier by David Berne, 1935
Jackie Bouvier nel 1935

Jacqueline Lee Bouvier nacque in una famiglia dell'alta società newyorkese, come primogenita di John "Jack" Vernou Bouvier III (1891 - 1957), un broker di borsa di origine francese, e di Janet Norton Lee (1906 - 1989), figlia di un direttore di banca. Jacqueline ebbe una sorella più giovane, Caroline Lee (nota come Lee Radziwill) nata il 3 marzo 1933. I suoi genitori divorziarono nel 1940 e la madre si risposò nel 1942 con l'erede della Standard Oil, Hugh Dudley Auchincloss, Jr. da cui ebbe altri due figli: Janet Jennings Auchincloss e James Lee Auchincloss.

Jacqueline trascorse le vacanze estive dei primi anni della sua vita nella tenuta dei nonni paterni a East Hampton, dove ebbe modo di praticare l'equitazione divenendo un'esperta cavallerizza e vincendo numerosi trofei e medaglie. Questo è un costume molto diffuso tra le famiglie di buona condizione sociale degli Stati Uniti. Jacqueline era molto legata a suo padre, per questo soffrì molto quando questi cadde vittima dell'alcolismo. Coltivò numerosi interessi quali la lettura, la poesia, la fotografia e la pittura.

Jacqueline frequentò la Miss Porter's School dal 1944 al 1947, poi il Vassar College dal 1947 al 1948 (dove venne anche nominata "debuttante dell'anno" nella stagione 1947-48) e i cui insegnanti la resero capace di un profondo attaccamento alla vita;[3] infine, frequentò la George Washington University, dove ottenne la laurea in belle arti nel 1951.

Nel 1949 si recò a Parigi per un soggiorno di studio alla Sorbona, dove rimase affascinata dalla Francia e dalla sua cultura, sviluppando un senso del gusto e dell'eleganza che si sarebbe manifestato successivamente in molti aspetti della sua vita. Parlava correntemente italiano, francese e spagnolo, qualità che sfruttò nella campagna presidenziale del marito registrando discorsi per gli immigrati.

Come primo lavoro, il The Washington Times le affidò una serie di inchieste fotografiche da realizzare intervistando personaggi noti nella capitale statunitense. Grazie a questo incarico divenne conosciuta negli ambienti politici di Washington, ed ebbe modo di incontrare il suo futuro marito John Fitzgerald Kennedy, allora giovane congressista del Massachusetts.

Primo matrimonio

Toni Frissell, John F. Kennedy and Jacqueline Bouvier on their wedding day, 1953
Jackie Bouvier e John F. Kennedy il giorno del loro matrimonio
Jackieowedding
Il lancio del bouquet al suo matrimonio con Kennedy, nel 1953

Dopo un effimero fidanzamento col broker di borsa John Husted Jr.,[4] il 12 settembre 1953 Jacqueline sposò Kennedy, quando era senatore e astro nascente del Partito Democratico. La cerimonia si svolse a Newport, Rhode Island, celebrata dall'arcivescovo di Boston Richard James Cushing e seguita da un sontuoso ricevimento per 2 000 invitati.[5] La coppia ebbe quattro figli:

  • Arabella Kennedy (nata morta, 1956);
  • Caroline Bouvier Kennedy (1957). Quest'ultima si è sposata nel 1986 con Edwin Arthur Schlossberg, e ha avuto tre figli: Rose (1988), Tatiana (1990) e John (1993);
  • John Fitzgerald Kennedy Jr., erroneamente detto John-John, (1960-1999). Il nomignolo "John-John" deriva da un malinteso del reporter che non aveva capito che Kennedy stava chiamando, ripetendo il nome "John" due volte in rapida successione, suo figlio;
  • Patrick Bouvier Kennedy (nato e morto a 2 giorni di distanza nell'agosto 1963 a causa di una malformazione polmonare).

La coppia passò i primi due anni di vita coniugale a Georgetown, District of Columbia. Fu un periodo caratterizzato da diversi problemi di salute del marito, dovuti a traumi vertebrali riportati in guerra, a seguito dei quali dovette sottoporsi a due interventi chirurgici e passare lunghi periodi di convalescenza.

Jacqueline ebbe un'ammirazione, ricambiata, per suo suocero (che ne riconobbe il grande potenziale come moglie di un politico) e fu vicina anche a suo cognato Robert, detto Bobby. A differenza però dei membri della famiglia Kennedy, appassionati di sport e di competizioni, Jackie predilesse uno stile di vita più tranquillo e riservato.

First lady

JFK and family in Hyannis Port, 04 August 1962
La famiglia Kennedy nel 1962

All'inizio della campagna per le elezioni presidenziali del 1960, Jacqueline cominciò ad affiancare costantemente suo marito attraverso tutti gli Stati Uniti;[6] la sua seconda gravidanza le impedì tuttavia di portare a termine l'impegno per un preciso divieto dei medici dovuto all'esito sfavorevole della prima.

Nel voto dell'8 novembre 1960 Kennedy sconfisse di misura Richard Nixon, divenendo il 35º Presidente degli Stati Uniti d'America: Jackie Kennedy divenne una delle più giovani First lady della storia.[7]

Come First lady (titolo che non gradiva in quanto le sembrava il nome di un cavallo), Jacqueline Kennedy si trovò a condurre una vita sotto i riflettori, ma tentò sempre di educare i figli al riparo dall'occhio dei media. La sua predilezione per la haute couture e la scelta di piatti francesi per i menù dei ricevimenti alla Casa Bianca le procurò critiche da parte dei commentatori più sciovinisti, ma ciò non impedì di farla assurgere, grazie al suo spiccato buon gusto e alla raffinatezza degli abiti creati per lei dallo stilista Oleg Cassini, ad icona riconosciuta dell'eleganza occidentale.

La sua riconosciuta abilità sociale ebbe effetti positivi sulle relazioni internazionali statunitensi. È rimasto leggendario il suo savoir faire con il generale de Gaulle a Parigi e con il leader sovietico Nikita Kruscev, che rimase da lei affascinato nel corso del summit di Vienna, evento che pure fu un insuccesso politico di suo marito John.

La sua sensibilità artistica e storica le permise anche di occuparsi personalmente degli interni della Casa Bianca, ripristinando gli arredi originali e curandone l'allestimento; per l'occasione, il 14 febbraio 1962 Jackie Kennedy effettuò una celebre visita guidata alla Casa Bianca che fu trasmessa dalla televisione.

La coppia presidenziale si distinse in prima linea per il coinvolgimento in eventi sociali e culturali. Il loro interesse per l'arte, la musica e la cultura rivoluzionò anche lo svolgimento dei ricevimenti ufficiali, in quanto Jackie e John vollero circondarsi di artisti, celebrità e premi Nobel, che parteciparono ai pranzi e alle cerimonie, mescolandosi alle autorità politiche.

L'assassinio di Kennedy

John F. Kennedy motorcade, Dallas crop
Jackie Kennedy pochi istanti prima dell'assassinio di suo marito
RómuloBetancourt JFK1961
Il presidente John F. Kennedy e Jackie a La Morita, Barinas, durante la prima visita ufficiale di un presidente degli USA al Venezuela nel dicembre del 1961

Il 21 novembre 1963 Jacqueline e John lasciarono la base aerea militare di Andrews, prima si fermarono a San Antonio, e poi andarono a Houston per una visita alla NASA. La loro ultima fermata quel giorno fu a Forth Worth. Il giorno successivo i due volarono all'aeroporto di Dallas. Un breve tragitto in auto doveva portarli al Trademart dove era previsto che il presidente tenesse un discorso. Jackie era seduta nella berlina presidenziale accanto a suo marito quando questi fu colpito e ferito mortalmente alla testa in Piazza Dealey.

Il vicepresidente Johnson e sua moglie seguivano su un'altra auto della sfilata. Dopo che il presidente fu colpito, Jacqueline abbracciò John dicendo «Ti amo tanto, Jack». Provvide a far convocare un sacerdote per fargli avere l'assoluzione e l'estrema unzione. Dopo la morte di suo marito rifiutò di rimuovere le macchie di sangue dal suo abbigliamento e protestò perché le avevano lavato il sangue dal volto e dalle mani e i frammenti di cervello dai capelli. Continuò ad indossare il famoso vestito rosa con cui appare accanto a Lyndon B. Johnson durante il giuramento per la nomina del nuovo Presidente. Jacqueline disse a Lady Bird Johnson: «Voglio che vedano ciò che hanno fatto a John».[8]

Il coraggio e il contegno dimostrato nei momenti successivi all'assassinio del marito le procurarono l'ammirazione dell'opinione pubblica. Jacqueline Kennedy, tenendo i figli per mano, seguì a piedi il feretro del marito dalla Casa Bianca alla cattedrale di St. Matthew e accese la fiamma eterna sulla sua tomba nel cimitero nazionale di Arlington. Il London Evening Standard scrisse: «Jacqueline Kennedy ha dato al popolo americano una cosa che gli era sempre mancata: la maestà».

Per un anno dopo il funerale Jacqueline portò avanti il lutto, durante il quale non fece apparizioni pubbliche, decise di vendere la casa in Virginia, dove la coppia aveva progettato di trascorrere gli anni successivi all'incarico presidenziale, e acquistò un lussuoso appartamento nella Quinta Strada a New York per poter avere maggior riservatezza. Anche in seguito continuò a onorare la memoria del marito recandosi presso la sua tomba in numerose occasioni pubbliche e private e partecipando a eventi commemorativi. A Boston fece costruire la Biblioteca John Fitzgerald Kennedy, che venne inaugurata nel 1979 da Jimmy Carter.

Randolph Churchill with daughter Arabella and Jacqueline Kennedy
Jacqueline con Randolph Churchill, figlio di Winston, sua figlia Caroline e John Fitzgerald Jr., New York, 1966

Il matrimonio con Onassis

Jacqueline Kennedy after State Dinner, 22 May 1962
Jackie Kennedy nel 1962
ValentinoKennedyCapri
Jackie Kennedy con Valentino a Capri

Jacqueline fu molto vicina anche a suo cognato Robert nel corso della sua campagna presidenziale, dispensando consigli e comparendo in molte occasioni pubbliche, ma il 6 giugno 1968 anche Robert fu assassinato. A questo punto Jacqueline, temendo che tutti i Kennedy potessero essere in qualche modo "nel mirino", decise di lasciare gli Stati Uniti e, dopo soli quattro mesi, il 20 ottobre 1968, sposò, con uno sfarzoso matrimonio nell'isola di Skorpios, l'armatore greco Aristotele Onassis (che già conosceva da anni, conoscenza che aveva dato adito a voci di una loro eventuale, mai ammessa e mai provata, precedente relazione), il quale per lei aveva interrotto la lunga storia d'amore con la cantante lirica Maria Callas.[9]

Col secondo matrimonio, Jacqueline perse la protezione dei servizi segreti americani, ma si legò ad un uomo che aveva denaro e potere a sufficienza per garantirle l'incolumità e lo status sociale cui era abituata. La relazione coniugale era stata puntigliosamente regolata da un contratto pre-matrimoniale, stilato dagli studi legali di fiducia dei coniugi. Vi era previsto di tutto, dal numero minimo di fine settimana che i coniugi dovevano trascorrere insieme ogni anno, a quale percentuale del patrimonio del marito le sarebbe toccata a titolo di "alimenti", in caso di divorzio, commisurata al numero di anni che sarebbe durato il matrimonio. Si tratta d'una prassi molto diffusa nell'alta società americana.

Il matrimonio tra Jacqueline e l'armatore non funzionò apparentemente bene: la coppia raramente trascorse il proprio tempo insieme più di quanto garantito dal contratto e Jacqueline finì per dedicarsi ai viaggi e allo shopping. Nonostante Onassis si trovasse bene con i figliastri Caroline e John (il figlio Alexander diede al giovane John le prime lezioni di volo, e per ironia del destino entrambi sono morti in seguito a incidenti aerei), la figlia Christina Onassis non legò mai con Jacqueline.

Quando Onassis morì, il 15 marzo 1975, la vedova poteva essere titolare di una cospicua eredità, ma la legge greca imponeva un tetto alla somma che un cittadino straniero poteva ereditare, e la disputa apertasi fra lei e Christina finì col farle accettare una liquidazione definitiva di 26 milioni di dollari.[10] Per sposare Onassis, si era convertita alla Chiesa ortodossa greca. Di conseguenza, in base al Codice di diritto canonico allora vigente, era incorsa in due scomuniche: in quanto scismatica e in quanto concubina (Onassis era divorziato). Ciononostante, ogni anno si presentava regolarmente alla messa dell'anniversario del marito e si accostava all'eucaristia. Questo suo comportamento (riprovevole anche dal punto di vista della Chiesa Ortodossa, che talvolta ammette i cattolici ai propri sacramenti, ma non consente mai che i propri fedeli, tanto più se sono dei neo-convertiti, ricevano i sacramenti in altre Chiese) e la mancanza di reazioni pubbliche al riguardo delle autorità ecclesiastiche, provocarono le proteste di molti, che, nelle sue stesse condizioni canoniche, si vedevano negare i sacramenti. Rimasta nuovamente vedova, si riconciliò con la Chiesa cattolica.

Il tumore e la morte

OnassisGrave
La tomba di Jacqueline Lee Bouvier all'Arlington National Cemetery

Negli ultimi anni della sua vita Jacqueline visse a New York, dove collaborò con alcune riviste come esperta di arte egizia, e a Martha's Vineyard con Maurice Tempelsman, un industriale e commerciante di diamanti di origine belga che sembra, ma non ci sono prove certe, abbia sposato in articulo mortis. Continuò ad essere oggetto delle attenzioni dei media, come per la nota vicenda con il paparazzo Ron Galella, che la inseguì continuamente, nella sua vita privata, per immortarla in scatti fotografici. Jacqueline denunciò Galella e, dopo il processo, il paparazzo fu obbligato a mantenere una distanza di 15 metri da lei.[11]

Nel 1994 le fu diagnosticato un linfoma non Hodgkin che la condusse alla morte il 19 maggio dello stesso anno, all'età di 64 anni, nel suo appartamento sulla Fifth Avenue. Jacqueline Kennedy è sepolta a fianco del suo primo marito, John Fitzgerald Kennedy, nel Cimitero Nazionale della Contea di Arlington.

Nella cultura di massa

  • Alla sua vita è ispirata la miniserie televisiva del 1991 Jackie, nella quale è impersonata da Roma Downey.
  • Tori Amos le ha dedicato nel 1998 una canzone.
  • Nel 1995 il compositore statunitense Michael Daugherty ha composto un'opera lirica, Jackie O, che tratta alcune fasi della sua vita.
  • Nel 2013 il cantante svedese Ola Svensson ha composto una canzone in suo nome.
  • La sua vita ha ispirato il film Jackie, girato nel 2016, in cui è interpretata da Natalie Portman.
  • Nel video National Anthem, la cantante Lana Del Rey interpreta le due facce della medaglia dell’America degli anni 60, Marilyn Monroe e Jacqueline Kennedy. Gran parte del video ricrea episodi di vita quotidiana della first lady e di suo marito, compreso l’attentato ai danni di quest’ultimo.

Onorificenze

Ellis Island Medal of Honor - nastrino per uniforme ordinaria Ellis Island Medal of Honor

Note

  1. ^ Tina Flaherty, What Jackie Taught Us: Lessons from the Remarkable Life of Jacqueline, New York City, Penguin Group, 2004, cap. 1, ISBN 978-1-101-49427-1
  2. ^ Jan Pottker, Janet and Jackie: The Story of a Mother and Her Daughter, Jacqueline Kennedy Onassis, St. Martin's Press, 2002, p. 7, ISBN 978-0312302818
  3. ^ Arthur Schlesinger Jr., I mille giorni di John Kennedy, Milano, Rizzoli Ed., 1966, p. 116
  4. ^ Barbara Leaming, Jacqueline Bouvier Kennedy Onassis: The Untold Story, Macmillan, 2014, p.25, ISBN 978-1250017642
  5. ^ Wedding of Jacqueline Bouvier and John F. Kennedy, su jfklibrary.org. URL consultato il 3 luglio 2016.
  6. ^ Donald Spoto, Jacqueline Bouvier Kennedy Onassis: A Life, St. Martin's Press, 2000, p. 152, ISBN 978-0312977078
  7. ^ Life of Jacqueline B. Kennedy, su jfklibrary.org. URL consultato il 3 luglio 2016.
  8. ^ (EN) I want them to see what they have done to Jack. Jacqueline to Lady Byrd Johnson PBS epicenter
  9. ^ Katherine Seely, John F. Kennedy Jr., Heir to a Formidable Dynasty, su The New York Times, 19 luglio 1999. URL consultato il 3 luglio 2016.
  10. ^ Kathleen Tracy, The Everything Jacqueline Kennedy Onassis Book: A portrait of an American icon, Adams Media, 2008, p. 232, ISBN 978-1598695304
  11. ^ Alma Davenport, The history of photography: an overview, UNM Press, 1991, p.102

Bibliografia

Barbara Leaming, Jacqueline Kennedy Onassis. La biografia mai raccontata, trad. Massimiliano Bonatto, 320 pp., [8] carte di tav., ill., Odoya, Bologna 2015. ISBN 978-88-6288-277-4

Voci correlate

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Collegamenti esterni

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1963 (singolo)

1963 è una canzone del gruppo rock-synthpop britannico New Order, rilasciata originariamente come lato B di True Faith nel 1987 (entrambe apparse sull'antologia Substance dello stesso anno) e poi pubblicata come singolo a sé stante nel gennaio 1995 in un mix per la radio fatto dal collaboratore Arthur Baker.

Bouvier

Per Bouvier si può intendere:

Alexis Bouvier (1836-1892), scrittore francese.

Bouvier Beale (1922-1994), giurista statunitense e cugino di Jacqueline Kennedy Onassis (nata Bouvier).

Charles Bouvier (1898-1964), bobbista svizzero.

Edith Ewing Bouvier Beale (1895-1977), zia di Jacqueline Kennedy Onassis (nata Bouvier).

Edith Bouvier Beale (1917-2002), cugina di Jacqueline Kennedy Onassis.

Jacqueline Kennedy Onassis (nata Bouvier) (1929-1994), first lady degli Stati Uniti dal 1961 al 1963.

Janet Lee Bouvier (1907-1989), socialite e madre di Jacqueline Kennedy Onassis (nata Bouvier).

Jean Bouvier (1920-1987), storico francese.

Jean-Baptiste Bouvier (1783-1854), vescovo e teologo francese.

John Vernou Bouvier III (1891-1957), padre di Jacqueline Kennedy Onassis (nata Bouvier).

Nathalie Bouvier (n. 1969), sciatrice alpina francese.

Nicolas Bouvier (1929-1998), scrittore, fotografo e iconografo svizzero.

Phelan Beale, Jr. (1920-1993), giornalista e cugino di Jacqueline Kennedy Onassis (nata Bouvier).

Pierre Bouvier (n. 1979) è un cantante e chitarrista canadese.

Pietro Bouvier (1839-1927), pittore italiano.

Coma White

Coma White è una canzone della band dei Marilyn Manson che parla degli effetti delle droghe.

È l'ultima traccia dell'album Mechanical Animals. Nonostante sia stata pubblicata come singolo solamente promozionale, ne è stato realizzato un videoclip, proprio mentre i problemi e le accuse legati alla tragedia delle Columbine colpivano la band, e questo videoclip è stato un assaggio dei temi dell'album successivo, Holy Wood. Il videoclip creò non poche controversie e divenne uno dei più richiesti su MTV. È una delle canzone preferite dai fan del gruppo, nonché uno dei brani meglio accolti dalla critica, nell'album più acclamato di sempre nella storia della band.

Di Coma White esiste anche una cover, realizzata dalla band degli Apoptygma Berzerk, la cui sola somiglianza con l'originale sono i testi.

Due sconosciuti, un destino

Due sconosciuti, un destino (Love Field) è un film di Jonathan Kaplan del 1992.

Foulard

Il foulard è un fazzoletto, leggero e realizzato in vari materiali, seta, cotone o lana.

Nell'ambito dell'abbigliamento il loro utilizzo può essere vario. I foulard possono essere indossati sulla testa come copricapo, intorno al collo, sulle spalle, annodato al manico della borsa, come cintura o anche semplicemente infilato nel taschino della giacca, e lievemente in evidenza. Può essere di innumerevoli colori, o stampato con varie fantasie.

La parola foulard proviene dalla lingua francese, ed è il termine con il quale si indica il fazzoletto di seta.

Ha fatto parte delle collezioni di numerose case di moda prestigiose come Hermès, Dior, Saint Laurent, Chanel e Givenchy, mentre in Italia delle case di moda fiorentine Gucci e Ferragamo, oltre che di Roberta di Camerino.

Particolarmente di moda negli anni sessanta era l'abitudine di portare il foulard sulla testa ed annodato sotto al mento, e spesso abbinato ad un paio di occhiali scuri, così come usavano le attrici Audrey Hepburn, Sophia Loren e Grace Kelly, ma anche la first lady Jacqueline Kennedy Onassis.

Il foulard è sempre stato un accessorio tipicamente femminile. Ma negli ultimi anni, le case di moda più importanti, e poi, anche il resto dell'industria fashionista, hanno introdotto l'utilizzo di foulard e sciarpe particolari anche per la moda maschile. Il boom dei foulard "maschili" si è avuto nell'anno 2011, quando questo accessorio si è affermato come capo unisex.

Grey Gardens - Dive per sempre

Grey Gardens - Dive per sempre è un film per la TV del regista Michael Sucsy per il canale via cavo americano HBO, adattamento cinematografico del pluripremiato documentario del 1975 dei fratelli Albert e David Maysles.

Il magnate greco

Il magnate greco (The Greek Tycoon) è un film del 1978 diretto da J. Lee Thompson.

Jackie's Strength

Jackie's Strength è un brano musicale della cantautrice e musicista Tori Amos, pubblicato come secondo singolo dell'album From the Choirgirl Hotel il 15 settembre 1998. Il singolo ha scalato la vetta della Billboard Dance Chart e ha raggiunto la cinquantaquattresima posizione della Hot 100. La Jackie di cui si parla nel testo è Jacqueline Kennedy Onassis, la moglie dell'ex presidente degli Stati Uniti John Fitzgerald Kennedy. In alcuni passaggi della canzone si fa riferimento anche all'assassinio di Kennedy.

Jackie (film 2016)

Jackie è un film biografico del 2016 diretto da Pablo Larraín, incentrato sulla First lady Jacqueline Bouvier, interpretata da Natalie Portman.

La pellicola, presentata in concorso alla 73ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia, si è aggiudicata il premio per la migliore sceneggiatura e ha ricevuto tre candidature ai Premi Oscar nella categoria Miglior colonna sonora, Migliori costumi e Miglior attrice protagonista a Natalie Portman.

Jackie (miniserie televisiva)

Jackie (A Woman Named Jackie) è una miniserie televisiva in tre puntate del 1991, diretta da Larry Peerce e basata sulla biografia di Jacqueline Kennedy Onassis, moglie del presidente John Fitzgerald Kennedy e in seguito dell'armatore greco Aristotele Onassis, scritta da C. David Heymann nel 1989.

Andata in onda negli Stati Uniti il 13, 14 e 15 ottobre 1991 sulla rete NBC, è stata trasmessa per la prima volta in Italia in due puntate il 19 e 20 luglio 1992 in prima serata su Rai 1.

Jackie O (opera)

Jackie O è un'opera da camera contemporanea in due atti (durata circa 90 minuti) musicata dal compositore statunitense Michael Daugherty su libretto di Wayne Koestenbaum.

Commissionata nel 1995 dallo Houston Opera Studio, è andata in scena per la prima volta l'anno successivo. È stata poi ripresa in varie rappresentazioni in teatri di Stati Uniti, Canada, Francia, Svezia ed è stata inserita nel cartellone dell'edizione 2008 del Lugo Opera Festival.

È stata incisa su disco (etichetta Decca) nel 2007.

Jacqueline Kennedy Onassis Reservoir

Il cosiddetto Jacqueline Kennedy Onassis (JKO) Reservoir (originariamente ed ancora adesso talora detto Central Park Reservoir) è un bacino idrico per la distribuzione dell'acqua, attualmente dismesso. Si trova a Central Park, nel quartiere di Manhattan nella città di New York, USA.

Killing Kennedy

Killing Kennedy è un film televisivo del 2013 diretto da Nelson McCormick. Basato sul romanzo di Bill O'Reilly e Martin Dugard.

LBJ (film)

LBJ è un film del 2016 diretto da Rob Reiner con protagonista Woody Harrelson nei panni di Lyndon B. Johnson, 36º Presidente degli Stati Uniti d'America.

La casa del sì

La casa del sì (The House of Yes) è un film del 1997, diretto da Mark Waters, tratto dal testo teatrale di Wendy MacLeod.

Le incredibili avventure del signor Grand col complesso del miliardo e il pallino della truffa

Le incredibili avventure del signor Grand col complesso del miliardo e il pallino della truffa (The Magic Christian) è un film del 1969 diretto da Joseph McGrath.

Tipica produzione dei tardi anni sessanta, il film, con protagonisti Peter Sellers e Ringo Starr, è tratto dal racconto Il grande Guy del 1959 di Terry Southern ed è un'implacabile e spesso pesante satira sul capitalismo, l'avidità, e le vanità umane in generale.

National Anthem

National Anthem è un brano musicale della cantautrice statunitense Lana Del Rey, estratto come quinto singolo dal suo secondo album, Born to Die. Il singolo è stato scritto da The Nexus, Justin Parker e dalla cantante stessa, prodotto da Emile Haynie ed è stato reso disponibile in download digitale dal 6 luglio 2012 in tutto il mondo, fatta eccezione per Germania, Austria e Svizzera, dove è stato pubblicato come singolo Summertime Sadness.

Robert Kennedy, la sua storia e il suo tempo

Robert Kennedy, la sua storia e il suo tempo è una miniserie TV che tratta la storia di Robert Kennedy

Thirteen Days

Thirteen Days è un film del 2000 diretto da Roger Donaldson, riguardante la Crisi dei missili di Cuba, vista nella prospettiva dei dirigenti politici degli Stati Uniti.

Gran parte delle scene si svolgono alla Casa Bianca e si focalizzano sul processo decisionale tra il Presidente John F. Kennedy e il fratello Robert, in contrapposizione con i militari, che spingono per attuare i progetti d'invasione di Cuba come reazione all'installazione dei missili sovietici. Gran parte del film s'incentra, più che sulle dinamiche della Guerra fredda tra le due superpotenze, sul conflitto tra potere politico e militare sulla scelta della migliore strategia da adottare. La vicenda è vista attraverso gli occhi di Kenny O'Donnell, un funzionario della Casa Bianca interpretato da Kevin Costner.

Anche se il film mutua il titolo dal libro Thirteen Days di Robert F. Kennedy, è basato in realtà su The Kennedy Tapes - Inside the White House During the Cuban Missile Crisis di Ernest May e Philip Zelikow.

Famiglia Kennedy
Antenati di
Figli di
Discendenti
(in ordine di nascita)

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