Impero achemenide

L'Impero achemenide (in persiano Haχāmanišiyā, in greco antico: Ἀχαιμενίδαι), chiamato dagli abitanti nativi 𐎧𐏁𐏂 , traslitterato Xšassa (persiano antico) cioè "L'Impero"[9] detto anche primo impero persiano[3][10] per distinguerlo dal secondo impero persiano guidato dai Sasanidi, fu un'entità politica corrispondente all'attuale Persia fondata da Ciro il Grande nel 550 a.C. Per le sue conquiste l'Impero achemenide è il secondo più esteso della storia antica dopo l'impero xiongnu;[11][12] sul finire del VI secolo a.C. arrivò a comprendere: ad est la valle dell'Indo, a nord la parte meridionale del lago d'Aral e del mar Caspio fino alla Crimea e a ovest l'Europa, a sud l'Egitto, la Mesopotamia e i monti Zagros. Al suo apice l'impero governava sul 44% della popolazione mondiale, la più alta percentuale mai raggiunta da nessun altro impero o Stato in tutta la storia mondiale. La superficie era di 8,5 milioni di kmq.[13]Tutto l'Impero era saldamente controllato dal Gran Re, a cui sottostavano i satrapi, e collegato in ogni punto grazie a un efficiente sistema di strade e di posta, velocizzata dagli spostamenti a cavallo e dalla presenza di stazioni di sosta.
L'Impero persiano crollò nel 332 a.C. in seguito alla battaglia di Gaugamela e alla vittoria dei Macedoni guidati da Alessandro Magno. La parte occidentale passò ad Alessandro mentre quella orientale (4,5 milioni di kmq) fu divisa in varie signorie.

Impero Achemenide
𐎧𐏁𐏂
Xšassa (Persiano antico)
"L'Impero"
Impero Achemenide 𐎧𐏁𐏂 Xšassa (Persiano antico) "L'Impero" – Bandiera
AchaemenidMapBehistunInscription
Dati amministrativi
Nome ufficialeHakhâmaneshiyân
Lingue ufficialipersiano antico
Lingue parlateaccadico,[1] elamitico (epigrafiche), aramaico (documentaria), medio, greco antico,[2] sumero (letteratura)
CapitalePersepoli (cerimoniale e amministrativa, residenza reale, la de facto vera capitale dell'impero a partire da Dario I), Susa (amministrativa), Ecbatana (residenza estiva), Pasargade (residenza di Ciro II, cerimoniale)
Altre capitaliBabilonia[3]
DipendenzeIonia,
Cipro,
Regno di Macedonia,
Regno del Bosforo
Politica
Forma di StatoMonarchia assoluta
Xšayāθiya Xšayāθiyānām, (Re dei re), Faraone d'Egitto, Re delle Nazioni, Re di Persia, Re di BabiloniaDa Ciro II di Persia a Dario III Codomano
Organi deliberativiConsiglio dei magi
Nascita540 a.C. con Ciro II di Persia
CausaConquista dell'Impero dei Medi.
Fine331 a.C. con Dario III
CausaConquista della Persia da parte di Alessandro Magno
Territorio e popolazione
Bacino geograficoGrecia, Tracia, Anatolia, Palestina, Egitto, Mesopotamia, Persia, Afghanistan e Battria
Territorio originalePersia
Massima estensione5.500.000 km2 nel 500 a.C.[4][5]
8.500.000 km2 nel 480 a.C.[6]
Popolazionedai 35 agli 80 milioni[7] nel 480 a.C.
SuddivisioneSatrapie achemenidi
Economia
ValutaDarico d'oro
Risorsegrano, carne, cereali, pesce, orzo, pietre preziose, spezie
Produzioniderrate alimentari, armi, gioielli e monili, beni di lusso, incenso, tessuti, cordame per navi, forniture navali
Commerci conFenici, Greci, vari regni indiani
Esportazionigioielli e monili, beni di lusso, tessuti, spezie
Importazionispezie, vino, olio d'oliva, beni di lusso, gioielli
Religione e società
Religioni preminentiZoroastrismo
Religione di StatoZoroastrismo
Religioni minoritariereligione babilonese e religione greca, ebraismo,[8]
Classi socialisatrapi, proprietari terrieri, guerrieri, commercianti, artigiani, contadini, servi
Achaemenid (greatest extent)
L'impero Achemenide alla sua massima estensione con Dario I
Evoluzione storica
Preceduto daImpero dei Medi
Succeduto daImpero macedone

Storia

Origini

Fra i numerosi popoli dominati dai Medi, i Persiani erano quelli a loro più affini: come quelli erano divisi in numerose tribù, molte delle quali erano nomadi, mentre altre si erano stabilite in zone fertili e praticavano l'agricoltura.

Durante le guerre di Fraorte contro gli Assiri, i Persiani fornirono al sovrano medo reparti di cavalleria e fanteria astata, ma in seguito riuscirono a rendersi indipendenti dai Medi. È a questo periodo che la leggenda fa risalire le origini della dinastia achemenide, fondata dal mitico Achemene. Suo figlio, Teispe, fu il primo ad assumere il titolo di "re di Ansan e di Persia"; a lui succedettero i due figli: Ciro I su Ansan, e Ariamne sulla Persia, che furono seguiti dai loro rispettivi figli, Cambise I e Arsame.

Quando Ciassare sconfisse definitivamente gli Assiri, i re persiani tornarono a sottomettersi al sovrano della Media pur assumendo il titolo di "Gran Re".

Da Ciro il Grande a Serse I

Darius-Vase
Disegno su un vaso greco raffigurante Dario I (riproduzione)

Salito al trono dei "Gran Re" nel 559 a.C., Ciro II riuscì subito a unire le tribù persiane sotto la propria egemonia. Approfittando della debolezza di Astiage, si ribellò e, alleatosi con il re babilonese Nabonedo, sconfisse il sovrano medo, tradito dal suo stesso esercito che lo consegnò nelle mani di Ciro, il quale poté così marciare su Ecbatana e conquistarla.
Le affinità tra i Medi e i Persiani consentirono ai due popoli di fondersi, al punto tale che nel mondo antico venivano chiamati entrambi con il nome dei primi.
Ciro proseguì l'espansione conquistando prima l'Asia Minore e la Lidia e poi il regno di Babilonia, e si spinse fino in Asia Centrale dove morì in battaglia, prima di poter conquistare l'Egitto.

L'impresa fu compiuta da Cambise II, figlio di Ciro, che sconfisse Psammetico III e si fece incoronare sovrano d'Egitto nel Tempio di Neith a Sais. Per tentare di conquistare Cartagine, Cambise si impadronì delle vie di comunicazione terrestri africane attraverso l'oasi di Siwa, arrivando fino alla Libia. Non riuscì però a portare a termine l'impresa perché i Fenici si rifiutarono di fornire le navi contro quella che era una loro antica colonia.

Dopo la morte di Cambise II (522 a.C.), iniziò un periodo di intrighi e ribellioni che si concluse con la salita al trono di Dario I, nel 522 a.C. Fu proprio Dario, appartenente a un ramo collaterale della dinastia achemenide, a citare per primo la leggenda di Achemenes, nel tentativo di legittimare il proprio potere, dicendosi discendente da Ariamne. Dario I conquistò la Tracia, il Caucaso e la valle dell'Indo e attaccò la Grecia, dove però fu sconfitto da un'alleanza di città greche indipendenti a Maratona (490 a.C.). Si dedicò quindi a consolidare le conquiste, per consegnare un impero forte e organizzato al figlio Serse I nel 485 a.C.

Anche Serse I cercò di annettere la Grecia peninsulare: riuscì a passare alle Termopili e a saccheggiare Atene, ma fu sconfitto a Salamina e a Platea e costretto a ritirarsi in Asia Minore. Con Serse I si conclude il periodo di grandezza della dinastia achemenide.

Il declino

A Serse I, morto nel 465 a.C., seguì una serie di re che dovettero districarsi tra complotti politici interni, lotte per il potere, rivolte e l'eterno conflitto con la Grecia finché l'ultimo di essi, Dario III (336 a.C.-330 a.C.), fu sconfitto da Alessandro Magno, che si impadronì dei domini persiani occidentali. La porzione orientale (4,5 milioni di kmq) dell’impero fu divisa tra signori locali, satrapi e comandanti militari, e diede origine a diversi imperi nei secoli seguenti.

Un grande impero organizzato

Map of the Achaemenid Empire
L'impero achemenide sotto Serse I
Cronologia dell'impero persiano
Dario IIIArtaserse IVArtaserse IIIArtaserse IIDario IIArtaserse ISerse IDario ISmerdiCambise IICiro il GrandeCambise ICiro I di PersiaTeispeAchemene
Ogni data è intesa avanti Cristo.
Nella seconda colonna l'arancio rappresenta il periodo arcaico (680-529 a.C.), il verde quello dell'espansione in Europa e delle guerre persiane (529-370 a.C.) e il blu la fase più tarda (370-330 a.C.).

La prima organizzazione dell'Impero fatta da Ciro II prevedeva ampie concessioni alle autonomie locali e la centralità del potere regio come espressione della volontà divina, centralità rafforzata da un cerimoniale di corte che obbligava ad atti di sottomissione come la proskýnesis, l'inchino cerimoniale.

Dario I attenuò il decentramento amministrativo, poiché l'estensione e l'eterogeneità dell'Impero esigevano un forte potere centrale capace di coordinare l'attività politica e di far rispettare la propria volontà.

L'Impero fu suddiviso in venti satrapie, e a capo di ognuna fu posto un satrapo, spesso legato alla famiglia regnante. I satrapi, oltre a riscuotere i tributi e ad amministrare la giustizia, si occupavano del reclutamento militare, ma non comandavano le truppe che erano affidate a generali di fiducia dello shah (re).

Fu adottata una lingua ufficiale comune per l'amministrazione statale, l'aramaico, e furono rafforzate le vie di comunicazione con la costruzione di diverse "strade regie", la più importante delle quali collegava le capitali dell'Impero (Susa, Ecbatana, Pasargade e Persepoli).

Le venti satrapìe secondo Erodoto:

Stati vassalli e popoli tributari:

La religione e l'arte

Sphinx Darius Louvre
Sfinge alata dal palazzo di Dario I a Susa (Louvre, Parigi).

I sovrani achemenidi erano devoti ad Ahura Mazdā, il dio supremo, ma a questa religione ufficiale si aggiungevano (o opponevano) diverse religioni popolari, come quella legata alle pratiche misteriche della tribù dei Magi.

A partire dal VI secolo a.C. si diffuse anche lo Zoroastrismo, che ebbe grande fortuna tra la popolazione della Persia dopo la conversione di Dario I e di sua moglie. Molte delle caratteristiche dello Zoroastrismo (la tendenza monoteistica, la netta separazione del Bene e del Male, l'attesa di una apocalisse) si trovano anche nell'Ebraismo, e, di conseguenza, nel Cristianesimo e nell'Islam.

La commistione di elementi di origine diversa tipica della religione, si verificò anche nelle arti, dove ritroviamo elementi elamiti, babilonesi, ittiti, e assiri nella comune esaltazione del palazzo, arricchito dalla figura degli animali guardiani e dalla rappresentazione del "corteo dei tributari"; dagli egizi derivarono le sale regali, già presenti con le stesse caratteristiche nel tempio egizio; dalle regioni greche derivò la colonna, usata in Persia sia per gli interni sia per i portici esterni; dai proto-iranici derivarono altri tratti artistici, come la grande terrazza in pietra.

L'arte risentì della nuova atmosfera politica, spirituale e materiale, che mettendo da parte la crudeltà assira che aveva dominato l'Oriente per almeno tre secoli, la sostituì con un maggior spirito di tolleranza e clemenza che lasciava una certa libertà alle culture locali. Il sovrano invitò artisti da ogni parte dell'impero per realizzare opere importanti e questa fu un'altra ragione del carattere composito dell'arte.[14] L'arte achemenide perse alcune forme e scene crudeli di guerra e di massacro di belve tipiche dell'arte assira.

Al tempo di Ciro II, l'arte composita risulta visibile soprattutto nell'architettura, con la costruzione di mura di mattoni decorati con smalti e incrostazioni preziose, di colonnati fatti di tronchi di alberi rari e con la grande varietà di materiali usati nei rivestimenti e nelle decorazioni. Tra le innovazioni principali, vi fu l'uso della pietra, che se non sostituì i mattoni mesopotamici per la costruzione dei muri, costituì un fondamentale scheletro dell'edificio. Uno dei tratti ricorrenti dell'arte fu il gusto dell'animale come elemento decorativo. La città regale possedeva almeno tre edifici importanti: il maestoso ingresso a sala arricchita da colonne caratterizzate da porte figurate da animali di guardia, la sala per le udienze, il palazzo dei banchetti del re. Oltre alla costruzione di monumentali palazzi e alla loro decorazione, la terza attività artistica fiorente fu la lavorazione dei metalli, a sbalzo e cesello, con ornamenti di figure di animali o pietre; dalle coppe d'oro alle spade di bronzo, dagli orecchini agli anelli, erano estremamente variegati i tesori e le ricchezze del Gran Re. I successori di Ciro II costruirono, alla maniera egizia, palazzi con grandi sale per le udienze, decorati con infinite serie di animali e di uomini che dovevano testimoniare la potenza e la grandezza del "re dei re".[15]

Esercito

Ciro il Grande riuscì a creare un enorme impero multi-etnico, imponendo in ogni territorio il governo di una persona fidata, il satrapo. Ogni satrapia doveva consegnare al Gran Re una tassa, variabile in base alla ricchezza della regione.[16] La gestione di un così vasto impero necessitava di soldati di professione per mantenere la pace, sedando ogni tentativo di ribellione, e per proteggere i confini.[17]

Composizione militare

I soldati dell'esercito persiano erano di diverse etnie:[18][19] Persiani,[20] Macedoni, Traci, Peoni, Medi, Achei, Cissiani, Ircani,[21] Assiri, Caldei,[22] Battriani, Saci,[23] Ariani, Parti, Caucasici dell'Albània,[24] Corasmi, Sogdiani, Gandari, Dadici,[25] Caspiani, Sarangi, Pacti,[26] Utiani, Miciani, Fenici coi "Siriani della Palestina" (come i Giudei), Egizi,[27] Ciprioti,[28] Cilici, Pamfili, Lici, Dori dell'Asia, Cari, Ioni, Egei delle isole, Eoli, Greci dal Ponto, Paricani,[29] Arabi, Etiopi,[30] Etiopi del Sistan e del Belucistan,[31] Libici,[32] Paflagoni, Ligi, Matieni, Mariandini, Cappadoci,[33] Frigi, Armeni,[34] Lidi, Misi,[35] Lasoni, Milii,[36] Moschi, Tibareni, Macroni, Mossineci,[37] Mari, Colchidesi, Alarodiani, Saspiriani,[38] isolani del mar Rosso,[39] Sagartiani,[40] Indiani,[41] Libici, Eordi, Bottiei, Chalcidesi, Brigi, Pieri, Perrabi, Enieni, Dolopi e Magnesii.

Le tombe

Alcuni re persiani si fecero costruire una tomba. Naqsh-e Rustam è un'antica necropoli situata a circa 12 km a nordovest di Persepoli: quattro re della dinastia achemenide (Dario I, Serse I, Artaserse I e Dario II) fecero scavare le loro tombe in questo luogo. Altri re persiani fecero costruire le tombe in differenti luoghi: Artaserse II e Artaserse III preferirono scavare le loro tombe, i cui resti sono tutt'oggi visibili, nei pressi di Persepoli. La tomba di Ciro il Grande fu costruita a Pasargadae (oggi Patrimonio dell'umanità).[42]

20101229 Naqsh e Rostam Shiraz Iran more Panoramic
Panorama di Naqsh-e Rustam (da sinistra le tombe di Dario II, Artaserse I, Dario I, Serse I)

Lista dei re achemenidi

Non attestati

I personaggi sotto rappresentati non furono re dell'Impero achemenide, che verrà fondata più tardi da Ciro il Grande, ma satrapi del nuovo impero assiro e dei Medi.

Nome Immagine Commenti Date
Achemene Primo re del regno di Persia 705 a.C.
Teispe di Ansan Figlio di Achemene 640 a.C.
Ciro I Cyrus I on horseback, seal Figlio di Teispe 580 a.C.
Cambise I Cambyses I - April 2013 - 2 Figlio di Ciro I e padre di Ciro II 550 a.C.

Attestati

Le fonti attestano 13 grandi re durante i 200 anni di esistenza dell'Impero. Il regno più lungo fu quello di Artaserse II, durato 47 anni. La titolatura completa dei sovrani Achemenidi furono : Gran Re, Re dei Re, Re di Persia, Re delle Nazioni, Re di Babilonia, Re dei Sumeri, Re di media, Re degli Akkadi, Re di Anshan, Re dei quattro angoli del mondo. Vari re avevano deciso di aggiungere e rimuovere alcuni titoli (come ad esempio il titolo "Re di Babilonia")

Nome Immagine Commenti Date
Ciro II il Grande Illustrerad Verldshistoria band I Ill 058 Fondatore dell'impero, avente i seguenti titoli : Gran Re, Re dei Re, Re di Persia, Re di Anshan, Re di Media, Re di Babilonia, Re dei Sumeri e degli Akkadi, Re dei Quattro Angoli del Mondo 560–530 a.C.
Cambise II Cambyses II of Persia Re dei Re

Gran Re

Re di Persia

Re di Babilonia

Faraone d'Egitto

530–522 a.C.
Smerdi 522 a.C.
Dario I Darius In Parse Re dei re (Gran re), Re di Persia, Re di Babilonia, Faraone d'Egitto 522–486 a.C.
Serse I Xerxes Image Re di Persia e Media

Gran Re

Re dei Re

Re delle nazioni

Faraone d'Egitto

486–465 a.C.
Artaserse I Artaxerxes I image Re dei Re

Gran Re

Re di Persia

Faraone d'Egitto

465–424 a.C.
Serse II Re dei Re (Gran Re) di Persia

Faraone d'Egitto

424 a.C. (45 giorni)
Sogdiano Re dei Re (Gran Re) di Persia

Faraone d'Egitto

424–423 a.C.
Dario II Darius ii Re dei Re (Gran Re) di Persia

Faraone d'Egitto

423–405 a.C.
Artaserse II Re di Persia 405–358 a.C.
Artaserse III Artaxerxes III of Persia Re dei Re (Gran Re) di Persia

Faraone d'Egitto

Re di Babilonia

358–338 a.C.
Artaserse IV Re dei Re (Gran Re) di Persia

Faraone d'Egitto

338–336 a.C.
Dario III Darius III of Persia Re dei Re (Gran Re) di Persia

Faraone d'Egitto

Re di Babilonia

336–330 a.C.

Note

  1. ^ Harald Kittel, Juliane House, Brigitte Schultze, Juliane House e Brigitte Schultze, Traduction: encyclopédie internationale de la recherche sur la traduction, Walter de Gruyter, 2007, pp. 1194–5, ISBN 978-3-11-017145-7.
  2. ^ Greek and Iranian, E. Tucker, A History of Ancient Greek: From the Beginnings to Late Antiquity, ed. Anastasios-Phoivos Christidēs, Maria Arapopoulou, Maria Chritē, (Cambridge University Press, 2001), 780.
  3. ^ a b (EN) Ehsan Yarshater, The Cambridge History of Iran, Volume III, Cambridge University Press, 1993, p. 482, ISBN 978-0-521-20092-9.
  4. ^ Peter Turchin, Jonathan M. Adams e Thomas D Hall, East-West Orientation of Historical Empires, in Journal of World-systems Research, vol. 12, nº 2, dicembre 2006, p. 223, ISSN 1076-156X. URL consultato il 12 settembre 2016.
  5. ^ Rein Taagepera, Size and Duration of Empires: Growth-Decline Curves, 600 B.C. to 600 A.D, in Social Science History, vol. 3, 3/4, 1979, p. 121, DOI:10.2307/1170959, JSTOR 1170959.
  6. ^ Zbigniew Brzezinski, Strategic vision : America and the crisis of globalpower (PDF), New York, Basic Books, 2012, ISBN 978-0-465-02955-6, OCLC 787847809.
  7. ^ Prevas (2009, p. 14) stima 10 milioni; Strauss (2004, p. 37) circa 20 come Ward (2009, p. 16). Scheidel (2009, p. 99) ne stima 35 milioni; Daniel (2001, p. 41) 50 come Meyer e Andreades (2004, p. 58). Jones (2004, p. 8) ne stima oltre 50 milioni; e Richard (2008, p. 34) quasi 70. Hanson (2001, p. 32) 75 milioni e infine Cowley (1999 e 2001, p. 17) 80 milioni.
  8. ^ (EN) T. Boiy, Late Achaemenid and Hellenistic Babylon, Peeters Publishers, 2004, p. 101, ISBN 978-90-429-1449-0.
  9. ^ (EN) The Oxford Handbook of Iranian History, Oxford University Press, 16 febbraio 2012, DOI:10.1093/oxfordhb/9780199732159.001.0001/oxfordhb-9780199732159, ISBN 978-0-19-994088-2. URL consultato il 2 marzo 2019.
  10. ^ La civiltà cattolica, pag. 404
  11. ^ (EN) David Sacks, Oswyn Murray e Lisa R. Brody, Encyclopedia of the ancient Greek world, Infobase Publishing, 2005, p. 256, ISBN 978-0-8160-5722-1.
  12. ^ (EN) Largest empire by percentage of world population, su Guinness World Records. URL consultato il 6 settembre 2019.
  13. ^ Largest empire by percentage of world population, Guinness World Records. URL consultato l'11 marzo 2015.
  14. ^ "Le muse", De Agostini, Novara, 1964, Vol.I, pag.29-30
  15. ^ Impero achemenide, in Enciclopedia dell'arte antica, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
  16. ^ (EN) Palmira Johnson Brummett, Robert R. Edgar e Neil J. Hackett, Civilization past & present, Volume I, Longman, 2003, p. 38, ISBN 978-0-321-09097-3.
  17. ^ (EN) Pierre Briant, From Cyrus to Alexander: A History of the Persian Empire, Eisenbrauns, 2006, p. 261, ISBN 978-1-57506-120-7.
  18. ^ Tutte le popolazioni elencate (con eccezione per gli albanesi caucasici) presero parte alla Seconda guerra persiana.
  19. ^ Erodoto, VII, 59.
  20. ^ Erodoto, VII, 84.
  21. ^ Erodoto, VII, 62.
  22. ^ Erodoto, VII, 63.
  23. ^ Erodoto, VII, 64.
  24. ^ Chaumont, M. L. Albania. "Encyclopaedia Iranica.
  25. ^ Erodoto, VII, 66.
  26. ^ Erodoto VII, 67.
  27. ^ Erodoto, VII, 89
  28. ^ Erodoto, VII 90.
  29. ^ Erodoto, VII, 68.
  30. ^ Erodoto, VII, 69.
  31. ^ Erodoto, VII, 70.
  32. ^ Erodoto, VII, 71.
  33. ^ Erodoto, VII, 72.
  34. ^ Erodoto, VII, 73.
  35. ^ Erodoto,VII, 74.
  36. ^ Erodoto, VII, 77.
  37. ^ Erodoto, VII, 78.
  38. ^ Erodoto, VII, 79.
  39. ^ Erodoto, VII, 80.
  40. ^ Erodoto, VII, 85.
  41. ^ Erodoto,VII, 65.
  42. ^ (EN) The Royal Tombs and Other Monuments, su oi.uchicago.edu. URL consultato l'8 ottobre 2015.

Bibliografia

Voci correlate

Altri progetti

Altri progetti

Abradate

Abradate (in greco antico Ἀβραδάτας, in latino Abradates; ... – 546 a.C.) è stato un principe persiano della Susiana e visse durante la metà del sesto secolo a.C..

Avversò in un primo tempo Ciro il Grande, ma in seguito, convinto dalla moglie Pantea, divenne suo alleato; partecipò con Ciro alla guerra contro Creso durante la quale trovò la morte probabilmente nel 546 a.C. La moglie Pantea, a causa del dolore, si uccise sul cadavere dello sposo.

Assina

ššina (... – 522 a.C.) è stato un sovrano elamita, primo leader della ribellione elamita contro il re Dario I di Persia.

Atamaita

Atamaita (in persiano antico *Atta-hamiti-Inšušinak; ... – 521 a.C.) è stato un sovrano elamita, re dell'Elam nel 521 a.C. e leader della ribellione contro il re Dario I di Persia.

Battaglia di Opis

La battaglia di Opis, avvenuta tra il 25 e il 28 settembre 529 a.C., fu una grande battaglia che coinvolse l'esercito persiano di Ciro il Grande e quello dell'impero neo-babilonese sotto Nabonide durante l'invasione persiana della Mesopotamia, di cui Babilonia era rimasta l'ultima potenza ancora non sottomessa dai persiani. La battaglia si svolse nelle vicinanze della città fluviale di Opis, a nord della capitale di Babilonia. La battaglia si concluse con una vittoria decisiva per i persiani, che, alcuni giorni dopo, presero pacificamente Sippar senza combattere, così come in seguito fecero per Babilonia, di cui Ciro fu proclamato Re (con tutte le conquiste territoriali che ne seguirono), terminando così l'indipendenza di Babilonia e incorporandone l'impero nel futuro impero achemenide.

Ecatompilo

Ecatompilo (in greco antico Ἑκατόμπυλος Hecatòmpylos, ossia [città dalle] cento porte) era una modesta città nell'Ircania meridionale (regione antica ad occidente del Khorasan). Oggigiorno corrisponde alla città iraniana di Damghan (in farsi, دامغان), mentre altri archeologi la collocano nella vicina città di Shahrud, entrambe nella provincia iraniana di Semnan.

Alessandro Magno vi si fermò nell'estate del 330 a.C. Nel luglio di quell'anno, in una radura poco ad oriente, vi fu trucidato a tradimento l'ultimo sovrano achemenide, Dario III in una congiura ordita da alcuni suoi satrapi. Il suo corpo ancora vivo, gettato in una radura all'imbrunire, fu coperto da Alessandro col mantello. Alessandro punì i suoi assassini ed onorò la memoria del suo avversario.

Fu scelta da Arsace I come capitale del regno partico. Al tempo della conquista partica aveva all'incirca 67 000 abitanti; nel 226 d.C. Ecatompilo contava all'incirca 5000 abitanti.

Gobria (cospiratore)

Gobria (floruit VI secolo a.C. – ...) è stato un nobile persiano, nonché uno dei cospiratori che favorirono l'ascesa al trono di Dario I di Persia.

Impero Neo-Babilonese

L'impero Neo-Babilonese (anche impero Caldeo) è stato un periodo della storia della Mesopotamia iniziato nel 626 a.C. e terminato nel 539 a.C.. Durante i tre precedenti secoli, Babilonia era stata governata dai suoi vicini del nord, di lingua accadica, gli Assiri. Un anno dopo la morte dell'ultimo potente sovrano assiro, Assurbanipal, nel 627 a.C., l'impero assiro venne scosso da una serie di brutali guerre civili. Babilonia si ribellò, sotto Nabopolassar, e in alleanza con Medi, Persiani, Sciti e Cimmeri, saccheggiò la città di Ninive nel 612 a.C., e la sede dell'impero fu trasferita a Babilonia per la prima volta dalla morte di Hammurabi nella metà del XVIII secolo a.C. Questo periodo vide un miglioramento generale della vita economica e della produzione agricola e un grande sviluppo di progetti architettonici, artistici e scientifici.

Il periodo Neo-Babilonese ebbe termine con il re Caldeo Nabonide nel 539 a.C. Ad est, l'impero achemenide persiano stava crescendo in forza, e alla fine Ciro il Grande conquistò l'impero.

Kyropolis

Kyropolis (anche Ciropolis) è un sito archeologico in Tagikistan.

Era una fortezza situata nell'antica satrapia di Sogdiana: era il caposaldo di una serie di sette avamposti, il cardine su cui si basava la difesa dell'intero confine settentrionale dell'impero achemenide. Il suo nome in farsi era Kurosh Kadeh: fu voluta da Ciro il Grande (590-529 a.C.) presso il confine settentrionale del suo impero al fine di presidiare la regione dalle incursioni dei popoli nomadi delle steppe. La fortezza venne eretta intorno all'anno 535 a.C. e vi fu dislocata una guarnigione militare. Fu conquistata da Alessandro Magno nella primavera del 329 a.C., al termine della campagna per sedare la ribellione del satrapo Besso; venne poi compresa nel regno dei Seleucidi al momento della divisione dell'impero durante la spartizione di Triparadiso, quando nel 321 a.C. i diadochi successero ad Alessandro nella conduzione delle satrapie. Nel 306 a.C. venne ceduta da Seleuco I all'imperatore indiano Chandragupta Maurya insieme a tutte le province ad oriente del deserto di Makran (attuale Iran orientale) in cambio di 500 elefanti da guerra. La fortezza fu infine rasa al suolo dagli Sciti intorno al 129 a.C.

La localizzazione dell'avamposto di Ciropoli e della sua fortezza non è ancora precisa. La maggior parte degli storici concordano con l'attuale Ura-Tjube, poco a sudovest di Chodzent, nell'attuale Tagikistan. Alternativamente, un'altra localizzazione meno a settentrione, è presso l'attuale Kurkath.

Maka (satrapia)

Maka (anche conosciuta come Mazun) fu una satrapia dell'impero achemenide e, in seguito, dell'impero sasanide. Corrisponde all'odierno Oman.

Martiya

Martiya (... – 521 a.C.) è stato un sovrano elamita, secondo leader della ribellione elamita contro il re Dario I di Persia.

Pace di Callia

La pace di Callia è un controverso armistizio del V secolo a.C. (vedi datazione), stipulato tra l'ambasciatore ateniese Callia e gli inviati di Artaserse I, in base al quale Atene si impegnava a non intromettersi negli affari interni dell'Impero Persiano, a non attaccare le zone sotto il suo diretto controllo (in particolar modo l'Egitto e l'Asia Minore), e a rispettare le città greche dell'Asia Minore. In cambio il Gran Re riconosceva l'autonomia delle città ioniche lungo la costa anatolica, e garantiva che la sua flotta non sarebbe più stata inviata nel Mar Egeo, né il suo esercito avrebbe più marciato lungo la costa in questione.

L'effettiva storicità di questa pace è considerata controversa da molti storici moderni (già nell'antichità si discuteva sull'argomento) sulla base di numerose considerazioni:

Tucidide, nostra principale fonte su questo periodo, non ne parla.

Gli autori che ne fanno menzione, tra i quali Diodoro Siculo, tendono a non essere del tutto chiari nell'esposizione di questi fatti e nella cronologia proposta.

Lo stato di rivalità tra persiani e ateniesi permase, tanto che il gran Re tentò molte volte (fino a riuscirci definitivamente dopo il crollo dell'impero di Atene) di riprendere il controllo su queste aree.A difesa della veridicità di quanto affermato dagli antichi che credevano alla pace bisogna dire che:

Il fatto che Tucidide non ne parli non è certo una garanzia, visto che i suoi capitoli sulla Pentecontaetia sono, per sua stessa ammissione, una sintesi selettiva degli eventi, volta a dimostrare la sua tesi sull'inevitabilità della guerra del Peloponneso. Parlarne avrebbe voluto dire mettere in evidenza un discrimine tanto forte, da far traballare la cronologia da lui proposta (che vedeva la Pentecontaetia stessa come un periodo uniforme di cinquant'anni, tra le guerre del 480-79 a.C. e il 431 a.C., data d'inizio della guerra del Peloponneso, appunto). Inoltre questa pace privava di significato l'antipersiana Lega Delio-Attica, che invece non venne sciolta per mantenere la potenza ateniese.

Le rivalità endemiche tra Atene e la Persia continuarono in effetti per lungo tempo, ma senza più manifestarsi sotto forma di guerra aperta; il Gran Re agì piuttosto tramite i suoi satrapi e senza mai mandare direttamente contingenti nell'area dell'Egeo.

Rivolta dei satrapi

La rivolta dei satrapi, o grande rivolta dei satrapi, è stata una ribellione di alcuni satrapi persiani dall'autorità del Gran Re Artaserse II.

Sovrani della Persia

Quella che segue è una lista delle principali dinastie della Persia, che include tutti i regni e gli Imperi che hanno governato sul territorio geografico dell'attuale Iran e i loro sovrani, da Ciro il Grande a Mohammad Reza Pahlavi. Sono omesse le dinastie che hanno esercitato solo un dominio parziale sul territorio persiano.

Storia del Pakistan

Ad essere rigorosi non si potrebbe parlare della storia del Pakistan se non a partire dal 14 agosto 1947, data di nascita di questo stato. D'altra parte non avrebbe senso analizzare la storia di questa repubblica se non a partire dalla comune storia di tutto il subcontinente indiano. Non si potrebbe capire il Pakistan senza analizzare complessivamente la storia della (o forse sarebbe meglio dire delle) civiltà indiana. Inoltre anche dopo il 1947 la storia pakistana è rimasta nel bene e nel male legata a filo stretto al resto del subcontinente specialmente all'India, con cui ha combattuto ben 3 guerre, ed al Bangladesh che nasce proprio per una secessione dal Pakistan.

Storia delle cupole persiane

Le cupole persiane hanno un'origine antica e una storia che si estende fino all'epoca moderna.

Tapsaco

Tapsaco (greco antico: Θάψακος; Thapsakos; ebraico: תִּפְסַח; Tipsah) è stata un'importante città antica situata sulla riva destra del fiume Eufrate. Il suo nome deriva probabilmente da un verbo semitico, col significato di "passare oltre" (pāsaḥ).

Valle di Fergana

La valle di Fergana o di Farghana (uzbeko Farg‘ona vodiysi, chirghiso: Фергана өрөөнү, tagiko: водии Фaрғонa, russo Ферганская долина, persiano: دشت فرغانه‎, Dasht-e Farghānẹ) è una regione della catena del Tian Shan in Asia centrale che si estende nell'Uzbekistan orientale, Kirghizistan meridionale e Tagikistan settentrionale. È la più fertile e densamente popolata della regione.

XXXI dinastia egizia

La XXXI dinastia si inquadra nel periodo della Storia dell'Antico Egitto detto Periodo tardo e copre un arco di tempo dal 380 a.C. al 342 a.C., corrispondente alla

seconda dominazione persiana. I sovrani inseriti in questa dinastia sono in effetti re di Persia, l'Egitto era in pratica governato da un satrapo, tranne Khababash (inserito nell'elenco per motivi puramente cronologici) che rappresentò, forse, l'ultimo tentativo di indipendenza dell'Egitto.

Storia della Persia e dell'Iran
Proto storia
Periodo classico
Medioevo
Epoca moderna
Epoca contemporanea
Argomenti correlati

In altre lingue

This page is based on a Wikipedia article written by authors (here).
Text is available under the CC BY-SA 3.0 license; additional terms may apply.
Images, videos and audio are available under their respective licenses.