Esegesi biblica

L'esegesi biblica è lo studio e l'indagine dei testi biblici. Si chiede quando e dove un particolare testo ha avuto origine; come, perché, da chi, per chi e in quali circostanze sia stato prodotto; quali fonti siano state usate nella sua composizione e il messaggio che doveva convogliare. Si interessa anche del testo stesso, studiando il significato delle parole e il modo in cui sono state usate, la sua conservazione, la sua storia e la sua integrità. L'esegesi biblica si appoggia ad un vasto campo di discipline, tra cui archeologia, antropologia, folklore, linguistica, studi delle tradizioni orali, studi storici e religiosi.

Gutenberg Bible
La Bibbia di Gutenberg, la prima Bibbia stampata

Esegesi ed ermeneutica

Gli studi biblici generalmente sono distinti in due rami:

Il modo in cui la Bibbia veniva letta e studiata nel Medioevo è chiarito dal celebre distico di Agostino di Dacia: “Littera gesta docet, quid credas allegoria,/ Moralis quid agas, quo tendas anagogia”.[1] Il senso letterale spiega le informazioni storiche, linguistiche e geografiche e ne scioglie i punti oscuri, l’allegoria approfondisce quello in cui si crede, leggendo l’Antico Testamento alla luce del Nuovo, il senso morale (o tropologico) indica come ci si debba comportare, quello anagogico è relativo alle realtà eterne, nascoste alla vista degli uomini[2]. La dottrina del quadruplice senso scritturale servì come norma per la predicazione e fu soprattutto la base per la costituzione della scienza sacra medievale[3]: gli esegeti che si accostavano al commento del testo Sacro ricorrevano ai quattro sensi, poiché tutta la dottrina poteva essere raccolta e sistematicamente spiegata mediante essi, ritenuti un dono di Dio. Tutto ciò può essere più semplicemente ridotto ai due sensi fondamentali, quello letterale, che è il punto di partenza necessario per l’intelaiatura degli altri sensi scritturali, e quello allegorico. Quest’ultimo nasce già alla fine del I e all’inizio del II secolo d. C. nel fervente clima culturale della città di Alessandria d'Egitto grazie a Filone e a Origene: a lui si deve l’aver inteso l’Antico testamento come prefigurazione del Nuovo[4] : grazie al senso tipologico i cristiani sono in grado di rintracciare finalità messianiche negli scritti dell’Antico Testamento[5] .

Storia

Sia l'esegesi dell'Antico Testamento che quella del Nuovo Testamento sono nate dal razionalismo del XVII e del XVIII secolo e si sono sviluppate nel contesto dell'approccio scientifico alle discipline umanistiche (specialmente la storia) creatosi nel XIX secolo. Gli studi dell'Antico e del Nuovo Testamento erano spesso indipendenti l'uno dall'altro, principalmente a causa della difficoltà per un singolo studioso di avere una conoscenza sufficiente delle molte lingue richieste o delle condizioni culturali dei vari periodi in cui i testi furono scritti.

Antico Testamento

Title page of the" Histoire critique du vieux testament" by Richard Simon
Prima pagina della Histoire critique du Vieux Testament, di Richard Simon, pubblicata nel 1685 da Reinier Leers a Rotterdam, Paesi Bassi. Si tratta di una delle prime opere di esegesi biblica.

La moderna esegesi biblica nacque con i filosofi e i teologi del XVII secolo - Thomas Hobbes, Baruch Spinoza, Richard Simon ed altri - che iniziarono a fare domande sull'origine dei testi biblici, specialmente sul Pentateuco (i primi cinque libri dell'Antico Testamento: Genesi, Esodo, Levitico, Numeri e Deuteronomio). In particolare si chiesero chi avesse scritto questi libri: secondo la tradizione il loro autore sarebbe stato Mosè, ma i critici trovarono contraddizioni e inconsistenze nel testo che ne rendevano improbabile la paternità mosaica. Nel XVIII secolo, Jean Astruc, un medico francese, decise di confutare queste critiche: prendendo in prestito i metodi di critica testuale della letteratura greca e latina, scoprì quelli che considerò due distinti documenti nella Genesi, scritti da Mosè e poi condensati da autori successivi in un unico documento, generando quindi quelle incongruenze e contraddizioni notate da Hobbes e Spinoza.

I metodi di Astruc furono adottati dagli studiosi tedeschi che, nel corso del secolo successivo, li raffinarono e li utilizzarono per indagare la Bibbia. Entro la metà del secolo, il consenso voleva che il Pentateuco contenesse quattro fonti originali, differenti da quelle di Astruc, che non erano opera di Mosè, e che i libri di Giosuè, dei Giudici, di Samuele e dei Re erano un'unica storia di Israele nota come "Storia deuteronomica" in quanto collegata al Deuteronomio. L'esegesi biblica tedesca del XIX secolo raggiunse il suo apice con due libri di Julius Wellhausen, Fonti del Pentateuco e il successivo e ancor più influente Prolegomeni alla Storia di Israele. Wellhausen riassunse e distillò i risultati del precedente secolo di studi nella versione definitiva dell'ipotesi documentale, affermando che il Pentateuco era formato da documenti distinti, fino a quattro diversi, nessuno dei quali composti prima del X secolo a.C., combinati da uno scriba nella loro forma presente al più tardi nel V secolo a.C.

Le ipotesi di Wellhausen ebbero una influenza immensa, ma furono altrettanto controverse, specie tra credenti cristiani ed ebrei, che giudicarono il loro orientamento eminentemente secolare come una sfida alla fede. Studi successivi corressero Wellhausen e ammorbidirono l'iniziale accoglienza ostile dei critici religiosi. Hermann Gunkel e Martin Noth svilupparono la storia della tradizione, la teoria che i testi biblici, anche se composti dopo il X secolo, fossero basati su tradizioni orali precedenti e che quindi contenessero memorie accurate degli eventi descritti. L'archeologia biblica sviluppata da William Foxwell Albright sembrò dare sostegno alla stessa conclusione, confermando con prove archeologiche alcune storie della Bibbia, in particolare quelle risalenti all'età dei patriarchi, all'esodo, alla conquista di Canaan. Alla fine del XX secolo il Vaticano aveva ribaltato la sua iniziale condanna dell'esegesi biblica, giungendo sino a consigliarla agli studiosi cattolici.

A metà del XX secolo il consenso scientifico riteneva l'ipotesi documentale essenzialmente corretta e che, al contempo, la Bibbia contenesse tradizioni genuine riguardo Abramo, Mosè e la storia israelita successiva. Tutto questo iniziò a cambiare negli anni 1960, quando John Van Seters, Thomas Thompson e William Dever misero in discussione, e demolirono, l'idea di Albright che l'archeologia avesse convalidato la Genesi e l'Esodo; ancora Van Seters, Roger Norman Whybray, Rolf Rendtorff e altri misero in discussione e abbandonarono l'ipotesi documentale, proponendo al suo posto nuove teorie basate su modelli frammentari di composizione. Negli ultimi decenni del secolo i minimalisti biblici giunsero fino a proporre che la Bibbia fosse un prodotto interamente romanzesco databile agli ultimi pochi secoli prima di Cristo, senza il minimo valore storico; il minimalismo biblico resta una posizione minoritaria, ma la natura e il campo di interesse dell'esegesi delle fonti sono ancora una volta, all'inizio del XXI secolo, oggetto di dibattito accesso.

Nuovo Testamento

Albert Schweitzer, Etching by Arthur William Heintzelman
Albert Schweitzer (1875-1965), teologo, musicista, filosofo e medico. Il suo Ricerca del Gesù storico (1906) dimostrò che le "vite di Gesù" del XIX secolo erano riflessi dei contesti storici e sociali dei rispettivi autori.

Il precursore nel campo dell'esegesi del Nuovo Testamento è Hermann Samuel Reimarus (1694-1768), che vi applicò la metodologia degli studi filologici su testi greci e latini e si convinse che molto poco di quanto vi era raccontato poteva essere accettato come incontrovertibilmente vero. Le conclusioni di Reimarus trovarono riscontro nel razionalismo degli intellettuali del XVIII secolo, ma erano profondamente problematiche per i credenti suoi contemporanei. Nel XIX secolo studi importanti furono portati avanti da David Strauss, Ernst Renan, Wilhelm Bousset, Johannes Weiss, Albert Schweitzer e altri. tutti interessati ad investigare il «Gesù storico» all'interno delle narrazioni evangeliche.

Heinrich Julius Holtzmann fu importante in un altro campo di indagine: fu lui, infatti, a fondare la cronologia della composizione dei vari libri del Nuovo Testamento che formò la base dei successivi studi in questo campo, oltre che a formulare la teoria delle due fonti, l'ipotesi che i vangeli secondo Matteo e Luca si basavano sul vangelo secondo Marco e su di un ipotetico documento detto "Fonte Q". Entro la prima metà del XX secolo, una nuova generazione di studiosi, tra cui Karl Barth e Rudolf Bultmann in Germania e Roy Harrisville negli Stati Uniti, giunsero alla conclusione che la ricerca del Gesù storico fosse giunta ad un vicolo cieco; Barth e Bultmann accettarono il fatto che poco si potesse dire con certezza del Gesù storico, concentrandosi invece sul kerygma, il "messaggio", del Nuovo Testamento. Le questioni che studiarono concernevano l'identificazione del messaggio centrale di Gesù e di come si ponesse in relazione all'ebraismo, e come quel messaggio si rivolgesse al mondo contemporaneo.

La scoperta dei Rotoli del Mar Morto nel 1948 ha rivitalizzato l'interesse nei possibili contributi che l'archeologia può offrire alla comprensione del Nuovo Testamento. Joachim Jeremias e Charles Harold Dodd hanno pubblicato studi linguistici che tentano di identificare strati all'interno dei vangeli riconducibili a Gesù, agli autori e alla Chiesa delle origini; Burton Mack e John Dominic Crossan hanno inserito Gesù nel sostrato culturale della Giudea del I secolo; gli studiosi del Jesus Seminar hanno studiato i singoli tropi dei vangeli per giungere ad un consenso su cosa possa e non possa essere accettato come storico.

L'esegesi del Nuovo Testamento contemporanea continua a seguire la tendenza sintetizzatrice impostata durante la seconda metà del XX secolo. C'è ancora un forte interesse a recuperare il "Gesù storico", ma l'impostazione della ricerca è orientata alla giudaicità di Gesù (Bruce Chilton, Geza Vermes e altri) e alla sua formazione a partire dalle correnti politico-religiose della Palestina del I secolo (Marcus Borg).

Metodi

Ecdotica

L'ecdotica o "critica testuale" è l'analisi del testo per identificare la sua provenienza o per ricostruire la sua storia. Si basa sul fatto che errori sono inevitabilmente introdotti nel testo mentre generazioni di scribi riproducono l'uno i manoscritti dell'altro. Gli errori tendono a formare "famiglie" di manoscritti: lo scriba A introduce errori che non sono presenti nel manoscritto dello scriba B, e col tempo le "famiglie" dei testi che discendono da A e B divergono sempre di più mano a mano che altri errori sono introdotti da scribi successivi. L'ecdotica studia le differenze tra queste famiglie per mettere insieme una buona ricostruzione dell'originale; più copie sono sopravvissute, maggiore è l'accuratezza con la quale si possono dedurre informazioni sul testo originale e sulle famiglie che ne discendono.

L'ecdotica è una disciplina rigorosamente obbiettiva che usa diverse metodi specialistici, tra cui l'eclettismo, la stemmatica e la cladistica; per scegliere tra diverse "lezioni" (varianti) nei manoscritti, sono stati introdotti diversi principi, tra cui il Lectio difficilior potior, «la lezione più difficile è quella da preferire».[6] Ciò nondimeno, rimangono forti elementi di soggettività, aree in cui lo studioso deve scegliere la propria lezione sulla base del suo giudizio o del buon senso; ad esempio, Amos 6.12 dice «Si ara forse con i buoi?», con la risposta che dovrebbe essere "sì" ma che dal contesto deve essere "no": allora la lezione che si dà normalmente è quella emendata «Si ara forse il mare con i buoi?». Tale emendamento si basa sul testo considerato corrotto, ma non di meno è una questione di scelta.[7]

Critica delle fonti

La critica delle fonti è la ricerca delle fonti originali dietro un certo testo biblico. Può essere fatta risalire al sacerdote francese del XVII secolo Richard Simon, e il suo più influente prodotto è il Prolegomena zur Geschichte Israels di Julius Wellhausen (1878), la cui «profondità e chiarezza di espressione hanno lasciato il loro segno indelebile nei moderni studi biblici».[8]

Un esempio di critica delle fonti è il problema dei sinottici. Gli studiosi hanno notato che i tre vangeli sinottici (Vangelo secondo Luca, Vangelo secondo Marco e Vangelo secondo Matteo) sono molto simili, talvolta identici. La principale teoria che spiega le uguaglianze è la teoria delle due fonti, la quale suggerisce che Marco sia stato il primo vangelo ad essere scritto, che sia probabilmente basato su di una combinazione di materiale orale e scritto precedente. Matteo e Luca sarebbero stati scritti successivamente e si sarebbero basati primariamente su due fonti differenti: Marco e una raccolta scritta di detti di Gesù, che gli studiosi chiamano fonte Q. Quest'ultimo documento è andato perduto, ma almeno parte del suo materiale può essere ricostruito indirettamente, attraverso il materiale comune a Luca e Matteo ma mancante in Marco. Oltre a Marco e Q, gli autori di Luca e Matteo fecero uso di altre fonti, che sarebbero l'origine del materiale peculiare di ciascuno dei due.

Critica delle forme e storia della tradizione

La Critica delle forme divide la Bibbia in sezioni (pericopi e storie) che sono analizzate e categorizzate per genere (prosa o versi, lettere, leggi, archivi giudiziari, inni di guerra, lamentazioni, eccetera); essa ricostruisce l'ambientazione in cui è stata composta e, principalmente, quella in cui è stata utilizzata.[9]

La Storia della tradizione è un aspetto specifico della critica formale che ha lo scopo di tracciare la via attraverso la quale la pericope è entrata nelle grandi unità del canone biblico, con particolare interesse per la transizione dalla tradizione orale alla forma scritta. La credenza nella priorità, stabilità, e persino nella possibilità di rilevare le tradizioni orali è ora talmente messa in discussione che la storia della tradizione è divenuta quasi inutile, ma la critica formale continua ad essere una metodologia percorribile negli studi biblici.[10]

Storia della redazione

La Storia della redazione studia «la collezione, la disposizione, l'arrangiamento e la modifica delle fonti» ed è frequentemente utilizzata per ricostruire la comunità cui apparteneva l'autore del testo e i suoi scopi.[11] Si basa sulla comparazione delle differenze tra manoscritti e i loro significati teologici.[12]

Critica canonica

Associata particolarmente con il nome di Brevard Childs, che ha prodotto un'ampia letteratura sull'argomento, la critica canonica è «un'indagine della forma finale di un testo nella sua totalità, come del processo che porta ad essa».[13] Lì dove l'esegesi precedente indagava sull'origine, la struttura e la storia del testo, la critica canonica si occupa del significato del testo, sia per la comunità che lo utilizzò, sia nel contesto del più ampio canone di cui il testo forma una parte.[14]

L'esegesi canonica si distingue da quella scientifica, o accademica o storico-critica, perché pone l'attenzione primaria sul servizio che il testo ha reso alla comunità originaria o alle generazioni successive, e si basa sulla lectio divina che è una esegesi spirituale, o allegorica, quella cioè dei Padri.[15]

Note

  1. ^ Il testo è riportato da Niccolò di Lira, Postilla in Gal., 4, 3.
  2. ^ Cfr. Paolo Chiesa, La letteratura latina del medioevo. Un profilo storico, Roma 2017, p. 27.
  3. ^ Per l’accostamento tra esegesi scritturale e scienza si veda H. De Lubac, Esegesi medievale – I quattro sensi della scrittura, vol. 1, a cura di Elio Guerriero, Milano, Jaca Book 1986, pp. 74-75.
  4. ^ Beryl Smalley, Lo studio della Bibbia nel Medioevo, a cura di Gian Luca Potestà, Bologna 2008, pp. 67-68.
  5. ^ Guy Lobrichon, "L’esegesi biblica" in Lo spazio letterario del Medioevo. 1. Il Medioevo latino, a cura di Guglielmo Cavallo, Claudio Leonardi, Enrico Menestò, La produzione del testo, vol, I, tomo II, Roma 1992, pp. 359-360.
  6. ^ Johann Jakob Griesbach (1745–1812) pubblicò diverse edizioni del Nuovo Testamento; in quella del 1796 elencò quindici regole esegetiche, tra cui una variante della regola di Bengel, Lectio difficilior potior, «la lezione migliore è quella più difficile». Un'altra era Lectio brevior praeferenda, «la lezione più breve è da preferire», che si basa sull'idea che gli scribi tendano ad aggiungere più che a rimuovere. Griesbach's Fifteen Rules, Bible-researcher.com.
  7. ^ David J. A. Clines, "Methods in Old Testament Study", sezione Textual Criticism, in On the Way to the Postmodern: Old Testament Essays 1967–1998, Volume 1 (JSOTSup, 292; Sheffield: Sheffield Academic Press, 1998), pp. 23–45
  8. ^ Antony F. Campbell, SJ, "Preparatory Issues in Approaching Biblical Texts", in The Hebrew Bible in Modern Study, p. 6.
  9. ^ Form Criticism
  10. ^ Yair Hoffman, recensione di Marvin A. Sweeney and Ehud Ben Zvi (eds.), The Changing Face of Form-Criticism for the Twenty-First Century, 2003
  11. ^ Religious Studies Department, Santa Clara University. Archiviato il 28 febbraio 2006 in Internet Archive.
  12. ^ Copia archiviata, su abu.nb.ca. URL consultato il 7 aprile 2008 (archiviato dall'url originale il 5 gennaio 2008)..
  13. ^ Norman K. Gottwald, "Social Matrix and Canonical Shape", Theology Today, October 1985. Archiviato il 31 maggio 2010 in Internet Archive.
  14. ^ Harpers Biblical Dictionary, 1985
  15. ^ Enrico Dal Covolo, Il Vangelo e i Padri. Per una esegesi teologica, Editrice Rogate 2010.

Bibliografia

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  • Young, Frances M., Esegesi biblica e cultura cristiana, Paideia, 2014, ISBN 9788839408617.

Voci correlate

Collegamenti esterni

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Anagogia

Anagogia è un termine che nel tardo latino medievale sostituisce il precedente anagoge (in greco antico ἀναγωγή) che nella logica aristotelica indica quel processo induttivo che dall'esperienza particolare porta alla definizione dell'universale e nel pensiero neoplatonico il cammino che attraverso i vari gradi del sensibile permette di attingere l'intelligibile.

Quest'ultimo significato è ripreso dall'esegesi biblica operata dalla Patristica, che dall'analisi della realtà dei fatti biblici coglie, per anagogia, un significato spirituale e futuro per cui, ad esempio, la resurrezione di Cristo va interpretata come l'evento anticipatore della resurrezione dei fedeli.Accezioni del termine assumono rilievo anche nella filosofia moderna e nel linguaggio della critica letteraria.

Bruce Metzger

Bruce Metzger (Middletown, 9 febbraio 1914 – Princeton, 13 febbraio 2007) è stato un biblista, traduttore e accademico statunitense.

Esperto di esegesi biblica e studioso del Nuovo Testamento, è stato docente presso il Seminario Teologico di Princeton e ha fatto parte del comitato editoriale dell'American Bible Society.

Metzger ha scritto e messo a disposizione commentari per molte traduzioni della Bibbia, e ha scritto molti libri. È stato un collaboratore alla versione standard riveduta (Revised Standard Version o RSV in inglese) comprendente gli apocrifi della Bibbia, editore della Reader's Digest Bible (una versione condesata dell'RSV) ed editore generale della New Revised Standard Version. È stato anche uno degli editori del Nuovo Testamento greco standard della United Bible Societies, che si è rivelato il punto di partenza per quasi tutte le traduzioni del Nuovo testamento negli ultimi decenni.

I commentari di Metzger spesso utilizzano una critica storica e radicale, che prova a spiegare le origini letterarie e storiche della Bibbia e la formazione del canone biblico. Ad esempio, Metzger sostiene che la Chiesa delle origini che ha "assemblato" il Nuovo Testamento non abbia considerato l'ispirazione divina come un criterio sufficiente per canonizzare un libro. Metzger afferma inoltre che per la Chiesa della origini era importantissimo che un'opera che descriveva la vita di Gesù fosse scritta da un discepolo o da un testimone di Gesù, ed infatti essa ha considerato altre opere come Il pastore di Erma e le Lettere di Clemente ispirate ma non canoniche. A causa di queste idee, è stato criticato da molti fondamentalisti cristiani che credono che le concezioni di Metzger contraddicano l'idea che la Bibbia sia inerrante nei suoi manoscritti originali.

Esegesi

Eesegesi (in greco antico: ἐξήγησις AFI: [hek'sɛ:gɛ:sis]), in filologia, è l'interpretazione critica di testi finalizzata alla comprensione del loro significato.

Campi di applicazione possono essere, ad esempio, la legislazione ("esegesi giuridica"), la storia ("esegesi delle fonti storiche del Medioevo"), la letteratura ("esegesi manzoniana") o la religione ("esegesi biblica"). In quest'ultimo caso, l'esegesi ha una forte affinità con l'ermeneutica, intesa come tecnica per la corretta esegesi dei testi sacri.

Franciscus Kenninck

Franciscus Kenninck (Den Helder, 18 giugno 1859 – Utrecht, 10 febbraio 1937) è stato un arcivescovo vetero-cattolico olandese.

Fu ordinato presbitero nel 1888. In precedenza, nel 1886, era stato nominato professore di esegesi biblica. Nel 1898 divenne parroco di Amersfoort.

Dopo la morte dell'arcivescovo di Utrecht Gerardus Gul nel febbraio 1920, Kenninck fu scelto a rivestire quella carica, che resse fino alla morte avvenuta nel 1937.

Fritzleo Lentzen-Deis

Fritzleo Lentzen-Deis S.J. (Bernkastel-Kues, 15 marzo 1928 – Coblenza, 29 marzo 1993) è stato un gesuita tedesco, conosciuto esegeta della Bibbia, professore di Nuovo Testamento e Giudaismo a partire del 1970 presso il Pontificio Istituto Biblico di Roma e presso la Philosophisch-Theologische Hochschule Sankt Georgen di Frankfurt am Main.

La sua opera più importante è il Commentario al Vangelo secondo Marco, elaborato simultaneamente in lingua spagnola e tedesca da un'équipe di esegeti e teologi latinoamericani e tedeschi. Il Commentario è stato pubblicato postumo in spagnolo nel 1994 e in tedesco nel 1998. Nel 2003 è stato pubblicato anche in portoghese.

Il suo progetto più importante è la fondazione dell'Associazione Evangelium und Kultur nel 1989 per promuovere la ricerca nel campo della esegesi biblica, per la pubblicazione dell'intero Commentario del Nuovo Testamento nella prospettiva della linguistica pragmatica, per la promozione del Progetto di esegesi interculturale, e per la realizzazione di Convegni annui destinati allo studio e allo scambio tra membri dell'Associazione provenienti da diversi paesi.

James Tabor

James D. Tabor (Texas, 1946) è uno storico statunitense, accademico ed esegeta, scrittore religioso e ricercatore sulle origini del cristianesimo.

Jean Astruc

Jean Astruc (Sauve, 19 marzo 1684 – Parigi, 5 maggio 1766) è stato un medico e uno studioso di esegesi biblica francese.

Astruc fu professore di medicina a Montpellier e Parigi.

Un suo breve libro pubblicato anonimamente nel 1753, Conjectures sur les mémoires originaux don't il paroit que Moyse s'est servi pour composer le livre de la Génèse. Avec des remarques qui appuient ou qui éclaircissent ces conjectures ("Congetture sui documenti originali che Mosé sembra aver usato nella composizione del Libro della Genesi. Con riflessioni che sostengono o gettano luce su queste congetture"), gioca un ruolo di rilievo nell'origine della critica testuale applicata alla Bibbia; Astruc fu il primo a dimostrare, attraverso l'uso dell'analisi testuale già adottata con i testi classici, la teoria che la Genesi fu composta basandosi su diverse fonti o tradizioni, un approccio detto "ipotesi documentale".

Julius Wellhausen

Julius Wellhausen (Hameln, 17 maggio 1844 – Gottinga, 7 gennaio 1918) è stato un accademico, storico, orientalista, studioso biblico, teologo luterano e islamista tedesco.

Midrash

Midrash (ebr. מדרש; plurale midrashim) è un metodo di esegesi biblica seguito dalla tradizione ebraica. Il termine viene usato anche per designare il genere letterario relativo a tale metodo e per indicare un'opera o una raccolta di opere risultanti dall'applicazione di esso.

Minimalismo biblico

L'espressione Minimalismo biblico (noto anche come Scuola di Copenaghen) si riferisce alla tendenza nell'ambito dell'esegesi biblica che sottolinea con vigore il primato dell'archeologia nel ricostruire una credibile storia dell'Israele storico.

Peshat

Peshat (anche P'shat, ebraico: פשט) è uno dei quattro metodi classici di esegesi biblica ebraica usata dai rabbini e studiosi biblici ebrei per la Bibbia ebraica, nota come Tanakh.

Peshat fa parte di un gruppo di metodi noti col nome di Pardes. Mentre Peshat viene comunemente definita come riferentesi alla "superficie" o al significato letterale di un testo , numerosi studiosi e rabbini hanno dibattuto in merito a ciò per secoli, assegnando a Peshat molte definizioni e usi.Peshat, nell'ambito dei quattro metodi che formano il Pardes, viene spesso definita con "semplice", facendo riferimento alla sua tendenza di descrivere il significato del testo apparente in maniera sommaria, superficiale, considerando le espressioni idiomatiche e concentrandosi soprattutto sull'interpretazione letterale. Lo si considera un metodo molto diretto di leggere e capire il testo biblico. Peshat si differenzia quindi dagli altri tre metodi del Pardes - Drash, Remez e Sod, che cercano ciò che è "nascosto" nel testo.

Scuola esegetica di Madrid

La scuola esegetica di Madrid è un gruppo di esegeti biblici spagnoli il cui studio si basa sull'ipotesi che la redazione originaria dei Vangeli non sarebbe quella in lingua greca conservatasi, ma una precedente e originale in lingua aramaica, che era la lingua comunemente parlata nell'area palestinese al tempo di Gesù. La scuola esegetica di Madrid si propone di risolvere le ambiguità e le contraddizioni che si presentano nel testo greco dei Vangeli spiegandole come errori introdotti con la traduzione dall'aramaico.

Alcuni esponenti di questa scuola sono Mariano Herranz Marco, César Franco, José Miguel García e Julián Carrón.

Sifre

Sifre (in ebraico: סִפְרֵי‎?; siphrēy, Sifre, Sifrei, anche Sifre debe Rab o Sifre Rabbah) si riferisce al Midrash Halakhah, o alla esegesi biblica giuridica classica, basata sui libri di Bamidbar (Numeri) e Devarim (Deuteronomio).

Sistema di numerazione ebraico

La numerazione ebraica antica, come anche alcune di origine indoeuropea, veniva eseguita usando i caratteri alfabetici. La numerazione non era posizionale, ma di tipo additivo.

Questo tipo di numerazione è rimasto in uso fino a tempi recenti nelle comunità ebraiche, specie nei ghetti d'Europa ed è tuttora usato per motivi rituali nella religione ebraica.

Grazie al valore numerico assegnato alle lettere dell'alfabeto ebraico, è nata una esegesi biblica detta ghematria, basata sul valore numerico di parole presenti nella Bibbia - ad esempio, la parola Adam (אדם = uomo) vale:

(1 = א) +

(4 = ד) +

(40 = מ) =

(45 = אדם) (la notazione ם nella parola è con la lettera finale, corrispondente alla מ in corpo di parola)

I valori numerici delle lettere sono:

1 aleph = א

2 beit = ב

3 ghimel = ג

4 dalet = ד

5 hey = ה

6 vav = ו

7 zain = ז

8 cheit = ח

9 tet = ט

10 yud = י

20 khaf = כ

30 lamed= ל

40 mem= ם

50 nun = נ

60 samekh = ס

70 'ain = ע

80 peh = פ

90 tzadde = צ

100 quf = ק

200 resh = ר

300 shin = ש

400 tav = ת

500 khaf sofit = ך

600 mem sofit = ם

700 nun sofit = ן

800 peh sofit= ף

900 tzadde sofit = ץLa distinzione tra lettere e numeri viene fatta in vari modi: l'uso odierno corrente è di porre un doppio apostrofo tra la penultima ed ultima cifra (lettera) o, in caso di numero di una sola cifra, porre un apostrofo a sinistra della stessa. In passato sono stati usati altri sistemi, quale sovrapporre un punto alla lettera quando usata come cifra.

Sitz im Leben

Nella esegesi biblica, Sitz im Leben è una frase tedesca letteralmente tradotta con "posto nella vita". In diversi contesti la traduzione varia. Essa indica il contesto vitale che ha dato origine a una tradizione narrativa orale e successivamente a un testo scritto.

Society of Biblical Literature

La Society of Biblical Literature (SBL) (Società per la Letteratura Biblica) fu fondata nel 1880 col nome di Society of Biblical Literature and Exegesis (Società per la Letteratura e l'Esegesi Biblica), è un'associazione didattica statunitense dedicata allo studio accademico della Bibbia e della letteratura antica contestuale.

La sua attuale missione statutaria è quella di "promuovere la conoscenza biblica". L'iscrizione è aperta al pubblico e l'associazione conta 8.500 aderenti provenienti da 80 Paesi.

SBL è stata una delle fondatrici del Consiglio Americano delle Società Accademiche nel 1929.

Thomas Thompson

Thomas L. Thompson (Detroit, 7 gennaio 1939) è un teologo e studioso biblico statunitense, associato col movimento noto come Scuola di Copenaghen.

È stato professore di Teologia nell'Università di Copenaghen dal 1993 al 2009. Vive in Danimarca ed è ora un cittadino danese.

Trattato teologico-politico

Il Trattato teologico-politico (Tractatus theologico-politicus) è un'opera di Baruch Spinoza, pubblicata anonima nel 1670 ad Amsterdam.

Scopo fondamentale del trattato è la dimostrazione che il libero pensiero e la libertà di espressione non solo non confliggono con la pace sociale e la buona politica ma anzi le fondano. A questo scopo convergono dissertazioni di esegesi biblica (con esempi pratici di un nuovo metodo), filosofia della religione, filosofia politica.

École biblique et archéologique française

L'École biblique et archéologique française de Jérusalem (EBAF) è un'istituzione francese di insegnamento superiore e di ricerca, fondata e diretta dall'ordine domenicano, specializzata in archeologia ed esegesi biblica.

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