Enrico II di Castiglia

Enrico Alfonso, Enrico di Trastámara, detto Enrique el Fratricida (il Fratricida), o el Bastardo (il Bastardo) ma anche el de las Mercedes (il misericordioso), (Siviglia, 13 gennaio 1332[1]Santo Domingo de la Calzada, 29 maggio 1379), è stato re di Castiglia e León dal 1369 al 1379, primo monarca della casa dei Trastámara a sedere sul trono di Castiglia e León.

Enrico II
Enrique II
Ritratto di Enrico II di Trastámara
Re di Castiglia
Stemma
In carica 1369 - 1379
Predecessore Pietro I il Crudele
Successore Giovanni I di Trastámara
Nome completo Enrico Alfonso
Altri titoli re del León
Nascita Siviglia, 13 gennaio 1332
Morte Santo Domingo de la Calzada, 29 maggio 1379
Casa reale Trastámara
Padre Alfonso XI il Giustiziere
Madre Eleonora di Guzmán
Consorte Giovanna Manuele
Figli Giovanni Enriquez
Eleonora Enriquez e
Giovanna Enriquez, legittimi
più altri tredici, illegittimi

Origine

Figlio illegittimo terzogenito di Alfonso XI il Giustiziere, re di Castiglia e León, e della sua amante Eleonora di Guzmán.[2]. Aveva un fratello gemello, Federico Alfonso (13321358), maestro dell'ordine di Santiago e signore di Haro.[3][4][5][6]

Biografia

Secondo il cronista del XVII secolo Salazar y Castro, il signore di Noreña, Girón e Trastámara Rodrigo Alvarez Asturias, a cui Enrico era stato affidato dal padre Alfonso XI per educarlo, lo nominò proprio erede[3].
Quando nel 1345 gli succedette, il padre Alfonso XI lo confermò signore di Noreña e gli concesse il titolo di conte di Trastámara, da cui prese nome la dinastia che da lui ebbe inizio, e conte di Lemos e Sarria[3].

Negli anni giovanili Enrico poté vivere accanto a suo padre Alfonso XI, che elargiva alla famiglia della sua amante, Eleonora di Guzmán, madre di Enrico, onori e feudi, suscitando il malcontento della nobiltà, ma soprattutto della regina, Maria del Portogallo, e dell'erede al trono Pietro.

Il 27 luglio 1350 Enrico sposò la Signora di Villena, Peñafiel ed Escalona, Giovanna Manuele (1339 – 1381), figlia dello scrittore e uomo politico, Giovanni Emanuele di Castiglia (discendente di Ferdinando III di Castiglia, che era suo nonno, mentre Alfonso X di Castiglia era suo zio) e della sua terza moglie, Bianca Núñez de la Cerda y Lara, quindi anche lei discendente di Ferdinando III di Castiglia[7].

Alla morte prematura del padre, all'assedio di Gibilterra nel 1350, vittima della peste[3], il fratellastro Pietro venne proclamato re, a soli 16 anni, come Pietro I[3].

Attorno a Pietro si fronteggiavano due schieramenti, quello di sua madre, Maria del Portogallo e del suo precettore, Giovanni Alfonso di Albuquerque contro Eleonora di Guzmán e la sua corte che aveva governato sino ad allora.
Su istigazione della madre, Pietro I fece arrestare e poi assassinare, nel 1351, Eleonora di Guzmán[3] (sembra sia stata strangolata da uno degli uomini al servizio della regina madre).

Durante tutto il regno di suo fratellastro Pietro I il Crudele, Enrico mostrò un atteggiamento ribelle, si sollevò nelle Asturie nel 1352, poi a Ciudad Rodrigo nel 1354. Sconfitto a Toledo, nel 1355, fuggì in Francia[3] e poi in Aragona, stabilendo alleanze con i rispettivi monarchi che lo appoggiarono nelle sue pretese al trono di Castiglia.

Dopo che nel 1358 Pietro I volle assistere personalmente all'omicidio di suo fratellastro Federico Alfonso, il fratello gemello di Enrico, questi attaccò la città di Nájera; durante l'attacco morì Giovanni Fernandez, il fratello di Maria Padilla. Per rappresaglia Pietro I mise a morte altri due fratelli di Enrico, Giovanni Alfonso e Pietro di Castiglia e inviò truppe contro di lui. Di fronte a Nájera, nel 1360, Enrico fu sconfitto e si rifugiò per la seconda volta in Francia[3].

Battle najera froissart
Manoscritto del XV secolo dove si illustra la battaglia di Nájera (Enrico e i francesi al lato destro).

Pietro IV d'Aragona continuava ad appoggiare Enrico di Trastámara, accogliendo i suoi sostenitori e le sue truppe nei possedimenti della Corona d'Aragona. Nel 1363, le truppe castigliane di Enrico erano comandate dal cugino Ferdinando, che era anche il fratellastro di Pietro IV; questi lo fece assassinare proditoriamente nella città di Burriana, per punirlo di aver guidato l'insurrezione valenziana del 1348.

Enrique of Transtamare kills his half-brother Pedro I, king of Leon and Castile
Enrico di Trastámara uccide il fratellastro, il re di Castiglia, Pietro I il Crudele.
Sepulcro de Enrique II, rey de Castilla y León. Capilla de los Reyes Nuevos de la Catedral de Toledo
Sepolcro di Enrico II di Trastámara

Tali e tante furono le atrocità commesse dal sovrano che nel 1366 il re di Francia, Carlo V il Saggio, inviò delle truppe al comando di Bertrand du Guesclin[3] in appoggio alla sollevazione guidata ancora da Enrico conte di Transtamara. Gli insorti si impadronirono di quasi tutto il regno di Castiglia, escluse Siviglia, Toledo e la Galizia.

Enrico, dopo la conquista di Burgos, nel monastero di Santa María la Real de Las Huelgas, si proclamò re[3]. A maggio, Enrico entrò in Toledo e a giugno, conquistò Siviglia[3]. Pietro si dovette rifugiare in Portogallo e chiese aiuto agli inglesi, che intervennero da Bordeaux con le truppe del principe di Galles, Edoardo il Principe Nero, ed il suo alleato il re di Navarra, Carlo II il Malvagio. Carlo di Navarra, il 3 aprile 1367, vinse la battaglia di Nájera[3] e fece prigioniero il comandante delle truppe avversarie, Bertrand du Guesclin, prima di dilagare in Castiglia. Così Pietro I il Cudele riuscì a contenere i rivoltosi; verso la fine del 1367 aveva riconquistato buona parte del regno, costringendo ancora una volta Enrico ad andare in esilio in Francia[3], da dove riuscì a ottenere anche l'appoggio del papa Urbano V.

Ma Edoardo era ammalato e le sue truppe guasconi e navarrine furono colte da dissenteria, quindi dovettero abbandonare la Castiglia. Allora Enrico, tra la fine del 1367 e l'inizio del 1368, alleatosi col conte di Foix, attraversato il regno d'Aragona, suo alleato, invase nuovamente la Castiglia[3], riuscirono ad occupare la metà orientale del regno di Castiglia, occupò León a gennaio 1368[3].
Per tutto il 1368 la situazione rimase in stato di stallo, ma dopo che a novembre di quell'anno, a Toledo, Enrico rinnovò l'alleanza con la Francia[3] e all'inizio del 1369 Pietro, ricevuto l'aiuto di truppe musulmane dal Sultanato di Granada, con i suoi partigiani e la quasi totalità degli Ebrei, lasciò l'Andalusia per andare a liberare Toledo. ma Enrico ora era stato raggiunto dalle truppe francesi al comando di Bertrand du Guesclin (liberato dopo aver pagato un forte riscatto). Lo scontro avvenne nelle vicinanze di Montiel ed il 14 marzo 1369[3], Enrico di Transtamare lanciò l'offensiva finale che sbaragliò la resistenza realista e costrinse il fratellastro a fuggire e a rifugiarsi nel castello di Montiel.

Pietro, per poter fuggire, la notte tra il 22 e il 23 marzo si mise in contatto con Guesclin che finse di accettare di aiutarlo, ma poi lo introdusse in una tenda in cui si trovava il fratellastro. I due si scagliarono uno contro l'altro e quando sembrava che Pietro dovesse avere la meglio, Guesclin intervenne ed atterrò Pietro che fu ucciso da Enrico. A Calahorra Enrico si fece proclamare re di Castiglia e León e fu incoronato nel monastero di Santa María la Real de Las Huelgas a Burgos[3].

Il consolidamento della sua nuova posizione risultò molto difficile: il re poteva contare soltanto con l'appoggio dei francesi mentre doveva difendersi dagli attacchi di Inghilterra, Portogallo, Navarra e Aragona; regioni intere (come la Galizia, Zamora e Ciudad Rodrigo) erano fuori dal suo controllo, fedeli al re assassinato.

Di conseguenza Enrico dovette combattere una guerra contro i paesi vicini per poter difendere il proprio trono. Ferdinando del Portogallo (aspirava al trono di Castiglia perché era il nipote maggiore di Sancho IV il Bravo), alleatosi col re d'Aragona, Pietro IV il Cerimonioso[3] invase la Galizia, ma alla prima resistenza galiziana si ritirò, e pose il blocco alla foce del Guadalquivir mentre Enrico II di Trastámara entrava in Portogallo e occupava diverse posizioni strategiche tra cui Braganza e sconfiggeva i portoghesi a Sanlúcar de Barrameda[3], mettendo così fine all'invasione portoghese-aragonese[3], quindi impose a la pace di Alcoutim (1371), dove Ferdinando rinunciò alle sue pretese sul regno di Castiglia. Ferdinando allora si alleò con Giovanni di Gand, duca di Lancaster, figlio di Edoardo III d'Inghilterra, che aspirava al trono di Castiglia in quanto marito della figlia di Pietro I, Costanza. Enrico, prima sconfisse gli inglesi, nella battaglia navale di La Rochelle (1372), quindi tornò ad affrontare i portoghesi, invase il Portogallo e, all'inizio del 1373, raggiunse Lisbona[3], mentre Ferdinando era bloccato a Santarem, in attesa dell'aiuto inglese che non giunse mai e, nel marzo del 1373, impose a Ferdinando il Trattato di Santarem[3], in cui, oltre a espellere dal Portogallo tutti gli ex sostenitori di Pietro I il Crudele[3], rompeva l'alleanza con l'Inghilterra e cedeva alla Castiglia sei città portoghesi come garanzia. Inoltre, a garanzia dell'accordo, fu sancito il fidanzamento della sorellastra di Ferdinando, Beatrice del Portogallo (1347-1381), col fratello di Enrico II, Sancho d'Alburquerque[3], figlio illegittimo d'Alfonso XI di Castiglia e di Eleonora di Guzmán.

Enrrique II
Statua di Enrico II di Trastámara, nel Parco del Retiro[8], a Madrid

Più tardi Enrico si scagliò contro la Navarra, riconquistando il territorio castigliano perso in precedenza, vinse il re di Navarra, Carlo il Malvagio, imponendo la prima pace di Briones (1373), dove l'erede al trono di Navarra, Carlo il Nobile, si impegnava a sposare la figlia maggiore di Enrico, Eleonora Enríquez, e infine si diresse contro Pietro IV di Aragona, sconfiggendo anche lui e obbligandolo alla firma della pace di Almazán (1374), riconfermata l'anno dopo a Lerida, dove suo figlio, Giovanni Enríquez si impegnava a sposare la figlia di Pietro IV, Eleonora[3], consolidando così la propria dinastia, ancora in odore di illegittimità.

Nel 1378, la Navarra veniva attaccata dal re di Castiglia che l'invase, assediò Pamplona e le tolse una quindicina di castelli, e Carlo il Malvagio, spogliato di tutte le proprietà francesi, dovette subire l'umiliante pace della Castiglia, nel secondo trattato di Briones del 31 marzo 1379[3], dove riconobbe alla Castiglia la proprietà dei castelli conquistati per dieci anni.

Enrico si dedicò alla ricostruzione del suo paese, lacerato dalla guerra civile, ristabilendo l'ordine[3], fu magnanimo con i suoi avversari[3] e fu promotore di numerose riforme[3]. A causa della sua incerta posizione dovette conquistarsi i favori della nobiltà con massicce donazioni di privilegi, beni e rendite[3].
Inoltre, fece cessare la persecuzione contro gli Ebrei, che era iniziata durante la guerra civile, in quanto erano partigiani di suo fratellastro Pietro I.

Enrico morì a Santo Domingo de la Calzada nel 1379, avvelenato molto probabilmente dagli emissari di Carlo il Malvagio di Navarra, e fu inumato nella Cappella dei Nuovi Re a Toledo.
Gli succedette il figlio Giovanni I di Castiglia.

Discendenza

Enrico ebbe numerosi figli, dalla moglie Giovanna e dalle varie amanti.[3][4][5][9]

Inoltre Enrico ebbe tredici figli illegittimi da diverse amanti:

Ascendenza

Enrico II di Castiglia Padre:
Alfonso XI di Castiglia
Nonno paterno:
Ferdinando IV di Castiglia
Bisnonno paterno:
Sancho IV di Castiglia
Trisnonno paterno:
Alfonso X di Castiglia
Trisnonna paterna:
Violante d'Aragona
Bisnonna paterna:
Maria di Molina
Trisnonno paterno:
Alfonso di Molina
Trisnonna paterna:
Mayor Alonso de Meneses
Nonna paterna:
Costanza del Portogallo
Bisnonno paterno:
Dionigi del Portogallo
Trisnonno paterno:
Alfonso III del Portogallo
Trisnonna paterna:
Beatrice di Castiglia e Guzmán
Bisnonna paterna:
Isabella d'Aragona
Trisnonno paterno:
Pietro III d'Aragona
Trisnonna paterna:
Costanza di Hohenstaufen
Madre:
Eleanor de Guzman
Nonno materno:
Pedro Núñez de Guzmán
Bisnonno materno:
Álvaro Perez de Guzman
Trisnonno materno:
Pedro Nuñez de Guzman, Signore Derruña and San Romano
Trisnonna materna:
Teresa Rodriguez Brizuela
Bisnonna materna:
Maria Giron
Trisnonno materno:
Gonzalo Rodriguez Giron
Trisnonna materna:
Elvira Diaz de Castañeda
Nonna materna:
Beatriz Ponce de León
Bisnonno materno:
Fernán Pérez Ponce de León, Signore Cangas e la Puebla
Trisnonno materno:
Pedro Ponce de Cabrera
Trisnonna materna:
Aldonza Alonso de León
Bisnonna materna:
Urraca Gutiérrez de Meneses
Trisnonno materno:
Gutierre Suarez de Meneses, Signore di la Osa, San Felices and Dosbarrios
Trisnonna materna:
Elvira Anes de Sousa

Note

  1. ^ Altre fonti citano il 1333 oppure il 1334
  2. ^ Eleonora di Guzmán era figlia del nobile castigliano Pietro Núñez di Guzmán (discendente dalla casa di San Domenico di Guzmán) e di Giovanna Ponzia di León, discendente del re Alfonso IX di León
  3. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v w x y z aa ab ac ad ae af (EN) Reali di Castiglia
  4. ^ a b (EN) Casa d'Ivrea- genealogy
  5. ^ a b (EN) Enrico II di Trastamara PEDIGREE
  6. ^ (DE) Alfonso XI di Castiglia genealogie mittelalter Archiviato il 22 settembre 2008 in Internet Archive.
  7. ^ (EN) Reali di Castiglia
  8. ^ La statua di Enrico II, che si trova nel viale dell'Argentina, popolarmente detto Paseo de las estatuas, nel Parco del Retiro di Madrid, è una delle statue di monarchi spagnoli commissionate per la decorazione del Palazzo reale di Madrid durante il regno di Ferdinando VI. L'idea iniziale era di usarle per adornare la cornice del palazzo; scolpite da Giovanni Domenico Olivieri (1706–1762) e Felipe de Castro (1711–1775), non furono mai collocate nelle posizioni per cui erano state scolpite, ma furono piazzate in altri luoghi della città: Plaza de Oriente, parco del Retiro, porta di Toledo. Alcune furono posizionate in altre città.
  9. ^ (DE) Enrico II di Castiglia genealogie mittelalter Archiviato il 29 settembre 2007 in Internet Archive.
  10. ^ Beatrice del Portogallo era figlia illegittima del re del Portogallo e dell'Algarve, Pietro I e della galiziana, Inés de Castro.

Bibliografia

  • Edgar Prestage, Il Portogallo nel medioevo, in Cambridge University Press - Storia del mondo medievale, vol. VII, pp. 576-610, Garzanti, 1999
  • A. Coville, Francia. La guerra dei cent'anni (fino al 1380), in Cambridge University Press - Storia del mondo medievale, vol. VI, pp. 608-641, Garzanti, 1999
  • Cecil Roth, Gli ebrei nel medioevo, in Cambridge University Press - Storia del mondo medievale, vol. VI, pp. 848-884, Garzanti, 1999

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1332

Il 1332 (MCCCXXXII in numeri romani) è un anno bisestile del XIV secolo.

1369

Il 1369 (MCCCLXIX in numeri romani) è un anno del XIV secolo.

1379

Il 1379 (MCCCLXXIX in numeri romani) è un anno del XIV secolo.

Conte di Paredes de Nava

Conte di Paredes de Nava è un titolo nobiliare spagnolo, creato il 10 maggio del 1452 dal re Giovanni II di Castiglia per Rodrigo Manrique de Lara e Castiglia, connestable di Castiglia e maestro dell'Ordine di Santiago.

Il titolo ottenne la Grandezza di Spagna il 7 maggio 1678.

Questo titolo venne assegnato a Rodrigo Manrique in compenso alle sue dimissioni dal Magistero di Santiago.

Rodrigo Manrique de Lara era figlio di Pedro Manrique de Lara e Mendoza, ottavo signore di Amusco, Elonora di Castiglia e Alburquerque, figlia naturale di Federico di Castiglia e Ponce de León, duca di Benavente , che a sua volta era figlio naturale di Enrico II di Castiglia. Il fratello maggiore di Rodrigo, Diego Gómez Manrique de Lara e Castiglia, era il nono signore di Amusco e nono signore e conte di Treviño.

Il suo nome si riferisce alla città di Paredes de Nava, comune in provincia di Palencia.

Eleonora d'Asburgo

Eleonora d'Asburgo (Bruxelles, 15 novembre 1498 – Talavera la Real, 18 febbraio 1558), fu prima regina di Portogallo e poi regina di Francia.

Era la figlia primogenita di Filippo d'Asburgo e di Giovanna di Castiglia e Aragona.

Enrico di Trastámara

Nome di vari membri della dinastia Trastámara:

Enrico II di Castiglia – re di Castiglia e fondatore della dinastia

Enrico di Trastámara – conte di Alburquerque

Enrico di Trastámara – conte d'Empúries, figlio del precedente

Enriquez

Gli Enriquez (dal castigliano Enríquez, "figlio di Enrico") furono una nobile e potente famiglia spagnola, discendenti da Fadrique Alfonso de Castilla, I signore di Haro e 25º maestro dell'ordine di Santiago, figlio illegittimo di Alfonso XI di Castiglia e di Eleonora di Guzmán, fratello gemello di Enrico II di Castiglia, che diede il nome al ramo.

Dal punto di vista politico, la famiglia divenne una delle più potenti della Castiglia, ostentando la dignità di almirante di Castiglia per quasi 200 anni, di gran maestro dell'Ordine di Santiago e duca di Medina de Rioseco. Facevano parte del potere aristocratico d'élite in Castiglia durante il Medioevo e, insieme ad altri 19 lignaggi spagnoli, furono riconosciuti da Carlo V nel 1520 come uno dei primi Grandi di Spagna.

Giurisdizionalmente, custodivano i manieri di Mansilla, Medina de Rioseco, Melgar, Palenzuela, Peñafiel, Rueda, Torrelobatón e Tarifa

Giovanna Enríquez, bisnipote del fondatore del lignaggio, sposò Giovanni II d'Aragona e fu madre di Ferdinando II il Cattolico. In precedenza, anche i discendenti di Enrico di Castiglia il Senatore, figlio di re Ferdinando III di Castiglia, ricevevano il cognome Enríquez.

Dall'unione di Federico Enriquez con Anna de Cabrera furono anche conti di Modica e con Giovanni Alfonso toccarono l'apice divenendo Viceré di Sicilia e di Napoli. Con il successore Giovanni Tommaso di Toledo, fautore della ribellione a Filippo V di Spagna, iniziò il declino. La casata si estinse successivamente (1779) con la figlia Maria ed i loro titoli confluirono nella famiglia Alvarez de Toledo.

Fadrique Alfonso de Castilla

Fadrique Alfonso de Castilla, I Señor de Haro (1334–1358), 25º Maestro dell'Ordine di Santiago (1342–1358) (Siviglia, 13 gennaio 1334 – Siviglia, 29 maggio 1358), era il quinto dei figli illegittimi di Alfonso XI di Castiglia ed Eleonora di Guzman. Nacque a Siviglia..

Ferdinando I d'Aragona

Ferdinando di Trastámara, detto el d'Antequera o Ferdinando il Giusto, Fernando in spagnolo e aragonese, Ferran in catalano (Medina del Campo, 2 novembre 1380 – Igualada, 2 aprile 1416), è stato un principe della casa reale di Castiglia che divenne re di Aragona, Valencia, Sardegna, Maiorca e Sicilia, re titolare di Corsica, Conte di Barcellona e delle contee catalane, dal 1412 al 1416. Fu capostipite della famiglia reale Trastámara d'Aragona.

Ferdinando d'Aviz (1433-1470)

Ferdinando di Aviz, o Ferdinando del Portogallo; in portoghese Fernando de Portugal, Fernando o Fernão anche in galiziano, Fernando o Fernán in spagnolo, in asturiano, in aragonese e in basco, Ferran in catalano, e Ferdinand in francese, in inglese, in tedesco e in fiammingo. Ferdinandus in latino (Almeirim, 17 novembre 1433 – Setúbal, 18 settembre 1470), principe della casa reale portoghese, che fu Duca di Beja dal 1452 al 1470, Duca di Viseu dal 1460 al 1470 e conestabile del regno dal 1466 al 1470.

Giovanna Manuele

Giovanna Manuel de Peñafiel Juana in spagnolo e asturiano, Joana in galiziano, in portoghese, in catalano e in basco, Chuana in aragonese, Ieanne in francese, Joan in inglese e Johanna in tedesco e in fiammingo (1339 – Salamanca, 27 marzo 1381) è stata regina consorte del Regno di Castiglia e León dal 1369 al 1379.

Giovanni I di Castiglia

Giovanni Enriquez, o Giovanni di Trastámara, Juan in spagnolo e in asturiano, Chuan in aragonese, Joanes in basco, João in portoghese, Xoán in galiziano, Joan, in catalano, Jean in francese, John in inglese, Johann in tedesco e Johan in fiammingo (Épila, 24 agosto 1358 – Alcalá de Henares, 9 ottobre 1390), è stato re di Castiglia e León dal 1379 al 1390, secondo monarca della casa dei Trastámara a sedere sul trono di Castiglia e León.

Jaén

Jaén è un comune spagnolo di 116.393 abitanti (2007), capoluogo dell'omonima provincia, situato nella comunità autonoma dell'Andalusia.

Medinaceli (famiglia)

Medinaceli è una nobile casata spagnola originaria della Corona di Castiglia, il cui nome deriva dalla contea di Medinaceli, titolo ereditario concesso dal re Enrico II di Castiglia nel 1368 a Bernardo di Béarn, figlio bastardo del conte di Foix e marito di Isabel de la Cerda, pronipote di Ferdinando de la Cerda. Più tardi, i discendenti di questo matrimonio, dal III conte di Medinaceli, adottarono il cognome "de la Cerda", considerato più importante, proveniente dalla casa reale di Castiglia e di aver collegato con la casa reale di Francia, le cui armi adottarono come scudo. La regina Isabella di Castiglia elevò la contea in ducato di Medinaceli nel 1479 nella persona del V conte. Il nome del titolo si riferisce al comune castigliano di Medinaceli, nella provincia di Soria e associato al Grandato di Spagna dal 1520.

Il ducato rimase nella Casa della Cerda fino a quando cadde nella Casa di Córdoba (marchesi di Priego), e attualmente nella casa di Hohenlohe.

Tradizionalmente l'erede della casa di Medinaceli portava il titolo di marchese de Cogolludo. Tuttavia, a causa di cambiamenti nelle leggi di successione tra nobili nel 2006, il marchesato è andato a casa di Medina ed è ostentato in questo da Victoria Medina, un cugino dell'attuale duchessa di Medinaceli (Victoria von Hohenlohe-Langenburg).

Monasteri di Yuso e Suso

I monasteri di Yuso e Suso si trovano a San Millán de la Cogolla, un piccolo paese della Comunità autonoma spagnola di La Rioja. I due monasteri vennero dichiarati patrimonio dell'umanità dall'UNESCO nel 1997.

Pedro López de Ayala

Pedro (Pero) López de Ayala (Vitoria, 1332 – Calahorra, 1407) è stato un poeta e scrittore spagnolo.

Visse in un periodo burrascoso per la Spagna, durante i primi regnanti Trastámara, e si impegnò a fondo nella vita politica. La sua opera più importante fu il Rimado de palacio (Rimeria di palazzo), poema di circa 8200 versi in monorima a quattro strofe per volta, che si svolge principalmente su temi etici, religiosi e sociali. Venne composto parzialmente nel carcere di Oviedo, dove López de Ayala venne imprigionato per qualche anno, ed affrontava anche i limiti e le mancanze della politica del suo tempo.

Vanno ricordate anche le sue quattro Cronicas (Cronache), composte negli ultimi anni della sua vita e riguardanti il periodo dei regni di Pietro I di Castiglia, Enrico II di Castiglia, Giovanni I di Castiglia e Enrico III di Castiglia.

unanimemente considerato l'iniziatore, in Spagna, dell'Umanesimo, tradusse in spagnolo numerosi testi di Tito Livio, Boezio, Guido delle Colonne e Boccaccio.

Prima guerra civile castigliana

La Prima guerra civile castigliana fu il conflitto svoltosi dal 1351 al 1369 tra il re di Castiglia e León, Pietro il Crudele ed i nobili ribellatisi ai soprusi del re e che già, nel 1355, erano guidati dal fratellastro di Pietro, Enrico di Trastamara. Per una dozzina di anni fu una guerra esclusivamente castigliana ma, a partire dal 1366, vide l'intervento anche di altri regni e divenne soprattutto uno scontro tra regno di Francia e regno d'Inghilterra, che rese questa guerra una parte della guerra dei cent'anni.

Trastámara

La Casa di Trastámara (in spagnolo: Casa de Trastámara) fu un'antica famiglia reale europea della penisola iberica, esistita tra i secoli XIV e XVI.

Derivata per via illegittima dalla Casa di Borgogna, regnò in Castiglia, e con i suoi rami cadetti in Aragona, Navarra e Regno di Napoli.

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