Elam

Elam è il nome convenzionale con cui si fa riferimento a una civiltà sviluppatasi dal III al I millennio a.C. nell'area corrispondente all'attuale Iran occidentale, nelle regioni del Khuzistan e del Fars. I due centri di riferimento furono Susa, nell'estensione sud-orientale del bassopiano mesopotamico, e Anshan, identificato con il sito di Tall-i Malyan, nella piana di Marvdasht (a nord-est di Shiraz), la stessa in cui più tardi fu costruita Persepoli.

Elam
Dati amministrativi
Nome completoElam
CapitaleSusa
Altre capitaliAnshan
Politica
Forma di governoMonarchia
Nascita2700 a.C.
Fine539 a.C
CausaConquista da parte di Ciro il Grande
Territorio e popolazione
Bacino geograficoGolfo Persico
Territorio originaleGolfo Persico
Elam Map-sv
L'area dell'impero elamita (in rosso) e le aree confinanti
Evoluzione storica
Succeduto daImpero Babilonese
Impero Assiro
Impero achemenide
Ora parte diIran Iran

Etimologia

Il nome, correntemente usato negli studi sul Vicino Oriente antico, deriva dalla tradizione biblica, secondo la quale deriverebbe a sua volta da Elam (עֵילָם in ebraico), figlio maggiore di Sem e nipote di Noè, come attesterebbe Genesi, 10,22[1]. Il dettato biblico dà dunque a intendere che Elam avrebbe generato la sua discendenza in queste terre. Presumibilmente, però, l'origine della popolazione elamita non era semitica[2]. Gli Elamiti chiamavano la propria terra Haltamti[3], che corrispondeva a ELAM in lingua sumera, mentre in lingua accadica il nome era Elamû ("abitante di Susa"; al femminile Elamītu)[4]. I geografi greci la conoscevano con il nome di Susiana, dal nome del grande centro elamita e poi achemenide, Susa.

Storia

Pre-Achaemenid Era
Cronologia ed espansione di Elam.

Insieme all'alluvio mesopotamico, la Susiana fu uno dei grandi centri della prima urbanizzazione[5]: i suoi inizi sono documentati archeologicamente almeno dalla fine del IV millennio a.C. La storia dell'Elam fu condizionata dalla vicinanza con le civiltà mesopotamiche (che influenzeranno in modo significativo la religiosità elamica[2]): l'Elam rappresenterà per millenni una fascia di mediazione e compromesso tra le tradizioni dell'altopiano iranico e quelle dell'alluvio mesopotamico. La ricostruzione della storia dell'Elam rimane piuttosto frammentaria, anche perché si basa principalmente su fonti esterne mesopotamiche.

La fase protostorica

Nel periodo della rivoluzione neolitica, nel territorio del Khuzistan si svilupparono alcune culture locali. Tra queste, quella di Bus Mordeh (7500-6500), seguita da quella di Ali Kosh (6500-6000)[6]. Nel neolitico pieno, in Khuzistan si registrano le culture denominate Muhammad Giaffar, Susiana A, Tepe Sabz, Khazineh, Susiana B[7].

Schema cronologico del neolitico del Vicino Oriente[8]
6000 Khabur Gebel Singiar
Assiria
Medio Tigri Bassa
Mesopotamia
Khuzistan Anatolia Siria
5600   Umm Dabaghiya     Muhammad Giaffar Çatalhöyük
(6300-5500)
 
Amuq A
5200
Halaf antico

Hassuna
Samarra antico
(5600-5400)

Samarra medio
(5400-5000)

Samarra tardo
(5000-4800)
 
Susiana A
Hagilar

Mersin 24-22
 

Amuq B
4800
Halaf medio
Hassuna tardo

Gawra 20
Eridu
(= Ubaid 1)
Eridu 19-15

Tepe Sabz
Hagilar

Mersin 22-20

Amuq C
4500 Halaf tardo Gawra 19-18   Haggi Muhammad
(= Ubaid 2)

Eridu 14-12
Khazineh

Susiana B
Gian Hasan

Mersin 19-17

Amuq D
Schema cronologico del calcolitico del Vicino Oriente[9]
4500 Mesopotamia Khuzistan Siria Anatolia
Sud Nord
4000 Ubaid antico
(=Ubaid 3)

Eridu 11-9

Ninive 3
Gawra 17-14
 
Susiana C

Mehmeh
 

Amuq D
 

Mersin 16
 
3500 Ubaid tardo
(=Ubaid 4)

Eridu 8-6
Uruk 18-15
Ninive 3
Gawra 13-12


 
Bayat
Susa A


 

Amuq E

 

Mersin 15

 
Schema cronologico della rivoluzione urbana[10]
3500 Bassa
Mesopotamia
Alta
Mesopotamia
Iran
occidentale
Siria Anatolia
orientale
3200 antico Uruk

Uruk 14-9
Eridu 5-4

Gawra 11-10
Khuzistan: Susa B
Zagros: Godin 7
Fars: antico Banesh

Amuq F
Hama K

Malatya 7
3000 tardo Uruk

Uruk 8-4
Eridu 3-2
Nippur 16-15
Gawra 9
Ninive 4
Tell Brak ("tempio dell'occhio")
Khuzistan: tipo Uruk

Zagros: Godin 5-6
Fars: medio Banesh
Habuba Kebira
Gebel Aruda
Malatya 6A
Hassek
Kurban Hüyük 6
Mersin 14-13
2900 Gemdet Nasr

Uruk 3
Nippur 14-12
Gawra 8
Ninive 5
Khuzistan: Susa C
Zagros: Godin 4
Fars: tardo Banesh
Amuq G
Hama K
Malatya 6B
Kurban Hüyük 5
Mersin 12

Successivamente, la Susiana viene coinvolta nell'espansione colonizzatrice che fa capo alla città di Uruk (periodo di Uruk)[6]. Segue un periodo detto "proto-elamico" (3100-2700 a.C.), corrispondente al Bronzo Antico I. La cultura proto-elamica è caratterizzata dall'utilizzo di una scrittura che, come quella di Gemdet Nasr, è uno sviluppo di quella di Uruk IV: le peculiarità e i caratteri originali di questa scrittura proto-elamica sono determinati dal fatto che essa non registra la lingua sumerica (come per le tavolette di Gemdet Nasr), ma una lingua diversa, l'elamico[5]. Di contro all'omogeneità sovraregionale del periodo di Uruk, nel periodo proto-elamico anche la produzione glittica e ceramica è segnata da caratteri locali, dietro cui va ravvisata una tipologia etno-politica indipendente da quella dell'alluvio mesopotamico[5].

La cultura proto-elamica si estende oltre la Susiana e anzi è possibile che il centro politico in questa fase vada rintracciato più a est: in questa fase, infatti, il sito di Tall-i Malyan (Anshan, nella Parside) raggiunge un'estensione di 50 ettari, mentre i livelli 16-13 dell'acropoli di Susa coeva sono dieci volte più piccoli.[5] È possibile che già in questa fase si sia sviluppato il sistema federato dei cantoni iranici: l'altopiano iranico vede, infatti, la presenza di contesti agricoli vallivi isolati, la cui strutturazione più normale è appunto quella in federazione, con un margine di reciproca indipendenza (questa struttura sarà quella tradizionale in epoca storica). Il cantone di Susa sarà comunque sempre contraddistinto da un forte rapporto con le culture mesopotamiche e Susa diverrà il centro politico elamico tutte le volte in cui il baricentro della politica elamica si sposterà verso la Mesopotamia (sia in termini di pacifico commercio sia, soprattutto, in termini di confronto bellicoso).[11]

Le vie commerciali aperte nel periodo di Uruk verranno ulteriormente sviluppate dal centro politico di Malyan. Tavolette redatte in proto-elamico sono state rintracciate a Susa, a Malyan, ma anche più a nord (Siyalk IV 2) e a est (Tepe Yahya e Shahr-i Sokhta, nel bacino del fiume Helmand). Le pietre dure (clorite e steatite, lavorate o meno) vengono commerciate in tutto l'altopiano iranico, in Mesopotamia e intorno al Golfo Persico.[11] Nella stessa fase, la ceramica del tipo di Gemdet Nasr viene scambiata dai mesopotamici con il rame di Magan (odierno Oman, nell'estremità sud-orientale della penisola arabica): questi scambi determinano lo svilupparsi in loco di strutture politiche più evolute, pur permanendo fondamentalmente una cultura di villaggio. Si delinea così una linea commerciale che va dall'Elam e la Mesopotamia e giunge alle future civiltà della valle dell'Indo (Harappa e Mohenjo-Daro), che i Sumeri indicheranno con il nome di "Melukhkha".[11]

La fase storica

Datazione

A questa fase protostorica, segue la prima dinastia elamica, quella di Awan. La cronologia della civiltà elamica può a questo punto dividersi in diversi periodi di particolare evidenza archeologica[12]:

  • dinastia di Awan (2350-2200), nel Bronzo Antico III
  • dominio di Simashki (2050-1950), a cavallo tra Bronzo Antico e Bronzo Medio
  • dinastia dei sukkal-makh (1900-1750), nel Bronzo Medio, fondata secondo tradizione da Ebarti II (chiamato anche Ebarat II o Eparti II) o da suo figlio Shilkhakha (o Shilhaha)[13]; tale dinastia, dal nome di Eparti, è detta anche "degli Epartidi"
  • età oscura (1550-1350)[14]
  • regno medio-elamico (seconda metà del II millennio a.C.), a cavallo tra Bronzo Tardo e Ferro I; il regno medio-elamico è diviso in tre fasi, nelle quali si succedettero le seguenti dinastie[13]:
    • Kidinuidi (Medioelamita I, ca. 1500-1400 a.C.)
    • Igihalkidi (Medioelamita II, ca. 1400-1200 a.C.)
    • Shutrukidi (Medioelamita III, ca. 1200-1100 a.C.)
  • seconda età oscura (1100-750)
  • regno neo-elamico (750-650)

Il rapporto con Sumer

Nel III millennio a.C. l'Elam era diviso in vari centri cantonali, i più importanti dei quali erano i centri di Awan (mai localizzato con esattezza[15]) e di Markhashi, fra loro alleati. Alla metà del III millennio a.C. risalgono alcuni scontri documentati epigraficamente tra i principi elamici di questi due centri e i sovrani sumerici[2].

Al re di Adab Lugalannemundu la tradizione attribuisce la creazione di un impero che copriva tutto l'arco montano che va dall'Elam alla Siria (quindi Markhashi, Gutium, Subartu, Martu, Sutium), ma si tratta di un'iscrizione paleo-babilonese, quindi molto tarda e comunque afflitta da seri problemi di attendibilità (si sarebbe trattato della più antica struttura statale a vocazione universalistica). È comunque possibile che l'attribuzione a Lugalannemundu di questa impresa si basi su una qualche concreta realizzazione.[16]

La dinastia di Awan e il rapporto con Akkad

Alliance Naram-Sin Awan Louvre Sb8833
Trattato di alleanza rinvenuto a Susa tra Naram-Sin e Khita (?), un principe di Awan (lingua elamica trascritta in cuneiforme; argilla; 2250 a.C. ca.; Museo del Louvre)

La Susiana, poi, entra nell'orbita d'azione dell'impero accadico, in particolare delle ultime iniziative di Sargon di Akkad (2335-2279 a.C.), il quale affrontò vittoriosamente l'Elam condotto dalla dinastia di Awan e Barakhshi, pur non assoggettandoli direttamente.[17] Anche Rimush di Akkad ebbe a che fare con l'Elam: la rivolta delle città sumeriche cui dovette fare fronte può essere stata sobillata da agenti elamici; successivamente, Rimush attacca una coalizione proveniente dall'altopiano (composta da Elam, Barakhshi e Zakhara), dichiarando che Enlil gli ha dato "tutte le montagne".[18] L'altro figlio di Sargon, Manishtushu, terzo re di Akkad, sembra si sia spinto persino oltre l'Elam, asserendo di aver raggiunto la "montagna della pietra nera" (Anshan e Shirikhum)[18]. Quanto a Naram-Sin, in iscrizioni afferma di aver conquistato l'Elam "fino a Barakhshi" (quindi, a quanto sembra, non tutta la federazione). La dinastia di Awan sembra a questo punto dipendere da Akkad (è di questo periodo un trattato, una cui copia è stata scoperta a Susa, tra Naram-Sin e il re dell'Elam) e scompare poco dopo. Susa diventa un governatorato accadico e il paese viene "accadizzato".[19] Poi, con Shar-kali-sharri, sembra che l'Elam ritorni a contrattaccare, ma l'impero accadico è prossimo alla scomparsa.[20]

Il rapporto tra Akkad e Elam è difficile da interpretare e spesso contraddittorio: a sentire le fonti accadiche, l'Elam sarebbe stato rintuzzato a più riprese, ma ancora il re Puzur-In-Shushinak (contemporaneo di Shar-kali-sharri), ultimo re della dinastia di Awan, appare molto potente, né la titolatura dei suoi predecessori fa pensare ad un atteggiamento remissivo.[21] Con l'entrata in crisi della dinastia di Awan, entrano in crisi anche altri centri collegati al commercio di pietre dure operato dall'Elam, come Shahr-i Sokhta (Aratta?). I Gutei, peraltro, che la tradizione indica come causa del tramonto dell'impero accadico, attaccarono anche l'Elam: le conseguenze per l'Elam furono anche più gravi, perché, a differenza che in Mesopotamia, si determinò un declino demografico.[22]

La dinastia di Simash e il rapporto con Ur III

La dinastia di Simash vede, tra il XXI e il XX secolo a.C., i seguenti re elamici al potere[23]:

  • Girnamme I
  • Tazitta I, Ebarti II
  • Lu...rak-lukhan
  • (Khutran-temti?)
  • Kindattu (contemporaneo di Ibbi-Sin, ultimo rappresentante della terza dinastia di Ur tra il 2028 e il 2004 a.C.)
  • Idattu I (circa 2000 a.C.)
  • Tan-Rukhuratir (circa 1970 a.C.)
  • Ebarti (circa 1970 a.C.)
  • Idattu II (circa 1925 a.C.)

Il tramonto dell'impero accadico e l'ascesa dei Gutei determina una ripresa delle città sumeriche (è la cosiddetta "rinascita sumerica", particolarmente vistosa con la terza dinastia di Ur). La Lista reale sumerica per questa fase sottolinea il ruolo della "quarta dinastia di Uruk", ma la documentazione archeologica ed epigrafica è particolarmente significativa per il re sumerico Gudea (successore di Ur-Baba e predecessore di Ur-Ningirsu per la dinastia di Lagash). La posizione di Lagash determina un confronto tra Gudea e l'Elam, e abbiamo notizia del fatto che Gudea si è effettivamente scontrato sia con l'Elam sia con Anshan.[24]

Il re sumerico Shulgi (2094-2047[25]) riuscì a conquistare la Susiana e questa rimarrà una provincia dell'impero di Ur III (terza dinastia di Ur), con un ensi indicato dal re, fino all'ultimo re della dinastia, cioè Ibbi-Sin. Il resto dell'Elam rimane invece indipendente.[26] Come già in passato, il rapporto tra Sumer e l'Elam è alterno e contraddittorio: tra i re di Ur III e i dinasti elamici intercorrono matrimoni (le figlie di Ur vengono mandate in sposa in Elam), rapporti commerciali, spedizioni militari, che comunque non conducono mai ad una reale sottomissione da parte dell'Elam. Il definirsi di una dinastia di Simash è da mettere in diretto rapporto con il coagulo rappresentato da Ur III, rispetto al quale la dinastia elamica vuole essere baluardo difensivo.[26] Continuano i contatti tra Sumer e Barakhshi, già in vita durante l'età accadica, ma in questo frangente la mediazione elamica è maggiormente significativa, forse in ragione del respiro meno vasto dell'azione di Ur III rispetto ad Akkad. Si registrano anche dei matrimoni interdinastici tra Ur e Barakhshi, ma i rapporti sembrano sussistere più per iniziativa di Barakhshi che di Ur.[27]

Il regno di Ibbi-Sin dura venticinque anni. Già nel suo settimo anno, il regno sembra essersi contratto alla sola capitale, avendo perduto innanzitutto le città dell'est (Eshnunna, Susa, Lagash, Umma, Nippur), che via via smettono di usare datazioni riferite a Ibbi-Sin e alla dipendenza dalla capitale.[28] Anche facendo riferimento alla documentazione testuale, sembra che i fattori di crisi della terza dinastia di Ur consistano in un periodo di dura carestia e, soprattutto, nell'implacabile avanzare dei Martu (Amorrei), una popolazione nomade di pastori di lingua semitica, verso il paese di Akkad (che i figli di Shulgi avevano protetto, proprio contro l'avanzare amorreo, con l'edificazione di un imponente muro, posto poco a nord della città di Akkad[29]). Nello stesso periodo, anche Gutei e Sua (una popolazione originaria dei monti Zagros, che Shu-Sin, 2037-2029 a.C., dichiara in iscrizioni reali di aver sconfitto[29]) calano dai monti Zagros e irrompono sulle città di Adab e di Kish.[28] Esistono copie paleo-babilonesi di alcune lettere reali che forniscono un quadro del drammatico frangente: Ibbi-Sin si affida all'opera di un suo funzionario, Ishbi-Erra, originario di Mari, per curare l'approvvigionamento di Ur: giunto al nord, Ishbi-Erra denuncia l'impossibilità del progetto, proprio a motivo dell'invasione amorrea, e chiede anzi al re di poter agire con una certa autonomia per la difesa delle città di Nippur e Isin.[30] Ishbi-Erra finisce per staccarsi da Ibbi-Sin, il quale continua a regnare fino ad un attacco dell'Elam che accerchia Ur: la città, stretta in un prolungato assedio, è costretta a capitolare per fame; Ibbi-Sin viene catturato e condotto a Susa, mentre a Ur si installa una guarnigione elamica; il successo elamico su Ur desta grande sconcerto tra le città sumeriche e il "presagio di Ibbi-Sin" resterà sinonimo di presagio di sconfitta e distruzione ("l'Elam ridusse la città di Ur in rovine")[31] ed è anzi sopravvissuto un lungo testo, il Lamento per la distruzione di Ur, che contiene la profezia della sua ricostruzione e che fu probabilmente composto proprio dopo l'inizio della ricostruzione[32] (successivamente, Ishbi-Erra riesce infatti a riconquistare Ur[31]).

Ishbi-Erra risulta poi anche fondatore della dinastia di Isin e continuerà ad operare per contenere l'Elam a est e i Martu a ovest, riuscendo in qualche modo a ripristinare parte dell'eredità imperiale di Ur III.[33]

L'epoca dei sukkal-makh

Alla dinastia di Simash segue in Elam una dinastia di sukkal-makh (o sukkal-maḫ). L'epoca dei sukkal-makh è una fase di rinnovata attrazione elamica verso l'orbita mesopotamica. Susa è il centro politico dell'organismo elamico per questa fase: la lingua accadica è usata correntemente in Elam, non solo per i rapporti diplomatici con gli Stati mesopotamici, ma anche per l'amministrazione interna.[34]

I fondatori della nuova dinastia (Epartidi e Shilkhakha) adottarono la nuova titolatura "re di Anshan e Susa" e furono loro a spostare la capitale a Susa, a testimonianza dell'interesse elamico per la Mesopotamia amorrea.[35]

Nel XVI secolo a.C., l'Elam e tutto il Vicino Oriente entrano in una fase di penuria documentale.[36]

Il regno medio-elamico

Elamite worshipper
Statuetta di offerente barbato, dall'acropoli di Susa, XII secolo a.C. (Parigi, Louvre)

L'apice della civiltà elamita fu raggiunto intorno al XII secolo a.C., con i re Shutruk-Nakhunte I e Shilkhak-In-Shushinak; nel 1155 a.C. gli Elamiti riuscirono a conquistare Babilonia, ponendo fine al dominio cassita. Tuttavia, pochi decenni più tardi il regno fu conquistato ad opera di Nabucodonosor I, re di Babilonia che governò l'Elam all'incirca dal 1127 al 1103 a.C., dopo aver sconfitto inaspettatamente Khutelutush-In-Shushinak[2]. L'Elam piombò a questo punto nell'oblio della storia per più di tre secoli.

Il regno neo-elamico

Liberatosi dai babilonesi, l'Elam si ricostituì in regno (il cosiddetto regno neo-elamico, il cui sovrano portava il titolo di "re di Elam") intorno all'VIII secolo a.C., per essere poi conquistato per la terza e ultima volta dall'ultimo re degli Assiri, Assurbanipal, che nel 640 a.C. saccheggiò e incendiò Susa, capitale del regno elamita.

I Persiani e l'eredità elamica

Dopo la conquista da parte di Ciro il Grande la cultura elamica non scomparve completamente. Infatti l'Impero achemenide mostrò rispetto per questa civiltà, di cui si proponeva in parte come erede. I simboli più evidenti di questa successione fra stati sono due: innanzitutto la capitale invernale dell'Impero Persiano era proprio Susa e non una città persiana; in secondo luogo fra le tre lingue in cui erano scritte le iscrizioni reali persiane accanto all'accadico ed all'antico persiano c'era l'elamico, che aveva perciò il rango di lingua ufficiale.

Elimaide

Fra il 147 a.C. ed il 224, in quello che era stato il territorio dell'Elam, fiorì il regno di Elimaide, non più di lingua elamitica, che rimase quasi sempre vassallo dell'Impero partico.

Arte

Gli elementi più originali dell'arte elamita sono rintracciabili nella fase protostorica (IV millennio), quando i pittori e gli artigiani locali anticiparono alcuni tratti caratteristici dell'estetica persiana.[37]

Nel III millennio comparvero la lavorazione del bronzo, l'arte funeraria regale, la ceramica policroma e le statuette stilizzate. I sigilli in pietra furono incisi per raffigurare demoni animali ed i rilievi dimostrarono un'influenza sumera.

Nel II millennio l'arte elamita si distinse sia per un gusto geometrizzante, sia per l'uso delle paste di maiolica e del bitume, usato per i vasi e per la malta delle costruzioni. A questo periodo risalgono grandi sculture in terracotta raffiguranti animali e idoli femminili.

L'architettura in cotto si manifestò soprattutto attraverso costruzioni di maestosi palazzi, templi e ziqqurat a più piani. La maestria e l'originalità elamita si espresse nelle decorazioni e nella lavorazione delle mattonelle smaltate.

Nel I millennio proseguì la produzione di rilievi in cotto e di piastrelle figurate, raffiguranti in massima parte grifoni.

Note

  1. ^ Si veda anche Esdra, 4.9.
  2. ^ a b c d Grande Enciclopedia De Agostini, Elam, Novara, 1986.
  3. ^ Roland Kent, Old Persian: Grammar, Texts & Lexicon, American Oriental Series, 33), American Oriental Society, 1953, p. 53, ISBN 0-940490-33-1.
  4. ^ Jeremy Black, Andrew George & Nicholas Postgate (eds.) (a cura di), A Concise Dictionary of Akkadian, Harrassowitz Verlag, 1999, p. 68, ISBN 3-447-04225-7.
  5. ^ a b c d Liverani 2009, p. 162.
  6. ^ a b Liverani 2009, p. 64.
  7. ^ Liverani 2009, p. 84.
  8. ^ Liverani 2009, p. 84.
  9. ^ Liverani 2009, p. 92. Le date indicate si appoggiano alla cronologia media.
  10. ^ Liverani 2009, p. 147. Le date indicate si appoggiano alla cronologia media.
  11. ^ a b c Liverani 2009, p. 163.
  12. ^ Liverani 2009, p. 24; datazioni secondo la cronologia media.
  13. ^ a b Enrico Ascalone et al., L'archeologia del Vicino Oriente antico. Iran sud-occidentale e area del Golfo, su treccani.it.
  14. ^ Liverani 2009, p. 623.
  15. ^ Liverani 2009, p. 250.
  16. ^ Liverani 2009, p. 194.
  17. ^ Liverani 2009, p. 234.
  18. ^ a b Liverani 2009, p. 236.
  19. ^ Liverani 2009, p. 240.
  20. ^ Liverani 2009, p. 241.
  21. ^ Liverani 2009, pp. 250-251.
  22. ^ Liverani 2009, p. 251.
  23. ^ Liverani 2009, pp. 235, 327.
  24. ^ Liverani 2009, p. 265.
  25. ^ Liverani 2009, p. 235.
  26. ^ a b Liverani 2009, p. 288.
  27. ^ Liverani 2009, pp. 288-289.
  28. ^ a b Liverani 2009, p. 295.
  29. ^ a b Liverani 2009, p. 272.
  30. ^ Liverani 2009, pp. 295-297.
  31. ^ a b Liverani 2009, p. 297.
  32. ^ Liverani 2009, p. 298.
  33. ^ Liverani 2009, p. 325.
  34. ^ Liverani 2009, p. 330.
  35. ^ Liverani 2009, p. 424.
  36. ^ Liverani 2009, p. 425.
  37. ^ Le Muse, De Agostini, Novara, 1965, vol. IV, pp. 323-324.

Bibliografia

  • Enciclopedia archeologica, vol. "Asia", Treccani, Roma 2005.
  • Mario Liverani, Antico Oriente: storia, società, economia, Roma-Bari, Laterza, 2009, ISBN 978-88-420-9041-0.
  • Paolo Matthiae, Storia dell'arte dell'Oriente Antico vol. 3. I primi imperi e i principati dell'età del Ferro, Electa Mondadori, Milano 1997, ISBN 978-88-435-5349-5
  • Javier Álvarez-Mon, Gian Pietro Basello e Yasmina Wicks (a cura di), The Elamite World, Routledge Worlds, Oxford, Routledge, 2018, ISBN 9781315658032.

Voci correlate

Altri progetti

Altri progetti

Collegamenti esterni

Controllo di autoritàLCCN (ENn83181686 · NDL (ENJA00575957 · WorldCat Identities (ENn83-181686
Anshan (città antica)

Anshan (Anšan) è un'antica capitale della confederazione elamica, nell'altopiano iranico, ad est della Mesopotamia, che diede anche il nome alla dinastia detta "di Anshan".

In persiano il nome è انشان e corrisponde alla moderna località di Tepe Malyan o Tal el Malyan (29°54′N 52°24′E), situata sull'altopiano iranico a 36 km a nord-est di Shiraz, sui monti Zagros nella regione di Fars (Iran sud-occidentale).

Anshan fu la più antica capitale (durante il III millennio a.C.) dell'Elam. Quando la capitale elamita fu spostata a Susa, i suoi re assunsero il titolo di "Re di Ansan e Susa".

Nel VII secolo a.C., la sovranità dell'Anshan divenne appannaggio della stirpe degli Achemenidi, che agirono come vassalli dei Medi: da essi ebbero in seguito origine i sovrani dell'impero persiano.

Fu Teispe, padre di Ciro I e, secondo una versione abbastanza leggendaria, figlio di Achemenes, a conquistare la città fregiandosi poi del titolo di "Re della città di Anshan".

Cambise I, padre di Ciro II, fondatore dell'impero achemenide, è ricordato con il titolo di "Re di Ansan".

Anšan non va confusa con la moderna città di Anzan (38°19′N 47°27′E) posta a circa 50 km ad est di Ahar nell'Iran nord-occidentale (provincia rurale di Shaban).

Anshan (regione storica)

Anshan (o Anzan e, successivamente, Parsumash e Parside) è una regione storica all'incirca corrispondente all'odierno Fars (Iran).

Rispetto alla Susiana (e alla città di Susa), aperta alle influenze mesopotamiche e spesso protagonista essa stessa della storia della Mesopotamia, l'Anshan rappresenta una sorta di "polo interno" del paese elamico, maggiormente accentrato sull'altopiano iranico.

Nella seconda metà del III millennio a.C., l'Anshan subì l'egemonia accadica, mentre mantenne rapporti pacifici con la Terza dinastia di Ur.Nella prima metà del I millennio a.C., quando Assiri e Babilonesi si contendevano la Mesopotamia e l'Elam ebbe ancora un ruolo importante nella storia della Mesopotamia, l'Anshan si trovava in una situazione di declino. Quando Susa fu saccheggiata da Assurbanipal (646 a.C.), un antenato di Ciro il Grande, suo omonimo, re di Parsumash, rese omaggio al re assiro: questo polo orientale dell'Elam sarà poi la base della nazione persiana e della dinastia achemenide.

Bishapur

Bishapur, anche scritto Bishâpûr, è un'antica città situata 20 km a nord di Kazerun in Iran, nella provincia di Fars, sull'antica strada che congiungeva Persis ed Elam prima, e in seguito le capitali sasanidi di Istakhr e Ctesifonte.Bishapur fu costruita nei pressi dell'attraversamento di un fiume; è famosa per i monumentali rilievi sasanidi.

Chogha Bonut

Chogha Bonut (Persiano Choghā bonut) è un sito archeologico nel sud-ovest dell'Iran, che si trova nel Khuzistan. Si ritiene che il sito sia stato abitato già nel 7200 a.C., il che lo rende il più antico villaggio di pianura nel sud-ovest dell'Iran.Questo insediamento sulla Pianura Susiana ha svolto un ruolo importante nella prima civiltà Elam. Più tardi, questa zona venne dominata da Susa. L'importanza di questo sito risiede nel fatto che esso che conserva il record dell'insediamento del periodo preceramico in Iran.

Chogha Mish

Tappeh-ye Choghā Mīsh (Persiano; ČOḠĀ MĪŠ) risalente al 6800 a.C., è il sito di un insediamento del Calcolitico nella parte occidentale dell'Iran, che si trova nel Khuzistan sulla pianura Susiana. Fu occupato all'inizio del 6800 a.C. e dal Neolitico fino al periodo Proto-analfabeta. In seguito, la vicina Susa è diventata culturalmente dominante in quest'area.

Cucina (architettura)

La cucina è la stanza della casa dove viene preparato, cotto e talvolta consumato il cibo. Anche hotel, scuole e uffici hanno locali adibiti a cucina. Una persona che lavora in cucina si occupa della preparazione dei cibi, ad esempio lo chef.

Una cucina domestica moderna è solitamente composta da piano cucina, piano di cottura (fornelli a gas, elettrici o a induzione), forno o forno a microonde, lavandino, dispensa, mobili con cassetti (per piatti, posate, strumenti vari da cucina), frigorifero con congelatore, cui si possono aggiungere un tavolo, la lavastoviglie e altri elementi utili secondo le necessità di chi l'adopera.

Tali mobili vengono definiti "componibili" in quanto, selezionando e combinando diverse tipologie di elementi (cassettiere, mobili ad anta, colonne per incasso elettrodomestici), viene creata una "composizione" che si adatti alle diverse esigenze e tipologie di stanze che si desideri arredare, con determinate misure standard. Il primo esempio di cucina componibile fu il progetto di Cucina E5 realizzata da Marco Zanuso per l'azienda italiana Elam (ora Tisettanta). È proprio con questo modello che nelle abitazioni degli anni sessanta inizia a formarsi il concetto di cucina come ambiente a sé stante, abitabile e vivibile dando vita di fatto alla moderna concezione di spazio culinario.

Cucina E5

Cucina E5 è una cucina componibile modulare realizzata dal designer italiano Marco Zanuso per l'azienda italiana Elam nel 1966. Si tratta del primo esempio di cucina componibile nonché primo esempio di ambiente culinario vivibile. È uno dei più rappresentativi esempi di disegno industriale italiano del XX secolo ed oggetto rivoluzionario nell'ambiente domestico degli anni sessanta. Cucina E5 è stata esposta a Triennale Design Museum di Milano durante la mostra "Le fabbriche dei sogni"

Doyle E. Carlton

Doyle Elam Carlton Sr. (Wauchula, 6 luglio 1885 – Tampa, 25 ottobre 1972) è stato un politico statunitense. Fu il 25º governatore della Florida dal 1929 al 1933.

Filippo III Arrideo

Filippo III Arrideo (in greco antico: Φίλιππος Αρριδαίος, Phìlippos Arridàios; 359 a.C. – Macedonia, 317 a.C.; fu assassinato) è stato un re di Macedonia, Gran Re di Persia ed Elam, e faraone d'Egitto.

Guru (rapper)

Keith Edward Elam, meglio conosciuto con gli pseudonimi di Guru, The G.U.R.U. (Gifted Unlimited Rhymes Universal) o Baldhead Slick (Boston, 17 luglio 1961 – New York, 19 aprile 2010), è stato un rapper, produttore discografico, attore e attivista statunitense.

È stato la parte vocale del duo Gang Starr, gruppo pioniere della storia dell'Hip Hop golden-era, formato con DJ Premier. Con la sua serie di album Jazzmatazz è anche considerato uno dei pionieri della commistione tra jazz e hip hop. Il nome Guru è un "retro-acronimo", cioè è stato sviluppato come fosse un acronimo in Gifted Unlimited Rhymes Universal (Dotato Illimitato Poeticamente Universale) e talvolta come God is Universal, He is the Ruler Universal (Dio è universale, Egli è il Regolatore Supremo).

Guru è considerato una leggenda dell'Hip Hop: con i Gang Starr ha contribuito alla diffusione del Jazz e del Blues nel rap e segnato parte dell'età d'oro dell'hip hop.

Ammalato di mieloma multiplo, il 28 febbraio 2010 è entrato in coma in seguito ad un arresto cardiaco. È morto il 19 aprile 2010.

Jack Elam

William Scott "Jack" Elam (Miami, 13 novembre 1920 – Ashland, 20 ottobre 2003) è stato un attore statunitense.

Jason Elam

Jason Elam (Forth Walton Beach, 8 marzo 1970) è un ex giocatore di football americano statunitense che ha giocato per quattordici anni con i Denver Broncos della National Football League (NFL), vincendo due Super Bowl nel 1997 e nel 1998, prima di concludere la carriera con gli Atlanta Falcons.

Khūzestān

La provincia del Khūzestān (talvolta anche Khuzistan; in persiano: خوزستان) è una delle trentuno province dell'Iran, probabile sede di insediamenti stabili a partire dall'inizio del X millennio a.C.

Si affaccia a sud sul Golfo Persico, è delimitata a nord dalle pendici della catena dello Zagros, e confina a ovest con l'Iraq, dal quale è separato dallo stretto dello Arvand rud.

Matt Elam

Matt Elam (Palm Beach Gardens, 21 settembre 1991) è un giocatore di football americano statunitense che gioca nel ruolo di safety per i Baltimore Ravens della National Football League (NFL). Fu scelto nel corso del primo giro (32° assoluto) del Draft NFL 2013 dai Ravens.Al college giocò a football all’Università della Florida.

Provincia di Ilam

La provincia di Ilam talvolta traslitterato in Elam (in persiano: استان ایلام) è una delle trentuno province dell'Iran. Il capoluogo è la città di Ilam. Gli abitanti di questa provincia parlano curdo.

Sem (Bibbia)

Sem (in ebraico שֵׁם) è uno dei tre figli di Noè citati nella Bibbia, nacque quando suo padre aveva ben cinquecento anni, cioè cento anni prima del diluvio universale. Visse seicento anni e vide i suoi discendenti fino alla nona generazione, cioè fino ad Abramo, il quale morì trentacinque anni prima di Sem. Alcuni ebrei lo identificano anche con Melchisedec, il Re di Salem (che si ritene fosse l'odierna Gerusalemme). Da Sem derivano tutti i popoli semitici.

I figli di Sem furono, oltre agli altri: Elam, Assur, Arpacsad, Lud e Aram. I suoi discendenti si stanziarono principalmente nel continente asiatico.

Shush

Shūsh (in persiano: شوش‎‎) è la capitale amministrativa dello shahrestān di Shush, nella provincia iraniana di Khūzestān. Al 2006, la città contava una popolazione di 64.960 abitanti.Shush sorge sulle rovine dell'antica città di Susa, capitale del regno di Elam. Le antiche rovine sono state minacciate da scavi illegali, scarichi d'immondizia da parte delle autorità locali e un progetto di deposito di autobus.

Super Bowl XXXIII

Il Super Bowl XXXIII è stata la partita di finale della National Football League tra i vincitori della National Football Conference (NFC) e della American Football Conference (AFC) nella stagione del 1998 e venne giocata il 31 gennaio 1999 al Pro Player Stadium di Miami.

La partita vide affrontarsi i vincitori della NFC, gli Atlanta Falcons ed i vincitori della AFC, i Denver Broncos. I Broncos, dati favoriti per 7,5 a 1, hanno battuto agevolmente i Falcons.

Il quarterback dei Broncos John Elway a 38 anni è diventato il più vecchio giocatore di tutti i tempi ad essere nominato Super Bowl MVP. Ha completato 18 su 29 passaggi per 336 yards e un touchdown, ed ha inoltre segnato un touchdown su corsa di 3 yard.

Susa (Elam)

Susa (in persiano: شوش Šuš /ʃuʃ/; in ebraico שׁוּשָׁן Shushān; in greco antico: Σοῦσα /ˈsuːsa/; in siriaco: ܫܘܫ Shush; antico persiano Çūšā), l'odierna Shush, fu la capitale dell'antico regno dell'Elam e, in periodo più tardo, dopo essere stata devastata dal sovrano assiro Assurbanipal nel 646 a.C., divenne residenza imperiale dei Persiani achemenidi.

Già nel 1175 a.C. Susa era la capitale del regno elamita e fu al suo interno che il sovrano Shutruk-Nakhunte portò il bottino preso all'antica città di Babilonia, tra cui la famosa pietra di diorite su cui era stato inciso il codice di Hammurabi, rinvenuta nel 1901 da una missione archeologica francese.

A Susa furono in diversi momenti trasportati idoli delle divinità di paesi nemici conquistati o sottoposti a razzie (questo fu il caso del babilonese Marduk e della dea Inanna di Uruk, secondo la consueta orgogliosa usanza di impadronirsi anche del loro apparato religioso).

Già verso il 1150 a.C., secondo lo studioso statunitense Richard Frye, Elam entrò in una profonda crisi istituzionale e sarà solo dal VII secolo a.C. che il nome della città tornerà ad essere citata nei testi, riferita a un piccolo dominio ostile all'Assiria.Nel 636 a.C. Susa fu tuttavia saccheggiata e la sua ziggurat, che costituiva il simbolo religioso e nazionale più appariscente, fu rasa al suolo mentre le divinità elamite furono portate ad Assur, capitale imperiale dei vincitori.

Fu poi conquistata da Alessandro Magno nella sua spedizione contro l'Impero achemenide ma, a differenza di Persepoli, non fu saccheggiata.

Storia della Persia e dell'Iran
Proto storia
Periodo classico
Medioevo
Epoca moderna
Epoca contemporanea
Argomenti correlati

In altre lingue

This page is based on a Wikipedia article written by authors (here).
Text is available under the CC BY-SA 3.0 license; additional terms may apply.
Images, videos and audio are available under their respective licenses.