Edomiti

Idumèa[1][2][3][4] (ebraico: אֱדוֹם, Edom, ʾĔḏôm, cioè "rosso") è uno dei nomi dati a Esaù (o Edom) nella Bibbia e, di conseguenza, alla nazione che sarebbe discesa da lui, quindi terra di Edom. L'etnonimo, in lingua assira, era Udumi; in siriaco ܐܕܘܡ; in greco, Ἰδουμαία (Idoumaía); in latino Idumaea, o Idumea.

Il popolo edomita parlava una lingua semitica e costituiva un gruppo a struttura tribale che abitava il deserto del Negev e il Wadi Araba, che si estende a sud di Israele e alla confinante Giordania. La regione presenta vaste estensioni di terreno ricoperte da pietre rossastre, che possono aver dato il nome "Edom" all'area. La nazione di Edom è nota fin dall'VIII-IX secolo a.C., e la Bibbia la ricorda come insediato nelle terre che occupava già da molti secoli. Recenti scoperte archeologiche sono in grado di mostrare una nazione edomita almeno nell'XI secolo a.C., ma la questione rimane discussa. Tale nazione cessò d'esistere nel periodo delle Guerre giudaiche di Roma.

Levante 800
Mappa della Palestina nell'800 a.C..
Edom
Posizione dell'antico regno di Idumèa (Edom).

Gli Edomiti o Idumei

Gli Edomiti potrebbero originare dagli Shusu e gli Shutu, razziatori nomadi ricordati nelle fonti antico-egiziane. Infatti una lettera di uno scriba egiziano in una postazione fortificata di confine nel Uadi Tumilat durante il regno di Merenptah riferisce movimenti di "tribù nomadi shasu di Edom" che avevano intenzione di captare acqua in territorio egiziano.[5]

Nella Bibbia

La Bibbia descrive Esaù, dalla capigliatura rossa, come il capostipite degli Edomiti. Egli era il fratello gemello (non monovulare) di Giacobbe, e quindi i due gemelli erano figli di Isacco e nipoti di Abramo. Giacobbe è il progenitore degli Israeliti e Dio gli attribuisce il nuovo nome di "Israele" (Gen35,10). Così Esaù condivide l'utero materno col fondatore della nazione d'Israele (Gen25,23).[6] Sebbene Esaù fosse il primogenito e quindi per diritto destinato a ereditare i beni del padre e a fruire della sua benedizione, Esaù cedette i suoi diritti di primogenitura al suo fratello minore Giacobbe /Israele. I discendenti di Esaù e di Israele percorsero strade diverse; gli israeliti trascorsero approssimativamente 400 anni in Egitto prima di tornare nella terra di Canaan, oggi il moderno Stato d'Israele. Per questo gli Edomiti vantavano di avere avuto sovrani e regni molto prima degli Israeliti.

La Bibbia spiega il nome "Edom" senza fare alcun riferimento alla roccia rossa. Si riferisce agli Edomiti come ai discendenti di Esaù e il Libro del Genesi menziona il "rosso" un buon numero di volte per descrivere Esaù e spiegare il suo nome alternativo di Edom. "Il primo [Esaù] venne fuori rossiccio [admoni in ebraico], nel senso di "rosso e peloso come un mantello di pelo. Così fu chiamato Esaù..." Anni dopo, "mentre Giacobbe faceva cuocere una minestra, Esaù sopraggiunse dai campi, tutto stanco. Esaù disse a Giacobbe: «Dammi per favore da mangiare un po' di questa minestra rossa, perché sono stanco». Perciò fu chiamato Edom" (Gen25,25;25,29-30).

L'originale paese degli Edomiti, secondo il Tanakh, si estendeva dalla Penisola del Sinai a Cadesbarne. A meridione esso giungeva a Eilat, che era il porto (Dt1,2;2,1-8). A settentrione di Edom si trovava il territorio di Moab (Gc11,17-18;2Re3,8-9). La linea confinaria tra Moab ed Edom era il Uadi Zered (Dt2,13-18). L'antica capitale Edom era Bozrah (Gen36,33;Is34,6;63,1). Secondo il Genesi, i discendenti di Esaù s'insediarono in queste terre dopo averne cacciato gli Hurriti. Fu anche chiamata "terra di Seir"; il Monte Seir sembra sia servito con ogni probabilità a dare un nome al territorio e potrebbe essere stato un sito cultuale. Al tempo di Amasia (838 a.C.), Selah (Petra) fu la sua principale roccaforte (2Re14,7); Eilat e Asiongaber (Ezion-geber) i suoi porti (1Re9,26).

Cronache della famiglia di Esaù e dei sovrani di Edom (Genesi, 36,31-43)

« Questi sono i re che regnarono nel paese di Edom, prima che alcun re regnasse sui figli d'Israele:
Bela, figlio di Beor, regnò in Edom, e il nome della sua città fu Dinaba.
Bela morì e Iobab, figlio di Zerac, di Bosra, regnò al suo posto.
Iobab morì e Cusam, del paese dei Temaniti, regnò al suo posto.
Cusam morì e Adad, figlio di Bedad, che sconfisse i Madianiti nei campi di Moab, regnò al suo posto. E il nome della sua città fu Avit.
Adad morì e Samla di Masreca regnò al suo posto.
Samla morì, e Saul di Recobot-Naar regnò al suo posto.
Saul morì e Baal-Canan, figlio di Acbor, regnò al suo posto.
Baal-Canan, figlio di Acbor, morì e Adad regnò al suo posto. Il nome della sua città fu Pau, e il nome di sua moglie, Meetabeel, figlia di Matred, figlia di Mezaab.
Questi sono i nomi dei capi discendenti da Esaù, secondo le loro famiglie, secondo i loro territori, con i loro nomi: il capo Timna, il capo Alva, il capo Ietet,
il capo Oolibama, il capo Ela, il capo Pinon,
il capo Chenaz, il capo Teman, il capo Mibsar, il capo Magdiel, il capo Iram.
Questi sono i capi di Edom secondo i loro insediamenti, nel paese che possedevano.
Questo Esaù era il padre degli Edomiti. »   (Genesi 36,31-43)

La parola ebraica aluf, traducibile come "cabila" può essere tradotta anche come "capo", "generale" o "condottiero", ed è usata in questo senso solo in connessione con Edom e Hori.[7]

Se si considerano sia pur vagamente affidabili i dati della tradizione biblica, il regno di Edom fu, almeno nelle sue prime fasi, non ereditario,[8] e forse fu elettivo.[9] Le cronache più antiche menzionano sia un sovrano sia capi tribù (1Cr1,43-54). Quando un re di Edom negava il permesso ai figli d'Israele (Nm20,19) di passare attraverso le sue terre nel loro cammino alla volta di Canaan, essi aggirarono quelle contrade a causa della ostentazione della forza edomita (Nm20,14-21) o perché Dio avrebbe ordinato loro di procedere in quel modo piuttosto che impegnarsi in una guerra (Dt2,4-6). Il re di Edom non attaccò gli Israeliti, anche se era pronto a resistere a un'eventuale loro aggressione.

Levant 830
Mappa delle regioni meridionali, circa 830 a.C.

     Regno di Giuda

     Regno d'Israele

     Città-Stato filistee

     Stati della Fenicia

     Regno di Ammon

     Regno di Edom

     Regno di Aram-Damasco

     Tribù aramee

     Tribù arabe (Arubu)

     Tribù nabatee (Nabatu)

     Impero d'Assiria

     Regno di Moab

Non molto di più è registrato sugli Edomiti nel Tanakh fino alla loro disfatta per opera di Re Saul d'Israele nel tardo secondo millennio a.C. Quarant'anni dopo Re David e il suo generale Ioab sconfissero gli Edomiti nella "valle del sale", probabilmente presso il Mar Morto (2Sam8,13-14;1Re9,15-16). Un principe edomita di nome Hadad scampò e fuggì in Egitto e dopo la morte di David ritornò e tentò di far esplodere una rivolta, ma fallì e dovette rifugiarsi in Siria (2Sam9,14-22).[10] Da allora Edom rimase un vassallo d'Israele. David impose agli Edomiti dei governatori o dei prefetti israelitici,(2Sam8,14) e questa forma di governo sembra sia proseguita sotto Salomone. Quando Israele si divise in due regni, Edom diventò una dipendenza del Regno di Giuda. Al tempo del Re di Giuda Giosafat (c. 914 a.C.) il Tanakh ricorda un re di Edom (1Re3,9-26), probabilmente un Israelita nominato dal re di Giuda. Ricorda anche che gli abitanti del Monte Seir invasero la Giudea assieme ad Ammon e Moab, e che gli invasori entrarono fra loro in contrasto e furono tutti distrutti (2Cr20,10-23). Edom si ribellò a Joram ed elesse un re suo proprio (2Re8,20-22;2Cr21,8). Amasia attaccò e sconfisse gli Edomiti, impadronendosi di Selah, ma gli Israeliti non soggiogarono mai Edom completamente (2Re14,7;2Cr25,11-12).

Al tempo di Nabucodonosor II gli Edomiti collaborarono a saccheggiare Gerusalemme e sterminarono gli Ebrei (Sal137,7;Abd11-14). Per questa ragione i profeti denunciarono con violenti toni Edom (Is34,5-8;Ger49,7-22).

Sebbene gli Idumei controllassero i territori a est e a sud del Mar Morto, i loro popoli erano soggetti al contempo agli Israeliti. Per questo il Libro dei Salmi dice "Moab è il catino in cui mi lavo; sopra Edom getterò il mio sandalo" (Sal60,8;108,9). In base alla Torah (Dt23,8-9), la congregazione non avrebbe potuto godere di discendenza da un matrimonio contratto da un Israelita e un Edomita fino alla quarta generazione. Questo forte interdetto giuridico è stato argomento di controversia fra Shimon bar Yohai, che diceva che esso si applicava solo ai discendenti maschi, e altri Talmudisti, che dicevano che erano escluse anche le discendenti femmine.[11]

Economia

Il regno di Edom doveva gran parte del suo benessere alle carovane che commerciavano fra Egitto, il Levante, la Mesopotamia e l'Arabia meridionale, lungo la cosiddetta "Via dell'incenso".[12] Lungo la Via Regia, Edom fu uno dei tanti Stati della regione per i quali il commercio era vitale per sopravvivere, vista l'estrema penuria di terreno coltivabile. Si dice anche che le rotte marittime giungevano fino in India, con navigli che lasciavano il porto di Ezion-Geber.

Edom probabilmente esportava sale e balsamo (usato per profumi e per riti devozionali nel mondo antico) attraverso la regione del Mar Morto.

Età post-biblica

Edom
Mappa che mostra il regno di Edom (in rosso) al momento della sua acme, ca. 600 a.C. Le aree in rosso scuro mostrano la linea di confine approssimativa dell'Idumea d'età classica.

Edom è ricordata nelle iscrizioni cuneiformi assiri come "Udumi" o "Udumu"; tre dei suoi sovrani sono conosciuti grazie a queste stesse fonti: Ḳaus-malaka al tempo di Tiglatpileser III (c. 745 a.C.), Malik-rammu al tempo di Sennacherib (c. 705 a.C.) e Ḳaus-gabri al tempo di Esarhaddon (c. 680 a.C.). Secondo epigrafi egiziane, i territori degli "Aduma" a quel tempo si estendevano fino ai confini dell'Egitto.[13] Dopo la conquista di Giuda da parte dei Babilonesi, agli Edomiti fu consentito insediarsi nella regione a sud di Hebron. Colà prosperarono e la regione fu chiamata dai Greci e dai Romani "Idumaea" o "Idumea", per più di quattro secoli.[14] In quella stessa epoca essi furono essi furono allontanati dalle loro regioni d'origine dai Nabatei che li sospinsero a sud e a est della loro madrepatria.

Durante la rivolta dei Maccabei contro il regno seleucide, il libro II Maccabei si riferisce a un generale seleucide di nome Gorgias come al "Governatore dell'Idumea"; sebbene egli fosse un greco o un edomita ellenizzato (2Mac12,32). Alcuni studiosi pensano tuttavia che la citazione all'Idumea sia un errore. Giuda Maccabeo conquistò il loro territorio verso il 163 a.C.[15] Essi furono anche assoggettati da Giovanni Ircano I (c. 125 a.C.), che li obbligò a seguire i riti e le leggi ebraiche.[16] Furono poi incorporati nella nazione ebraica.[9]

Il funzionario asmoneo Erode Antipatro era di origine edomita. Fu il progenitore della Dinastia erodiana che governò la Giudea dopo la conquista romana. Sotto Erode il Grande l'Idumaea fu governata per suo conto da una serie di governatori, fra cui si annovera suo fratello Joseph ben Antipater e suo cognato Costobarus.

Immediatamente prima dell'assedio di Gerusalemme da parte di Tito, 20.000 Idumei, sotto il comando di Giovanni, Simeone, Phinehas e Jacob, si presentarono davanti a Gerusalemme per combattere insieme agli Zeloti che erano assediati nel Tempio di Gerusalemme.[17]

Dopo le guerre giudaiche gli Idumei cessarono di essere un popolo distinto, sebbene il nome geografico "Idumea" sopravvivesse ancora al tempo di Sofronio Eusebio Girolamo.[9]

Religione edomita

La natura della religione edomita resta ampiamente ignota. Come parte della cultura cananea, si ipotizza adorassero divinità quali El, Baal e Asherah. Gli Edomiti potrebbero aver avuto come loro dio nazionale Kaus o Qos.[18]

Identificazione con Roma

Nella più tarda storia ebraica, l'Impero romano fu identificato con Esau ed "Edom". Negli scritti medievali rabbinici, "Edom" è usato per riferirsi all'Impero bizantino e alla Cristianità in generale (cfr. l'uso del termine "Ismaele" per riferirsi al mondo islamico). Per un approfondimento della tematica vedere sotto il lemma Esaù.

Controversie

Per oltre un secolo, gli archeologi specialisti del Vicino Oriente antico rimasero convinti che non ci fosse alcuna prova di una società statuale organizzata edomita prima dell'IX e dell'VIII secolo a.C. I minimalisti biblici enfatizzano questo fatto come un tassello per dimostrare la loro tesi circa l'inaffidabilità della Bibbia in quanto fonte storica.[19]

Graves e Patai (1964) proposero che la Dinastia Davidica possa essere stata di origine edomita osservando la somiglianza dell'onomastica edomita degli alufim e dei capi della tribù di Giuda (ad esempio, Qenaz). Suggerirono che una piccola tribù edomita possa essere rimasta insediata nell'area di Hebron anche prima della conquista israelitica, e che durante il periodo descritto dal Libro di Giosuè, si fossero uniti agli Israeliti nella riconquista delle alture di Giuda. Graves e Patai suggerirono che il Libro del Genesi (Bereshit) possa contenere miti di creazione edomita (Adam = Edom). Se fosse così, questo permetterebbe di collocare più logicamente alcuni tasselli del testo biblico altrimenti difficilmente spiegabili (ad esempio, Esau, "admoni," essendo primogenito, avrebbe perso i suoi diritti di primogenitura in una "correzione" tarda).

Recentemente, tuttavia, scavi archeologici condotti nel 2004 dall'Università della California, San Diego a Khirbat al-Nahas, parte del Progetto Archeologico Jabal Hamrat Fidan (JHF), in Giordania, hanno gettato nuova luce sulla storia di Edom, portando alla luce manufatti e identificando insediamenti umani organizzati in una società statuale prima del X secolo a.C.,[20] malgrado rimanga oggetto di dibattito la correttezza dell'identificazione temporale e la stessa attribuzione alla cultura edomita dei ritrovamenti. Thomas E. Levy, fra gli altri studiosi, ha concluso da un esame del sito di al-Nahas che Edom era una complessa società urbanizzata già prima dell'XI secolo a.C., (data della prima monarchia israelita, secondo la Bibbia) in grado di produrre autonomamente suoi prodotti in rame.[21] Test condotti col Carbonio-14 sul sito hanno confermato che le aree industriali del luogo datano all'XI e al X secolo a.C.[22]

Note

  1. ^ Cfr. il lemma Idumea, su Dizionario d'ortografia e di pronunzia, RAI. URL consultato il 3 gennaio 2016.
  2. ^ Cfr. il lemma R. Almagia e T. Pianti, Idumea, in Enciclopedia Italiana, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1933. URL consultato il 3 gennaio 2016.
  3. ^ Cfr. il lemma Idumèa, su Sapere.it. URL consultato il 3 gennaio 2015.
  4. ^ Cfr. il lemma Idumea, in Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 15 marzo 2011. URL consultato il 3 gennaio 2016.
  5. ^ Redford, Egypt, Canaan and Israel in Ancient Times, Princeton University Press, 1992. p. 228, 318.
  6. ^ Juan Manuel Tebes, "You Shall Not Abhor an Edomite, for He is Your Brother": The Tradition of Esau and the Edomite Genealogies from an Anthropological Perspective, Journal of Hebrew Scriptures 6/6, 2006 Free access Archiviato il 26 settembre 2007 in Internet Archive..
  7. ^ Strong, p. 441.
  8. ^ Bruce R. Gordon, Edom (Idumaea), su Regnal Chronologies. URL consultato il 4 agosto 2006 (archiviato dall'url originale il 29 aprile 2006).
  9. ^ a b c «Edom, Idumaea Archiviato il 12 novembre 2007 in Internet Archive.» (Richard Gottheil, Max Seligsohn), in: The Jewish Encyclopedia, vol. 3, pp. 40-41, Funk and Wagnalls, 1901-1906, LCCN:16014703
  10. ^ Flavio Giuseppe, Antichità giudaiche viii. 7, S 6
  11. ^ Yevamot 76b.
  12. ^ Juan Manuel Tebes. (2007) Centro y periferia en el mundo antiguo. El Negev y sus interacciones con Egipto, Asiria, y el Levante en la Edad del Hierro (1200-586 a.C.) CEHAO Monograph Series Vol. 1 Free access.
  13. ^ Müller, Asien und Europa, p. 135.
  14. ^ Mc3,8; Tolomeo, Geografia v. 16
  15. ^ Flavio Giuseppe, Antichità giudaiche, xii. 8, §§ 1, 6.
  16. ^ ib. xiii. 9, § 1; xiv. 4, § 4.
  17. ^ Giuseppe Flavio, De bello iudaico, iv. 4, § 5.
  18. ^ Encyclopedia Britannica, "Edom," vol. III
  19. ^ Redford 305.
  20. ^ Jagoda, Barry (2005). Controversial Dates Of Biblical Edom Reassessed In Results From New Archeological Research
  21. ^ Levy, Thomas E. e Mohammed Najjar. "Edom and Copper." Biblical Archaeology Review. July/August, 2006.
  22. ^ Levy (2006), ma si veda E. van der Steen/P. Bienkowski. (2006) 'How Old is the Kingdom of Edom? A Review of New Evidence and Recent Discussion'. Antiguo Oriente 4: 11-20

Bibliografia

  • Buhl, Die Edomiter, 1893;
  • Graves, R. & Patai, R. Hebrew Myths, Doubleday, 1964.
  • Nöldeke, in Cheyne and Black, Encyc. Bibl. ii. 1181;
  • Trumbull, Kadesh Barnea;
  • Baethgen, Beiträge zur Semit. Religionsgesch. p. 10;
  • Hommel, Ancient Hebr. Trad., Index;
  • Rapoport, Erech Millin, p. 14.

Voci correlate

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Collegamenti esterni

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Al-Karak

al-Karak, detta anche Karak o Kerak (in arabo: الكرك‎) è una città della Giordania nota soprattutto per il celebre castello crociato. È capitale del Governatorato di al-Karak. Il nome deriva dall'aramaico kharka, città. È conosciuta anche col nome di Crac di Moab.

Amman

Amman (in arabo عمان, ʿAmmān) è la capitale e la città più popolosa della Giordania, formata da 14 colli.

La città antica dove è situata Amman, sembra che in origine si chiamasse Rabbat Ammon (ربة عمون) e poi nel III secolo a.C. venne chiamata Filadelfia.

Ammoniti (popolo)

Gli Ammoniti furono un'antica popolazione di origine amorrea, che viveva lungo le rive orientali del medio Giordano, dove si stabilirono durante l'età del Ferro. Loro capitale era la città di Rabbat Ammon, oggi Amman, in Giordania; fu un importante snodo per le carovane ed un notevole centro commerciale.

Secondo la Genesi (19,30-38) gli Ammoniti (letteralmente "figli di Ammon") discendevano da Ammon (forse lo stesso Amon egiziano), figlio di Lot e fratello di Moab, capostipite dei Moabiti. Dopo aver conquistato i territori in cui si insediarono, si allearono con i Moabiti per combattere insieme contro gli Israeliti, venendo però sconfitti sia da Saul che da Davide. In seguito vennero conquistati - insieme ai territori limitrofi - dalle varie dinastie dominanti babilonesi, assire, poi da Persiani e Romani.

Gli Ammoniti sono citati anche nel libro dei Giudici (e nel libro di Sofonia dove viene loro detto che sarebbero stati distrutti a causa della loro disubbidienza al Dio degli Ebrei Sofonia 2:9), nella trattativa che Iefte fece con loro; il testo li riporta però erroneamente invece dei Moabiti e questo, come osservano gli esegeti della École biblique et archéologique française (i curatori della cattolica Bibbia di Gerusalemme), è un errore redazionale: "questo riassunto della storia di Iefte è una composizione secondaria che utilizza Nm20-21 e Dt2, e che confonde gli Ammoniti con i Moabiti; il territorio conquistato da Israele (vv 13.26) era appartenuto a Moab; Camos (v 24) è la divinità principale dei Moabiti; quella degli Ammoniti era Milcom".Gli Ammoniti rispettavano una religione politeista che vedeva protagonista il dio Milkom, poco conosciuto dal punto di vista archeologico.

Amorrei

Gli Amorrei (o Amorriti: in ebraico אמורים, ’emōrîm o 'aemōrī, in egiziano Amar, in accadico Tidnum o amurrū(m), che corrisponde al sumero MAR.TU, immar.tu o Martu) erano un'antica popolazione di nomadi semitici occidentali, che abitavano da pastori le steppe e che si imposero progressivamente, a partire dalla fine del III millennio a.C., in Levante (dopo il crollo del Regno di Ebla) e successivamente in Mesopotamia (dopo il crollo della Terza dinastia di Ur, o "Ur III", rispetto alla quale gli Amorrei ebbero un ruolo fondamentale).La città di Babilonia fu una fondazione amorrea e amorrea fu la Prima dinastia di Babilonia.

Devarim (parashah)

Devarim, D'varim, o Debarim (ebraico: דְּבָרִים — tradotto in italiano: “parole”, seconda parola e incipit di questa parashah) è la 44ª porzione settimanale della Torah (ebr. פָּרָשָׁה – parashah o anche parsha/parscià) nel ciclo annuale ebraico di letture bibliche dal Pentateuco, la prima nel Libro del Deuteronomio. Rappresenta il passo Deuteronomio 1:1-3:22, che gli ebrei leggono generalmente in luglio o agosto. La parashah viene sempre letta nello Shabbat Speciale Shabbat Chazon, che cade subito prima di Tisha b'Av.

La parashah racconta come Mosè nominò i capi tribù, l'episodio delle Dodici "Spie" (cfr Shekhinah), gli incontri con gli Edomiti e gli Ammoniti, la conquista di Sicon e Og, e la distribuzione delle terre alle tribù di Ruben, Gad e Manasse.

Edom

Edom era un antico territorio confinante con Israele, situato in quella che è oggi la Giordania sud-occidentale, tra il mar Morto e il golfo di Aqaba. Gli Edomiti probabilmente occuparono l'area verso il XIII secolo a.C. Sebbene strettamente imparentati con gli Israeliti (secondo la Bibbia, erano i discendenti di Esaù), entrarono spesso in conflitto con loro e furono probabilmente soggiogati da questi ultimi all'epoca del regno israelita (XI-X secolo a.C.). Edom prosperò a causa della sua posizione strategica sulla rotta commerciale tra l'Arabia e il Mediterraneo e grazie alle sue miniere di rame di Ezion-geber. Edom e Moab vennero successivamente conquistati dai Nabatei, e gli Edomiti migrarono verso la Giudea meridionale, dove divennero noti all'epoca del Nuovo Testamento come Idumei.

Gadara

Gadara (AFI: /ˈɡadara/; in braico גדרה, gad´a-ra; in Greco Γάδαρα, Gádara). La città fu anche chiamata Antiochia o Antiochia Semiramide (greco: Αντιόχεια της Σεμίραμης) e Seleucia. Fu una città semiautonoma della Decapoli romana.

Ioram (re di Giuda)

Ioram o Joram figlio di Giosafat (864 a.C. – 841 a.C.) fu re di Giuda fra gli anni 849 e 842 a.C. (secondo Albright) o fra gli anni 848 e 841 a.C. (secondo Thiele). Non va confuso con l'omonimo re d'Israele.

Ioram era il figlio più anziano del re Giosafat, il quale lo nominò coreggente nell'ultimo periodo del suo governo. Divenuto re, Ioram uccise di spada i suoi fratelli minori. Sposò Atalia, figlia (o sorella) di Acab, re d'Israele, della dinastia degli Omridi. Questa alleanza fra i due regni fu duramente condannata dal profeta Elia, perché la casata degli Omridi venerava il dio fenicio Baal, violando così l'alleanza con Dio. Contro Ioram si ribellarono il popolo degli Edomiti e la città di Libna. Giuda fu inoltre attaccato da Filistei e Arabi. Infine il re morì di una grave malattia e gli succedette il figlio Acazia.

Jāhiliyya

La jāhiliyya (in arabo: جاهلية‎, in italiano: ignoranza) è il termine con cui i musulmani indicano il periodo precedente la missione profetica di Maometto del VII secolo.

Secondo i musulmani si tratta quindi di "ignoranza" della verità salvifica che il Profeta dell'Islam avrebbe avuto l'incarico da Allah di svelare agli uomini col Corano.

Oggi il termine ha conosciuto nuova fortuna dal momento che i movimenti fondamentalisti islamici hanno preso a usarlo per indicare non tanto gli ambienti non musulmani, ma specialmente quelli che, ufficialmente musulmani, agiscono però in modo difforme da quanto quei movimenti reputano essere il più puro e autentico Messaggio islamico.

Da qui il neologismo "giahilita" usato da parti della stampa scritta e parlata nel riferire di queste polemiche, per buona parte interne al mondo musulmano.

Libro di Abdia

Il Libro di Abdia (ebraico עובדיה, obadiàh; greco Αβδιού, abdiú; latino Abdias ) è un testo contenuto nella Bibbia ebraica (Tanakh) e cristiana.

È scritto in ebraico e, secondo l'ipotesi maggiormente condivisa dagli studiosi, la redazione del libro è avvenuta in Giudea poco dopo il 587 a.C.

È composto da soli 21 versetti che lo rendono il più breve testo dell'Antico Testamento e contiene oracoli del profeta Abdia contro Edom e circa la rivincita finale degli Israeliti.

Lingua edomita

La lingua edomita, estinta da secoli, era una lingua del gruppo cananaico, appartenente alla famiglia linguistica delle lingue afro-asiatiche, parlata dagli Edomiti (chiamati anche Idumei)nel sud-ovest dell'odierna Giordania, nel I millennio a.C. È conosciuta solo grazie ad un ridotto corpus archeologico.

Moabiti

I Moabiti furono un'antica popolazione semitica che viveva lungo le rive orientali del Mar Morto, più precisamente nell'altopiano di Kerak, nella regione montuosa chiamata Moab. La loro esistenza storica è accertata da numerosi ritrovamenti archeologici.

Nabatei

I Nabatei furono un popolo di commercianti dell'Arabia antica, insediati nelle oasi del Nord Ovest cui al tempo di Flavio Giuseppe fu dato il nome di Nabatene, indicando approssimativamente l'area che fungeva da confine fra la Siria e l'Arabia, dall'Eufrate al mar Rosso. La rete mercantile da essi efficacemente controllata e gestita metteva in comunicazione il sud e il nord della Penisola araba e permetteva di commercializzare nell'area mediterranea prodotti ad alta utilità marginale, provenienti dalla lontana India e dalle regioni circonvicine.

Pella (Giordania)

Pella è un sito archeologico della Giordania, che si trova nei pressi del villaggio di Tabaqat Fahl (in Arabo طبقة فحل), con il quale è a volte identificato. Lo si può raggiungere dalla collina, che domina gli scavi, o dalla strada, che si apre a ridosso delle rovine.

Petra (Giordania)

Petra (da πέτρα, roccia in greco) è un sito archeologico della Giordania, posto a circa 250 km a sud della capitale Amman, in un bacino tra le montagne ad Est del Wadi Araba, la grande valle che si estende dal Mar Morto fino al Golfo di Aqaba del Mar Rosso.

Il suo nome semitico era Reqem o Raqmu («la Variopinta»), attestato anche nei manoscritti di Qumran.

Fu nell'antichità una città edomita e poi divenne capitale dei Nabatei, popolo assai evoluto di guerrieri e commercianti, la cui diramata rete mercantile metteva in comunicazione il sud della Penisola araba con il Mediterraneo.

Verso l'VIII secolo Petra fu abbandonata in seguito alla decadenza dei commerci e a catastrofi naturali e, benché le antiche cavità abbiano ospitato famiglie beduine fino ad anni recenti, fu in un certo senso dimenticata fino all'epoca moderna. Il complesso archeologico fu rivelato al mondo occidentale dall'esploratore svizzero Johann Ludwig Burckhardt nel 1812.

Le numerose facciate intagliate nella roccia, riferibili per la massima parte a sepolcri, ne fanno un monumento unico, che è stato dichiarato Patrimonio dell'umanità dall'UNESCO il 6 dicembre 1985. Anche la zona circostante è dal 1993 parco nazionale archeologico. Nel 2007, inoltre, Petra è stata dichiarata una delle cosiddette sette meraviglie del mondo moderno.

Quwaylibah

Quwaylibah è un sito archeologico della Giordania, identificato con il nome biblico di Abila.

Semiti

I Semiti sono tutti i popoli che parlano, o hanno parlato, lingue collegate al ceppo linguistico semitico (Arabi, Ebrei e Cananeo-Fenici).

Storia della Giordania

La storia della Giordania è normalmente strutturata in quattro grandi periodi: il periodo preistorico, il periodo pre-islamico, il periodo islamico ed il periodo contemporaneo, che va dalla nascita ad oggi.

Tutta la storia di questa regione è stata influenzata dalla scarsa presenza di risorse idriche, dalla presenza di un vasto deserto, dalla vicinanza con il Mar Mediterraneo, dal commercio ed in tempi recenti dai conflitti con Israele, dalla Guerra in Iraq e dall'aumento del prezzo del petrolio.

Le fonti principali sulla storia di questo Paese sono alcuni libri della Bibbia, gli scritti di studiosi come Lawrence d'Arabia e solo in certi casi opere di autori greci e latini, soprattutto Diodoro Siculo e Strabone, che scrissero delle grandi ricchezze accumulate dai Nabatei con il commercio "delle spezie, degli incensi e dei profumi".

Umm al-Rasas

Umm al-Rasās (in arabo: أم الرّصاص), chiamata anche Castrum Mefa'a (in latino) o Kastron Mefa'a (in greco-bizantino) è un sito archeologico che si trova nella Giordania centro-orientale. Qui sono presenti antiche rovine di epoca romana, bizantina e dei primi secoli dell'espansione araba, risalenti al periodo compreso fra il III e il IX secolo.

La maggior parte del sito non è ancora stata portata alla luce; ciò che è emerso comprende un accampamento militare ed alcune chiese, alcune delle quali presentano splendidi pavimenti a mosaico. Di particolare pregio è il mosaico della chiesa di Santo Stefano, in cui sono rappresentate le città che anticamente si trovavano in questa regione. Qui sono inoltre state trovate due torri che probabilmente sono le uniche testimonianze della pratica dei monaci stiliti, un tempo molto diffusa nella Chiesa orientale.

Nel 2004 Umm al-Rasās è stato inserito nell'elenco dei Patrimoni dell'umanità dell'UNESCO.

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