Diocesi

La diocesi (in latino dioecesis, dal greco διοίκησις, cioè "amministrazione") è un tipo di suddivisione amministrativa.

Utilizzata nell'impero romano; in seguito è utilizzata nell'organizzazione delle chiese cristiane.

Roman Empire with dioceses in 400 AD
Le diocesi dell'Impero romano, nel 400 d.C.

Storia

Nel tardo impero romano la diocesi costituiva una suddivisione amministrativa intermedia tra la prefettura ed una provincia. Nella Chiesa cattolica passò ad indicare una porzione della comunità cristiana delimitata in maniera territoriale e affidata al governo pastorale di un vescovo. Dopo il Concilio Vaticano II, la diocesi non è più concepita soltanto come un'unità territoriale e amministrativa, per la quale ogni vescovo ha una sola diocesi e, viceversa, ogni singola diocesi ha un solo vescovo. Nelle Chiese sui iuris è possibile che il vescovo sia assegnato ad una parte del popolo di Dio (pars populi Dei) e che quindi per lo stesso territorio vi siano più vescovi di molteplici Chiese sui iuris, ciascuno avente autorità e cura pastorale del proprio gruppo di fedeli. È possibile una sovrapposizione di giurisdizioni, soprattutto in virtù del fatto che tutte le Chiese sui iuris cattoliche hanno pari ed eguale dignità nell'opera missionaria ad gentes che include un'attività di evangelizzazione e proselitismo.

Il primo esempio storico a livello nazionale è l'India, che dal 2018 possiede tre Chiese sui iuris autonome e indipendenti: la Chiesa sui iuris latina, la Chiesa cattolica siro-malabarese e la Chiesa cattolica siro-malankarese. Tutte e tre hanno giurisdizione sull'intera India ed un forte carattere missionario.[1]

Dottrina e prassi cattolica

Definizione

Il Codice di Diritto Canonico spiega:[2]

La diocesi è una porzione del popolo di Dio, affidata alle cure pastorali del vescovo, coadiuvato dai suoi presbiteri, in modo che, aderendo al proprio Pastore, e, per mezzo del Vangelo e della SS. Eucaristia, unita nello Spirito Santo, costituisca una Chiesa particolare, nella quale è presente e opera la Chiesa di Cristo, Una, Santa, Cattolica e apostolica

Collaboratori del vescovo

Per le diocesi più grandi il vescovo è aiutato da uno o più vescovi ausiliari. Una diocesi ha normalmente un vicario generale, il quale, dove non c'è vescovo ausiliare, è il primo collaboratore del vescovo e ne fa le veci in sua assenza.

In ogni diocesi ci possono essere vari vicari episcopali, ai quali il vescovo affida l'animazione e coordinazione di alcuni aspetti particolari: pastorale, vita religiosa, evangelizzazione, ecc. La figura del vicario giudiziale è prescritta dal Codice di Diritto Canonico, quale coordinatore dei tribunali diocesani.

I presbiteri condividono con il vescovo la cura pastorale del popolo di Dio, nel servizio parrocchiale o negli organismi diocesani. I diaconi sono collaboratori del vescovo nell'annunziare la Parola di Dio, nell'amministrazione di alcuni sacramenti e nell'amministrare la carità.

Organismi diocesani

Il vescovo, che è il pastore proprio di una diocesi, è coadiuvato nella sua funzione pastorale da vari organismi, che sono espressione della natura comunionale della Chiesa:

  • Il consiglio pastorale diocesano è un organo consultivo insieme al quale il vescovo traccia le linee fondamentali della pastorale diocesana.
  • Il consiglio presbiterale è eletto dai presbiteri della diocesi ed assiste il vescovo in vari aspetti più specifici della pastorale diocesana. Il Codice di diritto canonico prescrive per quali decisioni il vescovo deve prima consultare il consiglio presbiterale.
  • La curia diocesana è l'insieme delle commissioni diocesane, degli uffici e delle persone che collaborano con il vescovo nella pastorale e nella guida di tutta la diocesi.
  • Il tribunale diocesano, prescritto dal Codice di Diritto Canonico, che oggi segue in massima parte le cause di nullità matrimoniale, prima che esse passino all'eventuale esame del Tribunale della Rota Romana.
  • Il capitolo cattedrale è il collegio dei sacerdoti addetti al culto nella cattedrale.
  • La Caritas diocesana educa la comunità cristiana ai valori della carità evangelica vissuti sia a livello locale che a livello globale e coordina le attività caritative della diocesi.[3]

Record delle diocesi cattoliche

Note

  1. ^ Nicola Gori e Mons. Cyril Vasiľ, Il volto di una Chiesa in stato di missione, in L'Osservatore Romano, 27 febbraio 2018. URL consultato il 19 maggio 2019 (archiviato il 17 maggio 2019).
  2. ^ Libro II; Sez. II; titolo I; cap. I: Le Chiese particolari, Sito Web della Città del Vaticano.
  3. ^ Chi siamo, Caritas diocesana di Genova - sito ufficiale www.caritasgenova.it, su caritasgenova.it. (ultimo accesso il 1º marzo 2010)

Voci correlate

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Collegamenti esterni

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Arcidiocesi

Un'arcidiocesi o archidiocesi è la diocesi metropolitana di una provincia ecclesiastica, oppure tale per motivi storici o di prestigio. E' retta da un arcivescovo, che ha il titolo di metropolita. Tuttavia anche una diocesi non metropolitana può essere chiamata arcidiocesi per motivi storici o di prestigio.

Arcidiocesi di Milano

L'arcidiocesi di Milano (in latino: Archidioecesis Mediolanensis) è una sede metropolitana della Chiesa cattolica in Italia appartenente alla regione ecclesiastica Lombardia. Nel 2016 contava 5.032.130 battezzati su 5.512.245 abitanti. È retta dall'arcivescovo Mario Delpini.

L'arcidiocesi è stata segnata profondamente dall'attività pastorale del suo principale patrono sant'Ambrogio, vescovo dal 374 al 397, tanto da essere chiamata anche ambrosiana. Compatroni dell'arcidiocesi sono san Galdino, arcivescovo dal 1166 al 1176 e san Carlo Borromeo, arcivescovo dal 1560 al 1584.

Attualmente è di gran lunga la diocesi al mondo con più sacerdoti diocesani, e, pure contando gli appartenenti a ordini e istituti religiosi, che nell'Urbe hanno le loro case generalizie, è la prima dopo la diocesi di Roma. Anche come popolazione totale è tra le diocesi più popolose, ed è tra le prime quattro al mondo come numero assoluto di fedeli, preceduta dalle arcidiocesi messicane di Città del Messico e di Guadalajara e dall'arcidiocesi di Kinshasa.

Cardinale

Il cardinale (titolo formale completo è cardinale di Santa Romana Chiesa) nella Chiesa cattolica è un prelato, designato dal papa cui è immediatamente sottostante nella gerarchia cattolica, in accordo col codice di diritto canonico è un suo diretto collaboratore. Questa collaborazione si esercita nel ricoprire i più importanti incarichi nella Curia romana (presidenza di organi o dicasteri) oppure come vescovi delle diocesi importanti nel mondo, considerate cardinalizie per importanza o tradizione ecclesiale.

Ai cardinali, dopo la morte o la rinuncia del pontefice, compete inoltre l'elezione del nuovo vescovo di Roma in un'assemblea detta conclave. Di norma il papa viene scelto tra gli stessi cardinali ma può essere selezionato un uomo celibe e battezzato anche all'esterno del collegio cardinalizio, sebbene ciò avvenga molto di rado.Secondo il CCC (n. 1536), il sacramento del ministero apostolico comporta tre gradi: episcopato, presbiterato, diaconato. La dignità cardinalizia non è quindi un ministero ordinato (non è mai esistito un sacramento per la dignità e ufficio del cardinale) e non rientra nella struttura gerarchica "di diritto divino" (quella che la Chiesa ritiene essere stata istituita direttamente da Gesù Cristo). Tuttavia dal 1962, ovvero dal motu proprio Cum Gravissima di papa Giovanni XXIII, tutti i cardinali devono essere per regola ordinati vescovi. Di fatto, però, Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e Francesco hanno nominato cardinali alcuni sacerdoti ultraottantenni (e quindi senza diritto di voto in conclave) pur senza elevarli alla dignità episcopale.

L'abito corale dei cardinali è simile a quello dei vescovi, ma di color rosso porpora (da cui il nome di "porporati"), anziché rosso-violaceo (tecnicamente "paonazzo"), a simboleggiare la disponibilità anche al martirio; il galero, rosso anziché verde, fa parte dello stemma, come per i vescovi.

I cardinali nel loro insieme formano il collegio cardinalizio, e la loro riunione sotto la presidenza del papa è detta concistoro. I cardinali residenti nella Città del Vaticano o a Roma ottengono la cittadinanza dello Stato della Città del Vaticano.

Dal 1630 l'appellativo per i cardinali è "Eminenza".

Papa Paolo VI, il 21 novembre 1970, stabilì con il motu proprio Ingravescentem Aetatem che tutti i cardinali, al compimento dell'ottantesimo anno di età, perdono il diritto di partecipare ad un eventuale conclave. In caso un cardinale abbia compiuto ottant'anni dopo l'inizio della sede vacante, egli può partecipare all'elezione del Romano Pontefice. I cardinali non elettori possono tuttavia partecipare alla Missa Pro Eligendo Romano Pontifice e alla processione dei cardinali fino alla Cappella Sistina, senza però partecipare alle votazioni.

Il Codice di diritto canonico al canone 351 stabilisce che possono essere promossi Cardinali soltanto coloro che prima della nomina siano già consacrati presbiteri o vescovi:

Il canone 350 identifica tre ordini nel Collegio Cardinalizio: ordine episcopale, ordine presbiterale e ordine diaconale.

I chierici elevati alla dignità cardinalizia, all'episcopato, o equiparati al Vescovo diocesano sono obbligati personalmente alla professione di fede.

La formula in vigore dal 1º marzo 1989 è composta dal simbolo niceno-costantinopolitano seguito dalla professione di fede nella Parola di Dio scritta o trasmessa (quali: Sacre Scritture, Concili, Padri), e nei dogmi proclamati dal Magistero ordinario e universale.

Il rispettivo ministero è esercitato con diligenza e fedeltà in modo conforme al mandato apostolico di servizio e di edificazione pastorale miranti alla comunione diacronica dei credenti in Gesù Cristo Dio.

Per diaconi, parroci, vicari diocesani, docenti di filosofia e teologia nei seminari e nelle università è previsto un ulteriore giuramento di fedeltà e diligenza) nell'esercitare il loro ufficio per custodire e trasmettere il deposito della fede, nel rispetto della disciplina ecclesiastica e del codice di diritto canonico.

Cattedrale

Una cattedrale è la chiesa cristiana più importante di una diocesi, di cui costituisce il centro liturgico e spirituale, e che contiene la cattedra del vescovo della diocesi.

Diocesi di Roma

La diocesi di Roma (in latino: Dioecesis Urbis seu Romana) è una sede metropolitana della Chiesa cattolica appartenente alla regione ecclesiastica Lazio. Nel 2017 contava 2 355 984 battezzati su 2 873 152 abitanti. È retta da papa Francesco.

Diocesi suffraganea

Una diocesi suffraganea, nell'organizzazione territoriale della Chiesa cattolica, è una diocesi o un'arcidiocesi retta da un vescovo suffraganeo e legata a una sede metropolitana, guidata da un arcivescovo. Sede metropolitana e diocesi suffraganee costituiscono una provincia ecclesiastica.

L'etimologia del termine è incerta: secondo alcuni esso deriva dal fatto che, nel concilio provinciale presieduto dal metropolita, spettava ai vescovi lo ius suffragii, mentre secondo un'altra interpretazione il suffragium era invece la partecipazione comune alle preghiere.

Anticamente, il legame tra sede metropolitana e diocesi suffraganee comportava anche degli obblighi di carattere canonico; ora, dopo il Concilio Vaticano II, il rapporto tra diocesi suffraganee e metropolitane è principalmente formale, testimone, tutt'al più, del legame storico che ha legato tra loro le varie sedi episcopali.

Il Codice di diritto canonico assegna tuttavia al metropolita alcune limitate funzioni:

vigilare sulla fede e la disciplina ecclesiastica, e informare il Pontefice romano degli abusi;

effettuare, con il consenso della Sede Apostolica, la visita canonica nel caso che il vescovo della diocesi suffraganea la trascuri;

nominare l'amministratore diocesano di una diocesi suffraganea resasi vacante, qualora non venga nominato entro 8 giorni.Il canone 436 §3 esclude espressamente che il metropolita abbia altre facoltà nelle diocesi suffraganee.

Papa Paolo III

Paolo III, nato Alessandro Farnese (Canino, 29 febbraio 1468 – Roma, 10 novembre 1549), è stato il 220º papa della Chiesa cattolica dal 1534 alla sua morte. Nel 1540 autorizzò la fondazione della Compagnia di Gesù su proposta di Ignazio di Loyola e convocò il Concilio di Trento nel 1545.

Parrocchia

La parrocchia è una porzione di una diocesi di una Chiesa cristiana. Sono organizzate in parrocchie la Chiesa cattolica, la Comunione anglicana, la Chiesa ortodossa, la Chiesa di Svezia e alcune altre confessioni protestanti. È retta da un presbitero detto parroco.

Per metonimia è spesso nel linguaggio comune così chiamata la chiesa parrocchiale. La parrocchia è l'articolazione più decentrata della Chiesa cattolica: essa è il luogo e il soggetto insieme della pastorale ordinaria; in essa "sussiste realmente" la chiesa, anche se non in senso pieno come nella diocesi. Scrive infatti la Sacrosanctum concilium al n. 26: le parrocchie, definite comunità dei fedeli, «rappresentano in un certo modo la chiesa visibile stabilita su tutta la terra e in modo eminente».

Prefettura apostolica

La prefettura apostolica è una tipologia di circoscrizione ecclesiastica della Chiesa cattolica di rito latino.

Provincia (storia romana)

La provincia era la più grande unità amministrativa dei possedimenti stranieri dell'antica Roma. Con la riforma amministrativa iniziata da Diocleziano, divenne una suddivisione amministrativa di terzo grado dell'Impero romano, ovvero una suddivisione delle diocesi imperiali (a loro volta suddivisioni delle Prefetture imperiali). L'odierno termine di uso generale provincia venne introdotto dai Romani.

Provincia ecclesiastica

Una provincia ecclesiastica è un'unità del governo religioso che, presente in alcune Chiese cristiane, consiste nella dipendenza di varie diocesi, dette suffraganee, da un'arcidiocesi metropolitana . L'arcivescovo a capo della provincia è detto metropolita.

Sede titolare

Una sede titolare è una sede episcopale che ha cessato di essere un territorio definito sotto il governato ecclesiastico di un vescovo e che continua ad essere assegnata a un vescovo al quale però non si conferisce alcuna giurisdizione sul territorio che una volta era della sede.Le sedi episcopali affidate a un vescovo con giurisdizione su un territorio definito sono chiamate sedi residenziali per distinguerle dalle sedi titolari.Le sedi episcopali titolari sono state tutte in passato sedi residenziali.

Vescovo

Il vescovo è il responsabile (pastore) in alcune chiese cristiane di una diocesi e, nel cattolicesimo, nell'ortodossia, nell'anglicanesimo e in tutte le chiese che credono nell'episcopato storico, è considerato un successore degli apostoli.

La parola viene dal greco επίσκοπος (epìscopos), che significa "supervisore", "sorvegliante". Alcune chiese cristiane usano tale traduzione invece della traslitterazione (episcopos) della parola greca, in corrispondenza di un servizio simile a quello dei vescovi cattolici.Nell'antica Grecia questo termine veniva utilizzato per indicare uno scolarca, o direttore di un'accademia, poiché spesso aveva funzioni di sorveglianza. Si è evoluto nel tempo coincidendo con la figura del dirigente tecnico, o tecnarca, come nella gerarchia dei filomati, mentre è rimasto invariato nell'assetto religioso delle varie chiese.I vescovi cattolici godono dell'appellativo di "Eccellenza Reverendissima", mentre i patriarchi (cattolici di rito orientale e ortodossi) quello di "beatitudine".

Vescovo ausiliare

Vescovo ausiliare è, nella Chiesa cattolica, vetero-cattolica o anglicana, un ulteriore vescovo assegnato ad una diocesi come supporto ad un vescovo diocesano impossibilitato a svolgere il proprio compito o come ausilio per le diocesi molto estese.

Vescovo emerito

Vescovo emerito è il titolo previsto dal Codice di diritto canonico della Chiesa cattolica per quei vescovi che lasciano la guida di una diocesi, per raggiunti limiti di età, per motivi di salute o perché trasferiti ad altri incarichi non inerenti alla cura pastorale di una diocesi.

Il titolo di "vescovo emerito" è sempre seguito dal nome della diocesi a cui il prelato ha rinunciato, e con la quale continua a mantenere «un vincolo di spirituale affetto».Fino al concilio Vaticano II ai vescovi che rinunciavano alla guida della loro diocesi veniva assegnato il titolo di una sede estinta; oggi invece mantengono il titolo della diocesi a cui hanno rinunciato con l'aggiunta della qualifica di "emerito".

Vescovo titolare

Vescovi o arcivescovi titolari sono quei vescovi della Chiesa cattolica ai quali non è stata affidata la cura di una diocesi esistente.

Vicariato

In ambito ecclesiastico, il termine vicariato designa in generale l'ufficio e la giurisdizione di un ecclesiastico con funzioni vicarie rispetto ad un ordinario oppure di rappresentante del Sommo Pontefice.

Usato da solo o con l'aggiunta della qualificazione "foraneo", per vicariato (o vicarìa, forania, diaconia, decanato, decania, prefettura) la Chiesa cattolica intende solitamente ognuno dei distretti in cui è suddivisa territorialmente una diocesi.

Il termine "vicariato" è usato anche per indicare il territorio della diocesi di Roma affidato dal papa al cardinale vicario (vicariato di Roma) e quello dello Stato della Città del Vaticano.

Altri usi del termine "vicariato" comportano sempre l'aggiunta di una qualificazione: vicariato apostolico, vicariato per la vita consacrata.

Vicariato apostolico

L'espressione vicariato apostolico designa l'ufficio o la giurisdizione di un rappresentante del Sommo Pontefice. Nel Medioevo l'espressione si riferiva ad una carica politica, successivamente, con lo sviluppo dell'attività missionaria della Chiesa, è stata ripresa per indicare un tipo particolare di circoscrizione equiparata alla diocesi.

Vicario generale

Vicario generale è una carica prevista dal Codice di diritto canonico nel suo Libro II intitolato Il popolo di Dio.

Il can. 475 al comma 1 di questo Libro recita:

«In ogni diocesi il vescovo diocesano deve costituire il vicario generale affinché, con la potestà ordinaria di cui è munito a norma dei canoni seguenti, presti il suo aiuto al Vescovo stesso nel governo di tutta la diocesi.»Pertanto è una figura obbligatoria nelle diocesi cattoliche di rito latino.

La figura è di norma unitaria, salvo alcune eccezioni previste nel secondo capoverso dello stesso canonico. Le eventuali eccezioni possono nascere dall'ampiezza della diocesi o dalla dimensione demografica della stessa.

Gerarchia cattolica
Episcopato
Presbiterato
Diaconato
Ministeri nella liturgia
Altri incarichi specifici
Chiese orientali
Ordini religiosi
Onorificenze
Titoli soppressi
Chiese particolari della Chiesa cattolica
Diocesi della Chiesa cattolica latina
Circoscrizioni equiparate a diocesi
Diocesi delle Chiese cattoliche orientali
Raggruppamenti di diocesi
Suddivisione diocesana

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