Deserto del Negev

Il deserto del Negev, o Negeb (in ebraico נגב, «Sud [di Israele]», «terra del Sud»; in arabo النقب, an-Naqb), occupa una superficie di circa 12.000 km², pari al 60% circa dello stato di Israele. Tuttavia, solo il dieci per cento circa della popolazione del paese vive in questa zona. Il Negev è delimitato a ovest dal confine israelo-egiziano e dalla striscia di Gaza, a est dalla valle dell'Arava e a nord dalla linea Gaza-En Gedi, sulle sponde del mar Morto.

Deserto del Negev
Negev-2005-1
Stati Israele Israele
Superficie 12 000 km²
NachalParan1
Lo uadi Nahal Paran.
NachalParan2
Lo uadi Nahal Paran.
16-03-31-israelische Siedlungen bei Za'atara-WMA 1184
Insediamenti israeliani ai margini del Negev.

Città

Klimadiagramm-metrisch-deutsch-Beersheba-Israel
Climogramma di Be'er Sheva.
Klimadiagramm-metrisch-deutsch-Elat-Israel
Climogramma di Eilat.
Negev 1
Il Negev a Sde Boker.
Negev mit Kamel
Il Negev a Sde Boker.
Die Negev blueht
Il Negev in fiore.

La città più grande del triangolo del Negev è Be'er Sheva, il capoluogo del distretto del Negev (circa 190.000 abitanti). Nella zona centrale del deserto, ai margini del cratere Makhtesh Ramon, sorge Mitzpe Ramon. La punta meridionale termina nelle città di Eilat sul lato israeliano e Aqaba su quello giordano. A sud-est di Be'er Sheva si trova la città di Dimona con il suo reattore nucleare presso il Centro di ricerca nucleare del Negev.

Altre città del Negev sono Kiryat Gat, Sderot, Netivot, Ofakim, Arad, Yeruham, Rahat, Omer, Lehavim, Meitar, Tel Sheba, Ar'arat an-Naqab, Kuseife, Shaqib al-Salam, Hura e Lakiya.

Geografia fisica

Le regioni settentrionali e occidentali del Negev sono costituite da una pianeggiante distesa ricoperta di polvere e in parte di löss, mentre le regioni meridionali, invece, sono caratterizzate da un paesaggio molto più vario, con catene montuose, valli e crateri erosivi; il più grande e conosciuto tra questi ultimi è il cratere Makhtesh Ramon. Quando piove, in inverno e in primavera, gli uidian in secca si trasformano in torrenti e per un breve periodo il deserto è in fiore. La cima più alta della regione è l'Har Ramon, con i suoi 1035 m. Circa 25 km a nord di Eilat si trova il parco nazionale di Timna, sito di antiche miniere di rame sfruttate dall'antichità (3000 a.C.) fino al XX secolo.

Il deserto del Negev è una parte della cintura desertica che si estende dall'oceano Atlantico all'India, la cui esistenza è dovuta, dal punto di vista climatologico, ad una cella di Hadley nell'atmosfera soprastante. È considerato la zona della superficie terrestre rimasta invariata per il periodo più lungo - circa 1,8 milioni di anni.

Il deserto della Giudea è spesso considerato erroneamente parte del Negev. Tuttavia, il deserto della Giudea deve la sua esistenza al fenomeno dell'ombra pluviometrica, mentre il deserto del Negev è un deserto arido. Il confine immaginario tra i due deserti corre approssimativamente in direzione est-ovest a nord di Arad (ma la linea di demarcazione varia a seconda dell'interpretazione degli studiosi).

Anche il confine settentrionale con la regione della Shéphélah non è ben definito. A seconda degli studiosi, il Negev ha inizio a Kiryat Malakhi o a Kiryat Gat: questo perché l'agricoltura irrigua ha spostato il confine settentrionale del deserto del Negev diverse decine di chilometri a sud negli ultimi decenni.

Nel nord del Negev, le precipitazioni annuali sono ancora di 350-400 mm. Questa pioggia consente l'esistenza di ampie foreste di conifere trapiantate, come quelle di Lahav o di Yatir, che sono tra le più grandi in Israele.

La quantità di precipitazioni a Be'er Sheva è già di 220 mm all'anno. Tra Be'er Sheva e Sde Boker, il paesaggio è caratterizzato da una steppa arida, e a sud di quest'ultima inizia un deserto estremo. Eilat riceve circa 30 mm di pioggia all'anno, con forti fluttuazioni annuali. Di conseguenza, le annate piovose non sono rare.

Le piogge nel Negev hanno due possibili origini: o sono generate dalle propaggini meridionali di un fronte mediterraneo periferico (solamente nei mesi invernali) o da un cuneo di bassa pressione proveniente dal mar Rosso, che a volte può causare forti temporali nelle stagioni di transizione (raramente). A Eilat le piogge hanno sempre questa seconda origine, mentre a Be'er Sheva sono quasi sempre dovute al fronte mediterraneo periferico.

Fauna

I grandi mammiferi più caratteristici del Negev sono gli stambecchi della Nubia. Inoltre, sono stati rilasciati in natura esemplari di asino selvatico asiatico e di orice bianco, specie che un tempo erano native di queste zone. Gli asini selvatici vivono nell'area del Ramon Canyon e nella valle dell'Arava. Degna di nota, è la presenza nel deserto del Negev di alcuni esemplari del raro leopardo arabo[1]. Vivono qui anche altri grandi predatori, come iene striate[2] e lupi arabi. Attualmente tutte queste specie sono protette, e in particolare le popolazioni di lupo potrebbero riprendersi. Nel 1999, vivevano nel Negev tra 90 e 160 lupi[3]. Nel deserto del Negev sono presenti due specie di gazzelle. La gazzella dorcade è relativamente comune e nella parte meridionale del Negev, nel 1985, vivevano oltre 1000 esemplari. Molto meno comune è l'edmi, del quale nello stesso anno furono censiti solo 27 capi[4]. Il numero di gazzelle dorcadi è rimasto stabile da allora. La specie è presente nell'area del Makhtesh Ramon, con una popolazione locale relativamente elevata[5].

Storia

Nomadi

Il Negev fu dapprima popolato, tra 7000 e 4000 anni fa, da popolazioni nomadi[6][7]. I primi insediamenti (i cui resti sono stati rinvenuti nei pressi dell'attuale Gilat) risalgono all'età del rame. Gli amaleciti e gli edomiti occuparono la regione verso il 2000 a.C.[6]. Nel XIV secolo a.C., nell'area del Negev e del Sinai giunsero, provenienti dall'Egitto, le conoscenze correlate all'estrazione e alla lavorazione del rame[6][8].

Israeliti e nabatei

Grazie all'estensione delle sue miniere di rame, nel IX secolo a.C., all'epoca dell'ascesa degli assiri, Be'er Sheva fu in grado di affermarsi come principale centro commerciale della regione[6]. Tra il 1020 e il 928 a.C., intorno a questa città, si formarono piccoli insediamenti ebraici[6].

Con l'arrivo dei nabatei, nel IV secolo a.C., lo sviluppo e l'espansione dei sistemi di irrigazione permisero lo sviluppo di almeno cinque centri urbani[6]. I nabatei accumularono grandi ricchezze principalmente dal controllo del commercio di spezie, incenso e mirra tra la loro capitale Petra e i porti del Mediterraneo.

Epoca romana e bizantina

Dal 106 d.C. in poi, l'area del Negev entrò a far parte del dominio romano, ma - come in altre parti dell'impero - questo ebbe poca influenza sulla vita e sulla cultura delle tribù nomadi. Sotto il dominio bizantino, nel IV secolo, nella regione venne introdotto il cristianesimo. Inoltre, a causa di una crescente conversione del territorio all'agricoltura, la popolazione della regione crebbe drasticamente.

Nel XX secolo

La maggior parte dei beduini, ormai solo semi-nomadi, fuggì dalla regione o venne allontanata durante la guerra di Palestina del 1948[9]. Dopo la costituzione dello stato di Israele, gran parte del Negev venne dichiarata area militare (e di conseguenza interdetta ai civili) e i beduini furono trasferiti in una zona a essi riservata, come nel nord-est del Negev[10], che rappresenta solo il 10% della superficie del deserto.

Dagli anni '60, il governo israeliano sta cercando sempre più di insediare coloni ebrei nella regione - in particolare gli immigrati di lingua inglese - e di trasferire la popolazione beduina rimasta in villaggi autorizzati[11] (piano Prawer). Al fine di intraprendere un'azione legale contro la popolazione nomade, nel 1950, in nome della protezione ambientale, fu vietato il pascolo del bestiame - i beduini di questa regione allevano da secoli soprattutto capre - in vaste zone del Negev. Riferendosi a precedenti ricerche, alcuni studiosi, in particolare Michael Evenari, non considerano i beduini come figli, ma come padri del deserto[12].

Oggi la maggior parte del Negev è sotto il controllo dell'esercito israeliano.

Problemi ambientali

In particolar modo nella zona di Ne'ot Hovav, un'area industriale dove prevale l'industria chimica pesante e sorge il più grande deposito di rifiuti pericolosi di tutto l'Israele (vedi anche Centro di ricerca nucleare del Negev), l'ambiente è minacciato, in quanto è ripetutamente alla mercé di incidenti e inconvenienti. La città di Tel Aviv era solita smaltire i suoi rifiuti nel Negev[13].

Sviluppo economico

Fin dalla fondazione dello stato di Israele, le classi dirigenti hanno sempre cercato di trasformare il Negev in un terreno fertile. Il più famoso promotore di questa idea fu David Ben Gurion (il primo Primo Ministro israeliano), che si trasferì presso il kibbutz di Sde Boker proprio per seguire da vicino i progressi nella colonizzazione della regione.

Metodi agricoli innovativi, come l'agricoltura attraverso irrigazione a caduta basata su modelli antichi, sono stati sviluppati, testati e applicati nel Negev. Uno dei pionieri in questo campo fu Michael Evenari, originario di Metz. L'Istituto di ricerca solare nazionale e il Centro di ricerca del deserto dell'Università Ben Gurion del Negev di Sde Boker sono tra i leader mondiali nel loro campo.

Una delle attività emergenti nel Negev è, sorprendentemente, l'allevamento ittico, ottenuto grazie al pompaggio dell'acqua salmastra fossile in stagni artificiali. Le rese sono estremamente produttive, nonostante il clima desertico, e quest'attività ha dimostrato di essere molto redditizia. L'acqua salmastra fossile, leggermente salata, è risultata idonea all'irrigazione di frutta e ortaggi coltivati appositamente in queste condizioni. Molti prodotti agricoli israeliani conosciuti in Europa provengono da questo deserto, in parte perché il clima, mite durante tutto l'anno, fornisce un vantaggio ai fini dell'esportazione.

Il Negev ospita alcune importanti riserve di materie prime. I fosfati, presenti in grandi giacimenti, vengono estratti e lavorati intensivamente per l'esportazione. Diverse grandi aziende dell'industria pesante danno lavoro a migliaia di lavoratori. Nel Negev, ad esempio, viene ulteriormente lavorato il bromuro estratto dal mar Morto.

Anche il turismo svolge un ruolo importante per lo sfruttamento economico di questo deserto. L'estrema diversità del deserto del Negev e le distanze relativamente brevi sono apprezzate da molti turisti, sia nazionali che stranieri, e pertanto questa attività è in costante sviluppo in tutta la regione.

Negli ultimi anni si sono stabiliti qui anche molti nuovi immigrati, provenienti soprattutto dall'ex Unione Sovietica e dall'Etiopia. In totale, vivono nell'area del Negev circa 600.000 persone.

Vaste aree del Negev sono destinate esclusivamente all'uso militare. I principali aeroporti militari di Israele sono concentrati in questa regione e sempre qui vengono principalmente effettuati le esercitazioni militari e i test missilistici.

Note

  1. ^ Inbar Perez, Eli Geffen, Ofer Mokady: Critically Endangered Arabian leopards Panthera pardus nimr in Israel: estimating population parameters using molecular scatology Oryx (2006), 40:3:295–301.
  2. ^ J. C. Kerbis-Peterhans, L. K. Horwitz: csa.com A bone assemblage from a striped hyaena (Hyaena hyaena) den in the Negev Desert, Israel Archiviato il 4 dicembre 2011 in Internet Archive.. In: Israel Journal of Zoology [ISR. J. ZOOL.] Volume 37, N° 4, 1992, pgg. 225–245.
  3. ^ Group Size and Home Range of the Arabian Wolf (Canis lupus) in Southern Israel, su American Society of Mammalogists, JSTOR. URL consultato il 2 novembre 2007.
  4. ^ Yoram Yom-Tov: The numerical status of Gazella dorcas and Gazella gazella in the Southern Negev Desert, Israel. In: Biological Conservation. Volume 40, N° 4, 1987, pgg. 245-253. doi:10.1016/0006-3207(87)90118-2.
  5. ^ M. J. Lawes, R. F. Nanni: The density, habitat use and social organisation of Dorcas Gazelles (Gazella dorcas) in Makhtesh Ramon, Negev Desert, Israel. In: Journal of Arid Environments. 24, 1993, pgg. 177-196. doi:10.1006/jare.1993.1016.
  6. ^ a b c d e f Mariam Shahin: Palestine. A Guide. Interlink Books, Northampton Mass. 2005, ISBN 1-56656-557-X.
  7. ^ Israel Finkelstein e Avi Perevolotsky, Processes of Sedentarization and Nomadization in the History of Sinai and the Negev, in Bulletin of the American Schools of Oriental Research, nº 279, agosto 1990, pp. 67-88.
  8. ^ J. M. Tebes: Centro y periferia en el mundo antiguo. El Negev y sus interacciones con Egipto, Asiria, y el Levante en la Edad del Hierro (1200–586 A.D.), Ancient Near East Monographs. Volume 1. Society of Biblical Literature - CEHAO, Buenos Aires 2008.
  9. ^ Ismael Abu Sa’ad: Bedouin Towns in Israel at the Start of the 21st Century: The Negev Bedouin And The Failure Of The Urban Resettlement Program Archiviato il 28 agosto 2008 in Internet Archive.. Ben-Gurion University of the Negev, 2000.
  10. ^ The Indigenous Bedouin of the Negev Desert in Israel (PDF), Negev Coexistence Forum, p. 8. URL consultato il 16 luglio 2010 (archiviato dall'url originale il 3 novembre 2015).
  11. ^ Israel’s Bedouin Villagers Demand Justice (AOL News), 9 settembre 2010. URL consultato il 2 aprile 2011.
  12. ^ Linda Olsvig-Whittaker, Eliezer Frankenberg, Avi Perevolotsky e Eugene D Ungar: Grazing, overgrazing and conservation: Changing concepts and practices in the Negev rangelands. In: Science et changements planétaires / Sécheresse. Volume. 17, n°. 1, 2006, pgg. 195-199.
  13. ^ Gali Berger: Sin of waste / Municipal garbage that’s out of sight, out of mind. Archiviato il 9 giugno 2011 in Internet Archive. In: Haaretz, 12 ottobre 2005.

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12ª Brigata "Negev"

La Brigata Negev (altrimenti detta 12ª Brigata, Hativat HaNagev in ebraico) è stata una Brigata di fanteria israeliana che servì nel corso della guerra arabo-israeliana del 1948. Consisteva di quattro battaglioni del Palmach.

La Brigata Negev partecipò a varie operazioni militari nel deserto del Negev, inclusa l'Operazione Yoav nell'ultima parte della guerra. Fuori Be'er Sheva si trova la scultura di Dani Karavan dedicata alla Brigata Negev.

Arad (Israele)

Arad (in ebraico: ערד ; in arabo: عراد) è una città del Distretto Meridionale di Israele. Si trova sul bordo del deserto del Negev, a circa 25 km ad ovest del Mar Morto e a 45 km ad est della città di Be'er Sheva (Bersabea). La popolazione è di 23 300 abitanti e comprende ebrei aschenaziti e sefarditi, beduini, ebrei di origine africana, nativi israeliani e nuovi immigranti. Sebbene i tentativi di insediamento nell'area siano iniziati nel 2001, la città venne fondata nel novembre del 1962 come ultima "città di sviluppo" e come città pianificata. Crebbe negli anni novanta con una forte immigrazione dalla Comunità degli Stati Indipendenti russa e raggiunse nel 2002 i 24 500 abitanti, ma in seguito la popolazione decrebbe. Vi si trovano le rovine di Tel Arad, sito archeologico abitato dal Calcolitico fino all'epoca del regno di Giuda; l'Arad Park; e un piccolo aeroporto per i voli interni. Vi si tiene inoltre un festival musicale annuale.

Be'er Sheva

Be'er Sheva (in ebraico: באר שבע‎? , letteralmente "pozzo dei sette" o "sette pozzi"; italiano: Bersabea; in arabo: بئر السبع‎, Biʾr al-Sabʿ ; turco: Birüssebi) è una città del sud di Israele, la più grande città del deserto del Negev, capoluogo del Distretto Meridionale, spesso chiamata Capitale del Neghev. La traslitterazione del nome è variabile, potendosi scrivere anche Bersheva, o in altri modi simili.

Beersheva ospita l'università del Negev intitolata a David Ben Gurion, il Centro Medico Soroka e la Sinfonietta israeliana di Beersheva.

Da quando, nel 2012, la popolazione ha raggiunto le 197 269 unità, Beersheva è la sesta città più popolosa di Israele. La città è cresciuta velocemente fin dalla sua fondazione nel 1948. Buona parte della popolazione è formata da ebrei immigrati dagli stati arabi dopo il 1948, dall'Etiopia e dall'ex Unione Sovietica. Beersheva è circondata da numerose città satellite tra cui alcuni a predominanza ebrea come Omer, Lehavim e Meitar, e le città beduine di Rahat, Tel al-Sabi e Lakiya.

Beit Hanun

Beit Hanun (in arabo: بيت حانون‎, Bayt Ḥānūn) è una città di 35.000 abitanti, amministrata dall'Autorità Nazionale Palestinese, come il resto della striscia di Gaza. È situata sul lato nordest della striscia di Gaza, appena sei chilometri dalla città israeliana di Sderot. A differenza della città di Gaza, la maggior parte della popolazione è contadina, e di essa più di 5.000 persone fanno parte della tribù di Zanin.

Poiché nel 2005, prima del ritiro israeliano dalla striscia di Gaza, Beit Hanun era stata una base da cui i combattenti di Hamas avevano lanciato razzi Qassam (di fabbricazione artigianale locale) contro le città settentrionali del Deserto del Negev, come Sderot e contro gli insediamenti di Katif, la città è stata colpita da ripetuti bombardamenti delle forze d'occupazione israeliane.

Deserto

In geografia, il deserto è definito come un'area della superficie terrestre, quasi o del tutto disabitata, di alta pressione atmosferica da cui le masse d'aria si allontanano sospinte dai venti nella quale le precipitazioni difficilmente superano i 50 millimetri l'anno e il terreno è prevalentemente arido, con scarsa o nulla vegetazione.

In base a questa definizione, vanno annoverate nei deserti anche le Regioni polari, oltre alle più familiari zone aride che si incontrano alle medie e basse latitudini.

Sotto il profilo geomorfologico il deserto può comprendere montagne, altopiani o pianure ruvidi e aspri, occupando a volte bacini contornati da montagne. La superficie può essere rocciosa, ghiaiosa o sabbiosa: i paesaggi caratteristici con le dune e la sabbia spazzata dal vento sono solo uno dei tanti aspetti con cui può presentarsi un deserto.

Alternativamente la parola "deserto" viene utilizzata per indicare un luogo non abitato da esseri umani e scarsamente abitato da altre specie viventi: anche in base a questa definizione, i deserti comprendono i luoghi dal clima rigido, come l'Antartide e la tundra o più in generale le Regioni polari.

Deserto della Giudea

Il deserto della Giudea (in ebraico מִדְבַּר יְהוּדָה, "Midbar Yehuda", in arabo صحراء يهودا, "Sahara Yahudan") è un deserto che si estende tra lo stato d'Israele e in Cisgiordania, in particolare tra la zona orientale di Gerusalemme e il Mar Morto. È compreso tra la porzione nord orientale del deserto del Negev e quella orientale del Beit El, ove è delimitato da terrazzamenti geologici e scarpate. Il deserto termina con una scarpata nella valle del fiume Giordano presso il mar Morto. È attraversato da molteplici Wadi da nordest a sudest e anche da gravine, la cui profondità varia dai 1200 piedi a ovest ai 600 a est. Il deserto della Giudea è un'area con una struttura geomorfologica particolare così come la parte orientale delle montagne della Giudea.

L'area desertica è anche conosciuta come יְשִׁימוֹן "Yeshimon" cioè semplicemente come area selvaggia, deserto o come area selvaggia della Giudea.

Dimona

Dimona (in ebraico: דִּימוֹנָה‎?) è una città israeliana nel deserto del Negev, 36 chilometri a sud di Beersheva e 35 chilometri ad ovest del Mar Morto, nel Distretto Meridionale di Israele.

Dimona era una delle "città di sviluppo" che furono create negli anni 1950 per iniziativa di David Ben-Gurion. Dimona venne progettata nel 1953 e i primi insediamenti si ebbero nel 1955, principalmente grazie a nuovi immigrati provenienti dall'Africa Settentrionale, che costruirono le abitazioni della città. Quando il programma nucleare israeliano prese il via alla fine di quel decennio, un luogo non lontano dalla città venne scelto per via del suo relativo isolamento e della disponibilità di abitazioni.

Nonostante un graduale decremento nel corso degli anni 1980, la popolazione della città incominciò a crescere nuovamente con l'inizio dell'immigrazione dalla Russia negli anni 1990. Attualmente Dimona è la terza città del Negev per dimensioni, con una popolazione di 31.200 abitanti (stima del 1995). Circa un terzo della popolazione cittadina lavora nell'industria (impianti chimici sul Mar Morto, compagnie high-tech e industria tessile), mentre un altro terzo è impiegato nei servizi. A causa dell'introduzione delle nuove tecnologie, molti lavoratori si sono trovati licenziati negli ultimi anni, portando il tasso di disoccupazione attorno al 10%.

Dimona è il centro degli Ebrei neri, una piccola comunità religiosa che vive secondo delle proprie regole speciali.

Distretto Meridionale (Israele)

Il distretto Meridionale (in ebraico: מחוז הדרום‎?, Mehoz HaDarom) è uno delle sei entità territoriali israeliane, ed è il più grande in termini di superficie, nonché il più scarsamente popolato, corrispondente al territorio dell'Idumea. Copre la maggior parte del deserto del Negev, come pure lo Uadi Arabah. La popolazione del distretto Meridionale è di 1.002.400 e l'86% ebrea e 14% araba (per lo più musulmana). La capitale del distretto è Bersabea, mentre la città più grande è Ashdod.

Fluorkyuygenite

La fluorkyuygenite è un minerale appartenente al gruppo della mayenite. È l'analogo della chlorkyuygenite con il fluoro in sostituzione del cloro.Questo minerale è stato scoperto nell'Hatrurim Basin, deserto del Negev in Israele.

Martin Noth

Martin Noth (Dresda, 3 agosto 1902 – Subeita, 30 maggio 1968) è stato un ebraista tedesco.

Docente all'università di Lipsia dal 1928 al 1930, a Königsberg dal 1930 al 1945 e a Bonn dal 1945 al 1965, in quell'anno divenne direttore dell’Istituto tedesco di Gerusalemme. Morì a Subeita nel deserto del Negev.

Fecondo biblista, è ricordato soprattutto per la sua Storia d'Israele (1950) e per gli studi sul processo di composizione dell'Antico Testamento. In particolare mise in luce le affinità teologiche fra il Deuteronomio e i successivi libri storici (Giosuè, Giudici, Samuele, Re) coniando il concetto di "storia deuteronomista".

Mashabei Sadeh

Mashabei Sadeh (in ebraico משאבי שדה) è un kibbutz situato in Israele, nel deserto del Negev, tra Sde boker e Revivim.

Fu fondato nel 1947 a Halutza, ma dopo la creazione dello stato d'Israele, con l'arrivo di nuovi membri, fu spostato nel sito odierno. Oggi si contano 270 abitanti tra membri e candidati, con famiglie provenienti da Israele, Nordafrica, Sudamerica, Stati Uniti e Russia.

Seguendo la filosofia dei kibbutz si sono sviluppati metodi per creare fonti di entrata. L'agricoltura è uno di questi; per l'irrigazione si sono sfruttati sistemi di irrigazione che sfruttano l'acqua salmastra presente nel Deserto del Negev, e ad essa si sono adattate le coltivazioni.

Di recente, nei pressi del Kibbutz è stata stabilita una coltivazione ittica in acqua salata.

Dal 1990 si è cominciato a sfruttare il turismo, con la costruzione di un Country Lodging, Mashabim.

Tra i membri del kibbutz sono presenti dottori, consulenti organizzativi, scrittori, che contribuiscono alla conduzione del kibbutz.

Penisola del Sinai

La penisola del Sinai (in arabo: شبه جزيرة سيناء‎, Shibh Jazīrat Sīnā; ebraico: סיני) è una penisola di forma triangolare del Vicino Oriente che fa parte dell'Egitto nord-orientale ed è zona di congiunzione tra i continenti africano e asiatico. È delimitata a est dal deserto del Negev e dal golfo di Aqaba, a nord dal mare Mediterraneo, a ovest dal golfo e dal canale di Suez e a sud dal mar Rosso.

Rehovot

Rehovot (ebraico: רְחוֹבוֹת ) è una città di Israele appartenente al Distretto Centrale, posta a circa 20 km a sud di Tel Aviv.

Edificata sull'antico sito della città di Doron, insediamento ebraico esistente all'epoca Mishnah.

Presente sempre nella zona la località di Khirbet Duran, popolata durante il periodo Romano, Bizantino ed Arabo.

Rehovot prende il nome dalla città biblica che però era locata in un altro posto nel deserto del Negev.

Rehovot ospita l'Istituto Weizmann.

Sde Boker

Sde Boker (in ebraico: שְׂדֵה בּוֹקֵר, let. Il campo del mattino) è un kibbutz nel deserto del Negev nel sud d'Israele, sotto la giurisdizione del Consiglio Regionale Ramat HaNegev. Più conosciuto per essere la casa del 1º Primo ministro di Israele, David Ben Gurion.

Sharuhen

Sharuhen (o Saruchèn) era un'antica città situata nel deserto del Negev, nella quale si rifugiarono gli Hyksos, dopo che furono cacciati dall'Egitto nella seconda metà del XVI secolo a.C. Le armate del faraone Ahmose I conquistarono la città e la rasero al suolo dopo un assedio durato tre anni.

Shivta

Shivta è un'antica città nabatea, situata nel deserto del Negev, in Israele, a circa quarantatré chilometri a sud-ovest di Be'er Sheva. Nel 2005 le città nel deserto del Negev, sulla via dell'incenso, di cui fa parte anche Shivta, sono state dichiarate dall'UNESCO patrimonio dell'umanità.

Tall al-Ajjul

Tall al-Ajjul è un sito archeologico in Palestina, nella Striscia di Gaza, identificato spesso con la città hyksos di Sharuhen.

L'area archeologica si trova nel deserto del Negev, tra le città di Raphia e Gaza. I primi lavori di scavo furono effettuati da Flinders Petrie (tra il 1930 ed il 1934) che inizialmente si convinse di aver trovato il sito dell'antica Gaza. Identificata con Sharuhen, la principale piazzaforte dei sovrani hyksos in Palestina, fu anche la residenza di Khamudi, ultimo sovrano della XV dinastia egizia, dopo la caduta della capitale Avaris.

Torgos tracheliotus

L'avvoltoio orecchiuto (Torgos tracheliotos) o avvoltoio nubiano è un avvoltoio del Vecchio Mondo. È l'unica specie del genere Torgos, al quale precedentemente veniva ascritto anche l'avvoltoio calvo.

Vive in gran parte dell'Africa, anche se è abbastanza raro ovunque; con una sottospecie distinta (Torgos tracheliotus negevensis) colonizza anche il Sinai, il deserto del Negev e probabilmente anche l'Arabia Saudita occidentale.

Misura fino a 1,15 m di lunghezza, con un'apertura alare di 2,5 med un peso di 8 kg; sono stati riportati casi di uccelli pesanti fino a 15 kg, ma si tratta di esemplari tenuti in cattività e sovralimentati.

Come molti avvoltoi, ha la testa nuda, per evitare di imbrattarsi col sangue ed i fluidi corporei delle carcasse di cui si ciba: il colore rosa acceso (a volte tendente al rosso) è la caratteristica distintiva della specie.

Nonostante sia prevalentemente spazzino, vaga volando ad alte quote alla ricerca di grosse carcasse (che individua grazie alla vista molto acuta), più degli altri avvoltoi tende a predare attivamente animali giovani o malati, ed a saccheggiare i nidi di altri uccelli, in particolare dei fenicotteri minori.

Sono i più aggressivi e forti fra gli avvoltoi africani, infatti al loro arrivo gli avvoltoi già presenti cedono il posto; da un lato, l'arrivo dell'avvoltoio orecchiuto rappresenta un beneficio anche per loro, poiché col loro forte becco questi uccelli tagliano facilmente i tendini ed i muscoli dei grandi mammiferi, permettendo agli altri di avere via libera sulle interiora.

Via dell'incenso - città nel deserto del Negev

Via dell'incenso - città nel deserto del Negev è il nome dato dall'UNESCO ad un patrimonio dell'umanità. Questo patrimonio traccia un itinerario attraverso il deserto del Negev, nel sud di Israele. Questo sito è protetto dall'UNESCO fin dal 2005.

Le quattro città nabatee di Haluza, Mamshit, Avdat e Shivta, insieme alle altre fortezze ed ai paesaggi agricoli del deserto del Negev, si trovano sulla rotta che le collega alla parte mediterranea delle Vie dell'Incenso e delle spezie. Insieme rappresentano la ricca rotta che portava franchincenso e mirra dall'Arabia meridionale al Mediterraneo, fiorente dal III secolo a.C. al II secolo d.C. Grazie ai sofisticati sistemi di irrigazione, alle tecniche di costruzione di forti e caravanserragli furono testimoni del modo in cui l'arido deserto ospitò insediamenti dedicati a commercio e agricoltura.

Il sito è composto da insediamenti desertici che nacquero durante lo sfruttamento dell'antica rotta di commercio di franchincenso e mirra:

Haluza

Mamshit

Avdat

Shivta

Deserti
Africa
Asia
Oceania
Europa
America del Nord
America del Sud
Regioni polari
Vedi anche Lista di deserti e Deserti più grandi del mondo

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