Cultura Majkop

La cultura Majkop (anche Maykop o Maikop) o cultura di Majkop, 3500 a.C.2500 a.C. ca., è una delle maggiori culture archeologiche dell'età del bronzo situata nella Russia meridionale, ed estesa dalla penisola di Taman' allo stretto di Kerč', quasi l'attuale confine del Daghestan, centrata approssimativamente sulla moderna Repubblica di Adighezia (la cui capitale è Majkop) nella valle del fiume Kuban'. La cultura prende il suo nome da una sepoltura reale trovata nella zona. Il tumulo di Majkop, estremamente ricco di manufatti in oro e argento, venne scoperto per la prima volta nel 1897.

Essa è approssimativamente contemporanea a ed è apparentemente influenzata dalla cultura Kura-Araxes (3500—2200 a.C.), a cavallo del Caucaso, ed estendendosi verso l'Anatolia orientale. A nord e ad ovest è similmente contemporanea alla cultura di Jamna e immediatamente a nord alla cultura di Novotitorovka (3300—2700 a.C.), a cui essa si sovrappone nell'estensione territoriale.

La cultura di Majkop è conosciuta principalmente dalle sue pratiche di inumazione, con sepolture tipicamente in fosse, talvolta fiancheggiate da pietre, e sormontate da un kurgan o (tumulo). I tumuli in pietra sostituiranno i kurgan nelle sepolture posteriori.

La cultura è degna di considerazione per l'abbondanza dei manufatti in bronzo ben decorati, senza confronti a quel tempo, oltre che per oggetti in oro e argento.

A causa delle sue usanze di sepoltura, e secondo la teoria kurganica di Marija Gimbutas, essa viene classificata come un'intrusione proveniente dalle steppe pontiche verso il Caucaso. Secondo Mallory questo è difficile da valutare enfatizzando il fatto che:

dove l'evidenza dei tumuli viene trovata, è precisamente in regioni che più tardi attesteranno la presenza di popolazioni non-indoeuropee.[1]

In altre occasioni la cultura è stata citata, in modo molto blando, come una cultura kurganizzata con dei forti collegamenti etnici e linguistici verso i discendenti dei proto-indoeuropei. Essa è stata collegata alla Cultura di Mikhaylovka e alla cultura di Kemi Oba, e in modo più distante, alle culture dell'anfora globulare e della ceramica cordata, anche se soltanto in un senso economico. Mallory dichiara:

Una tale teoria - mettiamo bene in rilievo - è altamente speculativa e controversa, sebbene vi sia un riconoscimento del fatto che questa cultura possa essere stata un prodotto di almeno due tradizioni: la steppa locale che abbraccia la cultura di Novosvobodna e gli elementi stranieri a sud del Caucaso i quali possono essere pianificati attraverso l'importazione in entrambe le regioni. EIEC, "Cultura di Majkop".

Il fiume Kuban' è navigabile per un buon tratto della sua lunghezza, ed è un agevole passaggio d'acqua attraverso il Mar d'Azov verso il territorio della cultura di Jamna, tramite il sistema di vie fluviali del Don e Donec'k allora disponibili. La cultura di Majkop era ben posizionata per sfruttare le possibilità commerciali dell'area dell'Ucraina centrale.

Gamkrelidze e Ivanov, con opinioni alquanto controverse, suggeriscono che la cultura di Majkop (o la sua antenata) possa essere vista come una stazione secondaria per la migrazione indoeuropea dal Caucuso meridionale e/o Anatolia orientale verso un'Urheimat secondaria nelle steppe. Questo collocherebbe essenzialmente la stirpe anatolica nell'Anatolia fin dall'inizio, e almeno in questo caso, vi è concordanza con l'ipotesi anatolica di Colin Renfrew. Considerando che qualche tentativo è stato fatto per mettere d'accordo la lingua indoeuropea con le lingue caucasiche nordoccidentali, una più antica pre-Urheimat Caucasica non è fuori questione-

Maykop culture-en
Estensione geografica della cultura di Majkop

Note

  1. ^ (EN) Alla ricerca degli indoeuropei - J.P.Mallory, Thames e Hudson, 1987, ISBN 0-500-27616-1, p233

Bibliografia

Voci correlate

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Cultura Deverel-Rimbury

La cultura Deverel-Rimbury è il nome dato a una cultura archeologica della media età del bronzo britannica, così chiamata dal nome di due siti di tumuli nel Dorset risalenti tra il 1600 e il 1100 a.C.

Essa è caratterizzata dai cosiddetti impropriamente campi celtici, recinti per rinchiudere il bestiame e la pratica delle sepolture con cremazione in cimiteri di campi di urne o sotto bassi tumuli rotondi. Alcune cremazioni di questo periodo erano anche inserite nei tumuli preesistenti. Veniva praticato l'allevamento.

Il vasellame in ceramica prodotto dalla cultura di Deverel-Rimbury comprendeva caratteristici vasi globulari con decorazione fatta a scannellature e linee graffiate insieme a tozze urne a secchio, abbastanza spesse, con decorazione cordonata e segni di impronte digitali sugli orli. La struttura veniva temperata con silice grossolana.

Il termine è adesso normalmente usato soltanto per riferirsi ai tipi di ceramica, poiché i moderni archeologi credono che Deverel-Rimbury non rappresenti una singola cultura, ma numerose società disparate che condividevano soltanto alcune tecnologie.

Cultura dei tumuli

La cultura dei tumuli (in tedesco:Hügelgräberkultur) fu caratterizzata dalla pratica della sepoltura per inumazione del corpo dei defunti. Si sviluppò nell'Europa Centrale durante la media età del bronzo (dal 1600 a.C. ca. al 1200 a.C.).

Fece seguito alla cultura di Unetice, occupandone il territorio oltre la Baviera e il Württemberg, estendendosi così dal Reno fini ai Carpazi occidentali, e dalle Alpi al Mar Baltico.

La cultura dei tumuli fu seguita dalla cultura dei campi di urne nella tarda età del bronzo, che segnò il passaggio alla pratica della cremazione dei defunti.

Cultura del vaso campaniforme

La cultura del vaso campaniforme (in inglese "Beaker culture") si riferisce a un periodo della tarda età del rame (2600 - 1900 a.C. circa), in cui si diffuse questo tipo di ceramica.

Cultura di Hallstatt

La cultura di Hallstatt (1200 a.C. - 500 a.C.) è stata una cultura dell'Europa centrale dell'età del bronzo e degli inizi dell'età del ferro. Prende il nome dalla cittadina di Hallstatt, nei pressi di Salisburgo (Salzkammergut), nei dintorni del quale è stato rinvenuto il sito principale attribuito a tale cultura.

Cultura di La Tène

La cultura di La Tène prende il nome da un villaggio situato sulle sponde del lago di Neuchâtel (Svizzera), dove nel 1857 Hansli Kopp scoprì un grande deposito votivo dell'età del Ferro. Dal sito provengono oltre 2500 oggetti, soprattutto in ferro, tra cui spade, scudi, brocche, attrezzi vari e parti di carri; molte anche le ossa di uomini e animali rinvenute.

Cultura di Poltavka

La cultura di Poltavka (2700 a.C. - 2100 a.C.), è una cultura archeologica iniziata nella media Età del bronzo, situata nel medio Volga, nella regione dove il canale Volga-Don incontra l'ansa del fiume Samara, estendendosi fino all'area nord-occidentale dell'odierno Kazakistan lungo la valle del fiume Samara, fino a ovest di Orenburg.

Con la cultura delle catacombe, è successiva alla cultura di Jamna. Si pensa sia stata una delle prime manifestazioni della successiva cultura di Srubna. Ci sono prove anche dall'influenza della cultura Majkop a sud.

I pochi elementi che possono distinguerla dalla cultura di Jamna consistono in una marcata differenziazione delle ceramiche e una maggiore elaborazione degli oggetti metallici. L'inumazione nei tumuli continuò, ma con un ridotto uso di ocra.

È anche denominata "cultura antica di Srubna" o Cultura di Potapovka. Presumibilmente era una cultura proto-indoiranica.

Cultura di Unetice

Unetice – o più propriamente cultura di Únětice (pronuncia ceca: [ˈuːɲɛcɪt͡sɛ], tedesco: Aunjetitz) – è il nome dato a una cultura dell'età del bronzo, preceduta dalla cultura del vaso campaniforme (da cui trae origine), e seguita da quella dei tumuli. Il sito eponimo è quello di Únětice, a nord-ovest di Praga. Era diffusa nei territori della Boemia, intorno all'attuale Repubblica Ceca, la Germania centrale e meridionale, l'Austria e la Polonia occidentale. Viene datata dal 2300-1600 a.C. (Bronzo A1 e A2 secondo lo schema cronologico di Paul Reinecke).

Cultura kurgan

Il termine cultura kurgan indica l'insieme di culture preistoriche e protostoriche dell'Eurasia (Europa orientale, Asia centrale e Siberia, fino ai Monti Altai e alla Mongolia occidentale), che usavano seppellire i morti di alto rango in tumuli funerari, edificati a partire dal 4000 a.C. circa e particolarmente nell'Età del Bronzo.

Deriva da una parola turco-tartara che indica collinette o tumuli contenenti una sepoltura in una tomba a fossa, una casa sepolcro o una tomba a catacomba. In letteratura russa si designa yamna.

Età dei metalli

Con età dei metalli si definisce il periodo storico in cui gli uomini iniziarono la lavorazione dei metalli per costruire i primi utensili, abbandonando progressivamente l'utilizzo della pietra. Comprende l'età del rame, l'età del bronzo e l'età del ferro.L'età dei metalli fu preceduta dall'età della pietra (suddivisa in paleolitico, da 3 milioni a 10000 anni a.C., mesolitico dal 10000 all'8000 a.C., e neolitico dall'8000 al 3000 a.C.).

Ottomila anni fa (6000 a.C.) l'uomo imparò a fondere il rame e iniziò l'età dei metalli.

Gli uomini forgiavano i loro strumenti metallici servendosi dei forni; per raggiungere le alte temperature, essi soffiavano continuamente sulla fiamma.

La roccia contenente il metallo veniva frantumata e gettata sul carbone ardente.

5000 anni fa (3000 a.C.) l'uomo imparava a fabbricare le leghe, ottenendo il bronzo (che è una lega del rame con lo stagno).

Quando si pensa al primitivo uso del ferro, il riferimento immediato è l'età del ferro (1200 a.C., grazie agli ittiti, che mantennero segreta l'arte fino a quando furono soppiantati dagli Assiri). Il più antico sistema di fusione fu quello del forno a cumulo.

Età del bronzo

L'età del bronzo indica, rispetto a una data società preistorica o protostorica, il periodo caratterizzato dall'utilizzo sistematico ed esteso della metallurgia del bronzo che, per quanto riguarda l'Europa, si estende dal 3200 a.C. al 600 a.C. circa. Tale utilizzo potrebbe essere basato sulla fusione locale di rame e stagno estratti dai minerali oppure, come nel caso della Scandinavia, dal commercio del bronzo dalle aree di estrazione e/o produzione verso altre zone.

La denominazione è stata introdotta dal religioso francese Nicolas Mahudel, il quale osservò che le sepolture dove si trovavano urne più rovinate generalmente contenevano oggetti di bronzo, mentre i manufatti di ferro erano presenti nelle tombe più recenti. La suddivisione fu successivamente ripresa dal ricercatore danese Christian Jürgensen Thomsen nel 1816 per la sua opera di classificazione delle antichità nazionali.

Età del bronzo in Europa

L'Età del bronzo in Europa si colloca all'interno del periodo storico del neolitico, ha avuto inizio nel tardo III millennio a.C., per abbracciare tutto il II millennio a.C. e concludersi attorno al 600 a.C.

Età del bronzo scandinava

L'età del bronzo scandinava, o età del bronzo nordica secondo la denominazione data da Oscar Montelius, indica il periodo dell'età del bronzo in Scandinavia e Danimarca, tra il XVIII secolo a.C. e il VI secolo a.C. (1800-500 a.C. circa), nel quale si sviluppò una cultura estesa ad est fino all'Estonia e successiva alla cultura della ceramica cordata. Generalmente è ritenuta la diretta antecedente delle culture protogermaniche dell'età del ferro.

Età del ferro

L'età del ferro indica, in base al sistema delle tre età, un periodo della preistoria o protostoria europea caratterizzato dall'utilizzo della metallurgia del ferro, soprattutto per la fabbricazione di armi e utensili, e che abbraccia grosso modo un periodo che va dalla fine del II millennio a tutto il I millennio a.C. (inizia intorno al XIII secolo a.C. nel mondo mediterraneo e nel Vicino Oriente; tra il IX e l'VIII secolo a.C. nell'Europa settentrionale). L'adozione di questo nuovo materiale spesso coincide con altri mutamenti nella società, non escluse le divergenti pratiche agricole, credenze religiose e stili artistici.

Età del rame

L'Età del rame, indicata anche con i termini Eneolitico, Calcolitico o Cuprolitico, è un periodo della Preistoria considerato come la tappa di transizione tra le industrie litiche del Neolitico (età della pietra levigata) e la nascente metallurgia dell'Età del bronzo.

Lista di siti dell'età del bronzo in Cina

Di seguito si riporta la lista dei siti archeologici e delle culture dell'Età del Bronzo in Cina:

Ba-Shu (ad esempio, i bronzi del villaggio Sanxingdui nel Sichuan)

Complesso delle tombe Xiaohe

Contea di Chuxiong, Yunnan, fino al V secolo

Cultura dei pugnali di bronzo di Liaoning

Cultura dello Xiajiadian inferiore

Cultura dello Xiajiadian superiore

Cultura di Erligang

Cultura di Erlitou (二里頭), primo e secondo periodo (Henan)

Cultura di Majiayao

Cultura di Qijia

Cultura di Siwa o Siba (Gansu, corso superiore del Fiume Giallo)

Cultura di Wucheng

Cultura di Xindian (Gansu)

Cultura di Xituanshan (Jilin)

Cultura di Zhukaigou

Dongxiafeng (Shanxi)

Fenghao (Shaanxi)

Jinsha

Panlongcheng

Sanxingdui

Shajing (Gansu)

Shizhaishan (ad esempio, i bronzi delle sepolture a Shizhaishan, contea di Jinning, Yunnan, dell'antico stato Dian)

Taosi (Shanxi)

Wanjiaba (ad esempio, i bronzi delle sepolture a Wanjiaba)

Xijiadian, strato inferiore (Nord-Hebei) e strato superiore (Nord-Hebei e Liaoning)

Xingan

Yueshi (Shandong e Jiangsu settentrionale)

Zhouyuan (Shaanxi)

Majkop (disambigua)

Majkop – città della Russia

Majkop – sito archeologico in Adighezia, nella Russia meridionale

Cultura Majkop – cultura archeologica dell'età del bronzo, situata nella Russia meridionale

Majkop (sito archeologico)

Majkop è un sito archeologico in Adighezia, nella Russia meridionale.

Scavato da Nikolaj Veselovskij nel 1897 vicino alla città omonima, è l'eponimo della cultura Majkop dell'antica età del bronzo nel Caucaso settentrionale. Risalente al III millennio a.C., il kurgan aveva un'altezza di quasi 10 m e una circonferenza di circa 200 m. e rivelava due sepolture, di cui la centrale con ricchi oggetti, incluse anche statuette in oro e argento.

Medioevo ellenico

La storiografia moderna chiama Medioevo ellenico o secoli oscuri o età oscura (dark age, nell'espressione inglese originaria) o anche età geometrica, il periodo nella storia della Grecia antica che si apre con l'invasione dei Dori e la fine della civiltà micenea e si prolunga fino alla nascita delle poleis e all'età di Omero (circa dal XII all'VIII secolo a.C.).

La distruzione della civiltà micenea dovuta forse all'invasione dei popoli del Mare, e la successiva discesa dei Dori in Grecia segnano l'inizio di un periodo di transizione che inizia intorno al 1200 a.C. e si prolunga fino a verso l'800 a.C.

La popolazione dorica si stanziò principalmente in Peloponneso, Epiro, Focide, Etolia e a Creta.

Si ampliarono i flussi migratori verso le isole e le coste dell'Asia Minore spopolando la Grecia: vennero fondate città come Efeso e Mileto. Si ebbe una diminuzione degli scambi commerciali esterni alle mura cittadine, un ritorno alla pastorizia e la scomparsa della scrittura, dell'architettura e dell'economia di palazzo micenea: tutte le attività rinacquero a livello locale. Tutto questo comportò una radicale riforma delle istituzioni.

Nok

I Nok erano un popolo nomade di cacciatori e guerrieri che si stanziò nel X secolo a.C. nel bacino del Niger, nell'odierna Nigeria. La loro civiltà fiorì fino al II secolo d.C. Alcuni studiosi pensano che essi abbiano cominciato a praticare la siderurgia nella seconda metà del primo millennio a.C., i primi in tutta l'Africa subsahariana. Non è chiaro come ebbe termine questa civiltà: pochissimi i reperti e nessun documento scritto tra questi. Le principali opere dei Nok che ci sono giunte sono sculture di terracotta, in particolare teste assai stilizzate che probabilmente rappresentano i loro dei; sulla base di questi ritrovamenti, la civiltà dei Nok viene chiamata anche cultura delle figurine di Nok.

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