Cultura

Il termine cultura deriva dal verbo latino colere, "coltivare". L'utilizzo di tale termine è stato poi esteso a quei comportamenti che imponevano una "cura verso gli dei", da cui il termine "culto" e a indicare un insieme di conoscenze. Oggi si può dare una definizione generale di cultura, intendendola come un sistema di saperi, opinioni, credenze, costumi e comportamenti che caratterizzano un gruppo umano particolare; un'eredità storica che nel suo insieme definisce i rapporti all'interno di quel gruppo sociale e quelli con il mondo esterno.

Descrizione

Il concetto moderno si può intendere come quell'insieme di conoscenze e di pratiche acquisite che vengono trasmesse di generazione in generazione.

Tuttavia il termine cultura nella lingua italiana denota più significati di diversa interpretazione:

  • Una concezione pragmatica (Positivismo/utilitarismo) presenta la cultura come formazione individuale, volta all'esercizio di acquisizione di conoscenze "pratiche". In tale accezione essa assume una valenza quantitativa, per la quale una persona può essere più o meno colta (pseudo-saperi);
  • Una concezione (antropologia/etica), metafisica presenta la cultura come un processo di sedimentazione dell'insieme patrimoniale delle esperienze condivise da ciascuno dei membri (Morale/Valori), delle relative società di appartenenza (Sociologia/Istituzioni), dei codici comportamentali condivisi (morale/costumi), del senso etico del fine collettivo (Escatologia/Idealismo), e di una visione identitaria storicamente determinata (antropologia identitaria/etnicità), come espressione ecosistemica di una tra le multiformi varietà di gruppi umani e civiltà nel mondo. Concerne sia l'individuo, che i grandi gruppi umani (sociologia/collettività), di cui egli è parte. In questo senso il concetto è ovviamente declinabile al singolare, riconoscendosi ciascun individuo quale membro "di diritto", del gruppo etno-culturale di appartenenza etno-identitaria, nonché nel "patto di adesione sociale" e nelle sue regole etiche ed istituzionali volte al fine della "autoconservazione" del gruppo etnico stesso.
  • Una concezione di senso comune è, inoltre, il potere intellettuale o "status", che vede la cultura come luogo privilegiato dei "saperi" locali e globali, tipico, delle istituzioni "superiori", come le "conoscenze specializzate" (scienza/tecnologia), la politica (parlamento/partiti), l'arte (spettacolo/rappresentazione), l'informazione (media/comunicazione), la interpretazione storica degli eventi (storia/ideologie), ma anche la influenza sui fenomeni di costume (società/modelli), di (musica/mistica ed esoterismo) e sugli orientamenti (Filosofia/Credenze religiose), delle diverse popolazioni, fino a livelli di misura planetaria.
  • Una concezione di tipo istituzionale (educazione/pedagogia), che vede la cultura come strumento di formazione di base e di preparazione al lavoro nell'ordine di una società economica, meritocratica e delle competenze remunerabili;

È opportuno ricordare che il 13 settembre del 2007, a New York è stata approvata la "Dichiarazione dei diritti dei popoli indigeni" (45 articoli), con voto quasi unanime (4 contrari), che sancisce: "Le popolazioni indigene hanno il diritto di praticare e vivere le loro tradizioni e costumi, di essere rispettati nei loro diritti religiosi e spirituali e nelle loro proprietà intellettuali". Tale Dichiarazione fa seguito a quella precedente della "Autodeterminazione dei popoli" della Carta delle Nazioni Unite del 1945, del Patto Internazionale sui diritti civili e politici (ONU) del 1966, nonché del trattato CSCE ad Helsinki nel 1975.

Estensione del termine

Esistono diversi significati del concetto di cultura:[1]

  • Secondo una concezione classica la cultura consiste nel processo di sviluppo e mobilitazione delle facoltà umane che è facilitato dall'assimilazione del lavoro di autori e artisti importanti e legato al carattere di progresso dell'età moderna.
  • Secondo una concezione antropologica la cultura - o civiltà - presa nel suo più ampio significato etnologico è “quell'insieme complesso che include il sapere, le credenze, l'arte, la morale, il diritto, il costume, e ogni altra competenza e abitudine acquisita dall'uomo in quanto membro della società” secondo la nota definizione dell'antropologo inglese Edward Tylor:

La cultura, o civiltà, intesa nel suo senso etnografico più ampio, è quell'insieme complesso che include le conoscenze, le credenze, l'arte, la morale, il diritto, il costume e qualsiasi altra capacità e abitudine acquisita dall'uomo in quanto membro della società.

(Tylor, Primitive Culture, Vol 1. Capitolo 1, 1871)

Negli anni, la definizione antropologica di Cultura è molto cambiata, secondo l'antropologo Ulf Hannerz, "una cultura è una struttura di significato che viaggia su reti di comunicazione non localizzate in singoli territori".

La definizione dell'Unesco considera la cultura come "una serie di caratteristiche specifiche di una società o di un gruppo sociale in termini spirituali, materiali, intellettuali o emozionali".

L'uso popolare della parola cultura in molte società occidentali può riflettere semplicemente il carattere stratificato di queste società: molti usano questa parola per designare i beni di consumo, e attività come ad esempio la cucina, l'arte o la musica. Altri usano il termine di "cultura alta" per distinguere quest'ultima da una presunta "cultura bassa", intendendo con quest'ultima l'insieme dei beni di consumo che non appartengono all'élite.

In antropologia

La cultura in senso antropologico consiste in:

  • Sistemi di norme e di credenze esplicite, elaborati in modi più o meno formalizzati.
  • Costumi e abitudini acquisite da esseri umani per il semplice fatto di vivere in determinate comunità, comprese quindi le azioni ordinarie della vita quotidiana.
  • Artefatti delle attività umane, dalle opere d'arte vere e proprie agli oggetti di uso quotidiano e tutto quanto fa riferimento alla cultura materiale, al sapere necessario per vivere.

Le caratteristiche che definiscono la cultura nella concezione descrittiva dell'antropologia sono principalmente tre:

  • La cultura è appresa e non è riducibile alla dimensione biologica dell'uomo. Ad esempio il colore della pelle non è un tratto culturale bensì una caratteristica genetica.
  • La cultura rappresenta la totalità dell'ambiente sociale e fisico che è opera dell'uomo.
  • La cultura è condivisa all'interno di un gruppo o di una società. Essa è distribuita in maniera omogenea all'interno di tali gruppi o società.

Perché un'azione o un tratto possano essere definiti "culturali" occorre quindi che siano condivisi da un gruppo. Ciò però non significa che un fenomeno "culturale" debba essere obbligatoriamente condiviso dalla totalità della popolazione: è necessario lasciare spazio per la normale variabilità individuale.

Anche per quanto riguarda le variazioni di comportamento tra individuo ed individuo all'interno di una società, però, è possibile individuarne dei limiti circoscritti proprio dalle norme sociali che regolano quel determinato gruppo.

Frequentemente gli individui appartenenti ad una determinata cultura non percepiscono la loro condotta regolata da tali norme che impongono quale comportamento sia consentito e quale no.

In antropologia l'insieme di queste norme sociali (comunemente chiamate "ideali") vengono definite modelli culturali ideali.

Le proprietà antropologiche della cultura

La Cultura è:

  • un complesso di modelli (idee, simboli, azioni, disposizioni) PER e DI:

In tutte le culture esiste un “modello di” (es. pulizia, decoro, legge), un modello attraverso cui si pensa qualcosa. I modelli di generano “modelli per”, modelli guida al diverso modo di agire

  • operativa: permette un accostamento al mondo in senso pratico e intellettuale e un relativo adattamento ambientale. Permette quindi di passare dall'ideale all'operatività.
  • selettiva: effettua infatti una selezione di modelli funzionali al presente
  • dinamica: si mantiene nel tempo, ma non è fissa. Interagendo con altre culture vi sono cambiamenti reciproci.
  • stratificata e diversificata: all'interno della stessa società si notano differenze culturali in base all'età, al genere, al reddito, ecc., e queste differenze condizionano i comportamenti sociali. A seconda delle società vi è inoltre una diversa distribuzione della cultura.

La cultura presenta al proprio interno dei dislivelli. Gramsci, schematizzando, parlò di Cultura Egemonica (che ha il potere di definire i suoi confini) e Cultura Subalterna che, non avendo tale potere, non ha possibilità di definirsi. Ad esempio la divisione tra Hutu e Tutsi è nata in seguito alla colonizzazione belga. Nella società moderna, pur essendo presenti differenze culturali su base linguistica ed etnica, esse sono tollerate perché viene favorita l'integrazione culturale tramite l'istruzione obbligatoria e le classi sociali non hanno confini rigidi: Baumann addirittura parla di «modernità liquida».

  • basata sulla comunicazione: la cultura nasce infatti da uno scambio costante
  • olistica: (dal greco olòs, "intero") ed è quindi formata da elementi interdipendenti tra loro. Ad esempio vi è un legame tra la religione e l'alimentazione di un paese e di conseguenza sull'economia. Secondo alcuni antropologi alcune culture sono più olistiche perché realizzano meglio questa interdipendenza tra elementi (es. la divisione nelle caste indiane e lo stretto legame tra di esse).
  • porosa: vi sono continui sconfinamenti tra le culture ed è difficile definire un vero limite, un vero confine tra culture.

Cultura e civilizzazione

Oggi gli antropologi non considerano la cultura il semplice risultato dell'evoluzione biologica, ma suo elemento intrinseco, il meccanismo principale dell'adattamento dell'uomo al mondo esterno.

Secondo queste opinioni, la cultura si presenta come un sistema di simboli con capacità di adattamento, che può cambiare da un posto all'altro, permettendo agli antropologi di studiarne le differenze, che si esprimono in varietà concrete di miti e rituali, in strumenti, in varietà abitative e in principi di organizzazione dei villaggi. In questo modo, gli antropologi evidenziano una differenza tra “cultura materiale” e “cultura simbolica”, non solo perché questi concetti rispecchiano sfere diverse dell'attività umana, ma anche perché comprendono dati base diversi, che in fase di analisi richiedono approcci diversi. Secondo quest'idea di cultura, che prevaleva nell'intervallo tra le due guerre, ogni cultura ha i suoi confini e deve essere considerata come un unico insieme che usa dei punti di vista propri.

Come risultato emerge il concetto di “relativismo culturale”, idea secondo la quale una persona può accettare i costumi altrui, attraverso i concetti dell'altrui cultura e i suoi elementi (usi, ecc.), e la conoscenza dei sistemi dei simboli, di cui sono parte. Di conseguenza, il concetto che la cultura contiene dei codici di simboli e dei mezzi per trasmetterli da una persona all'altra, significa che la cultura, anche se entro certi limiti, cambia costantemente.

Il fatto che la cultura cambi può essere la conseguenza della formazione di nuove cose, così come avviene al momento del contatto con un'altra cultura. Su scala mondiale, il contatto tra le culture porta all'assimilazione (attraverso lo studio) di vari elementi, cioè la compenetrazione delle culture. In condizioni di antitesi o disuguaglianza politica, le persone di una cultura possono certamente cogliere i valori culturali di un'altra collettività o imporre i propri valori (“acculturazione”).

Da quando esiste la civiltà, tutte le collettività hanno preso parte ai processi di diffusione, compenetrazione e imposizione della propria cultura, perciò oggi alcuni antropologi analizzano ciascuna cultura solo all'interno dei propri confini. Gli studiosi moderni ritengono che non si deve analizzare un elemento della cultura come elemento a sé stante, ma solo nell'ambito più ampio dei rapporti tra le varie culture.

In sociologia

Influenzata dagli studi dell'antropologia culturale, la sociologia si dedica con particolare attenzione allo studio della cultura. Secondo la concezione di Tylor (antropologo inglese - 1871), si definisce cultura quell'insieme di segni, artefatti e modi di vita che gli individui condividono. In senso antropologico, cultura è tutto ciò che possiede un determinato significato (simboli, linguaggio), e il termine è riferito a un gruppo specifico: la cultura ha quindi dei confini riconoscibili. A partire dagli anni 60/70 del 900, il concetto di cultura ha iniziato ad avere un ruolo centrale e non più marginale. La struttura produttiva e occupazionale (società dei servizi) cambia e si sviluppano i vari settori. La cultura dunque porta cambiamento, che a sua volta valorizza il marketing, la qualità del prodotto, le strategie economiche: tutti elementi che necessitano la conoscenza. Ogni cultura è relativa alla società o al gruppo a cui appartiene. Essa può essere per esempio la vita familiare, la religione, gli abbigliamenti, le consuetudini ecc, ed è limitata ad un determinato arco di tempo e luogo. Uno dei più grossi errori della storia è stato quello di gerarchizzare la cultura, un vero e proprio atto di egoismo che ha comportato la credenza e il sostenimento di culture “superiori” ad altre, generando il blocco culturale delle nazioni e quindi conflitti internazionali. Oggi invece siamo nel pieno della globalizzazione: si può dunque parlare di Sincretismo, la fusione/conciliazione di più credenze.

Distinzioni

La cultura si può distinguere in base agli Aspetti materiali e quelli immateriali:

  1. Aspetti materiali (cultura materiale): sono oggetti, artefatti, tecnologia e beni di consumo: prodotti da una società. Secondo il sociologo statunitense William Ogburn, rielaborando la teoria marxiana, la cultura materiale muta sempre più velocemente in maniera progressiva.
  2. Aspetti immateriali (cultura adattiva): linguaggio, simboli, conoscenze ecc.

- Tuttavia esiste una correlazione (o meglio Interdipendenza) tra i due tipi di cultura, ovvero non può esistere la cultura materiale senza quella immateriale: la materiale è portatrice dell'immateriale, ed è responsabile dei cambiamenti e dei modi di vita. Secondo Weber, in Cina erano molto più avanzati dell'Occidente, ma la presenza dell'etica confuciana e il tipo di società bloccavano la rivoluzione capitalista. In occidente, invece, la rivoluzione protestante sbloccò il capitalismo e svegliò il suo sviluppo economico. La cultura immateriale è sempre più lenta: le mentalità rimangono immutate per secoli.

Aspetti immateriali

Sono i valori, le norme e i simboli:

  1. Valori: definiscono ciò che è considerato importante in una cultura. I valori sono le idee e le sensibilità. Guidano gli esseri umani nella loro interazione con l'ambiente sociale.
  2. Norme: Regole di comportamento scritte (formali) o non scritte (informali), che riflettono i valori di una cultura. Il conformismo, per esempio, è l'adattarsi a opinioni, usi e comportamenti preesistenti e prevalenti. Le norme informali sono soggette a sanzioni da quelle formali.
  3. Simboli: ogni insieme di lettere dell'alfabeto rimanda a un significato. Il linguaggio, infatti, è un simbolo. Ciò che ci distingue dagli altri esseri viventi, è la capacità di condividere e comprendere i simboli.

Diffusione e Influenza

Esistono diversi tipi di cultura:

  1. Cultura dominante (egemone): è il cosiddetto senso comune, l'insieme delle opinioni prevalenti in una determinata società: il modo in cui giudichiamo le cose.
  2. Subcultura: è l'insieme di valori o norme che identificano un gruppo all'interno di una società (Partito politico, Hacker, ecc.). Si pone al fianco di quella egemone, ma non per questo è da considerarsi inferiore. Non si pone in contrasto con essa. La società odierna è caratterizzata da più minoranze culturali.
  3. Controcultura: si pone in conflitto con le norme dominanti e mina a sostituirsi a quella egemone (prevalente). È simile al concetto di anticonformismo.

La cultura in base al soggetto produttore

Da chi viene creata una cultura? E a quali scopi? È possibile distinguere diversi livelli di cultura:

  1. Alta cultura: composta da cose prodotte intenzionalmente dagli intellettuali, con uno scopo preciso, un proprio codice e canone estetico.
  2. Cultura popolare: cultura prodotta non intenzionalmente da Non intellettuali nel corso delle loro attività sociali (es. cucina, costumi, proverbi). È la tradizione.
  3. Cultura di massa (Pop): prodotta intenzionalmente dai mass media e dalle industrie. L'industria culturale è composta da cinema, tv, radio ecc, e traggono profitto economico. La cultura Pop è la cultura di massa che sostituisce la tradizionale cultura popolare, egemonizzando la vita quotidiana degli individui e dei gruppi. Il capitalismo e i mass media hanno dominato e pilotato in pochi anni gli individui e le loro menti, plasmandoli per mezzo dei prodotti di massa (di cui si fa un grande uso), pur avendo un margine di libertà di utilizzo.

Il contributo di Émile Durkheim

Émile Durkheim, ponendosi il problema del perché la società mantenga un livello minimo di coesione, ritiene che ogni società si stabilisca e permanga solo se si costituisce come comunità simbolica. Nel suo studio, e in quello dei suoi allievi, hanno una grande importanza le rappresentazioni collettive, cioè insiemi di norme e credenze condivise da un gruppo sociale, sentite dagli individui come obbligatorie. Esse sono considerate da Durkheim vere e proprie istituzioni sociali che costituiscono il cemento della società, consentendo la comunicazione tra i suoi membri e mutando con il cambiamento sociale.

Il contributo della scuola di Chicago

Gli autori legati alla Scuola di Chicago sono interessati alla vita culturale nelle città statunitensi e studiano i nuovi processi di integrazione, di comunicazione e mobilità sociale delle realtà urbane. Il sociologo William Thomas studia gli immigrati nelle società statunitensi e ritiene che le differenze di integrazione siano legate alla cultura e che la cultura abbia un carattere interattivo e processuale.

Il contributo di Talcott Parsons

Dopo anni di scarso interesse da parte dei sociologi, Talcott Parsons riprende il tema della cultura e la considera come uno dei sottosistemi del suo sistema generale dell'azione (lo schema AGIL).

Parsons afferma che la cultura è costituita da sistemi strutturali o ordinati di simboli (che sono gli oggetti dell'orientamento all'azione), da componenti interiorizzate della personalità degli individui e da modelli istituzionalizzati dei sistemi sociali (Sistema sociale, 1951).

Parsons distingue quattro dimensioni idealtipiche principali della cultura:

  • Coerenza/incoerenza - Le proposizioni culturali costituiscono un insieme in cui sono individuabili dei principi ordinatori e non un agglomerato di elementi tra loro sconnessi. Il grado interno di coerenza è tuttavia variabile. Il conflitto (fra gruppi, nel gruppo e/o nell'individuo) per esempio può non essere fattore di disgregazione, ma di ordine. Maggiore è la complessità culturale, più difficile è mantenere conformità e coerenza.
  • Pubblico/privato - La cultura è pubblica nel senso che le proposizioni da cui è costituita sono codificate entro simboli e linguaggi collettivi all'interno di gruppi sociali e accessibili da tutti.
  • Oggettività/soggettività - La cultura è un fatto oggettivo, nel senso che va al di là degli individui per occupare uno spazio e una rilevanza sociale autonoma. Esiste infatti un lato soggettivo della cultura, costituito dalle interpretazioni che di questa danno gli individui
  • Esplicito/implicito - La cultura può essere manifesta, esplicitata, più o meno elaborata teoricamente, o può essere tacita, non tematizzata. In questo caso gli individui la condividono senza saperla necessariamente giustificare (il senso comune).

Oltre a queste dimensioni analitiche, si distinguono quattro componenti della cultura: valori, norme, concetti e simboli.

Nell'era della globalizzazione

Con l'avvento della globalizzazione lo studio della cultura si complica e semplifica allo stesso tempo. Se nella modernità i territori erano concepiti come contenitori di culture, nell'epoca contemporanea la cultura viene studiata in una prospettiva relazionale e reticolare. L'antropologo svedese Ulf Hannerz afferma infatti che “in quanto sistemi collettivi di significato le culture appartengono innanzitutto alle relazioni sociali e ai network di queste relazioni. Appartengono ai luoghi solo indirettamente e senza una necessità logica” (da La complessità culturale, 1998).

Il contributo di Pierre Bourdieu

Il sociologo Pierre Bourdieu ha introdotto nelle analisi sociologiche delle influenze culturali i concetti di habitus che sottintende l'insieme di atteggiamenti e comportamenti acquisiti per lo più inconsci, che influenzano le pratiche e le percezioni dei membri di una classe sociale, ed il concetto di capitale culturale ovvero il capitale di studi, oggetti culturali, modelli di espressione sviluppati nel corso della socializzazione di classe.

Culture interdipendenti e indipendenti

Sotto la prospettiva socio-culturale i ricercatori Hazel Markus e Shinobu Kitayama nel 1991 hanno proposto la distinzione tra culture indipendenti che enfatizzano l'autonomia individuale diffuse nei paesi occidentali e culture interdipendenti che enfatizzano le relazioni con le persone e l'armonia sociale[2].

Bibliografia

Enciclopedia del Novecento, Istituto dell'Enciclopedia italiana Treccani
Enciclopedia delle Scienze Sociali Treccani

Note

  1. ^ Per una panoramica delle definizioni di cultura vedere A. L. Kroeber, Clyde Kluckhorn, Culture. A Critical Review of Concepts and Definitions, Cambridge, Massachusetts, Published by the Museum, 1952.
  2. ^ Hazel Markus e Shinobu Kitayama,Cultures and the self: Implication for cognition, emotion, and motivation, 1991, Psychological Review, 98, 224-253

Voci correlate

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Collegamenti esterni

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AS (quotidiano)

AS (o Diario AS) è un importante quotidiano spagnolo che si occupa di eventi sportivi in generale. È molto vicino agli eventi riguardanti il gioco del calcio occupandosi specialmente dei club della capitale Real Madrid e Atlético Madrid. Insieme a Marca, El Mundo Deportivo e Sport è uno dei principali quotidiani sportivi spagnoli.

Oltre a Madrid, ha sedi secondarie nelle seguenti località: Barcellona, Bilbao, A Coruña, Siviglia, Valencia e Saragozza.

Nato nel 1967 ad opera della famiglia Montiel, dal 1996 fa parte del gruppo PRISA.

A maggio del 2012, ha lanciato una versione del sito in lingua inglese, nelle quale gli articoli spagnoli osno tradotti da persone di madrelingua.

La tiratura è salita dalle 181.172 copie del 2001, a 176.892 nel 2002, fino a quota 214.654 nel 2006.

Anime News Network

Anime News Network (ANN) è un sito web in lingua inglese di notizie e informazioni riguardanti il mondo di anime, manga, cultura popolare giapponese e altra cultura otaku. Il sito fornisce inoltre recensioni, contenuti editoriali (colonne, blog, articoli, interviste ecc.), un'enciclopedia e un forum dove i lettori possono discutere su argomenti ed eventi recenti. L'enciclopedia contiene un grande numero di anime e manga con informazioni sullo staff giapponese, inglese e internazionale, sulle musiche, riassunti delle trame e user rating. Anime News Network ha anche un canale IRC sul network WorldIRC #animenewsnetwork. Dal 2005 lo staff editoriale di ANN collabora con la rivista di anime Anime News Network's Protoculture Addicts.

Anteprima

Con anteprima (o primissima) si possono definire due diversi tipi di evento nel mondo dello spettacolo.

In senso stretto, l'anteprima è una rappresentazione di un film, di un'opera teatrale, di un musical o di un altro progetto culturale simile che avviene precedentemente alla sua prima rappresentazione pubblica e che è riservata a un gruppo particolare, come ad esempio a giornalisti o a critici cinematografici o teatrali.

In senso lato la parola anteprima indica generalmente - ma impropriamente - la prima rappresentazione di un progetto culturale. Le anteprime di spettacoli teatrali, musicali o altre rappresentazioni possono diventare occasione d'affari, attraendo una larga fetta della mondanità e l'attenzione dei media. A volte, le anteprime possono comprendere delle sfilate sul tappeto rosso. Alle anteprime dei film sono spesso presenti gli attori principali che recitano in quel film. La parola francese première si riferisce a questo tipo di evento.

Le anteprime "mondiali" sono le prime rappresentazioni fatte in assoluto; quelle regionali o nazionali possono indicare la prima rappresentazione (o proiezione, nel caso di film) in un certo paese. I film a volte vengono proiettati per la prima volta durante i film festival e successivamente distribuiti alle sale cinematografiche.

In campo televisivo, la prima visione è la prima trasmissione di un programma televisivo su un certo canale; la prima visione assoluta è la prima trasmissione fatta in assoluto. Le successive trasmissioni possono avvenire in syndication e in replica.

Antica Grecia

Con il termine antica Grecia (o anche Grecia antica) s'identifica la civiltà sviluppatasi nella Grecia continentale, in Albania, nelle isole del Mar Egeo, sulle coste del Mar Nero e della Turchia occidentale, in Sicilia, sulle zone costiere dell'Italia Meridionale (complessivamente denominate poi Magna Grecia), in Nordafrica, in Corsica, sulle coste orientali della Spagna e quelle meridionali della Francia.

La cultura greca, nonostante la conformazione geografica del continente favorisse l'insorgere di molteplici unità politiche a sé stanti (le poleis), fu un fenomeno omogeneo, che interessò tutte le genti elleniche, accomunate dalla stessa lingua. La cultura greca attribuiva molta importanza alla conoscenza e alla ricerca della verità. Per i greci avvicinarsi alla verità significava avvicinarsi alla divinità; pertanto attribuivano un carattere quasi religioso alla conoscenza e alle scienze. In questo contesto gli antichi greci avevano intuito l'importanza della matematica nella ricerca di una conoscenza più vicina alla verità. Questo spiegherebbe come la civiltà greca sia riuscita, nel giro di pochi secoli e con una popolazione limitata in numero, a raggiungere notevoli traguardi nella filosofia, nella matematica e nelle scienze.

Biblioteca della Dieta nazionale del Giappone

La Biblioteca della Dieta nazionale del Giappone (国立国会図書館 Kokuritsu Kokkai Toshokan?) è l'unica biblioteca nazionale del Giappone.

Calendario bengalese

Il calendario bengalese o calendario bangla (bengali: বঙ্গাব্দ Bonggabdo o বাংলা সন Bangla Shon) è un calendario solare e siderale induista usato dal popolo bengalese. Viene utilizzato negli stati indiani orientali del Bengala Occidentale, Assam e Tripura e in Bangladesh. L'anno inizia il Pohela Boishakh, che cade il 14 aprile secondo il calendario ricostruito in Bangladesh e il 15 aprile (che cambierà nei prossimi anni) secondo il calendario tradizionale siderale in India.

L'anno bengalese è inferiore di 594 anni rispetto all'A.D. o anno dell'era volgare secondo il calendario gregoriano se è prima di Pohela Boishakh, o di 593 dopo il Poila Boishakh. Ad esempio l'anno bengalese corrispondente al 2019, dopo il Poila Boishakh, è il 1426.

Character design

Il character design o chara design (espressione derivata dall'inglese che letteralmente significa "progettazione dei personaggi") è, nel mondo dell'animazione, del videogioco e del fumetto, quella parte del lavoro che consiste nello studio grafico e nella caratterizzazione, in parte anche psicologica, dei personaggi della storia creati dall'autore.

Chasmata di Venere

Segue una lista dei chasmata presenti sulla superficie di Venere. La nomenclatura di Venere è regolata dall'Unione Astronomica Internazionale; la lista contiene solo formazioni esogeologiche ufficialmente riconosciute da tale istituzione.

I chasmata di Venere portano il nome di divinità e personaggi mitologi femminili legati alla caccia e alla Luna.

Dorsa di Venere

Segue una lista dei dorsa presenti sulla superficie di Venere. La nomenclatura di Venere è regolata dall'Unione Astronomica Internazionale; la lista contiene solo formazioni esogeologiche ufficialmente riconosciute da tale istituzione.

I dorsa di Venere portano il nome di divinità femminili collegate al cielo di varie culture.Inoltre, si contano quattro dorsa inizialmente battezzati dall'IAU e la cui denominazione è stata poi abrogata.

Folclore

Il termine folclore o folklore (pron. [folˈklore]; dall'inglese folk, "popolo", e lore, "sapere") si riferisce a quelle forme di cultura popolare comprendente le tipologie di tradizione tramandate spesso oralmente e riguardanti conoscenze, usi e costumi, miti, fiabe e leggende, filastrocche, proverbi e altre narrazioni, credenze popolari, musica, canto, danza eccetera, il tutto riferito a una determinata area geografica, a una determinata popolazione, ai ceti popolari in quanto subalterni, a più d'una o a tutte queste determinazioni.

Fossae di Venere

Segue una lista delle fossae presenti sulla superficie di Venere. La nomenclatura di Venere è regolata dall'Unione Astronomica Internazionale; la lista contiene solo formazioni esogeologiche ufficialmente riconosciute da tale istituzione.

Le fossae di Venere portano il nome di divinità e personaggi mitologi femminili legati alla guerra.

Istituto dell'Enciclopedia Italiana

L'Istituto dell'Enciclopedia Italiana è una casa editrice nazionale, nota soprattutto per aver edito la prima edizione e le successive sette appendici dell'Enciclopedia Italiana di scienze, lettere ed arti, probabilmente la massima impresa italiana di ricerca culturale.

National Library of Australia

La National Library of Australia è la biblioteca nazionale australiana, con sede nella capitale Canberra, vicino al lago Burley Griffin.

È stata istituita nel 1960 con il National Library Act, che le ha attribuito il compito raccogliere, preservare e rendere accessibile risorse documentarie di rilevanza nazionale legate all'Australia e al popolo australiano, e materiali non australiani.

Al biennio 2013-2014 la sua collezione conteneva 6.582.491 risorse, fra monografie, periodici, ecc. oltre a 15.868 metri di manoscritti.

Neolitico

Il Neolitico è un periodo della preistoria, l'ultimo dei tre che costituiscono l'Età della pietra.

Etimologicamente il termine deriva dalle due parole greche νέος (nèos, "nuovo") e λίθος (lithos, "pietra") e quindi "età nuova della pietra" o "età della pietra nuova", in cui l'aggettivo "nuova" si riferisce ad "età". Il Neolitico fu contraddistinto da notevoli innovazioni nella litotecnica, tra le quali la principale è rappresentata dall'uso della levigatura. Altre innovazioni furono l'introduzione dell'uso della ceramica, dell'agricoltura e dell'allevamento, prima di ovini e successivamente anche di bovini. Cambiamenti importanti avvengono anche sul piano della struttura familiare per quanto riguarda la trasmissione dei beni all'interno dei clan.

Nickname

Un nickname o semplicemente nick, nella cultura e nel gergo di Internet, è un soprannome o pseudonimo o "nome di battaglia", usato dagli utenti di Internet per identificarsi in un determinato contesto o in una determinata comunità virtuale.

Spesso sono soprannomi, ma possono essere sigle, combinazioni di lettere e numeri.

Onomastico

L'onomastico è la ricorrenza cattolica in cui si festeggiano tutte le persone il cui nome coincide con quello del santo o del beato del giorno nel Calendario liturgico. Non tutti i prenomi hanno un corrispondente santo o beato; un nome privo della ricorrenza viene detto adèspoto (o più raramente adèspota).

Organizzazione delle Nazioni Unite per l'educazione, la scienza e la cultura

L'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Educazione, la Scienza e la Cultura (in inglese United Nations Educational, Scientific and Cultural Organization, da cui l'acronimo UNESCO, pron. /uˈnɛsko/ o /uˈnesko/) è un'agenzia specializzata delle Nazioni Unite creata con lo scopo di promuovere la pace e la comprensione tra le nazioni con l'istruzione, la scienza, la cultura, la comunicazione e l'informazione per promuovere "il rispetto universale per la giustizia, per lo stato di diritto e per i diritti umani e le libertà fondamentali" quali sono definite e affermate dalla Dichiarazione universale dei diritti umani.

Fondata durante la Conferenza dei Ministri Alleati dell'Educazione (CAME), la sua Costituzione è stata firmata il 16 novembre 1945 ed entrata in vigore il 4 novembre 1946, dopo la ratifica da parte di venti Stati.

QFU

Il QFU, uno dei codici Q, rappresenta l'orientamento magnetico della pista. La nomenclatura è del tipo x/y dove x varia da 0 a 18 e y differisce da x di 18.

x è la decina di gradi a partire da nord, y a partire da sud, entrambi in senso orario. Ad esempio una pista 05/23 significa orientamento 50° da nord, oppure (che è lo stesso) 230° da sud.

Il QFU interrogativo significa "qual è la direzione magnetica della pista?" (o il numero della pista da usare, ad esempio da 0° a 10° la testata pista numero 01), risposta avviso o ordine significa "la direzione magnetica della pista è" (o il numero della pista da usare, ad esempio da 21.6° la testata pista 22).

Si avranno quindi numerazioni di testate pista nell'ordine:

L'approssimazione avviene per difetto se l'ultima cifra è minore di 5 e per eccesso se maggiore o uguale a 5.

Il nord magnetico è diverso dal nord geografico (la correzione è riportata sulla carta aeronautica).

Piste parallele sono, per esempio, 17L/35R e 17R/35L (L = sinistra, R = destra, riferito al pilota).

Tholi di Venere

Segue una lista dei tholi presenti sulla superficie di Venere. La nomenclatura di Venere è regolata dall'Unione Astronomica Internazionale; la lista contiene solo formazioni esogeologiche ufficialmente riconosciute da tale istituzione.

I tholi di Venere portano il nome di divinità femminili di varie culture.Inoltre, si conta un tholus inizialmente battezzato dall'IAU e la cui denominazione è stata poi abrogata.

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