Civiltà babilonese

La civiltà babilonese designa uno stato e un'area culturale accadica-semitica venutasi a costituire in Mesopotamia tra il III e il II millennio a.C. Lo stato babilonese, governato dagli Amorrei, nacque intorno al 2000 a.C., contenendo al suo interno la città, al tempo minore, di Babilonia, ovvero la sua capitale. I domini della città si estesero di molto durante il regno di Hammurabi nella prima metà del diciottesimo secolo avanti Cristo, rendendola una grande capitale. Durante e dopo il regno di Hammurabi: ovvero il suo governatore.

L'espansione babilonese coincise con lo stato accadico dell'Assiria nel nord della Mesopotamia. L'Impero babilonese divenne per breve tempo una potenza maggiore nella regione a seguito del regno di Hammurabi (collocabile tra il 1792-1752 secondo la cronologia media e il 1696-1654 secondo la cronologia breve). L'effimero impero, che soppiantava il precedente impero di Akkad, l'impero neo-sumerico e l'antico regno assiro, si sgretolò comunque poco dopo la morte di Hammurabi.

Lo stato babilonese, come quello assiro a nord, continuò ad utilizzare come lingua scritta, l'accadico, per uso ufficiale, in quanto era la lingua originaria della sua popolazione, sebbene i fondatori dell'impero, gli Amorrei e poi i successivi Cassiti non fossero accadici, ma parlassero i primi una lingua cananaica, i secondi una lingua isolata, l'amorreo. Inoltre, allo stesso modo dell'Assiria, all'interno della civiltà babilonese si continuò ad usare la lingua sumera come lingua religiosa che, al tempo della fondazione di Babilonia, non era più una lingua parlata, essendo stata del tutto soppiantata dall'accadico. Le precedenti tradizioni accadica e sumera giocarono un ruolo importante sia nella cultura babilonese che in quella assira e la regione rimase un importante centro culturale anche nei periodi di dominio straniero.

Sumuabun diede inizio alla prima dinastia babilonese che governò il nuovo stato, con capitale Babilonia. Per secoli fu solo una città di provincia, poi divenne la capitale dell'impero di Hammurabi (XVIII secolo a.C.), che sottomise tutta la Mesopotamia, dalla parte nord.

Impero babilonese
Dati amministrativi
Nome ufficialemāt Akkadī (in accadico)
Lingue parlateAccadico
CapitaleBabilonia
Politica
Forma di StatoMonarchia assoluta e teocratica
Nascita1895 a.C.
Causagli Amorrei conquistano Babilonia
Fine539 a.C. con Nabonedo
CausaInvasione persiana sotto Ciro II
Territorio e popolazione
Religione e società
Religione di StatoReligione babilonese
Hammurabi's Babylonia 1

Storia

Mesopotamia pre-babilonese

La Mesopotamia aveva già una lunga storia prima dell'emergere di Babilonia. La civiltà sumera era sorta nella regione all'incirca verso il 3500 a.C. mentre gli accadi apparvero nel trentesimo secolo a.C..

Durante il terzo millennio a.C., le culture sumerica e accadica si mescolarono profondamente tra loro, dando il via a un diffuso bilinguismo: a livello linguistico la mescolanza tra sumeri e accadi è evidente sia per gli ampi prestiti lessicali sia per convergenze sul piano sintattico, morfologico e fonologico, tanto che alcuni prominenti studiosi si riferiscono a questo periodo della storia dei due popoli come a uno sprachbund (o "lega linguistica").

L'accadico soppianterà il sumerico come lingua parlata in Mesopotamia tra il terzo e il secondo millennio a.C. sebbene il periodo preciso sia oggetto di dibattito, ma il sumerico continuerà ad essere utilizzato come lingua della cultura, della religione, della letteratura e come linguaggio formale in Mesopotamia fino al primo secolo dopo Cristo. Dal 3500 fino al XXIV secolo a.C. che segna l'ascesa dell'impero accadico, la Mesopotamia è rimasta sotto il dominio di città-stato sumeriche come Ur, Lagash, Uruk, Kish, Isin, Larsa, Adab, Eridu, Gasur, Awan, Hamazi, Akshak e Umma. Ciononostante nelle liste di re di alcuni di questi stati (come ad esempio Eshnunna e l'Assiria) cominciarono a comparire nomi di re accadici già tra il ventinovesimo e il venticinquesimo secolo avanti Cristo. Il centro religioso di tutta la Mesopotamia era la città di Nippur che rimarrà tale fino ad essere sostituita da Babilonia durante il regno di Hammurabi.

L'impero accadico (2334-2154) vide gli accadi e i sumeri riuniti sotto un'unica entità politica, con gli accadi che presero definitivamente il potere sui sumeri, giungendo a dominare molto del Vicino Oriente antico. L'impero si disintegrerà a seguito degli attacchi dei Guti, del declino economico, del cambiamento climatico e di guerre civili interne. A seguito di ciò i Sumeri riprenderanno il potere dando vita all'impero neo-sumerico nel tardo XXII secolo, scacciando i Guti dal sud della Mesopotamia. Sembra inoltre che questo impero controllò, per un periodo, gran parte del territorio dei re accadi dell'Assiria nel nord della Mesopotamia.

Dopo il crollo della terza dinastia di Ur ad opera degli Elamiti e con la conseguente fine dell'impero neo-sumerico nel 2002 a.C. gli amoriti, un popolo semitico nord-occidentale cominciarono a migrare dal nord del Levante alla Mesopotamia, prendendo lentamente il controllo del sud, dove instaurarono una serie di piccoli regni, mentre i nativi assiri ristabilirono la loro indipendenza a nord. Gli stati sumero-accadici del sud non riuscirono a fermare l'avanzata amorita.

Fu all'inizio del II millennio a.C. che l'impero babilonese raggiunse il massimo del suo splendore con il re Hammurabi. Questi espanse enormemente il suo dominio su tutta la bassa Mesopotamia e fece di Babilonia il centro di una rete di alleanze con tutte le città più importanti della regione.

Il re distrusse inoltre la città di Mari, situata sull'Eufrate, nella Mesopotamia centrale, costruita da popolazioni semite provenienti dal Deserto Arabico.

Nel Palazzo di Mari sono state ritrovate numerose tavolette di scrittura, ma l'innovazione più importante dell'epoca fu il grande codice legislativo, il Codice di Hammurabi, il cui ritrovamento, oltre a chiarire i vari aspetti della politica e della giustizia babilonese, ha anche permesso di ricostruire la gerarchia sociale dell'impero.

Il Codice di Hammurabi

Milkau Oberer Teil der Stele mit dem Text von Hammurapis Gesetzescode 369-2
La stele di Hammurabi,è la più antica raccolta di leggi scritte conservata nel Museo del Louvre di Parigi, è un blocco di pietra alto 2,25 metri,con 282 leggi. In alto è raffigurato Hammurabi che riceve le leggi dal dio della giustizia, Shamas, seduto in trono. Sotto sono incise le leggi.questo monumento è stato ritrovato a Susa nel 1901 (in IRAN).

Il codice di Hammurabi era una raccolta di circa 282 leggi scritte in una stele in pietra. La punizione dipendeva dalla classe sociale. La legge più famosa è "Se una persona cava l'occhio ad un altro, gli venga cavato l'occhio", ovvero la legge del taglione, un altro esempio è "se un nobile acceca uno schiavo, il nobile dovrà pagare una multa al padrone dello schiavo stesso".

Dominazione cassita

La situazione mutò quando nel 1531 a.C. il re ittita Muršili I invase la regione, causando il crollo dello stato amorreo. Allora la regione fu invasa dai Cassiti che stabilirono il loro regno a Babilonia, regno che durò dal XVI al XII secolo a.C.

La seconda dinastia cassita venne però abbattuta dagli Elamiti nel 1155 a.C.

Medio regno

Nel 1155 a.C. iniziò un lungo periodo di indipendenza per Babilonia, sebbene la città non fosse più importante come in passato.

In questo periodo si succedettero parecchie dinastie: la seconda dinastia di Isin o quarta di Babilonia regnò dal 1125 al 1025, la quinta dinastia dal 1025 al 1004, la sesta fino al 985, la settima solo fino al 979, seguita dall'ottava fino al 943, infine la nona dinastia babilonese regnò dal 943 al 732.

Dominazione assira

Nel 732 a.C. Babilonia venne conquistata dall'Impero assiro e sotto tale dominio rimase per circa un secolo.

I babilonesi si ribellarono contro il dominio assiro sotto Mushezib-Marduk e ancora sotto Shamash-shum-ukin ma Babilonia fu assediata e conquistata da Sennacherib e ancora da Assurbanipal (Kandalanu).

Durante il regno di Sennacherib, Babilonia rimase in costante stato di rivolta, che ebbe fine solo con la completa distruzione della capitale. Nel 689 a.C. le sue mura, templi e palazzi rasi al suolo e le macerie gettate nell'Arakhtu, il canale che delimitava a sud la prima città di Babilonia. Tale atto impressionò la coscienza religiosa della Mesopotamia; il susseguente assassinio di Sennacherib fu considerato un'espiazione di quanto era successo, e il suo successore Assarhaddon si premurò di ricostruire la città vecchia, ricevendo lì la sua corona, e la rese sua residenza durante il resto dell'anno. Alla sua morte Babilonia fu lasciata dal suo primogenito Shamash-shum-ukin, che alla fine guidò una rivolta contro suo fratello Assurbanipal di Assiria.

Una volta ancora Babilonia fu assediata dagli Assiri e costretta alla resa. Assurbanipal purificò la città e celebrò un "servizio (religioso) di riconciliazione", ma non arrischiò di "mettere le mani" su Bel. Nel successivo rovesciamento dell'Impero assiro i Babilonesi videro un altro esempio della vendetta divina.

L'Impero neo-babilonese

Nabopolassar guidò la rivolta dei Babilonesi contro gli Assiri nel 626 a.C. e ripristinò l'indipendenza della città.

Pochi anni dopo, nel 612 a.C., Babilonia riuscì a conquistare e distruggere Ninive e l'impero assiro. Da questa data il regno neo-babilonese viene chiamato "impero".

Nel 605 a.C., i Babilonesi sgominarono gli Egiziani nella battaglia di Carchemish e così si affermarono quale maggior impero mediorientale.

Con il recupero dell'indipendenza babilonese si inaugurò una nuova epoca di attività architettoniche e Nabucodonosor II rese Babilonia una delle meraviglie del mondo antico.

Fu sotto il governo del re Nabucodonosor (605 a.C.-562 a.C.) che Babilonia divenne una delle più splendide città del mondo antico. Nabucodonosor ordinò la completa riedificazione dei giardini imperiali, inclusa la ricostruzione dell'Etemenanki e la ricostruzione della Porta di Ishtar, la più spettacolare delle otto porte che circondavano il perimetro di Babilonia. La Porta di Ishtar sopravvive oggi nel Museo di Pergamo a Berlino. Si crede anche che Nabucodonosor abbia fatto costruire i Giardini pensili di Babilonia (una delle sette meraviglie del mondo antico) che si dice egli avesse costruito per la sua moglie malata Amyitis.

Caduta

Gerarchia sociale

  • Awilum (uomini liberi, per lo più proprietari terrieri).
  • Mushkenum (a metà fra gli uomini liberi e gli schiavi, offrivano i loro servigi al palazzo in cambio di protezione).
  • Wardum (schiavi, che non potevano essere liberati).

Il re governava, naturalmente, su tutti ed inoltre, era anche il maggiore proprietario terriero e le sue terre erano coltivate dagli schiavi.

Bibliografia

  • Giovanni Pettinato, Babilonia, centro dell'universo, Milano, Rusconi, 1988. ISBN 88-18-88007-1
  • Joan Oates, Babilonia, ascesa e decadenza di un impero, Roma, Newton & Compton, 1988.

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Angolo

In matematica il termine angolo (dal latino angulus, dal greco ἀγκύλος (ankýlos), derivazione dalla radice indoeuropea ank, piegare, curvare) riguarda nozioni di larghissimo uso, innanzitutto nella geometria e nell'analisi infinitesimale.

Si definisce angolo ciascuna delle due porzioni di piano comprese tra due semirette aventi la stessa origine. Si chiama angolo concavo l'angolo che contiene i prolungamenti (lati) di queste semirette.

L'angolo convesso è la porzione di piano che non contiene i prolungamenti delle semirette che dividono il piano. La definizione di angolo convesso consente di sviluppare le basi della geometria piana euclidea e le prime nozioni di trigonometria.

A ogni angolo si associa un'ampiezza, la misura correlata alla posizione di una semiretta rispetto all'altra e pertanto alla conformazione della porzione di piano costituente l'angolo: essa si esprime in gradi sessagesimali o sessadecimali oppure in gradi centesimali o infine in radianti, sempre con valori reali. Gli angoli convessi hanno ampiezza compresa tra 0 e 180 gradi sessagesimali, da 0 a 200 gradi centesimali, da 0 a π radianti; mentre l'ampiezza degli angoli concavi misura tra 180 e 360 gradi, ovvero da 200 a 400 gradi centesimali, ovvero da π a 2π radianti, quindi le ampiezze sono sempre positive.

Associando all'angolo un verso si introducono le ampiezze degli angoli con segno, entità meno intuitive che consentono di definire funzioni trigonometriche con argomenti reali qualsiasi fatte salve eventuali singolarità. Le ampiezze con segno sono da considerare insieme con il problema della rettificazione degli archi di circonferenza dotati di verso, alla natura del numero π e alle questioni relative alle aree con segno; tutti questi elementi forniscono contributi essenziali alle possibilità del calcolo infinitesimale e alle applicazioni alla fisica classica e alle conseguenti discipline quantitative.

Architettura mesopotamica

Le prime civiltà del mondo sorsero in una regione dell'Asia Minore chiamata Mesopotamia, un territorio compreso tra i fiumi Tigri ed Eufrate, corrispondente all'odierno Iraq. Il popolo dei Sumeri fu il primo ad insediarsi in Mesopotamia, intorno al 4500 a.C. Successivamente altre popolazioni si stabilirono in quest'area: nel 2000 a.C. gli Assiri e nel 1800 a.C. i Babilonesi.

Arte babilonese

L'arte del popolo babilonese, sviluppatasi in Mesopotamia tra i fiumi Tigri ed Eufrate, succede all'arte e alla civiltà sumera, anche se per lungo tempo prosegue sullo stesso modello culturale e iconografico del periodo precedente.

L'arte babilonese si divide in tre periodi: Periodo Paleobabilonese (2004 a.C.-1595 a.C.), Periodo Cassita (1595 a.C.-1150 a.C.) e della II dinastia di Isin (1150 a.C.-1025 a.C.), Periodo Neobabilonese (625 a.C.-539 a.C.). Il periodo che parte dal 1025 a.C. ed arriva al 625 a.C. vede la Mesopotamia sotto il dominio degli Assiri

Arte mesopotamica

Con arte mesopotamica si considera l'arte sviluppatasi in Mesopotamia a partire dal IV millennio a.C. al I millennio a.C. La Mesopotamia fa parte della mezzaluna fertile, cioè il territorio che comprende l'attuale Siria, Libano, Israele, Giordania, Iraq, Iran, Afghanistan ed Egitto. Quest'area ha visto la nascita delle più antiche civiltà organizzate, con importanti scambi commerciali e influenze culturali reciproche. L'arte mesopotamica si sviluppa a confronto di altre, specialmente a nord.

Assiriologia

L'assiriologia è la scienza che studia la cultura, la religione la storia e l'archeologia delle civiltà della Mesopotamia e dei popoli vicini che usavano la scrittura cuneiforme.

Il campo di studio non comprende soltanto l'Assiria, ma anche la civiltà babilonese e la civiltà sumera. Le molte tavolette di scrittura cuneiforme giunteci da queste culture forniscono un'ingente risorsa per studi sull'epoca e sulle primi insediamenti urbani, come Ur, che costituiscono un inestimabile patrimonio archeologico per lo studio del fenomeno dell'urbanizzazione.

Assurbanipal

Assurbanipal o Sardanapalo (in accadico Aššur-bāni-apli, in siriaco ܐܫܘܪ ܒܢܐ ܐܦܠܐ - "Ashur è il creatore di un erede"; Ninive, 668 a.C. – Ninive, 626 a.C.) fu re degli Assiri (667-626 a.C.). È menzionato nei testi biblici: come Asenappar nei libri di Esdra 4:10; o Osnapper. Figlio secondogenito di Asarhaddon e Naqi'a-Zakutu, divenne principe ereditario alla morte del fratello maggiore Sin-iddina-apla; l'altro fratello Shamash-shum-ukin divenne invece re di Babilonia.

Astronomia babilonese

Col termine astronomia babilonese si intendono le teorie e i metodi sviluppati in Mesopotamia (la "terra fra i fiumi" Tigri ed Eufrate, situata nel Sud dell'attuale Iraq), in particolare dai seguenti popoli: Sumeri, Accadi, Babilonesi e Caldei. Le loro avanzate conoscenze astronomiche influenzarono successivamente la cultura scientifica di egizi, indiani e greci. Ed in effetti la astronomia mesopotamica rappresenta la prima fase dell'astronomia occidentale.Legata alla nascita dell'astronomia, ed anzi propedeutica ad essa, è la creazione della più antica forma di scrittura, quella cuneiforme, elaborata dai Sumeri attorno al 3500 - 3000 a.C.

Sebbene i Sumeri si limitassero ad osservazioni astronomiche abbastanza semplici, tuttavia esse posero le basi del successivo e sofisticato sistema astronomico babilonese.

La teologia astrale, la quale riteneva che alla base dell'universo vi fossero degli dèi corrispondenti a corpi celesti, fu elaborata dai Sumeri e successivamente ripresa ed integrata dagli altri popoli mesopotamici. Lo sviluppo di tale teologia è anch'esso legato allo sviluppo dell'astronomia.

Utilizzavano inoltre il sistema di numerazione sessagesimale, che semplificava il difficile compito di registrare sia numeri molto grandi che numeri molto piccoli. La pratica moderna di dividere un cerchio in 360 gradi, di 60 minuti ciascuno, iniziò presso di loro.

Durante l'VIII ed il VII secolo a.C., gli astronomi babilonesi svilupparono un sistema empirico di approccio alla materia.

Fu questo un importante contributo sia per l'astronomia che per la filosofia della scienza, tanto che molti studiosi si riferiscono a questo nuovo approccio come alla prima rivoluzione scientifica. Questo nuovo sistema venne poi adottato nell'astronomia greca ed ellenistica.

Le fonti classiche latine e greche utilizzano il termine "Caldei" per indicare gli astronomi della Mesopotamia, i quali erano in realtà dei sacerdoti-scribi specializzati in astrologia e altre forme divinatorie.

Babilonia

Babilonia (detta anche Babele, Babel o Babil, in accadico: Bāb-ili(m), in sumero: KÁ.DINGIR.RA, in arabo: بابل, in aramaico: Bābil) era una città della Mesopotamia antica, situata sull'Eufrate, le cui rovine coincidono oggi con la città di Al Hillah, nella Provincia di Babilonia in Iraq a circa 80 km a sud di Baghdad. A partire dai primi anni del II millennio a.C. questa città, fino ad allora di minore importanza, diventa la capitale di un regno che gradualmente stava estendendo il suo dominio in tutta la Mesopotamia meridionale e oltre. Nel VI secolo a.C. Babilonia raggiunse il suo apice, durante il regno di Nabucodonosor II che estese l'impero fino a dominare gran parte del Medio Oriente. In questo periodo è la più grande città del mondo estendendosi per circa 1000 ettari (10 km²). Il suo prestigio si estendeva oltre la Mesopotamia, soprattutto per via dei famosi monumenti che lì erano stati edificati, come le sue alte mura, le sue ziqqurat (Etemenanki) che potrebbero aver ispirato il racconto biblico della Torre di Babele e dei suoi leggendari giardini pensili, la cui posizione non è stata, tuttavia, mai identificata.Babilonia occupa un posto speciale anche per il mito correlato al suo lento declino e al successivo abbandono che si è avuto nei primi secoli del primo millennio d.C. Questo mito è sostenuto da diversi scritti biblici e in quelli degli autori greco-romani. Il suo sito, la cui posizione non fu mai dimenticata, non è stato oggetto di scavi rilevanti fino all'inizio del XX secolo, quando vennero riportati alla luce i principali monumenti sotto la direzione dell'archeologo tedesco Robert Koldewey. Da allora, l'importante documentazione archeologica ed epigrafica scoperta in città, integrate da informazioni provenienti da altri antichi siti legati alla città, hanno fornito una rappresentazione molto accurata della Babilonia antica, superando i racconti mitologici. Nonostante ciò, rimangono alcune zone d'ombra su uno dei siti archeologici più importanti del Vicino Oriente antico, mentre le prospettive per nuove ricerche sono ridotte a causa della situazione politica in Iraq creatasi dalla fine del XX secolo.

Biblioteca di Assurbanipal

La Biblioteca Reale di Assurbanipal, o semplicemente Biblioteca di Assurbanipal, intitolata al re Assurbanipal, ultimo grande re dell'Impero Neo-Assiro, è una collezione di migliaia tavolette d'argilla e frammenti contenenti testi di ogni tipo datati al VII secolo a.C. Tra i ritrovamenti figura anche la famosa Epopea di Gilgamesh. A causa dell'iniziale maltrattamento del materiale originale ritrovato, gran parte della biblioteca è irrimediabilmente devastata, rendendo impossibile per gli studiosi di discernere e di ricostruire molti dei testi originali, anche se alcuni sono rimasti intatti.I materiali furono rinvenuti presso il sito archeologico di Kouyunjik (antica Ninive, capitale dell'Assiria) nella Mesopotamia settentrionale. Il sito si trova nell'attuale Iraq.

Divinazione

La divinazione è la presunta capacità di ottenere informazioni, ritenute inaccessibili, da fonti soprannaturali; tale pratica si esprime spesso attraverso un rituale, solitamente in un contesto religioso, e può basarsi sull'interpretazione di segni, eventi, simboli o presagi oppure manifestarsi attraverso una rivelazione. Ci sono sia pratiche di predizione del futuro di una persona, più quotidiane e a titolo individuale, sia pratiche con caratteristiche formali e sociali.

Un sinonimo di divinazione è mantica, che però si riferisce perlopiù alle pratiche con le quali si giunge alla divinazione; inoltre nonostante in origine mantica (dal greco antico: μαντεία, manteía, «oracolo, divinazione») sia collegata alla religione e al soprannaturale, la moderna teoria occultistica delle mantiche non implica necessariamente che siano coinvolte entità divine.

Chi pratica la divinazione è chiamato generalmente indovino o vate, ma va tenuto presente che ogni arte divinatoria ha il suo termine particolare per indicare la persona che interpreta i segni o riceve la rivelazione. Chi si rivolge a un indovino generalmente è chiamato consultante, specialmente quando lo fa a scopo personale.

Come fenomeno culturale, la divinazione è stata osservata dagli antropologi in molte religioni e culture, in tutte le epoche fino ai giorni nostri. Ogni cultura e religione ha sviluppato i propri metodi di divinazione. Il Cristianesimo e l'Islam le escludono totalmente. L'Induismo ammette diverse forme di divinazione, che sono codificate nei Vedānta.

Ciò che distingue le predizioni divinatorie dalle previsioni scientifiche è l'assenza di una causalità dimostrabile tra il segno interpretato e il risultato previsto, un legame che i sostenitori suppongono esistere a livello mistico (intuitivo-religioso). Per questo motivo la divinazione, in varie epoche e culture, è stata talvolta considerata una forma di superstizione e oggi la comunità scettica scientifica occidentale la considera, in alcune sue forme, una pseudoscienza.

Ennigaldi

Ennigaldi, altresì nota come Ennigaldi-Nanna e Bel-Shalti-Nanna o Bel-Shalt-Nannar (... – ...), è stata una principessa e sacerdotessa neo-babilonese, figlia dell'ultimo re Babilonese Nabonide che regnò dal 556 al 539 a.C.. È considerata la prima curatrice di museo della storia dell'umanità.

Gnosticismo

Lo gnosticismo è stato un movimento filosofico, religioso ed esoterico, a carattere iniziatico, molto articolato e complesso, presente nel mondo ellenistico greco-romano, la cui massima diffusione si ebbe tra il II e il IV secolo d.C. Il termine gnosticismo deriva dalla parola greca gnósis (γνῶσις), cioè «conoscenza», che era l'obiettivo che esso si poneva. Il termine gnosticismo venne coniato da Henry More nel 1669, con esplicito riferimento al vocabolo greco «gnosi» utilizzato nell'antichità dai seguaci del movimentoAnche se parrebbe collocarsi principalmente in un contesto cristiano, in passato alcuni studiosi ritennero che lo gnosticismo precedesse il cristianesimo e includesse credenze religiose pre-cristiane e pratiche spirituali comuni alle origini del cristianesimo, al neoplatonismo, all'ebraismo del Secondo Tempio, alle religioni misteriche e allo zoroastrismo (specialmente per ciò che riguarda lo zurvanismo). La discussione sullo gnosticismo è cambiata radicalmente con la scoperta dei Codici di Nag Hammadi, che condussero gli studiosi ad una revisione delle precedenti ipotesi.

Legge mosaica

La legge mosaica o legge di Mosè (in ebraico: תֹּורַת מֹשֶׁה, Torat Moshe) è la legge degli antichi Israeliti registrata nei primi cinque libri del Tanakh, che insieme compongono la Torah.

Viene citata per la prima volta in un passo del libro di Giosuè 8,31-32, dove l'omonimo protagonista incide le parole della Legge di Mosè sull'altare del monte Ebal. Il termine viene citato altre 15 volte nella Bibbia ebraica, 7 nel Nuovo Testamento, e ripetutamente nella letteratura rabbinica, del periodo del Secondo Tempio e patristica.

Mura di Babilonia

In principio incluse nell'elenco di Antipatro delle Sette Meraviglie del mondo, le mura di Babilonia racchiudevano la città e la proteggevano dai pericoli, circondandola interamente e passando anche sopra il fiume Eufrate (che attraversava il centro dell'abitato). Le mura esterne erano lunghe oltre 15 chilometri e spesse da 6 a 24 metri, e si diceva che svettassero per oltre 100 metri sopra la città. Dietro a quelle principali vi erano cerchi di mura più piccole, che fornivano una linea di difesa aggiuntiva se mai la prima fosse caduta. Sugli argini dell'Eufrate erano stati posizionati grandi cancelli di metallo per impedire l'ingresso di intrusi via fiume. Per controllare il traffico a piedi erano state costruite otto enormi porte, la più nota delle quali era la famosa porta di Ishtar. Circa 250 torri erano disseminate lungo le mura, fornendo eccellenti punti di osservazione per le sentinelle e ottime postazioni per gli abili arcieri babilonesi: come si può evincere dalla descrizione, le mura erano in grado di resistere a qualsiasi tecnologia d'assedio disponibile all'epoca e protessero efficacemente la città per quasi un secolo.

Bisognò attendere il 539 a.C. per trovare il modo di aggirare le difese della città: Ciro il Grande concepì un piano per deviare l'Eufrate, abbassando il livello dell'acqua in modo tale da entrare a piedi dal letto del fiume. Il suo esercito superò i cancelli metallici con il favore delle tenebre e catturò la città dall'interno. Per quanto fossero in grado di respingere ogni attacco diretto, le mura non poterono resistere all'ingegno di un uomo determinato.

A dimostrazione della loro resistenza, buona parte delle antiche mura esiste ancora. Nel 1983 Saddam Hussein iniziò un progetto di ricostruzione del sito dell'antica città, che includeva il restauro delle mura e la ricostruzione della porta di Ishtar. Il progetto è rimasto in sospeso, ma l'Iraq spera di riprendere il restauro per far sì che Babilonia torni a essere un luogo meraviglioso.

Nabonide

Nabonide (anche Nabonedo, in accadico Nabu-naʾ id; ... – ...) è stato l'ultimo re caldeo Babilonese. Regnò dal 556 al 539 a.C., quando fu sconfitto dall'esercito persiano di Ciro II.

Prostituzione sacra

La prostituzione sacra (o prostituzione del tempio o prostituzione religiosa) è un rituale sessuale che consiste principalmente in un rapporto sessuale o in un'altra attività di tipo erotico svolta nel contesto del culto religioso predominante, in prevalenza all'interno degli stessi luoghi di culto, forse come forma di rito di fertilità e del "matrimonio divino" o ierogamia.

Gli studiosi hanno a lungo considerato tali pratiche come esser di uso comune nel mondo antico, soprattutto nelle civiltà orientali del Vicino Oriente (all'interno della civiltà babilonese, tra i fenici e gli abitanti dell'Assiria), ma non mancano attestazioni in Grecia (a Corinto; cfr. Strabone, Geografia, VIII, 378) e altrove (a Erice; cfr. Cicerone, Divinatio in Caecilium, 55): del resto, il verbo greco-antico κορινθιάζομαι [pr. korinthiàzomai] significava "frequentare prostitute". Tuttavia alcune tra le ricerche più recenti hanno messo in discussione quest'immagine, dubitando in parte dell'effettiva affidabilità delle fonti antiche.

Alcuni preferiscono il termine "sessualità sacra" (in riferimento ad una qualche forma di magia sessuale) per indicare la prostituzione sacra, nei casi in cui non fosse coinvolto una qualche forma di pagamento per i servizi offerti; ma spesso i riti di accoppiamento sacro venivano celebrati di solito dietro versamento di una piccola somma di denaro: tutto quanto veniva offerto era accumulato con il tesoro del tempio di cui entrava a far ufficialmente parte.

Il termine greco hierodoulos o "hierodule" è a volte stato preso ed interpretato per significare "prostituta sacra", ma è più probabile che invece esso si riferisca ad un ex-servitrice, liberata dalla sua condizione precedente di schiavitù per essere "dedicata" ad un dio: la ierodulia è difatti la "condizione di dipendenza da un'istituzione templare". Anche il termine ebraico "qedesha", infine, è spesso tradotto come "prostituta del tempio". La prostituzione sacra è menzionata anche nella Bibbia (Nel libro del Deuteronomio, il quinto testo sacro della Torah ebraica e della Bibbia Cattolica, in 23, 18-19), dove viene stabilito il divieto per gli uomini e le donne (tra i figli di Israele) di prendere parte a tale pratica.

La motivazione principale che diede origine e impulso alla pratica di una forma sacrale di prostituzione era il tentativo di immagazzinare l'energia vitale: nel tempio, il sacerdote (a volte il fedele stesso) si univa carnalmente alla sacerdotessa, celebrando con la loro unione un rito inneggiante alla Dea dell'amore (Ishtar, Afrodite e altre ancora similari divinità dell'amore) in modo tale da propiziare la fertilità delle donne appartenenti alla comunità e, indirettamente insieme ad essa, anche la prosperità economica generale della società stessa.

La rievocazione simbolica di una ierogamia (o "matrimonio sacro") e dell'unione dell'umanità con la divinità, era un rito di fertilità che si praticava in connessione con un rituale del tempio preposto. Ne erano spesso protagoniste fanciulle vergini di buona famiglia, oppure anche schiave, o sacerdotesse del tempio, che nella maggior parte dei casi si univano carnalmente a dei perfetti estranei. Sulle origini dell'usanza e sulle caratteristiche che assumeva nelle diverse località in cui veniva praticata sussistono molti punti oscuri: alcune di queste località, tra le più celebri, vi erano la Fenicia, Corinto, Erice (in Sicilia) e Locri in Magna Grecia.

Shinar

Shinar (in ebraico שִׁנְעָר shin'ar) è un luogo della Mesopotamia, che viene nominato per otto volte nella Bibbia ebraica.

Nel Libro della Genesi 10,10, si dice che nel regno di Nimrod ci sono "Babele, e Uruk, e Akkad, e Calneh, nella terra di Shinar."

Il capitolo successivo, 11,2, precisa che Shinar era una piana dove gli uomini, che ancora parlano un solo linguaggio, avrebbero costruito la Torre di Babele.

Nella Genesi 14,1 e 14,9 Shinar è anche la terra governata da Amraphel, che è stato identificato da alcuni studiosi con Hammurabi, che regnava in Babilonia.

Shinar è anche menzionata nel Libro di Giosuè 7,21; nel Libro di Isaia 11,11; nel Libro di Daniele 1,2 e nel Libro di Zaccaria 5,11, come sinonimo di Babilonia.Se Shinar includeva sia Babilonia (Babel) che Erech, allora Shinar doveva denotare sia il nord che il sud di Babilonia. La relazione con Sumer o Shumer, un nome accadico usato per indicare un popolo non semitico che chiamava la propria terra Kiengir, non è facile da spiegare ed è stato soggetto di varie speculazioni. Sembra certo che il termine egizio per indicare Babilonia o, in genere, la Mesopotamia fosse Sangar, un nome che appare spesso nelle Lettere di Amarna.

Secondo H. Welsh, Shinar indica la terra del dio mesopotamico della Luna, Sin, il cui tempio più antico è stato rinvenuto a Ur. Sin aveva una rete di templi che si estendeva sino a Babilonia, e uno dei più famosi si trovava a Gerico, in un luogo che anticamente era chiamato "posto del dio della Luna".

Sovrani di Babilonia

Questa voce raccoglie un elenco dei sovrani di Babilonia, ordinati secondo la cronologia media del Vicino Oriente antico.

Tapputi

Tapputi, nota anche come Tapputi-Belatekallim ("Belatekallim" è un titolo che significa "sovrintendente femmina di un palazzo"), è considerata la prima chimica del mondo. Era una creatrice di profumi, menzionata in una tavoletta scritta in cuneiforme datata intorno al 1200 a.C., nella Mesopotamia Babilonese. Usava fiori, oli e calamo aromatico assieme a cipero, mirra, e balsamo. Aggiungeva acqua o altri solventi, poi distillava e filtrava. La tavoletta sopraccitata è ancora la fonte più antica al riguardo.

Era inoltre una sovrintendente al Palazzo Reale, e lavorò con una ricercatrice chiamata (—)-ninu (la prima parte del suo nome è andata perduta).

In altre lingue

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