Carbonio-14

Il carbonio-14, 14C (o radiocarbonio) è un isotopo radioattivo del carbonio avente 6 protoni e 8 neutroni. Il carbonio-14 fu scoperto il 27 febbraio 1940 da Martin Kamen e Sam Ruben al laboratorio radiologico dell'Università della California a Berkeley, ma la sua esistenza era già stata ipotizzata da Franz Kurie nel 1934.[1]

Carbonio-14
Generalità
Simbolo14C
Protoni6
Neutroni8
Peso atomico14,0032419887
Abbondanza isotopica<10−12%
Proprietà fisiche
Spin0
Emivita5 730 anni
Decadimentoβ
Prodotto di decadimento14N
Energia di legame7,520319 MeV
Energia in eccesso3,01989305 MeV

Presenza in natura

I tre isotopi del carbonio naturalmente presenti sulla Terra sono: 12C (99%), 13C (<1%) e in tracce il 14C. Il carbonio-14 è presente in natura con un'abbondanza relativa di 1 parte su mille miliardi di tutto il carbonio presente sulla Terra, a causa di un tempo di dimezzamento di soli 5730 anni[2]. La principale fonte di carbonio-14 sulla Terra è la reazione tra i raggi cosmici e l'azoto gassoso presente nell'atmosfera (nella troposfera e nella stratosfera): l'assorbimento di neutroni termici da parte dell'azoto forma un atomo di carbonio-14:

14N + n14C + p
Radiocarbon bomb spike
14C atmosferico in Nuova Zelanda[3] e Austria.[4] La curva della nuova Zelanda è rappresentativa per l'emisfero sud, la curva austriaca è rappresentativa per l'emisfero nord. Gli esperimenti atmosferici di armi nucleari hanno raddoppiato la concentrazione di 14C nell'emisfero nord.[5]

La produzione maggiore di carbonio-14 avviene ad una quota tra i 9 e i 15 km e ad alte latitudini geomagnetiche. Il carbonio-14 così prodotto reagisce con l'ossigeno per dare anidride carbonica 14CO2, che viene riutilizzata dalle piante durante la fotosintesi clorofilliana. In questo modo il carbonio-14 si trasferisce nei composti organici e, attraverso la rete alimentare, è presente ovunque secondo un preciso rapporto (abbondanza isotopica).[6] Essa penetra anche negli oceani, sciogliendosi nell'acqua.

Il carbonio-14 è anche prodotto nel ghiaccio da neutroni che causano reazioni di spallazione nucleare nell'ossigeno.

Il carbonio-14 può inoltre essere prodotto dai fulmini[7][8] ma in quantità trascurabili in confronto ai raggi cosmici.

Occasionalmente possono verificarsi dei picchi. Per esempio, vi è la prova di un aumento insolitamente alto del tasso di produzione nel periodo compreso tra il 774 e il 775 d.C.[9], causato probabilmente da un evento estremo, rappresentato dal brillamento solare più forte degli ultimi dieci millenni[10][11].

Usi

Grazie alla sua lunga emivita rispetto alla vita degli organismi viventi, il carbonio-14 rimane integrato in ogni sistema organico vivente. Dopo la morte, l'organismo smette di assumere carbonio-14. La quantità dell'isotopo presente nell'organismo nell'istante della sua morte andrà via via affievolendosi negli anni a causa del decadimento radioattivo.

Questo principio è sfruttato nella datazione radiometrica di campioni organici, tecnica con la quale si misura la quantità residua di carbonio-14 presente in un reperto archeologico organico (come un fossile o una struttura in legno): conoscendo la curva di decadimento e la quantità iniziale di carbonio-14 presente nel reperto quando la sua struttura organica era ancora vitale (ovvero un istante prima di morire), si può facilmente stabilire quanti anni sono trascorsi dalla morte dell'organismo. In generale, è possibile radiodatare solo reperti risalenti fino a 40 000-60 000 anni fa.[6]

La maggior parte dei prodotti chimici prodotti dall'uomo sono ottenuti a partire da combustibili fossili come il petrolio o il carbone, dove il carbonio-14 è decaduto. La presenza di tracce isotopiche di carbonio-14 in un campione di materiale carbonaceo indica quindi una possibile origine biogenica.

Formazione durante test nucleari

I test nucleari superficiali che vennero eseguiti in molti paesi tra il 1945 e il 1980 hanno drammaticamente aumentato la quantità di carbonio-14 nell'atmosfera e quindi anche nella biosfera. Da quando i test sono stati sospesi la concentrazione dell'isotopo ha cominciato a diminuire.

Decadimento e radioattività

Il carbonio-14 ha un'attività specifica di 238 Bq/Kg[12] (prima dei test nucleari avvenuti a partire dal 1950 corrispondeva a 226 Bq/Kg[12]) e decade per emissione di elettrone ad azoto-14:

14C → 14N + e + νe + 156,476 keV[2]
Carbon 14 formation and decay
1: Formazione del carbonio-14
2: Decadimento del carbonio-14
3: L'equazione con l'uguale è per gli organismi viventi, mentre quella con il diverso è a ciclo vitale terminato, nel quale il 14C decade (Vedi 2).

Note

  1. ^ Martin D. Kamen, Early History of Carbon-14: Discovery of this supremely important tracer was expected in the physical sense but not in the chemical sense, in Science, vol. 140, nº 3567, 1963, pp. 584–590, Bibcode:1963Sci...140..584K, DOI:10.1126/science.140.3567.584, PMID 17737092.
  2. ^ a b Wolfram Alpha Computational Knowledge Engine - Carbon-14.
  3. ^ Atmospheric δ14C record from Wellington, in Trends: A Compendium of Data on Global Change. Carbon Dioxide Information Analysis Center (Oak Ridge National Laboratory), 1994. URL consultato l'11 giugno 2007 (archiviato dall'url originale il 1º febbraio 2014).
  4. ^ Levin, I., δ14C record from Vermunt, in Trends: A Compendium of Data on Global Change. Carbon Dioxide Information Analysis Center, 1994.
  5. ^ University of Utrecth.
  6. ^ a b P. Bosco, A. Giovannini, G. Plancher, M. Vulcan.
  7. ^ L. M. Libby, H. R. Lukens "Production of radiocarbon in tree rings by lightning bolts", Journal of Geophysical Research, Volume 78, Issue 26, October 1973, pp.5902-5903 (abstract) Archiviato il 15 novembre 2017 in Internet Archive.
  8. ^ Davide Castelvecchi, "Lightning makes new isotopes. Physicists show that thunderstorms trigger nuclear reactions in the atmosphere." Nature, Nov. 22, 2017. https://www.nature.com/news/lightning-makes-new-isotopes-1.23033
  9. ^ (EN) Fusa Miyake, Kentaro Nagaya, Kimiaki Masuda e Toshio Nakamura, A signature of cosmic-ray increase in ad 774–775 from tree rings in Japan (PDF), in Nature, vol. 486, 2012, pp. 240–2, Bibcode:2012Natur.486..240M, DOI:10.1038/nature11123, PMID 22699615 (archiviato dall'url originale il 6 luglio 2015).
  10. ^ (EN) Usoskin, The AD775 cosmic event revisited: the Sun is to blame, in Astron. Astrophys., vol. 552, 2013, pp. L3, Bibcode:2013A&A...552L...3U, DOI:10.1051/0004-6361/201321080.
  11. ^ (EN) Mekhaldi, Multiradionuclide evidence for the solar origin of the cosmic-ray events of ᴀᴅ 774/5 and 993/4, in Nature Communications, vol. 6, 2015, pp. 8611, DOI:10.1038/ncomms9611, PMC 4639793, PMID 26497389.
  12. ^ a b Y.G. Gonen, Radiation Protection, Elsevier, 1980, pp. 1159–1162, ISBN 9781483283692. URL consultato il 28 agosto 2019.

Bibliografia

Voci correlate

Collegamenti esterni

27 febbraio

Il 27 febbraio è il 58º giorno del calendario gregoriano. Mancano 307 giorni alla fine dell'anno (308 negli anni bisestili).

Before Present

Con anni prima del (tempo) presente, in inglese before present (BP), s'intende una scala del tempo usata in archeologia, geologia, e altre discipline scientifiche per specificare quando accaddero gli eventi nel passato. Invece di usare la datazione "a.C.-d.C.", si misura la distanza di un evento direttamente da oggi.

Poiché il "tempo presente" muta continuamente, si è adottata la convenzione di fissare l'anno 1950 come punto di partenza della scala (di un'era, o periodo o epoca). Per esempio, 1500 "BP" significa 1500 anni prima del 1950, vale a dire, nell'anno 450.

La sigla BP può essere considerata un'abbreviazione di "Before Physics" (prima della fisica).

Carbonio

Il carbonio è l'elemento chimico della tavola periodica degli elementi che ha come simbolo C e come numero atomico 6. È un elemento non metallico, tetravalente (e raramente bivalente), insolubile nei solventi, inodore e insapore.Le sue differenti forme (o più precisamente allotropi) includono uno dei più morbidi (grafite) e dei più duri (diamante) materiali conosciuti. Altre forme allotropiche del carbonio sono il carbonio amorfo e i fullereni.

Inoltre, ha una grande affinità per i legami chimici con atomi di altri elementi a basso peso atomico (tra cui il carbonio stesso) e le sue piccole dimensioni lo rendono in grado di formare legami multipli (proprietà che viene definita "desmalusogenia"). Queste proprietà permettono l'esistenza di 10 milioni di composti del carbonio.

I composti di carbonio formano le basi di tutta la vita sulla Terra e il ciclo del carbonio-azoto fornisce parte dell'energia prodotta dalle stelle.

Il carbonio si trova in tutte le forme di vita organica ed è la base della chimica organica. Tale non metallo ha l'interessante caratteristica di essere in grado di legarsi con sé stesso e con una vasta gamma di elementi (producendo più di 10 milioni di composti). Unito all'ossigeno forma il diossido di carbonio, che è assolutamente vitale per la crescita delle piante. Unito all'idrogeno forma vari composti chiamati "idrocarburi", che sono essenziali per l'industria in forma di combustibili fossili.

Sebbene l'isotopo più comune sia il carbonio-12 (il cui nucleo è formato da 6 protoni e 6 neutroni), l'isotopo carbonio-14 è anch'esso di fondamentale importanza per le sue applicazioni pratiche, essendo comunemente usato per la datazione radioattiva di antichi reperti.

Ciclo undecennale dell'attività solare

Il ciclo solare (o ciclo dell'attività magnetica solare) è il "motore" dinamico e la sorgente energetica alla base di tutti i fenomeni solari.

Datazione radiometrica

La datazione radiometrica (o radiodatazione) è uno dei metodi per determinare l'età di oggetti antichi. Essa si basa sul raffronto tra le abbondanze osservate di un opportuno isotopo radioattivo e dei suoi prodotti di decadimento (noto il tempo di dimezzamento, ed è la principale fonte di informazioni sull'età della Terra e sulla velocità dell'evoluzione delle specie viventi).

Esistono vari metodi di datazione radiometrica, differenti nella precisione della misura, nei costi e nelle scale temporali per le quali possono essere utilizzati. Il più noto (nonché il primo ad essere stato sviluppato) è quello del Carbonio-14 (C14).

Esame del carbonio 14 sulla Sindone

Il più celebre studio condotto sulla Sindone di Torino, per la grande risonanza che ebbe all'epoca sui mezzi d'informazione, è la datazione del lenzuolo eseguita nel 1988 con la tecnica radiometrica del carbonio 14 svolta in tre laboratori e pubblicata su Nature. La prova del carbonio ha stabilito che il telo risale, con un intervallo di confidenza di almeno il 95% e un'approssimazione di 10 anni in più o in meno, a una data compresa tra il 1260 e il 1390, periodo compatibile con le prime testimonianze storiche certe dell'esistenza della Sindone (1353-1355 circa).

Questa datazione è stata generalmente accettata dalla comunità scientifica, oltre che da diversi esponenti della Chiesa cattolica anche per bocca dell'arcivescovo di Torino, il cardinale Anastasio Ballestrero; i sostenitori dell'autenticità del telo hanno però avanzato diverse obiezioni sull'attendibilità del test.

Isotopi del carbonio

Il carbonio (C) ha 15 isotopi conosciuti, dall'8C al 22C, due dei quali (12C e 13C) sono stabili. Solo tre isotopi (12C, 13C e 14C) possono essere trovati in natura, tutti gli altri sono prodotti artificialmente.

Lop Nur

Il Lop Nur (羅布泊T, 罗布泊S, LuóbùbóP, Lo-pu P'oW), noto anche come Lop Nor, era un lago salato della Cina nord-occidentale che attualmente si presenta come un letto lacustre incrostato di sale. È situato nel bacino del Tarim, nella parte orientale del deserto del Takla Makan, nella Regione Autonoma Uigura dello Xinjiang, ed è una delle aree più desolate della Cina.

L'antico lago, che negli anni '50 occupava una superficie di circa 2000 km², cessò di esistere verso il 1970 in seguito al completamento delle opere di irrigazione e alla costruzione di una serie di bacini artificiali lungo il corso medio del fiume Tarim, uno dei suoi antichi immissari. Secondo analisi effettuate con il metodo del carbonio-14 da un team di scienziati cinesi nel 1980-81, da circa 20.000 anni nell'area sarebbe costantemente esistito un lago di dimensioni variabili, nonostante le condizioni climatiche locali siano spesso variate da aride a estremamente aride. Dopo la scomparsa delle acque del lago, l'area del Lop Nur ha sperimentato un aumento dell'erosione eolica e delle incrostazioni di sale. La crosta di sale attualmente ricopre 21.000 km², e gli yardang (crinali di sale dalla forma irregolare) occupano quasi 3100 km².

L'area del Lop Nur non è più abitata permanentemente dal 1920 circa, quando le bande di uiguri che vi abitavano abbandonarono il bacino dopo che un'epidemia uccise molti di loro. Tra gli animali che popolano la regione vi sono pochi esemplari selvatici di cammello della Battriana. Tra il 1964 e il 1996 la regione venne usata a intermittenza dai cinesi come sito per test di esplosioni nucleari sotterranee e atmosferiche. Il termine generico nur deriva dalla parola mongola nuur («lago»).

Metodo del carbonio-14

Il metodo del 14C (carbonio-14), o del radiocarbonio, è un metodo di datazione radiometrica basato sulla misura delle abbondanze relative degli isotopi del carbonio.

Fu ideato e messo a punto tra il 1945 e il 1955 dal chimico statunitense Willard Frank Libby, che per questa scoperta ottenne il Premio Nobel nel 1960.

Il metodo del 14C permette di datare materiali di origine organica (ossa, legno, fibre tessili, semi, carboni di legno, ...). Si tratta di una datazione assoluta, vale a dire in anni calendariali, ed è utilizzabile per materiali di età non più antica di 50.000 anni salvo casi particolari. La sua principale utilizzazione è in archeologia per datare i reperti costituiti da materia organica, quindi contenenti atomi di carbonio.

Naqada III

Il periodo di Naqada III o semainiano durò approssimativamente dal 3200 a.C. al 3000 a.C. in quanto la cronologia della Cultura di Naqada è tuttora in fase di studio

ma con le ultime datazioni al carbonio-14, sarebbe durata dal 3300 al 3060.

La cultura semaniana o di Naqada III è l'ultima di tre fasi della cultura di Naqada, del predinastico, ed è successiva alla fase di Naqada I e Naqada II.

Il periodo si divide in quattro fasi: IIIa, IIIb, IIIc e IIId.

Notazione isotopica

In chimica e fisica, la notazione isotopica si utilizza per rappresentare un singolo isotopo di un elemento. In questa notazione, oltre al simbolo dell'elemento chimico vengono riportati anche il numero atomico Z e il numero di massa A, a sinistra del simbolo, in piccolo, rispettivamente in basso ed in alto.

Ad esempio carbonio-14 si rappresenta come 146C, l'uranio-235 come 23592U .

Pleistocene superiore

Il Pleistocene superiore o Tardo Pleistocene (noto anche come Tarantiano) è l'ultimo dei quattro piani dell'epoca del Pleistocene. L'inizio del piano è fissato alla base della fase interglaciale eemiana prima dell'episodio glaciale finale del Pleistocene avvenuto 126 000 anni fa.

La fine del piano è definita a 11 700 anni carbonio-14 BP ("prima del presente"). Questo piano viene seguito dall'Olocene.

Buona parte del tardo Pleistocene venne dominata dalla glaciazione (glaciazione Wisconsin nel Nord America e i corrispondenti periodi glaciali in Eurasia). Molta megafauna si estinse durante questo periodo, un andamento che continuò nell'Olocene. Anche le specie umane al di fuori dell'Homo sapiens (la nostra specie) scomparvero.

Durante il Pleistocene superiore, la specie umana si espanse in ogni continente eccetto l'Antartide.

Radionuclide

Un radionuclide è un nuclide instabile che decade emettendo energia sotto forma di radiazioni, da qui il suo nome.

I radioisotopi sono isotopi radioattivi, cioè radionuclidi di uno stesso elemento chimico. Il termine più corretto per indicare una specie atomica con un nucleo formato da un determinato numero di protoni Z (numero atomico) e un determinato numero di neutroni N è infatti nuclide o, se radioattivo, radionuclide.

La somma del numero di protoni e del numero di neutroni è denominato numero di massa A = Z + N. I nuclidi di pari Z sono denominati quindi isotopi, quelli di pari A sono denominati isobari, quelli di pari N sono denominati isotoni. Per completare la terminologia sono denominati radionuclidi isodiaferi quelli correlati da decadimento alfa e isomeri quelli che a parità di Z e A decadono per diseccitazione gamma di un livello eccitato detto stato isomerico. I nuclidi e/o i radionuclidi di un elemento chimico E si indicano con AZE, oppure con il nome dell'elemento con iniziale minuscola in esteso seguita da una lineetta e dal numero di massa, ovvero in maniera abbreviata: es: iodio-131 o uranio-235 o in forma abbreviata I-131 o U-235. Nel caso di nuclidi metastabili AmZE, es: tecnezio-99m o Tc-99m o 99m43Tc.

Radionuclidi particolari possono emettere a seconda dei casi: particelle α, corrispondenti a due neutroni e due protoni (un atomo di elio due volte ionizzato), o particelle β, corrispondenti a elettroni. Possono inoltre emettere energia sotto forma di radiazioni dette fotoni γ oppure decadere per fissione spontanea. Altri modi di decadimento con emissione di 2 beta (decadimento doppio beta), di protoni o di cluster di nucleoni (C, O, Mg, Si) sono denominati decadimenti esotici. Attraverso l'emissione di particelle e di radiazioni essi decadono, ovvero si trasformano in atomi più stabili.

Shroud of Turin Research Project

Lo Shroud of Turin Research Project (STURP) è un gruppo internazionale di ricerca costituito allo scopo di esaminare scientificamente la Sindone di Torino. I membri fondatori del gruppo erano circa 30 scienziati con competenze specifiche in vari settori della fisica e della chimica.

Nel 1978 lo STURP ottenne dalla Custodia della Sindone il permesso di eseguire sul lenzuolo una serie di misure non distruttive (spettroscopia, radiografia, fotografia all'infrarosso e all'ultravioletto, e altri) e di prelevare alcuni campioni da sottoporre a successivi esami di laboratorio. La Sindone venne messa a disposizione degli scienziati per 120 ore consecutive dall'8 al 13 ottobre di quell'anno per l'effettuazione delle misure e per i prelievi. Contemporaneamente, lavorò sulla Sindone anche un gruppo di studiosi italiani con un proprio programma di ricerca indipendente da STURP.

Sindone di Torino

La Sindone di Torino, nota anche come Sacra Sindone o Santa Sindone, è un lenzuolo di lino conservato nel Duomo di Torino, sul quale è visibile l'immagine di un uomo che porta segni interpretati come dovuti a maltrattamenti e torture compatibili con quelli descritti nella passione di Gesù. Alcune persone identificano l'uomo con Gesù e il lenzuolo con quello usato per avvolgerne il corpo nel sepolcro.

Il termine "sindone" deriva dal greco σινδών (sindon), che indicava un ampio tessuto, come un lenzuolo, e che se specificato poteva essere di lino di buona qualità o tessuto d'India. Anticamente il termine "sindone" era generico e non collegato alla sepoltura, ma oggi il termine è ormai diventato sinonimo del lenzuolo funebre di Gesù.

Nel 1988, l'esame del carbonio 14 sulla Sindone, eseguito contemporaneamente e indipendentemente dai laboratori di Oxford, Tucson e Zurigo, ha datato la sindone in un intervallo di tempo compreso tra il 1260 e il 1390, periodo corrispondente all'inizio della storia della Sindone certamente documentata. Ciononostante, la sua autenticità continua a essere propugnata da una serie di autori.

Le esposizioni pubbliche della Sindone sono chiamate ostensioni (dal latino ostendere, "mostrare"). Le ultime sono state nel 1978, 1998, 2000, 2010, 2013 (quest'ultima soltanto televisiva) e, più di recente, dal 19 aprile al 24 giugno 2015.

Subfossile

Il termine subfossile è utilizzato per riferirsi ai resti animali che non abbiano completato il processo di fossilizzazione, vuoi perché il luogo in cui organismo morì e si depositò non presentava le caratteristiche adatte, vuoi perché il tempo passato da quando il processo è iniziato non è stato sufficiente.

I subfossili databili al Mesozoico sono estremamente rari e di solito in cattivo stato; di solito, questi reperti possono essere trovati in depositi risalenti al Quaternario.

Un subfossile si differenzia da un fossile in quanto contiene materiale organico, che può essere utilizzato per la datazione al Carbonio 14 o per l'estrazione e lo studio del DNA o delle altre biomolecole dell'organismo.

Inoltre, la presenza di isotopi nei subfossili può fornire preziose informazioni sulle condizioni ecologiche in cui l'animale viveva.

Sudario di Oviedo

Il sudario di Oviedo, conosciuto anche come telo di Oviedo, è una reliquia della Chiesa cattolica, costituita da un telo di lino di dimensioni ridotte (circa 0,84 per 0,53 m) conservato nella Cámara Santa della cattedrale di San Salvador a Oviedo (Asturie, Spagna). Le analisi col metodo del carbonio-14 hanno datato il telo al 700 d.C. circa.

Secondo la tradizione cristiana e il Vangelo di san Giovanni questo telo sarebbe stato usato per avvolgere il capo di Gesù dopo la sua morte e sino all'arrivo al sepolcro, quando, come d'uso, era stato tolto prima d'avvolgere il cadavere nel lenzuolo; diversamente dalla più famosa sindone di Torino, esso non porta impressa alcuna immagine, ma solo macchie di sangue. Il sudario viene esposto alla venerazione dei fedeli tre volte l'anno: il Venerdì Santo, il 14 settembre (Festa del trionfo della croce) e il 21 settembre (san Matteo apostolo ed evangelista).

Titulus crucis

Il Titulus crucis (titolo, iscrizione della croce) è l'iscrizione, riportata differentemente dai quattro vangeli canonici, che sarebbe stata apposta sopra la croce di Gesù, quando egli fu crocifisso, per indicare la motivazione della condanna. L'esibizione della motivazione della condanna, infatti, era prescritta dal diritto romano, per quanto non - come indicato da Giovanni - in tre lingue, usanza riservata solo ad eventi solenni.Il titulus identifica anche una reliquia conservata a Roma nella Basilica di Santa Croce in Gerusalemme e costituita da una tavola di legno di noce, che secondo la tradizione sarebbe il cartiglio originario infisso sopra la croce. Il legno, ritrovato in una nicchia nel 1492 durante lavori di conservazione condotti nella chiesa, reca una parte di un'iscrizione (presumibilmente, ma senza alcuna certezza, frutto di uno smembramento) in caratteri compatibili con quelli del I secolo, da destra a sinistra (comprese le righe in greco e latino), in tre lingue diverse: ebraico, greco e latino. L'ordine appare diverso da quello riferito da Giovanni (ebraico, latino e greco). Il manufatto è stato datato attraverso un'analisi al carbonio-14 al X-XII secolo.

Willard Frank Libby

Willard Frank Libby (Grand Valley, 17 dicembre 1908 – Cambridge, 8 settembre 1980) è stato un chimico statunitense, ideatore, nel 1947, del metodo della datazione mediante radiocarbonio che permette di determinare, con buona approssimazione, l'epoca di qualsiasi oggetto che contenga carbonio, quindi di qualsiasi organismo vissuto anche decine di migliaia di anni fa.

Tale metodo, che si è dimostrato prezioso per stabilire cronologie in campo archeologico, paleontologico, geologica e geofisico, è basato sulla misurazione, nei resti organici da datare, del rapporto fra la quantità di Carbonio 14 (radioattivo) e di carbonio 12 (non radioattivo), tenendo conto del fatto che tale rapporto, costante nell'organismo vivente, diminuisce gradualmente dopo la sua morte.

Conoscendo il periodo di dimezzamento del Carbonio 14 (o radiocarbonio), si può valutare il tempo trascorso dalla morte dell'organismo.

Lavorando come assistente all'Università della California, Libby si era dedicato alla separazione degli isotopi dell'uranio. Nel 1945 divenne professore di chimica all'Università di Chicago e, in seguito, a quella di California.

Grazie al suo metodo di datazione, gli fu conferito il premio Nobel per la chimica del 1960.

Isotopi
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