Britanni

I Britanni erano una popolazione celtica stanziata nell'antichità nelle Isole britanniche (Gran Bretagna e Irlanda). Giunti nella regione a partire dall'VIII secolo a.C., i Celti della Britannia rimasero frazionati in numerose tribù, facilitando così la conquista del loro territorio prima dai Romani (I secolo d.C.), quindi dagli Anglosassoni (V secolo). I Britanni furono sottomessi politicamente e culturalmente ai nuovi dominatori, ma la loro civiltà celtica non fu mai del tutto sradicata, contribuendo a formare (insieme ad apporti latino-cristiani e germanici) le moderne popolazioni di Gran Bretagna e Irlanda, tanto che di origine britannica sono le sole lingue celtiche sopravvissute fino a oggi.

La principale fonte sui Britanni è Cesare, che nel suo De bello Gallico ha riferito delle due spedizioni da lui condotte in Gran Bretagna a metà del I secolo a.C. Altre notizie le dobbiamo al navigatore cartaginese Imilcone, che nel V secolo a.C. aveva intrapreso un viaggio in queste terre, e al geografo greco Pitea (IV secolo a.C.).

Boudiccastatue
La statua di Boudicca (Boadicea), regina degli Iceni, a Westminster

Storia

Le origini

A partire dall'VIII-VI secolo a.C., gruppi di Celti invasero a più riprese le Isole britanniche, sovrapponendosi ai precedenti abitanti. Tali gruppi provenivano, attraverso La Manica, dalle coste continentali dell'Europa, che i Celti avevano appena raggiunto dopo aver avviato la loro espansione dalla culla del loro popolo (l'area della Cultura di La Tène) e disceso il corso Reno.[1] A partire dall'odierna Inghilterra meridionale, si espansero rapidamente in tutta la Gran Bretagna e l'Irlanda, anche se nell'attuale Scozia il popolo pre-indoeuropeo dei Pitti conservò la propria individualità.

La frammentazione politica

England Celtic tribes - South
I popoli della Britannia meridionale al tempo della seconda campagna di Cesare (54 a.C.)

Come tutti i Celti, i Britanni non raggiunsero mai un'unità politica; in alcuni, rari momenti stipularono provvisorie leghe militari, per far fronte a un comune nemico. Gaio Giulio Cesare, che nel 55 a.C. giunse con la sua flotta in Gran Bretagna, distinse gli abitanti in autoctoni e costieri, che nel II secolo a.C. erano emigrati in Gallia belgica e avevano fondato potenti Stati. Tra le popolazioni più importanti ricorda i Cantiaci, che abitavano l'odierno Kent (che da essi prende il nome), i Dumnoni, nell'attuale Cornovaglia, e, più a nord, gli Iceni.

Cesare attesta gli stretti legami, non solo culturali ma anche economici e politici, tra i Britanni e i Galli: i domini di Diviziaco, per esempio, si estendevano su entrambe le sponde della Manica[2] e sull'isola scampavano esuli dalla Gallia[3], che a sua volta otteneva, in caso di necessità, aiuto militare dalla Britannia[4].

Le spedizioni di Cesare

Nell'ambito delle guerre per la conquista della Gallia, Gaio Giulio Cesare condusse due rapide incursioni in Britannia, nel 55 e nel 54 a.C. Cesare stesso ne rende conto nel suo De bello Gallico[5] La prima spedizione (tarda estate del 55), che non raggiunse grandi risultati, fu più che altro una spedizione ricognitiva. Le truppe approdarono per mare sulla costa dell'odierno Kent. La seconda invasione, quella del 54, ebbe maggior successo: Cesare impose sul trono il re amico Mandubracio e costrinse alla sottomissione il suo rivale, Cassivellauno, anche se il suo territorio non fu sottomesso.

La conquista romana

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Antiche popolazioni celtiche della Britannia secondo Claudio Tolomeo.

I Britanni rimasero indipendenti sino al 43 d.C., quando l'imperatore romano Claudio lanciò l'invasione dell'isola, affidandola ad Aulo Plauzio. Il generale sconfisse Carataco, re dei Catuvellauni e guida della resistenza anti-romana, e diede così inizio al dominio latino. In seguito, nuove spedizioni furono condotte da Publio Ostorio Scapula (47-51) e da Svetonio Paolino (60-61) (che affrontò e vinse l'indomita regina degli Iceni, Boudicca) e da Gneo Giulio Agricola, che conquistò le terre degli Ordovici e dei Siluri in Galles e dei Briganti nel nord dell'Inghilterra e infine sconfisse le tribù dell'odierna Scozia. I Romani occuparono l'area degli attuali Inghilterra e Galles, erigendo a nord un limes fortificato: il Vallo di Adriano (122), in seguito spostato ancora più a nord (Vallo di Antonino, 142). Al di là del limes (nell'attuale Scozia e in Irlanda) rimasero sia tribù britanniche, sia i Pitti.

Hadrian's Wall view near Greenhead
I resti del Vallo di Adriano

Durante la dominazione romana, tra i Britanni l'influenza della lingua e della cultura latina penetrò profondamente soltanto nelle classi più elevate, mentre nel popolo continuava a preservarsi la tradizione celtica: alla cessazione del controllo romano della Gran Bretagna (fine IV-inizio V secolo) l'identità etnica e linguistica dei Celti era ancora viva, e sopravvisse a lungo anche alle successive invasioni germaniche. La dominazione romana, e in particolare la concessione della cittadinanza romana a vasti strati di popolazione autoctona, generò tuttavia un livello di identificazione etnico-culturale misto: quello dei Romano-Britanni, in seguito riassorbiti dal dominante elemento celtico o indotti dalle invasioni anglosassoni alla fuga verso le regioni più romanizzate del continente europeo.

La conquista anglosassone

La dominazione romana in Britannia terminò agli inizi del V secolo, quando le legioni lasciarono l'isola (410 circa), abbandonandola in balia degli invasori sassoni, juti e angli. Iniziava così il periodo anglosassone, che sarebbe a sua volta terminato nel 1066 con la conquista normanna. Con l'arrivo degli invasori anglosassoni, parte dei Celti britannici migrò nella regione dell'Armorica (l'odierna Bretagna). Era iniziato il Medio Evo inglese.

Dalla fusione dei tre elementi (celtico, latino e germanico) si sarebbero formate, in questo periodo, le moderne popolazioni di Gran Bretagna e Irlanda (anche se la seconda delle Isole britanniche aveva subito un'influenza soltanto indiretta dell'elemento latino, questa era stata tuttavia decisiva specie in campo culturale, attraverso il processo di cristianizzazione). Gli unici popoli moderni eredi diretti degli antichi Celti sono proprio quelli delle Isole britanniche[6], che avrebbero conservato ininterrotta la tradizione linguistica dando origine alle lingue celtiche insulari, nei due rami goidelico e brittonico.

La ripresa altomedievale (VI-X secolo)

Rock of Cashel-cross
Una croce celtica. Questo tipo di croce, tipicamente irlandese, è uno dei simboli ripresi dall'antica cultura celtica e adattata alla religione cattolica

La Gran Bretagna subì, fin dal IV secolo, un processo di re-celtizzazione da parte di gruppi provenienti dalla vicina Irlanda, mai entrata nei domini di Roma[7]. A partire dalla missione di san Patrizio in Irlanda (432), l'isola conobbe una fioritura religiosa che, attraverso lo slancio missionario, tutelò l'eredità celtica, anche se ora integrata con nuovi elementi di matrice cristiana. A questi anni risalgono le prime testimonianze delle lingue celtiche insulari.

La fase espansiva dei Celti irlandesi caratterizzò gli ultimi secoli del I millennio e interessò principalmente la Scozia e l'Isola di Man. Tale attività fu però esclusivamente culturale e religiosa: dal punto di vista politico, infatti, l'Irlanda fu invasa e controllata dai Vichinghi germanici dall'VIII al IX secolo.

Il declino definitivo (dall'XI secolo)

Nonostante la vivacità culturale, gli eredi dei Britanni furono - salvo rari momenti, come dopo la Battaglia di Carham (vinta nel 1018 da re Malcolm II di Scozia) - sempre soggetti a nuovi dominatori, tutti di lingua germanica: i Vichinghi prima e gli Anglosassoni poi. L'identità celtica subì un forte processo di arretramento, testimoniata dalla progressiva riduzione dell'area occupata dai parlanti madrelingua delle diverse varietà delle lingue celtiche insulari[8]

Il II millennio ha registrato una costante regressione dei superstiti elementi celtici, sottoposti a un continuo processo di anglicizzazione sia linguistica, sia politica, sia culturale. Dalla fusione dell'elemento celtico e di quello germanico (vichingo e anglosassone) sono derivate, etnicamente e culturalmente, le moderne popolazioni di Gran Bretagna e Irlanda: non più quindi - e fin dal Medioevo - popolazioni celtiche in senso stretto, ma eredi moderne degli antichi Britanni, variamente ibridati - come ogni altro popolo europeo - con numerosi apporti successivi.

Economia

I Britanni estraevano e commerciavano stagno, coltivavano grano e allevavano bestiame. In particolare, lo stagno dei Britanni era commerciato, attraverso i Galli, in tutto il bacino del Mediterraneo.

Lingua

Quasi nulle sono le testimonianze sopravvissute della lingua britannica, parlata dagli antichi Britanni. Benché la linguistica distingua lingue celtiche continentali e lingue celtiche insulari, tale divisione non è, a dispetto del nome, geografica, bensì cronologica: le prime sono quelle attestate in età antica (e non esistono testimonianze delle lingue celtiche parlate sulle Isole britanniche anteriori al IV secolo d.C.); le seconde sono quelle attestate a partire dal Medioevo (e presenti proprio ed esclusivamente sulle Isole britanniche[9]). Tuttavia, molti tratti delle prime iscrizioni in alfabeto ogamico rinvenute in Irlanda (definite in irlandese arcaico o proto-irlandese) offrono tratti linguistici affini a quelli delle lingue celtiche continentali, come per esempio l'assenza della lenizione[10].

Note

  1. ^ Francisco Villar, Gli Indoeuropei e le origini dell'Europa, p. 444.
  2. ^ Cesare, De bello Gallico, II, 4.
  3. ^ Cesare, De bello Gallico, II, 14.
  4. ^ Cesare, De bello Gallico, III, 9; IV, 20.
  5. ^ Cesare, De bello Gallico, IV, 20-35; V, 1, 8-23. La testimonianza cesariana è inoltre integrata da quelle di Dione Cassio (Storia romana, XXXIX, 50-53) e di Floro (Epitome della Storia romana, I, 45).
  6. ^ Presso gli abitanti della Bretagna francese la sopravvivenza di una lingua celtica è dovuta agli insediamenti secondari di elementi provenienti proprio dalla Gran Bretagna (V-VII secolo), e non da una sopravvivenza dei Galli autoctoni.
  7. ^ Pierluigi Cuzzolin, Le lingue celtiche, pag. 279.
  8. ^ Cuzzolin, cit., p. 279.
  9. ^ Villar, cit., p. 450.
  10. ^ Villar, cit., p. 458.

Bibliografia

Fonti primarie

Letteratura storiografica

  • (EN) Stephen Allen, Wayne Reynolds, Celtic warrior: 300 BC-AD 100, Oxford, 2001, ISBN 1-84176-143-5.
  • Peter Berresford Ellis, L'impero dei Celti, Bologna, Il Mulino, 1997, ISBN 88-384-4008-5.
  • (EN) Maureen Carroll, Romans, Celts & Germans: the german provinces of Rome, Charleston, 2001, ISBN 0-7524-1912-9.
  • Pierluigi Cuzzolin. Le lingue celtiche, in Emanuele Banfi (a cura di), La formazione dell'Europa linguistica. Le lingue d'Europa tra la fine del I e del II millennio, Scandicci, La Nuova Italia, 1993, ISBN 88-221-1261-X.
  • Venceslas Kruta, I Celti, Milano, 2007, ISBN 978-88-95363-15-8.
  • Francisco Villar, Gli Indoeuropei e le origini dell'Europa, Bologna, Il Mulino, 1997, ISBN 88-15-05708-0.

Voci correlate

Contesto storico generale

Rapporti con Roma

Collegamenti esterni

Asterix e i Britanni

Asterix e i britanni (Astérix chez les Bretons) è l'ottava storia a fumetti della serie Asterix, creata dal duo francese René Goscinny (sceneggiatura) e Albert Uderzo (disegni). La sua prima pubblicazione in volume in lingua originale risale al 1966.

La storia è stata trasposta al cinema nel 1986, nel cartone animato Asterix e la pozione magica, e nel 2012, nel film Asterix & Obelix al servizio di Sua Maestà.

Battaglia del Monte Badon

La battaglia del Monte Badon /ˈbeɪdən/ (anche Mons Badonicus. Badon Hill o Mynydd Baddon) fu combattuta in Britannia (Inghilterra) tra i romano-britannici e i celti da un lato e un esercito di invasori anglo-sassoni dall'altra negli anni 490, e risultò in una pesante sconfitta di quest'ultimi.

Fu l'evento politico-militare più importante della storia inglese nei secoli V e VI, anche se non si conosce nulla di certo sulla data e il luogo della battaglia. Le fonti più antiche non riportano i nomi dei comandanti, ma a partire dal IX secolo la vittoria fu attribuita a re Artù.

Nel suo De Excidio Britanniae il monaco Gildas afferma che la battaglia ebbe luogo nell'anno della sua nascita; nella Historia Regum Britanniae, testo del XII secolo, è citato Ambrosio Aureliano (identificato tradizionalmente con Artù) come il capo delle unità combattenti locali limitanei e comitatenses, formate da residenti di origine romana, che sconfissero i Sassoni.

Lo scrittore Bernard Cornwell ha scritto tra il 1995 e il 1997 un'opera romanzesca, ispirata al ciclo arturiano, intitolata Il romanzo di Excalibur. Nel quinto ed ultimo volume intitolato La spada perduta fa riferimento alla Battaglia del Monte Baddon.

Boudicca

Boudicca, o Budicca o ancora Boadicea (33 – 60/61 d.C.), è stata una regina della tribù degli Iceni, popolazione che viveva nell'Inghilterra orientale. Guidò la più grande rivolta anti-romana delle tribù dell'isola.

Il suo nome è stato tramandato in diverse forme, a causa di diverse corruttele presenti in molti manoscritti medioevali. Nel XIX e nel XX secolo la forma più utilizzata era Boadicea, derivata probabilmente da un errore di trascrizione medievale di un manoscritto di Tacito, il cui originale riporta invece Boudicca. Basandosi sull'evoluzione del gallese e dell'irlandese, il linguista Kenneth Jackson ha concluso che il nome originale in brittonico antico dovrebbe essere stato Boudica (IPA: /bɒʊ'diː.ka:/). La parola deriva dalla radice celtica *boudā, che significa "vittoria".Le fonti principali sulla vita della regina e sulla sua rivolta provengono dal De vita et moribus Iulii Agricolae di Tacito e dalla Storia Romana di Cassio Dione.

Britannici

I britannici (Britons) sono i cittadini del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord, dell'Isola di Man, delle Isole del Canale e dei Territori britannici d'oltremare.

Sono spesso confusi con gli inglesi (abitanti dell'Inghilterra), che d'altronde possono definire sé stessi Britons, ovvero Britanni, un insieme di popoli celtici abitanti nell'Inghilterra all'epoca della conquista romana della Britannia, anche se in seguito ad una serie di invasioni (da parte dei Romani prima, quindi degli Angli, degli Iuti e dei Sassoni e infine dei Normanni) la lingua celtica è stata in larga parte dimenticata e la cultura dei Britanni autoctoni ne è risultata stravolta.

Oltre agli inglesi, tra i maggiori gruppi etnici del Regno Unito vi sono scozzesi, irlandesi, gallesi e còrnici. Questi gruppi mantengono identità e tradizioni nazionali proprie, e si sono integrati in misura diversa nello Stato britannico. Tra i gallesi le aspirazioni indipendentiste sono sentite in modo minore, mentre scozzesi e còrnici vivono con maggiore conflittualità l'appartenenza al Regno Unito, con movimenti autonomisti particolarmente attivi.La situazione nell'Irlanda del Nord, con la popolazione divisa tra nazionalisti cattolici e unionisti protestanti, è particolarmente controversa. Sia gli uni che gli altri hanno cittadinanza britannica, ma tra i primi è diffusa la tendenza a sentirsi irlandesi mentre i secondi si sentono principalmente britannici, anche se non tutti i cattolici sono nazionalisti e non tutti i protestanti sono unionisti. Il senso di appartenenza non si limita alle sole questioni religiose e politiche, ma si basa molto anche su altri fattori culturali, come storia, lingua, tradizioni, musica, ecc.

Bruto di Troia

Bruto di Troia o Bruto I dei britanni (in gallese: Bryttys), discendente dell'eroe troiano Enea, è conosciuto nelle leggende medievali come il fondatore e primo sovrano della Britannia, su cui avrebbe regnato per ventitré anni attorno al 1100 a.C. Questa leggenda compare per la prima volta nell'Historia Brittonum, compilazione del IX secolo attribuita a Nennio, anche se è meglio conosciuta dal racconto che ne fece nel XII secolo Geoffredo di Monmouth nella sua semi-leggendaria Historia Regum Britanniae. Tuttavia, niente autorizza a ritenere che questo racconto sia storicamente credibile.

Cassivellauno

Cassivellauno (... – post 48 a.C.) è stato un principe e condottiero britanno, che guidò la resistenza contro la seconda invasione dell’isola da parte delle legioni di Gaio Giulio Cesare, che era impegnato nella conquista della Gallia.

Col nome di Cassibelano o Cassibelauno, questo personaggio compare anche nella semi-leggendaria Historia Regum Britanniae di Goffredo di Monmouth come re dei britanni, nel Mabinogion e nelle Triadi gallesi col nome di Caswallawn, figlio di Beli Mawr.

Celti

I Celti furono un insieme di popoli indoeuropei che, nel periodo di massimo splendore (IV-III secolo a.C.), erano estesi in un'ampia area dell'Europa, dalle Isole britanniche fino al bacino del Danubio, oltre ad alcuni insediamenti isolati più a sud, frutto dell'espansione verso le penisole iberica, italica e anatolica. Uniti dalle origini etniche e culturali, dalla condivisione di uno stesso fondo linguistico indoeuropeo e da una medesima visione religiosa, rimasero sempre politicamente frazionati; tra i vari gruppi di popolazioni celtiche si distinguono i Britanni, i Galli, i Pannoni, i Celtiberi e i Galati, stanziati rispettivamente nelle Isole Britanniche, nelle Gallie, in Pannonia, in Iberia e in Anatolia.

Portatori di un'originale e articolata cultura, furono soggetti a partire dal II secolo a.C. a una crescente pressione politica, militare e culturale da parte di altri due gruppi indoeuropei: i Germani, da nord, e i Romani, da sud. Furono progressivamente sottomessi e assimilati, tanto che già nella tarda antichità l'uso delle loro lingue appare in netta decadenza e il loro arretramento come popolo autonomo è testimoniato proprio dalla marginalizzazione della loro lingua, presto confinata alle sole Isole britanniche. Lì infatti, dopo i grandi rimescolamenti altomedievali, emersero gli eredi storici dei Celti: le popolazioni dell'Irlanda e delle frange occidentali e settentrionali della Gran Bretagna, parlanti lingue brittoniche o goideliche, le due varietà di lingue celtiche insulari.

Commio

Commio , o Comio (... – ...), è stato un principe e condottiero gallo, capo degli atrebati (tribù della Gallia Belgica).

Regnò dapprima in Gallia Transalpina e poi in Britannia nel I secolo a.C.

Cutberto di Lindisfarne

Cutberto di Lindisfarne (Wrangham, 634 – Isole Farne, 20 marzo 687) è stato un monaco e poi vescovo britannico; è venerato come santo da tutte le Chiese che ammettono il culto dei santi.

Gildas

Gildas di Rhuys, detto in italiano Gilda, detto anche Gildas il Saggio, Gilda il Sapiente o Gildas Badonicus (Strathclyde, 493 circa, oppure 503-504 oppure 516 – Île-d'Houat, 29 gennaio 570), è stato un abate e storico britanno, fondatore di monasteri; è venerato come santo dalla Chiesa cattolica.

Historia Brittonum

L'Historia Brittonum (Storia dei Brittonici) è uno dei più antichi testi sulla storia dell'Inghilterra.

Compilata nel IX secolo dal monaco gallese Nennio, probabilmente rielaborando materiale precedente, tratta delle vicende dell'Inghilterra dopo la partenza delle legioni romane e nel periodo delle successive invasioni sassoni.

Nel testo compare per la prima volta il riferimento al mitico Re Artù, vincitore sui sassoni nella battaglia del Monte Badon (circa 500).

Il materiale della Historia Brittonum è stato successivamente rielaborato prima da Goffredo di Monmouth e poi da Chrétien de Troyes e ha fornito la base per quasi tutti i romanzi del cosiddetto "ciclo arturiano".

Nella Historia compare anche un primo embrione del Merlino, nella forma di un ragazzo con doti profetiche di nome Ambrosius (che Goffredo di Monmouth, nella Historia Regum Britanniae, ribattezzerà "Merlinus Ambrosius").

Inglesi

Gli Inglesi (in lingua inglese: English) sono una popolazione di lingua germanica situata nella Nazione costitutiva dell'Inghilterra. Le loro origini culturali e linguistiche si fanno risalire in massima parte alla fusione di popolazioni germaniche, migrate a partire dall'Alto Medioevo nella Britannia (Anglosassoni e Normanni), con genti autoctone costituite prevalentemente dai Britanni, spesso romanizzati, anche se gran parte di questi ultimi con la conquista germanica migrarono in Irlanda oppure verso l'ovest, dando origine alle minoranze linguistiche dei Gallesi e dei Cornici. Dal primo Medioevo i Germani insediatisi in Britannia si distinsero dai Germani del continente (Thēodisc) adottando il nome di Angelcynn, "genía degli Angli", aggettivo Ænglisc, da cui evolse l'attuale etnonimo English.

Medioevo inglese

Il Medioevo inglese è un periodo storico, iniziato nel V e terminato nel XVI secolo. Storicamente inizia con la partenza delle legioni romane dalla Britannia e l'invasione degli Anglosassoni e termina con Enrico VIII e la riforma del teologo scozzese, John Knox.

All'interno del Medioevo inglese, i secoli V e VI sono conosciuti dagli storici con i nomi di, "periodo sub-romano" o "secoli bui", a cui seguì il periodo noto come, "eptarchia anglosassone". Sul finire dell'VIII secolo giunsero invece i Vichinghi, causa di molti cambiamenti nell'isola. La conquista normanna, invece, fu un vero e proprio spartiacque nella storia medievale inglese, ponendo fine al periodo dell'Inghilterra anglosassone. Fino al X secolo il processo di sostituzione del potere celtico con quello germanico continuò in maniera frammentaria.

Organizzazione militare dei Britanni

Per organizzazione militare dei Britanni si intendono le armi, le tattiche ed i soldati impiegati dai Britanni durante le loro guerre, dal I secolo a.C. al V secolo d.C.

Pelagio

Pelagio, nome ellenizzato e latinizzato di Morgan (ossia, Marino) (Britannia, 360 – Palestina, 420), è stato un monaco cristiano, teologo e oratore britanno o irlandese di lingua latina.

Romano-Britanni

Il termine Romano-Britanni (o Romano-Bretoni) indica le popolazioni culturalmente romanizzate della Britannia del periodo imperiale, quando cioè la cultura romana e quella cristiana si diffusero ampiamente e penetrarono nella vita di questa gente.

Sovrani leggendari della Britannia

La seguente lista di sovrani leggendari della Britannia deriva principalmente dalla Historia Regum Britanniae, scritta da Goffredo di Monmouth attorno al 1136. Geoffredo ha costruito una storia molto romanzata basata sulle opere dei primi storici medievali quali Gildas, Nennio e Beda, sulle genealogie gallesi, sulle vite dei santi e sulla propria immaginazione. Molti di questi sovrani sono basati su figure storiche, ma le narrazioni leggendarie.

Il racconto di Goffredo inizia con l'esilio del principe troiano Bruto, da cui verrebbe il nome di Britannia secondo la Historia Brittonum. Bruto sarebbe disceso da Enea, il leggendario fondatore di Roma e la sua storia è evidentemente collegata con le leggende sulla fondazione dell'Urbe.

I re precedenti a Bruto vengono da un documento che parla dei viaggi di Noè e della sua progenie in Europa, un tempo attribuito allo storico caldeo Berosso, ma ora considerato una falsificazione del monaco domenicano del XV secolo, Annio da Viterbo (le cosiddette Antiquitatum variarum). Anche le Triadi gallesi sono una fonte supplementare per i primi re britannici. Gli storici rinascimentali come John Bale e Raphael Holinshed hanno preso la lista dei re di "Celtica" fornita dallo pseudo-Berosso e li hanno trasformati in re della Britannia e della Gallia. John Milton ricorda queste tradizioni nella sua Storia di Britannia, sebbene gli dia scarso credito.

Sopravvivono diverse liste di sovrani, anche se nessuna è originale. Nessuna di queste è davvero attendibile, tant'è che, sebbene siano generalmente simili tra di loro, nessuna è esattamente uguale alle altre. Gli storici moderni considerano queste liste come insiemi di imperatori romani e di diversi re, signori della guerra ed eroi mitici celtici. Sebbene leggendarie e apocrife, queste liste contribuirono alla cosiddetta Materia di Britannia, cioè a quelle tradizioni medievali e primo-moderne sulla storia d'Inghilterra. Molti di questi re, dunque, non sono mai esistiti.

Spedizioni cesariane in Britannia

Le due spedizioni cesariane in Britannia (55 e 54 a.C.) si inquadrano nell'ambito delle guerre di conquista condotte da Gaio Giulio Cesare in Gallia (odierna Francia) e narrate nel De bello Gallico. La prima (tarda estate del 55), che non raggiunse grandi risultati, fu più che altro una spedizione ricognitiva. Le truppe approdarono per mare sulla costa del Kent. La seconda, quella del 54, ebbe maggior successo, mettendo sul trono il re amico Mandubracio e costringendo alla sottomissione il suo rivale, Cassivellauno, anche se il suo territorio non fu sottomesso.

Antichi popoli indoeuropei
Categoria: Popoli indoeuropei
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Conquista della Gallia
Eventi e fonti
Scenario geopolitico
Battaglie
Protagonisti
Eserciti
Conquista della Gallia (58 ~ 50 a.C.)

In altre lingue

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