Amorrei

Gli Amorrei (o Amorriti: in ebraico אמורים, ’emōrîm[1] o 'aemōrī[2], in egiziano Amar, in accadico Tidnum[3] o amurrū(m)[2], che corrisponde al sumero MAR.TU, immar.tu[2] o Martu[4]) erano un'antica popolazione di nomadi semitici occidentali, che abitavano da pastori le steppe[5] e che si imposero progressivamente, a partire dalla fine del III millennio a.C., in Levante (dopo il crollo del Regno di Ebla) e successivamente in Mesopotamia (dopo il crollo della Terza dinastia di Ur, o "Ur III", rispetto alla quale gli Amorrei ebbero un ruolo fondamentale[6]).[7][8]

La città di Babilonia fu una fondazione amorrea[9] e amorrea fu la Prima dinastia di Babilonia[10].

Fonti ed etimologia

Gli Amorrei sono citati da molte fonti, tra cui i testi amministrativi di parte sumera (al tempo di Ibbi-Sin), che vedono nei Martu (o Tidnum) una popolazione di barbari[3] e che raffigurano secondo stereotipi[7]. Degli Amorrei v'è traccia anche negli archivi di Ebla, in quelli accadici e poi in quelli di Ur III[11]. Esiste poi il dato onomastico, che aiuta a distinguere gli Amorrei, semiti d'Occidente, oltre che dall'elemento sumerico, anche dagli Accadi, semiti d'Oriente[7]. Gli Amorrei sono inoltre più volte citati nella Bibbia, dove però il termine si riferisce genericamente alle popolazioni siro-palestinesi[10]: è probabile che questo uso sia stato adottato dai redattori dei testi biblici su influenza dell'uso babilonese del VI secolo a.C., che con termini come "Amurru" intendeva genericamente l'Occidente o Khatti. Esso è comunque del tutto anacronistico.[12]

L'antico nome era un termine etnico, connesso con "Amurru" e "Amar", usati in Assiria e in Egitto. Il termine sumero MAR.TU risale almeno alla prima dinastia babilonese, ma dal XV secolo a.C. l'equivalente sillabico Amurru fu applicato per primo alle terre che si estendevano a nord di Canaan fino a Kadesh sul fiume Oronte.

Il più ampio uso del termine Amurru da parte dei Babilonesi e degli Assiri è complicato dal fatto che fu utilizzato anche per un distretto di Babilonia dove non si estendeva tradizionalmente la terra di Canaan. Inoltre, se il popolo della prima dinastia babilonese (attorno al XXI secolo a.C.) si definiva "amorreo", come sembra aver dimostrato Ranke, ciò indica che i Babilonesi riconoscevano un'origine comune.

Nelle prime iscrizioni babilonesi tutte le terre ad ovest del fiume Eufrate, comprese Siria e Canaan, erano conosciute come la terra degli amorrei, che conquistarono per due volte Babilonia (alla fine del III e agli inizi del I millennio a.C.).

Rappresentanti dell'elemento nomadico

Gli Amorrei rappresentano l'affermarsi dell'elemento seminomadico-pastorale rispetto all'elemento cittadino sumerico. Il confronto tra modi di vita dei nomadi e cultura cittadina era già vivo da millenni e aveva prodotto diversi tipi di assestamento. In particolare, nella Mesopotamia meridionale e centrale l'elemento nomadico era stato marginalizzato e la pastorizia era stata organizzata in relazione ai ritmi delle città.[6] Gli equilibri differenti prodottisi nel Levante non impediranno un arretramento dell'elemento urbano diffusosi con la cosiddetta "seconda urbanizzazione": tale crisi sarà particolarmente vistosa nelle zone ad agricoltura secca, anche se non è chiaro se sia stata prodotta da fattori climatici o da una complessiva insostenibilità economica.[6] In ogni caso, prima in Siria-Palestina, poi in Mesopotamia, si assiste a quella che è stata definita, a motivo della sua pervasività, come vera e propria "amorreizzazione"[13].

Storia

In precedenza gli assiriologi hanno ipotizzato che gli Amorrei fossero un popolo nomade, governato da un potente clan tribale che fece apparentemente spostare a forza il suo popolo in questi territori, di cui avevano bisogno per i pascoli delle loro mandrie. Tuttavia, molte delle nuove scoperte archeologiche hanno portato gli assiriologi a concordare sul fatto che gli amorriti non misero mai in atto un'invasione concertata di Ur. Molti amorrei vissero in modo pacifico all'interno del regno in piccole enclave. Ci sono ora attestazioni che gli Amorrei servirono nell'esercito di Ur e formarono anche gruppi di operai sia sotto l'impero di Akkad che sotto la terza dinastia di Ur, molto prima dell'ascesa del loro potere nella regione.

Ascesa al potere

Mentre la terza dinastia di Ur collassava lentamente e il potere centrale si dissolveva, tutte le regioni sotto il dominio di Ur stavano cominciando a riaffermare la loro indipendenza precedente, tra cui i luoghi in cui vivevano gli Amorrei. Altrove, gli eserciti di Elam stavano attaccando e indebolendo l'impero, rendendolo ancora più vulnerabile. Alcuni Amorrei ne approfittarono per conquistare il potere: non ci fu quindi un'invasione organizzata, ma diversi luoghi in cui gli Amorrei presero il dominio, soprattutto durante il regno dell'ultimo sovrano della terza dinastia di Ur, Ibbi-Sin. Guide con nomi amorrei presero il potere in diversi luoghi, compreso il Levante e la Mesopotamia meridionale. Alla fine gli elamiti saccheggiarono Ur e posero fine alla dinastia, attorno al XX secolo a.C. In seguito, il più potente sovrano mesopotamico (prima dell'ascesa del babilonese Hammurabi) fu un altro amorreo, Shamshi-Adad I.

Gli Amorrei nella Bibbia

Gli Amorrei sono citati in diversi libri biblici. Nella Genesi sono descritti come un popolo di montanari discendenti di Canaan. Sempre in questo libro è dato spazio alla loro sconfitta da parte del re elamita Chedorlaomer.

Gli Amorriti appaiono poi nell'Esodo come nemici degli Ebrei: Mosé combatte contro due loro re, Silon e il gigantesco Og, riuscendo a sconfiggere e a uccidere entrambi.

Cinque re Amorriti, ognuno dei quali a capo di una città, sono infine presenti nel libro di Giosué, tra i più agguerriti nemici affrontati dal protagonista, che li sterminerà. Uno di essi, Adonisedech, era il sovrano di Gerusalemme.

Religione e lingua

Gli Amorrei sembrano aver adorato la divinità della Luna, Sin, e Amurru. Dopo l'ascesa al potere, abbracciarono il culto degli dèi sumeri, così come furono copiati, tradotti o adattati con poche e irrilevanti modifiche i più vecchi racconti epici sumeri.

Gli Amorrei conosciuti (soprattutto quelli di Mari) scrissero in un dialetto accadico trovato in tavolette databili tra il 1800 e il 1750 a.C. che mostrano molte forme e numerosi costrutti del semitico nord-occidentale. È probabile che la loro lingua originale, l'amorreo, fosse il dialetto semitico nord-occidentale. Le fonti principali per le limitate conoscenze che si hanno su questa lingua sono i nomi propri, non in stile accadico, conservati in alcuni testi, molti dei quali sono simili ai successivi nomi ebraici presenti nella Bibbia.

Note

  1. ^ Mario Liverani, Oltre la Bibbia, cit., p. 470.
  2. ^ a b c Haldar, Who were the Amorites, cit., p. 3.
  3. ^ a b Liverani, 2009, p. 295.
  4. ^ Questi stessi termini si riferiscono anche al dio nazionale degli Amorrei, Amurru.
  5. ^ Liverani, 2009, p. 270.
  6. ^ a b c Liverani, 2009, p. 299.
  7. ^ a b c Liverani, 2009, p. 300.
  8. ^ Amorrei, in Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 15 marzo 2011.
  9. ^ Alle origini delle civiltà più antiche: accadi e sumeri Archiviato il 9 maggio 2017 in Internet Archive., scheda su lanuovaitalia.it.
  10. ^ a b Amorrei, in Sapere.it, De Agostini, 2012.
  11. ^ Liverani, 2009, p. 302.
  12. ^ Liverani, Oltre la Bibbia, cit., pp. 303-304.
  13. ^ Di cui si veda in Liverani, 2009, p. 307.

Bibliografia

  • (EN) Giorgio Buccellati, The Amorites of the Ur III period, Napoli, Istituto Orientale, 1966.
  • (EN) Edward Chiera, Sumerian Epics and Myths, Chicago, 1934, Nos.58 and 112.
  • (EN) Edward Chiera, Sumerian Texts of Varied Contents, Chicago, 1934, No.3.
  • (EN) Henri Frankfort, The Art and Architecture of the Ancient Orient, Yale University Press, 1996, pp. 54–58.
  • (EN) Alfred Haldar, Who were the Amorites, Leida, Brill, 1971.
  • Mario Liverani, Antico Oriente: storia, società, economia, Bari-Roma, Laterza, 2009, ISBN 978-88-420-9041-0.
  • Mario Liverani, Oltre la Bibbia. Storia antica di Israele, Bari-Roma, Laterza, 2003, ISBN 978-88-420-9152-3.
  • (EN) Georges Roux, Ancient Iraq, Londra, George Allen & Unwin 1964.

Voci correlate

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Collegamenti esterni

1290 a.C.

Il 1290 a.C. (MCCXC a.C. in numeri romani) è un anno del XIII secolo a.C.

Alalakh

Alalakh (o Alalah, l'odierna Tell Atchana presso Antakya, l'antica Antiochia, Turchia) è un'antica città amorrea, presso la regione di Hatay nel sud della Turchia.

Amar-Sin

Amar-Sin (o Amarsuen o Amarsuena; ... – ...) è stato un sovrano sumero, terzo re della terza dinastia di Ur; Figlio di Shulgi e come lui Re di Sumer e Akkad, governò, secondo la cronologia media, fra il 2046 e il 2038 a.C. e secondo la "cronologia breve" fra il 1981 e il 1973 a.C.

A differenza del padre, che fu divinizzato dopo alcuni anni di regno, Amar-Sin portò il determinativo divino sin dal momento dell'ascesa al trono. Si conoscono varie opere edilizie da lui compiute e il monumentale ipogeo reale in cui si fece seppellire. Il suo regno fu un periodo di prosperità, che permise la riduzione delle tasse.

Militarmente fu impegnato contro le popolazioni nomadi (soprattutto Amorrei) che premevano ai confini.

Assiria

Anticamente il termine Assiria (in accadico: Ašsur; in aramaico: אתור/ܐܬܘܪ, Aṯûr; in ebraico: אשור, Ashur) si riferiva ad una regione dell'alto Tigri, corrispondente all'estrema regione settentrionale dell'odierno Iraq.

Era cinta ad est dai monti Zagros e a nord dal massiccio dell'Armenia, mentre a sud-ovest si estendeva la pianura mesopotamica.

Alla fine del III millennio a.C. questo territorio fu colonizzato da una popolazione semitica di Amorrei, strettamente imparentata con i Babilonesi, cioè gli Assiri che, come la stessa regione, presero il nome dall'antica città di Assur.

Più tardi il termine andò ad indicare l'impero assiro propriamente detto che, dal IX al VII secolo a.C. dominò su tutta la Mezzaluna Fertile, l'Egitto e gran parte dell'Anatolia.

La loro storia può essere suddivisa cronologicamente in tre periodi. Questi sono detti:

Antico Regno periodo Paleo-assiro (1950-1750 a.C. ca.);

Medio Regno o periodo Medio-assiro (1365-932 a.C. ca.);

Nuovo Regno o periodo Neo-assiro (911-612 a.C. ca.).Fu durante il periodo del Nuovo Regno che la civiltà assira raggiunse il suo apice.

Cananea

Cananea (ebraico classico: כְּנַעַן, [kənaʕan], ebraico moderno: Knaan; greco della koinè: Χαναάν, da cui latino: Canaan; aramaico: ܟܢܥܢ da cui arabo کنعان [kanaʕa:n]) è un antico termine geografico che si riferiva ad una regione che comprendeva, grosso modo, il territorio attuale di Libano, Israele, Palestina e parti di Siria e Giordania.

Civiltà babilonese

La civiltà babilonese designa uno stato e un'area culturale accadica-semitica venutasi a costituire in Mesopotamia tra il III e il II millennio a.C. Lo stato babilonese, governato dagli Amorrei, nacque intorno al 2000 a.C., contenendo al suo interno la città, al tempo minore, di Babilonia, ovvero la sua capitale. I domini della città si estesero di molto durante il regno di Hammurabi nella prima metà del diciottesimo secolo avanti Cristo, rendendola una grande capitale. Durante e dopo il regno di Hammurabi: ovvero il suo governatore.

L'espansione babilonese coincise con lo stato accadico dell'Assiria nel nord della Mesopotamia. L'Impero babilonese divenne per breve tempo una potenza maggiore nella regione a seguito del regno di Hammurabi (collocabile tra il 1792-1752 secondo la cronologia media e il 1696-1654 secondo la cronologia breve). L'effimero impero, che soppiantava il precedente impero di Akkad, l'impero neo-sumerico e l'antico regno assiro, si sgretolò comunque poco dopo la morte di Hammurabi.

Lo stato babilonese, come quello assiro a nord, continuò ad utilizzare come lingua scritta, l'accadico, per uso ufficiale, in quanto era la lingua originaria della sua popolazione, sebbene i fondatori dell'impero, gli Amorrei e poi i successivi Cassiti non fossero accadici, ma parlassero i primi una lingua cananaica, i secondi una lingua isolata, l'amorreo. Inoltre, allo stesso modo dell'Assiria, all'interno della civiltà babilonese si continuò ad usare la lingua sumera come lingua religiosa che, al tempo della fondazione di Babilonia, non era più una lingua parlata, essendo stata del tutto soppiantata dall'accadico. Le precedenti tradizioni accadica e sumera giocarono un ruolo importante sia nella cultura babilonese che in quella assira e la regione rimase un importante centro culturale anche nei periodi di dominio straniero.

Sumuabun diede inizio alla prima dinastia babilonese che governò il nuovo stato, con capitale Babilonia. Per secoli fu solo una città di provincia, poi divenne la capitale dell'impero di Hammurabi (XVIII secolo a.C.), che sottomise tutta la Mesopotamia, dalla parte nord.

Cronologia della Mesopotamia

Di seguito sono riportati i principali avvenimenti della Mesopotamia in ordine cronologico.

El (divinità)

El (ebraico אל, greco Ἔλ, "Dio") o Eli, in accadico Ilu 𒀭 (sumero An), anche Il, Al nei vari dialetti, è il Dio dell'universo delle religioni antiche dell'area semitica siro-cananea, giudaica e mesopotamica, ed uno dei nomi di Dio nella Bibbia ebraica (nella quale, tuttavia, è sincretizzato con il dio tribale degli ebrei, Yahweh). Dalla medesima radice <-ˤ-l-h>, "altezza", "potenza", deriva in arabo il termine Allah.

Per gli antichi popoli del Medio Oriente, letteralmente "il più alto", era l'essere supremo. La radice trilittera di riferimento <ˤ-l-h> esprime appunto il significato di "essere in alto". Veniva chiamato per questo motivo "l'Altissimo" (Elyon) tra gli dèi, con un'evidente collocazione sovrastante il mondo terreno degli uomini, al di sotto del quale si collocano a loro volta le entità minori.

Emar

Emar (odierna Tell Meskene, Governatorato di Aleppo, Siria) era un'antica città amorrea situata su una grande ansa a metà del fiume Eufrate nella Siria nord-orientale, oggi sulla riva del lago artificiale di Assad. Vi sono state rinvenute numerose tavolette d'argilla con scrittura cuneiforme, il che la rende uno dei principali siti archeologici siriani assieme a Ugarit, Mari e Ebla. In questi testi, datati tra il XIV secolo a.C. e la caduta di Emar nel 1187 a.C., e nei numerosi scavi effettuati fin dagli anni settanta, Emar emerge come importante centro di commercio dell'età del bronzo, grazie alla posizione tra i centri di potere della Mesopotamia Superiore e dell'Anatolia-Siria. A differenza di altre città, le tavolette di Emar, molte delle quali in lingua accadica e risalenti al XIII secolo a.C., non sono reali o ufficiali, ma registrazioni di transazioni private, registrazioni giuridiche, rapporti nel settore immobiliare, matrimoni, ultime volontà e adozioni formali. Nella cassa di un sacerdote, una biblioteca conteneva testi letterari e lessicali sulla tradizione mesopotamica, e testi rituali per i culti locali.

Hyksos

Il termine Hyksos, forma grecizzata dell'egizio (in greco antico Ὑκσώς, Hyksṓs), viene generalmente usato per definire le popolazioni che penetrarono in Egitto sul finire del periodo della storia egizia indicato come Medio regno e governarono il nord dell'Egitto e parte del sud nel Secondo Periodo Intermedio, fra il 1720 e il 1530 a.C. In particolare sono chiamati

hyksos i 6 faraoni della XV dinastia (circa 1650-1550 a.C.). Centro politico del potere degli hyksos fu la città di Avaris, da loro fondata nel delta del Nilo.

Ibbi-Sin

Ibbi-Sin (... – ...) è stato l'ultimo re della terza dinastia di Ur, sovrani di Sumer e Akkad.

Figlio di Shu-Sin, regnò fra il 2028 e il 2004 a.C. Come suo padre, dovette fronteggiare i tentativi di invasione di vari popoli nomadi: gli Amorrei in primo luogo ma anche i Gutei e i Sua.

Durante il suo regno l'impero di Ur si disgrega, come si può dedurre dal progressivo abbandono da parte delle città dell'impero del sistema di datazione basato sul suo regno, abbandono che possiamo seguire nel corso di pochi anni da est verso ovest. Verso il settimo anno Ur non controllava più che le sue immediate vicinanze. Ciononostante, nell'anno 17 del regno è riportata una vittoria sugli Amorrei.

Sembra che oltre a cause esterne agissero anche fattori interni di disgregazione. Sappiamo del funzionario Ishbi-Erra che, inviato a Isin per rifornire Ur di derrate alimentari, tenta prima di ricattare il suo sovrano per ottenere la nomina a governatore di Isin e Nippur, e poi guida la rivolta di varie città contro Ur, alleandosi con gli Elamiti.

Nel ventiquattresimo anno del regno di Ibbi-Sin, gli Elamiti saccheggiarono Ur, ne assunsero il controllo e catturarono il re, che morì in prigionia.

Con la caduta di Ur termina la millenaria storia politica di Sumer. Dopo di allora la Mesopotamia non sarà mai più governata da popolazioni di lingua sumerica.

Il dolore per la caduta di Ur è espresso in due degli ultimi capolavori della letteratura sumera: la Lamentazione di Ur e la Lamentazione di Sumer e Akkad.

Alla caduta di Ur segue un periodo di disordine, in cui le città di Isin e Larsa tentarono senza successo di prendere il potere nella Mesopotamia centro-meridionale.

Lingua amorrea

La lingua amorrea era una lingua semitica parlata dagli Amorrei, considerata un dialetto occidentale della lingua ugaritica.

Madaba

Madaba (in Arabo مادبا) è una città della Giordania, sorta sull'antico sito biblico di Medba o Medeba, da cui ha poi preso il nome. Si trova a circa 35 km a sud-ovest di Amman, la capitale del Paese. La città sorge sulla Via Regia, una strada costruita cinquemila anni fa, a quasi 730 m s.l.m.

Poco lontano da Madaba sorge il Monte Nebo, alto circa 817 m s.l.m., e poco lontano appare il Mar Morto.

Martu (divinità)

Amurru o Martu sono le denominazioni in accadico e sumerico della divinità principale della popolazione nomade occidentale degli Amorrei, che si trovano spesso all'interno di nomi di persona composti con tale teoforo. Come nome di divinità si trova Ilu Amurru (DINGIR.DINGIR.MAR.TU).

Questa divinità Amurru/Martu viene talora descritta come un "pastore", figlio del dio del cielo Anu. In qualche occasione viene chiamato bêlu šadī o bêl šadê, "Signore del monte"; dúr-hur-sag-gá sikil-a-ke, "Colui che abita la montagna pura"; e kur-za-gan ti-[la], "Colui che abita la montagna risplendente". Nelle iscrizioni di Zinčirli in Cappadocia, viene chiamato ì-li a-bi-a, "Il dio di mio padre".

Su queste basi, L. R. Bailey (1968) e Jean Ouelette (1969) hanno avanzato l'ipotesi che questo Bêl Šadê sia la stessa divinità ricordata nella Bibbia come ’Ēl Šaddāi, che è il nome del Dio di Abramo, Isacco e Giacobbe nella "Fonte sacerdotale" del testo biblico, secondo la ipotesi documentaria. È possibile che Šaddāi significhi "Quello dei monti" o addiritture "Il dio munito di mammelle" dal momento che un'arcaica iconografia di Yahweh a Kuntilet Arjud lo ritrae con caratteristiche ermafrodite (provvisto sia di mammelle che di genitali maschili). In alternativa, Bêl Šadê potrebbe essere stato il dio della fecondità "Baal", che sarebbe stato adottato dai Cananei, tradizionalmente ostili al dio degli Ebrei YHWH, come è risaputo per via della lotta che il profeta Elia condusse contro di loro.

Come paredra di Amurru compare qualche volta la dea Ašratum, che nella tradizione semitica e ittita è la paredra del dio Ēl, il che fa effettivamente pensare che Amurru potesse essere una trasformazione di tale divinità. Se Amurru coincideva con Ēl, ciò spiegherebbe perché sono pochi i nomi amorrei composti col nome Amurru, mentre molto numerosi sono quelli composti con Il, vale a dire Ēl.

Amurru ha anche caratteristiche di divinità delle tempeste. Come Adad, anch'egli reca l'epiteto ramān "Tonante", ed è perfino chiamato bāriqu "Colui che scaglia saette" e Adad ša a-bu-be "Adad del diluvio". Ciononostante, la sua iconografia è distinta da quella di Adad, e in qualche caso egli è raffigurato insieme a Adad con un bastone di comando o da lancio, mentre Adad è munito delle consuete saette.

Un'altra tradizione riguardo alla consorte (o una delle consorti) di Amurru le dà l'appellativo di Belit-Seri, "Signora del Deserto".

Una terza tradizione, tramandata da un bel poemetto sumerico in stile pastorale, riferisce come il dio Martu abbia finito per sposare Adg̃ar-kidug la figlia del dio Numushda della città di Inab. Esso contiene un divertente discorso che esprime il disgusto da parte dei Sumeri, cittadini, per la vita rozza e nomade di Amurru, discorso che Adg̃ar-kidug ignora, limitandosi a rispondere: "Io sposerò Martu!".

La divinità di Amurru era identificata con la costellazione di Perseo.

Mesopotamia

La Mesopotamia (dal greco Μεσοποταμία/Mesopotamía, comp. di μέσος-/mésos- 'centrale, che sta in mezzo', ποταμός/potamós 'fiume' e il suff. -ia 'terra, landa, Paese'; cioè 'terra fra i fiumi Tigri ed Eufrate') denota una regione storica del Vicino Oriente, parte della cosiddetta Mezzaluna Fertile.

Regno di Amurru

Il regno di Amurru è stato uno dei regni nati tra l'Età amarniana e la fine della tarda Età del bronzo. La sua nascita, derivata dall'unione in uno stato di popolazioni semitiche occidentali (gli Amorrei), si lega al nome di un importante sovrano: Abdi-Ashirta. Costui, salito al potere nella prima metà del XIV secolo a.C., si sottrasse al giogo dell'Egitto, ponendosi in conflitto con i vicereami fenici, in particolare Biblo, che collaboravano col faraone.

Fatto assassinare da Amenhotep III, lasciò il paese nelle mani del non meno bellicoso figlio Aziru, che continuò la politica anti-egiziana. Al tempo del re hurrita Tushratta, il paese passò spontaneamente nell'orbita di Mitanni, ma quando sul trono di Amurru salì il re Shausgamuwa, nome chiaramente ittita, il paese entrò nell'orbita del regno di Hatti.

Insieme a Ugarit e altri, Amurru figura come uno dei vicereami costieri di influenza ittita che cadranno infine sotto gli attacchi dei Popoli del Mare.

Shu-Sin

Shu-Sin (... – ...) è stato il quarto re della terza dinastia di Ur, che governava Sumer e Akkad.

Il suo regno si colloca, secondo la cronologia media, fra il 2037 a.C. e il 2029 a.C. Salì al trono dopo il fratello Amar-Sin e dovette fronteggiare gli sconfinamenti delle tribù nomadi di Amorrei. A questo scopo costruì un muro nella Mesopotamia settentrionale, subito a nord di Akkad. Combatté e sconfisse anche le tribù nomadi dei Sua.

Alla sua morte gli succedette il figlio Ibbi-Sin.

XXI secolo a.C.

Il XXI secolo a.C. inizia nell'anno 2100 a.C. e termina nell'anno 2001 a.C. incluso.

XXV secolo a.C.

Il XXV secolo a.C. inizia nell'anno 2500 a.C. e termina nell'anno 2401 a.C. incluso.

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